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Cronaca 13 Giugno 2019

Buona Settimana di Marco Raccagna: In quale terreno germogliano i voti che fanno crescere il consenso alla Lega

I ballottaggi della domenica appena trascorsa confermano a mio avviso i dati di fondo del primo turno, forse in realtà avvicinandosi di più a quelli delle europee, nel senso della vittoria del centrodestra. Infatti il Pd e il centrosinistra tengono e si confermano i veri avversari del centrodestra a trazione leghista. Tuttavia cedono due simboli come Ferrara e Forlì e perdono cinque capoluoghi di provincia. Il M5S continua la propria emorragia di consensi e la Lega si afferma essere la reale vincitrice della tornata di elezioni, in generale.

Questa settimana non mi interessa analizzare il voto o i flussi o i perché nazionali e locali che hanno guidato il voto. Vorrei invece spenderequeste righe per toccare l’humus di questo voto, andando oltre la contingenza. E facendo così dare qualche spunto o porre qualche dubbioper meglio comprendere quello che Alessandro Baricco ha chiamatoun vero e proprio «assalto al palazzo». Certo, fatto assolutamente con i mezzi della democrazia, ma un po’ di questo comunque si tratta e la bandiera della Lega posta sopra lo striscione per Giulio Regeni nel municipio di Ferrara appena «espugnato» dalle truppe di Salvini lo esemplifica molto bene. L’élite, in particolare di sinistra, ha creduto in questi anni, e in parte crede ancora, che vi sia una bella fetta della popolazione italiana, europea e americana che in sostanza vive nell’ignoranza, mostra disinteresse per i fatti e per ogni tipo di erudimento culturale, così come per ogni tipo di ragionamento ed analisi.

Stiamo a noi, in Italia è stato certamente così. Costoro hanno indicato e indicano in questa massa informe il bacino a cui Salvini e la Lega attingono. E se non fosse così? Se, al contrario, oggi la digitalizzazione e la socializzazione via web delle nostre vite avesse prodotto una società dove esiste un vero e proprio individualismo di massa? Nel senso che il web, pur con tutte le sue nevrosi e «patacche» e conseguenze negative, ha reso certo ognuno di noi più solo, ma forse allo stesso tempo ci ha reso tutti, ognuno al proprio livello, più consapevoli, più capaci di affermare «io esisto, penso e ho un’opinione su questa cosa», senza accontentarci più del «dobbiamo fare così» dettoci da un partito, da un’azienda o da un membro di un’ élite, fosse essa economica oculturale o politica. Insomma, ci si può ritrovare in tanti attorno ad un partito o a un’idea o ad un sentimento, ma ognuno con la propria individuale consapevolezza. La massa esiste ancora, ma non è più informe come un tempo. E la maggioranza dei suoi componenti, guardando all’élite politica ed economica che aveva guidato fin qui il Paese, ha deciso di non fidarsi più e si è voltata altrove.

E’ verso questa popolazione e il resto dei cittadini che la Lega di Salvini si è mossa, contrapponendosi ad una sinistra che ha continuato a parlare dei soliti temi nei soliti modi: per esempio, «Europa sì ma è da cambiare» oppure «la solidarietà prima di tutto, ma la sicurezza anche», dando in sostanza messaggi deboli. E deboli non nel sensodell’approccio comunicativo, ma nella sostanza. La sinistra continua infatti a cullarsi, e ora più di 5 anni fa (il famoso 41% del 2014), nel definire le cose per poterne essere rassicurata; nel porre delle etichette, per non averne più paura, o perché incapace di analisi più precise, vedete il fascista a Salvini. Evitando sistematicamente pensieri scomodi, radicalità più appuntite, analisi coraggiose e veritiere di cosa sta accadendo, visioni audaci per cui lottare.

E in questo modo parlare alle élite e anche rappresentarle, ma partendo dal rappresentare i «perdenti» innanzi tutto o, almeno, gli «arrabbiati», sempre non siano la stessa cosa. E’ a costoro e a tutti gli altri che si è rivolta la Lega, con il suo razzismo, con il suo machismo di ritorno, con l’abilità comunicativa del suo leader, con il suo disprezzo per le intelligenze e la sua radicalità nel voler ridare i soldi agli italiani tutti, in un Paese dove l’ineguaglianza della distribuzione del denaro è una bestemmia e una vergogna inenarrabile. E fin qui «ha avuto ragione». Buona settimana.

Buona Settimana di Marco Raccagna: In quale terreno germogliano i voti che fanno crescere il consenso alla Lega
Cronaca 4 Giugno 2019

La castellana Mirella Fini, tributarista e attivista 5Stelle, diventa assessora a Imola

Si chiama Mirella Fini la nuova assessora della Giunta Sangiorgi. Di professione consulente fiscale e vice presidente provinciale dell’Associazione nazionale consulente tributari (Ancot), sposata, un figlio, è originaria di San Lazzaro ma residente a Castello, per la precisione a Osteria Grande. Fini arriva come sostituta di Rosa Lucente, l’assessora alle Risorse umane e Affari istituzionali dimissionaria all’inizio di maggio dopo appena un mese: una vecchia condanna urtava il ferreo codice etico del M5S (quello che ha messo sotto la lente anche l’assessore Andrea Longhi sul quale si attende il pronunciamento dei probiviri del partito).

Le deleghe della Fini sono le stesse che aveva Lucente, ovvero Politiche abitative, Affari generali, Personale, Organizzazione, Affari istituzionali, Servizi demografici, Patrimonio più i Tributi. Fini è alla prima esperienza amministrativa ma è un’attivista del M5S dal 2013, già candidata alle amministrative a Bologna tre anni fa con la lista che ha tentato di far eleggere sindaco Massimo Bugani, si è candidata senza successo alle primarie 5Stelle per entrare nella rosa delle politiche dell’anno scorso e quest’anno delle europee.

«Vista la sua competenza potrà essere sicuramente una grande risorsa in tema di tributi – ha motivato la sindaca -, sugli alloggi pubblici abbiamo lavorato tanto nei mesi scorsi e potrà seguire il solco già tracciato, anche sul personale c’è il disegno pronto per snellire ed efficientare i processi definito dalla Lucente». (l.a.)

Nella foto Manuela Sangiorgi e Mirella Fini (Isolapress)

La castellana Mirella Fini, tributarista e attivista 5Stelle, diventa assessora a Imola
Elezioni 30 Maggio 2019

Il commento sulle elezioni comunali del segretario Pd Marco Panieri: «Grande risultato, le persone hanno fatto la differenza»

«E’ un grande risultato». Così il segretario territoriale del Pd di Imola, Marco Panieri, commenta l’esito delle elezioni comunali nel circondario, dove i candidati del centrosinistra hanno vinto in sette Comuni; al primo turno a Castel San Pietro e Medicina, dove era invece possibile un eventuale ballottaggio. Unica eccezione Dozza, dove si è riconfermato il sindaco uscente Albertazzi, con la lista civica Progetto Dozza.

«E’ il risultato collettivo di un centrosinistra largo, con al centro il bene comune – spiega Panieri -. Le persone hanno fatto la differenza, in una campagna elettorale dove c’è stato molto dialogo con i cittadini. Abbiamo lavorato tanto e parlato poco. Nella vallata del Santerno c’erano criticità importanti, messe in evidenza anche dalla mancata fusione tra i Comuni. Invece, anche in vallata abbiamo una unità che ci consente di far dialogare tutti i sindaci, un’occasione che non dobbiamo sprecare per ripar-tire insieme e guardare ai prossi-mi anni mettendo al centro un percorso politico nuovo. E’ stato premiato il buon governo, anche se possiamo fare meglio e di più. Ed è anche, non lo nascondo, una boccata d’ossigeno per la nostra Federazione territoriale».

L’analisi dei risultati porta il segretario a fare anche altre considerazioni. «Emerge la situazione di Imola – prosegue – dove la sindaca torna a essere, per sua scelta, isolata. Questo è molto preoccupante per la nostra realtà». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto i sette sindaci di centrosinistra eletti domenica 26 maggio nel circondario con il segretario Marco Panieri (quinto da sinistra): nell”ordine da sinistra Mauro Ghini (Borgo Tossignano), Fausto Tinti (Castel San Pietro), Claudio Franceschi (Castel Guelfo), Beatrice Poli (Casalfiumanese), Gabriele Meluzzi (Fontanelice), Nicola Tassinari (Mordano), Matteo Montanari (Medicina)

Il commento sulle elezioni comunali del segretario Pd Marco Panieri: «Grande risultato, le persone hanno fatto la differenza»
Cronaca 30 Maggio 2019

Buona Settimana di Marco Raccagna: Il consenso ormai si muove in modo fluido e anche veloce

Il risultato delle elezioni europee in Italia, letto dal punto di vista della nostra politica interna, ci consegna un dato incontrovertibile e potenzialmente drammaticamente nuovo per il nostro Paese, per lo meno nella sua storia democratica iniziata dopo la fine dellaSeconda guerra mondiale. Lo dico in questo modo: le destre, a volte pure estreme (Lega e Fratelli d’Italia), hanno potenzialmenteda sole il 40,3% dei consensi e sono ampiamente la maggioranza relativa. Se poi aggiungessimo a queste liste i voti di Forza Italia e dei movimenti di estrema destra, arriveremmo a superare il 50%e quindi la maggioranza assoluta.

E’ questo il dato a mio avviso determinante, che fa passare in secondo piano qualsiasi altra considerazione e che, naturalmente, contiene in sé lo sfondamento della Lega in tutte le regioni italiane, Emilia Romagna compresa. Determinante perché capace di modificare e dettare tempi ed argomenti della vita politica e reale dell’Italia e determinante perché impone di partire da qui per ogni azione politica che gli avversari della destra vogliano o sappiano intraprendere, a cominciare dal Partito democratico, che esce da queste elezioni rinfrancato da un buon risultato. Questo a prescindere dalla piccola spinta a favore raccolta dagli amici di Articolo1, cioè dai Bersani e dai D’Alema, non esattamente il «nuovo che avanza», ma credo si possa dire che va bene così.

Il secondo dato rilevante è la vittoria, per esempio qui a casa nostra, alle amministrative, di tutti i candidati del Pd e del centrosinistra. Peraltro ulteriormente addolcita dalle vittorie al primo turno di Gori a Bergamo, di De Caro a Bari, di Ricci a Pesaro, di Muzzarelli a Modena e di Nardella a Firenze, per citarne alcuni. Segno che rispetto alle politiche di un anno fa, e non poteva essere diversamente, le cose sono cambiate. Una notizia molto importante per il nostro territorio, che ha dietro molti nomi e cognomi che solo per questioni di spazio non faccio. Dirò però che è di buon auspicio per il lavoro di riorganizzazione, innovazione e consolidamento che ha già iniziato a fare e che dovrà svolgere il neo segretario della federazione Marco Panieri e tutta la dirigenza del partito locale. In quel voto peraltro c’è un dato importantissimo: e cioè il fatto che la Lega, ovunque fortissima il 26 maggio alle europee, nel voto amministrativo lo stesso giorno dimezza o quasi i voti, «regalandoli» nella maggioranza dei casi ai candidati del centrosinistra. Segno di una modifica quasi genetica di quel partito, che da espressione di fortissime e consolidate identità locali ed autonomistiche, si è trasformato in un partito di destra sovranista e populista che raccoglie consenso a partire dal livello nazionale. Ma segno anche che ormai le categorie di destra e sinistra, figuriamoci quelle di fascista e comunista, non bastano più a descrivere il panorama sociale e politico italiano ed europeo, perché il consenso si muove su linee di trasversalità estrema e su categorie nuove e differenti, rimescolando spesso le carte in tavola.

C’è poi il crollo, ancora parziale, ma continuerà, stiamone certi, del Movimento5Stelle. E’ in sostanza il prodotto del governo Lega/5Stelle. Non poteva che essere così. Un movimento prettamente di protesta, totalmente trasversale e qualunquista dal punto di vista delle idealità politiche e culturali, che non sa affrontare nel concreto quasi alcun argomento reale, ma che si rifà continuamente ad un supposto popolo ideale (totalmente costruito sulla carta in modo demagogico e furbesco) volendone essere il paladino, non può durare e, soprattutto, non poteva superare la prova del governare e dell’assumersi delle responsabilità coerenti. Ora il Pd dovrà dimostrare di saper fare davvero politica, sapendosi muovere a 360 gradi, perché è evidente che l’avversario è un centrodestra modificato, con un M5S sempre più marginalizzato e residuale. Ed è evidente che il consenso, una volta confermati i principi, andrà allargato sulle idee e le cose da fare, abbattendo tutti gli ostacoli derivanti da un’analisi del paese, della società e della politica fatta con gli strumenti culturali del passato. Perché quegli strumenti immobilizzano il quadro politico, mentre al contrario il consenso si muove in modo fluido e spesso anche veloce. Da questo punto di vista, le elezioni europee ci consegnano risultati che, a parte il Pd, fotografano un appeal non proprio lusinghiero delle altre liste di centrosinistra, più o meno classiche. Segno che anche il perimetro del centrosinistra, vecchio o nuovo che sia, non basta più per confrontarsi con questa destra. E che quindio ccorre spingersi ben oltre, sia nella società, sia nei partiti e nei movimenti già esistenti.

Cosa accadrà ora non è semplice da prevedere. Può davvero accadere di tutto, compreso assolutamente nulla, anche se personalmente penso che quest’ultima eventualità sarebbe la peggiore per l’Italia. Per la regione in cui viviamo invece si prospettano mesi importantissimi, quelli che ci separano dalle elezioni regionali di fine2019 o di inizio 2020. I risultati di domenica scorsa ci dicono che il centrodestra è davanti al centrosinistra, anche se è altrettanto vero che quei numeri non sono tout court fotocopiabili sulla futura tornata regionale. Credo dipenderà moltissimo da quello che accadrà a livello nazionale e dalla capacità del Pd e del governatore uscente Stefano Bonaccini di far valere le tante cose concrete fatte nel primo mandato. Le cose cambiano, e in fretta. Buona settimana.

Buona Settimana di Marco Raccagna: Il consenso ormai si muove in modo fluido e anche veloce
Elezioni 29 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019, poche Amministrazioni hanno “cambiato colore' nel territorio della Città metropolitana

In attesa dell”esito del ballottaggio a Molinella, l”unico comune della Città metropolitana di Bologna al quale occorrerà il secondo turno per stabilire chi sarà il nuovo sindaco, intanto la nuova mappa dei colori politici nel territorio provinciale si presenta con pochi cambiamenti rispetto a prima del 26 maggio.

Ricordiamo innanzitutto che domenica scorsa si è votato in 46 comuni su 55, corrispondenti al 48,2% della popolazione metropolitana (mancavano infatti all”appello le due città maggiori, Bologna e Imola). L”affluenza si è attestata al 71,3%, oltre 3 punti in meno rispetto al 2014 (74,6%), con la punta massima registrata a San Benedetto Val di Sambro (76,25%) e la minima a Monterenzio (65,55%).

Venendo dunque all”esito politico della contesa, conferma per il centrosinistra in 36 comuni, compresi i sette su otto nel circondario imolese in cui già governava (Castel San Pietro Terme, Medicina, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel Guelfo e Mordano), mentre a Dozza si è conquistato il secondo mandato il civico Luca Albertazzi. Tre comuni sono passati dal centrosinistra al centrodestra, il quale ne ha a sua volta ceduti due a liste civiche. Al momento risultano dunque di colore azzurro otto comuni: Monzuno e Sant”Agata Bolognese (confermati), Galliera, Monterenzio e Vergato (nuovi) più tre che domenica scorsa non erano interessati dalle urne, vale a dire Monghidoro, Gaggio Montano e San Giovanni in Persiceto. Sei invece i civici: San Benedetto Val di Sambro e Dozza (confermati), Loiano e Castel d”Aiano (nuovi), Budrio e Castel del Rio tra quelli che non hanno votato. Le amministrazioni di centrosinistra sono in tutto 39, mentre resta Imola l”unico comune metropolitano a guida 5Stelle.

Non resta che attendere dunque l”esito del ballottaggio che domenica 9 giugno vedrà sfidarsi, a Molinella, il sindaco uscente di centrosinistra Dario Mantovani, che ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 49,45% dei voti e Marco Stegani, il candidato del centrodestra che ha chiuso il primo round con il 36,04%, per stilare il bilancio definitivo. (r.cr.)

Nella foto, la tabella della Città metropolitana con i colori delle Amministrazioni comunali a confronto con la situazione prima del 26 maggio (https://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Engine/RAServeFile.php/f/colore_politico_comuni.jpg)

Speciale Comunali 2019, poche Amministrazioni hanno “cambiato colore' nel territorio della Città metropolitana
Cronaca 29 Maggio 2019

Castel Guelfo, il saluto dell'ex sindaco Cristina Carpeggiani ai concittadini e il racconto della malattia che sta affrontando

«A pochi giorni dalle elezioni, desidero salutare tutti i cittadini che mi hanno dato il privilegio di essere il loro sindaco, e di essere al loro servizio per dieci anni. Dal 2009 ad oggi abbiamo attraversato assieme un lungo periodo in cui le risorse a nostra disposizione sono via via diminuite e garantire tutti i servizi è stata una sfida continua. Dare assistenza e la giusta attenzione alle persone, rispondere ai problemi e, a volte con mio grande rammarico, poter dedicare loro solo l’ascolto, perché non sempre la soluzione c’è, è stato per me fonte di grande crescita personale».

Cristina Carpeggiani ha cominciato così il breve scritto che indirizzato alla vigilia delle elezioni ai suoi concittadini per accomiatarsi dal suo ruolo di sindaca di Castel Guelfo. Era al secondo mandato e, come altri «colleghi» nel circondario, non poteva essere rieletta. Arrivata in paese a metà degli anni ’90 con marito e una figlia piccola, Carpeggiani ha rappresentato una delle tante nuove famiglie insediatesi nel paesino. Prima di vestire la fascia tricolore, per quattro anni è stata assessore alla Cultura nella Giunta Landi, forte del diploma di Liceo artistico, dell’Accademia di Belle arti e un lavoro come arredatrice di interni. In precedenza c’era stato l’avvicinamento alla politica come candidata del centro sinistra nella lista Insieme per Castel Guelfo a sostegno, per l’appunto, di Dino Landi.

Oggi è tempo di bilanci alla fine di una lunga avventura, dopo che nei mesi scorsi ha dovuto rallentare l’attività a causa della malattia. Una vicenda personale sulla quale ha deciso di non nascondersi. «Sto combattendo contro un tumore, una battaglia che mi ha fatto essere molto assente negli ultimi mesi e mi porta via tempo, ma che voglio vincere – esordisce decisa -. Ne voglio parlare perché credo sia importante per tutti coloro che in questo momento stanno lottando contro qualunque malattia. Uno dei rischi maggiori è l’isolamento, magari si pensa che chi sta male non voglia essere disturbato o preferisca star solo, ma non è così. La persona malata deve sentirsi vicina agli amici, ai famigliari, deve uscire di casa per quanto possibile anche se non è facile. Condividere il percorso con gli altri, con la comunità, ti dà la forza per lottare. E da Castel Guelfo ho ricevuto tanto affetto man mano che si veniva a sapere della mia situazione».

Carpeggiani è seguita da uno specialista, primario a Padova. «Non che non apprezzi la sanità dell’Emilia Romagna, ma ho preferito seguire il chirurgo che già conosce bene il mio caso perché mi ha operato ventiquattro anni fa quando era a Bologna. Il tumore è ritornato. Ma dopo si riparte, sempre. Io non mi sono fermata, lo si vede da tutto quello che ho fatto in questi ventiquattro anni». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 23 maggio 

Nella foto Cristina Carpeggiani in occasione del taglio del nastro della scuola materna “Mamma Felicia” nel 2017

Castel Guelfo, il saluto dell'ex sindaco Cristina Carpeggiani ai concittadini e il racconto della malattia che sta affrontando
Elezioni 27 Maggio 2019

Speciale Comunali 2019, in vallata eletti Poli a Casale, Ghini a Borgo e Meluzzi a Fontanelice

Nessuna rivoluzione alle elezioni comunali nella Vallata del Santerno, dove il centrosinistra fa il pieno nei tre comuni che andavano al voto in questa tornata (a Castel del Rio toccherà infatti soltanto l”anno prossimo).

A Casalfiumanese il nuovo sindaco è Beatrice Poli, sostenuta dalla lista Insieme per Casalfiumanese. La giovane ex assessore della giunta Rivola risulta eletta con il 45,21% dei voti (812 i voti assoluti) davanti a Fabrizio Sarti (Movimento 5 Stelle), che si è fermato al 23,78% (427). Solo terzo il sindaco uscente, Gisella Rivola (Uniti Rivola Sindaco), con il 23,22% (417), che precede il Centrodestra Unito di Donatella Marchetti, quarta con 140 voti, per una percentuale del 7,8%.

Affermazione netta a Borgo Tossignano per Mauro Ghini, che ottiene la maggioranza assoluta dei suffragi con la lista 100% Partecipazione Democratica. La sua percentuale è del 51,59% (826 voti assoluti). Nettamente staccate sia Sara Manzoni, del Movimento 5 Stelle, con il 29,86% (478) che Brigida Miranda, terza con il suo Patto Civico per Borgo Tossignano al 18,55% (297).

Anche a Fontanelice il centrosinistra con la lista Insieme per Fontanelice si conferma e porta alla fascia tricolore Gabriele Meluzzi con il 47,53% dei voti (491 le schede a favore). Secondo con il 39,50% è Vito Vecchio (408) con Lista Civica per Fontanelice e terzo Fabio Morotti con il 12,97% (134). (r.cr.)

Nella foto Beatrice Poli, Mauro Ghini e Gabriele Meluzzi

Speciale Comunali 2019, in vallata eletti Poli a Casale, Ghini a Borgo e Meluzzi a Fontanelice
Elezioni 27 Maggio 2019

Speciale elezioni, affluenza in calo, Imola si ferma al 63,42%, solo Mordano e Fontanelice oltre il 74%

Nonostante un certo ottimismo sui dati alle 19, quelli di chiusura confermano il calo generalizzato dell”affluenza ai seggi degli italiani per queste elezioni europee. Un dato che si conferma anche nel nostro circondario e dintorni, e nonostante in otto comuni su dieci vi fossero contestualmente le elezioni amministrative per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. L”Italia si è fermata al 55,81%, in calo di circa il 3% rispetto alle politiche del 2018. Nel resto d”Europa, al contrario, vedi la Germania, i dati dell”affluenza parlano di dati in crescita.

AFFLUENZA COMUNE PER COMUNE NEL CIRCONDARIO

BORGO TOSSIGNANO 69,24% (alle politiche 2018 79,56% alle Europee 2014 75,45%)

CASALFIUMANESE 71,28% (alle politiche 2018 80,67% alle Europee 2014 73,93%)

CASTEL DEL RIO 61,16% (alle politiche 2018 76,39% alle Europee 2014 63,55%)

CASTEL GUELFO 72,15% (alle politiche 2018 80,04% alle Europee 2014 73,47%)

CASTEL SAN PIETRO TERME 71,01% (alle politiche 2018 80,97% alle Europee 2014 74,35%)

DOZZA 68,83%  (alle politiche 2018 77,13% alle Europee 2014 73,29%)

FONTANELICE 74,11% (alle politiche 2018 83,10% alle Europee 2014 77,61%)

IMOLA 63,42% (alle politiche 2018 79,68% alle Europee 2014 68,10%)

MEDICINA 70,66% (alle politiche 2018 80,30% alle Europee 2014 73,3%)

MORDANO 74,71% (alle politiche 2018 83,71% alle Europee 2014 76,73%)

OZZANO DELL”EMILIA 73,74% (alle politiche 2018 81,85% alle Europee 2014 75,49%)

Il sito web Eligendo della prefettura

(l.a.)

Speciale elezioni, affluenza in calo, Imola si ferma al 63,42%, solo Mordano e Fontanelice oltre il 74%
Elezioni 26 Maggio 2019

Elezioni, seggi aperti per le comunali e per le europee fino alle ore 23

Seggi aperti dalle 7 per questo election day che vede il voto per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo unirsi a quello per le amministrative in vari enti locali italiani. Nei dieci comuni del nostro circondario, i cittadini sono impegnati solo per le europee (scheda marrone) a Imola e Castel del Rio. Invece a Medicina, Castel San Pietro, Dozza, Castel Guelfo, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice si vota anche per il sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale (scheda azzurro scuro). Tra i comuni vicini, ha il turno delle amministrative anche Ozzano Emilia.

Possono votare tutti i cittadini residenti con più di 18 anni. Occorre recarsi al seggio con un documento d’identità valido e la tessera elettorale (dove sono riportati il numero e l’indirizzo del seggio di riferimento). Se occorre rifarla ci si deve rivolgere agli uffici comunali dei rispettivi Comuni che, per venire incontro ai cittadini, hanno previsto aperture straordinarie (da verificare sui siti web o chiamando i Comuni).

Da notare che possono votare per le amministrative del Comune in cui hanno la residenza anche i cittadini di altri Paesi europei, purché abbiano fatto domanda entro il quarantesimo giorno antecedente la votazione. Lo scrutinio delle schede delle amministrative comincerà alle ore 14 di lunedì 27 maggio. Invece i risultati delle europee si sapranno già questa notte perché lo scrutinio comincerà alla chiusura dei seggi, dopo le 23.

Il sistema elettorale in vigore prevede alcune differenze per i Comuni con più di 15 mila abitanti, come Medicina e Castel San Pietro, rispetto a quelli più piccoli. Ad esempio gli elettori possono dare uno o due voti di preferenza all’interno della lista votata (nel caso siano due devono riguardare persone di sesso diverso, pena l”annullamento della seconda preferenza). Il voto si può esprimere in tre modi: tracciando un segno sul simbolo di una lista (il voto va sia alla lista che al candidato sindaco appoggiato); tracciando un segno solo sul nome del candidato sindaco (in questo caso il voto non va anche alle liste collegate); tracciando un segno sul simbolo di una lista e contestualmente sul nome di un candidato sindaco non collegato, il voto (disgiunto) va ad entrambi. Viene eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi, cioè almeno il 50 per cento più uno. Qualora nessuno raggiunga tale soglia si andrà al ballottaggio il 9 giugno, i cittadini dovranno tornare alle urne per scegliere tra i due candidati più votati.  

Nei comuni fino a 15 mila abitanti, invece, ogni candidato sindaco può essere appoggiato da una sola lista. Nei comuni tra 5 mila e 15 mila abitanti (come Dozza e Ozzano Emilia) si possono esprimere anche fino a due preferenze, nei più piccoli (Fontanelice, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Guelfo, Mordano) una sola. Viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Solo in caso di parità tra due candidati si andrà al ballottaggio; in caso di ulteriore parità verrà dichiarato eletto il candidato più anziano. (r.cr)

Foto d”archivio delle amministrative ed europee 2014 

Elezioni, seggi aperti per le comunali e per le europee fino alle ore 23
Elezioni 25 Maggio 2019

Elezioni europee, domenica 26 maggio tutti ai seggi per eleggere gli eurodeputati

Domenica 26 maggio tutti i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento europeo. Dovranno recarsi ai seggi anche imolesi e alidosiani, che nel nostro circondario non sono interessati dal voto amministrativo (a Imola si è tenuto l’anno scorso e a Castel del Rio è previsto per il 2020).

QUANDO La scheda elettorale delle europee è di colore marrone; i seggi, come per le comunali, saranno aperti dalle ore 7 alle 23. In questo caso lo scrutinio comincerà subito dopo la chiusura (per quello delle amministrative, invece, si dovrà attendere lunedì alle 14). 

COME Ogni Paese utilizza sistemi elettorali diversi per le europee. In Italia l’età per candidarsi è di 25 anni, mentre per votare e occorrono i 18 anni (solo in Austria bastano i 16 anni). Il voto si esprime tracciando un segno sul simbolo della lista. E’ possibile esprimere fino a tre preferenze (tra i candidati della lista votata) scrivendo, nelle apposite righe, il nome e cognome o solo il cognome del candidato prescelto; nel caso siano due o tre devono essere di sesso diverso (almeno una nel caso delle tre preferenze), pena l’annullamento della seconda e della terza.   

I CANDIDATI In tutto gli europarlamentari sono 751 (anche gli inglesi voteranno i loro dato che la Brexit non è ancora operativa). La circoscrizione che comprende l’Emilia Romagna è la II, insieme a Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Nella circoscrizione verranno eletti 15 eurodeputati e i candidati in lizza sono 220, suddivisi in 17 liste. Di questi, 114 sono uomini (età media di 50,6 anni) e 106 donne (età media 48,5 anni). Il più anziano ha 82 anni ed è nelle file di Forza Italia, i più giovani hanno 25 anni e sono donne, una nelle file del Partito Pirata e una ne La Sinistra. In generale le donne sono più giovani degli uomini, e sono in numero maggiore (più del 50%) nelle liste di Partito Democratico, Europa Verde, Movimento 5 Stelle, Popolo della Famiglia. I nati in Emilia Romagna superano il 25% nelle liste +Europa, Europa Verde, la Sinistra, Partito Pirata, Popolari per l’Italia. I candidati provenienti da regioni esterne alla circoscrizione superano il 73% per Forza Italia e Lega, il 60% per Fratelli d’Italia e la Sinistra. (r.cr.) 

Il link al sito web della Regione con lo Speciale elezioni 

Foto d”archivio delle precedenti elezioni europee del 2014

Elezioni europee, domenica 26 maggio tutti ai seggi per eleggere gli eurodeputati

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