Truffe
Don Gabriele Riccioni con i carabinieri in una foto di qualche anno fa in occasione della riconsegna di alcuni oggetti che erano stati rubati dalla chiesa di Santa Maria Maggiore a Castel San Pietro (foto d'archivio)
Cronaca
6 Ottobre 2026

Truffe telefoniche: il parroco sventa il raggiro a Castel San Pietro. Guida pratica per difendere gli anziani

Ancora una truffa telefonica ma in questo caso sventato dalla potenziale vittima. Protagonista involontario è stato il parroco di Castel San Pietro, don Gabriele Riccioni. Un uomo l’ha contattato spacciandosi per un esponente delle forze dell’ordine, della finanza, avanzando richieste di chiarimenti su alcuni “strani movimenti” sui suoi conti correnti. Don Riccioni, però, ha mantenuto la calma e interrotto la comunicazione. Dopo lo scampato pericolo, il religioso ha subito informato i carabinieri della stazione di Castel San Pietro, che hanno fatto scattare gli accertamenti del caso. Tra l’altro, un mese fa gli era capitata una telefonata simile, in quel caso una fantomatica direttrice della Bcc di Castello chiedeva un bonifico istantaneo e anche in quel caso don Riccioni ha capito che qualcosa non andava e si è diretto dai carabinieri.

Il fenomeno più odioso e diffuso: le truffe agli anziani

Proprio gli uomini dell’Arma della Compagnia di Imola, da tempo, stanno portando avanti delle capillari campagne di informazione in sinergia con Comuni e territori su quello che è diventato uno dei fenomeni criminali più odiosi e diffusi, che prende di mira soprattutto le persone anziane e fragili. I truffatori sono professionisti dell’inganno: fanno leva sulla sensibilità emotiva, sull’educazione e sulla provvisoria fragilità fisica degli anziani per conquistare rapidamente la fiducia. Le conseguenze di questi raggiri telefonici vanno purtroppo ben oltre la perdita economica. Le vittime subiscono un trauma psicologico e un ingiustificato senso di colpa per essere cadute nella trappola.

Consigli per non cadere nei tranelli

Per non cadere in questi tranelli, l’Arma ricorda poche ma fondamentali precauzioni: prima di tutto, nessun esponente delle forze dell’ordine, avvocato o impiegato di banca, chiede denaro, gioielli o dati sensibili al telefono. Seconda, se qualcuno si spaccia per un parente in difficoltà, riagganciare subito e verificare chiamando direttamente il familiare citato. Terza, non aprire la porta agli sconosciuti e non fornire dettagli sui propri conti correnti o libretti di risparmio. In caso di dubbi, chiamare immediatamente il 112: denunciare tempestivamente protegge sé stessi e l’intera comunità.

al.te.

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