Posts by tag: vallata del santerno

Economia 4 Giugno 2018

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini

C’è ancora grande incertezza sul futuro della filiale della banca Bpm (Banco Popolare di Milano) in Corso Europa a Fontanelice. Intanto, come già accaduto un paio di anni fa, i cittadini si sono mossi e, mentre si attende una risposta da Milano, è stata organizzata una raccolta firme per scongiurare la chiusura, che potrebbe avvenire già il prossimo 30 giugno. L’iniziativa è partita dai cittadini e ha subito ricevuto l’appoggio del sindaco Athos Ponti. Per il momento sono state raccolte una cinquantina di firme.

«Continueremo a raccoglierle per una settimana, o anche di più se necessario» dice Ponti. E’ possibile sottoscrivere la petizione in molti locali pubblici, dai bar al municipio, ma anche all’interno della stessa banca. Si tratta di una filiale storica, «aperta 130 anni fa come Cassa di Risparmio di Imola, poi diventata Banca popolare di Verona e, infine, Bpm – ricostruisce il sindaco -. A inizio maggio ho scritto al presidente del Cda del Bpm, Carlo Fratta Pasini, per chiedere conferma e cercare di scongiurare la chiusura, che sarebbe un problema specialmente per gli anziani (la filiale più vicina del Bpm è a Borgo Tossignano, ndr).

Non ho ancora ricevuto risposta e manderò un sollecito». Anche i sindacati, confederali e pensionati di Cgil, Cisl e Uil, si stanno interessando alla questione. «Solo muovendoci tutti insieme, forze sociali e politiche, si potrà ottenere un passo indietro da parte dell’istituto di credito o quantomeno un’apertura almeno nei giorni di mercato che garantisca la continuazione seppur parziale dell’erogazione dei servizi» dicono. A stretto giro, i consiglieri regionali Pd Roberto Poli e Francesca Marchetti hanno presentato un’interrogazione per richiedere l’intervento della Regione. «La privazione dell’unico sportello bancario esistente sarebbe una grave perdita per il territorio» dicono. (re.co.)     

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini
Economia 19 Maggio 2018

A Fontanelice la filiale del Bpma è a rischio chiusura, l'allarme del sindaco e dell'Anci

C’è preoccupazione a Fontanelice per la possibile chiusura ella filiale della banca Bpm (Banco popolare Milano) di corso Europa, l’unica presente nel territorio comunale, nella quale lavorano tre dipendenti. «Alcune settimane fa mi è arrivata lavoce di una possibile chiusura della banca entro fine anno – dice il sindaco, Athos Ponti -. Così il 2 maggio ho scritto al presidente del Cda del Bpm, Carlo Fratta Pasini, per chiedere conferma e cercare di congiurare la chiusura».

La settimana successiva, anche il presidente dell’Anci Emilia Romagna, Fabio Fecci, ha preso carta e penna e fattolo stesso. «Pur sapendo che si tratta di un’attività privata, consideriamola presenza dell’unico sportello bancario sul territorio comunale alla pari di altri servizi di pubblica utilità – scrive Fecci -. Per questo ci uniamo alla richiesta del sindaco pregandovi di fare il possibile per mantenere aperto un presidio territoriale importante come punto di riferimento economico/finanziario».

Anche nel 2016 la filiale sembrava in procinto di chiudere, fu fatta anche una raccolta firme e, alla fine, la banca restò aperta. «E’ una filiale che va bene, i clienti non mancano e non ci spieghiamo questa decisione, che per la comunità sarebbe una grave perdita – aggiunge Ponti -. Tra l’altro, è una banca storica, aperta 130 anni fa come Cassa di Risparmio di Imola, poi diventata Banca popolare di Verona e, infine, Bpm». Se chiudesse, i fontanesi troverebbero un’altra filiale del gruppo a Borgo Tossignano.«Ma per gli anziani non sarebbe certo comodo – conclude Ponti -. Al più si potrebbe ragionare per una rimodulazione degli orari». (gi.gi.)

A Fontanelice la filiale del Bpma è a rischio chiusura, l'allarme del sindaco e dell'Anci
Cronaca 20 Aprile 2018

Inseguimento nella notte sulla Montanara. Due ladri tentano di sfondare un posto di blocco. Arrestati

Inseguimento da film sulla Montanara. Due ladri alla fine carambolano sul posto di blocco della polizia e vengono arrestati. Nottata movimentata tra Castel del Rio e Borgo Tossignano. Intorno alle 2.45 due uomini si sono introdotti in un’azienda di Castel del Rio, hanno rotto i vetri di alcune vetture presenti nel cortile per cercare di rubare qualcosa ma facendo più danni che altro. Nel frattempo il titolare, che abita poco lontano, ha sentito dei rumori, è uscito di casa e si è recato dove sono parcheggiati i mezzi. A quel punto i due ladri sono saliti su un furgone e si sono dati alla fuga lungo la Montanara con direzione Fontanelice.

I carabinieri, allertati, hanno iniziato ad inseguirli chiamando in aiuto anche i colleghi della polizia che ha organizzato un posto di blocco con due auto a Borgo all’intersezione tra la Montanara e la via Codrignano. I due sono arrivati a tutta velocità cercando di sfondare il posto di blocco ma il furgone si è rovesciato. A quel punto gli agenti, rimasti per fortuna illesi, li hanno bloccati e arrestati.

Anche i due ladri non hanno riportato ferite. Ora dovranno rispondere di furto aggravato e violenza. Si tratta di due marocchini residenti a Imola già ben noti alle forze dell’ordine e pure alla giustizia per reati analoghi.

Il magistrato ha convalidato l”arresto e stabilito la custodia cautelare in carcere a Bologna fino al processo fissato per il 3 maggio. (l.a.)

Foto d”archivio

Inseguimento nella notte sulla Montanara. Due ladri tentano di sfondare un posto di blocco. Arrestati
Economia 5 Aprile 2018

Il gelo ha bruciato la produzione di albicocche, l'allarme degli agricoltori – VIDEO

Il gelo di fine febbraio ha messo in ginocchio per l’ennesima volta i produttori di albicocche, in particolare quelli della vallata del Santerno, dove le temperature sono scese oltre i dieci gradi sottozero. «Posso affermare, senza timore di essere smentito, di aver perso oltre il 90 per cento della produzione – esordisce Domenico Errani, che nella vallata del Santerno ha 12 mila piante su 17 ettari, 16 dei quali certificati biologici -. E da adesso in avanti posso solo rischiare di perdere la totalità del raccolto».

Le varietà precoci mature già in maggio sono evidentemente più esposte ai rigori invernali, anche le varietà tardive hanno però risentito delle basse temperature. Lo stesso Errani mostra nel video che ci ha mandato (pubblicato sul sito del sabato sera) gli effetti sulle gemme, in cui pistillo e ovario sono necrotizzati per il gelo. “Gelo e campagna a rischio”, l’allarme di Coldiretti e Cia Imola«La campagna 2018 dell’albicocca è a forte rischio». A lanciare l’allarme sono state nei giorni scorsi le organizzazioni agricole che ieri, 4 aprile, hanno incontrato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, assieme ai tecnici dell’assessorato.

Imola è leader in Italia nella produzione di albicocche con 1.100 ettari coltivati, pari al 20% della superficie che in Emilia Romagna è destinata a questa coltura e all’8 per cento a livello nazionale. «Purtroppo – constata Coldiretti Bologna – dopo i prezzi al di sotto dei costi di produzione del 2016, la grandinate e la siccità del 2017, con prezzi sempre non remunerativi, anche il 2018 è partito sotto i peggiori auspici. Già lo scorso anno gli inceppi e i bizantinismi nei complicati procedimenti parlamentari non avevano consentito il riconoscimento dello stato di calamità per la grandinata».

Lo stato di calamità consente infatti di attivare i finanziamenti del Fondo di solidarietà nazionale previsti dal decreto 102/2004 a sostegno delle imprese agricole, le cui produzioni sono danneggiate da calamità naturali ed eventi climatici avversi. «Ci auguriamo – afferma il presidente di Coldiretti Bologna, l’imolese Antonio Ferro – che quest’anno sia riconosciuta l’eccezionalità dell’evento, anche perché, purtroppo, a fine febbraio non era stato ancora raggiunto l’accordo tra le compagnie di assicurazione e i Consorzi di difesa per la campagna assicurativa, che avrebbe consentito ai produttori di assicurarsi. Se da una parte sul fronte delle assicurazioni ci sono novità positive come l’abbassamento della soglia di indennizzo e l’aumento del contributo sulle polizze, dall’altro occorre che le polizze siano calate nella realtà produttiva con strumenti chiari e comprensibili e che siano soprattutto snelle, visto che ancora oggi ci sono agricoltori che stanno facendo i conti con le polizze agevolate del 2015».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Cia di Imola. «Ci vorranno giorni per fare una ricognizione che delinei la reale situazione delle campagne – commenta il presidente, Giordano Zambrini -. Ci troviamo di nuovo con il reddito delle aziende agricole messo a dura prova, ma anche le ripercussioni sull’indotto saranno significative, in quanto in alcune zone il raccolto è stato compromesso totalmente. L’Unione europea prevede lo strumento assicurativo come unica arma a difesa delle colture colpite dalle calamità atmosferiche, purtroppo, però, le procedure sono alquanto farraginose e complicate, senza tener conto dei programmi informatici che ancora oggi non funzionano a pieno regime. Solleviamo quindi nuovamente la necessità di un provvedimento normativo – esorta Zambrini – in grado di superare questa situazione paradossale che non favorisce, da parte delle imprese, il ricorso all’assicurazione». A farsi portavoce in Regione delle preoccupazioni delle associazioni di categoria e degli agricoltori è stato il consigliere regionale Roberto Poli. «Occorre ricercare tutte le azioni possibili a tutela della produzione di albicocche e delle imprese agricole – dichiara -. Per questo ho contattato l’assessore Caselli, promuovendo l’incontro del 4 aprile».

Altri particolari e testimonianze di agricoltori sul “sabato sera” in edicola dal 5 aprile.


lo.mi.

Nella foto uno degli agricoltori colpiti, Maria Montefiori nel suo campo a Posseggio

Il gelo ha bruciato la produzione di albicocche, l'allarme degli agricoltori – VIDEO
Cronaca 30 Marzo 2018

Telefoni Telecom isolati da venti giorni a Gesso, “disagi per i cittadini, la Regione intervenga'

I disagi provocati dalle continue interruzioni telefoniche nella rete fissa  Telecom a Sassoleone arrivano in Regione. I consiglieri Roberto Poli e Francesca Marchetti (Pd) hanno presentato alla Giunta un”interrrogazione urgente per chiedere una risposta in merito ad un problema che sta di fatto isolando i residenti della frazione del comune di Casalfiumanese.

“Da molti mesi, in particolare nella zona denominata Gesso, si verificano continue interruzioni telefoniche che hanno impedito l’utilizzo della linea telefonica fissa creando enormi disagi ai cittadini e pesanti perdite economiche alle attività del territorio – scrivono Poli e Marchetti in una nota –. Nella zona sono insediate imprese agricole, agriturismi, e cosa ancor più grave, residenti anziani, per cui tale mancanza di servizio, che perdura in modo continuativo da oltre 20 giorni, genera non poche problematiche. Tutto questo si aggrava se si pensa che la zona registra insufficienti livelli di copertura della telefonia mobile”. In pratica i telefoni collegati alla rete fissa Telecom sono muti e i cellulari non prendono bene.

“Nonostante le ripetute segnalazioni, il problema persiste e risulta evidente una mancanza di attenzione da parte di Telecom. Per questo abbiamo chiesto alla Giunta regionale di intervenire nei confronti della società per risolvere in modo definitivo il problema evitando l’isolamento di un territorio».

“Non sono molte le utenze della zona, lo so, ma ci sono anziani e pure la farmacia, se dovesse succedere qualcosa chi ne risponde? – aggiunge Poli -. I guasti possono capitare ma la soluzione non può avere una tempistica del genere”.

Telefoni Telecom isolati da venti giorni a Gesso, “disagi per i cittadini, la Regione intervenga'
Cronaca 19 Marzo 2018

Frane, a Castel del Rio cede la scarpata sotto Villalba, a Imola via Selice a senso unico alternato

Le ultime piogge hanno creato ulteriori smottamenti. Per quanto ci riguarda da vicino, dopo le frane di Casalfiumanese e ad Imola in via Gambellara e in via dei Colli, la Città metropolitana, proprietaria della strada, dovrà intervenire in via Selice a Imola, poco oltre via Bicocca (dal chilometro 25+600 al chilometro 25+900), a causa del cedimento della sponda del canale dei Molini. Quando gli operai saranno al lavoro si prevede anche l”istituzione di un senso unico alternato regolato dal semaforo.

A Castel del Rio, invece, nei giorni scorsi è franata la scarpata sotto la casa protetta privata “Villalba”, nel tratto dove il rio Magnola si interseca con il Santerno. In virtù del fatto che “l’edificio e la centrale termica non hanno riportato lesioni – fa sapere il geometra Maurizio Bruzzi dell’ufficio tecnico alidosiano -, il Comune non ha emanato ordinanze particolari”, ergo non è stato necessario spostare i 28 ospiti della struttura. “Abbiamo fatto dei sopralluoghi con i nostri tecnici (la scarpata è privata, ndr) e la struttura è ancorata con dei micropali alla roccia sottostante, non c’è pericolo” conferma il proprietario Massimiliano Gurioli. Ora si aspetta un sopralluogo della Bonifica della Romagna Occidentale per definire gli interventi necessari.

gi.gi

Nella foto: la frana a Castel del Rio sotto la casa protetta privata “Villalba”

Frane, a Castel del Rio cede la scarpata sotto Villalba, a Imola via Selice a senso unico alternato

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