Posts by tag: università

Cronaca 28 Maggio 2018

Manara (ConAmi): «Il parco dell’Osservanza ha vinto la sfida, ora tocca al padiglione 1»

«Il parco dell’Osservanza ha vinto la sua sfida, oramai è diventato parte integrante della città, è amato e frequentato e i padiglioni sono vissuti come un monumento architettonico». E’ soddisfatto Stefano Manara, presidente di ConAmi, a due anni dall’apertura al pubblico del grande parco dell’ex ospedale psichiatrico. In particolare dopo la festa dello street food di un paio di settimane fa. Il primo «grande evento» che ha «provato la febbre» alla location, utilizzando a pieno ritmo prati e viali per concerti e spettacoli, sia di giorno che di notte. Impossibile avere numeri esatti, ma si può stimare diverse centinaia di presenze nei tre giorni. «In effetti è stato uno degli eventi commerciali al quale hanno partecipato più persone, noi siamo contenti e pure gli organizzatori» dice Manara, che ci tiene però a precisare che «sono oltre un centinaio le iniziative già svolte, riceviamo moltissimi apprezzamenti e richieste di utilizzo».

Detto ciò, il ConAmi, che possiede l’89 per cento dell’Osservanza Srl (il rimanente è del Comune di Imola), ovvero la società a cui fa capo la quasi totalità del complesso dell’ex ospedale psichiatrico, ha come obiettivo generale il recupero e il rilancio anche degli edifici, in un’ottica di sviluppo della città. Molti sono i progetti presentati o proposti, ma per il momento l’unico che si sta concretizzando è la trasformazione de L’Altro Caffé in un ristorante. Secondo Manara, però, ci sono una ventina di progetti che si stanno studiando con il coinvolgimento dei soggetti interessati «un valore aggiunto non da poco. Molti sono stati sottoposti in maniera preliminare alla Soprintendenza». 

Uno dei progetti annunciati da tempo è la trasformazione del padiglione 1 in alloggi, aule e uffici per l’Accademia pianistica Incontri col Maestro (in teoria dovrebbe essere completato nel 2019). «Il progetto è stato approvato dalla Soprintendenza, siamo prossimi alle gare per la progettazione definitiva e l’accantieramento». 

Ci sono novità per lo studentato universitario nei padiglioni 6, 8 17 e 19? Due anni fa è stato siglato un protocollo con l’Alma Mater ma occorrono milioni per i lavori di ristrutturazione.«Sono fiducioso, stiamo aspettando la graduatoria ministeriale sui finanziamenti alle università per capire se il nostro progetto andrà a contributo e con quali tempi, a quel punto decideremo come muoverci. Aspettiamo notizie da dicembre…». 

Niente chiosco estivo accanto alla pista da ballo?«L’avevamo già dato in gestione ma è troppo piccolo per l’uso cucina, quindi abbiamo deciso di ampliarlo, siamo in fase autorizzativa del progetto. Vorremmo fare i lavori entro l’inverno». (l.a.) 

Altri particolari nell’intervista completa sul sabato sera del 24 maggio. 

Nella foto Stefano Manara nel viale delle Palme dell’osservanza

Manara (ConAmi): «Il parco dell’Osservanza ha vinto la sfida, ora tocca al padiglione 1»
Cronaca 13 Marzo 2018

Università, a Imola oltre mille studenti l'anno e si punta a crescere

Il plesso imolese dell’Università di Bologna conferma i propri numeri nell’anno accademico 2017/2018 con buone prospettive di crescita grazie a un lungo lavoro sulla qualità dell’offerta formativa: 7 corsi di laurea (sei corsi triennali e uno magistrale) con oltre 900 studenti a cui si aggiungono 6 master (di cui due di secondo livello) con circa 100 studenti l’anno per un totale dioltre mille l’anno. Notevole anche il numero dei docenti e ricercatori che orbitano nel plesso visto che «fra corsi di laurea e master sono quasi 300 – sottolinea Patrizia Tassinari, referente della sede di Imola dell’Università di Bologna -. Sono offerte formative molto qualificate e specifiche, spesso uniche o sperimentali. Per questo gli studenti, ad un anno dalla laurea, o continuano a studiare o lavorano. Essendo quasi tutte a numero chiuso, non abbiamo grandi variazioni da un anno all’altro, ma ci piacerebbe aumentare nel breve periodo il numero di lauree triennali presenti in questa sede».
Un primo passo è il tanto atteso corso di Meccatronica che partirà nell’anno accademico 2018/19 a Bologna e che dal  2019/20 vedrà anche Imola protagonista in una duplice veste: l’utilizzo dei laboratori dell”Alberghetti per chi è al secondo anno e una seconda corte a Imola per le matricole.
Cruciale l’apporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola che dal prossimo anno accademico metterà a disposizione anche palazzo Dal Pero, in fase di ristrutturazione. «Siamo vicini all”Università da oltre vent”anni perché siamo convinti che Imola, dotandosi di un plesso universitario, possa crescere socialmente ed economicamente – commenta il presidente Fabio Bacchilega -. Mantenere i numeri degli ultimi anni è un buon segnale e noi continueremo a fornire spazi come palazzo Vespignani e dal prossimo anno accademico anche palazzo Dal Pero. Inoltre abbiamo contribuito alla creazione di laboratori di alto livello all’ex Lolli e serre di ricerca allo Scarabelli. Credo il nostro apporto sia importante anche per i progetti di ricerca pluriennali, l’ultimo dei quali  sull”obesità infantile promosso in collaborazione con l’Ausl e presentato poche settimane fa. Ogni anno l’offerta formativa aggiunge un tassello e quest’anno sono iniziati due nuovi master».
Tra i fiori all’occhiello della formazione accademica imolese è il rapporto con l’Ausl con la quale si svolgono le attività formative dei il corso di laurea in Fisioterapia e in Infermieristica, oltre ai corsi di laurea in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, in Educazione professionale e in Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione. A testimoniare l’impegno dell’Ausl sono i numeri snocciolati dal direttore generale Andrea Rossi: «Alcune attività didattiche si svolgono in collaborazione con la nostra azienda sanitaria che contribuisce a tenere in contatto i mondi dell’istruzione e del lavoro – spiega il dg imolese -. Nel 2017 il nostro personale ha svolto oltre 60mila ore di tutoraggio per oltre 430 studenti in carico: sono numeri che parlano da soli in una realtà come la nostra».
Christian Fossi

La versione completa sul numero di sabato sera in edicola dall”8 marzo.

Università, a Imola oltre mille studenti l'anno e si punta a crescere
Cronaca 27 Febbraio 2018

L'università a 80 anni (quasi) si può: l'esperienza di Riccardo Martignoni, studente di Erboristeria a Imola

Nei giorni scorsi ha fatto notizia lo studente universitario spagnolo di 81 anni, che da Valencia è arrivato a Verona con il progetto Erasmus. Anche il polo universitario imolese, però, ha il suo decano. Si chiama Riccardo Martignoni, anche se per i suoi compagni di studi è «Riccardone», gigante buono dalla barba canuta che lo fa assomigliare a un babbo natale in borghese.

Piemontese d’origine, 79 anni, in pensione da venti, ha deciso di tornare all’università dopo una lunga carriera trascorsa in più ospedali del nord e centro Italia: Riccardone è infatti medico in pensione con sette specializzazioni in curriculum.

Due anni or sono, si è iscritto al corso di laurea in Scienze farmaceutiche applicate, indirizzo Tecniche erboristiche, e da allora fa il pendolare tra Imola e Pineto (Teramo), la città dove vive con la famiglia.

Procediamo per gradi e partiamo dalla domanda più ovvia: perché tornare sui libri alla vigilia degli 80 anni?

«Da tempo desideravo studiare erboristeria come utile integrazione al mio lavoro di medico – racconta – ma credo sia noto quanto poco tale professione permetta di evadere, per cui durante la mia attività non ho potuto fare quello che avevo in mente. Inoltre, ho sempre amato la natura, di cui mi rendevo conto di conoscere assai poco. Infine, ho sempre studiato per migliorare la mia cultura e volevo conoscere la materia, seguendo un metodo che solo l’università è in grado di dare. Ovviamente con l’età mi trascino dietro molti acciacchi, ma tengo duro, con la testardaggine tipica dei piemontesi».

La scelta di frequentare il corso a Imola è avvenuta innanzitutto per ragioni logistiche. «Lungo la fascia adriatica – racconta – era l’unica sede per me funzionale, dato che ho qualche problema di mobilità. Urbino è scomoda, Padova era troppo lontana. Imola era perfetta. Durante l’open day, poi, il coordinatore della facoltà di Scienze farmaceutiche applicate, Ferruccio Poli, si è rivelato una persona gradevolissima e mi ha trasmesso il suo entusiasmo».

L’esperienza di Martignoni rappresenta anche un esempio positivo per chi crede che a 80 anni la vita sia ormai al tramonto.

«Posso affermare con piena coscienza – sostiene convinto – che sono pochi gli impedimenti che possono limitarci nell’affrontare impegni di studio a qualsiasi età e, d’altra parte, cosa ci resta, se non ci impegniamo in qualche modo? Sedere in poltrona, guardando la televisione fino a rimbambire in attesa del buio eterno, non fa proprio per me. Forse questa è la vera ragione del mio impegno universitario attuale. In verità, ne esiste anche un’altra, in questo caso un po’ utopistica: creare un tramite fra la medicina e l’erboristeria, in modo che la materia assuma la giusta dimensione anche per i medici dei quali io sarei l’avanguardia, anche se purtroppo a tutt’oggi credo di essere l’unico medico che abbia frequentato questa scuola. E’ un sogno, ma senza sogni – conclude – la vita non ha senso».

L”intervista completa a “Riccardone” è su “sabato sera” del 22 febbraio.

lo.mi.

Nella foto: Riccardo Martignoni con i compagni di studi

L'università a 80 anni (quasi) si può: l'esperienza di Riccardo Martignoni, studente di Erboristeria a Imola

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast