#GeografiaDelleRelazioni – Quei silenziosi compagni di viaggio… Non sempre gli estranei sono nemici
Qualche tempo fa mi è capitata una cosa che, ogni volta che mi torna alla mente, provoca una piacevole sensazione di calore. Non si è trattata di una vera e propria «relazione con altri esseri umani», come abbiamo raccontato fino a oggi in questa rubrica, ma di certo ha a che fare con i fili colorati che si intrecciano nel nostro cammino con gli altri.
Io amo molto guidare, non mi spaventano le lunghe distanze nemmeno quando sono sola. L’abitacolo si trasforma in un bozzolo pieno di musica che mi isola dal mondo esterno e, durante i miei viaggi in solitaria, la mia fantasia si scatena. Perciò, a parte l’attenzione alla guida – che negli ultimi tempi mi prende più tempo di quanto vorrei, visto l’aumento delle libere interpretazioni del Codice stradale degli altri conducenti – accade spesso che mi vengano idee nuove per delle storie, oppure che rifletta su problemi da affrontare.
Durante uno di questi lunghi viaggi ho notato un’auto tedesca che faceva il mio stesso tragitto. All’inizio ci siamo superati a vicenda, a seconda delle differenti velocità poi, ad un certo punto mi si è accodata a distanza di sicurezza ed è rimasta lì. Se acceleravo, accelerava; se superavo, mi seguiva, e così via, per almeno tre ore. Non ho avuto paura, ma la netta sensazione che ci stessimo facendo compagnia. Quando, poco prima del confine, io sono uscita dall’autostrada e loro hanno proseguito (erano una coppia al rientro dalle vacanze visti i bagagli sul tettuccio), mi hanno salutato sfarfallando gli abbaglianti e con un gesto della mano.
Se pensate che io sia un po’ strana, posso capirlo. Ma vi assicuro che quel viaggio così lungo ha assunto un sapore diverso, non mi sono sentita sola o minacciata ma in compagnia di altri viandanti, e il ricordo di quel giorno mi strappa sempre un sorriso. È una piccola cosa, di cui magari altri non si sarebbero accorti, ma mi ha fatto pensare che basta così poco per sentirsi bene: un sorriso scambiato per strada, un viaggio condiviso in silenzio e, soprattutto, l’idea che il prossimo non sia sempre e solo un nemico o una minaccia ma qualcuno che, anche se per poco, ci fa sentire meno soli.
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