Cronaca

Viale dei Cappuccini, è tornata a posto la statua restaurata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Viale dei Cappuccini, è tornata a posto la statua restaurata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

È stata ricollocata al suo posto, dopo il crollo avvenuto nel novembre 2017, la statua di san Francesco collocata su una delle colonne del viale dei Cappuccini. Il restauro è stato realizzato a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, che a suo tempo si era fatta carico anche dell’opera di pulizia sia della statua di san Francesco che di quella di santa Caterina, posta sull’altra colonna all’ingresso del viale.

L’intervento di recupero ha interessato tanto la scultura quanto la colonna. In particolare si è provveduto a rinforzare il basamento e ad assicurare la statua mediante un perno lungo un metro, inserito per metà nella colonna e per metà all’interno della figura del Santo.

La difficoltà maggiore è stata tuttavia quella di ricomporre la statua che, nella caduta, si era sbriciolata in oltre 100 pezzi.

Riportiamo qui la storia delle sculture del viale dei Cappuccini, in parte collegata con quella delle statue che si trovavano sui piloni del Ponte vecchio e sono ora conservate nel deposito archeologico del Sante Zennaro.

«La vicenda delle statue del Ponte vecchio è collegata in parte a quelle del viale dei Cappuccini. Il Diario del 29 marzo 1924 ne ripercorre la storia a partire da quella del convento, costruito nel 1592-95.

All’epoca vi si accedeva dalla via Emilia tramite un viottolo lastricato di sassi. Il viale fu realizzato nel 1774 e in quella circostanza furono collocate all’altezza della via Emilia due colonne con lo stemma francescano. Nel tempo queste si deteriorarono e furono abbattute nel 1852 dal gonfaloniere di Imola, il conte Anton Domenico Gamberini, che le sostituì con altri due pilastri, su disegno dell’ingegnere Giuseppe Andreini.

Il gonfaloniere, però, non interpellò i frati cappuccini, che avevano diritti su viale e stradone, anche se, dopo le vicende della soppressione napoleonica, fu appurato che il terreno era del Comune.

“Essi protestarono – cita l’articolo – e dopo molte pratiche ottennero dal gonfaloniere conte Giovanni Codronchi che fossero posti sui nuovi pilastri gli stemmi dell’ordine francescano. Su le nuove colonne si collocarono le due statue come vigili scolte a protezione della nostra città”.

Fu così trovata una collocazione all’Immacolata e a san Cassiano, rimosse qualche anno prima dal Ponte vecchio. Quando nel 1930 le statue tornarono tutte nella loro collocazione originaria, nel viale dei Cappuccini furono sistemate le raffigurazioni di san Francesco e santa Chiara, fatte realizzare «a spese del Comune», annota il settimanale imolese Il Diario il 12 luglio 1930. Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, le sculture furono restaurate, ma al posto di santa Chiara venne collocata santa Caterina da Siena.

Nel frattempo si è riaperto un dilemma, che già a metà ’800 aveva tenuto banco: di chi è la proprietà delle statue? «La realizzazione negli anni ’30 – conclude Laura Mazzini, archeologa dei Musei civici – fu fatta a spese del Comune, mentre il restauro, avvenuto nell’immediato dopoguerra, fu fatto a spese dei frati. Non è chiaro, quindi, di chi siano oggi le statue e, di conseguenza, chi debba essere risarcito dall’assicurazione». ( lo.mi.) 

Su «sabato sera» del 27 settembre è possibile leggere anche la storia completa delle statue del Ponte vecchio.

Nella foto principale l’operazione di ricollocamento della statua di san Francesco dopo il restauro, nell’altra immagine le quattro sculture un tempo visibili sul Ponte vecchio, lungo la strada per Faenza

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