Cronaca

La Bottega del Cotto cerca nuovi donatori

La Bottega del Cotto cerca nuovi donatori

«In questi primi mesi, grazie all’interazione con l’Emporio solidale, alla Bottega del cotto siamo riusciti a garantire un pasto completo a 38 persone tutti i giorni della settimana. A queste si sommano altre 6/7 persone seguite dall’asilo di Caritas. Chiaramente, se ci fossero più donazioni, riusciremmo a elargire maggiori quantità di cibo cotto. Speriamo che presto nuove realtà seguano l’esempio di Camst e Sacmi». Fulvia Felini, vice presidente di No sprechi (che riunisce sette associazioni cittadine: Croce Rossa, Caritas, Auser, Anteas, San Vincenzo, Santa Caterina e Trama di Terra, nda), riassume così il primo periodo d’attività del nuovo servizio che prende vita in via Garibaldi (attivo dal 23 ottobre, inaugurato il 24 novembre) e soprattutto le prospettive. «I margini per aumentare le donazioni e ridurre lo spreco sono ancora ampi», sottolinea Fulvia.

L’accordo è stato promosso dal Banco Alimentare (che collabora attivamente anche con l’Emporio solidale) e sostenuto dalle donazioni Camst e Sacmi. Nei primi tre mesi di servizio sono state distribuite 4.626 porzioni (primi, secondi, contorni e condimenti) corrispondenti a oltre 12 quintali di cibo. Altre 1.320 porzioni (circa 2,7 quintali) sono state distribuite presso l’Emporio solidale per evitare di conservare troppo a lungo, durante la chiusura per le festività natalizia, il cibo rimasto.

«E’ un’esperienza ancora in una fase sperimentale, ma i primi risultati sono buoni – continua Felini – e il Banco sta lavorando per chiudere un accordo anche con Cefla per ampliare il servizio di raccolta. Siamo fiduciosi».

Alla Bottega del cotto, che raccoglie prodotti grazie alla legge Gadda che ha permesso ed incentivato la donazione di prodotti cotti, possono accedere quindi per legge persone con un indicatore Isee inferiore a 3.000 euro.

L’identikit degli utenti del servizio è presto fatto: «Sono tutti italiani, perlopiù anziani soli, a cui si aggiungono alcuni cinquantenni e sessantenni disoccupati e poche famiglie più numerose – continua Felini -. Si tratta di persone già seguite dalle associazioni socie di No sprechi, che vivono in una condizione di difficoltà. Vengono un paio di volte a settimana e noi gli forniamo viveri per coprire i turni fino al turno successivo. Si tratta di persone di grande onestà: quando hanno del cibo a casa sono i primi a dirlo perché sanno che può essere più utile a qualcun altro».

La Bottega del cotto si aggiunge, come ricordato, all’esperienza dell’Emporio solidale di via Lambertini, che nei suoi primi quattro anni di attività (ha aperto a marzo 2014) ha raccolto le esigenze, soprattutto alimentari, di 501 famiglie del circondario imolese, corrispondenti a oltre 1.700 persone a cui sono stati distribuiti prodotti alimentari freschi e confezionati per un totale di 2.242 quintali. I prodotti provengono dal Banco Alimentare, delle collette realizzate con la cooperazione di Coop Alleanza 3.0, del Mercato ortofrutticolo, di alcuni forni imolesi e di altri privati (come nel caso dei prodotti cotti). Oltre ai bisogni alimentari, all’emporio vengono evasi anche bisogni differenti quali cancelleria, casalinghi, vestiario e accessori.

Christian Fossi


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