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Cultura e Spettacoli 15 Aprile 2019

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni

La diciassettesima edizione di «Imola Crossroads», la rassegna inserita nel qualificato festival regionale «Crossroads. Jazz e altro in Emilia Romagna», presenterà quest’anno due importanti appuntamenti, in programma al teatro Stignani. Mercoledì 17 aprile avremo la Trilok Gurtu Band, mentre venerdì 26 aprile ci sarà uno degli appuntamenti più attesi di Crossroads, il progetto «Pensieri e Parole», un omaggio jazz a Lucio Battisti proposto da una all stars del jazz italiano che vede coinvolti la pianista Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso alla tromba, Javier Girotto ai sassofoni, Furio Di Castri al contrabbasso, Mattia Barbieri alla batteria e il grande Peppe Servillo alla voce. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Imola e organizzata da Jazz Network in collaborazione con il Combo Jazz Club: la sindaca Manuela Sangiorgi, durante la presentazione alla stampa, ha rivendicato l’importanza della manifestazione nel palinsesto culturale musicale cittadino invitando  «cittadinanza e appassionati di musica a non perdere l’opportunità di partecipare a questa bella festa dedicata al jazz, patrimonio dell’umanità e forma d’arte tra le più creative, in una location intima e suggestiva come lo Stignani».

Ad aprire Imola Crossroads, come detto, sarà il grande percussionista indiano Trilok Gurtu con relativa band che a Imola, sempre presentato dal Combo Jazz Club, si è già esibito in tre occasioni: nel 1989 al Cap Creus per la rassegna «Concerto Jazz» sia con il gruppo degli Oregon che nella formazione del grande chitarrista John McLaughlin, e nel 2003 al Crossover Jazz Festival in Rocca.Nato a Bombay nel 1951, figlio d’arte (sua madre Shoba è una delle più famose cantanti di thumri, uno degli stili della musica classica indiana), Gurtu inizia la sua carriera giovanissimo in India come suonatore di tablas (una coppia di tamburi della tradizione indiana, di differente forma e misura, Ndr),  per poi approdare al jazz appena ventenne. Perfettamente a suo agio con tablas, percussioni e batteria (per cui ha elaborato un personalissimo set), che suona con virtuosa maestria e creatività, negli anni ’70 si trasferisce prima in Europa, vivendo anche in Italia tra Firenze, Pistoia e Milano, e successivamente a New York nel 1976.  Risalgono a quegli anni le collaborazioni con Charlie Mariano, Don Cherry, Archie Sheep e Lee Konitz. Alla scomparsa del percussionista Collin Walcott, suo amico, lo sostituisce nel celebre gruppo degli Oregon; proprio con questo gruppo statunitense Gurtu farà conoscere il suo personalissimo stile etno jazz e si guadagnerà la fama internazionale che ancora oggi lo accompagna. Nella sua gratificante carriera non vanno dimenticate ad esempio le collaborazioni con John Mc Laughlin in trio, con Joe Zawinul, Jan Garbarek e Pat Metheny. A titolo di curiosità si può ricordare inoltre che in Italia ha suonato in tour con Pino Daniele nel 1984, e con Ivano Fossati nel cd Lindberg. Da diversi anni, si è dedicato alla carriera solistica prima con la sua formazione dei Crazy Saints e poi con altri progetti lavorando, sempre più convinto, alla ricerca di un «suono globale», dove coesistano jazz e afro, elettronica e tradizione indiana, sonorità senza confini né di genere né di aree geografiche.  La formazione che lo accompagnerà in questo tour è composta oltre che da Trilok alle percussioni e alla voce, da Frederik Koster alla tromba, da Tulug Tirpan al pianoforte e alle tastiere e da Jonathan Ihlenfeld Cunado al basso. (f.r.)

I concerti  inizieranno  alle ore 21.15. Biglietto: 20 euro intero, 16 ridotto. Informazioni: 0542/602600 e 0544/405666.

Nella foto, di Barka Fabianova (tratta dal sito di Crossroads), Trilok Gurtu alle percussioni

Trilok Gurtu protagonista di Crossroads con le sue tablas e le percussioni
Cultura e Spettacoli 27 Marzo 2019

«La menzogna» con Serena Autieri e Paolo Calabresi da stasera allo Stignani

Due coppie di amici si incontrano a una cena dopo molto tempo e avvertono un grande disagio tra loro. Paolo e Alice, Lorenza e Michele credono di vivere in un sistema di valori condivisi che si possono facilmente trasgredire: l’adulterio sembra essere l’unico orizzonte della vita coniugale. «La menzogna» di Florian Zeller, diretto da Piero Maccarinelli, è lo spettacolo che arriva al teatro Stignani di Imola da stasera, mercoledì 27 (ore 21), al 31 marzo. Interpretato da Serena Autieri e Paolo Calabresi, con Totò Onnis ed Eleonora Vanni, è «una partita divertente ma crudele – così si legge nel comunicato stampa -, che confonde i confini fra la menzogna e la verità, tra il reale e l’immaginario».

Attore e personaggio televisivo, Paolo Calabresi inizia la propria carriera in teatro, dove raccoglie i primi meritati successi portando sulle scene Euripide, Pirandello, Puskin, Strindberg, Shakespeare, Molière, Sofocle, Gogol, Brecht, Brusati, Goldoni e Goethe, sotto la direzione di alcuni dei più grandi registi teatrali italiani: Giorgio Strehler, Giorgio Albertazzi, Luca Ronconi e Massimo Castri. A Imola lo ricordiamo nella stagione di prosa 2014/2015 nei panni dell’uomo di cui si innamora Lella Costa nella commedia di Lidia Ravera Nuda proprietà, e nel 2015/2016 con Nudi e Crudi di Alan Bennett al fianco di Maria Amelia Monti. Nel corso degli anni l’attore ha preso parte a fiction televisive come Nati ieri, Ris – Delitti imperfetti, Distretto di polizia, La squadra e ai film tv Don Bosco, Padre Pio e Maigret. Dal 2007 è lo scorbutico elettricista Augusto Biascica nella serie italiana Boris. Dal 2008 è entrato a far parte del cast del programma Le Iene su Italia 1, arrivando a condurlo nel 2016.

Serena Autieri è un’attrice e cantante italiana. Tra i suoi lavori più noti, possiamo citare L’onore e il rispetto e Vento di ponente in tv, i film Notte prima degli esami – Oggi e Femmine contro maschi, entrambi diretti da Fausto Brizzi, Un fantastico via vai con Leonardo Pieraccioni, Sapore di te di Carlo Vanzina e Se mi lasci non vale di Vincenzo Salemme, i lavori teatrali Bulli & Pupe e Vacanze romane. Ha inoltro condotto il Festival di Sanremo accanto a Pippo Baudo ed ha partecipato a Tale e Quale Show nel 2012 e a Celebrity MasterChef nel 2018.

Biglietto da 30 a 15 euro, ridotto da 25 a 12, fino a 20 anni 11 euro. Info: 0542/602600. (r.c.)

Nella foto: Serena Autieri

«La menzogna» con Serena Autieri e Paolo Calabresi da stasera allo Stignani
Cultura e Spettacoli 22 Marzo 2019

Allo Stignani arriva «La menzogna» con Serena Autieri e Paolo Calabresi. Domani botteghino aperto per la prevendita

Serena Autieri e Paolo Calabresi sono i principali protagonisti dello spettacolo «La menzogna» di Florian Zeller e diretto da Piero Maccarinelli che dal 27 al 31 marzo sarà in scena al Teatro Ebe Stignani di Imola. 

Da domani, sabato 23 marzo, intanto, la biglietteria del teatro, in via Verdi 1/3 sarà aperta per la prevendita, dalle ore 16 alle 19. Dalle ore 20 dello stesso giorno partirà la vendita online dei biglietti ancora disponibili sul sito del Teatro Stignani, oppure sul circuito Vivaticket. (d.b.)

Allo Stignani arriva «La menzogna» con Serena Autieri e Paolo Calabresi. Domani botteghino aperto per la prevendita
Cultura e Spettacoli 15 Marzo 2019

Marta e i ricordi del papà, spettacolo per bambini domani al Magazzino Verde di Medicina

Sono sempre  avvincenti gli appuntamenti al Magazzino Verde di Medicina, lo spazio nel cuore del parco delle Mondine dedicato al teatro per bambine, bambini, famiglie e scuole. Domani, domenica 17 alle 16.30, va in scena Ricordi?, spettacolo di Teatro dell’Argine consigliato dai 6 ai 10 anni. «Caro papà, ti scrivo perché mi dicevi sempre che lo scritto rimane. Caro papà, voglio fare un gioco: voglio vedere il mondo come lo vedi tu, voglio fare le stesse cose che fai tu adesso, voglio viaggiare con la mente come viaggi tu. Voglio starti vicino. E voglio anche accompagnarti in viaggi che una volta abbiamo fatto insieme… ricordi? Insieme possiamo farlo. Firmato… tua figlia»: Ricordi? racconta la storia di Marta e del suo papà, dei piccoli gesti affettuosi e della cura che Marta gli riserva, dei piccoli gesti affettuosi e della cura che il papà le riservava quando lei era piccola. Dei ricordi di una vita. Dei legami che i ricordi sono capaci di creare e dei legami ancora più forti che si creano quando i ricordi, lentamente, svaniscono.

«Perché il papà di Marta ha un problema: fatica a ricordare le cose – si legge nel comunicato stampa -. Quelle più lontane nel tempo, ma anche quelle più vicine. Marta compie vere e proprie acrobazie per aiutare il suo papà a ricordare; perché anche da lì, dalla possibilità di fissare per sempre nella memoria momenti importanti della vita, passa la forza dei sentimenti. Ecco allora come il circo si carica di senso: la fatica degli acrobati parla del contatto fisico e mentale e la giocoleria racconta la confusione del malato. Uno spettacolo su un tema difficile, doloroso, potenzialmente a rischio di retorica, come quello della perdita progressiva di memoria, attraverso il linguaggio del teatro-circo; un linguaggio che è in grado di rendere evidente la fatica della relazione, ma che insieme può donare leggerezza a un argomento apparentemente ostico e spiacevole». (r.c.)

Biglietto: intero 6 euro, ridotto 5 euro (under 14, soci Coop Reno). È possibile acquistare i biglietti online su www.medicinateatro.it. In caso di esaurimento dei posti disponibili online, un’ultima quota dei biglietti sarà disponibile per l’acquisto solo a teatro, immediatamente prima dello spettacolo.

Nella foto un momento dello spettacolo «Ricordi?»

Marta e i ricordi del papà, spettacolo per bambini domani al Magazzino Verde di Medicina
Cultura e Spettacoli 13 Marzo 2019

Ritratto di una generazione, a teatro si discute sul «nome del figlio»

Al cinema, ne Il nome del figlio diretto da Francesca Archibugi, a scegliere un nome storicamente «pesante» per il figlio in arrivo, è Alessandro Gassman. Ma anche Patrick Bruel, nel film francese Cena tra amici uscito qualche anno prima. Entrambi sono adattamenti cinematografici di Le prénom, pièce teatrale scritta da Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte che poi diressero anche il film francese. E che ora è anche sui palcoscenici italiani in una produzione del Teatro Stabile di Verona, che arriva al teatro Stignani di Imola dal 13 al 17 marzo.

Diretto da Antonio Zavatteri e con la versione italiana firmata da Fausto Paravidino, Le prénom ha per protagonisti Alessia Giuliani, Alberto Giusta, Davide Lorino, Aldo Ottobrino e Gisella Szaniszlò. La storia è ambientata durante una serata conviviale a casa di due professori dichiaratamente di sinistra, che ospitano tre amici quarantenni come loro: il fratello della padrona di casa, che fa l’agente immobiliare, la sua compagna in ritardo a causa di un impegno di lavoro con dei giapponesi, e un amico single trombonista in un’orchestra sinfonica. Il fratello comunica alla compagnia che diventerà padre e, dopo le felicitazioni di rito, scatta la classica domanda sul nome. La risposta genererà sconcerto, perché il nome «evoca imbarazzanti memorie storiche. Il dubbio è che si tratti di uno scherzo – si legge nel comunicato stampa -, ma la discussione degenera ben presto investendo valori e scelte personali. Tra offese reciproche che non mancano di ferire tutti (nessuno escluso), nasce così il ritratto di una generazione allo sbando, dove tutti hanno qualche segreto da nascondere o da rinfacciarsi».

Nella foto (di Bepi Caroli) un momento dello spettacolo

Ritratto di una generazione, a teatro si discute sul «nome del figlio»
Cultura e Spettacoli 20 Febbraio 2019

Isa Danieli e Giuliana De Sio sono «Le signorine» al teatro Stignani

Isa Danieli e Giuliana De Sio interpretano due sorelle zitelle che trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche ne «Le signorine», testo di Gianni Clementi diretto da Pierpaolo Sepe in scena al teatro Stignani di Imola da stasera, mercoledì 20, al 25 febbraio. «È in una piccola storica merceria in un vicolo di Napoli, ormai circondata da empori cinesi e fast food mediorientali, che Addolorata e Rosaria passano gran parte della loro giornata – si legge nel comunicato stampa dello spettacolo -, per poi tornare nel loro modesto, ma dignitoso appartamento poco lontano. Una vita scandita dalla monotona, ma rassicurante ripetizione degli avvenimenti. Addolorata, dopo una vita condotta all’insegna del sacrificio e del risparmio, cui è stata obbligata dalla sorella, vuole finalmente godersi la vita. Rosaria, che ha fatto dell’avarizia e dell’accumulo il fine della propria esistenza, non ha nessuna intenzione di intaccare il cospicuo conto bancario, cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni. Anche l’uso del televisore, con conseguente consumo di energia elettrica, può generare un diverbio». Ma proprio quando le due sorelle sembrano destinate a questo gioco delle parti, un inaspettato incidente capovolgerà le loro sorti, offrendo finalmente ad Addolorata l’occasione di mettere in atto una vendetta covata da anni…

Per informazioni: 0542/602600 o visitate il sito del Teatro Stignani. (re.cul.)

Nella foto: Isa Danieli e Giuliana De Sio

Isa Danieli e Giuliana De Sio sono «Le signorine» al teatro Stignani
Cultura e Spettacoli 15 Febbraio 2019

«Le signorine» con Isa Danieli e Giuliana De Sio sul palco dello Stignani. Domani scattano le prevendite

Isa Danieli e Giuliana De Sio interpretano due sorelle zitelle che trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. Stiamo parlando de «Le signorine», spettacolo tratto da un testo di Gianni Clementi e diretto da Pierpaolo Sepe che sarà in scena al teatro Stignani di Imola dal 20 al 25 febbraio.

Intanto da domani, sabato 16 febbraio, alla biglietteria del teatro in via Verdi 1/3, sarà aperta per la prevendita, dalle ore 16 alle 19. Dalle ore 20 dello stesso giorno partirà la vendita online dei biglietti ancora disponibili sul sito del Teatro Stignani, oppure sul circuito Vivaticket. (d.b.)

Nella foto: Isa Daniele e Giuliana De Sio in scena

«Le signorine» con Isa Danieli e Giuliana De Sio sul palco dello Stignani. Domani scattano le prevendite
Cultura e Spettacoli 14 Febbraio 2019

Prima a Castello poi a Medicina, due serate con il live show comico di Nuzzo e Di Biase

Uno spettacolo dietro l’altro. Corrado Nuzzo e Maria Di Biase saranno al teatro Jolly di Castel San Pietro venerdì 15 febbraio alle 21.15 e alla Sala del Carmine di Medicina sabato 16 febbraio alle 21.15 con il loro Nuzzo Di Biase live show, uno spettacolo imprevedibile, surreale, esilarante, poetico. «Il Nuzzo Di Biase live show è un originale e strampalato spettacolo che mette in scena i tantissimi vizi e le poche virtù di un popolo che ha sempre saputo ridere e prendersi in giro – si legge nella scheda dello show -, invidiato per la sua creatività e fantasia, che di colpo si ritrova spaesato, povero e spaventato…. Come un uomo solo e senza soldi a Las Vegas o tanta gente ricca e felice, ma sul Titanic. Dopo aver assistito al Nuzzo Di Biase live show, non solo ricomincerai a sognare castelli in aria, ma ci pagherai anche l’Imu».

Il duo comico formato da Corrado Nuzzo e Maria Di Biase è una coppia d’arte e di vita. La loro comicità raffinata, spesso basata sul contrasto (esasperato) tra uomo e donna, ha ottenuto largo consenso tra il pubblico del piccolo schermo per la partecipazione in televisione al programma della Gialappa’s Band Mai dire lunedì, con la pièce Tua Sorella ed ancor prima con Mortality Show e Mai dire grande fratello & figli. Come autori, interpreti e registi spaziano dal teatro comico a quello drammatico, dall’esperienza radiofonica a quella televisiva, distinguendosi per l’uso di un linguaggio surreale che è ormai il loro marchio di fabbrica.

I posti per lo spettacolo al Jolly sono esauriti. Per Medicina: biglietto 12 euro, info 333/9434148.

ULTIM”ORA: lo spettacolo di sabato 16 alla sala del Suffragio di Medicina è stato rimandato a data da destinarsi

Nella foto Corrado Nuzzo e Maria Di Biase

Prima a Castello poi a Medicina, due serate con il live show comico di Nuzzo e Di Biase
Cronaca 8 Febbraio 2019

Il Giorno del Ricordo a Imola e Castel San Pietro Terme tra cerimonie e drammatizzazioni teatrali

Domenica 10 febbraio ricorre il “Giorno del Ricordo”, in memoria delle vittime delle Foibe, dell”esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. In questa occasione sono in programma alcune iniziative in vari comuni del circondario imolese.

A Castel San Pietro Terme la ricorrenza sarà celebrata sabato 9 febbraio al teatro Cassero (via Matteotti) con una drammatizzazione teatrale sul tema dell”esodo, proposta dall”Istituto Scappi in collaborazione con l”Amministrazione comunale e l”associazione castellana “Terra Storia Memoria”. L”iniziativa comincerà alle 10.15 con i saluti istituzionali del sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti e del dirigente scolastico Vincenzo Manganaro. Alle 10.30 ci sarà una presentazione del “Giorno del Ricordo”, che preluderà all”inizio dello spettacolo “Esodi”, costruito a partire dallo studio e dalle riflessioni su alcune testimonianze storiche. Concluderà la mattinata, alle 11.30, il laboratorio teatrale di lettura espressiva.

A Imola sarà invece riproposta nella mattinata di domenica 10 febbraio la cerimonia che ogni anno il Comune organizza nell”area verde ex Limonaia, all”incrocio tra le vie Manzoni e Alfieri, intitolata ai “Martiri delle Foibe e dell”esodo giuliano-dalmata”. L”appuntamento è alle 10.30 e alla cerimonia interverrà la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi.

La foto è tratta dalla locandina dello spettacolo “Esodi”, che sarà messo in scena dall”Istituto Scappi di Castel San Pietro Terme il 9 febbraio al teatro Cassero

Il Giorno del Ricordo a Imola e Castel San Pietro Terme tra cerimonie e drammatizzazioni teatrali
Cultura e Spettacoli 6 Febbraio 2019

Maria Amelia Monti è Miss Marple, ironia e thriller a teatro nel segno di Agatha Christie

Simpatica, divertente, solare. Sono i primi aggettivi che vengono in mente pensando a Maria Amelia Monti. E fanno scaturire la curiosità di vedere quali di queste sue doti verranno applicate anche al personaggio che porta in scena al teatro Stignani di Imola da oggi al 10 febbraio nello spettacolo Miss Marple, giochi di prestigio. La vecchietta impicciona nata dalla penna di Agatha Christie approda con questo lavoro per la prima volta sui palcoscenici italiani e lo fa con un testo adattato per il teatro da Edoardo Erba e diretto da Pierpaolo Sepe. Il romanzo, uscito nel 1952 con il titolo They do it with mirrors, ha al centro un omicidio in una villa di campagna, dove fondamentale è l”analisi della scena del crimine, perché l”omicidio è avvenuto grazie ad una distrazione, ad un paravento, come in un gioco di specchi, dove tutto non è come appare. Come a teatro. Un testo avvincente che si muove nella scia del thriller e dove la Miss Marple di Maria Amelia Monti inserisce delle piacevoli incursioni di ironia.

«È la prima volta che viene portato in scena in teatro in Italia una commedia con Miss Marple – spiega al telefono la Monti -. Dei dodici romanzi a cui la scrittrice inglese ha dato vita con protagonista Miss Marple, Edoardo Erba ha scelto Giochi di prestigio per farne l”adattamento teatrale: l”ha fatto fatto per la storia in sé, molto interessante e avvincente, per la possibilità di diminuire il numero dei personaggi, che nei racconti di Agatha Christie sono sempre tantissimi mentre in teatro devono per forza essere limitati, e per il meccanismo del gioco, del teatro dentro il teatro».

Siamo abituati a pensare a Miss Marple come un”anziana signora, interpretata ad esempio da attrici inglesi quali Joan Hickson tra i suoi settantotto e ottantaquattro anni, o Geraldine McEwan che ha iniziato a darle il volto a settantadue anni. Lei è decisamente più giovane.

«In realtà non è così definita, come altri personaggi della Christie, come Poirot ad esempio. Nel primo racconto viene presentata come una vecchietta pettegola, poi cambia un pochino: noi abbiamo tentato di mettere insieme tutte le caratteristiche che ci sembravano più funzionali alla nostra storia. Per cui la mia Miss Marple vive in un paesino, osserva tutti senza farsi sfuggire nulla, ama i racconti dell”orrore tanto che quando parla di qualcuno finisce sempre con la frase “e poi muore”, sbevacchia un po”, lavora a maglia, ma non finisce mai il golf per il nipote, ama le piante e ha un rododendro che cambia colore! Ha i capelli bianchi e un sedere enorme… finto! Nella nostra storia viene scaraventata nella villa di Stonygates dove va a trovare una sua ex compagna del collegio, e da lì si sviluppa il giallo».

Il giallo, molto amato al cinema o nella letteratura, non frequenta spessissimo il teatro.

«Eppure piace. Noi riempiamo sempre il teatro! Agatha Christie ha trovato, coi suoi romanzi, la ricetta vincente, come la Coca Cola o la Nutella. Il pubblico è vario, si va dai ragazzi agli anziani ai ricchi e poveri – ride -. Per quel che riguarda il nostro spettacolo non si sa chi è l”assassino e questo può incuriosire, ma funzionano benissimo anche le storie della Christie di cui tutti conoscono il finale, come Trappola per topi, che viene replicata all”infinito e attira sempre consensi e spettatori. È un po” come i bambini che amano sentirsi ripetere la stessa favola… se piace piace!».

In scena siete tanti attori: una situazione non comune, in tempi in cui le grosse compagnie sono sempre meno.

«Questo è grazie al coraggio della produzione, Gli Ipocriti Melina Balsamo. In scena ci siamo io, Roberto Citran e Sabrina Scucimarra, che siamo i più vecchietti, e cinque ragazzi bravissimi tra i ventitré e i trentasei anni che hanno anche un doppio ruolo (Sebastiano Bottari, Marco Celli, Giulia De Luca, Stefano Guerrieri e Laura Serena)».

L”intervista completa a Maria Amelia Monti è su «sabato sera» in edicola da giovedì 7 febbraio

Nella foto Maria Amelia Monti

Maria Amelia Monti è Miss Marple, ironia e thriller a teatro nel segno di Agatha Christie

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