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Cultura e Spettacoli 22 Settembre 2018

La Sfujaréia porta le tradizioni in piazza Matteotti, con la musica dell'«i Big Band»

È una delle feste più legate alle tradizioni e torna anche quest”anno, con la sua trentaseiesima edizione, per portare l”atmosfera delle campagne di una volta in centro città. Sabato 22 settembre a Imola si festeggia la Sfujaréia, con l”organizzazione della Società del Passatore – Ca’d’Jomla e dell’associazione turistica Pro Loco. «La tradizionale spannocchiatura che avveniva nelle aie delle nostre campagne a settembre venne proposta più di trenta anni fa dalla Società del Passatore Ca’ d’Jomla come una grande festa popolare – ricorda nel comunicato stampa dell”evento Franco Capra, presidente della Pro Loco -. Ricordo di una tradizione contadina ormai quasi scomparsa, la spannocchiatura era un momento importante nella conduzione dei poderi e richiedeva una grande quantità di mano d’opera. Le famiglie di poderi vicini avevano quindi l’abitudine di aiutarsi reciprocamente e questo lavoro non molto faticoso si trasformava presto in un’occasione d’incontro e di divertimento. Spesso finiva con un ballo e nascevano le prime simpatie, i primi innamoramenti tra i giovani. Al termine dell’operazione l’azdora prelevava la scartuzéna, la parte interna del cartoccio che era bianca, tenera e flessibile per utilizzarla al posto del crine e della lana per fare i pajò, i materassi di foglie».

Una tradizione che sarà ricordata oggi, sabato 22, in piazza Matteotti dove, dalle 17, si apriranno stand gastronomici con la polenta del Gruppo Polentari di Tossignano e con il vino offerto dalle cantine Cavim, Poletti, Tre Monti e Severoli. Per tutti ci sarà mescita di vino doc e degustazione del primo vino nuovo della vendemmia 2018. In piazza sarà poi presentata la tradizionale attività della spannocchiatura per adulti e bambini. Saranno inoltre presenti il Gruppo culturale collezionisti civiltà contadina «Il plaustro» e il gruppo «Ricordi di campagna» con antichi strumenti per la spannocchiatura e la lavorazione della canapa e della lana.Anche quest’anno sarà prodotta dalla Cooperativa Ceramica di Imola una piastrella il cui ricavato sarà destinato ad associazioni impegnate nel sociale: il disegno per questa edizione sarà del pittore imolese Nevio Galeotti.Tra gli appuntamenti della giornata, quello con i balli popolari con Sbanda Ballet alle 17 e quello con la cerimonia dell’Incappellatura dei nuovi amici della Società del Passatore e con la premiazione del gioco «Da Iomla a Imola curiosando» e del concorso Vetrinissima a cura della CNA Imola alle 20. Poi, alle 20.30 serata di festa con la musica e lo spettacolo sempre coinvolgente dell”«i Big Band» diretta da Pierluigi Bitti Ricci e con le voci di Valentina Monti e Fabiano Naldini.

Nella foto un momento di una passata edizione della Sfujaréia

La Sfujaréia porta le tradizioni in piazza Matteotti, con la musica dell'«i Big Band»
Cronaca 14 Agosto 2018

Calici di stelle, successo a Fontanelice per l'evento nella notte di San Lorenzo. IL VIDEO

Grande successo anche quest”anno per l”edizione 2018 di Calici di stelle, l”evento che ha riempito le strade di Fontanelice per la notte di San Lorenzo.

Vini del territorio, prodotti gastronomici della Vallata e la possibilità di ammirare le stelle non solo ad occhio nudo sono state la formula vincente per una manifestazione che riscuote sempre un grande apprezzamento da parte dei presenti.

r.c.

Nella foto: un”immagine della serata

Calici di stelle, successo a Fontanelice per l'evento nella notte di San Lorenzo. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 10 Agosto 2018

San Lorenzo si festeggia a Fontanelice con un bicchiere di vino e il naso all'insù per guardare le stelle cadenti

Fontanelice festeggia vent”anni di «Calici di stelle», appuntamento irrinunciabile dell”agosto di casa nostra. Questa sera, notte di San Lorenzo, il paese della Vallata accoglierà abitanti e visitatori con una delle sue iniziative più famose e gradite: la possibilità di ammirare le stelle cadenti degustando vini e gustando assaggi di prodotti del territorio. La serata, organizzata dal Comune e dal comitato «I sapori in piazza», prenderà il via alle ore 20 quando, entrando dalla Porta del Castello di Fontanelice, con 9 euro si potrà acquistare il calice che darà diritto a cinque degustazioni di vino presso i produttori locali dislocati lungo i vicoli del centro storico. Con l”acquisto di un ulteriore buono sempre del costo di 9 euro, si potranno assaggiare prodotti tipici quali pasta artigianale, formaggi, piadina romagnola, salumi, piè fritta, marmellate e squacquerone, miele e dolci. Gli estimatori del vino potranno, inoltre, fare il bis acquistando presso gli appositi punti cassa una scheda da utilizzare a piacimento. Ad illuminare il tutto, le stelle, che potranno essere ammirate, con il naso all”insù o con gli occhi che scrutano dentro un telescopio, grazie all”aiuto dell’Associazione Astrofili Imolesi. Nel Museo Mengoni sarà allestita la mostra «Una valle di stelle» a cura dell”associazione fotografica «G. Magnani» di Borgo Tossignano, si potrà salire sulla torre civica per ammirare il panorama, e il paese sarà allietato dalla musica del La La Trio (arpa, sax/clarinetto e voce) che presenterà famose colonne sonore, standard jazz e brani popolari della musica irlandese. (r.c.)

Nella foto il paese pieno di gente nell”edizione 2017 (Isolapress)

San Lorenzo si festeggia a Fontanelice con un bicchiere di vino e il naso all'insù per guardare le stelle cadenti
Cronaca 16 Luglio 2018

I vini di Tre Monti e Merlotta premiati tra le migliori Albana della Romagna

Nei giorni scorsi a Casa Spadoni di Faenza si è svolta la premiazione delle migliori Albana della Romagna, individuate da una giuria d’esperti e dal pubblico in piazza. Due i riconoscimenti assegnati: l”Albana Dèi ai migliori Romagna Albana Docg di tipologia secco e L’Indigeno del Cuore premio Valter Dal Pane. 

Ad aggiudicarsi la prima posizione nella categoria Albana Dèi è stato “Cinquecento” 2017 di Tenuta Diavoletto di Bertinoro, seguito da “Valleripa” di Tenuta Casali di Mercato Saraceno e “Fondatori GP” dell”azienda agricola Merlotta di Imola, entrambe annata 2017.

Nella sezione L’Indigeno del Cuore, invece, si è imposto “Vitalba” 2017 dell”azienda agricola Tre Monti di Imola, seguito da “Amedeo” 2016 di Zavalloni Stefano di Cesena e “Fiorile” 2017 di Fondo San Giuseppe di Brisighella.

La selezione delle Albana si è svolta in due momenti fra maggio e giugno. Il primo riservato alla giuria tecnica – composta da critici delle principali guide del settore, esperti enogastronomici, sommelier professionisti e commerciali vino – che ha degustato alla cieca i 48 vini in concorso determinando la classifica dell’Albana Dèi e selezionando i finalisti che hanno poi affrontato anche il giudizio popolare (oltre 250 votanti) per determinare la classifica de L’Indigeno del Cuore.

Nella foto premiati e organizzatori

I vini di Tre Monti e Merlotta premiati tra le migliori Albana della Romagna
Cultura e Spettacoli 11 Luglio 2018

Romanze d'amore da madama Butterfly e Tosca all'azienda Tre Monti, con buffet e degustazioni

Le più belle romanze d’amore cantate nella cornice del suggestivo giardino dell’azienda vitivinicola Tre Monti di Imola, in via Lola 3, nel momento della sua fioritura estiva. Il tradizionale concerto d”estate organizzato dalla cantina Tre Monti si terrà giovedì 12 luglio alle ore 21, e sarà all”insegna dell”amore con romanze eseguite dalla soprano Rosa Guarracino e dal tenore Massimiliano Brusco, accompagnati al pianoforte da Mattia Dattolo, tutti artisti con un’affermata attività concertistica in Italia ed all’estero.

Saranno eseguiti il duetto della fine del primo atto dell”Otello di Giuseppe Verdi, Recondita armonia dalla Tosca di Giacomo Puccini, il duetto della fine del primo atto e il celeberrimo Un bel dì vedremo dalla Madama Butterfly pucciniana, e il finale del primo atto dalla Boheme, sempre di Puccini. Ad impreziosire la serata, saranno i vini dell’azienda Tre Monti, accompagnati dal buffet allestito da Clai. I riflettori saranno puntati in particolare sull’Albana e sulle due nuove modalità di vinificazione intraprese dalla famiglia Navacchia, che tanta soddisfazione stanno dando alla Tre Monti: una è quella della vinificazione in anfora georgiana, che dà vita alla Vitalba, vino che per l’annata 2015 è stato definito dalla rivista specializzata americana Wine Enthusiast «semplicemente splendido» inserendo la Vitalba fra i migliori cento vini del mondo del 2017 (al venticinquesimo posto, quinto fra i vini italiani, con 94/100), mentre l’altra modalità di vinificazione è quella che ha portato ad ottenere Dalbana, vino frizzante biologico, appunto da uve di Albana (si tratta di una novità di quest’anno, frutto della vendemmia 2017: è un vino imbottigliato con seconda fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale delle nostre campagne). Va ricordato che dall’annata 2014 tutti i vini dell’azienda Tre Monti sono biologici, e due di questi, il Sono bianco (Chardonnay) e rosso (Sangiovese), si fregiano sia della certificazione biologica Ue che del fatto di essere stati prodotti senza alcuna aggiunta di solfiti, rispettando così anche la normativa Usa prevista per gli «Organic Wine».

Non mancheranno in degustazione, oltre ai suddetti vini, anche i frizzanti Doppio Bianco (Pignoletto) e il Doppio Rosso (Igp Barbera frizzante) insieme ai classici della casa, quali fra i rossi il Petrignone, il Thea rosso, il Sangiovese Campo di Mezzo, e fra i bianchi anche il Salcerella, Sauvignon in purezza, il Ciardo, Chardonnay in purezza ed Thea Bianco.

L’intero ricavato della serata, che è ad offerta libera, verrà devoluto alla Fondazione Banco Alimentare dell’Emilia Romagna, che ha la sua sede a Imola. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione allo 0542/657116.

Nella foto, il concerto all”azienda Tre Monti nel 2017

Romanze d'amore da madama Butterfly e Tosca all'azienda Tre Monti, con buffet e degustazioni
Cultura e Spettacoli 28 Giugno 2018

A Fontanelice la musica crea un Fiume… diVino

Si prepara un fine settimana in musica a Fontanelice. Domani e sabato sera, infatti, si terrà Fiume diVino, organizzata dall”associazione omonima, con buona musica e stand gastronomici. Venerdì dalle 19 apriranno infatti gli stand con la cucina tradizionale e con una selezione di vini dalle cantine della Vallata del Santerno, mentre il Sebastiano e Margherita Duo intratterrà con la sua musica nel wine stage. Poi, alle 22.30, sul palco principale, arriverà Giò Sada, cantautore vincitore nel 2015 della nona edizione del talent show X Factor. Al termine del suo spettacolo, la musica continuerà con dj Max Vasselli.

Sabato 30, riapriranno gli stand gastronomici e il wine stage ospiterà il cantautore castellano Mess. Sul main stage, invece, spazio ai Meganoidi, band nata nel 1997 che nel tempo ha mutato le proprie influenze ska-core e punk in un post-rock più lento e fluido. Al termine, musica con dj Niki.

Non mancherà in entrambe le serate un”arena per bambini con spettacoli e intrattenimenti ad hoc (Tata Fata e Ponte Azzurro). Inoltre, lo staff organizzativo di Fiume diVino conferma il servizio navetta gratuito per entrambe le serate disponibile con partenze da Imola (parcheggio Bocciofila, alle 20, 21.15 e 22.30), Ponticelli, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, e arrivo a Fontanelice (parcheggi di via della Resistenza) e con conseguenti rientri in nottata (mezzanotte, 1.15, 2.30). I concerti sono gratuiti.

Nella foto i Meganoidi

A Fontanelice la musica crea un Fiume… diVino
Economia 30 Maggio 2018

Tre vini imolesi «da non perdere» nella guida Vinibuoni d’Italia del Touring

Ci sono anche tre produttori imolesi nella guida Vinibuoni d’Italia, curata da Mario Busso ed edita dal Touring club italiano. Sono nella rubrica «Vini da non perdere», dedicata alle «chicche» che si sono contraddistinte per «piacevolezza, corrispondenza al vitigno ed equilibrio».

Si tratta della Fattoria Monticino Rosso per la sua Romagna Albana Docg secco Codronchio 2015 («Naso dolce e accattivante di frutta candita e spezie dolci – questa la descrizione data dalla guida – ginepro e rosmarino, lavanda, zafferano e zenzero, la bocca è sapida, armonica, circolare e suadente vino che si fa ricordare»); l’Azienda agricola Giovannini per il Rubicone Igt Sangiovese Giogiò 2015 («Austero e autorevole, ottimo esempio di rispetto e di rigore, il Giogiò è intenso di anice e liquirizia, fiori di geranio ed erbe balsamiche, rotonda e morbida la sorsata, calda e avvolgente»); la cantina Tre Monti, per la Romagna Albana Docg secco Vigna rocca 2016 («Avvincente e pulitissima, tipica nota di frutta esotica, soprattutto ananas e tarassaco, bocca armonica e sapida, ampio ventaglio di abbinamenti col cibo»).

La tappa finale del tour che ha premiato oltre 70 etichette, tra i 415 migliori vini 2017 si è svolta presso l’Auditorium 1919 di Sacmi lo scorso 16 maggio. (lo.mi.)

Tre vini imolesi «da non perdere» nella guida Vinibuoni d’Italia del Touring
Economia 23 Maggio 2018

Ceramica e design per Sacmi-Defranceschi, azienda mordanese di attrezzature per cantine vinicole

Ceramica e design. E’ questo il binomio del futuro per chi, come Defranceschi, produce macchinari al servizio dell’enologia. Fondata nel 1954 dalla famiglia che le ha dato il nome, l’azienda è stata poi acquistata all’asta nel 2016 dall’imolese Sacmi e da quest’ultima rilanciata nella nuova veste di fornitrice di attrezzature per cantine chiavi in mano. A circa un anno e mezzo dall’avvio della nuova gestione, abbiamo fatto il punto con il direttore generale, Daniele Marastoni. L’occasione è stata l’iniziativa all’Auditorium 1919 di Sacmi di qualche giorno fa, dove erano in programma il convegno “Vino e cantina” e la presentazione della guida del Touring club italiano “Vinibuoni d’Italia 2018”, a cui ha fatto seguito la visita allo stabilimento Defranceschi a Mordano. Seduti in platea, oltre 70 produttori – attuali e potenziali clienti del Gruppo che opera nel settore vino sin dai primi anni Duemila – interessati a cogliere l’occasione di questa tappa finale del tour “Vini Buoni d’Italia” per conoscere più da vicino il mondo Sacmi e le sue tecnologie al servizio del wine making: non solo singole macchine ma una vera e propria cantina chiavi in mano, dalla lavorazione delle uve all’imbottigliamento.

«Il mercato – spiega Marastoni – ha recepito la strategia di Sacmi, che ha cercato di dare risalto all’innovazione, in un mondo dove da anni mancava questo aspetto. Sono state riattivate tutte le attività di produzione di attrezzature per la ricezione delle uve, presse, serbatoi di stoccaggio e vinificazione». Le sinergie con il mondo Sacmi hanno poi aperto nuove possibilità: da Sacmi Verona provengono le etichettatrici, mentre da Sacmi Filling, in provincia di Parma, le linee per i cosiddetti imballaggi bag in box. «Per completare la fornitura degli impianti – aggiunge – nei mesi scorsi Defranceschi è riuscita a chiudere accordi con marchi prestigiosi come Protec, Padovan e Robopac». 

«Abbiamo chiuso il 2017 in linea con il budget prefissato – prosegue il direttore, senza però soffermarsi sui numeri – e l’obiettivo per il 2018 è di aumentare il fatturato del 30 per cento. Al momento stiamo studiando nuovi prodotti legati all’impiego della ceramica in enologia».

I risultati saranno presentati in autunno «alla fiera Vinitech di Bordeaux e all’Intervitis in Germania. Inoltre, in collaborazione con l’architetto Olivier Chadebost (che dal 2011 collabora con Defranceschi, Ndr), abbiamo in corso tre progetti, tutti in Francia, per la realizzazione di altrettante cantine di design. Oggi le cantine hanno necessità di differenziarsi e rispecchiare l’identità del produttore. Ecco perché anche il design è per noi un elemento importante». Uno dei progetti in questione riguarda il château Cheval blanc, a Saint-Emilion, nella zona di Bordeaux. (lo.mi.)  

Altri particolari nell’articolo su “sabato sera” di domani, 24 maggio. 

Nella foto un momento del convegno e il direttore generale Daniele Marastoni

Ceramica e design per Sacmi-Defranceschi, azienda mordanese di attrezzature per cantine vinicole
Cultura e Spettacoli 4 Maggio 2018

Vino, Acqua e Terra in mostra a Dozza insieme a Ermes Ricci

Due elementi naturali e un terzo… quasi. Si chiama Vino Acqua Terra la nuova mostra organizzata dall’artista e fotografo Ermes Ricci, in scena alla Rocca di Dozza dal 5 maggio al 17 giugno. Oltre all’imolese, presente con alcune ceramiche artistiche (Terra), saranno esposti i lavori di due altri artisti: Aurodeva Guerci, giovane che lavora in una cantina vinicola francese di Bordeaux e che utilizza il vino come materia espressiva delle sue opere pittoriche, avendo ideato una particolare tecnica per dipingere con il vino stesso, e suo padre Ireno Guerci, fotografo che mette in mostra un particolare progetto legato ai tradizionali trattamenti terapeutici all’acqua comuni in India, dove il fotografo vive.

La mostra inaugura sabato 5 maggio alle 11 all’interno della programmazione della Festa del vino di Dozza; alle 18.30 in piazza Zotti è anche prevista una performance artistica del pittore del vino Aurodeva Guerci. (mi.mo.)

Nella foto Ermes Ricci all”opera

Vino, Acqua e Terra in mostra a Dozza insieme a Ermes Ricci
Economia 30 Aprile 2018

Caviro e Cevico insieme per Bolé, il nuovo spumante di Trebbiano

Il consorzio Cevico (che nel territorio imolese ha come socio la Cantina dei Colli Romagnoli) e Caviro (che qui annovera tra i soci la Cavim di Sasso Morelli) insieme per valorizzare il Trebbiano (14.700 ettari di impianti in Romagna) e conquistare il mondo delle bollicine. E’ questa la rivoluzione presentata al Vinitaly con Bolé, una società controllata esattamente a metà dai due colossi cooperativi, che produrrà vino con l’omonimo marchio secondo la nuova ”Doc Romagna Spumante – Novebolle” per i circuiti Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café, ossia si troverà – oltre che nelle enoteche – in hotel, ristroranti e bar) e per il mercato estero. La potenza in campo è da player mondiale: Caviro associa infatti 13mila viticoltori (7 milioni di quintali di uva), mentre altri 5mila ne raggruppa Cevico (circa 1,5 milioni di quintali di uva lavorata).
Bolé è ufficialmente la prima etichetta di Novebolle, frutto della collaborazione di un team di enologi esperti che hanno felicemente unito in questa linea di spumanti, al momento un Brut e un Extra Dry realizzati con metodo Martinotti-Charmat.
Il consiglio di amministrazione è composto da cinque consiglieri: due per parte e un indipendente, Ruenza Santandrea, che è anche presidente. Così, attraverso un progetto imprenditoriale che guarda in grande, vengono così superate le divisioni di un mondo passato (quello ”bianco” di Caviro e quello ”rosso” di Cevico) in nome della cooperazione e della ricerca del massimo valore aggiunto possibile per i soci. E’ una svolta epocale, impensabile fino a 10-15 anni fa.

c.f.

Nella foto, da sinistra: il presidente di Caviro, Carlo Dalmonte, la presidente di Bolé, Ruenza Santandrea, il presidente di Cevico, Marco Nannetti e Damiano Bandini de La Vecchia Stamperia di Faenza che ha curato la ricerca del lettering stile liberty.

Caviro e Cevico insieme per Bolé, il nuovo spumante di Trebbiano

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