#ORIZZONTI – La burocrazia digitale ci ha preso la mano e non va tutto bene
La promessa: meno carta e meno burocrazia. Lo slogan: basta un click. Ma siamo sicuri che stia andando tutto bene? Dovevano essere gli uffici a preoccuparsi di recuperare le informazioni che ci riguardano, toccava agli Enti l’onere della sicurezza. Invece è compito nostro in una selva di Spid e Otp, password e pin da ricordare e cambiare ogni 3 mesi.
Attivare la carta di identità elettronica (Cie) richiede password, email e un numero di cellulare, a patto non sia un vecchio modello senza Internet, altrimenti non si può.
Il Fascicolo elettronico è una gran comodità, ma funziona nello stesso modo.
Il Governo Meloni aveva promesso di eliminare lo Spid sin dal 2022, ma siamo ancora qui. E la burocrazia digitale scarica i costi sul cittadino: lo Spid da quest’anno è a pagamento con molti gestori, Poste Italiane compresa (controllata dello Stato).
Sia chiaro, i vantaggi sono innegabili ma le procedure farraginose, roba da Kafka 5.0 per chi ha i capelli bianchi. In un Paese dove un italiano su quattro è in età da pensione (gli over 75 sono 18 mila nel circondario imolese), l’onere di districarsi ricade ancora sulle famiglie: «Chieda a suo figlio o a suo nipote di darle una mano». E chi non ce l’ha?
Ad un anziano che voleva risparmiare un po’ sulla bolletta della luce, Hera ha venduto un kit con 5 lampadine, peccato che si accendano da smartphone attraverso una App, e lui, incredibile a dirsi, pensava bastasse un click dell’interruttore di casa.
Almeno un tempo potevi toglierti la soddisfazione di lamentarti con un impiegato, ora c’è il call center telefonico oppure un chat bot.
«Ciao, sono Teodora, il tuo assistente virtuale, come posso aiutarti?».
Lara Alpi
Immagine generata con Freepik
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