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Cronaca 27 Dicembre 2018

Rigenerazione urbana, un milione e mezzo di euro dalla Regione per due progetti presentati da Medicina e Mordano

Un milione e mezzo di euro in arrivo per progetti di rigenerazione urbana a Medicina e Mordano. La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato nei giorni scorsi la graduatoria dei Comuni e delle Unioni ammessi al contributo previsto dal bando per la rigenerazione urbana, che prevede uno stanziamento complessivo di 36,5 milioni di euro. Due i Comuni nel Circondario imolese che hanno ottenuto il finanziamento: Medicina, che riceverà 980 mila euro per il progetto “Lungo il Canale di Medicina: rigenerazione urbana, ambientale, sociale” e Mordano, al quale arriveranno 525 mila euro dalla Cassa depositi e prestiti per un intervento di housing sociale.

«La Regione Emilia-Romagna attraverso queste risorse, promuove la riqualificazione delle città, i centri storici e i quartieri, combattendo il degrado edilizio, urbanistico e sociale – hanno spiegato i consiglieri regionali del territorio, Francesca Marchetti e Roberto Poli –. Si tratta del primo atto concreto realizzato grazie alla Legge 24/2017 che disciplina la tutela del territorio. L’obiettivo della nostra Regione è infatti quello di sostenere i comuni per migliorare la qualità urbana e garantire sicurezza nei centri abitati».

I fondi a disposizione sono 30 milioni di euro provenienti dal Fondo di sviluppo e coesione e 6,5 milioni dalla Cassa depositi e prestiti per l’housing sociale. Per ogni progetto è previsto un massimo di 2 milioni e mezzo di euro, con un co-finanziamento da parte dei Comuni che permetterà di realizzare opere per circa 100 milioni di euro. Per ricevere il contributo, i Comuni ammessi dovranno avere appaltato i lavori entro il 31 dicembre 2019, pena la decadenza del contributo stesso e la revoca delle risorse già erogate. Inoltre, le graduatorie resteranno in vigore 24 mesi, dando la possibilità di accedere ad eventuali ulteriori finanziamenti.

«Iniziamo un percorso virtuoso insieme ai cittadini e alle amministrazioni locali – ha affermato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini -. Si apre così una nuova fase, caratterizzata dal consumo zero di suolo e dal recupero di zone delle nostre città e dei nostri centri storici, costruendo una rete con il tessuto sociale e orientando gli interventi alla cura degli spazi collettivi. Anche con un importante effetto sull’economia dei territori, con nuovi cantieri, ma anche iniziative legate a porzioni di città in trasformazione, e posti di lavoro».

«Questi interventi – ha aggiunto l’assessore regionale alla Programmazione territoriale, Raffaele Donini – aprono con coraggio il mercato della rigenerazione e della riqualificazione urbana delle nostre città mostrando un cambio di prospettiva e di mentalità nelle scelte di programmazione dell’uso del territorio da parte delle amministrazioni. Si chiude definitivamente l’epoca del consumo di suolo vergine. Accanto a questo la nuova legge contiene importanti sgravi fiscali per chi compie interventi di rigenerazione urbana, come l’abolizione del contributo straordinario, la riduzione di almeno il 20% del contributo di costruzione, oltre a incentivi volumetrici e procedure semplificate».

Nella foto l”assessore regionale Raffaele Donini e il presidente Stefano Bonaccini

Rigenerazione urbana, un milione e mezzo di euro dalla Regione per due progetti presentati da Medicina e Mordano
Economia 13 Novembre 2018

Castel San Pietro, inaugurata la nuova struttura logistica di Decathlon costruita in soli due anni

Decathlon ha inaugurato la nuova struttura logistica con una grande festa, alla quale ha partecipato una nutrita delegazione dell’Amministrazione comunale di piazza XX Settembre guidata dal sindaco Fausto Tinti.

«Ringraziamo Decathlon per aver dato fiducia alla nostra Amministrazione, puntando ancora su Castel San Pietro Terme», ha detto Tinti, senza peraltro rinunciare a rivendicare (per sè, per i colleghi di Giunta e per i tecnici comunali) i meriti per i risultati positivi sin qui raggiunti: «In questi quattro anni, con questa Amministrazione – ha tenuto infatti a sottolineare il primo cittadino castellano – abbiamo realizzato l’insediamento o lo sviluppo nel territorio comunale di un’azienda ogni sei mesi»: oltre a Decathlon, l’elenco comprende anche Turolla-Danfoss, Alce Nero, Cartotecnica Moreschini, Teko-Telecom, Bio-on, Robopac, Sacmi, Walvoil, Marchesini. «E lavoreremo fino all’ultimo giorno per insediarne altre», ha aggiunto Tinti, senza però svelare il nome del prossimo arrivo.

Decathlon, gruppo francese di rilevanza mondiale specializzato nella produzione e distribuzione di articoli sportivi, conta oggi in Italia 120 negozi, 2 stabilimenti produttivi e 4 depositi logistici, per oltre 7 mila dipendenti. I centri logistici sono a Basiano (Mi), Maddaloni (Ce), Brandizzo (To) e, da fine 2005, a Castel San Pie-tro. Prima in via degli Artigiani, nella zona Ca’ Bianca, e ora in via Henry Ford. La nuova struttura è notevolmente più grande, al fine di poter gestire in futuro la crescita della rete commerciale, con apertura di nuovi punti-vendita, e l’aumento dei prodotti da trattare.

In verità è stata Fap Investments (società bresciana d’investimento attiva nel campo immobiliare, detenuta al 50% da Fernova Srl, riconducibile alla famiglia Ferrari, e per il restante 50% dalla società Arcese Immobiliare Srl, appartenente alla famiglia Arcese) a realizzare concretamente la struttura in soli due anni, fra procedure, costruzione e consegna. «Dovevamo essere rapidi ed efficienti – ha detto ancora Tinti – e ci siamo riusciti, grazie a Fap, guidata da Fausto Ferrari, e alla nuova generazione del nostro ufficio tecnico, guidato da Angelo Premi, con il fondamentale contributo di Barbara Emiliani, Manuela Mega, Manuela Mongardi e Fausto Zanetti. Una squadra competente e determinata che sta traguardando una linea politica che è quella di portare lavoro nel nostro territorio».

Tempi brevi, anzi brevissimi per un Paese, l’Italia, ove la burocrazia imperversa sovrana con i suoi tempi biblici. Per costruire la nuova piattaforma logistica di Fap-Decathlon è stato individuato infatti un percorso nell’ambito del Piano strutturale comunale che, sfruttando la normativa nazionale di snellimento delle procedure per le imprese, ha consentito di ridurre i tempi di rilascio del permesso di costruire, istruendo contemporaneamente le fasi urba-nistiche. 

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto il sindaco Fausto Tinti con Felice Di Domenica, responsabile di Decathlon Italia

Castel San Pietro, inaugurata la nuova struttura logistica di Decathlon costruita in soli due anni
Economia 13 Novembre 2018

E' in vendita l'area sulla quale doveva nascere lo scalo merci, le offerte si possono presentare fino al 30 novembre

A sei anni dalla messa in liquidazione di Imolascalo, società partecipata dal ConAmi al 31,05%, va all’asta l’area su cui in origine doveva essere realizzato lo scalo merci imolese, infrastruttura ritenuta strategica per incentivare il trasporto merci su rotaia. In tutto, si tratta di oltre 5 ettari e mezzo, adiacenti alla linea ferroviaria e compresi fra le vie Valverda, Lughese e Patarini, con una base d’asta di 1 milione e 510 mila euro.

Il termine per la presentazione delle offerte per l’area in questione è il 30 novembre, mentre l’asta avrà luogo il prossimo 3 dicembre. Gli strumenti urbanistici prevedono che su quell’area possano essere realizzate funzioni di servizio complementari alla residenza, terziarie, commerciali e produttive.

La storia dello scalo merci mai nato è stata travagliata sin dall’inizio. Le buone intenzioni, ovvero dotare Imola e i comuni limitrofi di una struttura moderna per la movimentazione delle merci su scalo ferroviario che potesse diventare anche un efficiente centro logistico, non si sono mai tradotte in realtà. La società Imolascalo era infatti nata nel lontano marzo 1999. A credere nel progetto furono in prima battuta 14 soci, enti pubblici, così come privati, disposti a unire forze e risorse dotando la neonata realtà di un capitale sociale di 1,6 miliardi di lire: Ami (all’epoca socia di maggioranza al 56%), Banca di Imola, Cassa di risparmio di Imola, Atfi, Cefla, Coop. ceramica, Cti, Cuti, Sacmi, La lavorazione del legno, Consorzio autotrasportatori imolese, Camera di commercio, Assindustria di Bologna, Associazione piccole e medie industrie della provincia di Bologna.

La nuova società doveva realizzare lo scalo ferroviario merci e ricevere in permuta dalle Fs l’area del vecchio scalo, che il Prg destinava a residenziale, terziario e servizi. L’importo dell’investimento, stimato all’inizio in 7 miliardi di lire, cominciò a lievitare, mentre la data di realizzazione slittava in avanti. Dopo appena un anno e mezzo, a fine 2000, il primo aumento di capitale di 3 miliardi. Saltata la permuta con le Ferrovie dello Stato, anche la riduzione consistente del traffico merci, che cominciava a essere dirottato verso Lugo dove nel frattempo era nata la piattaforma logistica Lugo Terminal, costrinse i soci a sobbarcarsi i costi dell’investimento. Rispetto al progetto iniziale, si cominciò quindi a prendere in considerazione una struttura più leggera, che potesse crescere nel tempo a seconda delle esigenze. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto l”area dove doveva sorgere il nuovo scalo merci

E' in vendita l'area sulla quale doveva nascere lo scalo merci, le offerte si possono presentare fino al 30 novembre
Cronaca 31 Ottobre 2018

Il Consiglio comunale di Castel San Pietro approva all'unanimità l'accordo urbanistico con Crif-Palazzo di Varignana. Tutti i dettagli

La «Varignana valley» cresce ancora. Palazzo di Varignana e soprattutto Crif Spa stanno diventando sempre più importanti per lo sviluppo economico e infrastrutturale di tutto il territorio castellano. Questo è quanto emerge dalla corposa e complessa proposta di accordo urbanistico che l’Amministrazione comunale ha redatto in collaborazione con le due aziende insediatesi da qualche anno nella frazione collinare, dove intendono svilupparsi ulteriormente. In particolare Crif, leader nel settore dei software per banche e sistemi di credito.

Un progetto che il sindaco Fausto Tinti definisce «innovativo» e ha presentato alle associazioni di categoria, ai sindacati e alle consulte cittadine locali prima della presentazione in Consiglio comunale ieri sera per l’approvazione. Approvazione che è avvenuta all”unanimità, con i voti favorevoli della maggioranza Pd-Sic e dell”opposizione del M5s (l”altro gruppo di opposizione, Il tuo Comune non ha partecipato al voto). «La votazione all’unanimità, inclusi i M5S che invece in sede pubblica erano stati fortemente critici, premia l’impegno nella definizione dell’accordo urbanistico – afferma il sindaco Fausto Tinti -, che abbiamo studiato e formulato allo scopo di promuovere lo sviluppo economico e infrastrutturale sostenibile, obiettivo che è nel dna di questo mandato, che ha messo al primo posto il lavoro». In pratica «abbiamo perseguito due obiettivi: conciliare sviluppo economico con sostenibilità ambientale e rigenerazione urbana nonché puntare ad un consumo di suolo a saldo zero».

Le necessità di Crif-Palazzo di Varignana sono molteplici: realizzazione di un centro congressi a Osteria Grande e di un nuovo stabile di servizio per Palazzo di Varignana, ampliamento del centro direzionale Crif a Varignana e realizzazione di alloggi per i propri dipendenti o clienti (tipo foresteria). Ma secondo Tinti anche i vantaggi per il territorio saranno tanti.

Nel dettaglio, innanzitutto c’è la realizzazione di un centro congressi Crif da mille posti a Osteria Grande, in una parte della lottizzazione privata presente nell’area produttiva San Giovanni, «come innesco dell’area produttiva sovracomunale anche in chiave direzionale» auspica Tinti. Dei 12 mila metri quadri di superficie utile che Crif acquisterà dai privati, 7 mila saranno utilizzati per l’auditorium e 5 mila invece verranno «trasferiti» in quel di Varignana per l’ampliamento del centro direzionale della nuova sede inaugurata ad inizio anno.

Crif intende proseguire sulla scia di una costruzione innovativa che ricorda molto certe realtà legate alle società della web tecnology, che coniuga sostenibilità ambientale con funzionalità, in concreto avremo terrazze ipogee e giardini pensili lungo il declivio sotto il crinale dove sorge l’attuale edificio, con grande attenzione all’impatto paesaggistico perchè del tutto o quasi invisibili.

Per i propri dipendenti e clienti, ai quali Crif guarda molto in termini di servizi, l’azienda necessita di lo-cali room&breakfast, soluzioni tipo foresteria. Per soddisfare questa esigenza Tinti ha proposto all’azienda di «investire nel territorio dove hanno scelto di insediarsi». Da qui l’idea: Crif acquisterebbe dal Comune le ex scuole di Varignana (il cui tentativo di vendita in passato è andato a vuoto più volte) e l’ex residenza popolare di via Alfieri, nel centro storico della frazione, per 715 mila euro. I due immobili sarebbero ristrutturati, e la potenziale edificabilità aggiuntiva del lotto, 1500 metri quadri, non sarebbe utilizzata in loco ma spostata per un ampliamento nel perimetro del resort di Palazzo di Varignana fra nuove camere e locali tecnici. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Nella foto l”ex scuola di Varignana

Il Consiglio comunale di Castel San Pietro approva all'unanimità l'accordo urbanistico con Crif-Palazzo di Varignana. Tutti i dettagli
Cronaca 12 Ottobre 2018

Bagni, puntelli, impermeabilizzazioni e piccioni con i 220 mila euro per gli interventi urgenti nei cimiteri

Per i cimiteri imolesi sono in programma undici interventi di manutenzione straordinaria ritenuti prioritari ed urgenti, per un importo complessivo di 220 mila euro, programmati tra il 2018 e marzo 2019. Questo quanto illustrato mercoledì sera ai cittadini durante l’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione in Consiglio comunale. La parte del leone ovviamente la fa il grande camposanto del Piratello, con i suoi 22 ettari e soprattutto un’area monumentale bella ma fragile e bisognosa di costanti e costose cure. E, viste le risorse scarse delle amministrazioni, da anni si convive a rotazione con tombe puntellate o interdette.

Tornando ai lavori, alcuni sono già in corso (data fissata per la conclusione il 20 ottobre) e, secondo la tabella di marcia resa nota e dettagliata da Andrea Dal Fiume che segue le opere pubbliche per Area Blu, la società partecipata del Comune che si occupa anche dei cimiteri, si tratta del rifacimento del tetto della zona archivi dell’ufficio che perde acqua, poi c’è la tinteggiatura dei loculi dei Gruppi X-Z, il rifacimento della pavimentazione dei corselli di accesso dal cancello alla scala centrale di ingresso al Campo nuovo per l’abbattimento delle barriere architettoniche e il rifacimento della zona bagni sempre sul lato nuovo (sarà distinto il bagno per il pubblico e l’handicap e un bagno per il personale delle attività presenti, i fiorai), infine sarà revisionata (ma non tolta) la puntellatura presente nelle tombe lungo via Montecatone.

Come precisato dall’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, le attività presenti in questo pacchetto, e decise in accordo col Comune, sono «di tipo pratico per dare risposte a quello che vogliono vedere i cittadini, le opere di consolidamento sono molto costose e non rispecchiano le esigenze di chi vive i cimiteri». Un esempio di risposta alle specifiche richieste dei cittadini? L’intervento per cercare di eliminare i piccioni dal giardino del Chiostro, in programma entro marzo.

Sempre con i 220 mila euro a bilancio per quest’anno sarà sistemata la zona del Gruppo Q dove ad inizio anno è crollato il secolare cedro del Libano e consolidata la scala centrale del Campo nuovo, verrà fatta un’analisi strutturale del Murazzo che presenta dei seri problemi, inoltre sarà ripristinata copertura e solaio dei Gruppi T e impermabilizzate le pavimentazioni dei terrazzi all’ingresso dei Gruppi V. 

Per gli altri sei cimiteri del forese sono rimasti pochi spiccioli che serviranno per intervenire sulle pavimentazioni e marciapiedi di accesso e lattonerie o coperture. All’incontro erano presenti anche il vice sindaco Patrik Cavina e l’assessore Ina Dhimgjini, che ha la delega ai cimiteri, nonché il direttore di Area Blu, Carmelo Bonaccorso, e Romano Andalò che segue i cimiteri per la partecipata. «Riteniamo fondamentale il confronto con la cittadinanza per meglio capire le problematiche e risolvere in modo ottimale le criticità evidenziate nel nostro patrimonio» ha concluso Cavina.

In verità un confronto non particolarmente partecipato, dato che, di fronte ai sei relatori, c”erano appena 9 cittadini (tra cui la consigliera comunale 5 Stelle Elena Piancastelli, il consigliere comunale Pd Giacomo Gambi, la capofila del comitato per il Piratello, Raimonda Pittau, che da anni si batte per il giusto decoro e manutenzione dei cimitero, e Francesco Grandi dell’associazione «Figli spirituali e amici di Padre Luigi»). «C”erano quindici persone inclusi gli oratori, ovvero un flop – ha commentato per l”opposizione lo stesso Gambi -. A margine della notizia, peraltro più importante, che erano previsti 1,3 milioni per il 2018 per i cimiteri e invece la Giunta Sangiorgi ne ha lasciati solo 220 mila». (l.a.)

Nella foto grande gli operai al lavoro al cimitero in questi giorni. Nelle altre foto, dietro al tavolo gli assessori Minorchio e Cavina, Andalò, l”assessora Dimgjini, Dal Fiume e Bonaccorso, nell”altra carrellata dei cittadini presenti

Bagni, puntelli, impermeabilizzazioni e piccioni con i 220 mila euro per gli interventi urgenti nei cimiteri
Cronaca 4 Ottobre 2018

Piano triennale delle opere pubbliche, slittano i lavori nelle scuole, più soldi per sistemare strade e cimitero

Da una parte slittano gli interventi sulle scuole e sul palazzo comunale, dall’altra aumentano quelli sulla manutenzione straordinaria delle strade e sul cimitero del Piratello, mentre restano invariate le cifre previste per le opere di adduzione alla quarta corsia dell’autostrada, almeno in attesa di sapere con certezza se e come verranno rivisti gli interventi previsti, a partire dal completamento della bretella. Quello approvato giovedì 27 settembre dal Consiglio comunale, con i soli voti favorevoli del M5s (contrari Pd, Carmen Cappello di Imola guarda avanti, Giuseppe Palazzolo di Patto per Imola e Lega), è un piano triennale delle opere 2019/2021 che, escludendo alcuni corposi interventi finanziati con risorse esterne, non sembra lasciare molti margini di manovra.

Rispetto al piano approvato in luglio, infatti, la spesa prevista per il 2019 scende da 4,6 milioni a 3,4 milioni di euro, mentre cresce leggermente (da 24 a 24,5 milioni) quella del 2020. Per l’ultima annualità, il 2021, si ipotizzano investimenti per appena 3 milioni di euro. «E’ un piano che si basa sulle previsioni delle possibilità di bilancio, vogliamo essere il più credibili possibili sulle coperture» ha motivato l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio.

Tra le principali variazioni, si nota l’assenza dei 900 mila euro previsti nel 2018 per adeguamenti normativi sulle scuole inseriti in luglio (ora compaiono nel 2020 e nel 2021 due generiche tranche da 500 mila euro), mentre sono slittati al 2021 i lavori sulle elementari Rodari (320 mila euro) e Sasso Morelli(100 mila euro), finanziati attraverso fondi statali dei mutui Bei.

D’altra parte, sono stati inseriti 200 mila euro già nel 2019 per manutenzioni straordinarie al cimitero del Piratello. Inoltre, è stata innalzata a 780 mila euro la cifra per le manutenzioni straordinarie sulle strade comunali (altri 480 mila euro sono stati inseriti nel 2021, mentre nel 2020 non ve n’è traccia).

«Sono investimenti all’insegna della decrescita e sono spariti del tutto riferimenti a nuove ciclabili e frazioni, mentre è stato ridotto all’osso il tema della messa in sicurezza degli edifici scolastici» ha commentato il consigliere del Pd, Roberto Visani. Stessi toni da Carmen Cappello: «Quando non si fanno le opere, questo significa fermare le imprese, il lavoro e la città stessa». (gi.gi.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 4 ottobre.

Foto d”archivio del Consiglio comunale di Imola

Piano triennale delle opere pubbliche, slittano i lavori nelle scuole, più soldi per sistemare strade e cimitero
Cronaca 28 Settembre 2018

Uno dei ponti di via Olmo vietato ai mezzi oltre le 15 tonnellate. “La soluzione? Completare la Trasversale'

Torrente Gaiana, scolo Fossatone e torrente Quaderna. Sono questi, riportati così come si incontrano da Medicina verso Budrio, i corsi d’acqua attraversati e i relativi tre ponti «sorvegliati speciali» dalla Città metropolitana nel nostro territorio.  Sono inseriti nell’elenco dei 18 con priorità «alta» inviato nelle scorse settimane al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una richiesta di verifica eseguita in tutta Italia al tragico crollo del viadotto Polcevera (ponte Morandi) lungo l’autostrada A10 avvenuto lo scorso 14 agosto. Tutti e tre i ponti in questione si trovano lungo la Trasversale di pianura (o provinciale 3) nel comune di Medicina nel tratto che prende il nome di via Olmo. Si tratta, tanto per capirci, del pezzo di Trasversale che deve ancora essere completato e che i sindaci di Medicina e Budrio chiedono a gran voce da tempo a Regione e Città metropolitana.

Che ci fosse qualche problema, tra l’altro, lo si sapeva già. Per il ponte sul Gaiana, ad esempio, è in vigore una limitazione al traffico «per deterioramento della struttura» (dal chilometro 13+834 al km 13+884) con divieto di transito per i mezzi con peso superiore alle 15 tonnellate (ad eccezione dei mezzi di trasporto pubblico e di soccorso). Questo già dal marzo scorso: il traffico pesante viene deviato lungo le provinciali Zenzalino, San Carlo e San Vitale. A complicare le cose il fatto che il divieto non sempre viene rispettato. «Purtroppo dobbiamo riscontrare che molti camionisti che trasportano carichi pesanti passano ugualmente…» dichiara rammaricato il sindaco di Medicina, Onelio Rambaldi. Secondo Rambaldi, però, la tema non è consolidare i ponti, quanto «completare l’ultimo tratto della Trasversale compreso tra la frazione medicinese di Villa Fontana e la località Olmo nel Comune di Budrio». E farlo in fretta.

Nei mesi scorsi Rambaldi e il collega sindaco di Budrio, Maurizio Mazzanti, hanno scritto per sollecitare Regione e Città metropolitana: «Attualmente il tratto non completato della Trasversale pone degli evidenti problemi di sicurezza per chi la percorre, ad esempio sede stradale stretta e ponti pericolosi, a fronte di un traffico pesante in aumento a seguito della realizzazione degli altri tratti della Trasversale».

«Non solo, se il tracciato venisse spostato un po’ più a nord, dove il torrente Quaderna e lo scolo Fossatone si uniscono, servirebbe un ponte in meno – aggiunge deciso Rambaldi -. Abbiamo fretta e vogliamo che la Regione consideri quest’opera tra quelle prioritarie». L’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, ha ribadito di recente come “l”opera è prioritaria, già in questo mandato cercheremo di reperire i fondi occorreranno circa 15-18 milioni” che potrebbero “rientrare nella programmazione dei fondi strutturali europei 2020-2025”. (gi.gi.)

L”articolo completo e altri particolari sul “sabato sera” del 27 settembre.

Nella foto il cartello che indica il limite di massa prima del ponte sul Gaiana

Uno dei ponti di via Olmo vietato ai mezzi oltre le 15 tonnellate. “La soluzione? Completare la Trasversale'
Cronaca 6 Settembre 2018

Ex Beccherucci, lunedì comincia la demolizione parziale, poi sulla Selice ritornerà il doppio senso di marcia

Prenderanno il via lunedì i lavori di demolizione parziale dell”Ex Beccherucci, l’edificio a forma di elle che si affaccia su via Selice e via Galvani, dal 2011 di proprietà di ConAmi. L”intervento è propedeutico al riassetto della viabilità che prevede la promessa e attesa riapertura del doppio senso di marcia sulla via Selice, con ripristino dell’immissione del traffico in uscita sulla rotatoria della circonvallazione.

In primavera il Consorzio Ami aveva pubblicato un avviso esplorativo per individuare gli operatori economici da invitare alla procedura negoziata per realizzare le opere di demolizione parziale del corpo d’angolo del fabbricato. A fine luglio la Giunta Sangiorgi ha approvato la relativa convenzione urbanistica e il prossimo 10 settembre, partirà il cantiere. La demolizione interessa il corpo d’angolo del fabbricato situato sulla rotonda tra le vie Selice, Galvani e Resistenza.

“I lavori – informano dal ConAmi con una nota – sono stati affidati a seguito di una procedura di gara alla ditta B.R. Demolizioni Srl di Bra (Cuneo). L’impresa, tra le migliorie offerte in sede di gara, ha proposto anche di attuare la demolizione con pinze demolitrici comandate a distanza dagli operatori – spiega lo stesso Consorzio -. Questo metodo, a differenza della classica demolizione con martello pneumatico, ridurrà fortemente gli impatti di rumore e vibrazioni, oltre a garantire maggiore sicurezza per gli addetti al cantiere”. L’importo contrattuale è di 87.8431 euro, è finanziato dal ConAmi e la durata dei lavori prevista è di 68 giorni consecutivi.

“Il cantiere non comporterà modifiche al traffico veicolare o restringimenti di carreggiata – precisano sempre dal ConAmi -; verranno invece temporaneamente interrotti i tratti di marciapiede sulle vie Selice e Galvani, in corrispondenza dell’area di esecuzione dei lavori, con la conseguenza che il flusso di bici e pedoni sarà convogliato dall’altro lato delle due carreggiate”. Il progetto e la gestione dei successivi interventi sulla viabilità sono stati affidati dal ConAmi ad ad Area Blu Spa mediante una convenzione, con oneri a carico di ConAmi. I lavori in progetto prevedono, oltre alla possibilità di immissione in rotonda dal tratto di via Selice interno alla cerchia urbana, una serie di opere idonee a garantire maggiore sicurezza agli incroci tra la Selice e le vie Coraglia e Mentana. 

Il progetto è atteso e approvato da tempo. Le attività commerciali e i residenti, infatti, hanno mal digerito la scelta di chiudere la Selice in uscita dal centro, avvenuta nel 2007 in concomitanza con la realizzazione della rotonda che ha sostituito i semafori. Una scelta dovuta alla necessità di ridurre la pericolosità dell’incrocio teatro di frequenti e gravi incidenti, ma la modifica, e il traffico che continua comunque ad insistere nella zona, costringe i veicoli a tortuose deviazioni nelle strade limitrofe per dirigersi sulla circonvallazione o la zona industriale e l”autostrada. Per non parlare del commercio che langue. Per chiedere la riapertura del doppio senso di marcia, sono state raccolte circa 400 firme tra residenti e cittadini, iniziativa a cui ha fatto seguito una mozione che venne approvata durante la Giunta Manca nel luglio del 2014 da tutti i gruppi consigliari, partendo da documenti presentati da M5Stelle, Forza Italia ed emendamenti del Pd. All”epoca l’obiettivo della riapertura, in verità, era anche allentare il traffico su via Andrea Costa che negli orari di partenza e arrivo degli autobus dedicati alle scuole risultava sovraccarica. Detto ciò, è bene ricordare che in questi anni gli incidenti sono diminuiti molto e la zona è sicuramente più tranquilla e sicura per chi ci abita. (l.a.)

Nella foto dell”ex Beccherucci le frecce nere indicano la parte che verrà demolita

Ex Beccherucci, lunedì comincia la demolizione parziale, poi sulla Selice ritornerà il doppio senso di marcia
Cronaca 4 Agosto 2018

Il piano investimenti dell’assessore Minorchio: «La bretella? vediamo prima i dati sul traffico di Area Blu»

«Prima di tutto vorrei precisare che c’è una bella differenza tra tagliare ed essere costretti a tagliare perché erano state messe a bilancio risorse che si poteva immaginare non ci sarebbero state. Inoltre abbiamo eliminato delle opere già rinviate dalle Giunte precedenti». L’assessore all’Ubanistica e Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, non è molto contento. Si è trovato una brutta gatta da pelare, ben nota alle amministrazioni pubbliche, far quadrare i conti e fare qualche investimento. Soprattutto con la sorpresa che dei previsti 2,6 milioni di oneri di urbanizzazione in cassa ce ne sono solo 600 mila, forse 1,2 milioni a fine anno. Poi mancano anche 1,5 milioni tra canone della discarica e disagio ambientale, visto che per la nota sentenza del Consiglio di Stato l’impianto è chiuso dall’inizio dell’anno.

Una situazione che ha portato a dover utilizzare oltre 1,2 milioni dell’avanzo di amministrazione e soprattutto ad un taglio drastico degli investimenti e allo slittamento a data da destinarsi di alcune opere. Unica nota positiva, nonché cavallo di battaglia della Giunta 5 Stelle, i soldi per gli adeguamenti normativi in varie scuole elementari e medie; voci di spesa già previste dalla Giunta precedente che sono state incrementate con oltre 500 mila euro.

Cos’è stato eliminato dal piano triennale delle opere pubbliche approvato dalla Giunta Manca a dicembre?
«Abbiamo eliminato 150 mila euro per i centri sociali che non avevano una voce di spesa per precisa e il nuovo ingresso per la Biblioteca. Poi i lavori nel cimitero monumentale perché i circa 1,4 milioni previsti erano totalmente a carico dell’amministrazione e vorremmo invece aspettare dei contributi per la riqualificazione urbana o simile».

E se nel frattempo viene giù qualcosa nel cimitero?
«Si faranno interventi straordinari e mirati».Sono finiti al 2020 anche i 100 mila euro per lo studio di fattibilità del nuovo ponte sul Santerno e i 21 milioni complessivi di Autostrade e Patto per Bologna per le opere di adduzione alla quarta corsia e l’asse nord-sud (bretella, rotonde sulla via Emilia a Zello e sulla Lughese, la riqualificazione di Montanara e viale D’Agostino). La Giunta precedente aveva deciso di utilizzare i fondi per completare la bretella e non realizzare il ponte sul Santerno. La sindaca Sangiorgi in campagna elettorale, al contrario, disse che la bretella non era una priorità. Lei cosa dice?«Non dico no a priori al completamento della bretella. Dico che voglio fare la scelta migliore per Imola dati tecnici alla mano. Per questo non abbiamo eliminato la voce sullo studio di fattibilità del ponte, anche se con solo 14 milioni non si fa. Per questo ho chiesto ad Area Blu di fornirmi dei dati sul traffico, sui mezzi che transitano in via Punta, sulla rotonda che viene dalla Montanara, sulle strade della Pedagna e verso via Vivaldi. Voglio capire se emerge che c’è necessità del completamento della bretella oppure la viabilità attuale ha risolto i problemi e le priorità sono altre. Io non vedo file…».

Siamo ad agosto, le scuole sono chiuse… Quando avrete i dati sul traffico di Area Blu?
«Entro ferragosto. Entro metà settembre dovrò decidere perché ci incontreremo nuovamente con la Regione, Autostrade, Dozza, Ozzano e Castel San Pietro. Dovremo dire se confermiamo le opere pianificate dalla precedente Amministrazione oppure abbiamo modifiche, sempre coerentemente con l’adduzione all’autostrada, al quale sono vincolati i fondi».  (l.a.) 

L’intervista completa e altri particolari sul “sabato sera” del 2 agosto.

Il piano investimenti dell’assessore Minorchio: «La bretella? vediamo prima i dati sul traffico di Area Blu»
Cronaca 6 Giugno 2018

Un drone sorvola Medicina, rilievi in corso per il progetto di riqualificazione urbana tra Canale di Medicina e aree di via Fava

Il drone dovrà volare ancora una volta sopra Medicina la prossima settimana, poi avrà terminato il suo lavoro, le rilevazioni saranno complete. Dal 28 maggio ha “visto” dall”alto buona parte della città con l”obiettivo di registrare immagini e  ottenere un rilievo topografico. L”area interessata comprende il tratto tombato del Canale di Medicina e la zona compresa tra via Morara, via Mazzini, via Corridoni e via Marconi. “Il rilievo è finalizzato all”elaborazione di uno studio di fattibilità sul recupero ecologico-ambientale del Canale di Medicina e delle aree urbane poste in prossimità di via Fava – spiegano dal Comune -. Si tratta di un’area urbana con una estensione di circa 10 ettari, in cui sono presenti zone recintate, intercluse tra fabbricati e con rilevanti dislivelli del terreno rispetto alla quota stradale. Il rilievo per mezzo del drone integrato alla tecnica Gnns Global navigation satellite system, rispetto ai metodi di rilevazione tradizionali, permette di ottenere delle foto georeferenziate ad alta risoluzione e rilievi topografici a precisione centimetrica in tempi brevi e in aree estese e non facilmente accessibili”.

La proposta di valorizzare l’area del canale di Medicina è emersa un paio d”anni fa durante la stesura del Piano strategico locale, un progetto partecipativo che ha coinvolto molti cittadini e associazioni nella stesura degli obiettivi e delle per determinare gli assi del futuro sviluppo del territorio comunale. L’area presa in considerazione è quella tra il lavatoio di via San Paolo e via Licurgo Fava, dove il Canale torna visibile dopo il tratto tombato che coincide con il centro storico. Ci sono vecchi fabbricati, in disuso o quasi, come l’ex mulino Gordini (mulino Vecchio), l’area del Borgo della Paglia, i capannoni della Cooperativa lavoratori della terra (Clt) e quelli del Consorzio agrario. 

Il problema, non da poco, è sempre quello delle risorse ma cominciare a preparare dei progetti «ci consente di avere pronti nel cassetto dei progetti per poterli presentare quando ci saranno delle linee di finanziamento» ha detto un paio di mesi fa il vicesindaco Matteo Montanari.  Da qui lo stanziamento da parte della Giunta di 25 mila euro per dare il via all”elaborazione di uno studio di fattibilità e “l”arruolamento” anche dei droni per dare una mano agli uffici comunali con la progettazione.(l.a)

Nelle foto Medicina vista dall”alto, i tecnici con il drone, un rilievo che permette di vedere le altezze degli edifici, l”area interessata 

Un drone sorvola Medicina, rilievi in corso per il progetto di riqualificazione urbana tra Canale di Medicina e aree di via Fava

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