#MOTORI&DINTORNI – Anche al Mugello si impara la storia
Nella foto: l'ex pilota britannico Eddie Irvine sulla Ferrari, con cui corse dal 1996 al 1999; sarà presente al Gran Premio Storico d’Italia del Mugello (dai canali social dell'evento)
Sport
2 Ottobre 2026

#MOTORI&DINTORNI – Anche al Mugello si impara la storia

Vi siete esaltati nell’ormai classico raduno storico organizzato in autodromo dalla famiglia Minardi circa due settimane fa? E, lì in mezzo, la storia dell’Andrea Moda Formula Uno e del patron Andrea Sassetti vi ha fatto sospirare la cinica nostalgia dell’«andava meglio quando andava peggio»? La fame di storia prevale sul presente? Ecco la gara che fa per voi, a una cinquantina di chilometri in linea d’aria da Imola. Il Mugello, infatti, dista tutto sommato davvero poco da Imola e in questo week-end ospita un evento dal nome altisonante, ovvero il «Gran Premio Storico d’Italia», che sarà tra l’altro dedicato al periodo golden age della Ferrari dal 1996 al 2006, con i cinque titoli mondiali di Michael Schumacher.

Si parla di 70 Formula Uno di varie marche e di almeno altre 130 vetture da corsa storiche, suddivise per caratteristiche tecniche. Le Master Gp saranno le vetture dal 1966 al 1985, mentre l’Historic Gran Prix Cars Association sarà per la storia meno contemporanea della massima formula con vetture fino al 1966, senza dimenticare la «Boss GP», dedicata alle Formula Uno fino al 2000 con alcuni innesti di vetture GP2, Indy e quant’altro. A fare da valido contorno ci saranno le vetture endurance dal 1995 al 2019, ovvero le mamme delle attuali vetture che vediamo a Imola alla 6 Ore, chiudendo con molte monoposto di Formula 2 e 3 di un’epoca in cui c’erano marchi predominanti, ma non certo i monomarca di oggi.

Sono attesi alcuni piloti Ferrari d’annata come Stefan Johansson, Eddie Irvine oppure René Arnoux, senza dimenticare, tra gli altri, Nicola Larini e Giancarlo Fisichella. Non mancherà neanche Antonio Giovinazzi, pilota Ferrari nelle gare di durata, reduce da una gara da dimenticare in Giappone. Tanta roba, insomma, in uno dei pochi tracciati al mondo che può contendere a Imola lo scettro della pista più bella, dove sono abituati a parlare poco ma a fare molto.

(nelle cuffie: «Fast Car», Tracy Chapman, 1988)

Massimiliano Regazzi

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