Posts by tag: Turno di notte

Cultura e Spettacoli 25 Luglio 2020

Questa sera ritorna il concorso letterario «Turno di Notte» con l’incipit di Lucarelli

Si dice che la notte sia fatta per dormire. È verissimo, la notte cala le palpebre e spesso e volentieri coglie impreparati. Ma nella notte si possono fare anche altre cose, una di queste è scrivere. Turno di Notte torna con la sua dodicesima edizione, organizzato da Officine Wort e Officina Passo Passo. La cosa particolare, di questo concorso letterario per racconti che partono da un incipit scritto da Carlo Lucarelli, è proprio che si è costretti a scrivere di notte.

Alle 22 pronti online sul sito di Officine Wort, oppure presso l’azienda vitivinicola Gandolfi (via Loreta Berlina 12, Dozza). L’incipit verrà comunicato e tutti i concorrenti potranno iniziare a scrivere. Sotto le stelle, di notte, quando tutto è silenzioso o quasi. Alcune delle cose più belle mai scritte sono state scritte di notte: Flaubert, Kafka, Dostoesvkij, Kerouac, tutti loro, si dice scrivessero da mezzanotte all’alba, lasciandosi accompagnare dal tempo dilatato della notte.

Le più grandi ispirazioni letterarie, di solito, vengono sotto le lenzuola, nel proprio letto, mentre si combatte il sonno. Immaginatevi Flaubert o Kafka, alzarsi improvvisamente dal letto per appuntarsi l’idea giusta. Forse perché è quando il corpo si rilassa che la mente può sbrogliare la fantasia, nel silenzio e nel buio. E nel silenzio, e nel buio, il 25 luglio, ci sarà il rumore delle dita che ticchettano sulle tastiere ad accompagnare i sogni dei giusti. (fra.gian.)

Nella foto: la premiazione dell’edizione scorsa vinta da Lorena Casadei e Carlo Lucarelli

Questa sera ritorna il concorso letterario «Turno di Notte» con l’incipit di Lucarelli
Cultura e Spettacoli 26 Gennaio 2020

Sala delle Stagioni gremita per «Turno di Notte», il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli – VIDEO

Sala delle Stagioni gremita ieri pomeriggio per la premiazione di «Turno di Notte», il concorso di racconti scritti a partire da un incipit di Carlo Lucarelli. L’undicesima edizione del concorso, che si è tenuto come da tradizione in una notte di mezza estate, ha visto oltre cento partecipanti e ventun racconti selezionati e pubblicati da Bacchilega editore (marchio della Coop Bacchilega che edita anche il settimanale “sabato sera”) nella sua collana «Zero» in un”antologia in vendita e dal titolo «Paura». (r.cr.)

Nella foto e nel video le immagini della premiazione (Isolapress)

Sala delle Stagioni gremita per «Turno di Notte», il concorso di racconti scritti a partire dall'incipit di Carlo Lucarelli – VIDEO
Cultura e Spettacoli 27 Ottobre 2018

Lucarelli presenta «Peccato mortale» alla Rocca di Dozza per «Turno di notte»

Dopo un solo anno da Intrigo italiano Carlo Lucarelli ha riportato in libreria e nelle case dei suoi lettori il commissario De Luca: lo ha fatto con Peccato mortale, sempre edito da Einaudi, che, però, fa un salto narrativo all”indietro, piombando nel 1943, dieci anni e mezzo prima di dove lo avevamo lasciato. Si arricchisce così di un”altra storia la vicenda del commissario di polizia nato più di vent”anni con Carta bianca e le cui storie sono poi proseguite con L’estate torbida e Via delle Oche (Sellerio tutti e tre). Questo giallo che parte il 25 luglio 1943 mostra un commissario giovane, per certi versi ancora ingenuo, innamorato: un uomo diverso dal De Luca tormentato che è stato plasmato dalla vita (e dai successivi-precedenti romanzi). E comincia con un corpo ritrovato senza testa… per poi aggiungerci anche una testa senza corpo! Di tutto questo, ma anche di tanto altro, parlerà lo scrittore di Mordano sabato 27 ottobre alla Rocca di Dozza quando, a partire dalle 18, ci sarà anche la premiazione degli scrittori vincitori di «Turno di notte».

«Alla fine di Intrigo italiano, il commissario De Luca si definisce, trova una soluzione alla sua vita e ai guai che l”hanno accompagnato fino a quel momento, fa una scelta – spiega Lucarelli -. Ma, a quel punto, ha cominciato a girare in me la curiosità su come si era infilato nella serie di vicende che ho raccontato in quattro romanzi: non è un uomo d”azione, non è un fascista… come ha fatto a diventare quell”uomo inquieto e pieno di nevrosi che troviamo in Carta bianca? Ho così voluto raccontare com”era De Luca all”inizio, prima che gliene succedano di tutti i colori».

In effetti, in «Peccato mortale» è un uomo innamorato, fidanzato, anche un po” ingenuo tanto che quando gli dicono che Mussolini è caduto risponde «Si è fatto male?».

«Il 1943 è un anno cruciale, è un periodo di cambiamento totale: chi va a letto alle dieci di sera del 25 luglio va a letto durante il fascismo, chi va un”ora dopo lo fa in un”Italia in cui Mussolini è caduto… Inizia un”attesa enorme per il cambiamento: le persone si aspettano che smettano i bombardamenti, che il proprio padre o fratello torni dalla Russia… ma in realtà non succede nulla, addirittura vengono mantenute le leggi razziali, la polizia viene militarizzata e i bombardamenti continuano. È tutto più complesso e difficile di quel che ci si aspettava».

Per ricostruire il periodo hai fatto sicuramente ricerche storiche. Un lavoro di preparazione che ti piace?

«Moltissimo, ci sono dei momenti di ricerca che sono molto belli, poi negli anni ho accumulato materiale e informazioni. Di Bologna in quegli anni ci sono tanti documenti, tante pubblicazioni e soprattutto libri fotografici bellissimi. In più ho letto i giornali dove vedi gli articoli che interessavano alle persone: dove comprare le cipolle, per esempio, oppure le pubblicità».

A questo punto, dobbiamo aspettare altri vent”anni per la sua prossima storia?

«No, no, sono già al lavoro. Ricomincio da dove ho lasciato Peccato mortale, nell”inverno del ”44. Ci sono tante cose da raccontare, penso ad esempio a una foto che ho visto: Bologna è recintata dai soldati tedeschi, i partigiani sono alle porte e, in questa foto, c”è una ragazza che arriva in bicicletta e deve mostrare i documenti a un soldato, in un inverno gelido come non se ne vedevano da tanto. È un periodo da raccontare».

Sabato 27, alle 18, si terrà alla Rocca di Dozza la premiazione della decima edizione del concorso letterario «Turno di Notte»: sarà presente Carlo Lucarelli che, in seguito, presenterà il suo nuovo romanzo Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca (Einaudi) intervistato dal giornalista di sabato sera Paolo Bernardi. Per l’occasione verrà pubblicata l’antologia con i racconti premiati nei dieci anni di «Turno di notte» che vede la prefazione di Carlo Lucarelli e la postfazione di Gianluca Morozzi (il libro è prenotabile alla redazione di sabato sera a Imola in viale Zappi 56/b-c, tel. 0542/31555). Durante la serata sarà anche proclamato il vincitore della sezione «Racconti inediti» di «GialloGarda», in un momento condotto da Luca Occhi e Sabrina Grementieri, con letture di Stefano Farolfi. Ingresso libero.

L”intervista completa a Carlo Lucarelli è sul «sabato sera» del 25 ottobre 2018

Nella foto Carlo Lucarelli

Lucarelli presenta «Peccato mortale» alla Rocca di Dozza per «Turno di notte»
Cultura e Spettacoli 25 Marzo 2018

Luca Occhi intervista Sara Magnoli su «sabatosera.it» e alla Mondadori

Appuntamento ad alta tensione mercoledì 28 marzo alle 18 alla libreria Mondadori di Imola: la giallista Sara Magnoli, definita da Maurizio de Giovanni «una nuova, straordinaria voce nel romanzo nero italiano», parla del suo «Se il freddo fa rumore» (Damster Edizioni, collana Comma21), presentata dallo scrittore imolese Luca Occhi tra i promotori di Officine Wort e del concorso letterario Turno di notte.

Il libro di Sara Magnoli, giornalista professionista, ha vinto il premio speciale dell’associazione culturale L’Aringo alla seconda edizione del concorso «Essere Donna Oggi» di Gallicano, in provincia di Lucca, e si è classificato al secondo posto della sezione editi nella prima edizione del premio letterario Milano International.

«Il romanzo parte dalla sparizione, o dalla fuga, di due ragazzine di 13 e 17 anni – spiega l”autrice – che non si conoscono dalla stessa città nello stesso momento e prosegue con l’indagine per ritrovarle. Una doppia indagine, la prima è quella ufficiale, della polizia, l’altra è condotta da due giornalisti inviati sul posto. In un crescendo drammatico di cose dette e non dette, sapute e non sapute, volutamente o involontariamente nascoste che porta inesorabilmente non a un solo dramma, ma a tanti».

Che cosa nasconde la sinestesia del titolo?
«Quando fa freddo la gente si chiude in casa, esce meno volentieri, è come se alzasse quasi una barriera tra sé e il mondo. Quando questo freddo che ci fa chiudere in noi stessi diventa freddo dell’anima, del cuore, dei sentimenti, tutto quello che di buono e di positivo potrebbe accadere, tutte le speranze, la solidarietà, l’aiuto, vengono a mancare. E chi di questo aiuto ha bisogno resta inascoltato. Per questo il freddo fa rumore, ti pulsa nella testa, quasi a insistere sul fatto che lui è più forte della voglia di stare insieme. È come se la sua fosse una risata sarcastica di chi sa che sta facendo vincere l’indifferenza».

«Se il freddo fa rumore» è il secondo caso di cronaca nera che ha per protagonisti la giornalista Lorenza Maj e il vicequestore Luciano Mauri. Il primo era la storia contenuta nel romanzo «Se un cadavere chiede di te». Entrambi iniziano con un periodo ipotetico….
«Mi è piaciuto intitolare entrambi i libri partendo da un se per vari motivi: il primo è che il se introduce appunto sempre un’ipotesi, qualcosa che va così, ma potrebbe andare in un altro modo. E poi io amo la poesia If, la lettera a un figlio di Kipling, che enuncia tutto ciò che si deve saper affrontare per diventare grandi. E con questa piccola serie vorrei proprio che la protagonista, Lorenza, compisse un viaggio per diventare, appunto, grande, per sconfiggere le sue paure. Infatti ho proprio in mente una trilogia con questi personaggi, come nelle fiabe sono solitamente tre le prove che si devono superare per crescere».

Perché proprio una giornalista come protagonista, nonostante vicina a un poliziotto?
«Pur non avendo alcun riferimento autobiografico nei testi, io sono giornalista e nello scrivere un giallo, genere dove tutto deve essere oliato alla perfezione, dove tutto deve essere verosimile per accompagnare il lettore alla soluzione, ho preferito avere al centro un personaggio di cui conoscessi la professione, così da farlo muovere in maniera realistica».

In copertina appare un enorme fungo rosso: quale il suo significato?
«Pur essendo la storia totalmente inventata, ho voluto ambientarla in un luogo preciso e in case abbandonate. Un giorno, mentre stavo facendo un sopralluogo in queste case abbandonate vicino all’aeroporto della Malpensa per un servizio giornalistico, in una villa ho notato che qualcuno aveva disegnato su una parete un enorme fungo rosso. E allora, sarà stata la serial killer che alberga in me fin da quando ero bambina, sarà stata l’appassionata di gialli, sarà stata la giornalista di nera, ma ho proprio pensato a quanto ci sarebbe stato bene un omicidio lì davanti. E il fungo è diventato protagonista non solo della copertina, ma anche della storia raccontata in questo romanzo».

Luca Occhi

Luca Occhi intervista Sara Magnoli su «sabatosera.it» e alla Mondadori

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