Posts by tag: politica

Cronaca 19 Ottobre 2019

Intervista allo scrittore Carlo Lucarelli e alla docente Valentina Pazè. Il commento di Carmen Cappello presidente di Fare, Cambiare, Migliorare

Lo scrittore mordanese Carlo Lucarelli e Valentina Pazè, docente di Filosofia politica presso l’Università di Torino hanno ragionato di politica, partecipazione, partiti e democrazia a Imola in occasione della presentazione dell’associazione «Fare Cambiare Migliorare». Lucarelli non ha dubbi: «La politica non sono solo slogan». Pazè rimarca: «La democrazia vive solo se i cittadini si associano tra loro».

Sala piena, un centinaio i presenti, per tenere a battesimo «Fare Cambiare Migliorare» laboratorio di idee e proposte, “nato dalla volontà di un gruppo eterogeneo di più di venti cittadini, che hanno deciso di impegnarsi nella vita politico-culturale imolese, perché si deve tornare non solo a parlare con le persone, ma anche a far conoscere e approfondire temi e questioni” spiegano dall”associazione. La presidente è Carmen Cappello, capogruppo di Imola guarda avanti già candidata sindaco del centrosinistra un anno fa che ha sempre rivendicato il suo civismo, cioè il non essere legata a partiti.

“L’associazione nasce da un’esperienza spontanea di cittadini che hanno deciso di darsi una struttura e mi hanno chiesto di accompagnarli per i primi tempi da un punto di vista organizzativo, ma nel giro di qualche tempo saranno in grado di cavarsela da soli. Sono una presidente a tempo – precisa -. Rimarrò nell’associazione e come un punto di riferimento civico in Consiglio comunale se individuano dei problemi nel loro laboratorio che vogliono portare avanti. Del resto io sono in Consiglio proprio come rappresentante dei cittadini. Ma sia chiaro a tutti che non è la ”lista civica della Cappello””. (l.a.)

Intervista allo scrittore Carlo Lucarelli e alla docente Valentina Pazè. Il commento di Carmen Cappello presidente di Fare, Cambiare, Migliorare
Cronaca 17 Ottobre 2019

Il vicesindaco metropolitano Fausto Tinti ha firmato a Bruxelles il Patto dei Sindaci per l'energia sostenibile

Fausto Tinti, primo cittadino di Castel San Pietro nonché vicesindaco della Città metropolitana di Bologna, ha partecipato, insieme a numerosi sindaci della regione Emilia Romagna, alla cerimonia di sottoscrizione del Patto dei sindaci per l’energia e l’ambiente svoltasi lo scorso 11 ottobre nella capitale belga. Iniziativa promossa dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile. Il Patto dei sindaci è stato lanciato nel 2008 in Europa allo scopo di riunire i governi locali, impegnandoli su base volontaria ad accelerare la decarbonizzazione dei loro territori, consentendo ai loro cittadini di accedere a un’energia sicura, sostenibile e accessibile.

«Dobbiamo impegnarci per un’alleanza che lavori sodo per dare un futuro al nostro pianeta, ponendo in essere entro il 2030, e in alcuni casi anche in modo più urgente, quelle azioni che rallentino, contrastino e riducano in modo significativo la perdita di risorse ambientali. E Bologna, in questo, può avere un ruolo di guida – ha dichiarato Tinti-. Ed essere qui oggi, al comitato delle Regioni, nel cuore del Governo europeo – ha aggiunto – al fine di sottoscrivere questo Patto insieme a tanti altri sindaci emiliano romagnoli significa perseguire in modo condiviso obiettivi e azioni che la Regione Emilia Romagna guidata da Stefano Bonaccini, la Città metropolitana e tutti i Comuni bolognesi hanno messo, stanno mettendo e metteranno in campo con impegno e dedizione per contrastare i cambiamenti climatici e dare sostenibilità energetica e ambientale ai nostri territori».

Ed al riguardo, Tinti ha ricordato il G7 Ambiente ospitato proprio a Bologna l’11 e 12 giugno del 2017 e la sottoscrizione in quell’occasione da parte delle 14 Città metropolitane della Carta di Bologna per l’ambiente, primo protocollo di questo genere, a livello nazionale,in ambito ambientale. «Da quella esperienza – ha detto ancora Tinti- è poi nato il progetto Agenda urbana delle Città metropolitane per lo sviluppo sostenibile, di cui il nostro sindaco metropolitano Virginio Merola è coordinatore nazionale». (r.cr.)

Nella foto Fausto Tinti firma a Bruxelles il Patto dei Sindaci

Il vicesindaco metropolitano Fausto Tinti ha firmato a Bruxelles il Patto dei Sindaci per l'energia sostenibile
Cronaca 17 Ottobre 2019

L'imolese Daniele Manca, capogruppo Pd in commissione Bilancio al Senato, spiega la manovra del Governo

«Tenere insieme politiche per la crescita e lo sviluppo con la sostenibilità della spesa pubblica in un contesto europeo». L’imolese Daniele Manca, capogruppo Pd in Commissione bilancio al Senato, sintetizza così il nocciolo della manovra che il governo ha licenziato in Consiglio dei ministri nei giorni scorsi e inviato a Bruxelles. Il Documento programmatico di bilancio verrà poi inviato al Senato, a seguire alla Camera e, nel caso pressoché normale di modifiche, ritornerà al Senato per l’approvazione definitiva. L’iter si concluderà entro l’anno e le attese sono tantissime dopo i timori per l’aumento dell’Iva e la necessità di politiche impopolari, che hanno contribuito alla rottura estiva del governo gialloverde.

Qual è l’obiettivo del governo?
«Abbiamo un enorme bisogno di ricollocare l’Italia in una dimensione europea, dopo che le posizioni sovraniste ci avevano isolato. E non dimentichiamo che abbiamo il secondo debito pubblico in Europa, tra i primi al mondo, ci occorrono credibilità e solidità. Le dichiarazioni che potevamo uscire dall’euro o battere moneta hanno prodotto un’instabilità tale che lo spread era salito a 240 mentre ora è ridisceso a 140, liberando risorse che è possibile utilizzare per la manovra. Occorre agganciare anche investimenti strategici europei fondamentali, ad esempio il “piano choc” per la crescita attraverso investimenti green».

Stare attenti alla spesa pubblica significa più tasse o più investimenti?
«Prima di tutto la manovra prevede 23,1 miliardi per cancellare l’aumento dell’Iva, che avrebbe portato a scenari devastanti. Si sarebbe ridotto il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni e dei consumi, producendo recessione. I calcoli parlavano di un costo di oltre 500 euro in più a persona all’anno, con l’Iva più alta d’Europa. Noi abbiamo fatto questo governo proprio per “sterilizzare” l’Iva senza aumentare le tasse ma spingendo sul recupero dell’evasione ed elusione fiscale, il cui gettito previsto è di oltre 7,5 miliardi. Fatturazione elettronica e carte di credito per rendere tracciabili le spese sono molto meglio dei condoni. Il condono premia chi ha eluso le tasse, invece noi vogliamo rendere più giusto ed equo il Paese: se evadi non c’è solo il mancato gettito per lo Stato ma concorrenz asleale verso gli altri imprenditori e illegalità, un male strutturale che va combattuto».

E sul fronte del lavoro e degli investimenti?
«Vogliamo ridurre le tasse a cominciare proprio dal lavoro: la proposta per la riduzione del cuneo fiscale vale 2,7 miliardi nel 2020 e a regime 5,5 miliardi. Come verrà adottato rispetto agli 80 euro si vedrà, ma significa 500 euro in più all’anno nelle tasche dei lavoratori, una tredicesima o quattordicesima in più. Sugli investimenti abbiamo oltre 34 miliardi di euro a cui sene aggiungono 50 per i prossimi quindici anni di cui 9 nei primi tre nel capitolo del green new deal per sostenere investimenti che producono ricadute positive per l’ambiente, soprattutto in tema di economia circolare e politiche europee». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 17 ottobre

L'imolese Daniele Manca, capogruppo Pd in commissione Bilancio al Senato, spiega la manovra del Governo
Cronaca 17 Ottobre 2019

L'associazione «Fare Cambiare Migliorare» si presenta con Carlo Lucarelli e Valentina Pazè

E” in programma oggi, giovedì 17 ottobre, alle 18.30, nel salone di palazzo Tozzoni (via Garibaldi 18, Imola) l”incontro pubblico «Cittadini in politica», organizzato dall”associazione «Fare Cambiare Migliorare – Laboratorio di idee e proposte».

L”appuntamento sarà l”occasione per la presentazione alla città dell”associazione stessa, nata dalla volontà di un gruppo eterogeneo di più di venti cittadini, che hanno deciso di impegnarsi nella vita politico-culturale imolese perché, spiegano, «si deve tornare non solo a parlare con le persone, ma anche a far conoscere e approfondire temi e questioni: solo se si hanno gli strumenti di conoscenza si può decidere consapevolmente ed anche avanzare proposte e risoluzioni dei problemi».

Saranno presenti all’incontro lo scrittore Carlo Lucarelli e la professoressa associata di filosofia politica presso l’Università di Torino Valentina Pazè, che si occupa da tempo di problemi di populismo, demagogia e multiculturalismo. (r.cr.)

Nella foto lo scrittore Carlo Lucarelli

L'associazione «Fare Cambiare Migliorare» si presenta con Carlo Lucarelli e Valentina Pazè
Cronaca 15 Ottobre 2019

Caos 5Stelle, la maggioranza prende tempo, Consiglio comunale rinviato, si scatenano le opposizioni

Nei giorni scorsi sembrava ci fossero state delle prove di dialogo tra la sindaca Manuela Sangiorgi e i sei consiglieri dissidenti della sua maggioranza 5Stelle. Invece ieri è arrivato il rinvio di due settimane della seduta del Consiglio comunale fissata per oggi. Il motivo? «Consentire alla consigliera subentrante di poter partecipare ai lavori del Consiglio comunale» si legge nell’atto a firma della presidente del Consiglio comunale, la pentastellata Stefania Chiappe.

«Non c’è una maggioranza è per questo che viene rinviato il Consiglio» rilancia deciso il vicepresidente dell’aula, il dem Fabrizio Castellari: «Siamo ai titoli di coda, una situazione indecorosa e irrispettosa. La città è bloccata da tempo in molti dei suoi aspetti principali e ora anche in quelli istituzionali. Se non ci sono le condizioni per andare avanti occorre prenderne atto: non si può rinviare il Consiglio finché non si ha una maggioranza. Se non si hanno i numeri per governare si riconsegnino le chiavi agli elettori, non si chiuda il Consiglio comunale».

Difficile dargli torto dopo quanto accaduto venerdì 11, ennesima surreale seduta del Consiglio comunale, durante la quale doveva avvenire la surroga del consigliere dimissionario 5Stelle Righini. Solo la «stampella» del voto arrivato dai banchi dell’opposizione da Giuseppe Palazzolo, di Patto per Imola, ha permesso il via libera. Numeri alla mano, la maggioranza aveva solo otto voti, compresa la presidente Chiappe e la stessa sindaca Sangiorgi, dato che nessuno dei sei consiglieri dissidenti era presente. Considerando che all’opposizione sono in dieci, neppure l’assenza di Simone Carapia tra le file della Lega era sufficiente a salvare la partita. E per oggi la situazione si profilava ugualmente difficile: la nuova consigliera Luciana Franceschini potrà entrare in aula a rimpinguare le esili schiere pentastellate, per l’appunto, solo tra quindici giorni.

Giunti a questo punto, il capogruppo dem Roberto Visani ha chiesto «formalmente una conferenza dei capigruppo alla presenza del segretario generale perché la spaccatura all’interno del M5s sta creando uno stallo istituzionale. Siamo a metà ottobre, in un Comune normale si comincia a ragionare di bilancio preventivo e piano degli investimenti, che significa cosa fare con i soldi incassati dopo che l’Amministrazione ha alzato le tasse ai cittadini».

Marco Casalini segretario imolese della Lega ha rincarato la dose: “L’ennesima dimostrazione di questa Giunta incapace a governare ed amministrare la comunità imolese.Non è concepibile che la città sia ostaggio di un’amministrazione che blocca le istituzioni e che rimanda i lavori d’aula di 15 giorni.Il Comune, gli imolesi, il territorio chiedono normalità, buonsenso, organizzazione invece ci si ritrova nel caos più assoluto e nell’imprevedibilità. Ci si renda conto – conclude – che così non si può continuare. Torniamo al voto”.

Giuseppina Brienza, coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario, tira per la giacca la presidente Chiappe: “L’assenza della nuova consigliera è talmente importante da bloccare la politica cittadina per due settimane? E la giustificazione per questa assenza è più importante delle altre giustificazioni per assenza presentate nel corso dei mesi dai consiglieri della maggioranza “ribelli” e dai consiglieri di opposizione? In virtù di quale regola?”. (l.a.)

Nella foto i banchi vuoti dei consiglieri 5Stelle non presenti venerdì 11 ottobre

Caos 5Stelle, la maggioranza prende tempo, Consiglio comunale rinviato, si scatenano le opposizioni
Cronaca 10 Ottobre 2019

Cottarelli fa il pieno a Imola. E sprona il Governo: «Il punto da cui partire? Ridurre la burocrazia»

«Ormai di professione sono un predicatore, che va in giro per l’Italia e in tv per dire che ognuno può fare qualcosa per cambiare l’Italia». Così si definisce oggi, in tono scherzoso, Carlo Cottarelli, volto noto agli italiani soprattutto per essere stato, tra il 2013 e il 2014, commissario per la revisione della Spesa pubblica durante il Governo Letta, ruoloche gli è valso l’epiteto di «Mister forbici», affibbiato da parte della stampa.

Davvero in tanti lo scorso 2 ottobre sono andati ad ascoltarlo a palazzo Sersanti, dove il Centro studi Luigi Einaudi, incollaborazione con l’associazione Giovanni Codronchi Argeli e con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, lo aveva invitato a parlare dei «sette peccati capitali dell’economia italiana», titolo e tema del libro da lui pubblicato nel 2018.

Cottarelli, quali sono i sette peccati capitali dell’economia italiana di cui parla nel suo libro?
«Evasione fiscale, corruzione, burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, divario nello sviluppo tra nord e sud del Paese, difficoltà di convivenza con l’euro. Quella dell’euro è una grossa polemica. Io continuo a pensare che l’Italia debba rimanere nell’euro, che può crescere nell’euro, ma abbiamo avuto qualche difficoltà di adattamento, non perché siamo geneticamente incompatibili con la moneta unica europea, ma perché, dopo l’entrata nell’euro, per alcuni anni abbiamo seguito delle politiche economiche sbagliate».

Quali le strade per risolvere alcuni dei problemi che ha citato?
«Il problema principale che dobbiamo risolvere è quello di tornare a crescere. Sono vent’anni che non cresciamo, abbiamo lo stesso reddito pro capite che avevamo vent’anni fa, in termini di potere di acquisto. Come si fa a risolverequesta situazione? Io credo che ci vogliano le “famose” riforme strutturali (e qui si lascia sfuggire un sorriso, Ndr). Ma quali devono essere queste riforme? Io ne indicherei tre, che sono poi quelle che indicano gli imprenditori, perché, se si facessero, loro investirebbero di più. Primo: abbassare la pressione fiscale, però con fonti di finanziamento stabili, non prendendo soldi a prestito. Tagliare le tasse finanziandole a debito è sbagliato. Occorre trovare fonti di finanziamento permanenti che possono derivare dalla riduzione dell’evasione fiscale, che è ancora tanta, oppure da risparmi sul fronte della spesa. Secondo: la riduzione della burocrazia, che è un peso tremendo per l’intera  economia italiana. Terzo: ridurre i ritardi nella giustizia civile, renderla più veloce, ci vogliono ancora otto anni per concludere un processo civile che arriva al terzo grado di giudizio».

Se oggi avesse pieni poteri, dove interverrebbe in primis?
«Partirei dalla burocrazia. Occorre ridurre tutte queste regole e queste carte, che tra l’altro costano moltissimo alle Piccole e medie imprese: circa 33 miliardi all’anno, spesi per compilare moduli, senza contare i tempi di attesa e i progetti che non si riescono a realizzare proprio perché la burocrazia intralcia. Quello sarebbe il punto da cui partire.Non una delle tante cose da fare, ma “La priorità”». Come mai in Italia non riusciamo ad affrontare questi problemi?«E’ impopolare affrontare questi problemi seriamente. Ad esempio, tutti dicono di voler ridurre la burocrazia, ma non è mai stata vista come una priorità da chi sta al Governo. E’ più facile vincere le elezioni mandando in pensione tre anni prima o dando un reddito anche senza lavorare. Si preferisce fare questo, invece di affrontare i problemi più difficili,che però sono quelli che a lungo termine farebbero crescere l’economia italiana». (lo. mi.)

L”intervista completa sul numero del Sabato sera del 10 ottobre

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Cottarelli fa il pieno a Imola. E sprona il Governo: «Il punto da cui partire? Ridurre la burocrazia»
Cronaca 10 Ottobre 2019

Stallo nella maggioranza 5Stelle, i vertici delle commissioni vanno al Pd

L’appuntamento con il Consiglio comunale è stato spostato da martedì 8 ottobre a domani, occorre qualche giorno in più alla burocrazia per definire la surroga del capogruppo 5Stelle dimissionario Simone Righini (salvo sorprese sarà Luciana Wanda Franceschini, prima dei non eletti).

Questo permette di tirare il fiato dopo l’ennesima fibrillazione: sei consiglieri di maggioranza l’1 ottobre hanno presentato un emendamento contro una delibera di Giunta che è stata approvata con i voti delle minoranze. Lana caprina politica a confermare la spaccatura nella maggioranza che sostiene la sindaca Manuela Sangiorgi: otto fedeli e sei dissidenti, fermi nella loro posizione di richiamo al rispetto del programma, con la spada di Damocle del bilancio preventivo (la bocciatura avrà l’effetto di una mozione di sfiducia).

Anche le nomine dei nuovi presidenti delle commissioni consiliari sono andate a vuoto, e Righini, stanco di mediare nel deserto, ha gettato la spugna. Con corollario paradossale: ora c’è il Pd al vertice delle Commissioni consiliari, perché da regolamento i ruoli vacanti (2 Scuola e Cultura, 3 Urbanistica, 4 Sanità e sociale, 6 Autodromo) passano ai consiglieri «anziani», in base al numero delle preferenze.

Così il presidente Marco Panieri ha già chiesto una commissione 3 urgente sul tema del verde e di Area Blu, mentre il collega Roberto Visani sulla sanità. Il leghista Daniele Marchetti, presidente della commissione 1, per non rimanere indietro, ne ha chiesto a sua volta una sui problemi sollevati dalla Sangiorgi sempre su Area Blu. (l.a.)

Altri particolari sul numero del Sabato sera del 10 ottobre

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Stallo nella maggioranza 5Stelle, i vertici delle commissioni vanno al Pd
Cronaca 3 Ottobre 2019

Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini si dimette da consigliere comunale: “Non ci sono più le condizioni'

Le dimissioni immediate e irrevocabili da consigliere comunale sono state protocollate questa mattina poco dopo le 9. Ora sono ufficiali dopo i rumors dei giorni scorsi. Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini ritiene “conclusa l’esperienza”. Il motivo? “Per me non ci sono più le condizioni per andare avanti. Ritengo non ci sia più una maggioranza dopo che per tre settimane in Consiglio comunale non c’erano i numeri a sostenere il mio ruolo di capogruppo al di là della volontà di ricucire”. Non solo. Righini si ritiene anche fuori dal Movimento 5 Stelle. “Non esiste una tessera da stracciare, ma sono uscito dalle chat di Gruppi e attivisti – precisa -. Per ora mi dedico alla famiglia poi vedremo». 

Questi mesi da consigliere e capogruppo sono stati faticosi. Righini ha quattro figli, un lavoro come responsabile del Dopodinoi di Santa Caterina e ha avuto dei seri problemi di salute, per fortuna oggi superati. Sulla decisione di dimettersi ha pesato non poco quanto accaduto martedì scorso in Consiglio comunale dove, per la seconda volta, sono stati bocciati i nomi proposti per le nomine dei presidenti delle commissioni 3 Urbanistica, 4 Sociale e sanità e 6 Autodromo,per sostituire quelli dei dissidenti 5Stelle. Una bocciatura avvenuta a suon di schede bianche, ovvero di «franchi tiratori» interni (con corollario di siparietti come il nome di Salvatore Cacciatore, admin della pagina Facebook Sei di Imola se…, scritto su una scheda). Un “dispetto” anche per la surroga del consigliere di maggioranza all’Assemblea del Circondario, Stefano Buscaroli, che ha ottenuto i voti ma non quelli per l’immediata eseguibilità della delibera (occorre la maggioranza di almeno 13 voti, le opposizioni ne avevano 9), quindi non parteciperà alla seduta del 7 ottobre che pur aveva motivato l’urgenza della nomina.  

Per non parlare di quanto accaduto con la delibera sui compensi dei revisori dei conti, che ha permesso all’ex 5Stelle Fabiano Cavina di cantar vittoria dai banchi della Lega: “Solo grazie alla mia sfuriata in Consiglio comunale si è ritirato, alla prima seduta, il documento che ieri sera (martedì 24, ndr) è tornato nell’aula del Consiglio con una decurtazione di circa il 10% dalla proposta iniziale. Arriva poi l’ulteriore decurtazione di un altro 10% circa tramite il voto di tutte le opposizioni ad un emendamento proposto dai 6 dissidenti pentastellati”. In conclusione il documento presentato dalla Giunta è stato modificato con i voti delle opposizioni: “Il sindaco si ravveda, si renda conto che così non può governare, lasci il trono e dia la parola agli imolesi”. 

Insomma per il “mediatore” Righini la misura era colma. E a motivare la decisione di chiudere anche con il M5S, c’è il rammarico e la critica per la mancanza di supporto da parte del partito a livello regionale e oltre a fronte delle sue accorate richieste. “Praticamente non ho ricevuto risposta. Penso che se fosse accaduto al Pd il giorno dopo c’era qualcuno sul territorio per cercare di risolvere i problemi, con questo non esalto il Pd – chiarisce – e so che i modelli organizzativi sono diversi, ma ci sono delle situazioni gravi in cui si deve essere in grado di intervenire”. (l.a.)

Nella foto Simone Righini in Cconsiglio comunale

Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini si dimette da consigliere comunale: “Non ci sono più le condizioni'
Cronaca 1 Ottobre 2019

Cottarelli, “I sette peccati capitali dell’economia italiana' al Sersanti

Il quadro politico nazionale, il nuovo governo, la difficile situazione economica del Paese, il rapporto con l’Europa. Tutti temi di massima attualità che saranno al centro di un incontro pubblico con Carlo Cottarelli che si svolgerà a Palazzo Sersanti (piazza Matteotti 8, a Imola), domani pomeriggio, alle 18.30, con ingresso libero fino a esaurimento posti.

L’iniziativa, dal titolo I sette peccati capitali dell’economia italiana, è organizzata dal Centro studi Lugi Einaudi di Imola, e giunge quanto mai puntuale per fare il punto sulla nuova fase politica nazionale e cercare di analizzare i contenuti dell’agenda di governo.

«Il Centro studi Luigi Einaudi ha l’obiettivo di proporre temi legati all’economia, alle imprese e alla società, con uno spirito di approfondimento culturale che rispetti il pensiero liberale che ci ispira da sempre – afferma il coordinatore Pierangelo Raffini -. Per il 2019 abbiamo scelto di invitare Carlo Cottarelli, un economista stimato e serio che ha ricoperto incarichi anche internazionali di rilievo e che negli ultimi tempi ha riscosso una grande notorietà. Scrittore di testi di economia e finanza comprensibili a tutti, ci è sembrata la persona perfetta da invitare in questo momento per parlare dei peccati capitali dell’economia italiana e dei motivi per cui nel nostro Paese la crescita è stata così bassa negli ultimi venti anni. Cottarelli ha da tempo indicato gli ostacoli e anche i metodi per rimuoverli proponendo soluzioni a volte scomode politicamente e che non portano voti. Pensiamo che sia anche in grado di tracciare una strada per il futuro con realismo e con una consapevole fiducia».

«Gualtieri dice di scorporare gli investimenti verdi dal deficit – dichiara Carlo Cottarelli -. Gli investimenti pubblici (verdi e non) servono. Ma si è aumentata già la spesa corrente, la si vuole aumentare ulteriormente e si vogliono pure tagliare le tasse. Speriamo di non restare al verde». (r.cr.)

Cottarelli, “I sette peccati capitali dell’economia italiana' al Sersanti
Cronaca 29 Settembre 2019

Promuovere la lettura tra legge e buone pratiche, se n'è parlato in un incontro con politici e professionisti

In Italia solo il 40% dei cittadini legge un libro all’anno. Se già considerare lettore una persona che legge un volume in 12 mesi è alquanto ottimistico, pensare che siano solo due italiani su cinque a farlo sconsiglierebbe di intraprendere qualsiasi professione legata ai libri. Comprensibile quindi che serva una legge per promuovere la lettura. Il Parlamento italiano questa legge l’ha scritta nella scorsa legislatura e la Camera la ha già approvata a grande maggioranza in quella in corso, ora deve passare all’esame del Senato.

Di questa legge si è parlato sabato 21 settembre alla festa di Left Wing, l’associazione che, fra l’altro, cura una web radio e produce un rivista di politica, economia e cultura fondata tra gli altri dall’ex presidente del Pd, Matteo Orfini. Nella cornice della Città dell’Altra economia, all’ex Mattatoio del Testaccio si svolto un seminario in cui a fianco della deputata Pd Flavia Piccoli Nardelli, che ha scritto e portato avanti la legge, c’erano esponenti della politica come gli onorevoli Maria Chiara Gadda (firmataria della legge contro lo spreco alimentare) e Francesco Verducci, la presidente di Alleanza Cooperative Italiane Comunicazione Giovanna Barni, rappresentanti dell’Associazione italiana editori, degli editori indipendenti di Adei, dei librai e delle biblioteche. Fra gli invitati al seminario anche Paolo Bernardi, presidente della Coop. Bacchilega che ha portato il proprio contributo raccontando alcune delle pratiche che la cooperativa imolese affianca alle prestigiose pubblicazioni di libri per bambini e ragazzi e alla rivista Lo Spunk, senza contare i corsi di Officina Passo Passo.

Un incontro che grazie alla qualità degli intervenuti ha messo in evidenza il valore della legge e la necessità di dare impulso alla lettura, incrementare i lettori e consentire lo sviluppo di una filiera editoriale equilibrata, che tenga in conto l’esigenza di un rapporto virtuoso tra pubblico e privato nella gestione dei luoghi della lettura e delle attività culturali in genere. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 settembre

Nella foto un momento dell”incontro a Roma

Promuovere la lettura tra legge e buone pratiche, se n'è parlato in un incontro con politici e professionisti

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