Cims, i sindacati: «Situazione aggravata, ipotizzati esuberi, la politica deve battere un colpo»
I vertici dei sindacati imolesi, Cgil, Cisl e Uil, sono usciti «fortemente preoccupati» dall’incontro di questa mattina con il responsabile delle risorse di Cims. La cooperativa di Borgo Tossignano impegnata da inizio estate in una procedura di composizione negoziale e risanamento. Presenti anche i referenti sindacali di categoria di edilizia, multiservizi, verde, settori in cui è impegnata la Cims. Secondo i sindacati non sarebbe stato presentato il Piano di ricomposizione delle crisi e le ripercussioni sul territorio rischiano di essere pesanti: «Sono coinvolte 300 persone che vivono nel circondario e in vallata, territorio già messo a dura prova da crisi aziendali ed eventi climatici – precisano in una nota congiunta i sindacati -. E ci è stato confermato che l’azienda farà richiesta per l’attivazione degli ammortizzatori sociali».
Preoccupazione per i posti di lavoro, metà dei dipendenti ha più di 50 anni
I dettagli arrivano da Giuseppe Rago coordinatore confederale Uil: «Sono emersi preoccupanti segnali di un aggravamento della situazione. La mancata richiesta di proroga al Tribunale delle misure di protezione per la cooperativa la sottopongono al pericolo che uno o più fornitori attivino procedure fallimentari». La cooperativa, continua Rago, dovrà «procedere ad una cura dimagrante rinunciando al 25% circa dei propri dipendenti e cedere commesse e appalti, non ha ricevuto la tranche di liquidità promessa da Legacoop oltre ad avere congelate le proprie linee di credito sul sistema bancario. Tutto ci sembra tranne che in continuità e tantomeno vigilata. La preoccupazione maggiore in questo momento è la continuità dei posti di lavoro sul territorio considerando che circa il 50% degli attuali dipendenti supera la soglia dei 50 anni».
Chiesto con urgenza Tavolo regionale di crisi
«Già in giornata – aggiunge il coordinatore di zona Cisl Gaetano Lombardo – attiveremo le procedure per una convocazione urgente del tavolo di salvaguardia. Vanno battute tutte le strade per salvaguardare i posti di lavoro, incontreremo i lavoratori per decidere eventuali prossime azioni di mobilitazione». Tra queste, la prima è il coinvolgimento delle istituzioni a partire da quelle del territorio. «Su questa crisi la politica deve battere un colpo – dichiara Stefano Moni, segretario Cgil Imola –. Abbiamo già condiviso le nostre preoccupazioni con Marco Panieri, presidente del Circondario imolese, e con Beatrice Poli, (sindaca di Casalfiumanese) e responsabile per la vallata. Chiediamo con urgenza l’attivazione del Tavolo regionale di crisi: il nostro obiettivo prioritario è salvaguardare l’occupazione e la tenuta sociale del territorio». Stessi toni da Lombardo che invita Legacoop di farsi «parte attiva per gestire questa fase e per tutelare soci e lavoratori di un’azienda in forte difficoltà».
Questa la situazione ad oggi. La porta dei sindacati rimane aperta «per l’incontro con il presidente di Cims, che si terrà nei prossimi giorni, per comprendere quale sia la strategia aziendale per far fronte a questa grave situazione».
red.eco.
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