#MOTORI&DINTORNI
Sport
21 Gennaio 2026

#MOTORI&DINTORNI – Teodoro Zeccoli, la leggenda silenziosa dell’automobilismo

Nel docufilm «Ignazio Giunti, la storia mai raccontata», proiettato all’ex cinema Centrale lo scorso fine novembre e riproposto anche da Rai 3 recentemente, l’intensa ma purtroppo breve saga del campione automobilistico di origini calabresi viene raccontata con dovizia di particolari per una figura sportiva di altri tempi, non arrivata purtroppo neanche a 30 anni.

Tra i tanti contributi preziosi, a testimonianza del contesto storico-sportivo tra gli anni ’60 e ’70, troviamo quello di Lorenzo Ardizio, curatore del prestigioso «Museo Alfa Romeo – La macchina del tempo» di Arese, il quale spiega la decisione del presidentissimo Luraghi di accaparrarsi i più speranzosi e talentuosi piloti italiani, citando di fatto come esempio lampante Teodoro Zeccoli. Parliamo di un frame del film, di un momento in circa novanta minuti molto intensi, ma che diventa un passaggio importante anche per Imola.

Teodoro Zeccoli è infatti un personaggio che ha vissuto per parecchio tempo nella nostra città, gestendo una nota concessionaria di un marchio tedesco. E molti, fuori dalle nostre mura, lo considerano imolese, sebbene sia nato a Giovecca di Lugo nel 1929 per poi lasciarci nel 2008.

Stiamo parlando di una leggenda silenziosa che per quasi 20 anni, tra gli anni ’60 e l’inizio degli ’80, ha provato tutto quello che poteva essere Alfa Romeo, con dei chilometraggi giornalieri impressionanti anche oggi, un incidente molto grave all’inizio del 1967, e collaborato al ritorno del marchio in Formula 1 (1979), sempre ai comandi dell’Ing. Carlo Chiti, ma senza disdegnare sortite da altri (in gioventù preferì accasarsi all’Abarth perché le proposte di Enzo Ferrari regalavano meno sicurezza). E forse, con lo stesso ragionamento, Teodoro Zeccoli, terminato il lungo matrimonio con Alfa, decise di legare il suo nome alla Bmw (questo il marchio tedesco di cui parliamo all’inizio) non tradendo la tipica saggezza romagnola che poi alla fine bisogna sempre «fare i conti per bene».

Chi scrive si è recato nell’attuale concessionaria tutta nuova, bellissima e funzionale per chiedere informazioni, ma non è stato possibile ottenerle perché il cordone ombelicale è oggi completamente reciso. Peccato, è il segno dei tempi che passano, non è colpa di nessuno. Erano i tempi dei capannoni dell’Autodelta (squadra corse Alfa Romeo) e della pista collaudo di Balocco dove Zeccoli sfrecciava ad oltre 350 km/h. O ancora di quella 24 ore di Le Mans dove il nostro pilota si mise ad armeggiare in pieno spazio di fuga con un crick perché le gare… si dovevano finire. Avevamo a casa nostra un vero campione con due attributi grandi così. Meglio: un grande signore dell’automobilismo e forse non lo sapevamo.

(Nelle cuffie: Riders on the Storm, Doors, 1971).

Massimiliano Regazzi

Nella foto Teodoro Zeccoli, secondo da sinistra

SEGUI ANCHE:

Motori Teodoro Zeccoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Massimo 1000 numero di caratteri ancora disponibili