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Cronaca 18 Agosto 2019

MxGp d'Italia, il centrosinistra rispedisce alla Lega le polemiche sul rischio flop

Imola archivia con successo il fine settimana del Gran Premio d’Italia del mondiale di motocross. E dopo le polemiche sul rischio flop del capogruppo della Lega Simone Carapia, il centrosinistra risponde per le rime.

«Un sentito ringraziamento a tutto lo staff organizzativo, alla dirigenza dell’autodromo, e tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione – commenta Marco Panieri, segretario del Partito democratico dell’unione territoriale imolese e consigliere comunale –. Tante persone che hanno a cuore il nostro autodromo e la nostra città, una risposta chiara a chi nei giorni scorsi gridava al “Deserto dei Tartari”, presenza nelle strutture ricettive soddisfacente, anche con l’assenza di due grandi protagonisti (Caroli e Fontanesi). È nostro compito lavorare perché questo grande spettacolo continui ad essere ospitato dal nostro autodromo».

«Si può fare una bella figura a livello internazionale anche la settimana di Ferragosto? La risposta è sì – aggiunge Giuseppina Brienza, coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario – . E a dare la possibilità a Imola di fare bella figura è stato, ancora una volta, l’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”, con una perfetta organizzazione del Gran Premio d’Italia del mondiale di motocross rimarcata in più di un’occasione dagli speaker e dai piloti “ospiti” delle loro cronache nel corso delle gare di questo fine settimana. L’alternativa era quella di rifiutare una data che per l’autodromo era impossibile da modificare, invitare i molti appassionati di motori e tifosi (in particolare quelli sloveni al seguito di Tim Gajser) ad andare in un’altra città, in altri campeggi, in altri alberghi e strutture ricettive, e rinunciare a provarci. Una città senza “spina dorsale” che tanto desidera il capogruppo della Lega, che pretende che i bilanci di Formula Imola siano in attivo però non perde l’occasione per criticare l’operato del suo presidente. Anche quando, al contrario del Carroccio e dell’Amministrazione Sangiorgi, sa come fare il proprio lavoro». (r. cr.)

Il video sulla seconda giornata sulla pagina Facebook del “Sabato sera”

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

MxGp d'Italia, il centrosinistra rispedisce alla Lega le polemiche sul rischio flop
Cronaca 13 Agosto 2019

“Cronaca di una crisi annunciata'. Serse Soverini sul divorzio giallo-verde

«Cronaca di una crisi annunciata». Non usa mezzi termini Serse Soverini, segretario regionale dell’Emilia-Romagna di Italia in Comune e deputato di Area civica eletto nel collegio uninominale di Imola, nel commentare la crisi del governo giallo-verde, mentre il Senato si riunisce per la votazione del calendario dei lavori (oggi pomeriggio alle 18.30) e la Camera dei deputati aspetta di conoscere che cosa emergerà dalla conferenza dei capigruppo (oggi pomeriggio alle 19).

«Sapevamo da tempo che questa era una coalizione debole e appesa a un filo – aggiunge Soverini –. Da una parte, Matteo Salvini ha assunto una posizione di pura e semplice speculazione. Dall’altra, il Movimento 5 stelle, per colpa della propria inesperienza e impreparazione, ha lasciato che Salvini si esponesse dal punto di vista mediatico ben al di là di quanto Luigi Di Maio sarebbe mai in grado di fare, ha ceduto al ricatto imposto dal presunto alleato e si è completamente appiattito su posizioni assolutamente non sostenibili».

In questo scenario, «l’invocazione della crisi di governo da parte di Salvini è stata una mossa lucida – continua il deputato –. Salvini stacca la spina per sfruttare il senso di responsabilità del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a proprio favore, lasciando nelle mani del Capo dello Stato la “patata bollente” del rischio della crescita dell’Iva e delegando a lui il compito di risolvere questo problema, per arrivare alle elezioni senza questo intoppo che da ministro ha evidentemente paura di affrontare».

In merito al ruolo che il centrosinistra può assumere in questo frangente, «concordo con la posizione espressa da Goffredo Bettini a nome del segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti – spiega Soverini –. Cercare di dare continuità a questa legislatura, ma mettendo in campo una proposta di alto profilo e di ampio respiro. Altrimenti nuove elezioni». (r.cr.)

Fotografia da Italia in Comune

“Cronaca di una crisi annunciata'. Serse Soverini sul divorzio giallo-verde
Cronaca 9 Agosto 2019

Crisi governo, Daniele Manca (Pd) guarda al voto. Ma c'è l'incognita dell'accorpamento con le elezioni regionali

La crisi del governo giallo-verde, scoppiata in piene ferie agostane e che pare preludere ad una rapidissima fine della legislatura, con ritorno alle urne tra ottobre e novembre, tiene con il fiato sospeso anche il senatore del Partito Democratico, ex sindaco di Imola, Daniele Manca. Alla sua prima esperienza in parlamento, Manca ha passato questo anno e mezzo scarso di legislatura tra i banchi dell’opposizione a Palazzo Madama, cimentandosi in particolar modo con i conti della Commissione Bilancio. La crisi lo coglie in procinto di partire per una breve vacanza, ma quando si tratta di fare un commento non si tira indietro. «La crisi? E’ una fuga – attacca – Salvini scappa dall’impossibilità di chiudere la legge di bilancio, dall’aumento dell’Iva, dai processi. Ha incassato tutto quel che doveva dai 5Stelle, la fiducia sul decreto sicurezza, la legge delega sullo sport, l’ok all’immunità parlamentare. E adesso scappa dalle responsabilità di governo e dal fallimento delle politiche economiche del governo». Manca ricorda tuttavia che «non siamo in una repubblica presidenziale, lui si gioca la carta elezioni, ma la decisione spetta al Capo dello Stato, anche se la fine di questo governo è una notizia positiva».

Il senatore democratico non vede che una risicatissima possibilità di una soluzione diversa rispetto allo scioglimento delle Camere, magari un governo tecnico che salvi la legge di bilancio. «Con i tempi tecnici necessari per le elezioni – avverte -, se si vota a novembre, in uno scenario di spread sopra i 300, e già oggi era a 240, con l’esercizio provvisorio in cui si andrebbe senza legge di bilancio e con il governo che si insedierebbe solo con l’anno nuovo, l’aumento dell’Iva sarebbe automatico, gli italiani come la prenderebbero?». Tornando alla crisi, Manca ricorda che in parlamento c’è già una mozione di sfiducia da discutere prima di quella presentata oggi dalla Lega contro il presidente Conte ed è la mozione depositata dal gruppo Pd contro il vicepremier Salvini sulla questione dei rapporti con la Russia, il cosiddetto “Russiagate”. Ma le urne che incombono lo proiettano già in campagna elettorale: «Davvero la gente vuole un governo nero-verde? Perché è questo che si prepara. Io credo che si debba lavorare in maniera unitaria per costruire un nuovo centrosinistra, per far capire la delicatezza della sfida». Secondo Manca, il precipitare della situazione dovrebbe comunque scongiurare uscite eccellenti (in questi giorni si sono diffuse voci sull’intenzione di Matteo Renzi di lasciare il Pd dopo l’estate) dal Partito Democratico prima delle elezioni. «Ma basta prendersela con il Matteo sbagliato», attacca appellandosi all’unità contro la “minaccia” nero-verde.

Quanto al suo destino in caso di elezioni, la partita è più che mai aperta. «Sono alla prima legislatura, ma la decisione non è nelle mie mani, bensì in quelle del segretario nazionale – conclude Manca -. Candidato o no, la campagna elettorale la farò ugualmente. Sono molto più preoccupato di lasciare il paese in mano a Salvini e Meloni. Sulle candidature valuterà il partito». E a rendere più complicata la partita, in Emilia Romagna, c’è la probabile concomitanza con le elezioni regionali, dal momento che la legislatura bolognese terminerà proprio in autunno. Un rebus a dir poco indecifrabile e una posta in gioco mai così alta prima d’ora, almeno da queste parti. (mi.ta.)

Nella foto il senatore pd Daniele Manca durante un”intervista televisiva con il Tg5

Crisi governo, Daniele Manca (Pd) guarda al voto. Ma c'è l'incognita dell'accorpamento con le elezioni regionali
Cronaca 9 Agosto 2019

Crisi governo, “voto inevitabile' per il leghista Tonelli che intanto apre una vetrina in centro a Imola

Si è aperta ufficialmente la crisi del governo giallo-verde nazionale e pare sempre più inevitabile il ritorno alle urne il prossimo autunno. Tra gli interessati in prima persona all’evoluzione della complessa situazione politica nazionale che sta rendendo ancora più torrido questo già caldo agosto c’è il deputato imolese della Lega Gianni Tonelli. Che è alla sua prima legislatura ma, guarda caso, si trova in questi giorni a Imola per fare alcuni lavori nell’ufficio di rappresentanza che vorrebbe finalmente aprire in centro a Imola dopo le ferie estive. 

«Da un po’ volevo aprire questo punto di incontro, ma mi era finora mancato il tempo di sistemarlo», spiega mentre, tra un lavoro e l’altro, presta comunque attenzione alle notizie in arrivo da Roma. Proprio questa mattina, al Senato, il gruppo della Lega ha presentato la mozione di sfiducia contro il premier Giuseppe Conte, avviando di fatto l’iter parlamentare della crisi di governo. «E’ una logica conseguenza di quel che è successo dopo la mozione sulla Tav – commenta Tonelli -. Se Conte, che è espressione del Movimento 5 Stelle, ha difeso la Tav e ha riconosciuto che i benefici sono più dei costi, con la loro mozione i 5Stelle hanno posto un problema politico importante». Una mozione che è, per il deputato leghista, una sorta di “goccia” che fa traboccare il vaso già pieno dei problemi creati da una convivenza da sempre piuttosto difficile.

Eppure Tonelli difende quanto compiuto dal governo giallo-verde in questo «anno e due mesi», come tiene a puntualizzare con precisione. «E’ il governo che ci è stato imposto dall’ingegneria costituzionale, certamente meglio di quel che sarebbe stato un governo tecnico guidato da Cottarelli – sostiene -. Ha fatto numerose cose, ma con tante contraddizioni». Sul ritorno al voto Tonelli è categorico («inevitabile, la gente non accetterebbe una manovra di palazzo») e altrettanto sul fatto che la Lega, peraltro vicinissima secondo alcuni sondaggi al 40%, debba puntare sull’autosufficienza «salvo – aggiunge – aggregare poi una maggioranza più ampia, per un’esperienza di governo molto più condivisa, ma quello che abbiamo fatto negli ultimi cinque anni è stato costruire le condizioni per una vera governabilità».

E di Tonelli, visto il breve periodo trascorso tra i banchi di Montecitorio, che ne sarà? La risposta è quella di prassi del linguaggio politico: «Sono a disposizione», anche se la prossima apertura di un ufficio da parlamentare a Imola non fa pensare ad un’esperienza prossima alla fine. «Io ho dato il massimo e nel mio settore, quello della sicurezza, abbiamo portato a casa tanti risultati – conclude -. Ma non sono andato in parlamento per particolari ambizioni, nel caso torno a fare il poliziotto e l’attività sindacale che facevo prima». (mi.ta.)

Nella foto tratta dal profilo Facebook di Gianni Tonelli si vede il parlamentare della Lega a Montecitorio

Crisi governo, “voto inevitabile' per il leghista Tonelli che intanto apre una vetrina in centro a Imola
Cronaca 7 Agosto 2019

Alleanza delle Cooperative al tavolo con Matteo Salvini: «I tagli all'editoria minano il pluralismo»

Anche il tema della libertà e del pluralismo dell”informazione è stato posto al tavolo con il vicepremier Matteo Salvini e gli esponenti di governo della Lega. A segnalarlo è stata l”Alleanza delle Cooperative, ponendo in particolare l”allarme per il rischio di tagli ai fondi per l”editoria dal 2020.

«C’è bisogno di molta attenzione su un tema essenziale per la democrazia – sottolinea il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane e presidente di Legacoop, Mauro Lusetti – per evitare che interventi annunciati possano determinare la chiusura di realtà editoriali espressione di culture e territori, con pesanti conseguenze anche in termini di occupazione per giornalisti e poligrafici». (r.cr.)

Nella foto Mauro Lusetti

Alleanza delle Cooperative al tavolo con Matteo Salvini: «I tagli all'editoria minano il pluralismo»
Cronaca 6 Agosto 2019

A Borgo Tossignano il nuovo corso del sindaco Ghini: «Condivisione delle deleghe per garantire continuità»

Mauro Ghini ha occupato i primi due mesi da primo cittadino concentrandosi «sulla ristrutturazione logistica degli uffici e del personale del Comune e per gettare le basi per costruire un team vincente» e «per conoscerci e per farci conoscere dai cittadini». Già vicesindaco nella precedente Giunta Mortero, ha ottenuto il 51,59% dei voti contro le due sfidanti, Brigida Miranda della lista di centrodestra Patto Civico e Sara Manzoni dei 5Stelle. La squadra di Ghini è composta da quattro assessori, tutti vengono dalla sua lista civica per Borgo Tossignano insieme 100% Partecipazione democratica. La novità è che per molte deleghe vi sarà compartecipazione tra assessori oppure saranno coadiuvati da consiglieri comunali. Tra impegni di lavoro e famigliari il tempo scarseggia e fare l’assessore a tempo pieno è pressoché impossibile in un piccolo Comune. Per non rischiare di penalizzare l’attività pubblica si è optato per la condivisione: «Nella Giunta precedente abbiamo un po’ sofferto per carenza di continuità. Ora avremo sempre due persone impegnate su ogni tema» chiarisce Ghini.

La Giunta è composta da Federica Cenni, 50 anni, due figlie, una laurea in teologia con indirizzo pedagogico e didattico, ama la musica e suona il sassofono; attualmente è impiegata nel settore tecnico-amministrativo di Hera, oltre all’incarico di vicesindaco, ha le deleghe per Politiche sanitarie e sociali per il benessere, Riorganizzazione dei servizi comunali, Attività produttive, Cultura e Multiculturalità. Accanto a lei Roberto Focaccio, 40 anni, insegnante della scuola primaria Zavoli di Borgo, vive in paese con la moglie da tre anni; appassionato di nuove tecnologie, si occuperà di Partecipazione e Comunicazione delle attività comunali, Cultura, Istruzione, Sviluppo tecnologico, Sport e Politiche giovanili.

Focaccio e Cenni hanno ottenuto le preferenze necessarie per entrare in Consiglio comunale, non così gli ultimi due della Giunta: Oscar Verzini, 62 anni originario di Verona ma residente a Borgo da trent’anni, e Sabina Amadori, 49 anni, già assessore nella Giunta Mortero, abita a Borgo dal 2002 con il marito e i due figli. Verzini, lavora come geometra per la coop. Cims ma è andato in pensione a fine luglio. «E’ il profilo giusto per gestire il ritorno a Borgo Tossignano dell’ufficio tecnico, che attualmente è in forma associata al Circondario imolese». Le deleghe sono Urbanistica ed edilizia privata, Tutela ambientale, Viabilità e mobilità, Patrimonio, Politiche per il lavoro e Volontariato. Amadori, invece, che lavora come tornitrice in un’azienda metalmeccanica a Zello di Imola ed è tesserata per la Pro Loco di Borgo, seguirà Turismo, Diritti e Pari opportunità, Promozione del territorio e Tempo libero. (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» dell”1 agosto.

Nella foto: la Giunta di Borgo Tossignano. Da sinistra Roberto Focaccio, Sabina Amadori e Oscar Verzini. Seduti il sindaco Ghini e Federica Cenni

A Borgo Tossignano il nuovo corso del sindaco Ghini: «Condivisione delle deleghe per garantire continuità»
Cronaca 2 Agosto 2019

ConAmi, è ancora scontro. Malpezzi diffida il Cda e dice: “Dubbi sul futuro'. Sangiorgi attacca: “Fatto quanto chiesto'. Garofalo si appella ai soci

L”assemblea urgente del ConAmi, chiesta dal sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, e da altri sette sindaci-soci su 23, compresi Castel San Pietro e Medicina, Casalfiumanese e Borgo Tossignano, è terminata più o meno come previsto. La richiesta era la revoca del Cda in carica, mentre la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi nella sua veste di presidente, ci aveva aggiunto al contrario la nomina dei consiglieri mancanti alla cinquina esistente per surrogare le due defezioni e rendere completo davvero il Consiglio di amministrazione nominato in solitaria il 19 giugno.

Ma per l”ennesima volta tutto si è arenato in una forzatura di forma e sostanza (portare al voto la revoca del Cda) dove invece i sindaci volevano semplicemente avviare una discussione per arrivare ad un nuovo Cda condiviso. «La Sangiorgi ha cercato di sottoporre ai sindaci presenti una proposta di revoca ben sapendo che sarebbe poi stata respinta con il suo unico voto contrario» ha dichiarato Malpezzi. «Non è vero – ha ribattuto Sangiorgi –. La sottoscritta ha messo ai voti esattamente quanto richiesto». E per evitare ulteriori incomprensioni, per il futuro propone di «rendere le assemblee del ConAmi pubbliche». Da notare che nell”odg Sangiorgi aveva inserito anche l”adozione di una delibera per il ritiro del progetto di ampliamento della discarica Tre Monti. E se su questo non ci sono stati problemi con un voto unanime.

Il sindaco Giovanni Malpezzi, dall’alto dei quasi 60 mila abitanti di Faenza, secondo comune del ConAmi dopo Imola che ne ha appena 10 mila in più, sintetizza così il nocciolo del problema: «Tutti i sindaci si sentono defraudati del loro ruolo istituzionale perchè se per l’Assemblea del ConAmi vale il giochino della seconda convocazione (cioè il ricorso all’articolo 2369 del codice civile fatto da Sangiorgi per la nomina del Cda, ndr) allora possiamo starcene a casa e Imola decide da sola». La stessa cosa si teme se il Consorzio Ami cambiasse lo statuto e venisse equiparato ad una Spa, una partecipata, dove conta solo la maggioranza delle quote. E parliamo di un “forziere” che gestisce un patrimonio di circa 300 milioni di reti e impianti (acqua, luce, gas) di 23 Comuni su tre province (Ravenna, Bologna, Firenze), che garantisce milioni di investimenti e pure circa 10 milioni di utili all’anno da ripartire tra i Comuni per i cittadini. Malpezzi avverte «La relazione della società di revisione, stante la situazione, nutre dei dubbi significativi sul proseguimento del ConAmi nel medio-lungo periodo. E” di questo che dovremmo parlare».

Ma quali conseguenze concrete ci sarebbero se il ConAmi fosse considerato una Spa, un’azienda seppur pubblica?
«Conseguenze gravissime per l’affidamento dei servizi idrico e ambientale. Già, la sindaca ha portato in Assemblea solo temi che riguardano Imola e io mi sono stancato, ci sono anche gli altri. Abbiamo (per ora Faenza, Medicina e Castello, ndr) inviato una diffida al Cda: se adotta atti per cui ci sono impegni di spesa in carico al ConAmi se ne assumeranno la responsabilità».

L’accusa della maggioranza 5Stelle del Comune di Imola è che lo state facendo solo per «le poltrone».
«E’ la loro lettura politica. Ma la governance del Consorzio non può essere gestita unilateralmente da un solo Comune, altrimenti gli altri 22 non contano nulla».

Il difficile compito del mediatore sta toccando al presidente del Cda, Andrea Garofalo. Difficile anche perché sul suo capo pesa il non riconoscimento e la diffida inviata da Faenza, Medicina e Castello (ad assumere atti che comportano impegni di spesa). «Mi appello a tutti i soci affinché, aldilà di ogni visione politica, futura pronuncia del Tar (sulla legittimità dell’attuale Consiglio di amministrazione, ndr) o decisione della stessa assemblea in merito alla nomina del Cda del consorzio, continuino a prevalere le importanti finalità d’indirizzo dell’operatività dell’ente rivolte al territorio ed alla collettività. Fino a quando questo Consiglio di amministrazione sarà in carica lavorerà per concretizzare tali fini che rappresentano l’unica risposta alle esigenze del consorzio e dei territori da esso serviti. Andiamo avanti, insieme, ad operare nell’interesse dei cittadini». (r.cr.)

L”intervista completa al sindaco Giovanni Malpezzi e altri particolari sul “Sabato sera” dell”1 agosto 

Nella foto Giovanni Malpezzi, Manuela Sangiorgi e Andrea Garofalo

ConAmi, è ancora scontro. Malpezzi diffida il Cda e dice: “Dubbi sul futuro'. Sangiorgi attacca: “Fatto quanto chiesto'. Garofalo si appella ai soci
Cronaca 28 Luglio 2019

ConAmi, la sindaca Sangiorgi ribatte: il Difensore civico conferma la «correttezza teorica» della nomina del Cda

«Confermata la correttezza teorica dell’impostazione seguita» nella nomina “in solitaria” del Cda del ConAmi appellandosi all’articolo 2369 del Codice civile. Questo, in estrema sintesi, il contenuto della lettera inviata dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ai colleghi soci del Consorzio in qualità di presidente dell’Assemblea. In punta di fioretto legale, Sangiorgi sostiene che il parere del Difensore civico regionale, giunto tre giorni fa, in risposta al quesito posto dai sindaci di Faenza, Castel San Pietro e Medicina, non boccerebbe il suo operato, anzi.

Tra gli elementi fondamentali sottolineati, quello relativo alla possibilità di «applicare al ConAmi in via analogica le norme in tema di Spa» per la nomina del Cda. Possibilità contestata da sempre dai sindaci, in quanto il ConAmi è un Consorzio. Al contrario invocata da Imola che potrebbe così far prevalere nelle decisioni la sua quota maggioritaria. «Il Difensore civico non esclude affatto questa possibilità, che ritiene anzi teoricamente ammissibile» scrive Sangiorgi, concludendo, di conseguenza, che l”organo di garanzia regionale riconosce «l’ammissibilità (e correttezza) in astratto del percorso sin qui seguito per la nomina dei consiglieri del Cda del ConAmi».

Non solo. Il Difensore civico riterrebbe, ancora una volta «in astratto», la possibilità «percorribile» di ricorrere al Codice civile «ove risulti dimostrata la sussistenza di un “vuoto normativo” rispetto alla gestione dei lavori assembleari”». Un vuoto che il Difensore civico «è tuttavia portato ad escludere» nello Statuto del ConAmi, come sostengono gli altri sindaci, ma questo sarebbe dovuto solo al fatto che il quesito presentato all”organo di garanzia regionale, secondo Sangiorgi, è «monco». Comunque sia, per la sindaca «questione è definitivamente chiusa» e «il percorso individuato quello corretto, fermo restando il fatto di una necessità di una modifica statutaria che colmi le lacune evidenziate».

Conclusione? Continua lo sterile botta e risposta al vetriolo. Le prove di forza politiche, tra dichiarazioni, avvocati e ricorsi, che proseguono oramai da un anno e rendono complicato capire come sia possibile poi agli stessi sindaci ragionare di temi concreti, cioè le esigenze dei 23 territori che fanno parte del ConAmi. Fa da contraltare, il tentativo del Cda impegnato, almeno secondo quanto dichiarato con una nota dal presidente Andrea Garofalo, a predisporre il Piano industriale per mettere in sicurezza il Consorzio, che gestisce un patrimonio di circa 300 milioni di reti e impianti (acqua, luce, gas) di 23 Comuni su tre province (Ravenna, Bologna, Firenze) e due regioni (Emilia-Romagna e Toscana). Fino ad ora (il ConAmi è nato nel 2001, ereditando la storia lunga un secolo dell’Ami) è riuscito in a garantire investimenti e circa 10 milioni di utili all’anno da riaprtire tra i Comuni e per i cittadini. In futuro si vedrà. (l.a.)

Nella foto Manuela Sangiorgi e il bacino dei Comuni che formano il ConAmi

ConAmi, la sindaca Sangiorgi ribatte: il Difensore civico conferma la «correttezza teorica» della nomina del Cda
Cronaca 26 Luglio 2019

ConAmi, il Difensore civico dà ragione ai sindaci, Malpezzi: “Pronti al secondo ricorso al Tar'. La Lega bacchetta lmola

Il Difensore civico regionale ha dato ragione ai sindaci dei Comuni di Faenza, Castel San Pietro e Medicina sul ConAmi. Secondo l’organo di garanzia «non sussistono nel caso di specie i presupposti per applicare in via analogica l’articolo 2369 del codice civile», ovvero alle deliberazioni dell’Assemblea. In sintesi, il Consorzio azienda multiservizi intercomunale non è una Spa quindi non è possibile appellarsi a quella norma (deliberazioni in seconda convocazione delle assemblee delle società per azioni, in base al quale l’assemblea delibera qualunque sia la parte di capitale rappresentata) già invocata per ben due volte dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, per nominare da sola il Cda.  

Doccia fredda per la sindaca Sangiorgi. E’ ben vero che si tratta solo di un parere, ma sufficiente per incrinare l”entusiasmo acceso due mesi fa dalla mancata concessione della sospensiva sul ricorso al Tar fatto da 21 Comuni soci (solo Firenzuola non ha aderito) sulla nomina del Cda di gennaio.

Diciamo che si tratta di un 1 a 1 palla al centro che rilancia l”entusiamo nel campo dei sindaci-soci del ConAmi contrari alle modalità di gestione messe in atto dalla collega di Imola. «Il parere  ci fa dire che le nostre ragioni sono più che fondate – commenta Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza –. Il Difensore civico della Regione dice che ci si potrebbe eventualmente rifare alla norma delle Spa solo nel caso in cui ci fosse un vuoto normativo che in questo caso però non esiste, lo Statuto è chiaro e disciplina in modo compiuto le maggioranze assembleari. Ci vuole solo la volontà di trovare un punto di accordo e di non voler decidere da sola per tutti». Malpezzi va oltre e annuncia: «Ho già inviato una richiesta di convocazione urgente dell’Assemblea alla sindaca per revocare l’attuale Cda e nominarne uno nuovo. Oggi tornerò anche dai carabinieri per integrare la denuncia già depositata con gli atti che non c’erano ancora come i verbali dell’Assemblea di nomina del Cda del 19 giugno che sono arrivati solo ora. Su questa, tra l”altro, stiamo predisponendo un secondo ricorso al Tar e andremo fino al Consiglio di Stato se occorre, sospensiva compresa, perché questo Cda ha potenzialmente 5 anni davanti, anche se credo saranno molti meno visto che ha solo tre membri su cinque e quindi non rispetta neppure la parità di genere». 

Sulla vicenda è entrata a gamba tesa anche la Lega di Imola. Il consigliere regionale e comunale Daniele Marchetti bacchetta l”Amministrazione con una nota: «Capisco che a volte alcune critiche possono sembrare scomode, ma purtroppo, come ho già detto in diverse occasioni, quando si amministra bisogna fare i conti con la realtà – puntualizza – . Il ConAmi, che piaccia o meno, ha il suo statuto e a quello bisogna fare riferimento. Ripetere all”infinito che i sindaci Pd blindarono lo statuto per imbrigliare il Comune di Imola a guida 5 Stelle non cambia la situazione. Un amministratore deve comunque affrontare nel migliore dei modi qualsiasi situazione». E tanto per chiarire sottolinea: «Questo parere, pur non cambiando le carte in tavola nell”immediato, avrà comunque il suo peso politicamente, anche perché il Difensore civico regionale, essendo un organo di garanzia, non è nemmeno riconducibile all”apparato del Partito democratico». Da notare che la tirata d”orecchi della Lega è arrivata ieri e Marchetti, da presidente della Commissione bilancio comunale, cercava invano da tempo di organizzare una commissione ad hoc, e questa mattina è giunta proprio la convocazione per lunedì 29. Un appuntamento che si prospetta interessante. (l.a.)

Nella foto Daniele Marchetti e Giovanni Malpezzi

ConAmi, il Difensore civico dà ragione ai sindaci, Malpezzi: “Pronti al secondo ricorso al Tar'. La Lega bacchetta lmola
Cronaca 24 Luglio 2019

Duro botta e risposta tra l'Accademia pianistica e la sindaca Sangiorgi sul progetto della nuova sede all'Osservanza

L”Accademia pianistica chiede la realizzazione del progetto all”Osservanza. La sindaca Manuela Sangiorgi ipotizza altre soluzioni perché costa troppo, ma l”Accademia rilancia sul rispetto degli impegni presi. Sintesi di un deciso e irrituale botta e risposta cominciato lunedì con la conferenza indetta dalla Fondazione Accademia internazionale «Incontri col maestro» di Imola. L”obiettivo, in verità, era annunciare l”approvazione da parte della Commissione cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, del progetto di legge sugli interventi straordinari per l’alta formazione musicale e le attività culturali che prevede un contributo straordinario di 200mila euro all’anno per tre anni (2019-2020-2021) per l”Accademia imolese.

Il fondatore e direttore Franco Scala, però, nel fare il punto sui successi di trent”anni di attività, in primis l’ottenimento dell’equipollenza alle lauree universitarie, riconosciuta a marzo ha detto: «Siamo ad un punto in cui abbiamo un numero di allievi tale da poter essere davvero un’università… ma ci manca lo spazio per poterli ospitare. Qualche giorno fa ci è venuta a trovare qui in Rocca (sede dell’Accademia) la sindaca e la cosa mi ha fatto molto piacere. Le abbiamo consegnato un plico con tutto il progetto redatto alcuni anni fa relativo all’Osservanza, che è sempre il nostro obiettivo, perché abbiamo bisogno che l’Amministrazione ci sostenga. La sensazione è che si faccia fatica a riconoscere l’Accademia per l’eccellenza che è. Imola sembra una barca in mezzo al mare senza capitano…» ha concluso.

Il progetto di cui parla Scala è la ristrutturazione del padiglione 1 dell”ex manicomio, messo nero su bianco due anni fa dal ConAmi a guida Stefano Manara, che prevedeva la ristrutturazione da parte del ConAmi dell”immobile a fronte di un successivo affitto da parte dell”Accademia di 130 mila euro per trent”anni (che vi avrebbe poi traslocato con sede, sale studio e aule, stanze per gli studenti e mensa).

Forse la virata della conferenza stampa non è piaciuta alla sindaca Manuela Sangiorgi che ieri mattina ha replicato piccata via Facebook con un video pubblicato sulla sua pagina «Manuela Sangiorgi sindaca M5S», nel quale si dice consapevole che l”Accademia imolese ha bisogno di spazi ma la cifra prevista per il recupero padiglione 1 («circa 4 milioni di euro») è «troppo esorbitante per venti stanze insonorizzate. Penso che si possano trovare altre soluzioni. Penso che con quasi quattro milioni, ad esempio, l’Osservanza possa essere adibita in un padiglione a una Rsa per anziani». Sempre sulla pagina Fb la sindaca ha tenuto a ricordare che “l”Accademia gode di un comodato gratuito per la sede dentro la Rocca Sforzesca e di agevolazioni nei locali della scuola Vassura Baroncini e presso il teatro dell”Osservanza per lo svolgimento dell”Imola Summer Piano Academy & Festival”.

Poche ore e nel tardo pomeriggio, sempre di ieri, è arrivata la replica via comunicato dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Accademia che prima sottolinea il dispiacere per «la decisione annunciata dall’Amministrazione comunale di ridurre il contributo annuale da 53.000 euro a 30.000 proprio in un anno di oneri crescenti. Tra l’altro siamo ancora in attesa di ricevere ufficialmente la Convenzione per l’anno 2019». E poi ha richiamato l”Amministrazione imolese al rispetto degli impegni: «Una scrittura privata è stata siglata nel 2017 riguardante l’Osservanza. A fronte di un canone di affitto di 130.000 euro all’anno per trent’anni, il ConAmi si è impegnato a consegnare entro marzo 2020 il Padiglione numero 1. Ci aspettiamo il rispetto degli impegni». (r.c.)

Altri particolari e commenti sul “sabato sera” del 25 luglio.

Nella foto d”archivio Franco Scala con la sindaca Manuela Sangiorgi

Duro botta e risposta tra l'Accademia pianistica e la sindaca Sangiorgi sul progetto della nuova sede all'Osservanza

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