#ORIZZONTI
Nella foto: Charles Leclerc a Imola nel 2025
Cronaca
1 Ottobre 2026

#ORIZZONTI – Gli Stretti della F1, tra soldi e futuro

Tribune di tubi, hospitality, sala stampa aggiuntiva e fan zone. Quelle si montano subito (le paga la Formula One Management). Sul calendario, invece, dicembre si allontana col passare delle settimane. Il Gp di Abu Dhabi a Imola sarebbe un escamotage che ridisegna la geografia (come neanche Trump col Golfo del Messico) e un salvagente per contratti e incassi da sponsor e broadcaster della F1. In poche settimane però è declassato a piano B dopo che Domenicali, Leclerc e C. ci avevano illusi. Un problema di soldi (ovvio) messi a rischio da una maledetta guerra (non ce ne sono di benedette) negli Stretti solcati da petroliere. Quasi un controsenso per uno sport che si muove coi combustibili fossili. Anche Imola sta cercando di attraversare uno stretto per approdare ad una terra promessa e portare sul territorio visibilità e, dicono le ricerche, tanto valore aggiunto. Il sindaco Panieri e il direttore dell’autodromo Benvenuti hanno collezionato più viaggi e missioni diplomatiche dei mediatori che devono far cessare le guerre. Speriamo che agli imolesi vada meglio che a qatarioti e turchi.

Questo spazio impone considerazioni prospettiche e allora ci chiediamo: se un Gp porta ricadute economiche, non averlo quanto ci costa? C’è il pericolo che l’autodromo esca dal giro della F1? I lavori di cui parliamo a pagina 7, rischiano di diventare inutili? Wec, Civ, Green, Minardi day, concerti e quant’altro basteranno a preservare il valore di un asset che al territorio ha dato tanto (e chiesto molto)? È il solito problema di soldi, per la F1 di Domenicali e per chi governa il nostro territorio.

Paolo Bernardi

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