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Calcio, l'Imolese non è mai stata così vicina al ripescaggio in serie C

Calcio, l'Imolese non è mai stata così vicina al ripescaggio in serie C

La settimana scorsa la Figc ha diramato i criteri di scelta per le squadre di serie D vincitrici dei play-off che ambiscono al ripescaggio in serie C. Non si sa ancora quanti posti saranno disponibili (attualmente sembrano 6 per arrivare a quota 60), ma si sa che il primo andrà ad una seconda squadra di serie A (la prima ad averne diritto è l’Inter, poi Juventus, Milan, Roma, Atalanta, ecc., a seconda di una formula che considera convocazioni in Nazionale, punteggio in classifica, spettatori); il secondo ad una retrocessa dalla C; il terzo alla prima in classifica (come punteggio) nella griglia delle vincitrici dei play-off di serie D.

Poi si ripartirebbe nello stesso ordine dal 4º posto vacante in poi. In base ai nuovi criteri, l’Imolese dovrebbe collocarsi in 2ª posizione dietro al Como (pare che la Cavese non sia in regola). Quindi, visto che l’unica squadra retrocessa dalla C che ha le carte in regola per essere ripescata è il Prato (ma pare abbia problemi finanziari), servirebbero 4 posti vacanti nella terza categoria. Cioè l’eventuale ordine sarebbe: Inter, Como, Juventus, Imolese. Oppure Inter, Cavese, Juventus, Como, Milan e Imolese (nel caso in cui la Cavese fosse in regola). 

La scuola è finita, ma se qualcuno ha voglia di restare fresco, potrebbe levarsi lo sfizio di calcolare il coefficiente esatto dell’Imolese nella classifica dei ripescaggi dalla D. Difficile che l’Imolese possa sperare di avere il proprio impianto a norma quando la domanda di ripescaggio in C verrà presentata allegando, oltre alla indicazione di un campo in regione omologato, anche due eurini: o, meglio, i 105mila della tassa di iscrizione alla categoria, ai quali vanno aggiunti 300mila euro come contributo straordinario da versare a fondo perduto alla Federcalcio, altri 300mila euro (sotto forma di fidejussione in favore della Lega Serie C) a garanzia degli emolumenti dovuti nella stagione 2018/2019 a tesserati, dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo e per concludere 350mila euro (come fidejussione principale).

Se non vi siete persi, è ora di cominciare a sfogliare l’almanacco del calcio imolese ed accendere la calcolatrice: nei criteri di ripescaggio diffusi dalla Federazione, infatti, una quota del punteggio chiamata tradizione sportiva (da moltiplicare per 0.25) tiene conto del punteggio maturato in base al numero di anni che ciascuna squadra in passato ha giocato in C, C1 e C2 a partire dal 1935/36 in poi; una quota chiamata numero medio spettatori (da moltiplicare per 0.25) dal 2011/12 al 2015/16; ed una (qui entra in gioco la classifica finale dopo i play-off di D ed i relativi coefficienti che devono essere trasformati in un punteggio che la Lnd deve ancora comunicare) che va moltiplicata per 0.5. La somma di questi punteggi compone la classifica finale per il ripescaggio in D con l’Imolese, che grazie agli anni eroici in C dovrebbe sorpassare Matelica e Albalonga (che pensano al ripescaggio ma hanno meno tradizione) e Arzignano (società non interessata al ripescaggio) piazzandosi sul podio dietro a Cavese e Como, società che in questi giorni stanno riflettendo sulla questione economica.

A questo punto non resta che aspettare le prossime settimane per vedere l”evolversi della situazione.

r.s.

L”articolo completo su «sabato sera» del 7 giugno.

Nella foto: la parata salva risultato del portiere dell”Imolese Rossi contro il Forlì nella finale playoff

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