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Cronaca 25 Febbraio 2021

Morte sotto la valanga ad Aosta, anche tre imolesi tra gli istruttori Cai condannati

Il giudice del tribunale di Aosta Marco Tornatore, al termine del processo iniziato un anno fa, ha condannato sei istruttori Cai imputati per disastro e omicidio colposi nel processo sulla morte di due scialpinisti travolti e uccisi da una valanga il 7 aprile 2018, sul Colle di Chamolé, vicino alla località valdostana di Pila. Le vittime Roberto Bucci, di Faenza, all”epoca ventottenne, e Carlo Dall”Osso, istruttore Cai di Imola, morto a 52 anni, partecipavano a un”escursione programmata.

Tra i condannati, tre imolesi. Si tratta di Vittorio Lega, 50enne istruttore nazionale Cai di scialpinismo di Faenza e direttore del corso avanzato di scialpinismo della scuola Cai ”Pietramora”, a cui sono stati inflitti due anni, mentre la condanna a un anno e sei mesi è stata comminata al 46enne Leopoldo Grilli ed al 45enne Matteo Manuelli. Gli altri, invece, sono il ravennate Alberto Assirelli, la faentina Paola Marabini ed il marchigiano di Chiaravalle Giacomo Lippera. (da.be.)

Nella foto un’escursione del Cai Pietramora (foto d’archivio)

Morte sotto la valanga ad Aosta, anche tre imolesi tra gli istruttori Cai condannati
Cronaca 23 Gennaio 2020

Morte sotto la valanga ad Aosta, a maggio inizia il processo per sei istruttori Cai, tra cui tre imolesi

Comincerà il prossimo 15 maggio il processo nel quale sei istruttori del Club alpino italiano (Cai) dovranno rispondere di disastro e omicidio colposo per la valanga che il 7 aprile del 2018, sul Colle di Chamolé, vicino a Pila, provocò due vittime, l’imolese Carlo Dall’Osso, a sua volta istruttore Cai, e il faentino Roberto Bucci. Così ha deciso ieri il gup Marco Tornatore su richiesta del pubblico ministero di Aosta, Eugenia Menichetti. A processo andranno tre imolesi, ossia il coordinatore del corso Vittorio Lega, 48 anni, il suo vice Leopoldo Grilli, 44 anni, e Matteo Manuelli, 43 anni,  poi Alberto Assirelli, 50 anni di Ravenna, Paola Marabini, 57 anni, di Faenza, e Giacomo Lippera 46 anni marchigiano. 

L’escursione faceva parte del corso avanzato di scialpinismo della scuola Cai Pietramora formata dalle sezioni di Cesena, Faenza, Forlì, Imola, Ravenna e Rimini. Il gruppo era diretto al rifugio Arbolle, ma non vi sono mai arrivati per l’imponente valanga con un fronte di oltre 200 metri che si era staccata dal pendio. Bucci fu travolto, mentre Dall’Osso perse la vita precipitando nel lago Chamolè, la cui superficie ghiacciata aveva ceduto sotto il peso della neve. Anche due degli indagati, Manuelli e Lippera, erano rimasti feriti, ma si erano salvati.

Per la Procura i sei istruttori hanno agito con “negligenza, imprudenza ed imperizia” a causa della “presenza di pendii esposti al rischio valanghe”. Di diverso parere l”avvocato Fabio Azzaroli, legale di Vittorio Lega. “Abbiamo necessità di andare in dibattimento per introdurre delle prove e far parlare i nostri consulenti per chiarire la vicenda – afferma -. Per noi non sono stati commessi errori da parte degli istruttori del Cai, bensì si è trattata di una fatalità”. (gi.gi.)

Nella foto un’escursione del Cai Pietramora (foto d’archivio)

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