#ORIZZONTI – Tra «città dei matti» e pillola della felicità, la terza via è possibile
Ansia, fragilità, rabbia, dipendenze vecchie e nuove come quelle da psicofarmaci o social. L’Oms prevede che depressione e simili diventeranno le patologie più diffuse al mondo entro il 2030, mentre i disturbi mentali sono già oggi la prima causa di disabilità tra i ragazzi dai 12 ai 25 anni, l’ha ricordato il collettivo NoStigma che invita a fare della salute mentale il centro del dibattito politico e culturale a Imola. La «città dei matti» non esiste più, per molti under 18 l’Osservanza è solo un parco.
Ma come possiamo costruire un benessere emotivo, psicologico e sociale diffuso? Il rischio è medicalizzare le emozioni difficili, rincorrere la pillola della felicità o la migliore versione di noi rischia di avere un prezzo molto alto. Magari la terza via, un modello all’imolese sta da un lato nell’insegnare a chiedere aiuto, con l’impegno come comunità a non girarci dall’altra parte anche di fronte a temi delicati come il suicidio.
Dall’altro occorre trovare le risorse per uno sportello psicologico in più anche risparmiando su altre attività o eventi, e qui la scelta tocca alle istituzioni. ChatGpt mi dice che se ho un dolore troppo grande devo rivolgermi a «qualcuno in carne e ossa», un amico, un familiare o un medico, lui può solo ascoltarmi mentre cerco aiuto. E se lo dice anche lui…
Lara Alpi
Foto del parco dell’Osservanza di Imola
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