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Economia 28 Gennaio 2019

Piano nazionale Industria 4.0, la Sacmi protagonista del consorzio per l'innovazione Bi-Rex

Sacmi fa parte di Bi-Rex (Big data innovation & Research excellence), il consorzio che raggruppa in un partenariato pubblico-privato 57 attori tra università, centri di ricerca e imprese, primo “competence centre” del piano nazionale Industria 4.0. Cinque le università coinvolte, con capofila Bologna, che ha guidato la presentazione della proposta e la costituzione del centro. Quindi i 2 centri di ricerca nazionali Cnr e Infn, oltre a Istituto ortopedico Rizzoli, Aster, Bologna business school, Cineca, Fondazione Golinelli, che ospiterà il centro nella sua fase di avvio. Sono invece 45 le imprese partecipanti, tra cui i massimi protagonisti della manifattura e dei servizi regionali, con la cooperativa imolese chiamata ad esprimere la presidenza del consorzio.

«Bi-Rex sarà di servizio alle imprese di tutta Italia, garantendo loro formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di tecnologie abilitanti sviluppate negli oltre 30 progetti collaborativi di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale focalizzati principalmente su connettività, automazione, manifattura avanzata e big data», sottolinea l’ingegner Domenico Bambi di Sacmi, nella sua veste di presidente del consorzio.

Radicate in Emilia Romagna, le attività di Bi-Rex si estendono infatti all’intero Paese, a partire da connessioni che si svilupperanno con tutti gli altri 7 competence centre nazionali, oltre a quelli europei. Duplice la funzione del consorzio: agire come struttura di servizio alle imprese, garantendo formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di nuove tecnologie abilitanti; secondo, condividere e mettere a sistema le “best practices” sviluppate dai protagonisti, tra cui Sacmi (che ha chiuso il 2018 con ulteriori investimenti in risorse, competenze e strutture, su tutte, Sacmi innovation lab 4.0).Prossimi step, dopo la costituzione ufficiale di Bi-Rex, la finalizza-zione della richiesta di finanziamento al ministero dello Sviluppo economico (9,2 milioni di euro, che si aggiungono agli oltre 15 milioni di investimenti da parte dei partner privati).

La Regione Emilia Romagna metterà a disposizione del consorzio ulteriori spazi presso il tecnopolo di Bologna, frutto della riqualificazione dell’ex area manifattura tabacchi, consentendo a Bi-Rex di entrare in sinergia con il data centre del centro meteo europeo e i centri di supercalcolo e big data di Cineca e Infn. Il competence centre Bi-Rex realizzerà un articolato programma di attività finalizzato alla realizzazione, da parte delle imprese fruitrici, di nuovi prodotti e processi (o al miglioramento di quelli esistenti) tramite lo sviluppo e l’adozione di tecnologie avanza-te in ambito Industria 4.0.

«In questo modello – spiega ancora Bambi – anche le piccole-medie imprese hanno la possibilità di essere protagoniste, attingendo a tecnologia, ricerca, competenze messe a disposizione dalle università, dai centri di ricerca e dai grandi player, valorizzando le loro caratteristiche di flessibilità e artigianalità attraverso modelli produttivi più vicini alle richieste dei nuovi mercati».

Piano nazionale Industria 4.0, la Sacmi protagonista del consorzio per l'innovazione Bi-Rex
Economia 24 Gennaio 2019

Anche Sacmi al Career day dell'Università di Bologna a caccia dei migliori laureati e laureandi

Favorire l’incontro tra laureati e aziende. Questo si propone il Career day, evento promosso da qualche anno dall’Alma Mater, la cui edizione 2019 si svolgerà nel capoluogo regionale martedì 26 febbraio, presso il padiglione 33 di Bologna Fiere (ingresso Aldo Moro). Durante la giornata (dalle ore 9.30 alle 17) le aziende avranno la possibilità di incontrare i laureandi e laureati dell’ateneo di Bologna, visionare i loro curricula, effettuare brevi colloqui presso gli stand, individuare i profili più interessanti e illustrare i propri percorsi di inserimento.

Diverse le aziende del nostro territorio che saranno presenti. Tra queste la Sacmi, dopo il successo della passata edizione (oltre 250 ragazzi e ragazze che hanno preso contatto, in buona parte ricontattati dallo staff human resources per valutarne l’inserimento in azienda). Una partecipazione, quella al Career day, che per la cooperativa imolese acquisisce un significato ulteriore rispetto alla semplice possibilità di raccogliere curricula e contatti. Già da tempo, infatti, il gruppo meccanico è in prima linea nell’offerta di opportunità specificamente pensate per i laureandi (come lo sviluppo d itesi specialistiche direttamente in azienda) o i laureati.

Sul portale Unibo tutte le informazioni sulla registrazione al Career day 2019 e l’inserimento del curriculum vitae.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto il padiglione di Bologna Fiere gremito di laureati e laureandi dell”Alma Mater

Anche Sacmi al Career day dell'Università di Bologna a caccia dei migliori laureati e laureandi
Economia 27 Dicembre 2018

L’Università di Bologna «studia» la Clai dai salumi agli alberi secolari

La collaborazione tra Clai e Università di Bologna si consolida. Grazie alla collaborazione con il Centro interdipartimentale di ricerca industriale agroalimentare (Ciri), Clai può contare su un importante confronto tecnico con i professori e sulla possibilità di svolgere analisi di laboratorio, anche molto avanzate, sui prodotti. L’università, dal canto suo, ha modo di confrontarsi con una realtà industriale, di applicare sul campo le proprie conoscenze e far visitare ai propri studenti un’importante industria alimentare. Sempre più di frequente, infatti, la cooperativa agroalimentare apre le proprie porte agli studenti di diversi corsi di laurea per visite guidate allo stabilimento produttivo di Sasso Morelli. «Spesso la collaborazione fra Clai e le università – spiega Fausto Gardini, docente del dipartimento di Scienze e tecnologie agroalimentari – ha portato alla realizzazione di alcune prove di produzione presso gli impianti di Sasso Morelli, focalizzate ad approfondire aspetti ancora sconosciuti sia alle aziende produttrici che agli enti di ricerca. Dai risultati di questi test sono stati poi redatti articoli, presentati e pubblicati su riviste scientifiche internazionali».

Un secondo progetto prevede invece un piano di intervento sperimentale per la salvaguardia degli alberi monumentali di villa La Babina, il centro direzionale Clai a Sasso Morelli. Il parco conta circa 200 alberi ad alto fusto, tra cui spiccano farnie, lecci e un imponente olmo bianco. «La conservazione dei parchi storici – spiega Alberto Minelli, docente del corso di laurea in Verde ornamentale e tutela del paesaggio nel plesso di Imola – prima o poi si trova di fronte al problema di come gestire esemplari arborei datati, sicuramente di grande effetto, ma soggetti a problemi fitosanitari. Il deperimento fisiologico e strutturale è all’ordine del giorno ed è normale, in quanto trattasi di esseri viventi. Tecniche appropriate di manutenzione e conservazione possono allungare la permanenza delle alberature nei parchi per decine di anni, rispetto a una situazione mal gestita». (Redazione Economia)

Nella foto: gli alberi monumentali di villa La Babina

L’Università di Bologna «studia» la Clai dai salumi agli alberi secolari
Cronaca 4 Dicembre 2018

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani

C’è chi a palazzo Dal Pero ci andava a bere una birra, quando nel piano sotterraneo si trovava lo storico pub Pampero, e chi invece ci andrà per segui-re le lezioni del proprio corso di laurea. Infatti, grazie alla Fondazione Cassa di risparmio di Imola, proprietaria dell’immobile da una decina di anni, il palazzo tra piazza Duomo e via Garibaldi diventa oggi sede universitaria come il vicino palazzo Vespignani, che proprio quest’anno festeggia dieci anni di università ad Imola.

L’inaugurazione del nuovo palazzo universitario si terrà il prossimo 5 dicembre all’interno dell’ormai consueto appuntamento di apertura dell’anno accademico imolese, in programma nell’aula magna di palazzo Vespignani dalle ore 10.30, alla presenza del rettore Francesco Ubertini e delle autorità locali politiche e religiose. «Con questa nuova dotazione la Fondazione non investe solo sulla presenza dell’università ad Imola – spiega il presidente Fabio Bacchilega – ma sul futuro della città». In verità, già nel 2012 parte degli spazi di palazzo Dal Pero erano stati adibiti a sale studio per un centinaio di studenti universitari, mentre altri locali del medesimo palazzo erano allora affittati ad attività private. Man mano svuotatosi e completamente ristruttu-rato negli ultimi 24 mesi, i piani alti dell’immobile vengono oggi interamente destinati alla sede imolese dell’Unibo (mentre resta al momento vuoto il piano terra): si tratta di tre nuove aule da 45 posti, una da 75, un laboratorio informatico da 40 postazioni ed un’aula multimediale di ultima generazione con dotazioni all’avanguardia che permettono perfino di scrivere sulle pareti.

Degli arredi e degli allestimenti si è occupata Unibo, mentre i lavori di ristrutturazione e riqualificazione del palazzo, finanziati con 2 milioni di euro dalla Fondazione di palazzo Sersanti, hanno incluso l’installazione di un ascensore e della scala antincendio nel giardino interno, l’adeguamento sismico dell’antica struttura realizzato mediante un involucro esterno in fibra di carbonio e il rifacimento completo degli interni. (mi. mo.)

L”articolo completo è su «sabatosera» del 29 novembre

Nella foto Patrizia Tassinari, responsabile del plesso universitario imolese e Fabio Bacchilega, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Inaugura il 5 dicembre palazzo Dal Pero, sarà sede universitaria insieme al vicino palazzo Vespignani
Sport 5 Agosto 2018

Basket, il Cus Bologna campione d’Europa con gli universitari Matteo Folli e Riccardo Zani

Il Cus Bologna si è laureato per la seconda volta consecutiva campione d’Europa universitario, battendo in finale 92-75 la formazione turca della Beykent University. Nella squadra che a Coimbra, in Portogallo, ha bissato il successo dell’edizione 2017 c’erano anche Matteo Folli della Sinermatic Ozzano e studente di Ingegneria, oltre a Riccardo Zani, neo acquisto della Virtus Vis Spes Imola che, invece, frequenta Scienze Motorie.

Cus Bologna: Folli 5, Sanguinetti 2, Savio 7, Tugnoli 18, Fin 7, Cucci 18, Trentin 3, Chiappelli 6, Zani 2, Cacace 18, Polverelli 6. All. Lolli.

d.b.

Nella foto: nella fila centrale Matteo Folli è il quarto da sinistra, mentre Riccardo Zani l”ultimo a destra

Basket, il Cus Bologna campione d’Europa con gli universitari Matteo Folli e Riccardo Zani
Sport 3 Giugno 2018

Pallavolo, titolo italiano universitario per le imolesi Giulia Grillini e Benedetta Emiliani

Netta affermazione per il Cus Bologna, che al palasport di Campobasso ha vinto il titolo italiano delle Università nella pallavolo femminile. In finale ha battuto con un netto 3-0 il Cus Milano e fra le protagoniste c’erano anche due giocatrici imolesi. Si tratta di Giulia Grillini, che quest’anno era nel San Lazzaro neopromosso in A2 e Benedetta Emiliani, che invece ha giocato in C a Faenza.

c.a.t.

Nella foto: la squadra del Cus Bologna

Pallavolo, titolo italiano universitario per le imolesi Giulia Grillini e Benedetta Emiliani
Cronaca 28 Maggio 2018

Manara (ConAmi): «Il parco dell’Osservanza ha vinto la sfida, ora tocca al padiglione 1»

«Il parco dell’Osservanza ha vinto la sua sfida, oramai è diventato parte integrante della città, è amato e frequentato e i padiglioni sono vissuti come un monumento architettonico». E’ soddisfatto Stefano Manara, presidente di ConAmi, a due anni dall’apertura al pubblico del grande parco dell’ex ospedale psichiatrico. In particolare dopo la festa dello street food di un paio di settimane fa. Il primo «grande evento» che ha «provato la febbre» alla location, utilizzando a pieno ritmo prati e viali per concerti e spettacoli, sia di giorno che di notte. Impossibile avere numeri esatti, ma si può stimare diverse centinaia di presenze nei tre giorni. «In effetti è stato uno degli eventi commerciali al quale hanno partecipato più persone, noi siamo contenti e pure gli organizzatori» dice Manara, che ci tiene però a precisare che «sono oltre un centinaio le iniziative già svolte, riceviamo moltissimi apprezzamenti e richieste di utilizzo».

Detto ciò, il ConAmi, che possiede l’89 per cento dell’Osservanza Srl (il rimanente è del Comune di Imola), ovvero la società a cui fa capo la quasi totalità del complesso dell’ex ospedale psichiatrico, ha come obiettivo generale il recupero e il rilancio anche degli edifici, in un’ottica di sviluppo della città. Molti sono i progetti presentati o proposti, ma per il momento l’unico che si sta concretizzando è la trasformazione de L’Altro Caffé in un ristorante. Secondo Manara, però, ci sono una ventina di progetti che si stanno studiando con il coinvolgimento dei soggetti interessati «un valore aggiunto non da poco. Molti sono stati sottoposti in maniera preliminare alla Soprintendenza». 

Uno dei progetti annunciati da tempo è la trasformazione del padiglione 1 in alloggi, aule e uffici per l’Accademia pianistica Incontri col Maestro (in teoria dovrebbe essere completato nel 2019). «Il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza, siamo prossimi alle gare per la progettazione definitiva e l’accantieramento». 

Ci sono novità per lo studentato universitario nei padiglioni 6, 8 17 e 19? Due anni fa è stato siglato un protocollo con l’Alma Mater ma occorrono milioni per i lavori di ristrutturazione.«Sono fiducioso, stiamo aspettando la graduatoria ministeriale sui finanziamenti alle università per capire se il nostro progetto andrà a contributo e con quali tempi, a quel punto decideremo come muoverci. Aspettiamo notizie da dicembre…». 

Niente chiosco estivo accanto alla pista da ballo?«L’avevamo già dato in gestione ma è troppo piccolo per l’uso cucina, quindi abbiamo deciso di ampliarlo, siamo in fase autorizzativa del progetto. Vorremmo fare i lavori entro l’inverno». (l.a.) 

Altri particolari nell’intervista completa sul sabato sera del 24 maggio. 

Nella foto Stefano Manara nel viale delle Palme dell’osservanza

Manara (ConAmi): «Il parco dell’Osservanza ha vinto la sfida, ora tocca al padiglione 1»
Cronaca 13 Marzo 2018

Università, a Imola oltre mille studenti l'anno e si punta a crescere

Il plesso imolese dell’Università di Bologna conferma i propri numeri nell’anno accademico 2017/2018 con buone prospettive di crescita grazie a un lungo lavoro sulla qualità dell’offerta formativa: 7 corsi di laurea (sei corsi triennali e uno magistrale) con oltre 900 studenti a cui si aggiungono 6 master (di cui due di secondo livello) con circa 100 studenti l’anno per un totale dioltre mille l’anno. Notevole anche il numero dei docenti e ricercatori che orbitano nel plesso visto che «fra corsi di laurea e master sono quasi 300 – sottolinea Patrizia Tassinari, referente della sede di Imola dell’Università di Bologna -. Sono offerte formative molto qualificate e specifiche, spesso uniche o sperimentali. Per questo gli studenti, ad un anno dalla laurea, o continuano a studiare o lavorano. Essendo quasi tutte a numero chiuso, non abbiamo grandi variazioni da un anno all’altro, ma ci piacerebbe aumentare nel breve periodo il numero di lauree triennali presenti in questa sede».
Un primo passo è il tanto atteso corso di Meccatronica che partirà nell’anno accademico 2018/19 a Bologna e che dal  2019/20 vedrà anche Imola protagonista in una duplice veste: l’utilizzo dei laboratori dell”Alberghetti per chi è al secondo anno e una seconda corte a Imola per le matricole.
Cruciale l’apporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola che dal prossimo anno accademico metterà a disposizione anche palazzo Dal Pero, in fase di ristrutturazione. «Siamo vicini all”Università da oltre vent”anni perché siamo convinti che Imola, dotandosi di un plesso universitario, possa crescere socialmente ed economicamente – commenta il presidente Fabio Bacchilega -. Mantenere i numeri degli ultimi anni è un buon segnale e noi continueremo a fornire spazi come palazzo Vespignani e dal prossimo anno accademico anche palazzo Dal Pero. Inoltre abbiamo contribuito alla creazione di laboratori di alto livello all’ex Lolli e serre di ricerca allo Scarabelli. Credo il nostro apporto sia importante anche per i progetti di ricerca pluriennali, l’ultimo dei quali  sull”obesità infantile promosso in collaborazione con l’Ausl e presentato poche settimane fa. Ogni anno l’offerta formativa aggiunge un tassello e quest’anno sono iniziati due nuovi master».
Tra i fiori all’occhiello della formazione accademica imolese è il rapporto con l’Ausl con la quale si svolgono le attività formative dei il corso di laurea in Fisioterapia e in Infermieristica, oltre ai corsi di laurea in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, in Educazione professionale e in Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione. A testimoniare l’impegno dell’Ausl sono i numeri snocciolati dal direttore generale Andrea Rossi: «Alcune attività didattiche si svolgono in collaborazione con la nostra azienda sanitaria che contribuisce a tenere in contatto i mondi dell’istruzione e del lavoro – spiega il dg imolese -. Nel 2017 il nostro personale ha svolto oltre 60mila ore di tutoraggio per oltre 430 studenti in carico: sono numeri che parlano da soli in una realtà come la nostra».
Christian Fossi

La versione completa sul numero di sabato sera in edicola dall”8 marzo.

Università, a Imola oltre mille studenti l'anno e si punta a crescere
Cronaca 27 Febbraio 2018

L'università a 80 anni (quasi) si può: l'esperienza di Riccardo Martignoni, studente di Erboristeria a Imola

Nei giorni scorsi ha fatto notizia lo studente universitario spagnolo di 81 anni, che da Valencia è arrivato a Verona con il progetto Erasmus. Anche il polo universitario imolese, però, ha il suo decano. Si chiama Riccardo Martignoni, anche se per i suoi compagni di studi è «Riccardone», gigante buono dalla barba canuta che lo fa assomigliare a un babbo natale in borghese.

Piemontese d’origine, 79 anni, in pensione da venti, ha deciso di tornare all’università dopo una lunga carriera trascorsa in più ospedali del nord e centro Italia: Riccardone è infatti medico in pensione con sette specializzazioni in curriculum.

Due anni or sono, si è iscritto al corso di laurea in Scienze farmaceutiche applicate, indirizzo Tecniche erboristiche, e da allora fa il pendolare tra Imola e Pineto (Teramo), la città dove vive con la famiglia.

Procediamo per gradi e partiamo dalla domanda più ovvia: perché tornare sui libri alla vigilia degli 80 anni?

«Da tempo desideravo studiare erboristeria come utile integrazione al mio lavoro di medico – racconta – ma credo sia noto quanto poco tale professione permetta di evadere, per cui durante la mia attività non ho potuto fare quello che avevo in mente. Inoltre, ho sempre amato la natura, di cui mi rendevo conto di conoscere assai poco. Infine, ho sempre studiato per migliorare la mia cultura e volevo conoscere la materia, seguendo un metodo che solo l’università è in grado di dare. Ovviamente con l’età mi trascino dietro molti acciacchi, ma tengo duro, con la testardaggine tipica dei piemontesi».

La scelta di frequentare il corso a Imola è avvenuta innanzitutto per ragioni logistiche. «Lungo la fascia adriatica – racconta – era l’unica sede per me funzionale, dato che ho qualche problema di mobilità. Urbino è scomoda, Padova era troppo lontana. Imola era perfetta. Durante l’open day, poi, il coordinatore della facoltà di Scienze farmaceutiche applicate, Ferruccio Poli, si è rivelato una persona gradevolissima e mi ha trasmesso il suo entusiasmo».

L’esperienza di Martignoni rappresenta anche un esempio positivo per chi crede che a 80 anni la vita sia ormai al tramonto.

«Posso affermare con piena coscienza – sostiene convinto – che sono pochi gli impedimenti che possono limitarci nell’affrontare impegni di studio a qualsiasi età e, d’altra parte, cosa ci resta, se non ci impegniamo in qualche modo? Sedere in poltrona, guardando la televisione fino a rimbambire in attesa del buio eterno, non fa proprio per me. Forse questa è la vera ragione del mio impegno universitario attuale. In verità, ne esiste anche un’altra, in questo caso un po’ utopistica: creare un tramite fra la medicina e l’erboristeria, in modo che la materia assuma la giusta dimensione anche per i medici dei quali io sarei l’avanguardia, anche se purtroppo a tutt’oggi credo di essere l’unico medico che abbia frequentato questa scuola. E’ un sogno, ma senza sogni – conclude – la vita non ha senso».

L”intervista completa a “Riccardone” è su “sabato sera” del 22 febbraio.

lo.mi.

Nella foto: Riccardo Martignoni con i compagni di studi

L'università a 80 anni (quasi) si può: l'esperienza di Riccardo Martignoni, studente di Erboristeria a Imola

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