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Cronaca 1 Novembre 2019

Novembre top per gli appassionati di vino all'Enoteca regionale di Dozza tra degustazioni, corsi e incontri con i produttori

Un mese di novembre tra degustazioni, corsi e incontri con i produttori. E” il programma che propone l”Enoteca Regionale di Dozza, che si trova all”interno della Rocca con il suo wine bar e oltre mille vini regionali, accompagnati da altri prodotti tipici emiliano romagnoli. Venendo al dettaglio degli eventi, domani sabato 2 novembre, alle 14.30, partirà la seconda parte del cartellone 2019 della rassegna «Vignaioli in Enoteca» con il primo di cinque incontri che avrà per protagonista «Terre di Montebelli» di Verucchio (Rn).

I cinque appuntamenti, tutti i sabati di novembre dalle 14.30 alle 18.30, daranno ai partecipanti l”occasione non solo per incontrare i vignaioli, ma anche per degustarne gratuitamente i vini. Dopo il produttore di Verucchio sarà la volta del «Podere Riosto» di Pianoro (Bo) il 9 novembre, seguito da «Montaia» di Cesena (Fc) il 16 e «Gallegati» di Faenza (Ra) il 23, per chiudere con «La Mancina» di Montebudello (Bo) il 30 novembre. 

La domenica invece, sempre dalle 14.30 alle 18.30, è il giorno dedicato ai banchi d’assaggio tematici. Il programma dei quattro eventi comincia domenica 3 novembre con una degustazione di vino Novello (i primi vini della vendemmia 2019) e prosegue il 10 sarà con il Malbo Gentile, il 17 con il Centesimino (autoctono della zona della Torre di Oriolo di Faenza). Chiuderà il mese, il 24 novembre, una doppia degustazione di Merlot e Cabernet Sauvignon, due dei vitigni internazionali più noti al mondo che anche in Emilia Romagna esprimono una grande personalità. La formula delle degustazioni, a 6 euro per 3 assaggi, si potranno abbinare assaggi di prodotti regionali al costo di 3 euro. 

Infine, due i corsi che l”Enoteca propone agli appassionati di vino. Il primo, articolato in tre lezioni (21 e 27 novembre, 5 dicembre, inizio ore 20.30) al costo di 95 euro, si chiama “I segreti del vino” e sarà condotto da Maurizio Manzoni, responsabile della mostra permanente di Enoteca Regionale Emilia Romagna, che farà scoprire ai partecipanti i caratteri distintivi dei vini e dei vitigni aromatici, i vini dolci, passiti e liquorosi, dalla raccolta tardiva all’appassimento, le muffe nobili, gli ice-wine nati nel ghiaccio. Saranno inoltre approfondite le tecniche di cantina, dalla spumantizzazione all’uso delle barrique e informazioni sulle condizioni ideali per la degustazione dei vini (temperatura, calice e tecniche di servizio). Al termine delle tre lezioni, a numero chiuso e prenotazione obbligatoria, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione. Un secondo corso è invece in programma il 29 e 30 novembre (tutta la giornata) e si intitola “Comunicare il vino”. La due giorni è stata ideata per aiutare i produttori e tutti gli operatori della filiera enologica ad arricchire il proprio pensiero sulla comunicazione, sviluppando una visione più ampia per trasmettere la propria identità in modo unico e distintivo. Per informazioni: cell. 338 7609743. Per info su tutti gli eventi in Rocca: tel. 0542 367700. (r.cr.)

Novembre top per gli appassionati di vino all'Enoteca regionale di Dozza tra degustazioni, corsi e incontri con i produttori
Economia 6 Agosto 2019

L'albana made in Imola è la migliore di Romagna, premiati a Faenza i vini di Monticino Rosso e Tre Monti

L’albana made in Imola è la migliore di Romagna. L’hanno stabilito sia una giuria tecnica sia il pubblico nel corso della selezione organizzata dall’Ente tutela vini di Romagna. Due i riconoscimenti che erano da assegnare: l’Albana Dèi, ai migliori albana di Romagna Docg di tipologia secco e L’Indigeno del Cuore. La cerimonia di premiazione si è svolta nei giorni scorsi a Casa Spadoni, a Faenza. Ebbene, la giuria tecnica ha fatto salire sui gradini più alti del podio due vini imolesi: il Codronchio 2016 di Monticino Rosso, seguito dal Vitalba 2018 di Tre Monti; terzo, Nora 2018 del Podere Baratta di Bertinoro.

Mentre il giudizio popolare ha assegnato la vittoria al Vitalba 2018 di Tre Monti, seguito dal Codronchio 2016 di Monticino Rosso, confermando al terzo posto il Nora 2018 di Podere Baratta. La selezione per giungere all’assegnazione dei riconoscimenti ha previsto due fasi. Nella prima fase la giuria tecnica (composta da critici delle principali guide di settore, esperti enogastronomici, sommelier professionisti e commerciali enologici) ha degustato alla cieca i vini in concorso determinando la classifica dell’Albana Dèi e selezionando i vini finalisti. Questi ultimi, poi, hanno affrontato il giudizio del pubblico, che li ha degustati e votati nel corso di quattro appuntamenti «di piazza» itineranti, che si sono svolti in giugno a Faenza, Bertinoro, Oriolo e Dozza, per determinare la classifica de L’Indigeno del Cuore.

«Al di là della soddisfazione personale per la vittoria nella sezione “L’indigeno del Cuore” con la Vitalba 2018, che bissa il successo ottenuto lo scorso anno con la Vitalba 2017, quello che mi preme sottolineare è l’altissimo livello dell’albana prodotta nel territorio del Comune di Imola», tiene a sottolineare David Navacchia, che con il fratello Vittorio ed il padre Sergio guida la cantina Tre Monti di Imola. «Vorrei ricordare infatti anche il successo di “Codronchio” 2016 di Monticino Rosso e la presenza fra le sette albana finaliste anche di “Mezzelune” 2017 dell’azienda Ca’ dei Quattro Archi,sempre di Imola», aggiunge David Navacchia.

A crescere, in sostanza, è tutto il territorio imolese, che è in grado di conquistare la ribalta e di superare territori d’elezione come Bertinoro e Predappio, diventando un punto di riferimento a livello di tutta la Romagna. Ma a vincere è anche una filosofia del produrre vino da un vitigno ben radicato in terra imolese, l’albana appunto. «Un’albana – spiega David Navacchia – prodotta secondo la tradizione, con la macerazione sulle bucce, che dà colori caldi,in alternativa, per non dire in contrasto, con una nouvelle vague che vuole un’albana meno intensa e più fresca».

Nella foto la cerimonia di premiazione con gli organizzatori e i vincitori dei due concorsi che l”Ente tutela vini di Romagna dedica ogni anno all”Albana di Romagna Docg

L'albana made in Imola è la migliore di Romagna, premiati a Faenza i vini di Monticino Rosso e Tre Monti
Economia 17 Maggio 2019

Anche i vini della Cantina Poletti di Imola insieme all''Enoteca Regionale al Vinexpo di Bordeaux

L”Enoteca Regionale dell”Emilia Romagna ha preso parte in questi giorni alla ventesima edizione del “Vinexpo” di Bordeaux, in Francia, una fiera biennale dedicata al vino. Tra le iniziative organizzate è da segnalare un ricco banco d”assaggio allestito per dare risalto ai prodotti regionali, al quale erano presenti i vini di tante aziende della regione, tra cui la Casa Vinicola Poletti di Imola (BO).

Nell”edizione 2017 Vinexpo ha registrato 2.300 espositori e un’affluenza di oltre 40 mila visitatori professionali provenienti da 151 paesi, il 44% dei quali arrivati soprattutto da Cina, Stati Uniti, Spagna, Italia, Gran Bretagna, Germania, Belgio, Canada, Hong Kong, Russia, Svezia, Giappone, Portogallo, Olanda e Brasile. La Francia, con una produzione stimata di 36,7 milioni di ettolitri di vino, si è confermata nel 2017 il secondo produttore mondiale, con un +17,34% rispetto al 2016. In base ai dati de “i numeri del vino” di marzo 2018, la Francia nel 2017 ha esportato nel mondo i suoi vini per un totale di 9,04 miliardi di euro e 14,8 milioni di ettolitri, mentre l”Italia, nello stesso anno, ha esportato in Francia vino e mosto per un totale di 177 milioni di euro. (r.cr.)

Anche i vini della Cantina Poletti di Imola insieme all''Enoteca Regionale al Vinexpo di Bordeaux
Economia 13 Aprile 2019

La cantina “Dalfiume Nobilvini' festeggia 70 anni con un Sangiovese superiore che sarà presentato al Very Wine

L”azienda vinicola di Castel San Pietro Terme “Dalfiume Nobilvini” compie 70 anni. Da tre generazioni la passione e la determinazione contraddistinguono la storia imprenditoriale della famiglia Dalfiume, che festeggia l”importante ricorrenza con una novità: “LXX Riserva Settanta” a marchio Villa Poggiolo, un Sangiovese Superiore Dop che ha debuttato nei giorni scorsi al Vinitaly e che sarà presentato al territorio sabato 13 e domenica 14 aprile a Very Wine 2019. L”evento, capace di attirare numerosi appassionati con degustazioni di cibo e vino, quest”anno viste le condizioni meteo sfavorevoli si terrà direttamente nella Cantina “Dalfiume Nobilvini”, in via Madonnina n. 3041 a Castel San Pietro Terme.

In realtà per la famiglia Dalfiume l”’amore per il vino e la lavorazione della vigna è nata ancora prima, addirittura nei primi decenni del Novecento, con Odoardo Dalfiume che già coltivava la vite nel podere che aveva in affitto, vendendo ad amici e vicini il vino che ne ricavava. La passione si fece tuttavia più forte al termine della Seconda guerra mondiale quando i Dalfiume si trasferirono a Bologna. Era la primavera del 1949 ed Odoardo, insieme alla moglie Adele, diede vita in via Massarenti alla “Cantina Dalfiume e figli”.

Di lì a poco la famiglia si spostò in zona Pontevecchio, sempre a Bologha, dove c”erano gli spazi sufficienti per organizzare l’attività d”impresa in modo più strutturato. I figli gemelli di Odoardo e Adele, Gianni e Franco, furono coinvolti fin da bambini nell’attività familiare, diventando il braccio e la mente di un’azienda in crescita, capace di guadagnare un’importante quota di mercato in città e provincia. Nel 1975 la famiglia acquistò la cantina di Alberici Cleto di Castel San Pietro Terme, dando avvio a una nuova fase di sviluppo dell”attività aziendale che continuò a crescere negli anni ’80 quando l”impresa divenne produttrice diretta di uve affittando alcuni poderi sui colli bolognesi. E negli anni ”90, ecco un altro passaggio importante: l”acquisto, nel 1991, degli oltre 70 ettari di Tenuta Poggiolo, l’azienda vitivinicola di famiglia che ha dato il nome al “top quality brand” “Villa Poggiolo”.

La seconda metà degli anni ”90 ha visto poi il subentro alla conduzione della Cantina della terza generazione della famiglia, nelle persone di Davide e Silvia, figli rispettivamente di Franco e Gianni, che a seguito della scomparsa di Franco seppero raccogliere il testimone, con l”appoggio di Gianni. Il resto è storia di oggi, con la crescita della presenza nella grande distribuzione e nella ristorazione. «“Ancora oggi- commenta l”amministratore unico Davide Dalfiume – percorriamo con passione il viaggio iniziato dal nonno Odoardo e perseguiamo con determinazione il sogno dei nostri genitori: portare ogni giorno sulla tavola la tipicità, i profumi e i sapori più autentici dell’Emilia-Romagna. LXX Riserva Settanta è un vino elegante e possente, che racconta gli anni vissuti e le vite che li hanno attraversati, cresciuto in cantina lentamente, senza fretta, ma sempre controllato, viziato. Fin da subito destinato ad essere una Riserva, perché settant’anni sono tanti, per produrlo abbiamo selezionato le migliori uve Sangiovese, perché il territorio è la nostra forza da sempre». (r.cr.)

Nella foto la famiglia Dalfiume

La cantina “Dalfiume Nobilvini' festeggia 70 anni con un Sangiovese superiore che sarà presentato al Very Wine

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