Cronaca

Le Camminate del Buonumore compiono quattordici anni. Parola all'ideatrice Patrizia Grandi

Le Camminate del Buonumore compiono quattordici anni. Parola all'ideatrice Patrizia Grandi

Macinare chilometri per il buonumore. È l’obiettivo del gruppo «Buonumore Walking», nato all’interno dell’associazione culturale «La Bottega del Buonumore» del comico Davide Dalfiume. A «capitanare» il gruppo nato nel 2004 e formato oggi da circa 300 persone è Patrizia Grandi, 53 anni, castellana, impiegata, madre e grande promotrice del movimento leggero e costante per la salute della persona. Grazie ad una sua idea covata per anni, il gruppo è anche fra i promotori del boschetto dinAmico, il parco per la salute nella terza età appena inaugurato. «Ho avuto modo di vedere parchi simili in Europa, ma mai in Italia – spiega Grandi –. Da noi ci sono in strutture dedicate alla terza età come case di riposo e centri per anziani, opportunità che i privati offrono ai loro utenti. Nella mia mente, invece, c’era da tempo il desiderio di rendere questa opportunità pubblica come azione per la promozione del movimento, del benessere e del buonumore».

Come nascono la tua passione per il movimento e questa grande forza nel promuoverlo come buona pratica?

«Nella mia vita ho sempre praticato attività fisica – spiega Grandi –. Ho studiato scienze motorie e per qualche tempo ho anche insegnato ginnastica nelle palestre. Poi ho scelto un altro tipo di lavoro, come impiegata. Ma l’attività fisica è sempre rimasto il mio primo passatempo e da sportiva sono convinta che il movimento faccia bene alla salute della persona. Purtroppo, i tanti impegni giornalieri nella vita di tutti non facilitano il ritagliarsi un po’ di tempo per se stessi e non tutti gli anziani sono abituati a fare del movimento leggero. Con il gruppo Buonumore Walking, nato un po’ per gioco quattordici anni fa, ho iniziato a sostenere e dimostrare che il movimento benefico per la salute non era possibile solo in palestra, ma anche semplicemente camminando all’aria aperta».

Muoversi fa stare meglio?

«Assolutamente sì. L’attività fisica, anche leggera ma corretta e costante, rilascia endorfine a beneficio del corpo e della mente. Il gruppo propone passeggiate di un’ora a passo libero cui possono partecipare tutti, gratuitamente. Non importano il grado di allenamento o la velocità che si riesce a tenere: chi “dirige”, di volta in volta, si preoccupa di tenere il gruppo unito con delle piccole deviazioni circolari per pareggiare chi ha un passo veloce con chi l’ha più tranquillo. L’importante, e il bello, è proprio iniziare ed arrivare tutti insieme, condividendo il momento per il benessere. Senza dimenticare che il gruppo fa sentire i singoli più sicuri. Passeggiando sorvegliamo il territorio e segnaliamo quello che non va, come lampioni fulminati o buche. Inoltre, l’attività fisica diventa anche sociale, perché alla fine si fanno nuove amicizie».

Come vi incontrate per le passeggiate?

«Oggi con Facebook e Whatsapp ci scriviamo un messaggio e si parte. Per i nuovi membri è invece necessario contattarci attraverso la nostra pagina Facebook “Buonumore Walking – Le Camminate del Buonumore” per provare l’esperienza e decidere se entrare a far parte del gruppo. Nel tempo siamo cresciuti da una decina di persone a circa 300 sparsi fra Castello, Imola, Medicina, Osteria Grande, Mordano, Castel Guelfo, San Martino in Pedriolo, Toscanella e Faenza. Ogni luogo ha il suo sottogruppo con differenti passeggiate».

Quindi non ci sono appuntamenti fissi od orari prestabiliti?

«No, perché siamo un gruppo a partecipazione libera e soprattutto vogliamo che la gente sia libera di voler camminare insieme. Una volta all’anno, però, ci troviamo all’alba per la “Run 5.30 Virtual”, un evento che avviene ogni anno nella stessa giornata in tutto il mondo e prevede una passeggiata con partenza alle 5.30 del mattino. L’anno scorso, il 21 luglio, a Castello hanno partecipato circa 400 persone. Siamo stati il gruppo più numeroso al mondo e l’organizzazione ci ha premiato con una medaglia».

mi.mo.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: Patrizia Grandi, a sinistra, assieme a Giorgia Bottazzi

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