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Cultura e Spettacoli 2 Giugno 2018

Il teatro di Baba Jaga, in mezzo alla natura, a Ca' Colmello, sulle colline tra Santerno e Sellustra

L”arte e la natura. Due ambiti che hanno sempre affascinato l”uomo, apparentemente separati, in realtà spesso intrinsecabilmente legati, persino sovrapposti. Lo dimostra una volta di più l”attività dell”associazione Baba Jaga che organizza il festival artistico Sottili Innesti Amorevoli (Sia) proprio nel verde delle nostre colline. Per la precisione a Ca” Colmello, nei dintorni di Sassoleone, dove Chiara Tabaroni e Bruno Fronteddu, fondatori dell”associazione, hanno creato una casa laboratorio in un antico casolare dei primi del Novecento, si prendono cura della terra che la circonda e aprono gli spazi all”arte con workshop residenziali e spettacoli per il pubblico in un anfiteatro naturale che è un palcoscenico perfetto. Sia è la rassegna che torna per la sesta edizione portando in collina esponenti della ricerca artistica italiana e internazionale, toccando varie arti, dalla danza al teatro, dall”illustrazione alla fotografia.

A Ca” Colmello «dal 2011 Bruno e io abbiamo deciso di abitare e creare un luogo in cui accogliere teatro e arte, corse di bimbi e canti, intrecci di culture del mondo, poetiche e scambi, un ponte tra arte e natura – spiega Chiara, direttrice artistica della casa laboratorio -. Abbiamo creduto in un sogno possibile, lontano dalla città ma vicino alla natura semplice delle cose. Abbiamo realizzato la strada per giungere fin qui, rafforzato muri, ristrutturato con pietre e legno, curato il bosco e creato spazi nuovi, l”anfiteatro in natura, la sala di lavoro, le stanze per accogliere. Tutto ciò è stato possibile anche grazie all”aiuto di amici e di chi ha compreso lo spirito e l”importanza di questo luogo donandoci tempo, energia ed entusiasmo».

All”interno di Sia vengono organizzati workshop dove si passa del tempo insieme condividendo: il primo con Monika Bulaj del 5 e 6 giugno, quello sul lavoro dell”attore davanti allo sguardo di un bambino con Chiara Guidi del 10-12 giugno, quello sull”illustrazione con Joanna Concejo del 17-19 luglio, quello sulle pratiche vocali con Ewa Bensz del 25-29 luglio, quello sulla danza butoh con Masaki Iwana del 5-9 agosto e quello sulla danza contemporanea con Raffaella Giordano del 12-16 settembre. La condivisione e l”incontro sono alla base anche degli spettacoli. A cominciare dal tragitto. «Spesso mettiamo in contatto persone che vorrebbero venire a vederci ma non hanno l”auto con altri nostri spettatori che si sono espressamente offerti e hanno dato la loro disponibilità ad offrire un passaggio», spiega la direttrice artistica della rassegna. E allora non ci sono scuse per non salire i calanchi e sedersi nel mezzo della natura ad assistere alla performance visiva di Monika Bulaj giovedì 7 giugno o allo spettacolo di Chiara Guidi su La scuola sperimentale del teatro infantile domenica 10 giugno. La rassegna continua poi con le fiabe nel bosco pomeridiane e con un concerto serale delle As Madalenas domenica 17 giugno, con lo spettacolo di Andrea Lupo Il circo capovolto il 14 luglio e termina con la compagnia indiana Milòn Mèla il 25 agosto. (s.f.)

Ca” Colmello è in via Gesso 21 a Sassoleone. Gli spettacoli iniziano alle 21.30 e hanno un biglietto che va dai 12 ai 15 euro. La prenotazione è obbligatoria: 349/2826958 (anche per informazioni su spettacoli e workshop). Info: www.babajaga.it

Ulteriori approfondimenti sul numero di «sabato sera» in edicola da giovedì 31 maggio

Nella foto Bruno Fronteddu e Chiara Tabaroni

Il teatro di Baba Jaga, in mezzo alla natura, a Ca' Colmello, sulle colline tra Santerno e Sellustra
Cultura e Spettacoli 16 Aprile 2018

Più laboratori, workshop e spazio di produzione nel nuovo progetto per il teatro di Dozza

Il teatro Comunale di Dozza sarà sempre più uno spazio di produzione ed attività laboratoriale. A cominciare da… subito. È infatti alle porte il festival Carta d’identità, un nuovo progetto che riunisce la vocazione produttiva del teatro insieme a quella spettacolare e che animerà il borgo di Dozza dal 16 al 19 maggio e poi ancora il 7 e 14 giugno. Il festival si configura così come una sorta di momento zero del nuovo progetto che l’amministrazione comunale e la direzione artistica del teatro stanno lanciando.

Il 27 marzo il Consiglio comunale di Dozza ha approvato all’unanimità lo schema di convenzione per l’affidamento in gestione del teatro Comunale, gestione che avrà durata di tre anni e che punterà a far sì che lo spazio diventi un luogo dove soggetti appositamente selezionati progetteranno, attraverso workshop e laboratori, eventi teatrali e musicali da presentare al pubblico nel «Festival teatrale di Dozza» da realizzare nel periodo estivo sia in teatro che nel borgo. Verrà richiesta anche una programmazione cinematografica e «una particolare attenzione al prezzo dei biglietti, tale da consentire la fruizione delle iniziative e delle attività programmate  a una fascia di pubblico il più larga possibile, praticando – come già previsto per la Rocca e per il Centro Studi Tolkieniani – tariffe agevolate per anziani, studenti e residenti», fa sapere un comunicato stampa del Comune.

In attesa dell’espletamento della relativa gara è stato prorogato l’affidamento all’attuale gestore, la Compagnia teatrale della Luna Crescente, fino al mese di giugno. «Siamo convinti – commenta il sindaco Luca Albertazzi – che questa nuova formula di utilizzo del teatro Comunale rivesta una forte valenza culturale e attrattività dal punto di vista turistico. Al momento siamo in regime di proroga della gestione, in attesa di svolgere la gara di affidamento, e l’attuale gestore sta già sperimentando in parte questa nuova idea e in primavera/estate si svolgerà l’edizione “Zero” del festival. Questo consentirà di verificare anche eventuali aggiustamenti necessari per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi».

In questi primi mesi del 2018, infatti, il teatro non ha attuato una programmazione di prosa e musicale come negli scorsi anni, ma si è concentrato proprio sulla preparazione del festival, con un’anteprima consistente nei concerti di The Jazz Identity, rassegna tenutasi a metà marzo e rientrante anche nel cartellone di Crossroads. «Dopo diciotto anni di attività, abbiamo pensato insieme all’amministrazione comunale ad un nuovo modo di intendere questo spazio – spiega Corrado Gambi della Compagnia teatrale della Luna Crescente, direttore artistico del teatro -, che deve cambiare pelle, diventando un centro di produzione attraverso workshop e laboratori, più che solo uno spazio di programmazione. In questo senso l’edizione zero del festival mostrerà questo progetto: saranno presentati esiti di laboratorio, alcuni di livello nazionale e internazionale, altri prodotti del nostro territorio»

A maggio e giugno si potranno così sentire le note jazz di Silvia Bolognesi, o muoversi tra le poesie e i monologhi del progetto «ParoleNote» di Giancarlo Cattaneo e Maurizio Rossato, e anche vivere suoni ed immagini della Romagna di ieri e di oggi con Dagmar Benghi e Michele Baldi (workshop gratuito il 12 e 13 maggio, concerto a 15 euro giovedì 17 a teatro, informazioni  347/5548522), assistere allo spettacolo del 18 maggio che racconta l’identità attraverso le valigie o al concerto del 19 che si muove sulla poetica di Dirk Hamilton (biglietto di ognuno: 15 euro). Ma anche ascoltare «Antichi fatti dozzesi mai raccontati» nell’incontro ad ingresso gratuito che Liliana Vivoli terrà al teatro il 16 maggio in apertura del festival.

r.c.

L”articolo completo su «sabato sera» del 12 aprile.

Nella foto: il palco del teatro di Dozza

Più laboratori, workshop e spazio di produzione nel nuovo progetto per il teatro di Dozza

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