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Cultura e Spettacoli 28 Giugno 2018

A Fontanelice la musica crea un Fiume… diVino

Si prepara un fine settimana in musica a Fontanelice. Domani e sabato sera, infatti, si terrà Fiume diVino, organizzata dall”associazione omonima, con buona musica e stand gastronomici. Venerdì dalle 19 apriranno infatti gli stand con la cucina tradizionale e con una selezione di vini dalle cantine della Vallata del Santerno, mentre il Sebastiano e Margherita Duo intratterrà con la sua musica nel wine stage. Poi, alle 22.30, sul palco principale, arriverà Giò Sada, cantautore vincitore nel 2015 della nona edizione del talent show X Factor. Al termine del suo spettacolo, la musica continuerà con dj Max Vasselli.

Sabato 30, riapriranno gli stand gastronomici e il wine stage ospiterà il cantautore castellano Mess. Sul main stage, invece, spazio ai Meganoidi, band nata nel 1997 che nel tempo ha mutato le proprie influenze ska-core e punk in un post-rock più lento e fluido. Al termine, musica con dj Niki.

Non mancherà in entrambe le serate un”arena per bambini con spettacoli e intrattenimenti ad hoc (Tata Fata e Ponte Azzurro). Inoltre, lo staff organizzativo di Fiume diVino conferma il servizio navetta gratuito per entrambe le serate disponibile con partenze da Imola (parcheggio Bocciofila, alle 20, 21.15 e 22.30), Ponticelli, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, e arrivo a Fontanelice (parcheggi di via della Resistenza) e con conseguenti rientri in nottata (mezzanotte, 1.15, 2.30). I concerti sono gratuiti.

Nella foto i Meganoidi

A Fontanelice la musica crea un Fiume… diVino
Economia 30 Maggio 2018

Tre vini imolesi «da non perdere» nella guida Vinibuoni d’Italia del Touring

Ci sono anche tre produttori imolesi nella guida Vinibuoni d’Italia, curata da Mario Busso ed edita dal Touring club italiano. Sono nella rubrica «Vini da non perdere», dedicata alle «chicche» che si sono contraddistinte per «piacevolezza, corrispondenza al vitigno ed equilibrio».

Si tratta della Fattoria Monticino Rosso per la sua Romagna Albana Docg secco Codronchio 2015 («Naso dolce e accattivante di frutta candita e spezie dolci – questa la descrizione data dalla guida – ginepro e rosmarino, lavanda, zafferano e zenzero, la bocca è sapida, armonica, circolare e suadente vino che si fa ricordare»); l’Azienda agricola Giovannini per il Rubicone Igt Sangiovese Giogiò 2015 («Austero e autorevole, ottimo esempio di rispetto e di rigore, il Giogiò è intenso di anice e liquirizia, fiori di geranio ed erbe balsamiche, rotonda e morbida la sorsata, calda e avvolgente»); la cantina Tre Monti, per la Romagna Albana Docg secco Vigna rocca 2016 («Avvincente e pulitissima, tipica nota di frutta esotica, soprattutto ananas e tarassaco, bocca armonica e sapida, ampio ventaglio di abbinamenti col cibo»).

La tappa finale del tour che ha premiato oltre 70 etichette, tra i 415 migliori vini 2017 si è svolta presso l’Auditorium 1919 di Sacmi lo scorso 16 maggio. (lo.mi.)

Tre vini imolesi «da non perdere» nella guida Vinibuoni d’Italia del Touring
Economia 23 Maggio 2018

Ceramica e design per Sacmi-Defranceschi, azienda mordanese di attrezzature per cantine vinicole

Ceramica e design. E’ questo il binomio del futuro per chi, come Defranceschi, produce macchinari al servizio dell’enologia. Fondata nel 1954 dalla famiglia che le ha dato il nome, l’azienda è stata poi acquistata all’asta nel 2016 dall’imolese Sacmi e da quest’ultima rilanciata nella nuova veste di fornitrice di attrezzature per cantine chiavi in mano. A circa un anno e mezzo dall’avvio della nuova gestione, abbiamo fatto il punto con il direttore generale, Daniele Marastoni. L’occasione è stata l’iniziativa all’Auditorium 1919 di Sacmi di qualche giorno fa, dove erano in programma il convegno “Vino e cantina” e la presentazione della guida del Touring club italiano “Vinibuoni d’Italia 2018”, a cui ha fatto seguito la visita allo stabilimento Defranceschi a Mordano. Seduti in platea, oltre 70 produttori – attuali e potenziali clienti del Gruppo che opera nel settore vino sin dai primi anni Duemila – interessati a cogliere l’occasione di questa tappa finale del tour “Vini Buoni d’Italia” per conoscere più da vicino il mondo Sacmi e le sue tecnologie al servizio del wine making: non solo singole macchine ma una vera e propria cantina chiavi in mano, dalla lavorazione delle uve all’imbottigliamento.

«Il mercato – spiega Marastoni – ha recepito la strategia di Sacmi, che ha cercato di dare risalto all’innovazione, in un mondo dove da anni mancava questo aspetto. Sono state riattivate tutte le attività di produzione di attrezzature per la ricezione delle uve, presse, serbatoi di stoccaggio e vinificazione». Le sinergie con il mondo Sacmi hanno poi aperto nuove possibilità: da Sacmi Verona provengono le etichettatrici, mentre da Sacmi Filling, in provincia di Parma, le linee per i cosiddetti imballaggi bag in box. «Per completare la fornitura degli impianti – aggiunge – nei mesi scorsi Defranceschi è riuscita a chiudere accordi con marchi prestigiosi come Protec, Padovan e Robopac». 

«Abbiamo chiuso il 2017 in linea con il budget prefissato – prosegue il direttore, senza però soffermarsi sui numeri – e l’obiettivo per il 2018 è di aumentare il fatturato del 30 per cento. Al momento stiamo studiando nuovi prodotti legati all’impiego della ceramica in enologia».

I risultati saranno presentati in autunno «alla fiera Vinitech di Bordeaux e all’Intervitis in Germania. Inoltre, in collaborazione con l’architetto Olivier Chadebost (che dal 2011 collabora con Defranceschi, Ndr), abbiamo in corso tre progetti, tutti in Francia, per la realizzazione di altrettante cantine di design. Oggi le cantine hanno necessità di differenziarsi e rispecchiare l’identità del produttore. Ecco perché anche il design è per noi un elemento importante». Uno dei progetti in questione riguarda il château Cheval blanc, a Saint-Emilion, nella zona di Bordeaux. (lo.mi.)  

Altri particolari nell’articolo su “sabato sera” di domani, 24 maggio. 

Nella foto un momento del convegno e il direttore generale Daniele Marastoni

Ceramica e design per Sacmi-Defranceschi, azienda mordanese di attrezzature per cantine vinicole
Cultura e Spettacoli 4 Maggio 2018

Vino, Acqua e Terra in mostra a Dozza insieme a Ermes Ricci

Due elementi naturali e un terzo… quasi. Si chiama Vino Acqua Terra la nuova mostra organizzata dall’artista e fotografo Ermes Ricci, in scena alla Rocca di Dozza dal 5 maggio al 17 giugno. Oltre all’imolese, presente con alcune ceramiche artistiche (Terra), saranno esposti i lavori di due altri artisti: Aurodeva Guerci, giovane che lavora in una cantina vinicola francese di Bordeaux e che utilizza il vino come materia espressiva delle sue opere pittoriche, avendo ideato una particolare tecnica per dipingere con il vino stesso, e suo padre Ireno Guerci, fotografo che mette in mostra un particolare progetto legato ai tradizionali trattamenti terapeutici all’acqua comuni in India, dove il fotografo vive.

La mostra inaugura sabato 5 maggio alle 11 all’interno della programmazione della Festa del vino di Dozza; alle 18.30 in piazza Zotti è anche prevista una performance artistica del pittore del vino Aurodeva Guerci. (mi.mo.)

Nella foto Ermes Ricci all”opera

Vino, Acqua e Terra in mostra a Dozza insieme a Ermes Ricci
Economia 30 Aprile 2018

Caviro e Cevico insieme per Bolé, il nuovo spumante di Trebbiano

Il consorzio Cevico (che nel territorio imolese ha come socio la Cantina dei Colli Romagnoli) e Caviro (che qui annovera tra i soci la Cavim di Sasso Morelli) insieme per valorizzare il Trebbiano (14.700 ettari di impianti in Romagna) e conquistare il mondo delle bollicine. E’ questa la rivoluzione presentata al Vinitaly con Bolé, una società controllata esattamente a metà dai due colossi cooperativi, che produrrà vino con l’omonimo marchio secondo la nuova ”Doc Romagna Spumante – Novebolle” per i circuiti Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café, ossia si troverà – oltre che nelle enoteche – in hotel, ristroranti e bar) e per il mercato estero. La potenza in campo è da player mondiale: Caviro associa infatti 13mila viticoltori (7 milioni di quintali di uva), mentre altri 5mila ne raggruppa Cevico (circa 1,5 milioni di quintali di uva lavorata).
Bolé è ufficialmente la prima etichetta di Novebolle, frutto della collaborazione di un team di enologi esperti che hanno felicemente unito in questa linea di spumanti, al momento un Brut e un Extra Dry realizzati con metodo Martinotti-Charmat.
Il consiglio di amministrazione è composto da cinque consiglieri: due per parte e un indipendente, Ruenza Santandrea, che è anche presidente. Così, attraverso un progetto imprenditoriale che guarda in grande, vengono così superate le divisioni di un mondo passato (quello ”bianco” di Caviro e quello ”rosso” di Cevico) in nome della cooperazione e della ricerca del massimo valore aggiunto possibile per i soci. E’ una svolta epocale, impensabile fino a 10-15 anni fa.

c.f.

Nella foto, da sinistra: il presidente di Caviro, Carlo Dalmonte, la presidente di Bolé, Ruenza Santandrea, il presidente di Cevico, Marco Nannetti e Damiano Bandini de La Vecchia Stamperia di Faenza che ha curato la ricerca del lettering stile liberty.

Caviro e Cevico insieme per Bolé, il nuovo spumante di Trebbiano

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