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Pablo Salado, il Johnny Depp dell'Ic Futsal si racconta

Pablo Salado, il Johnny Depp dell'Ic Futsal si racconta

Pablo Salado, classe ’94, infatti, proviene da Jerez de la Frontera, in Andalusia, e la scorsa estate è stato, insieme a Murga e Saura, uno dei tre spagnoli ingaggiati dall”Ic Futsal, ma trattative di mercato e problemi personali hanno fatto sì che oggi sia rimasto l’unico agli ordini di Pedrini. «Sono arrivato a Imola lo scorso Ferragosto – ha raccontato Salado – e dopo le esperienze in patria al Palma di Maiorca e al Gran Canaria, tra Prima e Seconda Divisione, ho deciso di provare questa nuova avventura. In Spagna vincere non è la cosa più importante e si preferisce far iniziare i bambini dal calcio a 5 in modo da affinare la tecnica, a differenza dell’Italia dove si predilige di più la parte fisica».

L’ambientamento è stato più semplice con altri due spagnoli in squadra?

«Murga lo conoscevo già, mentre Saura l’avevo affrontato da avversario. In Italia, comunque, ho trovato abitudini, gente e perfino un clima molto differente. A me piace il sole e amo stare sempre in giro, mentre a Imola, freddo e neve a parte, è più difficile trovare qualcuno per strada in certe ore. Qui vivo da solo nello stesso palazzo con altri miei compagni di squadra e, soprattutto all’inizio, alcuni problemi me li ha risolti mister Pedrini.

Eri mai stato in Italia prima?

«Una volta sola in vacanza a Roma. Adoro, comunque, viaggiare e imparare nuove lingue e culture. Mi piace l’Italia, anche se, ovviamente, lo stile di vita è diverso rispetto alla Spagna. Ultimamente ascolto spesso la canzone “Una vita in vacanza” de “Lo Stato Sociale” e il titolo rispecchia un po’ il nostro modo di vivere».

Oltre ad affetti ed amici, cosa ti manca dell’Andalusia?

«Il pesce fritto. A Imola è quasi impossibile leggerlo sulla carta di un ristorante e anche in riviera non è la stessa cosa. La cucina italiana, comunque, è ottima e mi piace molto il ragù. La passione per la cucina me l’ha tramandata mia mamma, la miglior chef che io conosca».

E” vero che il tuo compagno di squadra Liberti ti chiama il Johnny Depp del futsal?

«Si, a causa della mia passione per la moda. A dire il vero devo ammettere che è quasi una malattia. Mi piace vestirmi bene, guardare su Instagram le nuove tendenze e fare shopping. Potrei dire esattamente ogni singolo negozio in via Indipendenza a Bologna perché li conosco praticamente tutti. Mia mamma, infatti, si arrabbia spesso quando vede quanto spendo. I giovani in società mi chiedono consigli e a volte mi piace prestargli qualcosa. Castagna, invece, è il mio opposto perché non gliene importa nulla di queste cose».

Moda a parte, hai anche una gran passione calcistica che si chiama Barcellona.

«Tifo per i blaugrana da sempre, anche perché sono nato con il mito di Ronaldinho, uno capace di giocare al Camp Nou come se fosse con gli amici per strada. Penso che il Barcellona passerà facilmente il turno, mentre il Real Madrid, di cui mio padre è tifoso, potrebbe avere qualche problema in più con la Juventus».

Un sogno fuori dal calcio a 5?

«Mi sono diplomato al liceo scientifico e un giorno vorrei iscrivermi all’università, magari ad Architettura. E’ la mia passione fin da quando, da piccolo, costruivo case con il cartone».

Hai detto che ami viaggiare. Prossima meta?

«Ho già visto le principali città italiane oltre a Londra, Parigi e la città dimenticata di Petra. In estate, invece, mi piacerebbe andare in Egitto e Croazia ma non prima d’aver conquistato la salvezza con la maglia dell”Ic Futsal».

d.b.

L”intervista completa su «sabato sera» del 29 marzo.

Nella foto: Pablo Salado

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