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Cultura e Spettacoli 11 Ottobre 2019

«Giornate Fai d'autunno», tour a Medicina tra scuola e chiese

Le Giornate Fai d’autunno sono ormai un appuntamento tradizionale con l’arte, la cultura e la natura del Belpaese: il Fondo Ambiente Italiano le organizza anche quest’anno aprendo le porte di settecento luoghi insoliti e straordinari in tutta Italia con cinquemila apprendisti Ciceroni, studenti della scuola di ogni ordine e grado, che guideranno i visitatori alla scoperta del nostro territorio. L’iniziativa permette così di godere di angoli di bellezza e contribuisce alla salvaguardia e alla valorizzazione di beni culturali e paesaggistici speciali (grazie sia all’ampliamento della conoscenza che alla raccolta fondi destinata al sostegno delle attività del Fai, impegnato sia nel recupero dei luoghi che nell’educazione nelle scuole). Anche Medicina vi partecipa con una serie di visite guidate ed eventi a cura del Gruppo Fai Savena Idice Sillaro aventi come tema «Storia, arte e musica: il barocco a Medicina». Quattro, in particolare, i luoghi coinvolti: la chiesa del Carmine, la chiesa dell’Assunta o del Crocifisso, la scuola primaria Elia Vannini e la chiesa arcipretale di San Mamante.

Informazioni e contatti: savenasillaro@gruppofai.fondoambiente.it o Pagina Facebook del Gruppo Fai Savena Idice Sillaro (visite guidate contributo a partire da 3 euro). (r.c.)

Nella foto di Marisa Bonetti e Davide Camisa del Gruppo Fai Savena Idice Sillaro): la scuola Vannini

«Giornate Fai d'autunno», tour a Medicina tra scuola e chiese
Cronaca 4 Ottobre 2019

L'Anpi e i Comuni di Imola e Riolo Terme ricordano i partigiani caduti a Ca' Genasia al monumento di via Sabbioni

Presso il monumento di Ca’ Genasia, all’incrocio tra via Sabbioni e via Caduti di Toranello, domani sabato 5 ottobre, alle ore 11, avrà luogo una cerimonia per ricordare i partigiani caduti, Rino Ruscello, Marino Dalmonte ed Elisa Gambassi, appartenenti al Sap Montano. La commemorazione è organizzata dai Comuni e dalle sezioni Anpi di Imola e Riolo Terme. Parleranno, per il Comune di Riolo Terme, la vice sindaco Francesca Merlini, per il Comune di Imola, l’assessore Claudio Frati, per l’Anpi di Imola, Fabrizia Fiumi. Saranno presenti gli studenti di due classi terze dell’Istituto comprensivo 7 di Imola e alcune classi dell’Istituto comprensivo di Riolo Terme.

Il Battaglione Sap Montano fu istituito quando gli sviluppi della guerra di liberazione suggerirono la necessità di affrontare la nuova situazione derivata dall’avanzata degli Alleati e la conseguente ritirata delle forze tedesche e si decise, perciò, di costituire una unità partigiana omogenea di media entità nelle colline alla sinistra le località di Torano, Montecatone, Monte della Valle, Casalfiumanese; e sulle colline della destra, le località di Ghiandolino, Goccianello, Bergullo, Pediano, Toranello, Codrignano, Montemeldola.

La vicenda di Ca’ Genasia ebbe origine dall’assalto che alcuni partigiani mossero a un carro tedesco, durante il quale un soldato rimase ucciso e il carico fu abbandonato nelle mani dei partigiani. La reazione tedesca fu rapida e sul posto giunsero una quarantina di tedeschi con due autoblindo che, a causa del terreno fangoso non riuscirono ad agganciare i partigiani in ritirata. Ruscello e Dalmonte restarono di vedetta a Ca’ Genasia per la notte ma, poco prima del mattino, furono sorpresi da truppe tedesche e uomini della Brigata nera nel fienile dove stavano dormendo e ingaggiarono un aspro combattimento, terminato con l’incendio del fienile e la morte dei due partigiani. Nelle fasi precedenti dello scontro aveva perso la vita anche la staffetta Elisa Gambassi che si trovava nella casa. (r.cr.)

L'Anpi e i Comuni di Imola e Riolo Terme ricordano i partigiani caduti a Ca' Genasia al monumento di via Sabbioni
Cultura e Spettacoli 4 Ottobre 2019

Nel weekend tuffo nella storia con «Le rocche di Caterina»

Il personaggio di Caterina Sforza rivivrà, nelle giornate di sabato 5 e domenica 6 ottobre, grazie all’evento Le rocche di Caterina, organizzato da If Imola Faenza Tourism Company, in collaborazione con i Comuni di Imola, Dozza, Riolo Terme e Bagnara di Romagna. Il tuffo nella storia, tra Medioevo e Rinascimento, sarà caratterizzato da visite guidate a tema, narrate e pensate appositamente per l’occasione in ciascuna delle quattro rocche legate indissolubilmente alla vita di Caterina Sforza. Per la prima volta, quindi, le quattro città e le loro fortezze si uniranno in un unico e suggestivo percorso, raccontando così diversi aspetti della vita della celebre Signora di Imola e Forlì. «E’ un piacere promuovere un appuntamento dedicato ad una donna così poliedrica – ha esordito Erik Lanzoni, direttore generale di If, presentando l’iniziativa – che ci regala tanti spunti e che trova il suo valore aggiunto nelle visite guidate in programma».

Come illustrato da If, l’ideale percorso pensato e consigliato per i turisti, in modo da visitare tutte e quattro le rocche nel fine settimana, partirà il sabato mattina proprio da Imola (piazzale Giovanni dalle Bande Nere, clicca qui). Il tema sarà La giovane sposa. L’ipotetico viaggio, poi, proseguirà verso Dozza (piazza Rocca 6/a, guarda qui) dove il focus sarà incentrato su Potere e passioni di madama la Contessa. La domenica, invece, si ripartirà da Riolo Terme (piazza Ivo Mazzanti, leggi qui) dove si parlerà D’armi e di battaglie alla corte di Caterina. Nel pomeriggio, chiusura del tour a Bagnara di Romagna (strada Provinciale 22, vedi qui) con Gli Esperimenta: potere, bellezza e medicina. (d.b.)

L”articolo completo e tutte le informazioni su «sabato sera» del 3 ottobre.

Nella foto: in senso orario, dall”alto a sinistra le rocche di Imola, Dozza, Riolo Terme e Bagnara di Romagna

Nel weekend tuffo nella storia con «Le rocche di Caterina»
Cronaca 3 Ottobre 2019

Il fascino della regina faraone Hatshepsut e del suo tempio nella conferenza proposta dal Cise a palazzo Sersanti

Il Cise riprende le sue iniziative di divulgazione sull’archeologia e la cultura nell’Antico Egitto. La prima iniziativa che ha in programma è una conferenza che si terrà venerdì 4 ottobre, alle ore 18, presso la sala di palazzo Sersanti, in piazza Matteotti 4. L’ospite dell’iniziativa sarà Zbigniew Szafranski, direttore della missione archeologica polacco-egiziana di ricerca e conservazione del Tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari (Luxor), che parlerà sul tema La regina-faraone Hatshepsut sta tornando al suo tempio a Deir el-Bahari.

Il tempio funerario di Hatshepsut, noto anche come Djeser-Djeser (Santo fra i Santi), è un tempio situato sotto le scogliere di Deir el-Bahari, sulla riva occidentale del Nilo, vicino alla Valle dei Re in Egitto. Il tempio funerario è dedicato alla divinità solare Amon-Ra, ed è considerato uno degli incomparabili monumenti dell’antico Egitto. Hatshepsut (1513/1507 a.C.circa – 16 gennaio 1458 a.C.) è stata una regina egizia, quinta sovrana della XVIII dinastia. E’ generalmente considerata dagli studiosi come uno dei migliori faraoni della storia egizia, avendo inoltre regnato molto più a lungo di ogni donna appartenente a tutte le altre dinastie native dell’Egitto. Definita «La prima grande donna della storia di cui noi abbiamo notizia», venne cancellata verso la fine del regno del Thutmose III e durante quello del figlio Amenofi da alcuni monumenti ed a alcune cronache faraoniche.

Presso il Tempio di Deir el-Bahari, molte statue furono rimosse e frantumate o sfigurate, per poi essere sepolte in un pozzo. Valorizzata come una delle donne preminenti nell’antichità, venne dipinta in epoca femminista come una bellissima donna, pacifista, distaccandosi quindi decisamente dall’immagine maggiormente accreditata nel XIX secolo, chevoleva Hatshepsut come un’assetata di potere, una matrignache aveva usurpato il trono diThutmose III. (r.cr.)

Nella foto l”archeologo Zbigniew Szafranski

Il fascino della regina faraone Hatshepsut e del suo tempio nella conferenza proposta dal Cise a palazzo Sersanti
Cronaca 21 Settembre 2019

A Ca' di Guzzo, Belvedere e Castel del Rio camminata e cerimonie nel 75° anniversario dei fatti del 1944

In occasione del 75° anniversario, l’Anpi di Imola e di Castel del Rio e il Comune di Castel del Rio organizzano una camminata (organizzazione congiunta Anpi e Cai) e una cerimonia a Ca’ di Guzzo in onore dei partigiani per domani, domenica 22 settembre. La battaglia di Ca’ di Guzzo si svolse tra il 27 e il 28 settembre 1944 tra i partigiani della 36ª Brigata Garibaldi «Bianconcini» e reparti tedeschi che si stavano ritirando sotto l’attacco delle divisioni della V Armata americana. I partigiani, che avevano scelto Ca’ di Guzzo per una sosta, furono accerchiati dai tedeschi e, per sganciarsi, ingaggiarono un furioso combattimento che si protrasse fino al mattino del 28, quando i superstiti riuscirono a sfuggire all’accerchiamento; le vittime furono una trentina, tra le quali almeno 4 civili.

Il programma prevede la partenza della camminata alle ore 8.30 presso la curva del Montale (dopo Belvedere), oppure, per chi parte da Imola, alle 7.30 presso il parcheggio della Bocciofila (info: Romano Bacchilega, tel. 335 6411488). Alle 9.45 è previsto il ritrovo con la posa di una corona presso il monumento che si trova presso Ca’ di Guzzo e, a seguire, la posa di una corona presso la stele a ricordo di Gianni Palmieri (Medaglia d’oro al valor militare); anche Palmieri, studente di medicina, volontario della 36ª Brigata, fu ucciso dai tedeschi dopo che gli ebbero fatto curare i feriti.

Alle 11.15, ritrovo presso il monumento di Belvedere dove, dopo la cerimonia, interverranno il presidente dell’Anpi di Imola, Gabrio Salieri, la consigliera regionale Francesca Marchetti, il sindaco di Castel del Rio, Alberto Baldazzi, e il senatore Vasco Errani; a seguire, pranzo presso il centro sociale di Belvedere. La giornata si concluderà con la cerimonia a ricordo della liberazione di Castel del Rio, alle ore 18.30, con la posa di una corona al monumento alla Resistenza e a quello della Folgore. Il paese alidosiano fu liberato dagli uomini dell’88ª Divisione americana il 27 settembre 1944, che costrinsero alla fuga un battaglione tedesco dopo averlo accerchiato. (r.cr.)

A Ca' di Guzzo, Belvedere e Castel del Rio camminata e cerimonie nel 75° anniversario dei fatti del 1944
Cultura e Spettacoli 15 Settembre 2019

Con il Palio della Serpe le cinque Torri di Medicina celebrano il ricordo della guarigione del Barbarossa

Giornata conclusiva oggi, domenica 15 settembre, per la Festa del Barbarossa a Medicina. Per celebrare l’avvenuta guarigione l’Imperatore ha mandato un drappello di armati a prelevare due Notai da Bologna ed ha confermato un festoso Palio per il pomeriggio di questo giorno, dove vi saranno gare di abilità e destrezza tra gli Atleti delle Torri. Il Barbarossa disporrà lasciti importanti al Castello di Medicina e sancirà per sempre la sua indipendenza dalla Città di Bologna, dal suo Senato e dalle sue Signorie, tracciandone anche nuovi e allargati confini. 

L’Imperatore comanda che tutto dovrà avvenire in maniera solenne, ed i Notai dovranno fedelmente riportare sui registri ogni atto in maniera permanente e indelebile, e detti registri dovranno essere consegnati al Senato Bolognese quale segno immutabile delle cose avvenute in questo Castello. Dal Castello di Medicina nel mese di settembre dell’A.D. 1155.

Ma oggi è anche la giornata del Palio della Serpe. Dapprima, in mattinata, si terrà una gara tra arcieri nel sagrato della chiesa di San Mamante. Poi, alle 18.45 nella
via di Mezzo, con una corsa che vede quattro atleti per ognuna delle Torri caricare su una portantina dei doni a scelta (vino, uova, carbone, mele o fieno) e
correre per consegnarli ai giudici delle Torri. Alla fine, ogni squadra dovrà prendere a mani nude la serpe dal pentolone e riporla in un recipiente da portare
davanti al Messo imperiale. Il Giudice Supremo, quindi, decreterà il vincitore del Palio. 

Per quel che riguarda le cinque Torri, la Torre dei Cavalli identifica il paese di Sant’Antonio della Quaderna, quella del Maniscalco è nata nei primi anni
‘90 da un gruppo di amici, che si trovava alle panche dei giardini e poi alla Torre del Maniscalco, la Torre dell’Oca vede coinvolti gli abitanti della frazione di Ganzanigo che hanno scelto la propria denominazione ispirandosi al toponimo
di via Guazzaloca dove si presume che anticamente si allevassero oche, il gruppo della Torre del Porco è nato ventitré anni fa allo scopo di aiutare la Polisportiva Villafontana, infine quella dell’Uva si riferisce ad una torre delle antiche mura di
Medicina nell’area a sud di piazza Garibaldi vicino alla quale si suppone che si trovasse «l’ortazzo » dell’arciprete in cui si coltivavano ortaggi, frutti e una piccola vite che finì col coprire la parte interna della Torre. (r.c.)

Il programma completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Con il Palio della Serpe le cinque Torri di Medicina celebrano il ricordo della guarigione del Barbarossa
Cultura e Spettacoli 14 Settembre 2019

Undici concerti e quattro opere liriche nella stagione invernale dell'Emilia Romagna Festival

La stagione dei bagni e delle passeggiate in montagna è ormai finita ma non c’è motivo di preoccuparsi perché, a tenerci compagnia durante i mesi invernali, ci sarà la stagione musicale e operistica dell’Emilia Romagna Festival organizzata in collaborazione con il Comune di Imola. Quest’anno Imola ospiterà ben undici concerti di virtuosi provenienti da tutto il mondo e quattro opere della tradizione lirica italiana trasmesse in diretta dai grandi teatri al Ridotto dell’Ebe Stignani. «Un programma di livello internazionale» afferma il direttore artistico dell’Emilia Romagna Festival, Massimo Mercelli. «Ci siamo impegnati per prendere al volo i migliori solisti e complessi – continua – cercando di offrire una programmazione che copra tutta la storia della musica: dal Rinascimento ai giorni nostri».

I concerti cominceranno venerdì 25 ottobre con un grande pianista, Arcadi Volodos, d’origine russa ma spagnolo d’adozione, che suonerà brani di Liszt e Schumann. Il 6 novembre il violino di Sergej Krilov, cremonese a dispetto del nome, incontrerà il pianoforte di Rotislav Krimer per un programma di grandi classici come Brahms. Mercoledì 20 novembre sarà nuovamente il pianoforte a essere protagonista con Sofya Gulyac, prima donna a vincere il concorso pianistico di Leeds nel 2009 e che da lì ha continuato con una brillante carriera. La Gulyac a Imola eseguirà musiche di Bach, Chopin, Rachmaninov e altri. L’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione Slovena verrà invece ospitata allo Stignani l’8 dicembre con Stefan Milenkovich come violino solista.

Poco prima di Natale, martedì 17 dicembre, sarà la musica antica a distinguersi con un repertorio barocco eseguito dal sopranista Paolo Lopez accompagnato dall’Accademia Hermans. Seguirà il pianista ceco Martin Kasìk, reduce da numerosi premi internazionali, che presenterà brani della sua tradizione nazionale e di Musorgskij l’11 gennaio. Mercoledì 22 gennaio sarà la volta di un mito della chitarra: Manuel Barrueco che suonerà con i Solisti Aquilani un programma impostato sulla musica iberica. Il duo composto dal violoncellista David Geringas e dal pianista Paver Kaspar si esibirà il 6 febbraio. Gli Hirundo Maris, ensemble specializzato in musica antica, si esibiranno il 18 febbraio, mentre I Virtuosi Italiani saranno sul palco con il soprano Roberta Invernizzi il 25 marzo.I concerti dal vivo saranno intervallati da «L’Opera nel ridotto», quattro proiezioni di opere a ingresso gratuito presentate dal direttore artistico del teatro, Luca Rebeggiani (18 ottobre, 8 novembre, 21 febbraio e 20 marzo). (re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Nella foto da sinistra: Luca Rebeggiani, la sindaca Manuela Sangiorgi e Massimo Mercelli

Undici concerti e quattro opere liriche nella stagione invernale dell'Emilia Romagna Festival
Cultura e Spettacoli 13 Settembre 2019

Medicina torna per tre giorni nel Medioevo per accogliere l'imperatore Federico I detto il Barbarossa

Un brodo miracoloso. È grazie a quello che Medicina ebbe il suo nome. La leggenda, infatti, racconta che l’imperatore Federico I Hohenstaufen detto il Barbarossa si ammalò mentre passava nella bassa bolognese, nel 1155, e guarì grazie ad un brodo in cui era caduta una serpe, che gli venne servito mentre si trovava in una città che, così, venne ribattezzata Medicina e fu liberata dal dominio di Bologna. La città oggi festeggia con una rievocazione storica in grande stile che porta direttamente all’epoca medievale. Organizzata da Pro Loco e Comune, la festa è ad ingresso gratuito, e si tiene da venerdì 13 a domenica 15 settembre trasformando Medicina in un paese medievale con tanto di cortei, duelli, musica, spettacoli, gastronomia e persino un palio.

«I tre giorni dedicati all’Imperatore Federico I di Svevia tornano ad accendere le vie del paese con cultura, spettacoli, musica e ogni genere di prelibatezze – scrive nell’opuscolo della festa Lorenzo Monti, assessore a Volontariato e Politiche giovanili -. La memoria del diploma imperiale, che nel lontano 1155 donò al nostro Comune protezione e autonomia, permette oggi ai suoi abitanti di rinnovare e consolidare un fondamentale spirito di partecipazione, coesione e appartenenza. E se da una parte la leggenda del brodo di serpe si perde nella tradizione popolare, dall’altra il coinvolgimento a questa manifestazione è eccezionalmente vivo e immutato nel tempo. Lo dimostrano le centinaia di volontari medicinesi che, tra Pro Loco, associazioni e gruppi, lavorano per mesi con passione e dedizione, e ai quali l’amministrazione comunale porge un sentito e sincero ringraziamento».

Anche Monica Zaccherini, presidente della Pro Loco, sottolinea: «Il Barbarossa è comunità, passione, entusiasmo, la voglia di fare assieme. È un immergersi per tre giorni in un atmosfera medievale, con commistione tra storia, mito e leggenda, radicata nell’essenza autentica dello spirito della nostra gente».

La festa inizia nella tarda serata di oggi, venerdì 13 settembre, con gli scontri tra armigeri e l’ingresso in città del Barbarossa (interpretato da anni da Marco Angonese), e termina domenica sera con la sua partenza. In mezzo, spettacoli, momenti conviviali, mostre, mercati, musica, duelli, esibizioni di falconeria e antichi mestieri. E un palio. Il Palio della Serpe vede i diversi rioni del contado gareggiare per conquistare un drappo, disegnato ogni anno da un artista locale e impreziosito da ricami. (r.c.)

Per informazioni: Pro Loco 051/857529 o www.ilbarbarossa.net e www.prolocomedicina.net

L”articolo e il programma completo sono su «sabato sera» del 12 settembre

Medicina torna per tre giorni nel Medioevo per accogliere l'imperatore Federico I detto il Barbarossa
Cronaca 5 Settembre 2019

Walter Veltroni a Imola alla sala Bcc per presentare «La sfida interrotta. Le idee di Enrico Berlinguer»

Il giornalista, scrittore e cineasta Walter Veltroni, ma anche uomo politico di lungo corso nelle fila prima del Pci e poi, più di recente, del Pd, sarà a Imola per presentare il suo libro dal titolo «La sfida interrotta. Le idee di Enrico Berlinguer» (Baldini + Castoldi editore). L”appuntamento è per domani, venerdì 6 settembre, alle ore 18, alla sala Bcc (ex cinema Centrale) in via Emilia 210/a a Imola.

L”iniziativa è organizzata da Centro studi De Gasperi, Centro studi Luigi Einaudi, Imprese e professioni e associazione culturale Codronchi Argeli, in collaborazione con Università Aperta. Veltroni sarà intervistato da Valerio Baroncini, caporedattore del quotidiano «Il Resto del Carlino Bologna». (r.cr.)

Walter Veltroni a Imola alla sala Bcc per presentare «La sfida interrotta. Le idee di Enrico Berlinguer»
Cultura e Spettacoli 23 Luglio 2019

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina

Nella Medicina che fu, oltre un secolo fa, si potevano riconoscere sei quartieri: Migina, l’Usarvènza, al Starlèn, al Chè Lunghi, al Zug Balan e al Baurg, il borgo inferiore o Borgo Paglia. Quest’ultimo era il luogo dei diseredati, operai agricoli e lavoratori poveri, gente «da basto e da galera». I più sfortunati vivevano nei pressi del bucistronzi, l’area un po’ appartata all’aria aperta dove ci si recava per le esigenze fisiologiche, non essendoci servizi igienici nelle case. L’edificio più rappresentativo della zona era il macello vecchio: una bella e imponente costruzione risalente al 1844, progettato dall’ingegnere Angelo Emiliani, che si mostrava in tutta la sua bellezza a chi percorreva la San Vitale da Ravenna verso Bologna, allora poco più di una strada bianca.

Il vecchio macello era soprannominato dai residenti il Norge, molto probabilmente per le dimensioni, mutuate dal dirigibile utilizzato da Umberto Nobile per la trasvolata sul Polo Nord (nel 1928 al seguito aveva proprio un medicinese, il telegrafista Giuseppe Biagi). Al Baurg assunse dignità di borgata vera e propria quando fu costruito, tra il 1910 e il 1911 il caseggiato popolare delle «casenuove», al Ché Novi, anche il macello vecchio fu destinato a edilizia popolare, dopo la costruzione fuori città nel 1925 del macello nuovo. Le «case nuove» erano un grande casamento a forma di ferro di cavallo che nascondeva alla vista il Norge. Il Comune vi alloggiò diverse famiglie bisognose che vivevano in tuguri malsani e vari sfrattati di Portonovo; in tutto 36 nuclei che,indipendentemente dal numerodei componenti, avevano a disposizione solo una camera e una cucina, i servizi igienici (quattro gabinetti e due lavanderie) erano in comune al centro del cortile. Attorno alla “piazatta”, oggi piazza Cuppini, botteghe, l’osteria, la chiesa, tutto quello di cui una piccola città nella città poteva avere bisogno.

Nella foto: il macello vecchio e il “Baurg” visto dalla San Vitale in un”antica cartolina

Quando Borgo Paglia era “al Baurg', il quartiere abitato dalle famiglie più povere di Medicina

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