Cronaca

Bufera 5 Stelle a Imola, l'assessore Longhi si difende in Consiglio. La sindaca Sangiorgi lo sostiene. Palazzolo: “Dossieraggio'

Bufera 5 Stelle a Imola, l'assessore Longhi si difende in Consiglio. La sindaca Sangiorgi lo sostiene. Palazzolo: “Dossieraggio'

Un assessore, Andrea Longhi, costretto a difendersi pubblicamente in Consiglio comunale, la sindaca Manuela Sangiorgi che ammette l’esistenza di una richiesta di chiarimenti dei probiviri e le fibrillazioni che sta attraversando a livello locale il suo partito, il Movimento 5 stelle, e soprattutto, la maggioranza che la sostiene. La Lega di Daniele Marchetti che ricorda “i panni sporchi si lavano in famiglia”.

Perché sia chiaro, la questione che ieri è stata portata alla conoscenza del Consiglio è tutta ed essenzialmente politica, risiede negli equilibri della maggioranza pentastellata e di un codice etico del Movimento diventato partito di Governo, nazionale e imolese. Come ieri ha precisato lo stesso Longhi, non ci sono dubbi che ha tutti i requisiti di legge per ricoprire quel ruolo. Nel suo casellario giudiziale (o con meno precisione fedina penale) compare la dicitura «Nulla». E” il «medesimo documento presentato da chi si candida alle elezioni europee» ha detto mostrandolo in aula dopo averlo condiviso, come di rito, sul web, cioè sulla sua pagina Facebook. La condanna definitiva per calunnia, falso in atto pubblico e lesioni colpose per un fatto avvenuto durante il suo servizio come poliziotto risale al 2000, successivamente, come suo diritto, ha chiesto in base alle norme di legge la riabilitazione, cioè la cancellazione dal casellario.

Diversa la faccenda per il Movimento 5 Stelle che, come ha rivendicato in aula il consigliere Valerio Giovetti, «non si basa semplicemente sul codice civile ma ha un suo codice e gli organi interni nazionali sulle segnalazioni hanno l’obbligo di svolgere delle verifiche». Ed è proprio su questo che la sindaca Sangiorgi ha relazionato leggendo il testo della mail inviata ai referenti nazionali del suo partito: “Ho già attivato le verifiche interne sia con la Giunta che con i consiglieri, nonché ho provveduto a richiedere chiarimenti al diretto interessato” sta scritto nella nota che prosegue con “sarà mia premura comunicarvene le risultanze di modo da poter avere un confronto diretto con i probiviri ed esporre le ragioni per valutare la compatibilità o meno della nomina”.

Le facce, però, erano tirate nei banchi della maggioranza. E il caloroso applauso scrosciato da un paio di consiglieri 5 Stelle durante l”intervento dall”opposizione di Giuseppe Palazzolo sul ConAmi contro i sindaci del Pd, è subito virato al gelo quando, con una mossa-show, ha attaccato parlando di “dossieraggio” contro Longhi e chiedendo “coraggio” agli altri assessori, invitandoli uno per uno ad alzarsi e dire “Io sto con Longhi”. Una sciabolata, data parafrasando lo slogan utilizzato da chi sostiene il motorismo all”autodromo e il presidente di Formula Imola nella diatriba delle scorse settimane proprio con l”Amministrazione Sangiorgi. Sciabolata che è servita a serrare i ranghi della maggioranza. Sempre il “pompiere” Giovetti (tra le fila 5 Stelle mancava l”attuale capogruppo Simone Righini) si è incaricato di dettare la linea: «Non c”è nessuna fronda o dossier». Longhi stesso ha tolto dall”imbarazzo i colleghi: “La solidarietà in Giunta mi è stata ampiamente riconosciuta”. Si potrebbe notare che non ha considerato i consiglieri di maggioranza. Ma tant”è.

Longhi è considerato un “tecnico”, ma la sua vicinanza alla Lega e al deputato Gianni Tonelli è nota. Non è iscritto al M5S, ma anche su di lui si allunga il codice etico pentastellato o meglio è la sindaca Sangiorgi che dovrebbe tenerne conto nelle nomine. Non è un caso che la sindaca nella sua mail chiami in causa esplicitamente il plenipotenziario grillino in Emilia Romagna Massimo Bugani. Così come è apparso irrituale che la difesa a spada tratta di Longhi sia apparsa sul profilo Fb personale e non sulla pagina ufficiale che riporta “sindaca M5S” accanto a nome e cognome.

Se il partito chiedesse la testa di Longhi e Sangiorgi non si adeguasse potrebbe dove rinunciare “alle stelle”, cioè al simbolo. Per il M5S significherebbe perdere un”altra città, come già accaduto con Pizzarotti a Parma. Ora la palla è in mano ai probiviri. Difficile pensare a novità prima delle elezioni europee e amministrative di fine maggio. L”imperativo è tranquillizzare e mostrare ottimismo, che seppur tra strappi e forzature si va avanti. A meno che la burrasca di questi giorni non sia il viatico per nuove sorprese o definitivi capovolgimenti di fronte. (l.a.)

Altri particolari sul “sabato sera” in edicola da giovedì 18 aprile.

Nelle foto alcuni momenti della seduta di ieri del Consiglio comunale, da notare l”assessore Longhi che mostra una copia del suo casellario giudiziale, la Giunta con la sindaca Sangiorgi, il consigliere Giovetti prende la parola 

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