Cronaca

La lotta antispreco del Banco Alimentare dalla raccolta nei supermercati ai pasti pronti delle mense aziendali

La lotta antispreco del Banco Alimentare dalla raccolta nei supermercati ai pasti pronti delle mense aziendali

Il progetto nazionale «Oltre il carrello, Lidl contro lo spreco», in collaborazione con il Banco Alimentare, è partito ufficialmente nel 2018. Al momento sono coinvolti oltre 330 punti vendita sul totale di oltre 620 presenti sul territorio italiano. A Imola entrambi i punti vendita, quello di via Pola e quello aperto di recente in via Selice, sono operativi nella donazione delle eccedenze alimentari. Il solo supermercato di via Pola nel primo anno di attività ha raccolto circa 30 tonnellate di cibo, equivalenti a 60.000 pasti. «Negli ultimi 27 anni, siamo infatti in Italia dal 1992, abbiamo sviluppato un profondo legame con il territorio che ci ospita – sottolinea la responsabile della comunicazione di Lidl Italia, Alessia Bonifazi -. La consapevolezza del nostro ruolo sociale ci ha spinto a sviluppare questo progetto, al quale lavoravamo da tempo e che finalmente siamo riusciti a mettere in atto grazie alla semplificazione introdotta dalla legge Gadda». In Emilia Romagna, attualmente, sono 27 su 55 i punti vendita che hanno attivato la donazione.

Per quanto riguarda invece le mense aziendali, da maggio 2018 ha preso il via la donazione dei pasti pronti non consumati nelle due mense Cefla di via Selice e di via Bicocca, gestite da Euroristorazione Srl. In sei mesi, da maggio a fine ottobre, sono stati donati 859 pasti completi (un pri-mo, un secondo e un contorno), 691 semi completi (primo e secondo), 348 solo secondi, tutti rimasti dal servizio di mezzogiorno. «L’idea è nata dai dipendenti della Cefla, che l’hanno proposta al cuoco in servizio in via Selice – spiega Giulia Roccatello, dietista e referente di Euroristorazione -. Dalla proposta si è passati al piano trilaterale che ha coinvolto Euroristorazione, Cefla e Banco Alimentare».

Alla donazione di pasti pronti contribuisce in maniera molto significativa la Camst attraverso le sue quattro strutture imolesi dalle quali i volontari recuperano ogni giorno le eccedenze alimentari: la cucina centralizzata di via Grieco, il self service Tavolamica di via Grieco, il self service Tavolamica di via Lasie e la mensa della Sacmi. «Tra tutte e quattro le realtà – sottolinea Erika Camorani, direttrice della cucina centralizzata Camst di via Grieco e di tutti i locali mensa ad essa collegati – riusciamo a donare circa un centinaio di pasti al giorno tra primi piatti salse, secondi piatti e contorni». «La collaborazione è nata in un primo momento con la Caritas e con il direttore Luca Gabbi nel 2016. Con il suo contributo è iniziata la collaborazione tra Caritas e Camst per il recupero delle eccedenze alimentari presso la cucina centralizzata Camst di via Grieco a Imola. A seconda della giornata riuscivamo a donare anche 20-30 pasti al giorno, che venivano utilizzati per la maggior parte all’interno della mensa della Caritas per gli ospiti del momento. La collaborazione con il Banco Alimentare è nata quando, con l’apertura della Bottega del cotto a novembre 2017, l’iniziativa si è estesa anche alle altre realtà Camst nel territorio». (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Nella foto pasti pronti della Camst pronti per essere ritirati dai volontari

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