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Sport 13 Febbraio 2019

Segreti ed innovazioni del mister dell'Imolese Alessio Dionisi: «Vi spiego il mio calcio»

Il suo modo di fare calcio non trova riscontri nel presente e neppure nel passato. Non assomiglia a nessun altro. Nemmeno a quello di «Righetto» Sacchi, che al possesso palla preferiva corsa, pressing e profondità. Non al calcio totale dell’Olanda di Rinus Michels, fatto di vertiginosi interscambi, con difensori e attaccanti che si mescolavano freneticamente. E neanche a quello stellare del Barcellona di «Pep» Guardiola, fondato su un esasperato possesso, in certi momenti fine a se stesso, o all’arrembante calcio «champagne» del Bologna di Gigi Maifredi, piuttosto che a quello pericolosamente sbilanciato in avanti dell’integralista Zdenek Zeman. Giocare a pallone per Alessio Dionisi è qualcos’altro. Forse non ancora del tutto compiuto, ma che lo colloca, a soli 39 anni (li compirà il prossimo 1 aprile) e aldilà dalla categoria, fra i tecnici più innovativi del calcio odierno. Il suo è già un calcio da ricordare, perché non è da tutti sfoggiare una maniera propria di far girare una squadra. E non lo è neppure praticare un gioco offensivo, proteggendosi così bene dai rischi nella fase difensiva.

Le due pagine con l”intervista completa su «sabato sera» del 14 febbraio.

Nella foto: Alessio Dionisi nel giorno del rinnovo del contratto insieme al presidente Spagnoli e al diesse Ghinassi

Segreti ed innovazioni del mister dell'Imolese Alessio Dionisi: «Vi spiego il mio calcio»
Cronaca 13 Febbraio 2019

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»

Quando, dieci anni fa, Onelio Rambaldi iniziò il suo primo mandato disse che avrebbe solo preparato il terreno per qualcun altro, per i giovani, poi cinque anni fa le condizioni per il suo passo indietro non ci furono e ritornò ad indossare la fascia tricolore da sindaco. Ora è tempo di bilanci e di appendere quella fascia al chiodo.

Qualche esempio delle cose più importanti fatte in questi anni?
«Medicina nel 2009 veniva da un periodo di sviluppo intenso e rapido, fu un bene ma alle volte quando vai di fretta dimentichi qualcosa, in più c’erano già le prime avvisaglie della crisi. L’obiettivo fu rendere più vivibile e meno impattante per i cittadini quello sviluppo. Ad esempio, la rotonda su via Fava dedicata a Luciano Landi ha risolto un problema del traffico, altri piccoli interventi hanno teso a ricucire comparti scollegati con ciclabili, marciapiedi, parcheggi. Poi è stato fatto un grande e complesso lavoro per mettere in regola con fogne, luce, acquedotto la zona produttiva di Fossatone, coinvolgendo aziende, ConAmi ed Hera (che sta completando una nuova condotta per allacciare tutta l’area al depuratore). Questo permetterà di ottenere le certificazioni necessarie oggigiorno, l’area sarà appetibile e si potrà sviluppare. Poi, abbiamo lavorato sugli impianti sportivi, riqualificando le strutture o sostituendole, come il palazzetto per la ginnastica, responsabilizzando le società sportive: noi abbiamo allungato le convenzioni ma loro hanno collaborato investendo. Poi, ovviamente c’è la piscina coperta. Infine la messa in sicurezza delle scuole: abbiamo speso almeno 1 milione per miglioramenti antincendio, sismici e manutenzioni straordinarie».

In cosa sono stati diversi primo e secondo mandato?
«Sono stati diversissimi, il primo è stato caratterizzato dal patto di stabilità. Non potevamo spendere neppure l’avanzo, l’assessore Balestrazzi sintetizzava così: “Rischiamo di morire di fame col frigo pieno”. Abbiamo gestito una situazione immobile. Negli ultimi cinque anni invece abbiamo cominciato a mettere mano a temi che attendevano da anni con progettualità di medio e lungo periodo, vedi la riqualificazione del Canale di Medicina. Per fortuna nei primi cinque anni abbiamo anche messo a posto in modo maniacale il bilancio e siamo tra i pochi Comuni che l’hanno approvato a dicembre, quindi ogni onere che entra ora possiamo spenderlo e sappiamo bene come: la tariffe non vengono aumentate per il settimo anno consecutivo, anzi abbiamo previsto nuove agevolazioni per le persone fragili e le famiglie. Abbiamo una Casa della salute che offre servizi di qualità e grande umanità senza bisogno che le persone si spostino. E l’Asp è la dimostrazione di una gestione associata che funziona».

A proposito di gestioni associate, attualmente è presidente del Circondario, dove Imola pentastellata a giorni alterni parla di uscirne. Cosa pensa debba fare Medicina?
«Il Circondario ha senso se il comune più grande, cioè Imola, ci crede. Medicina ha i numeri per fare da sola ma oggi non vai molto lontano. Con Castel San Pietro si è ragionato di lavorare con altri, come Ozzano, che intendono fare le cose insieme».

Cosa si augura per Medicina e cosa attende il pensionato Rambaldi?
«Ricordo che io sono già un pensionato (ha 69 anni, ndr), ho accettato a suo tempo di fare il sindaco per dare una mano alla mia comunità, visto che me l’avevano chiesto. Per Medicina mi auguro che il Carmine venga recuperato e che la chiesa di Bologna ci metta lo stesso impegno che all’epoca ebbe il mondo cooperativo per la Sala del Suffragio (per vent’anni Rambaldi è stato presidente della Cooperativa lavoratori della terra di Medicina, ndr). Poi vorrei esserci per consegnare alla comunità il Centro feste Ca’ Nova, anch’esso un lascito del passato del mondo cooperativo, sarà nel 2027 quando avremo finito di pagare il mutuo, per cederlo senza debiti al Comune. In generale, noi quattro che siamo in Giunta dall’inizio, io, Matteo Montanari, Dilva Fava e Mauro Balestrazzi, abbiamo lavorato a progetti che andassero oltre il nostro mandato, io mi auguro che si continui, con metodi nuovi».

E sul fronte politico?
«Sono iscritto al Pd e ho ricoperto tanti incarichi politici, ma dopo il 26 maggio vorrei solo andare a lavare dei piatti nel Centro feste Ca’ Nova. Non sono stanco, ho la licenza da revisore legale, e continuo a fare il corso di aggiornamento perché la cooperativa autonoma di volontari che lo gestisce ha bisogno di un revisore, ovviamente gratis». (l.a.)

Il sindaco di Medicina, Onelio Rambaldi, in versione volontario alla Festa de l”Unità

Medicina

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»
Sport 6 Febbraio 2019

Calcio Coppa Italia serie C, il tecnico Alessio Dionisi nel post partita di Imolese-Carrarese. IL VIDEO

L”Imolese batte 2-1 in rimonta la Carrarese al Galli e si qualifica per i quarti di finale di Coppa Italia di serie C. Per i rossoblù in rete Giovinco, su punizione, e Boccardi, su rigore (la cronaca del match qui). Ora Valentini e compagni affronteranno, mercoledì 27 febbraio, il Monza, anche se non è ancora stato deciso se si giocherà alle Acque Minerali o nello stadio brianzolo. 

Ecco le parole a fine gara di mister Dionisi. (d.b.)

Nella foto (dalla pagina facebook dell”Imolese): mister Dionisi

Calcio Coppa Italia serie C, il tecnico Alessio Dionisi nel post partita di Imolese-Carrarese. IL VIDEO
Cronaca 1 Gennaio 2019

Lo chef Antonio Scaccio di «Affetti & Sapori» cucina per i Vip su yacht in rotta tra Miami, Caraibi ed Europa

«Da sempre ho desiderato viaggiare, l’ho fatto per puro piacere o lavoro, mi sono spostato e ho abitato in tante città, sono un po’ “nomade” in questo, chissà un giorno riconoscerò il posto dove fermarmi…». La voce arriva da Miami, in Florida, e lui è Antonio Scaccio, che a Imola ha gestito fino a pochi mesi fa il locale «Affetti & Sapori Cucina Naturale», nel quartiere Zolino. Proprio la vetrina chiusa del locale e il cartello nel quale si informa la clientela che lo chef è impegnato a bordo di uno yacht, ha stuzzicato la nostra curiosità e ci ha spinti a cercarlo per saperne di più.

Con molta disponibilità Scaccio, cinquantasettenne, autore di libri di cucina vegetariana e vegana, ha accettato di raccontarci la sua esperienza, attualmente a bordo del mega yacht «Utopia4», un 63 metri che appartiene ai miliardari americani J.R. and Loren Ridinger, proprietari di Market America, un incrocio, come loro lo definiscono, tra Amazon e Qvc, tra i più ricchi negli Stati Uniti.

Per lo chef di origine siciliana non è la prima esperienza di questo genere. Per diversi anni ha lavorato sullo yacht di Dolce e Gabbana ed è stato richiesto su altri yacht nel Mediterraneo, così come negli Stati Uniti e nei Caraibi. «Lavorare su una barca non è scontato, servono conoscenze a 360 gradi, praticità, lungimiranza, velocità, attenzioni – racconta -. Con i vip poi è tutto inaspettato ma io cerco di stare sempre un passo avanti a loro, è importante per godere della stima di chi ti paga e acquisire autorevolezza tra chi lavora con me». L’«Utopia4» si sposta tra i Caraibi, le Bahamas, il Nord America e l’Europa, a seconda delle stagioni. I proprietari, che possiedono anche altre barche, amano organizzare eventi importanti con super vip al seguito, occasioni mondane in cui business e divertimento si fondono. Solo per citare alcuni nomi, Scaccio nei giorni scorsi ha cucinato per Eva Longoria, Serena Williams, Jennifer Lopez, Alicia Keys, Justin Bieber…

«Ogni cosa, dalla qualità del cibo al servizio devono essere assolutamente impeccabili». Uno yacht come quello dei Ridinger ha un equipaggio fisso di tredici persone, dal comandante ai marinai, passando per lo chef e i suoi aiutanti. Quando ci sono gli eventi, altri vengono ingaggiati all’occorrenza perché tutto fili alla perfezione, compresi i fuochi d’artificio. «Io sono tra i più “anziani”. Il nostro lavoro è impegnativo dal punto di vista professionale – prosegue Scaccio -. Ci occupiamo della preparazione del cibo, dell’approvvigionamento, della sistemazione di interni ed esterni dello yacht, lo scopo è di far star bene tutti, dai vari guest allo staff».

Una vita che non offre solo vantag-gi. Scaccio confessa che gli mancano «l’affetto della mia compagna, rimasta a Imola» e le amicizie, ma non sa quando tornerà. Inevitabile parlare anche di «Affetti & Sapori». «Ci ho lasciato il cuore – ammette -. Avevo formato diversi aiutanti pensando di affidare loro il locale affinché proseguissero l’attività, ma li ho “persi” per strada per i motivi più vari. E non me la sono sentita di ripartire da zero con altri. Quello che ho costruito a Imola è unico come concept store biologico certificato. La gestione era difficile perché si trattava di un locale con tante proposte diverse ogni giorno: pesce, vegano, cibi per intolleranti, sushi, sashimi, biscotteria, pizza al taglio e pane con farine antiche o lievitazioni naturali da gourmet, pasticceria, paella, il servizio catering».

Scaccio lascia aperta una porta per un suo futuro ritorno: «Mi scrivono in tanti… Per adesso l’attività è ferma, vedremo se ci saranno investitori disposti a fare qualcosa insieme». (m.t.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto sopra: Antonio Scaccio con l”attore e cantante Jamie Foxx

Nelle altre due foto: Scaccio con il resto dell”equipaggio e un suo piatto

Imola

Lo chef Antonio Scaccio di «Affetti & Sapori» cucina per i Vip su yacht in rotta tra Miami, Caraibi ed Europa
Cronaca 20 Dicembre 2018

Il nuovo segretario del Pd Marco Panieri: «Puntiamo a vincere le prossime elezioni amministrative»

Come abbiamo scritto la scorsa settimana, Marco Panieri, 28 anni, laureato in Economia, impiegato in una azienda privata, consigliere comunale, è il nuovo segretario della Federazione di viale Zappi. Di seguito l”intervista di cui anticipiamo una parte e che si può leggere integralmente su «sabato sera» da oggi in edicola.

Panieri, i cittadini imolesi hanno sempre visto l’uomo forte del partito di viale Zappi nel sindaco e non nel segretario. Anzi, in altri tempi ricoprire la carica di segretario era più che altro funzionale a diventare poi sindaco. Ora che il primo cittadino di Imola è espressione del Movimento-5Stelle, l’uomo forte del Pd a cui tutti guarderanno sarà lei e solo lei. Nessuno le farà ombra dal palazzo di piazza Matteotti, ma nemmeno da parafulmine. Preoccupato?
«Più che preoccupato mi sento motivato. Mi sono candidato alla segreteria per cambiare e migliorare il Partito democratico, premesse indispensabili per vincere le prossime elezioni amministrative nei comuni del circondario e a Imola. Certo, ora siamo all’opposizione, a Imola come a Roma. Ma stiamo lavorando per costruire un’alternativa ai gialloverdi, ai sovranisti/populisti, a quanti usano la paura per carpire il consenso».

Cambiare il partito, in che modo?
«Lavorando sui due versanti: dal punto di vista di valori, contenuti e proposte; e dal punto di vista organizzativo. Dobbiamo recuperare i valori fondanti del Partito democratico, come la solidarietà e l’uguaglianza. E dobbiamo mettere al centro del rilancio un progetto politico che dia risposte a temi importanti per le persone, quali il lavoro, la sanità, l’ambiente, la sicurezza, la scuola, la cultura…».

E dal punto di vista organizzativo?
«Procedendo anzitutto alla riorganizzazione dei Circoli. E poi coordinamenti tematici, coordinamenti degli amministratori, direzione e segreteria esecutiva, dove portare idee e concordare azioni. Però sia chiaro, il percorso da compiere non è già stato scritto, ma tutto è ancora da condividere».

Tra le tante cose di cui si dovrà occupare, ci sarà anche la festa di partito. La sua idea al riguardo?
«E’ nostra intenzione portare la festa del Partito democratico nel parco dell’Osservanza, già dal prossimo anno. Nuovo format e nuova location, per motivare gli iscritti, ma anche per stimolare la curiosità tra cittadini che in passato guardavano a noi». (fu.an.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 20 dicembre

Nella foto Marco Panieri davanti alla sede del Partito Democratico in viale Zappi

Il nuovo segretario del Pd Marco Panieri: «Puntiamo a vincere le prossime elezioni amministrative»
Sport 29 Novembre 2018

I primi bilanci del direttore dell'autodromo Roberto Marazzi: «Sopravvivenza a rischio se riduciamo le giornate»

Non è ancora trascorso un semestre dall’insediamento di Roberto Marazzi a direttore dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari, ma è come fosse passato, considerando che da ora fino a marzo la pista andrà in letargo. Quindi è già tempo di bilanci sull’attività del più importante impianto sportivo imolese. Cominciamo da quelli personali del nuovo direttore. «Qui a Imola mi sono trovato subito a mio agio – ha detto Marazzi -. Ho legato bene sia col personale dell’autodromo che con le istituzioni. Con queste ultime ho instaurato buoni rapporti interpersonali, mirati a costruire qualcosa di importante».

Nessun problema dunque?

«L’unico è sorto con la nuova Amministrazione comunale, ed è relativo al numero di giornate rumorose che è stato ridotto da 60 a 57. Questo inciderà negativamente sulla nostra attività. Su quelle non rumorose il problema è legato al nuovo sistema di rilevazione fonometrica, più severo di quello applicato fino a luglio, che ci costringerà a limitare il numero di mezzi presenti contemporaneamente in pista».

Gira e rigira il problema maggiore resta sempre il rumore.

«Ovvio, considerando l’ubicazione della pista. Comprendo le lamentele delle persone che abitano in zona, infastidite dal sentire per ore macchine e moto che corrono. Ma d’altra parte è praticamente impossibile trovare una formula che consenta di mantenere in attività costante l’autodromo e nello stesso tempo preservare i residenti dal rumore. D’altra parte ridurre le 150 giornate di media all’anno, inferiori a quelle di Misano e Mugello, avrebbe ricadute pesanti sull’economia locale, e metterebbe in discussione la sopravvivenza stessa dell’autodromo. Noi comunque ci stiamo impegnando per migliorare la situazione. Ci siamo attivati alla ricerca di silenziatori che garantiscano la riduzione dei decibel e stiamo dialogando con le case automobilistiche che vengono a provare con macchine stradali che superano i livelli massimi di rumore, per vedere di contenerlo entro i nuovi limiti imposti».

Una valutazione sul bilancio generale.

«Sono arrivato il 4 giugno e i mesi estivi li ho dedicati soprattutto all’organizzazione del Mondiale di motocross, che stava procedendo un po’ a rilento. All’inizio non ho potuto concentrarmi come avrei voluto sulla programmazione per la prossima stagione. Che però a questo punto è impostata in maniera definitiva e attende solo l’avallo da parte dell’Amministrazione. Sono soddisfatto delle manifestazioni svolte finora. In particolare voglio sottolineare il successo del Mondiale di motocross, che ha avuto grande risonanza mediatica sia in Italia che all’estero. Anche la Superbike è andata molto bene, e stiamo già lavorando per la prossima edizione in programma l’11 e 12 maggio 2019. La vendita dei biglietti inizierà a breve. E in tal senso cercheremo di migliorare gli aspetti relativi al modo di acquistarli. In generale posso dire che l’attività dell’autodromo nel 2018 è stata positiva nel suo complesso. Ma lavoriamo per fare meglio il prossimo anno».

Nel 2019 Superbike e motocross confermati. Dobbiamo aspettarci delle novità?

«Per l’automobilismo stiamo trattando una importante competizione internazionale targata Fia da disputarsi in ottobre. Poi c’è il vintage, che avrà spazi importanti col Minardi Day ampliato rispetto alle precedenti edizioni, che durerà tre giorni dal 26 al 28 aprile; e con la rievocazione della 200 Miglia e della Coppa d’Oro in programma dal 3 al 5 maggio. Senza dimenticare che mercoledì 1 maggio ci sarà la commemorazione dei 25 anni dalla morte di Ayton Senna. Sarà una giornata corredata da manifestazioni di grande interesse storico. Gireranno anche due sue F.1, una delle quali sarà guidata da Emanuele Pirro». (Angelo Dal Pozzo)

L”articolo completo su «sabato sera del 29 novembre.

Nella foto (Isolapress): Roberto Marazzi, direttore dell”autodromo Enzo e Dino Ferrari

I primi bilanci del direttore dell'autodromo Roberto Marazzi: «Sopravvivenza a rischio se riduciamo le giornate»

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