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Economia 27 Marzo 2021

Ferrero «mangia» le nocciole di Terremerse

Nocciole più Ferrero e pensi alla Nutella. A prescindere che le nocciole diventino crema spalmabile o altro, l’evocazione nell’immaginario collettivo è forte per l’accordo tra il colosso dolciario italiano e la cooperativa romagnola Terremerse che nel territorio imolese ha raccolto l’eredità dell’ex Pempa.

L’accordo prevede il 75% del prodotto conferito dai soci a Terremerse partire in direzione Ferrero, mentre l’altro 25% potrà essere venduto a libero mercato, ovviamente senza preclusioni per Ferrero stessa. Questo accordo è la naturale conseguenza del progetto avviato da Terremerse meno di un anno fa per la messa a dimora di 600 ettari di nocciolo in 5 anni nelle regioni maggiormente vocate per questa coltura, tra cui l’Emilia Romagna.

Si tratta di una pianta caratterizzata da notevole rusticità e, quindi, riduce i rischi legati ai cambiamenti climatici, con una grande domanda dell’industria. L’obiettivo è la creazione di filiera di qualità, tracciabile, 100% italiana. Evidentemente, musica per le orecchie di Ferrero. «Sono ovviamente molto soddisfatto – commenta il presidente della cooperativa Marco Casalini -. E’ un accordo importante che si basa su un principio di lavoro in filiera su cui ci stiamo impegnando e puntando da tempo, come dimostrano le altre importanti partnership che abbiamo. Tra i punti di forza di maggior rilievo dell’accordo sicuramente quello di avere un partner di primaria importanza che garantisce determinate quantità ogni anno, lavorando con una metodologia chiara e condivisa». (c.f.)

Approfondimenti e intervista al presidente di Terremerse Marco Casalini su «sabato sera» del 25 marzo.

Ferrero «mangia» le nocciole di Terremerse
Economia 24 Dicembre 2020

Terremerse, anno positivo e fusione con Pempacorer

«Il 2020 è stato faticoso per tutti, con tante variabili anche in un comparto – quello agricolo – che ha subito meno terremoti di altri, ma per noi è stato anche un anno molto importante. Storico, possiamo dire. Abbiamo infatti concluso un lungo percorso che ci ha portato ad ottenere la qualifica di Organizzazione di produttori per quanto riguarda l’ortofrutta. Questo ci ha permesso di varare la fusione con un’altra Op di cui eravamo soci, Pempacorer. I soci di Pempacorer, a cui forniamo già alcuni servizi, godranno invece di una maggiore solidità patrimoniale».

Così Marco Casalini, confermato presidente a giugno (subentrò a Gianni Errani, a metà mandato, nel 2010), tratteggia così gli aspetti salienti nell’anno che sta finendo per la cooperativa bagnacavallese che con la fusione «passerà dai 160 milioni di euro di fatturato con cui dovremmo chiudere il 2020 a circa 220 e aggiungerà importanti competenze interne». Si tratta dell’inizio di un nuovo percorso che nasce dalla conclusione di un altro, iniziato a sua volta nel 2002 con la fusione della cooperativa Pempa di Imola. Ibrahim Saadeh, dal 2019 presidente e amministratore delegato di Pempacorer dopo esserne stato a lungo direttore, continuerà a guidare il ramo ortofrutta come consigliere delegato di Terremerse.

Entrando nel dettaglio del 2020, «le basse temperature di marzo hanno abbassato le rese e indirettamente hanno ridotto il consumo di agrofarmaci – continua Casalini -. L’annata agricola è andata in sofferenza e, di conseguenza, anche le strutture che offrono servizi. Per noi è comunque stata un’annata buona che, grazie ai correttivi in corsa, chiuderemo con un fatturato vicino ai 160 milioni e un utile oltre il milione di euro. Analizzando le filiere, per i cereali è stato un anno che possiamo definire me- dio-buono, con accordi di filiera ormai storici con importanti società come Plasmon, Galbusera e altri. Abbiamo registrato anche un aumento dei conferenti. Il pomodoro da industria ha avuto un anno positivo, seppur senza squilli, dal punto di vista quali-quantitativo. La carne chiuderà in controtendenza con un mix di prodotti che si è modificato con l’arrivo del Covid, con una crescita importante nei prodotti base, rispetto a quelli più elaborati. Dopo un biennio di perdite, anche questo comparto chiuderà in utile».

Le agroforniture rappresentano da alcuni anni il ramo principale dell’attività della cooperativa in termini di fatturato. «Pensare multi-filiera è la nostra identità e l’agire sostenibile per noi è un obiettivo da almeno trent’anni – puntualizza il presidente -. Ridurre il consumo d’acqua e i concimi fa parte del nostro dna e oggi riusciamo a produrre più tonnellate per ettaro utilizzando meno acqua e meno concimi. Puntiamo molto sul nostro set- tore ricerca e sviluppo. Per noi i trattamenti sono difesa e nutri- zione della pianta. D’altronde, l’agricoltore è un imprenditore che quando inquina perde soldi». Casalini immagina Terremerse come una realtà «capace in futuro di crescere in tutti i comparti. Anche dopo la fusione con Pempacorer, continueremo co- munque a puntare sull’ortofrutta per l’industria, dove abbiamo accordi importanti con Conserve Italia e Fruttagel. L’obiettivo è alzare ulteriormente i servizi ai nostri soci. Nei prossimi anni ci aspettiamo molto anche dal Progetto Nocciolo. Un bel modo per festeggiare i nostri primi 110 anni di storia». (c.f.)

Nella foto: Ibrahim Saadeh e Marco Casalini

Terremerse, anno positivo e fusione con Pempacorer
Economia 23 Novembre 2020

La cooperativa Terremerse svolgerà l’attività di Organizzazione di Produttori per il settore ortofrutta

Si annuncia un 2021 importante per Terremerse, nonostante l’eemergenza sanitaria costringerà la Cooperativa ad affrontare spese impreviste e a investire considerevoli risorse per poter svolgere le proprie attività nel rispetto di quanto previsto dalle norme anti Covid-19.

Tra le novità, una delle più rilevanti, è sicuramente quella che dal 1° gennaio 2021 Terremerse svolgerà l’attività di Organizzazione di Produttori (O.P.) per il settore Ortofrutta. Infatti, nel corso di quest’anno si è positivamente concluso il percorso di fusione per incorporazione della O.P. Pempacorer. Terremerse, che nel 2020 ha già ottenuto il riconoscimento di Organizzazione di Produttori ortofrutticoli per il prodotto da industria da parte della Regione Emilia-Romagna, dal 2021 si occuperà della commercializzazione e della gestione dei Piani Operativi per conto dei soci anche per il prodotto fresco, integrando nella propria struttura multifiliera la Sezione O.P. Ortofrutta.  Per effetto di questa e di altre operazioni virtuose il fatturato della sola Terremerse raggiungerà i 200 milioni di euro (dagli attuali 150), mentre quello del gruppo (di cui fanno parte le società controllate Semìa e Terremerse Nord Est) si attesterà attorno ai 220 milioni. «Terremerse è divenuta un’azienda multifiliera (agroforniture, cereali, ortofrutta, carni) con una propria sezione O.P. Ortofrutta, unica in Italia per dimensioni e caratteristiche. Ciò consentirà a Terremerse anche di allargare la propria azione su territori sui quali a oggi non opera, creando pertanto un volano allo sviluppo delle attività caratteristiche della Cooperativa, in particolare la vendita delle agroforniture, la raccolta dei cereali o la commercializzazione delle orticole», sottolinea Emilio Sabatini, direttore generale Terremerse.

Altra rilevante novità, avviata sul finire di quest’anno è la nascita di una nuova filiera. Terremerse, infatti, ha avviato un importante progetto sul nocciolo per la messa a dimora di 600 ettari in 5 anni nelle regioni in cui la Cooperativa è più presente: Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria. «Il Progetto Nocciolo e la volontà di diventare attore importante di una filiera di qualità al 100% italiana, si inserisce a pieno titolo negli orientamenti strategici di Terremerse, volti a indirizzare propri soci verso le migliori scelte produttive e ottimizzare i propri servizi agronomici. Inoltre, tale iniziativa è coerente con la struttura organizzativa che la Cooperativa si è data attraverso la costituzione della Sezione O.P. Ortofrutta, rientrando tra l’altro il nocciolo nelle valorizzazioni previste dall’O.C.M. per la rendicontazione di spese e investimenti» spiega il presidente Marco Casalini. (da.be.)

Nella foto: la sede di Terremerse e Pempacorer e della nuova O.P.

La cooperativa Terremerse svolgerà l’attività di Organizzazione di Produttori per il settore ortofrutta
Economia 2 Novembre 2020

Terremerse, rinnovato il contratto integrativo aziendale per 374 dipendenti

Un confronto intenso e aperto con i Sindacati ha permesso di arrivare ad importanti novità nel rinnovo del Contratto integrativo aziendale di Terremerse, che riguarda 374 dipendenti. «L”accordo raggiunto rappresenta la sintesi di un dialogo aperto volto a migliorare la condivisione degli obbiettivi aziendali, il senso di partecipazione, ponendo al centro il valore delle persone che lavorano per la nostra Cooperativa – commenta la responsabile delle Risorse Umane, Marinella Maccarrone -. In questo momento stiamo avviando continue evoluzioni che permetteranno crescita professionale e sviluppo di competenze. Un ringraziamento sentito va a tutti lavoratori che, con la loro partecipazione al confronto, hanno contribuito al raggiungimento dell’accordo. Un ringraziamento particolare va espresso, infine, ai componenti della Rsu e alle parti sindacali di categoria che sono stati protagonisti della trattativa e della sua conclusione positiva».

La firma del contratto aziendale avviene in un momento in cui il sistema socio-economico sta affrontando una pandemia a livello mondiale che non può non avere ripercussioni. Malgrado tutto questo, il focus di Terremerse è sempre più marcatamente rivolto alla valorizzazione delle competenze e delle risorse umane.  Il contratto aziendale siglato con Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil è il risultato di una riflessione sugli equilibri interni, il senso di meritocrazia e mira a portare un’attenzione ai lavoratori gestendo, ove possibile, la pausa pranzo minima a trenta minuti, permettendo così anche un miglior bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata. Inoltre, la previsione di una piattaforma per il welfare all’interno del contratto, va incontro alle richieste e necessità dei dipendenti, i quali potranno proporre un paniere di servizi a cui accedere, avendo pertanto la facoltà di usufruire di un incentivo variabile in termini monetari o, in alternativa, di servizi con valore defiscalizzato. Una particolare attenzione è stata posta anche al tema dello smart working: la pandemia sta facendo sperimentare logiche che hanno permesso di iniziare a strutturare un progetto di ottimizzazione del lavoro a distanza, di cui Terremerse continuerà a ragionare con Organizzazioni Sindacali e Rsu aziendale per arrivare a un accordo condiviso.

Nella foto: tutti i firmatari del contratto

Terremerse, rinnovato il contratto integrativo aziendale per 374 dipendenti
Cronaca 23 Giugno 2020

Nuovo Cda per Terremerse, Marco Casalini riconfermato presidente

Nel corso dell’Assemblea Generale dei Soci svoltasi il 22 giugno scorso a Bagnacavallo, oltre all’approvazione del Bilancio 2019, è stato eletto il nuovo Consiglio d’Amministrazione di Terremerse per il triennio 2020-2023. Nel segno della continuità sono stati riconfermati il presidente Marco Casalini (in carica dal 2010 ed al quarto mandato consecutivo) e la quasi totalità del Consiglio d’Amministrazione (15 Consiglieri su 17). Confermati anche i vice Presidenti Alessandro Tedaldi e Daniele Placci.

L’elenco completo di tutti i membri del nuovo C.d.A. di Terremerse: Gianluca Amadori, Lino Bacchilega, Roberto Brui, Marco Casalini, Giuseppe Ciani, Giovanni Giambi (new entry), Andrea Graziani, Michela Nati, Daniele Peroni, Daniele Placci, Daniele Plazzi, Samuele Ravaioli, Andrea Ridolfi, Ibrahim Saadeh (new entry), Alessandro Tedaldi, Roberto Tonnini e Giorgio Zaghi.

Marco Casalini, 47 anni, faentino, conduce un’azienda agricola a indirizzo frutticolo, ed è al suo quarto mandato consecutivo. «In questi ultimi 10 anni ho visto la mia Cooperativa, mia in quanto prima di tutto sono un socio cooperatore fin dalla costituzione dell’attuale Terremerse nel 1991, cambiare e trasformarsi – commenta – Mutamenti necessari per essere protagonisti in un mercato agroalimentare sempre più globale, difficile e alla mercé dei mutamenti climatici, che in un settore a cielo aperto come il nostro sono ovviamente determinanti. Da presidente, invece, non posso che rinnovare il nostro impegno, mio personale e di tutto il Consiglio d’Amministrazione, e ovviamente della Direzione e di tutti i dipendenti, che ringrazio per la dedizione e l’intraprendenza più volte dimostrate, perché Terremerse sia sempre propositiva, impegnata al fianco dei propri soci e clienti, per rispondere in tempo reale alle loro necessità, alla ricerca comune delle migliori soluzioni per continuare a fare impresa, con modalità sempre rispettose e attente all’ambiente e alle persone. Infine, un ringraziamento personale al C.d.A. per la rinnovata fiducia nei miei confronti e ovviamente un ringraziamento per il proprio contributo ai due Consiglieri uscenti, Franco Cobianchi e Marco Tampieri, ma anche a Sante Baldini e Marcello Sanzani, che per motivi personali hanno lasciato il Consiglio prima della scadenza del triennio». (da.be.)

Nella foto: (Marco Casalini)

Nuovo Cda per Terremerse, Marco Casalini riconfermato presidente
Economia 16 Giugno 2020

Il bilancio 2019 di Terremerse si chiude con 165 milioni di euro di fatturato

Si chiude con un fatturato consolidato pari a 165 milioni di euro il bilancio 2019 del gruppo Terremerse. L’utile netto si attesta a 960 mila euro, ottenuto in presenza di importanti accantonamenti (600 mila euro) a fronte di eventuali rischi futuri.
Nonostante la difficile cornice che offre il 2020, i dati dei primi mesi sono comunque confortanti e superiori rispetto alle previsioni di budget, grazie al consolidamento della struttura logistica e commerciale delle Agroforniture, dei buoni dati di vendita del settore Cereali e del settore Carni.

«Il 2019 è stato il primo anno senza il comparto Ortofrutta fresco per effetto della cessione del ramo di azienda ad Apofruit, che ha determinato il venir meno di circa 7,5 milioni di euro di fatturato – spiega Emilio Sabatini, direttore generale di Terremerse –. L’operazione, oltre ad aver prodotto benefici in termini economici, ha permesso il miglioramento della situazione finanziaria grazie alla cessione di due stabilimenti di lavorazione. In particolare, la posizione finanziaria netta di Terremerse ha avuto un beneficio di 7 milioni di euro a cui, oltre la citata vendita, hanno concorso il controllo del capitale circolante netto e il risultato di bilancio, considerando che comunque durante il 2019 la Cooperativa ha avuto uscite finanziarie per investimenti per oltre 4 milioni di euro».

Il bilancio 2019 di Terremerse si chiude con 165 milioni di euro di fatturato

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