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Cultura e Spettacoli 23 Luglio 2019

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina

Nella Medicina che fu, oltre un secolo fa, si potevano riconoscere sei quartieri: Migina, l’Usarvènza, al Starlèn, al Chè Lunghi, al Zug Balan e al Baurg, il borgo inferiore o Borgo Paglia. Quest’ultimo era il luogo dei diseredati, operai agricoli e lavoratori poveri, gente «da basto e da galera». I più sfortunati vivevano nei pressi del bucistronzi, l’area un po’ appartata all’aria aperta dove ci si recava per le esigenze fisiologiche, non essendoci servizi igienici nelle case. L’edificio più rappresentativo della zona era il macello vecchio: una bella e imponente costruzione risalente al 1844, progettato dall’ingegnere Angelo Emiliani, che si mostrava in tutta la sua bellezza a chi percorreva la San Vitale da Ravenna verso Bologna, allora poco più di una strada bianca.

Il vecchio macello era soprannominato dai residenti il Norge, molto probabilmente per le dimensioni, mutuate dal dirigibile utilizzato da Umberto Nobile per la trasvolata sul Polo Nord (nel 1928 al seguito aveva proprio un medicinese, il telegrafista Giuseppe Biagi). Al Baurg assunse dignità di borgata vera e propria quando fu costruito, tra il 1910 e il 1911 il caseggiato popolare delle «casenuove», al Ché Novi, anche il macello vecchio fu destinato a edilizia popolare, dopo la costruzione fuori città nel 1925 del macello nuovo. Le «case nuove» erano un grande casamento a forma di ferro di cavallo che nascondeva alla vista il Norge. Il Comune vi alloggiò diverse famiglie bisognose che vivevano in tuguri malsani e vari sfrattati di Portonovo; in tutto 36 nuclei che,indipendentemente dal numerodei componenti, avevano a disposizione solo una camera e una cucina, i servizi igienici (quattro gabinetti e due lavanderie) erano in comune al centro del cortile. Attorno alla “piazatta”, oggi piazza Cuppini, botteghe, l’osteria, la chiesa, tutto quello di cui una piccola città nella città poteva avere bisogno.

Nella foto: il macello vecchio e il “Baurg” visto dalla San Vitale in un”antica cartolina

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina
Cronaca 20 Luglio 2019

A Valmaggiore una domenica di cerimonie e iniziative nel ricordo dei civili uccisi dai nazisti nel 1944

Ricco programma per la festa a Valmaggiore domenica 21 luglio per ricordare i civili uccisi dai nazisti nel settembre del 1944. La località si potrà raggiungere partecipando all”escursione in mountain bike (partenza alle ore 8.30 dalla chiesa di Sant”Ambrogio di Castel del Rio) o alla camminata (partenza sempre dalla chiesa, ma alle ore 9). La festa avrà poi inizio alle 10.30, con musica folk popolare, fino alle 12.30, quando è previsto il pranzo (preparato dai volontari dell’Anpi, prenotazione gradita, tel. 331 5808784).

A seguire, alle 14.30, inaugurazione di una targa a ricordo delle vittime: Giovanni Bertini, Giorgio Poli e Antonio Giorgi. Alla cerimonia interverranno Enrico Alpi (Anpi Castel del Rio), Gabrio Salieri (Anpi Imola), Alberto Baldazzi (sindaco di Castel del Rio), Romano Bacchilega (Associazione Ca’ Malanca) e il generale Lorenzo Raspanti. Alle 16 è prevista la santa messa, con processione e affidamento alla Madonna. La manifestazione si conclude con la gara di briscola con ricchi premi (ore 17). Sarà attivo un servizio navetta Auser da Castel del Rio.

Pubblichiamo di seguito uno stralcio del racconto di Romano Bacchilega per «sabato sera» sui fatti del ”44.

«Per illustrare i fatti – scrive Bacchilega – mi sono anzitutto avvalso della bibliografia esistente sull’argomento; non ho invece potuto accedere agli archivi comunali perché tutto è stato dato alle fiamme dai tedeschi prima della loro ritirata. Ho invece raccolto alcune preziose testimonianze dirette, come quella del generale Lorenzo Raspanti (già importante collaboratore del Comune di Castel del Rio per la realizzazione del locale Museo della Guerra), che all’epoca dei fatti aveva 12 anni e abitava a “Cà la Lama”, situata a mezza costa tra il monte della Croce e Valsalva».

«Il 26 settembre – continua Bacchilega – a Valmaggiore avvennero duri scontri di reparti tedeschi con gli americani, attorno a monte Carnevale con i partigiani, in cui i tedeschi ebbero sempre la peggio, e, quando i reparti di fanteria passarono in ritirata sotto monte Carnevale, incontrarono “Casemerse di sopra” abitata dalla famiglia Bertini e “Casemerse disotto” abitata dalla famiglia Poli; Giovanni Bertini fu ucciso davanti alla moglie e ai due figli piccoli, così come Giorgio Poli che fu accusato di simpatizzare per i partigiani. Poco diverse le circostanze che portarono all’uccisione del colono sordomuto Antonio Giorgi, quasi sicuramente avvenuto il 29 settembre nel podere «Valcece», a est di monte Cappello. Gli americani del 350° Reggimento erano già a monte Battaglia e i partigiani di Carlo Nicoli erano appena stati avviati sulla via Montanara da Valmaggiore per il loro invio a Firenze. Il sanguinoso scontro tra tedeschi ed americani attorno a monte Battaglia doveva ancora continuare fino al 1° ottobre con migliaia di morti.

In questo fronte fluido, di continui contrattacchi e ritirate, la sera del 29 settembre un reparto tedesco, passando per Valcece, ordinò a Gaspare ed Antonio Giorgi di seguirli per aiutarli a costruire postazioni difensive verso Posseggio. Antonio Giorgi, essendo sordomuto, non fu lesto a eseguire gli ordini e fu ucciso, mentre Gaspare, nella concitazione del momento, riusciva a fuggire. La crudeltà della guerra si è quindi abbattuta su quella sperduta comunità di Valmaggiore, che ne è uscita distrutta nel patrimonio abitativo e dispersa negli abitanti, i quali sono al più presto fuggiti a nche dai ricordi di tanta crudeltà».

Il racconto integrale di Romano Bacchilega è su «sabato sera» del 18 luglio

Nella foto soldati alleati a Valmaggiore

A Valmaggiore una domenica di cerimonie e iniziative nel ricordo dei civili uccisi dai nazisti nel 1944
Cultura e Spettacoli 9 Luglio 2019

Per “Il gioco di Santa Oca' di Laura Pariani presentazione nel giardino della biblioteca di Imola

“Il gioco di Santa Oca”, pubblicato da La Nave di Teseo, è il romanzo di Laura Pariani che la scrittrice presenta martedì 9 luglio alle 21 nel giardino della biblioteca di Imola per la rassegna «Freschi di stampa». Definito «un romanzo di ribellione e libertà, la storia di un sogno di giustizia e di una donna coraggiosa che sfida le convenzioni del suo tempo», vede la cantastorie Pu`lvara raccontare ai contadini le imprese di Bonaventura Mangiaterra, a cui lei stessa ha partecipato vent’anni prima.

Nell’autunno 1652, infatti, alcuni uomini stanchi di subire le angherie dei nobili e dei soldati, che razziavano i paesi della brughiera lombarda tra una battaglia e l’altra, si erano raccolti intorno a Bonaventura, un capopopolo che affascinava i suoi compagni con la Bella Parola, una versione personale e ribelle delle storie della Bibbia. I nobili cercarono di fermare Bonaventura, diventato una leggenda, ma una sorpresa era in agguato.

Laura Pariani, pittrice, fumettista e scrittrice, è autrice, tra gli altri, di “Domani e` un altro giorno” disse Rossella O’Hara (2017), “Di ferro e d’acciaio” (2018). Per la sua opera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Premio Grinzane Cavour, Premio Selezione Campiello, Premio Piero Chiara, Premio Elsa Morante, Premio Mondello. Ha all’attivo una ventina di opere teatrali rappresentate in Italia e all’estero. Ha partecipato alla sceneggiatura del film di Gianni Amelio Cosi` ridevano (Leone d’oro 1998). (r.c.)

Per “Il gioco di Santa Oca' di Laura Pariani presentazione nel giardino della biblioteca di Imola
Cronaca 6 Luglio 2019

A Casetta di Tiara passeggiata e incontro partigiano a ricordo della 36ª Brigata Garibaldi

L”Anpi di Imola organizza domenica 7 luglio un incontro partigiano per ricordare la 36ª Brigata Garibaldi, al quale è collegata una passeggiata organizzata dal Cai di Imola in collaborazione con l”Anpi. Per chi vuole partecipare alla passeggiata la partenza è in auto da Imola alle 7.45 dal parcheggio della Bocciofila, poi la camminata avrà inizio alle 8.45 dalla curva del Molinaccio sul Rovigo seguendo il sentiero 711 fino al Fosso della Lastra. Attraversato il Rovigo si sale a Porcìa e a Casetta di Tiara lungo il 607A, quindi si prosegue fino ai ruderi dell’Otro e si rientra a Casetta di Tiara per lo stesso sentiero.

A seguire l”iniziativa vera e propria che comincia alle 10, proprio a Casetta di Tiara, con musiche partigiane e popolari alle quali seguirà la Santa Messa (ore 11). Sarà poi il momento degli interventi, di Gabrio Salieri (presidente Anpi Imola), Fabrizio Castellari (vicepresidente consiglio comunale di Imola), Philip Moschetti (sindaco di Palazzuolo), Tommaso Triberti (sindaco di Marradi) e Martina Sorelli (rappresentante del comitato locale). A conclusione, intervento dell”on. Serse Soverini e deposizione di corone ai monumenti ai Caduti civili e ai Partigiani. Seguirà, alle 12.30 il pranzo popolare in piazza e, nel pomeriggio, ripresa delle musiche partigiane e popolari. (r.cr.)

Nella foto il volantino dell”iniziativa

A Casetta di Tiara passeggiata e incontro partigiano a ricordo della 36ª Brigata Garibaldi
Cronaca 4 Luglio 2019

Andrà in onda in autunno in Giappone il documentario girato in questi giorni a Imola sulle tracce di Leonardo

Ha suscitato tanta curiosità in questi giorni per le strade del centro di Imola la presenza di un”equipe di studiosi e operatori televisivi intenta a fare misurazioni, e relative riprese, con strumentazioni non proprio di ultima generazione. Gli studiosi erano di nazionalità francese, mentre le telecamere appartenevano alla rete pubblica giapponese “Nhk”, per due giorni al lavoro in città con l”obiettivo di realizzare un documentario televisivo da mandare in onda il prossimo autunno, dedicato a Leonardo da Vinci nel cinquecentesimo anniversario della morte avvenuta in Francia il 2 maggio 1519.

La troupe ha cercato di ripercorrere i passi dello straordinario artista e scienziato italiano che nel 1502, al seguito di Cesare Borgia, soggiornò a Imola e ne disegnò la celebre mappa ora parte delle collezioni reali di Windsor. Dopo aver ricostruito lo strumento di misurazione realizzato da Leonardo, denominato “odometro”, gli studiosi lo hanno utilizzato per eseguire gli stessi rilievi che portarono poi il Genio del Rinascimento a riprodurre la cartina, straordinariamente precisa se si pensa che non disponeva certamente di immagini aeree della città.

Per il loro lavoro imolese gli operatori franco-giapponesi sono stati guidati dal capo ufficio stampa del Comune di Imola, Vinicio Dall”Ara e da Oriana Orsi e Brunetta Barbieri dei Musei Civici, che li hanno portati all”interno della Rocca Sforzesca. (r.cr.)

Nella foto la troupe in centro a Imola alle prese con le misurazioni servendosi dell”odometro

Andrà in onda in autunno in Giappone il documentario girato in questi giorni a Imola sulle tracce di Leonardo
Cronaca 3 Luglio 2019

Intervista a Carlo Niccolai, presidente del Consorzio utenti canale dei Molini che lascerà l'incarico nel 2020

Da vent’anni l’imolese Carlo Niccolai è il presidente del Consorzio utenti canale dei Molini di Imola e Massa Lombarda, l’ente che nel 2010 ebbe l’idea di proporre un evento dedicato anche all’agricoltura, poi sviluppatosi nella Fiera agricola che conosciamo oggi. Quest’anno, presentando la nona edizione, Niccolai ha annunciato pubblicamente la decisione di lasciare la presidenza del Consorzio. «Il mandato scadrà nella primavera del 2020 – puntualizza – ma metto già le mani avanti». E pare non avere intenzione di cambiare idea.

Di professione agricoltore, da tre anni in pensione, è lui stesso un utente del consorzio. I suoi terreni sono al Piratello, dove però… non passa il canale dei Molini.«In effetti nel quartiere Cappuccini, dove abito, un tempo c’erano orti. Nel cortile della mia abitazione c’è ancora la derivazione di una vecchia condotta che passa da via Villa Clelia. Quando non arriva più acqua si può chiedere di essere distaccati, altrimenti si paga al consorzio una quota minima di 11 euro. Molti scelgono di tenere l’utenza per mantenere un diritto. Nel 2000 mi ero rivolto al segretario di zona di Confagricoltura, Giovanni Guerrini, per chiedere come fare a smettere di pagare la quota. Mi disse: “Sei un utente del consorzio? Allora non solo non smetti di pagare la quota, ma ti candidi alla presidenza. Abbiamo bisogno di una persona come te”. Dal 1940 in poi, il presidente del Consorzio utenti canale dei Molini è sempre stato un agricoltore, scelto anche in accordo con le tre associazioni di categoria, Confagricoltura, Cia e Coldiretti. Questa mia esperienza è cominciata così».

La storia moderna del consorzio parte dal 1940, ma alle spalle c’è una tradizione millenaria…
«Ci vantiamo di essere il più antico manufatto economico dell’imolese. Le prime tracce scritte sul canale dei Molini si trovano poco dopo il mille ed è anche ben identificato sulla famosa mappa imolese di Leonardo da Vinci. Anche l’acqua del fossato della rocca era alimentata dal canale dei Molini. Pare che i primi a porsi il problema di come bonificare “la bassa” siano stati i frati di Santa Maria in Regola e il toponimo di via Laguna la dice lunga. L’attuale consorzio nasce invece nel 1940. In origine c’erano due congregazioni, Imola e Massa Lombarda, sovente in guerra tra loro. Ci sono stati scontri e, intorno al 1400, persino un morto. Il canale dei Molini è nato come opera di bonifica, si è sviluppato come fornitore di forza motrice ai mulini collocati lungo il suo percorso e, da quando la tecnologia lo consente, anche come opera irrigua. Intorno al 1940 il canale era in pesante difficoltà economica. Si è così deciso di chiudere le vecchie congregazioni e unificarle in un unico ente che si sarebbe accollato debiti e responsabilità economica, prima in capo ai molinisti. Da qui la trasformazione in consorzio, un ente privato di diritto pubblico, mentre i molinisti accettarono di dare in gestione i loro fabbricati e tutte le strutture utili di loro proprietà, case di guardia e manufatti come il “ripartitore” accanto alla bocciofila, tutt’oggi in funzione, dove si decide se mandare l’acqua del canale a destra o a sinistra». 

Qual è l’attuale tragitto del corso d’acqua?
«Il canale si snoda per circa 40 chilometri da Codrignano, dove c’è la casa di guardia, e arriva a Massa Lombarda, dove l’acqua si reimmette nel fiume Santerno. A Imola, all’altezza della bocciofila, si biforca, per poi ricongiungersi lungo la Selice. Un tempo, quando la capacità di presa d’acqua era “normale”, il canale arrivava fino a Conselice e si immetteva nel Reno, poco oltre Lavezzola». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 27 giugno

Nella foto a destra Carlo Niccolai, accanto al suo predecessore Eugenio Galvani

Intervista a Carlo Niccolai, presidente del Consorzio utenti canale dei Molini che lascerà l'incarico nel 2020
Cronaca 29 Giugno 2019

A Ozzano atmosfere, sfilate e spettacoli medievali in occasione della Sagra della Badessa

E” tempo di Sagra della Badessa a Ozzano Emilia nel fine settimana, con vari spettacoli che riempiranno il paese di costumi, atmosfere, sfilate e spettacoli di sapore medievale.

Oggi sabato 29 giugno dalle 17, in centro storico, apertura del Medieval Mercato e Antichi mestieri, delle mostre e dei banchetti di associazioni e di artisti creativi; alle 17.30 visita gratuita all”accampamento medievale; dalle 18 dimostrazione di falconeria, sbandieratori e musici La Terra del Sole; dalle 19 didattica di stamperia e carteria, giullarate e fuoco con la Compagnia L”Ordallegri; alle 20.30 partenza del corteo storico con arrivo al campo di viale della Repubblica; alle 21.15 saluto delle autorità; alle 21.30 rappresentazione «Lucia la Badessa» con la Compagnia d”Arme delle Spade, sbandieratori e musici La Terra del Sole; dalle 22 torneo degli armigeri e spettacolo di giullarate e fuoco.

Domani domenica celebrazioni al via, sempre  in centro storico.  dalle 10 con  Medieval Mercato e Antichi mestieri, mercato straordinario, mostre e banchetti di associazioni e artisti creativi; alle 12 apertura di banchi gastronomici; dalle 16 visita gra-tuita all”accampamento medievale accompagnati da un cavaliere, giochi e spettacoli con giullari e mangiafuoco, sbandieratori e scaramucce d”armi; dalle 18 dimostrazione di falconeria, didattica di stamperia e carte-ria, sbandieratori e musici de La Terra del Sole, gara di tiro con l”arco; dalle 20 sfilata del corteo storico medievale della Badessa, giochi e animazione, giostra di Rolando e gara dei terzieri, a seguire premiazione e consegna del Palio dell”Oca, spettacolo di fuoco «Omega» presentato dalla compagnia L”Ordallegri e gran finale con spettacolo di fuochi pirotecnici. (r.cr.)

La foto è tratta dalla pagina Facebook della Sagra della Badessa

A Ozzano atmosfere, sfilate e spettacoli medievali in occasione della Sagra della Badessa
Cultura e Spettacoli 27 Giugno 2019

Al documentario “At the matinée' di Giangiacomo De Stefano il premio del pubblico al Biografilm di Bologna

«Oggi è la città di Sex and the city, all’inizio degli anni ‘80 era la città di Taxi Driver. Raccontiamo anche questo affrontando la storia del più importante club rock del mondo». Giangiacomo De Stefano introduce così il documentario da lui diretto e sceneggiato, “At the matinée”, che narra, attraverso Walter Schreifels e la sua musica, cosa è stato il Cbgb negli anni ‘80 a New York. Il film, prodotto da La Sarraz Pictures e Sonne Film, ha conquistato il Premio del pubblico al recente Biografilm Festival di Bologna.

Con interviste, immagini, racconti, De Stefano fa scorrere la storia del club chiuso nel 2006 che, noto per The Ramones e Talking Heads, è stato reso grande anche dai matinée di punk hardcore degli anni ‘80. Walter Schreifels, produttore e musicista di diversi gruppi hardcore come i Gorilla Biscuits, accompagna lo spettatore in una storia che è quella di un luogo, di un genere musicale, ma anche di una città.«

É un racconto universale che punta lo sguardo su un club che ha ospitato incredibili eventi musicali – continua De Stefano -, ma al tempo stesso racconta New York e la sua creatività, i cambiamenti che ha vissuto. Il novantacinque per cento del film è ambientato a New York, ma abbiamo effettuato alcune riprese anche a Berlino e Bologna». Situato nel Lower East Side, il Cbgb venne fondato da Hilly Kristal nel 1973: le iniziali richiamavano la musica che inizialmente Kristal voleva ospitare – country, bluegrass e blues – ma ben presto fu il rock a imperversare. Il Cbgb, ad esempio, ospitò gli esordi di Patty Smith. A renderlo famoso furono anche i matinée, rassegne domenicali che, dal pomeriggio, ospitavano gruppi emergenti, in particolare hardcore punk, gene-re nato a fine anni Settanta a Los Angeles come reazione al punk britannico, e poi allargatosi in tutti gli Stati Uniti.

Il documentario, che è girato in inglese e sottotitolato in italiano, girerà diversi festival italiani e internazionali. «Da fine settembre sarà anche nelle sale – conclude il regista – e in autunno verrà trasmesso su Sky Arte. Stiamo inoltre lavorando per una distribuzione in televisione anche all’estero». (ste.f.)

Nella foto il regista Giangiacomo De Stefano con il premio conquistato

Al documentario “At the matinée' di Giangiacomo De Stefano il premio del pubblico al Biografilm di Bologna
Cronaca 13 Giugno 2019

Da venerdì 14 giugno a Imola la Fiera agricola del Santerno con la Mostra nazionale del cavallo agricolo italiano

Gli animali da lavoro è il tema della 9ª edizione della Fiera agricola del Santerno, in programma nel weekend del 14, 15 e 16 giugno all’interno del Sante Zennaro, in via Pirandello 12. Protagonisti i cavalli da tiro, con oltre 50 capi in rappresentanza di 10 regioni che parteciperanno alla 82ª Mostra nazionale del cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido, per la prima volta organizzata al di fuori della sua sede storica, la Fieracavalli di Verona. In programma show (venerdì, ore 20.30), concorsi morfologici (sabato, ore 10.30 e ore 14.30), gare di conduzione alla mano (domenica, ore 10). Sarà inoltre presente un ring didattico in cui verranno presentate le caratteristiche del cavallo da tiro e le sue possibilità di impiego in attività amatoriali, sportive e agricole (sabato, ore 11.30 e ore 15).

Gli eventi del settore zootecnico riguarderanno però anche il cavallo maremmano, l’asino romagnolo, i cani da lavoro e, al di là del tema portante, il pollo romagnolo e le ormai rare razze cunicole italiane iscritte al Registro anagrafico. Tra le mostre, citiamo la collezione di mezzi storici a traino animale (birrocci per lavoro e da trasporto, calessi da diporto e baracchine da passeggio), a cura del faentino Gian Paolo Calderoni. Novità di quest’anno il focus sulla canapa industriale, con un’area in cui gli operatori del settore presenteranno gli utilizzi della pianta. La fiera, a ingresso libero e gratuito, sarà aper-ta venerdì (ore 18-23), sabato (ore 9-23) e domenica (ore 9-21), anche in caso di maltempo. E’ previsto un servizio di navetta gratuito per e dalla fiera dai parcheggi dell’area lungofiume e di via Tiro a Segno. Il programma completo è sul sito www.comune.imola.bo.it.

Per quanto riguarda la Mostra nazionale dei cavalli da tiro, si tratta di una storia locale e antica, garantita e protetta dal Libro genealogico istituito sul finire degli anni ’50. Oggi l’Associazione nazionale allevatori del Caitpr può vantare circa 6 mila capi iscritti in tutta Italia, presenti in circa 900 allevamenti distribuiti in 18 diverse regioni, ma in prevalenza in Veneto, Emilia Romagna (che conta una settantina di allevamenti con circa 400 capi), Umbria, Lazio, Abruzzo e Puglia. Nella provincia di Bologna gli allevamenti sono 11 per 58 capi, mentre nel circondario imolese gli allevamenti sono 5: due a Imola, uno a Borgo Tossignano, uno a Medicina e uno a Castel San Pietro, per un totale di circa 46 capi. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto un”immagine della Fiera del 2018

Da venerdì 14 giugno a Imola la Fiera agricola del Santerno con la Mostra nazionale del cavallo agricolo italiano
Cronaca 10 Giugno 2019

Oggi alla libreria Coop del Centro Leonardo la presentazione del libro sulla partigiana scampata alla fucilazione

Un calendario ricco di eventi accoglie i partecipanti di CooperAttivaMente, progetto ideato dal Consiglio di zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla cooperativa Bacchilega, in collaborazione con Librerie.coop., che organizza iniziative per promuovere la cooperazione, la legalità e corretti stili di vita e di consumo. Il prossimo appuntamento in programma oggi, lunedì 10 giugno, alle ore 17.30 presso la libreria Coop Alleanza 3.0 del centro commerciale Leonardo in viale Amendola 129, è la presentazione del libro “La ragazza ribelle – Annunziata Verità – Storia, amori e guerra di una sopravvissuta alla fucilazione fascista” di Claudio Visani (Carta Bianca Editore); dialogano con l’autore Benito Benati e l’on. Bruno Solaroli (presidente onorario dell’Anpi di Imola) e partecipa Gabrio Salieri (presidente dell’Anpi di Imola).

La staffetta partigiana Annunziata Verità, nipote di don Giovanni Verità, figura di spicco del Risorgimento italiano, fu processata e condannata a morte dai fascisti della Brigata nera faentina, ma scampò al plotone di esecuzione, davanti al quale fu portata assieme ad altri quattro compagni di lotta. Forse il caso, forse la minore statura rispetto agli uomini che erano con lei, fecero sì che rimanesse solo ferita, così come il colpo di grazia, che la raggiunse di striscio. Ripresasi dalle ferite, riuscì a raggiungere la Brigata sulle montagne. Nel dopoguerra lottò strenuamente perché i suoi aguzzini venissero sottoposti a processo per i crimini che avevano compiuto. (r.cr.)

Nella foto un particolare della copertina del libro di Claudio Visani

Oggi alla libreria Coop del Centro Leonardo la presentazione del libro sulla partigiana scampata alla fucilazione

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