Imola

La sindaca Sangiorgi conferma le dimissioni e attacca il M5s. Il capogruppo Cerulli lascia 5Stelle ed esce dal Consiglio. Il dissidente Favilli: “Noi coerenti' – VIDEO

La sindaca Sangiorgi conferma le dimissioni e attacca il M5s. Il capogruppo Cerulli lascia 5Stelle ed esce dal Consiglio. Il dissidente Favilli: “Noi coerenti' – VIDEO

La sindaca Manuela Sangiorgi ha confermato oggi in consiglio comunale le sue dimissionidopo l’annuncio di ieri sera in piazza Matteotti. Le motivazioni racchiuse in un j’accuse dai toni analoghi. Prima la rivendicazione dei “tanti risultati nonostante i campi minati e le serrature modificate” lasciate “affinchè non si potesse davvero governare Imola”, fino a essersi ora trovata costretta “a prendere atto che non ci sono più le condizioni per andare avanti”.L’attacco prima di tutto ad un Movimento 5 stelle nazionale che l’ha lasciata sola: “Non è stato presente quando pensavo che Imola potesse essere il salotto dove venivano i big. Mi aspettavo un appoggio, perché siamo il terzo comune più grande amministrato dal movimento”. Invece la sensazione di solitudine, il mancato di aiuto nella ricerca di competenze per affrontare la complicata partita di amministrare. Per finire con la nota davvero dolente: “Il reiterarsi di comportamenti distruttivi di parte della nostra maggioranza. Non si sono presentati apposta in Consiglio, che non ha nulla a che fare con il rispetto dei cittadini, dell’ente, della giunta e del sindaco”.

Volti scuri, per un momento davvero difficile per molti assessori e consiglieri di maggioranza (Luciana Franceschini del M5s sedeva in aula per la prima volta proprio oggi). I nervi tesi si sono sciolti in battibecchi e  accuse. Il vicesindaco Patrik Cavina ha sintetizzato con un laconico “Spiace buttare in discarica un programma elettorale molto bello ma impegnativo”.

Ma prima di tutto il capogruppo Andrea Cerulli, fedelissimo della sindaca, ha preso la parola per dichiarare: “Non condivido la scelta della prima cittadina ma la rispetto. Al nostro gruppo 5Stelle è mancata una cultura istituzionale e ora avremo una città commissariata come avvenuto con il sindaco Manca”. Poi, anche lui come Sangiorgi ieri sera, ha annunciato l’addio al partito prima di alzarsi e abbandonare l’aula non senza aver salutato la Sangiorgi con un baciamano: “Caro Movimento 5stelle è stato molto bello ma credo che non abbiamo più nulla da dirci”.

Per l’ennesima volta la barca pentastellata è rimasta non solo senza capitano ma pure senza nocchiere, e nel momento più buio. Per chi avesse ancora qualche dubbio che la vicenda non sia nata e cresciuta tutta in casa al M5s imolese, Fabrizio Favilli ha attaccato deciso: “La sindaca Sangiorgi è capace di umiliare chiunque l’abbia sostenuta, ieri ha umiliato la sua Giunta facendola prima parlare dal palco di cosa avrebbe fatto in futuro per poi dimettersi. Non siamo stati noi ad esserci allontanati ma lei ad esseri allontanata dal M5s e dal programma votato dai cittadini. Il vero problema è che noi le avevamo chiesto di rappacificarsi con il M5s nazionale. Noi siamo stati chiamati i dissidenti quando abbiamo una sindaca che esce dal M5s e pure gli ultimi due capigruppo Righini e Cerulli, quindi chi sono i dissidenti? La verità è che noi abbiamo sempre portato avanti con coerenza quanto messo in programma. Forse ci hanno scalato dall’interno, siamo stati ingenui, abbiamo creduto nella buonafede delle persone. E’ una pagina triste per il Movimento e per Imola. Non c’è mai stato un problema con i nostri colleghi consiglieri quando parlavamo di una mozione o una delibera, il problema era solo lì  – ha detto indicando l’ormai ex prima cittadina – e in chi la consigliava. Sicuramente il Movimento avrà nuova vita, questa esperienza segnerà il consenso ma noi non smetteremo di voler cambiare le istituzioni da dentro”. Sangiorgi ha ribattuto brevemente: “Nonostante avessi vinto le primarie del M5s, fin dall’inizio non c’è stato riconoscimento da parte di qualcuno…”. Per poi concludere: “Sono stata tradita nei miei valori dal M5s”. Poi si è alzata e ha abbandonato l’aula: “Vado a protocollare le dimissioni”. 

Ora le dimissioni sono operative ma per divenire effettive occorrà attendere 21 giorni. Sangiorgi ha già detto ieri sera che sono “irrevocabili”. Giunta e consiglieri rimangono in carica per l’ordinaria amministrazione, salvo dimissioni o defezioni varie, visto il clima da “liberi tutti” che si respira. All’odg del Consiglio di oggi, ad esempio, c’erano atti importanti, come la famosa Variante 3 al Rue, quella adottata in giugno dove alcuni articoli penalizzanti in tema edilizio erano stati bocciati dall’Ausl e avevano provocato l’alzata di scudi delle associazioni di categoria della città, tanto che la stessa sindaca si era impegnata a modificarli in sede di approvazione, cioè oggi (i tecnici comunali avevano concordato con la Giunta un documento – presentato venerdì in Commissione – che ritornava al testo precedente quello adottato).

Ma l’assessora all’Urbanistica Paola Freddi ha pensato bene di ritirare la delibera provocando le veementi proteste dei consiglieri di opposizione del Pd. Tra le norme c’è anche famoso il comma sulla monetizzazione dei parcheggi passato in capo alla Giunta, che vede come unico caso approvato in questi mesi quello di un capannone di via Fanin di proprietà della stessa prima cittadina e della madre. Una vicenda finita sulla stampa per la richiesta di chiarimenti e trasparenza da parte della consigliera Carmen Cappello di Imola guarda avanti, che ha irritato profondamente la Sangiorgi che l’ha bollato senza mezzi termini come “attacco personale”. (l.a.)  

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi oggi in Consiglio comunale prima di dimettersi

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