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Cronaca 21 Marzo 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Il mio pigiama ha preso a camminare

Sabato 21 marzo, Medicina «zona rossa»Per quanti giorni si può vivere con addosso il pigiama? Dipende da tua moglie, Francesca mi ha costretto a toglierlo dopo 54 ore consecutive. Mantenere una decenza è difficile, la barba cresce, i capelli entrano nelle orecchie, le unghie si incarniscono e queste cose ti sembrano naturali. Eppure bisogna sforzarsi di mantenere una parvenza di umanità.

Oggi mia figlia doveva andare dal dentista, Matteo mi ha chiamato e, ovviamente, ha detto che non era il caso. Non ti preoccupare, ha aggiunto, i punti sono riassorbibili, ad ogni modo se le danno fastidio puoi provare a toglierli tu, eventualmente ti guido in videochat. Per l’amor del cielo, che si tenga i suoi punti in bocca, ci penseremo poi.  Sta montando un po’ di stanchezza. I primi giorni, lo ammetto, si erano portati dietro anche un misto di eccitazione per questa strana situazione. Le videochiamate, gli aperitivi davanti alla webcam, le mille gag sui social network. Adesso si sta tutto stabilizzando e non si vede la fine del tunnel. Ieri sono riuscito a parlare (telefonicamente) con il sindaco, l’ho sentito forte e fiducioso, mi ha fatto stare meglio. Dalla mia finestra vedo il palazzo comunale, le luci sono spesso accese fino a tardi.  

Mio padre è uscito, è andato a fare la spesa, mi ha spiegato che erano solo in sette in tutto il supermercato, me l’ha detto come se volesse giustificarsi. Nel centro della zona rossa aumentano i controlli, ora ti fermano e controllano la busta della spesa, anche lo scontrino fiscale, che deve avere data e orario compatibile, si dice ci sia gente che vaga con sporte di cibo ormai andato a male.  Odio programmare, ma in casa abbiamo deciso di pianificare, giorno per giorno, cosa mangiare a mezzogiorno e sera, così da capire quando finiamo le provviste e non sprecare nulla. Stasera ci sarebbe il minestrone di verdura. Cristo santo, il minestrone no, devo escogitare qualcosa. (Corrado Peli)

Nella foto: a sinistra una bozza di menù a casa Peli, a destra lo scrittore in videochat con alcuni amici

Medicina «zona rossa» contro il virus – Il mio pigiama ha preso a camminare
Cronaca 20 Marzo 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Si può vivere senza l’editoriale di Eugenio Scalfari?

Venerdì 20 marzo, Medicina «zona rossa»Oggi mi sono svegliato con altre brutte notizie. Nuovi contagi e la morte del nonno di un caro amico. La cosa peggiore è che lui, il nipote, è in Francia e non è potuto stargli vicino in queste giornate. Mio padre l’ha capita, ora finalmente resta in casa. L’ultima sua richiesta risale a ieri: se vai da Dario compra la colatura di Alici. La colatura di alici? Quel se vai è importante, perché fino a pochi giorni fa ci sarebbe andato da solo. Quando io (quarantacinque anni in buona salute) già stavo barricato in casa, dieci giorni fa, lui usciva tutte le mattine per comprare il giornale e prendere il caffè al Bar Anna. Ho insistito, ma nulla da fare. Scalfari e quei due ceffi del bar, non riesce a farne a meno. Lui a vagare in centro e mia madre al gattile a dar da mangiare ai randagi. È più comprensibile la motivazione di mamma, non c’è dubbio.

Nel grande bailamme di flash mob, challenge e iniziative di vario tipo, la maestra di musica ha deciso di chiedere ai suoi allievi di registrare un brano e postarlo sulla pagina Facebook della scuola. Mia figlia sta suonando la Sonatina di Ladislao Dussek da tre giorni consecutivi. Sto impazzendo. Sono come Jack Nicholson in Shining. Il mattino ha l’oro in bocca. 

Uno dei miei più carissimi amici è positivo a questo maledetto virus. Sta bene per fortuna, anche moglie e figli. Oggi mi ha chiamato per dirmi che ha dimenticato di ordinare alcuni viveri fondamentali all’Asp (che gli consegna la spesa e porta via il pattume). Così domani mi avventurerò all’esterno per acquistare un triangolo di Parmigiano, un quarto di formaggio a pasta molle e tre sacchetti di insalata già lavata, gli lancerò la sportina in cortile come fosse una bomba a mano. Lo faccio volentieri, amico mio, torneremo a camminare assieme. D’altra parte, oggi ho tentato di fare la spesa su Easycoop, me la consegnano il 21 aprile, il giorno del mio compleanno.  Per finire in bellezza questa sera il pattume lo porta via mia moglie, mannaggia. (Corrado Peli)

Nella foto: Corrado Peli mentre fa la spesa

Medicina «zona rossa» contro il virus – Si può vivere senza l’editoriale di Eugenio Scalfari?
Cronaca 19 Marzo 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Convivere

Giovedì 19 marzo, Medicina «zona rossa»Non ho il giardino ma per fortuna la casa è grande. Perché il problema maggiore non è lo stare chiusi in casa, ma starci in quattro. Si dice che per sapere se gli amici sono veri amici bisogna fare una vacanza in barca assieme. Allora io dico che per capire se ami tua moglie ti ci devi mettere in quarantena per un paio di settimane. La nostra giornata è molto semplice: io mi alzo alle sette, faccio colazione e mi chiudo nel mio studio, esco attorno alle tredici per pasto frugale poi mi rinchiudo almeno fino alle diciotto. Mia moglie uguale, da venerdì scorso è a casa, si è ritagliata uno spazio in taverna dove riesce a portare avanti le sue cose.

I bambini vivono nella totale anarchia nel resto della casa. Mia figlia, seconda media, segue tre ore di lezione online, dalle nove alle dodici, poi chat, pianoforte e un numero indefinito di docce. Mio figlio, quarta elementare, di genetica paterna, tende generalmente a non fare un tubo. Vista la situazione, gli ho concesso qualche ora di videogame online, così per stare in contatto con gli amici, l’altro giorno l’ho beccato che parlava con un somalo, il quale ripeteva come un mantra: Italia, Napoli, pizza, coronavirus, Italia, Napoli, pizza, coronavirus. Dalla Somalia ci pigliano per il culo. Alle diciotto riesco a sottoporlo a mezz’ora di allenamento, perché l’attività fisica è l’altro grosso problema. Corda, su e giù per le scale, passaggi con il pallone, pseudo esercizi di yoga e stretching.

Per il resto si susseguono le notizie di altri decessi, ricoveri, terapie intensive e persone a casa con la febbre. Ogni volta che esce un nome si fa mente locale, quando l’ho incontrato per l’ultima volta? Più o meno di quattordici giorni fa? Per sicurezza ti lavi le mani. Tutto si sta ritualizzando, verso le 18.30 si beve qualcosa in compagnia, via chat. È triste, molto triste, ma è meglio di niente. In questi giorni il nostro sindaco è andato su La7, Sky, dalla D’urso, sì, dalla D’Urso. Siamo tutti orgogliosi di lui. Io ho voglia di traffico, di camion che passano facendo vibrare i vetri della finestra, di sane boccate di smog, di qualcuno che esce dall’osteria su di giri e urla alla luna. (Corrado Peli)

Nella foto: a sinistra Corrado Peli prende il sole sul terrazzo di casa; a destra la cartina che delimita la «zona rossa» di Medicina «personalizzata» dallo stesso scrittore con l”indicazione di posizione della sua abitazione

Medicina «zona rossa» contro il virus – Convivere
Cronaca 19 Marzo 2020

Coronavirus, pattugliamenti e controlli dei carabinieri fuori e all’interno della «zona rossa» di Medicina. I VIDEO

Da lunedì scorso Medicina capoluogo e la frazione di Ganzanigo sono «zona rossa». Al fine di presidiare l’area sono presenti in vari punti le forze dell”Ordine, compresi ovviamente i carabinieri.

Per questo il Capitano della Compagnia di Imola Andrea Oxilia ha illustrato tutte le misure adottate affinché vengano rispettati i divieti e sia mantenuto alto il livello di sicurezza sia dentro che fuori la «zona rossa». (da.be.)

Nella foto: il Capitano dei carabinieri di Imola Andrea Oxilia

Coronavirus, pattugliamenti e controlli dei carabinieri fuori e all’interno della «zona rossa» di Medicina. I VIDEO
Cronaca 18 Marzo 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Under the dome

Mercoledì 18 marzo, Medicina «zona rossa». Suona il cellulare, è suono strano, diverso dal solito. Videochiamata Whatsapp. Rispondo. Pelle. Pelle sfuocata. Un lobo dell’orecchio. Mio padre ha scoperto le videochiamate, ma non ancora come si tiene il telefono. Ci sono anche momenti divertenti in questa tragedia, e meno male. Da lunedì Medicina è zona rossa dentro l’Italia rossa. Zona rossissima, si potrebbe dire. Un perimetro circonda il mio paese e la frazione di Ganzanigo. Non si esce e non si entra. Abbiamo troppi contagiati, il rischio di portare fuori il virus è alto, dobbiamo stare qua dentro. Stiamo diventando una matrioska geografica. Fuori c’è l’Italia, isolata. Poi c’è Medicina, sigillata. Poi ci sono le nostre quattro mura domestiche. 

Per me non è cambiato molto rispetto ai giorni precedenti, sono attrezzato per lo smart working, sono già dieci giorni che lavoro da casa. Il problema l’hanno avuto i lavoratori che dovevano uscire dal territorio comunale e quelli che nel nostro territorio dovevano entrare. C’è stato qualche momento di tensione davanti alla sede comunale, ma si è risolto per il meglio. Non transitano più corriere, siamo sotto la cupola, come nel romanzo di Stephen King. Ci si abitua a tutto, questa è l’ennesima conferma che l’uomo è capace di adattarsi a ogni condizione. Quello che è strano è questa continua valanga di informazioni ed emozioni che ti raggiunge attraverso la rete.

Se nel centro del paese regna un silenzio assoluto, e non potrebbe essere altrimenti, davanti allo schermo del computer e del telefono è continuo flusso di notizie, vere, verosimile, inventate, che ti cambia l’umore da un momento all’altro. Ieri, nell’arco di dieci minuti, ho ricevuto una chiamata da un amico di Sky che chiedeva il numero del sindaco per un’intervista, poi mi hanno dato la notizia di un conoscente ricoverato in terapia intensiva, seguita dalla mail di una ragazza che dal Sud Africa domandava notizie. Infine la videochiamata di tre amici, ho risposto e al posto delle facce, questi maledetti, avevano inquadrato le loro chiappe, mica l’orecchio. Per fortuna ci sono gli amici. Questo diario sarà volutamente leggero, anche se di leggero, in queste giornate, non c’è nulla. Dobbiamo tenere alto il morale ma il ricordo va a chi ci ha lasciato, a Luigi, a Francesco e a tutti gli altri. (Corrado Peli)

Nella foto: il selfie di Corrado Peli in una Medicina deserta

Medicina «zona rossa» contro il virus – Under the dome
Cronaca 16 Marzo 2020

Coronavirus: ulteriori restrizioni per Medicina capoluogo e Ganzanigo

Aumentano le restrizioni per Medicina capoluogo e la frazione di Ganzanigo, dopo quelle già adottate il 12 marzo. Attraverso l’ordinanza n. 36 del 15 marzo, la Regione Emilia-Romagna ha disposto il divieto di allontanamento e di accesso.
«Dobbiamo evitare altri contagi dentro Medicina e anche di esternare il contagio verso la Città metropolitana di Bologna – spiega Matteo Montanari, primo cittadino, attraverso un video pubblicato sulla propria pagina Facebook –. Stiamo uniti e ne verremo fuori insieme».
Può entrare e uscire da Medicina e dalla frazione di Ganzanigo esclusivamente il personale impiegato nei servizi pubblici essenziali. Coloro che rientrano in questi casi devono compilare il modulo (qui il link per scaricarlo) e inviarlo via e-mail a segreteria@comune.medicina.bo.it.

«E’ uno degli atti più sofferti che io abbia assunto da presidente della Regione – commenta Stefano Bonaccini -, ma le informazioni e le indicazioni che ho raccolto dai tecnici non mi hanno permesso altra scelta. E” infatti doveroso fermare in tutti i modi l”ulteriore diffusione del virus, che già così duramente sta colpendo anche l”Emilia-Romagna. Da diversi giorni il numero dei contagi e dei decessi a Medicina registra una crescita tale da richiedere un intervento drastico per arginare il contagio, a tutela dei residenti dello stesso Comune e di un”area vasta come quella metropolitana di Bologna. Pur col cuore pesante, ritengo di aver agito per il bene comune, col supporto delle indicazioni mediche e scientifiche necessarie, dopo aver riunito l”unità di crisi regionale». (r.cr.)

IL TESTO DELL”ORDINANZA

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, i controlli delle Forze dell”ordine

Il video del sindaco Montanari

Coronavirus: ulteriori restrizioni per Medicina capoluogo e Ganzanigo

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