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Cronaca 30 Dicembre 2020

Coronavirus, la consigliera regionale Pd Francesca Marchetti: «Vaccino va esteso anche al personale scolastico»

Pochi giorni dopo i primi vaccini anti Covid-19 anche in Emilia-Romagna, a parlare è stata la presidente della commissione regionale Scuola Francesca Marchetti. «Lo abbiamo sempre detto, la scuola è una priorità. E deve esserlo anche nella campagna vaccinale contro il Covid. Da mesi il nostro obiettivo è quello di garantire un rientro in classe dei nostri studenti in totale sicurezza e ora alla vigilia della riapertura degli istituti il 7 gennaio io credo sia una questione di buon senso quella di estendere anche ai docenti e a tutto il personale scolastico l’accesso ai vaccini. La Regione Emilia-Romagna ha circa 74 mila unità tra personale docente e personale Ata, garantire il vaccino anche a loro rappresenta non solo una sicurezza per queste persone che lavorano a stretto contatto con altre, ma anche una sicurezza e una tutela per centinaia di studenti e per le loro famiglie. Non possiamo permetterci di riaprire le scuole e ritrovarci ancora bloccati dopo i sacrifici fatti. Il presidente Bonaccini ha già espresso al ministro Boccia di prendere in considerazione anche questa fascia di lavoratori e io credo, anche a fronte dell’appello dei sindacati, che il Governo non possa non valutare questa opzione, così come fatto per operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale delle Rsa e persone in età avanzata. Serve essere pronti con soluzioni che tutelino le categorie più esposte al contatto». (da.be.)

Nella foto: la consigliera regionale Francesca Marchetti

Coronavirus, la consigliera regionale Pd Francesca Marchetti: «Vaccino va esteso anche al personale scolastico»
Cronaca 26 Dicembre 2020

Coronavirus, proposta della Uisp per somministrare i vaccini negli impianti sportivi

Domani, domenica 27 dicembre, in tutta Italia sarà il V-day, ovvero il giorno il cui verranno somministrate le prime dosi del vaccino Pfizer-BioNtech anti Covid-19 ai sanitari impegnati nella lotta contro il virus. Così ovviamente anche in Emilia-Romagna ed a Imola è stata identificata come sede il Centro Medico dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Sul tema, però, è intervenuta anche la Uisp Comitato territoriale di Imola e Faenza, con un comunicato congiunto insieme a SportUp e Deai (società di gestione del complesso sportivo “Enrico Gualandi”) che riportiamo integralmente qui sotto.

«Non possiamo che essere contenti per l’inizio della campagna di vaccinazione anti Covid-19, che ci auguriamo possa scongiurare un ulteriore peggioramento di una situazione già molto difficile da sostenere e possa farci incamminare verso la normalità quanto più velocemente possibile. Riteniamo, però, che ci siano soluzioni più rapide ed efficaci rispetto a quella di concentrare tutti gli sforzi di Imola e dei nove comuni del circondario esclusivamente nel centro medico dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Per essere di supporto attivo alla campagna di vaccinazione, rilanciamo la nostra proposta di trasformare gli impianti sportivi chiusi da ottobre (vale a dire quelli che hanno rispettato le normative e non hanno inventato soluzioni di comodo per aggirarle) in presidi sanitari veri e propri, in cui somministrare il vaccino a tutte le fasce di popolazione che li frequentano abitualmente.
Sugli impianti sportivi, sempre sicuri come hanno dimostrato ampiamente tutti i controlli effettuati dall’Azienda usl e dai Carabinieri dei Nas, e sulle società di gestione è calato il silenzio più assoluto. La nostra proposta concreta per riarprirli immediatamente per effettuare i tamponi, esattamente come avviene nelle farmacie e nei drive trough, è rimasta inascoltata. Eppure, da sempre la buona salute è una fra le armi migliori per sconfiggere una malattia. Inspiegabilmente, dunque, il Governo ha sottratto agli italiani uno fra gli strumenti più efficaci per mantenersi in forma senza gravare su un sistema sanitario già in crisi. Quale visione lungimirante è mai questa? Se fossimo certi del fatto che la chiusura degli impianti sportivi è utile per il contenimento della diffusione del coronavirus, tutti li chiuderemmo volentieri, perché nessuno vorrebbe dare l’impressione di disinteressarsi della salute pubblica. Questa prova/dimostrazione, però, non è tuttora emersa da nessuna analisi effettuata. Chiediamo ai sindaci del circondario di mobilitarsi per chiedere lo sblocco del Codice Ateco che consentirebbe agli impianti sportivi di riaprire in completa sicurezza».

Foto tratta dal sito della Uisp Imola-Faenza

Coronavirus, proposta della Uisp per somministrare i vaccini negli impianti sportivi
Cronaca 3 Dicembre 2020

Carenza di vaccini antinfluenzali, l'Ausl di Imola annuncia l'arrivo di ulteriori dosi per le persone più fragili

«Ulteriori dosi di vaccino antinfluenzale sono attese a più riprese a dicembre e saranno subito distribuite ai medici di medicina generale per continuare a vaccinare le persone a rischio». Lo rende noto l’Ausl di Imola, a fronte delle tante richieste da parte di persone rimaste senza vaccino, pur rientrando nelle fasce considerate fragili. «La campagna non si è conclusa – sottolinea l’Ausl, facendo nuovamente il punto – e saranno consegnate ulteriori dosi di vaccino, attese a più riprese entro le prossime settimane. Già ad oggi, sono state consegnate e utilizzate sul nostro territorio oltre 30 mila dosi, che hanno permesso di vaccinare circa 6 mila persone in più dello scorso anno, in linea con quanto accaduto in tutta la nostra Regione, dove sono state vaccinate 915 mila persone».

L’obiettivo regionale, più volte ribadito, è quello di arrivare a vaccinare il 30% della popolazione. «Per questo, oltre a 1.200.000 dosi già consegnate alle Aziende sanitarie e attraverso queste ai medici di famiglia e alle farmacie (36 mila dosi già esaurite), la Regione sta distribuendo in queste settimane altre 60 mila dosi, a cui se ne aggiungeranno, entro il mese di dicembre, ulteriori 200 mila circa, a fronte di un fabbisogno regionale stimato da parte della medicina generale di 80 mila dosi per i pazienti a rischio. Quindi i vaccini arriveranno per tutte le persone più fragili» garantisce l’Azienda Usl.

«Una nuova fornitura di 65 mila dosi è in corso di distribuzione – conferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini – e con questa arriveremo a coprire quasi l’intero fabbisogno stimato dai medici di medicina generale e dai dipartimenti di Sanità pubblica. Entro il 15 dicembre arriveranno altre 100 mila dosi di vaccino. Abbiamo buona ragione di ritenere che le reperiremo sul mercato estero, pagandole di più». (lo.mi.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 3 dicembre.

Carenza di vaccini antinfluenzali, l'Ausl di Imola annuncia l'arrivo di ulteriori dosi per le persone più fragili
Cronaca 14 Novembre 2020

Vaccini antinfluenzali, da lunedì le prime dosi nelle farmacie

Da lunedì 16 novembre cominceranno ad arrivare nelle farmacie dell’Emilia Romagna le 36 mila dosi del vaccino antinfluenzale a disposizione delle categorie non considerate a rischio. Per acquistarli, occorrerà presentare la ricetta dematerializzata del medico di medicina generale o del pediatra. 

Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale alle Politiche per la salute Raffaele Donini, che come ogni venerdì ha fatto il punto sull’emergenza sanitaria, collegandosi in diretta Facebook da un ospedale dell’Emilia Romagna.

«Abbiamo – ha detto – l’ambizione e l’obiettivo (e lo raggiungeremo probabilmente già ai primi di dicembre, sicuramente entro Natale) di vaccinare, cosa mai avvenuta prima, un terzo della popolazione dell’Emilia Romagna, ovvero quasi 1 milione e mezzo di persone, pari a quasi il doppio rispetto allo scorso anno. Abbiamo già consegnato alle Asl 1 milione e 164 mila dosi di vaccino antinfluenzale. In Emilia Romagna sono già state vaccinate 732.610 persone. Dal 23 novembre al 3 dicembre arriveranno progressivamente altre 218 mila dosi, che faremo pervenire ai medici di medicina generale per completare la vaccinazione della popolazione più fragile».

E in merito al problema di fornitura, che nei giorni scorsi ha portato all’esaurimento delle scorte in dotazione ad Ausl e medici di base, ha aggiunto: «Avevamo ordinato i vaccini da ottobre. Uno dei grandi fornitori si è sottratto all’impegno preso, perché il mercato offriva delle opportunità più ampie delle penali che potevamo far pagare in caso di inadempienza. Faremo causa. Siamo andati noi nei mercati internazionali per reperire le 200 mila dosi che non ci sono state consegnate. Inoltre, a livello nazionale, su mia proposta, governiamo una cabina di regia affinché nessuno dei 17 milioni di vaccini consegnati in Italia quest’anno rimanga nei cassetti. Se ci fosse una regione che dovesse avere più disponibilità rispetto alla domanda e un’altra con più domande rispetto alla disponibilità, speriamo, anche con l’aiuto del Governo, di rendere queste dosi disponibili. Con un milione e mezzo di persone vaccinate, la mascherina indossata e il distanziamento – ha concluso – dovremmo vedere un abbassamento della pressione anche dell’influenza stagionale». (lo.mi.)

Vaccini antinfluenzali, da lunedì le prime dosi nelle farmacie
Cronaca 7 Novembre 2020

Vaccini antinfluenzali, il punto dell’Ausl di Imola

Tema caldo di questi giorni, oltre purtroppo all’emergenza Coronavirus, anche i vaccini influenzali. Per questo in giornata l’Ausl di Imola con un comunicato stampa, che riportiamo di seguito integralmente, ha voluto fare il punto della situazione nel nostro territorio.

«In merito alla vaccinazione anti-influenzale, la Regione Emilia-Romagna ha opzionato 1,4 milioni di dosi vaccinali, oltre il 20% in più rispetto allo scorso anno e ad oggi la consegna è stata di 1,2 milioni di dosi, giunte in più tranches scaglionate nel tempo ed ogni volta consegnate ai medici di medicina generale e solo in piccola parte trattenute dall”Ausl di Imola per vaccinazioni pediatriche ed adulti – si legge nella nota -. Ricordiamo anche che la campagna vaccinale negli anni scorsi prendeva avvio nella prima settimana di novembre e che, ad oggi, sono stati già praticamente raggiunti i livelli di copertura dello scorso anno, infatti sono già state circa 17.000 dosi di tetravalente (per bambini e persone tra i 60 e i 74 anni), 18.000 dosi di adiuvato (per persone dai 75 anni) e 2400 dosi di antipneumococcico. Si tratta di poco meno del 20% in più di quanto utilizzato lo scorso anno (quando sono stati vaccinati il 57,5% degli aventi diritto). Entro le prossime due settimane, per l’Ausl di Imola, è prevista la consegna di ulteriori 1000 dosi di tetravalente e di 3400 dosi di adiuvato; altre 2500 dosi di tetravalente dovrebbero essere consegnate entro il mese di novembre». (r.cr.)

Vaccini antinfluenzali, il punto dell’Ausl di Imola
Cronaca 26 Ottobre 2019

Influenza, in regione negli ultimi anni vaccinati in crescita soprattutto tra ultra 65enni e donne in gravidanza

Continua negli anni il trend di crescita della copertura antinfluenzale in Emilia Romagna. Nella stagione 2018-2019, il numero dei vaccinati in regione ha sfiorato quota 786.000, il 17,6% della popolazione complessiva, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente, quando le persone vaccinate erano state 735.527. L’aumento è stato consistente soprattutto tra gli over 65enni, cresciuti dal 53,1% della stagione 2017-2018 al 54,6% di quella successiva. Nel dato regionale relativo a questa fascia d’età, spicca il risultato dell’Ausl di Imola che, lo abbiamo raccontato nel luglio scorso (leggi l’articolo), è superiore di circa 4 punti percentuali rispetto alla media registrata in Emilia-Romagna, attestandosi al 58,5%.

Sono aumentate, in Emilia Romagna, anche le persone vaccinate di età inferiore ai 65 anni e affette da malattie croniche. Il loro numero è passato da 116.388 a 126.798 nelle ultime due stagioni. Più netto l’incremento tra gli operatori sanitari, cresciuti di circa 10 punti percentuali, dal 29,6 al 39,5%, ma se si tiene conto solo degli operatori addetti all’assistenza la percentuale arriva al 42,8%. Per quanto riguarda le donne in gravidanza, quelle vaccinate sono passate da una-due centinaia fino alla stagione 2015-16 a 742 nel 2016-17, 1.030 nel 2017-18 e addirittura 2.886 nel 2018-2019.

Passando invece all’incidenza dei casi di influenza, nel 2018-2019 secondo le stime le persone colpite dall’influenza in Emilia Romagna sono state 579.000 persone. La fascia di età più colpita è stata quella 0-4 anni, seguita da quella 5-14. I casi gravi segnalati sono stati 172, 76 dei quali nella popolazione under 65 anni. Di questi 76, 63 sono risultati non vaccinati, mentre nelle persone di 65 anni e più, 96 casi in tutto, 57 erano quelle vaccinate. Tra i casi gravi anche tre donne incinte, tutte non vaccinate. I decessi sono stati 57. (r.cr.)

Influenza, in regione negli ultimi anni vaccinati in crescita soprattutto tra ultra 65enni e donne in gravidanza
Cronaca 9 Gennaio 2019

Il picco dell'influenza arriverà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma i vaccinati sono in aumento

Tra Natale 2017 e l’Epifania dello scorso anno tantissimi italiani erano finiti ko a causa dell’influenza. Quest’anno invece i casi crescono più gradualmente e il picco della malattia, che ha risparmiato le feste, è atteso tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Tale picco avrà però, stando alle previsioni degli esperti, un’incidenza minore rispetto alla scorsa stagione.

Il perché di questo ottimismo si basa sul successo della campagna antinfluenzale di quest’anno, rafforzata dalla corrispondenza tra i virus in circolazione e i vaccini somministrati. I numeri, non ancora consolidati, ma comunque significativi, li fornisce il dottor Roberto Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola: «Le dosi acquistate dall’Ausl di Imola quest’anno, che in buona approssimazione sono quelle somministrate, sono state 27.200 (13.500 di vaccino split tetravalente e 13.700 di vaccino adiuvato trivalente, raccomandato per gli ultrasettancinquenni) – spiega -. Lo scorso anno le dosi somministrate furono 23.587, un numero sensibilmente inferiore pur determinando un tasso tra i migliori in regione. Un ulteriore elemento che fa ben sperare è che i virus influenzali circolanti quest’anno sono in gran parte A (H1N1 e H3N2) e quindi sono ben correlati con i ceppi vaccinali somministrati». 

Pare insomma avere funzionato la maxi campagna a favore del vaccino svolta dai Comitati aziendali degli utenti (Comitato consultivo misto e Comitato utenti e familiari) con alcuni medici di medicina generale, che tra ottobre e dicembre 2018 hanno effettuato 20 «incursioni» nei centri sociali, tra tombole, pranzi, cene e incontri associativi. «Visti i buoni risultati dello scorso anno, abbiamo scelto di proseguire con questa formula smart, che ci ha permesso di incontrare le persone durante i tanti eventi ricreativi già previsti, per spiegare loro l’importanza di aderire alla campagna vaccinale», racconta il direttore di distretto Alberto Minardi. 

Grazie a queste incursioni, è stato possibile dare a circa 2.700 persone, con particolare riguardo per gli ultrasessantacinquenni e per quelli affetti da patologie croniche, informazioni su come e dove effettuare la vaccinazione. «Una sorta di “educazione tra pari e di comunità” – conclude Minardi – che ci pare il modo migliore per stare davvero accanto ai nostri cittadini per informarli correttamente e con grande semplicità su come prendersi cura della propria salute. Per questa azione di comunità, vorrei davvero ringraziare tutti i volontari dei Comitati aziendali, i medici di famiglia, le comunità parrocchiali, gli organizzatori degli eventi ed i cittadini che ci hanno sempre accolto benissimo».  

Nelle foto alcuni momenti delle incursioni svolte nei centri sociali per sensibilizzare i presenti alla vaccinazione antinfluenzale

Il picco dell'influenza arriverà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma i vaccinati sono in aumento
Cronaca 8 Novembre 2018

Roberto Burioni e le «Balle mortali» stasera a Imola, dai casi Di Bella e Stamina ai vaccini

«In campo medico, le fake news possono uccidere, ed è un dovere civico smascherarle». Così si legge nella quarta di copertina di «Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani» (Rizzoli editore), scritto da Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università VitaSalute San Raffaele di Milano, specialista di immunologia, diventato famoso per i post sulla sua pagina Facebook a sostegno della scienza e della verità in campo medico, a partire dal tema di cui è uno specialista, i vaccini. Per questo ha ricevuto offese e minacce dal movimento no-vax (contrari alle vaccinazioni), pesanti attacchi diretti anche contro la sua famiglia.

Oltre ai social, Burioni si è dedicato alla scrittura divulgativa. Nel suo nuovo libro, il terzo, esamina una serie di casi che mostrano i rischi di affidarci ai «ciarlatani» invece che ai dati certi, alle prove sperimentali. Tra gli esempi italiani c’è la donna che invece di affidarsi all’oncologo si rivolge alla Nuova Medicina Germanica e  muore per un linfoma, la ragazzina che non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina, senza dimenticare le «pagine buie» della storia recente di Stamina e del metodo Di Bella preceduti dal siero «anticancro» di Liborio Bonifacio, ricavato da escrementi di capra.

L’assunto è che gli uomini credono a quello che desiderano, non in ciò che è vero. E quando sono ammalati sono disposti a credere a qualunque bugia, a chiunque dica che guariranno, per questo le «balle» sono così pericolose. Burioni sarà a Imola questa sera, giovedì 8 novembre alle ore 20.30, alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) per presentare il suo libro all’interno del ciclo di iniziative organizzate da CooperAttivaMente (qui tutti gli appuntamenti), cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie. coop. (l.a.)

Nella foto: Roberto Burioni e la copertina del suo libro

Roberto Burioni e le «Balle mortali» stasera a Imola, dai casi Di Bella e Stamina ai vaccini
Ciucci (ri)belli 5 Novembre 2018

Il medico virologo Roberto Burioni a Imola

Roberto Burioni, 54 anni, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, specialista di immunologia, sarà a Imola giovedì 8 novembre alle ore 20.30 alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) per presentare il suo terzo libro, dal titolo «Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani» (Rizzoli editore).

La serata fa parte del ciclo di iniziative organizzate da CooperAttivaMente, cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie.coop.

“Burioni – scrive Lara Alpi nell’intervista a Burioni pubblicata sul Sabato Sera del 1 novembre 2018 – è diventato famoso per la sua battaglia tramite la sua pagina Facebook a sostegno della scienza e della verità in campo medico, a partire ovviamente dai vaccini. Per questo ha ricevuto offese e minacce dal movimento no vax, pesanti attacchi online diretti anche contro la sua famiglia, come l’estate scorsa, quando si era riaccesa la polemica sull’obbligo delle vaccinazioni per poter frequentare le scuole. Nonostante ciò, Burioni non demorde. La sua pagina Facebook è seguita da oltre 432 mila persone e i suoi post hanno centinaia di condivisioni. Accanto all’impegno sulla rete ha aggiunto l’attività divulgativa atttraverso i libri, in cui si ritrova la stessa capacità di sintesi, semplicità e precisione dei post sui social. In «Balle mortali» Burioni mette in fila alcuni esempi. Tra quelli italiani c’è la donna che soccombe ad un linfoma perché si affida alla Nuova Medicina Germanica, la ragazzina che non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina, ovviamente le pagine buie di Stamina e del metodo Di Bella preceduti dal siero «anticancro» di Liborio Bonifacio, ricavato da escrementi di capra. L’assunto è che gli uomini credono a quello che desiderano, non in ciò che è vero. E quando sono ammalati sono disposti a credere a qualunque bugia, a chiunque ci dica che guariremo. Per questo le «balle» sono così pericolose”.

Avete delle domande da sottoporre a Roberto Burioni?

Mandatecele all’indirizzo email mamme@sabatosera.it.

Sceglieremo le migliori e gliele sottoporremo nel corso della serata.

Il medico virologo Roberto Burioni a Imola
Cronaca 31 Ottobre 2018

Dal 5 novembre al via la campagna antinfluenzale, vaccino gratis per over 65 e per alcune categorie di persone

Lunedì 5 novembre comincia la campagna di vaccinazione antinfuenzale. La malattia nella nostra regione arriva normalmente tra fine dicembre e febbraio, quindi vaccinarsi nelle prossime settimane, secondo i tecnici, è l’ideale per consentire all’organismo di sviluppare un’adeguata risposta anticorpale e di essere protetti al momento dell’arrivo dell’epidemia.

Sottovalutata, ritenuta spesso una malattia innocua, l’influenza può invece riservare brutte sorprese, cioè complicanze serie, soprattutto nelle persone più fragili come anziani, donne in gravidanza, bambini e adulti con patologie croniche. E’ per questo che la vaccinazione è gratuita, ovvero rientra tra quelle «offerte» dalla Regione.

Questo vale, in particolare, per chi ha più di 65 anni, nonché, come già l’anno scorso, per altre categorie di persone come gli operatori sanitari e sociosanitari o i familiari di persone ad alto rischio (per evitare di passar loro l’influenza), gli addetti ai cosiddetti servizi pubblici essenziali (insegnanti, autisti di mezzi pubblici), i donatori di sangue, il personale a contatto con gli animali (per diminuire la probabilità di ricombinazioni genetiche tra virus influenzali animali e umani).

Le vaccinazioni vengono effettuate dal medico di medicina generale o dal pediatra. Fino al 30 novembre anche presso gli ambulatori di Igiene pubblica dell’Azienda usl (verificare le modalità di prenotazione e accesso sul sito web www.ausl.imola.bo.it oppure contattando il numero verde regionale 800033033 o l’Ambulatorio vaccinazioni adulti al tel. 0542/604916.

La Regione ha già predisposto un primo invio di 815.000 vaccini per rispondere alle richieste delle categorie «gratuite», a Imola ne sono arrivati 24 mila. Tutti gli altri che vogliono vaccinarsi contro l’influenza possono farlo acquistando il vaccino in farmacia e rivolgendosi poi al proprio medico per l’inoculazione oppure prenotare tramite Cup la prestazione all’Ambulatorio vaccinale.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Dal 5 novembre al via la campagna antinfluenzale, vaccino gratis per over 65 e per alcune categorie di persone

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