Taglio Comuni montani, sconforto di Poli, Ghini, Meluzzi: “Conseguenze gravissime per servizi e spopolamento”
“Una decisione ingiusta, miope e scollegata dalla realtà dei nostri territori” è il commento a caldo di Beatrice Poli, sindaca di Casalfiumanese, insieme ai colleghi Mauro Ghini di Borgo Tossignano e Gabriele Meluzzi di Fontanelice, dopo la conferma dell’esclusione dall’elenco dei Comuni montani in base ai parametri della legge Calderoli. “Fontanelice, Borgo Tossignano e Casalfiumanese sono Comuni di Montagna nei fatti, nella geografia, nella fragilità del territorio, nei servizi da garantire e nelle difficoltà quotidiane che cittadini e amministrazioni affrontano. Negarlo su base burocratica significa voltare le spalle alle comunità” . “L’esclusione rischia di avere conseguenze gravissime: meno risorse, meno servizi, meno possibilità di contrastare lo spopolamento e il dissesto idrogeologico”. Non solo. “È sconfortante constatare come, ancora una volta, le aree interne vengano considerate sacrificabili – ragionano i tre primi cittadini -. Si chiede ai nostri territori di resistere, di garantire sicurezza, presidio e qualità della vita, ma poi si tolgono gli strumenti minimi per farlo. Chiediamo con forza che questa scelta venga rivista, perché così com’è non è accettabile. Continueremo a far sentire la nostra voce in tutte le sedi istituzionali”. L’auspicio è “che questa non resti solo una battaglia dei nostri Comuni, ma diventi un’istanza condivisa da tutte le forze politiche, istituzionali ed economiche del territorio perché qui non è in gioco un’etichetta, ma la sopravvivenza stessa delle nostre comunità”. Ad esempio per ora tace Alberto Baldazzi, primo cittadino di Castel del Rio, l’unico graziato dai nuovi parametri di legge in vallata dei Santerno che rimane l’unico Comune montano di tutto il Circondario imolese. “La montagna – concludono Poli, Ghini e Meluzzi – non si cancella con una riga su un decreto”. L’unica nota positiva è l’impegno della Regione Emilia-Romagna al “ripristino con propri mezzi del delicato equilibrio costruito in questi anni”, ovvero ad una ripartizione del Fondo montagna regionale che continui a tenere conto anche dei territori che esclusi dal riparto nazionale.
red.cr.
Il nostro network