Posts by tag: solidarietà

Cronaca 19 Giugno 2019

Il comico Paolo Cevoli mattatore della festa per il trentennale del Banco Alimentare al magazzino di via Zello

«Dopo le tue battute di questa sera, abbiamo perso molti dei nostri stakeholders». Così il presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna, Stefano Dalmonte, ha salutato Paolo Cevoli e concluso la tappa imolese di «Compagni di Banco», il tour per i trent”anni della Rete Banco alimentare in Italia, che martedì 18 giugno si è svolta nel magazzino e sede logistica regionale del Banco a Zello.

L”attore romagnolo che ha creato il personaggio dell”assessore Cangini, è stato il mattatore della serata. Travolgente nelle sue battute rivolte a molti degli amici e sostenitori del Banco Alimentare che sono stati applauditi da amici, ospiti e volontari del Banco presenti alla serata. Piccoli scherzi in perfetto stile Cevoli che il comico ha riservato a chi sostiene il lavoro del Banco.

Cosa che anche lo stesso Paolo Cevoli fa da anni per aiutare una istituzione nata 30 anni fa per volontà del cavaliere Danilo Fossati, fondatore della azienda alimentare Star, e di Don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. A Zello è stata una festa salutata anche da Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere, l”associazione imprenditoriale che fa capo proprio a CL. Stefano Dalmonte ha spiegato nel video che segue il prezioso lavoro di aiuto svolto dal Banco Alimentare per il recupero del cibo e la sua distribuzione alle associazioni caritatevoli per dare un pasto a chi più ne ha bisogno. (pb)

Nella foto da sinistra: Paolo Cevoli, il presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna Stefano Dalmonte e Claudia Penoni

Il comico Paolo Cevoli mattatore della festa per il trentennale del Banco Alimentare al magazzino di via Zello
Cronaca 17 Giugno 2019

La Sacmi a fianco del Banco Alimentare: centomila pasti in dono per celebrare il centenario della cooperativa

Sacmi è main partner dell’evento che si terrà il 18 giugno al magazzino di via Zello in occasione del trentennale del Banco Alimentare: i motivi di questa collaborazione?
«Il concetto di mutualità esterna fa parte del Dna di Sacmi fin dalla fondazione – dice il presidente della Sacmi Paolo Mongardi -, costituisce parte integrante ed essenziale della nostra mission di azienda cooperativa. Per questo sosteniamo con continuità iniziative a favore della comunità per la sanità, l’istruzione, la cultura. A tali progetti, declinati anche a livello internazionale per intervenire laddove le condizioni sociali non consentono il rispetto dei diritti essenziali di formazione e cura della persona, si è affiancata non da oggi una rinnovata attenzione per i diversi tipi di fragilità che, purtroppo, coinvolgono in misura crescente anche il nostro territorio. Nasce in questo contesto la scelta di sostenere il Banco Alimentare, a partire da indicatori che riteniamo allarmanti, come la sempre maggiore diffusione della povertà assoluta in Italia, un incremento che colpisce in modo particolare le famiglie con figli minori».

La mensa Sacmi gestita da Camst è tra quelle che ogni giorno dona i pasti pronti ec-cedenti al Banco. Come è nata questa iniziativa?
«Già da alcuni anni abbiamo aderito a diverse campagne pro-mosse sul territorio e finalizzate al recupero dei pasti pronti da distribuire alle persone in difficoltà. La collaborazione con il Banco Alimentare si inserisce in questo percorso. Va detto poi che il 2019 non rappresenta per Sacmi un anno qualsiasi, ma coincide con il nostro primo centenario di storia aziendale. Onorare questi 100 anni di storia con la donazione di 100mila pasti al Banco Alimentare ci è sembrato un modo concreto, tangibile, per riaffermare la no-stra volontà di operare al fianco della nostra comunità. Nel caso specifico, poi, parliamo di povertà assoluta, non si tratta quindi solo di offrire un pasto, ma di contribuire a restituire dignità alla persona, un concetto che riteniamo a fondamento di ogni società civile». (mi.ta.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto il presidente della Sacmi Paolo Mongardi

La Sacmi a fianco del Banco Alimentare: centomila pasti in dono per celebrare il centenario della cooperativa
Cronaca 17 Giugno 2019

Il Banco Alimentare compie trent'anni, anche Imola festeggia domani al magazzino di via Zello

La Fondazione Banco Alimentare Onlus compie 30 anni. La storia racconta infatti che era il 1989 quando il fondatore della Star, cavalier Danilo Fossati e monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, decisero insieme di portare in Italia l’esperienza della Fondacion Banco de Alimentos di Barcellona, dando il via ad una rete che oggi è presente in tutte le regioni italiane con 21 organizzazioni, la cui attività è coordinata dalla Fondazione nazionale. Negli ultimi 10 anni, il Banco Alimentare ha raddoppiato la quantità di cibo recuperato, passando dalle 18.000 tonnellate del 2008 alle 36.000 del 2018. A questi alimenti (le cosiddette eccedenze della filiera agroalimentare costituita da aziende agricole, industrie alimentari, ristorazione e distribuzione), si aggiungono quelli provenienti dai piani di intervento sociale dell’Unione Europea e dello Stato e quelli raccolti durante la Colletta Alimentare di novembre.

Alla crescita della Fondazione nazionale ha contribuito in questi anni il lavoro del Banco Emilia Romagna, che ha sede a Imola in via San Pier Grisologo e la principale sede logistica nel magazzino di via Zello. Nata 28 anni fa, l’organizzazione regionale ha chiuso il 2018 con questi numeri: 791 strutture caritative convenzionate, 128.314 persone raggiunte attraverso di esse mediante la distribuzione di 9.170 tonnellate di cibo distribuite. Un deciso aumento rispetto al 2008 quando furono distribuite poco meno di 6.000 tonnellate di alimenti a 101.386 persone, assistite da 729 strutture caritative. «Un’immensa gratitudine ci invita a festeggiare i trent’anni della Rete Banco Alimentare – commenta Stefano Dalmonte, presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna – nel cui alveo esiste da 28 anni anche la nostra rete territoriale. In questo percorso sono stati tanti e diversi gli incontri che ci hanno permesso di crescere e diventare un’opera che oggi è speranza per molti».

A Imola si svolgerà domani, 18 giugno, a partire dalle 18.30, il secondo dei tre appuntamenti previsti i regione per celebrare i 30 anni della Fondazione nazionale. Al Centro logistico di via Zello è in programma infatti «Che serata da noi!», evento con cena, musica e spettacolo di cabaret. L”ingresso è a offerta libera su prenotazione (eventi@emiliaromagna.bancoalimentare.it – tel. 366 7217111). (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 giugno

Nella foto due volontari al lavoro

Il Banco Alimentare compie trent'anni, anche Imola festeggia domani al magazzino di via Zello
Cronaca 4 Giugno 2019

Cinque cittadini imolesi premiati per le loro attività di volontariato a servizio del “bene comune'

Da qualche anno a questa parte l’Amministrazione comunale sta promuovendo attivamente la cultura del «bene comune» nella cittadinanza attraverso patti di collaborazione stipulati con singoli cittadini e associazioni, definiti in base ad un apposito regolamento, che definiscono gli ambiti di intervento e i reciproci impegni.

In concreto, cittadini attivi o le associazioni concordano col Comune interventi di cura e di rigenerazione di beni e spazi pubblici da svolgere volontariamente e gratuitamente. Ebbene, nell’ambito della recente manifestazione Imola il centro fiorisce a maggio!era prevista anche la premiazione di cittadini ed associazioni impegnatisi in opere meritevoli, ma, a causa del maltempo, la cerimonia si è svolta domenica 26 maggio, nella galleria del centro cittadino, anziché il sabato precedente in piazza Matteotti.

Cinque gli imolesi premiati: Doriano Bertaccini e Angelo Di Maria per la manutenzione del parco posto nella frazione di Zello, Jacopo e Gian Claudio Bianconcini per l’impegno nel ripristino del decoro urbano del centro cittadino e l’Associazione campeggiatori dell’imolese per la cura della zona camper service. (r.cr.)

Nella foto un momento della cerimonia

Cinque cittadini imolesi premiati per le loro attività di volontariato a servizio del “bene comune'
Cronaca 30 Maggio 2019

Venerdì 31 maggio torna la Festa dei vicini, il decalogo del Comune per organizzare un evento perfetto

Riscoprire l’importanza delle relazioni di buon vicinato, costruire una rete di amicizia e solidarietà con chi abita nella stessa strada o nello stesso palazzo, individuare nel proprio quartiere punti di riferimento per sentirsi più sicuri in casa propria e chiedere aiuto in caso di bisogno, ritrovare il piacere di divertirsi in compagnia: in poche parole riscoprire le relazioni di prossimità, che a volte si affievoliscono in questo mondo troppo veloce. Questi sono solo alcuni degli obiettivi per i quali è nata la Giornata europea dei vicini di casa, in programma venerdì 31 maggio, una festa che nella nostra città ha negli anni riscosso un grande successo: nel 2018 sono state organizzate 53 feste che hanno coinvolto quasi 3.500 persone e oltre 1.200 famiglie.

Il Comune di Imola invita gli imolesi a cogliere questa occasione per fare festa nei cortili e negli spazi condominiali all’insegna dell’amicizia, del rispetto reciproco e dell’inclusione, a patto che si osservino alcune regole fondamentali, alla base del rispetto tra le persone, della convivenza civile e del rispetto dell’ambiente e dei luoghi appartenenti a ogni genere di collettività. Il Comune ha diffuso un pratico decalogo per una festa perfetta. 1) Parlatene con i vostri vicini e coinvolgeteli nell’organizzazione: questo consiglio è il più importante di tutti, la preparazione è già parte della festa! 2) Preparate una locandina e affiggetela nel vostro palazzo o nelle vicinanze della vostra casa. 3) Trovate un luogo adatto, come ad esempio le parti comuni degli edifici: giardini, pianerottoli, cortili, strade private e prevedete una soluzione alternativa in caso di brutto tempo. 4) Pensate al materiale che vi serve: tavoli, sedie, panche, ecc. 5) Pensate anche al cibo e alle bevande, suddividendo i compiti par l’acquisto e la preparazione. 6) Non dimenticate i bambini: preparate anche cibo e bevande adatte a loro, palloncini o altri giochi. 7) Non esitate a fare conoscenza degli altri. 8) Non siate spettatori ma attori della festa. 9) Decorate il luogo di festa. 10) Non è che il primo passo: la festa dei vicini rappresenta solo l’inizio per vivere in modo solidale il proprio vicinato. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 maggio

Nella foto una festa dei vicini del 2018

Venerdì 31 maggio torna la Festa dei vicini, il decalogo del Comune per organizzare un evento perfetto
Cronaca 29 Maggio 2019

Il 30 maggio a Imola spettacolo e donazione alla Neurologia dell'associazione “Io vivrò' in memoria di Gian Luca Fantelli

L’associazione di volontariato “Io vivrò”, attiva nella raccolta fondi e nel supporto di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ha donato due pulsossimetrie e un pc portatile, del valore complessivo di 2.700 euro, alla struttura di Neurologia dell’Azienda Usl di Imola, che attualmente ha in carico 8 persone affette da questa grave malattia. La consegna ufficiale della donazione avverrà nel corso dell’iniziativa che si terrà al teatro Lolli (in via Caterina Sforza 3) giovedì 30 maggio, alle ore 21. Uno spettacolo basato sul racconto “Se avessi la tua voce”, in ricordo di Gian Luca Fantelli, soprannominato «il Fante», cantautore, scrittore e giornalista medicinese a cui nel 2007 era stata diagnosticata la Sla e scomparso nel 2016 a soli 52 anni.

La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale caratterizzata dalla progressiva perdita di forza dei muscoli volontari, con atrofia e spasticità. L’età media di insorgenza è di 58-63 anni nelle forme sporadiche e più bassa, 47-52 anni,nelle forme familiari. Non esiste al momento una terapia specifica di sicura efficacia. E’ una malattia ad elevato impatto psicologico, sociale ed economico, vista la sua lenta e inesorabile evoluzione verso la progressiva invalidità e la morte. 

Non è la prima volta che l’associazione presieduta da Paolo Sartiani sostiene con donazioni i servizi dell’Ausl di Imola che seguono i pazienti affetti da Sla. Nel 2016, con una donazione di oltre 4 mila euro, erano stati acquistati ausili per il miglioramento della vita dei pazienti al proprio domicilio. Quest’anno la scelta è stata di donare alla Neurologia un pc portatile, utile alla tenuta informativa del registro Sla, e due pulsossimetri, attrezzature che permettono di controllare lo stato di ossigenazione del sangue. La perdita di forza non interessa infatti soltanto i muscoli degli arti, ma riguarda anche i muscoli della parola, della deglutizione e della respirazione. Spesso il primo segno si manifesta solo durante uno sforzo fisico intenso o durante il sonno, quando il paziente a letto può accusare una mancanza d’aria in posizione sdraiata e può aver bisogno di dormire con due o più cuscini, o addirittura seduto.

Questi sintomi sono un importante segnale di difficoltà respiratoria e,se non si interviene in tempo, in questa fase possono presentarsi delle gravi complicanze. Ebbene i pulsossimetri consentiranno agli pneumologi di eseguire diagnosi precoci di coinvolgimento dei muscoli respiratori mediante delle registrazioni notturne della saturazione ossiemoglobinica, cioè di Imola. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» in edicola da domani, giovedì 30 maggio

Nella foto un momento della presentazione dell”iniziativa

Il 30 maggio a Imola spettacolo e donazione alla Neurologia dell'associazione “Io vivrò' in memoria di Gian Luca Fantelli
Cronaca 26 Maggio 2019

Ha compiuto 30 anni l'associazione imolese São Bernardo, il racconto della presidente Nadia Bassi

L’associazione imolese São Bernardo ha compiuto 30 anni. Era infatti il 1° maggio 1989 quando la prima delegazione composta dai rappresentanti della municipalità, della diocesi e delle aziende di Imola si recò in Brasile in visita alle favelas di São Bernardo do Campo, oggi metropoli con quasi 1 milione di abitanti. Attorno alla chiesa di San Geraldo erano già attivi da tempo sacerdoti legati al Centro missionario della Diocesi di Imola, tra cui don Leo Commissari, ucciso nel 1998 in un agguato nella favela e a cui è stato dedicato il centro professionale attorno a cui si svolgono le attività finanziate, sin dalle prime battute, dall’associazione imolese. Oltre alla cappella, sono attivi una scuola di formazione e un asilo che accoglie 85 bambini.

Abbiamo chiesto alla presidente dell’associazione São Bernardo, Nadia Bassi, di raccontarci come è cambiata oggi la favela dell’Oleoduto, anche grazie al ponte di solidarietà instaurato trent’anni fa con la comunità imolese. «Sono andata in Brasile lo scorso agosto perché anch’io ero curiosa di vedere com’era la situazione – ci racconta -. Oggi gli abitanti del posto preferiscono non si chiami più favela, ma comunità. E’ però solo una questione di termini, la sostanza non cambia. La parte più pianeggiante è urbanizzata, ci sono palazzoni belli e nuovi, sono state fatte le fogne. Nella parte che sale verso la collina le case sono in muratura, ma comunque addossate le une alle altre come prima. L’aspetto è quello di una favela abbellita con qualche vaso di fiori. Ci sono due strade, ma c’è comunque molto disordine intorno, rive incolte e soggette a frane frequenti, cani randagi. Poco tempo fa, ad esempio, a seguito di una grossa pioggia, la favela è franata di nuovo. I paraggi della scuola che fa parte del centro, pur non essendo i più colpiti, hanno avuto gravi danni. E’ franata la collina sotto la rampa pedonale che collegava la scuola all’asilo. E questa volta i lavori li dovrà pagare tutti il centro. Prima il Comune collaborava alle spese. Da quando, un paio di anni fa, il governo di São Bernardo è diventato di destra anticipando il risultato delle elezioni nazionali, le cose sono cambiate».

Che effetti ha avuto la netta virata a destra del governo cittadino e nazionale?
«Può sembrare strano, ma prima, quando il governo era di sinistra, le suore avevano un bel rapporto con l’amministrazione locale. Scuola, asilo, organizzazione dei corsi professionali erano gestiti in collaborazione con il Comune. Ora invece è tutto più difficile. I primi incagli si sono visti nell’organizzazione dei corsi di formazione professionale, che in precedenza erano in gran parte promossi e finanziati dalla municipalità di São Bernardo, che utilizzava il centro come punto di riferimento territoriale, mentre gli insegnanti venivano impiegati al bisogno anche all’interno della scuola del centro. Dopo la svolta, il Comune ha tagliato i fondi e nell’arco di un anno, da una quarantina i corsi nel 2018 sono scesi a sei o sette. Questo è stato il colpo più grosso, senza contare che con l’altra amministrazione si concordavano anche gli interventi per la manutenzione delle strade e dei muri di contenimento. Ecco perché ora il centro dovrà pagare da solo i lavori per ripristinare la passerella dopo la frana all’interno della proprietà. Prima delle elezioni, il centro di formazione aveva anche vinto un bando per gestire le attività di doposcuola in tutta São Bernardo. Solo grazie a una manifestazione dei genitori sotto il Comune è stato possibile avere il via libera dalla nuova amministrazione cittadina che non voleva più attuare il progetto. In questo modo il centro è riuscito a organizzare ben 30 laboratori, sparsi per la città, per circa 700 bambini dai 6 ai 10 anni».

Come festeggerete i vostri trent’anni di attività?
«Per il momento saremo presenti alla manifestazione “Imola di mercoledì” il 19 e 26 giugno, per due serate davanti a palazzo Monsignani in cui inviteremo gli imolesi a conoscerci, prendendo un aperitivo. Il 19 proporremo anche percussioni e danze africane, il 26 giugno sarà al ritmo di capoeira». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 maggio

Nella foto Nadia Bassi davanti al Centro di formazione professionale Don Leo Commissari

Ha compiuto 30 anni l'associazione imolese São Bernardo, il racconto della presidente Nadia Bassi
Cultura e Spettacoli 24 Maggio 2019

«Gocce di Musica 2019», ultima serata di selezioni. Sul palco Whatever, Karamazov, Pocopop e MindCross

L”8 giugno, data della finale in piazza Gramsci, si avvicina e per scoprire chi salirà sul palco per contendersi il buono da 500 euro in materiali musicali manca solo un tassello: stasera, venerdì 24 maggio, Ca’ Vaina ospiterà così la terza selezione (dalle 21.30 con ingresso gratuito). In gara ci saranno Whatever, Karamazov, Pocopop e MindCross.

Whatever è un gruppo pop e rock composto da Fatima Zucchi alla voce, Gianluca Marion alla chitarra, Alessandro Bonzi alla batteria e Dario Biffi al basso. Propongono brani propri in inglese, ad eccezione di quello presentato appositamente per Gocce che si intitola Scopriti. Karamazov è lo pseudonimo del cantautore imolese Federico Bandini, che ha già all’attivo un ep, un album e i recenti singoli Gerry Scotti e Antoine. A Gocce porta il brano Rubino. I Pocopop sono Mauro (voce), Bruno (basso), Sampo (chitarra) e Danny (batteria). Si definiscono «molto poco pop, fuori moda, fuori luogo, misteriosamente disorientati». Il loro brano è Sedia a rotelle. MindCross è una band composta dal chitarrista Francesco Rodi, dalla batterista Lucrezia Serafino e dal cantante Stefano Vannacci. War è il brano che propongono per il contest.

Ricordiamo che ogni finalista riceverà un buono da 200 euro per materiali musicali, oltre a quello come detto di 500 euro per il vincitore finale. Inoltre sarà assegnato tra tutti i partecipanti il Premio Speciale «sabato sera» che premierà il testo ritenuto migliore, tra quelli a tema solidale appositamente proposti per il contest. (r.c.)

Nelle foto: dall”alto a sinistra Whatever. A seguire, in senso orario, Pocopop, Karamazov e MindCross

«Gocce di Musica 2019», ultima serata di selezioni. Sul palco Whatever, Karamazov, Pocopop e MindCross
Cronaca 20 Maggio 2019

Il 21 maggio con il comitato “Pace e Diritti' un incontro sull'esperienza dei volontari sulla nave “Mare Jonio'

L’arrivo della bella stagione e lo stato di guerra latente in Libia (e la crisi economica in Tunisia) favoriscono le partenze di migranti. E’ un fatto, al di là di balletti di numeri o valutazioni morali. La scorsa settimana la «Mare Jonio», nave battente bandiera italiana gestita dalla ong Mediterranea Saving Humans, è stata sequestrata nel porto di Lampedusa per aver salvato 30 persone a 40 miglia dalle coste della Libia. I migranti sono stati fatti sbarcare (con scintille politiche in salsa elettorale tra i due vicepremier e il presidente Conte) ma per la nave c’è l’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, così come avvenuto per il salvataggio del marzo scorso, accusa poi decaduta. Contemporaneamente al largo della Tunisia affondava un’imbarcazione con 60 persone a bordo, che nessuno ha potuto salvare.

Per capire qualcosa di più l’occasione è l’incontro organizzato dal Comitato territoriale Pace e Diritti, martedì 21 maggio, alle ore 20.45, presso il cinema Cappuccini, via Villa Clelia 10. Sarà presente Giulia Sezzi, che fa parte dell’equipaggio della «Mare Jonio» e di Ya Basta, associazione bolognese tra i soggetti promotori di Mediterranea Saving Humans. L’evento fa parte della rassegna «Territori accoglienti», promossa dal Comitato Pace e Diritti; in collaborazione con il Comitato São Bernardo Onlus (ingresso ad offerta libera fino ad esaurimento dei posti).

L’intento è quello di «svolgere attività di monitoraggio, testimonianza e denuncia della drammatica situazione in cui si trovano i migranti che in assenza di soccorsi tentano di raggiungere le coste italiane dalla Libia», spiega Francesca Zanoni di Ya Basta. Originaria di Trento, 26 anni, si è trasferita a Bologna per studiare ed è rimasta a lavorare come avvocato praticante specializzato nei diritti dell’immigrazione. E’ stata sulla «Mare Jonio» per tre settimane da metà aprile all’inizio di maggio. La settimana scorsa ha partecipato all’evento di formazione per i volontari dei prossimi equipaggi organizzato a Bologna. «Mettersi in gioco in prima persona è stata un’esperienza importante e forte – racconta -. Durante il mio periodo a bordo non abbiamo fatto soccorsi diretti. Ma “battere” il mare in cerca di vite da salvare e vedere la linea dell’orizzonte qua e là spezzata da resti di barche e giubbini di salvataggio galleggianti, per chissà quale motivo, è stato molto toccante». (mi.mo.)

Il servizio completo è pubblicato su «sabato sera» del 16 maggio

Nella foto la bimba di due anni che si trovava tra le 30 persone soccorse l”8 maggio

Il 21 maggio con il comitato “Pace e Diritti' un incontro sull'esperienza dei volontari sulla nave “Mare Jonio'
Cultura e Spettacoli 18 Maggio 2019

«Gocce di musica 2019», gli Aster & the X Band vincono la seconda serata di selezione

Hanno vinto gli Aster & the X Band. Sono loro ad essersi aggiudicati, eri sera, la seconda selezione per un posto nella finale di “Gocce di musica per la solidarietà”, il contest per band emergenti organizzato da Avis Imola insieme a “sabato sera” con la collaborazione di Ca” Vaina.

Gli Aster & the X Band hanno convinto la giuria con il loro rock blues energico e una performance coinvolgente. Sul palco Luca Pasotti al basso Matthew Cavina alla batteria Alessandro De Francesco alla chitarra elettrica e il leader Leonardo Scarpetti voce e chitarra. Da notare che già lo scorso anno parteciparono e conquistarono la finale di “Gocce di Musica”.

Ottime le esibizioni anche degli altri sfidanti della quartina di selezione di ieri sera, cioè il duo indie Sambuca, il cantautore Lorenzo Montanari in arte Cacatua e la band Alter Ego con il loro rock italiano.

Per conoscere il nome del terzo gruppo finalista che salirà sul palco della finale dell’8 giugno in piazza Gramsci a Imola bisognerà attendere la terza serata di selezione venerdì 24 maggio con Whatever, Karamazov, Pocopop, Mind Cross. 

Nella foto (Isolapress) gli Aster & the X Band 

«Gocce di musica 2019», gli Aster & the X Band vincono la seconda serata di selezione

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast