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Cronaca 16 Giugno 2020

Allerta di Libera: «Gioco d’azzardo e debiti non scompaiono col virus»

«Durante il lockdown, sicuramente molti giocatori patologici si sono riconvertiti on-line, perché la chiusura delle sale non significa che abbiano smesso di giocare». A lanciare l”allarme è Daniele Fabbri, volontario dell’associazione Libera che coordina l’attività dello Sportello antiusura e antiracket del Circondario di Imola.

Le difficoltà economiche provocate dalla chiusura di negozi e aziende preoccupa sul fronte dei rischi di infiltrazioni di criminalità organizzata o usura? «Nel momento in cui è emersa la crisi economica abbiamo subito cercato di sensibilizzare sui rischi che le lentezze burocratiche nell’erogazione dei sussidi facilitassero il ruolo delle mafie, se non c’è una risposta rapida e importante dello Stato nell’avvicinare le persone in difficoltà. Tra qualche mese capiremo se le nuove richieste di accesso allo Sportello saranno legate alla situazione causata dal Coronavirus».

Dal luglio dello scorso anno, inoltre, lo Sportello non si rivolge più esclusivamente alle persone con sovraindebitamento o vittime di racket, «ma anche ai commercianti che hanno bisogno di una consulenza per rescindere i contratti con i gestori delle slot machine», ricorda Fabbri. (l.a.)

Nella fotografia (tratta dalla pagina Facebook del presidio di Imola di Libera), Daniele Fabbri e i ragazzi con don Ciotti

Allerta di Libera: «Gioco d’azzardo e debiti non scompaiono col virus»
Cronaca 15 Giugno 2020

Crisi post Covid, il comandante Costantini (Gdf) «Rischio criminalità, allerta sempre massima»

Sono tanti gli effetti collaterali del Covid-19. In economia il virus ha innescato una crisi che, a detta degli esperti, lascerà segni più profondi e duraturi di quella del 2008. I mancati introiti durante la fase di lockdown, la carenza di liquidità, la difficoltà di accesso al credito, l’impossibilità di rispettare le scadenze di pagamento sono solo alcuni dei fattori che rischiano di esporre le imprese più deboli a tentativi di infiltrazione da parte della criminalità organizzata.
Già in aprile il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese evidenziava in una direttiva «il rischio che nelle pieghe dei nuovi bisogni si annidino perniciose opportunità per le organizzazioni criminali» e sollecitava i prefetti a mettere in campo azioni mirate per prevenire e contrastare i fenomeni criminosi e ogni forma di illegalità.

Premettiamo che a Imola e circondario, al momento, alle forze dell’ordine non risultano situazioni legate a infiltrazioni e usura. Ma con il capitano Giacomo Costantini, comandante del la Compagnia del la Guardia di finanza di Imola, abbiamo comunque voluto affrontare l’argomento, per capire se e in che modo è possibile prevenire fenomeni simili.

Capitano, il processo Aemilia ha dimostrato che l’Emilia Romagna è terra ambita dalla criminalità. L’emergenza Covid ha già prodotto qualche effetto a Imola e circondario?
«Per quanto al momento non ci siano evidenze – risponde – non possiamo nemmeno dire che Imola sia un’isola felice, perché si tratta di fenomeni non immediati. È più probabile che gli effetti della crisi si manifestino nel breve e medio periodo. Eventuali infiltrazioni o fenomeni di usura diventano evidenti dopo un po’ di tempo. Non è possibile dire adesso che siamo esenti da tentativi, per quanto non ci siano evidenze in questo senso. Vista la situazione, l’allerta da parte nostra è massima». (lo.mi.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera dell”11 giugno

Crisi post Covid, il comandante Costantini (Gdf) «Rischio criminalità, allerta sempre massima»

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