Motosapiens

Motosapiens 6 Novembre 2019

Eicma.. For kids!

Dal 7 al 10 novembre va in scena alla Fiera di Milano l’Esposizione Internazionale del Ciclo e del Motociclo Eicma: luogo di informazione e culto per motociclisti e appassionati tutte le età. Quest’anno infatti una speciale area è dedicata alle bambine e alle bambine: Eicma for kids, con prove bici per bambini dai 4 agli 11 anni e prove moto per bambini dai 5 agli 11 anni. Per quattro giorni i più piccoli, ovviamente accompagnati dai genitori, potranno fare le proprie demo experience gratuite e in totale sicurezza grazie alla collaborazione dei Motofalchi della Polizia Locale di Milano e della Federazione Motociclistica Italiana che già da tempo promuove l’avviamento consapevole alle due ruote per i motociclisti di domani con il progetto Hobby Sport Fmi. Tra i compiti di Federmoto c’è infatti anche la promozione del motociclismo, un progetto istituito anche al fine di trasformare la passione per le due ruote a motore prima in un hobby e poi, eventualmente e sempre in maniera naturale, in uno sport.

Altro ad Eicma. Come detto, con Eicma Milano diventa una volta all’anno il tempio della motocicletta e del motociclista con anteprime, presentazioni, novità, ospiti, prove, stand e chi più ne ha più ne metta.

Quest’anno è più che mai l’anno delle moto adventure, nate dall’evoluzione del turismo su due ruote e dell’off road. Così dopo i modelli Bmw e l’Africa Twin che nelle sue varie versioni ha conquistato una bella fetta di mercato, oggi anche Moto Morini e Harley Davidson (sotto in foto) si sono date alle maxi moto da turismo d’avventura.

Senza dimenticare la sicurezza, con prodotti tradizionali ma innovativi o proprio del tutto nuovi come lo Smart Jacket Dainese, che proteggendo come 7 paraschiena ad un prezzo quasi popolare promette di rivoluzionare la sicurezza sulle due ruote.

Come sempre, Eicma è da vedere e vivere!

mi.mo

Eicma.. For kids!
Motosapiens 1 Novembre 2019

Più sicurezza sulla Via Emilia con i nuovi guard rail salva motociclisti di MotorLab a San Lazzaro

Più sicurezza sulla Via Emilia con i nuovi guard rail salva motociclisti di MotorLab a San Lazzaro!

Sei nuovi DSM, dispositivi salva motociclisti, sono stati donati dall’associazione bolognese MotorLab Idee in Movimento al Comune di San Lazzaro con l’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale con un occhio di riguardo per gli utenti a due ruote, motociclisti ma anche ciclisti. Lo scopo dei cosiddetto guard rail salva motociclisti, di plastica gialla, è quello di ridurre la gravità di eventuali impatti contro i palo di sostegno dei guard rail tradizionali, potenzialmente molto pericolosi per gli utenti più deboli della strada.

L’associazione MotorLab ne promuove l’installazione da anni, anche acquistando direttamente i metri di guard rail utili a mettere in sicurezza le strade più sensibili del territorio bolognese. Le nuove sei curve del territorio di San Lazzaro, per un totale di 234 metri coperti dal guard rail giallo, si aggiungono agli oltre 360 metri già installati negli anni grazie ad eventi di raccolta fondi, donazioni pubbliche e la sinergia delle aziende private che credono nel progetto “Adotta un DSM”, che prevede un ritorno in termini pubblicitari e dell’immagine dell’azienda interessata grazie all’attività sociale e in favore della comunità in collaborazione con MotorLab. Il progetto dell’associazione bolognese può essere replicabile a livello regionale e nazionale, sempre allo scopo di promuovere la sicurezza per strada. “MotorLab è una realtà di motociclisti sognatori e combattenti – dice di loro il sindaco di San Lazzaro Isabella Conti -. La loro missione è generosa e semplice: salvare la vita ai centauri e rendere più sicure le nostre strade”.

Più sicurezza. I nuovi dispositivi salva motociclisti sono stati installati nelle curve e nei tratti di strada ritenuti più critici dall’Ufficio Traffico comunale con l’accordo del Settore Manutenzioni di San Lazzaro, ovvero: in via Poggi, nella curva all’uscita della tangenziale, prima del sottopasso; su due lati della rotonda via Aldo Moro-via Emilia-via Vernizza, sulla rotonda di via Woolf-via Testimoni di Geova. Altri due DSM saranno montati successivamente alla sostituzione dei guardrail tradizionali su via San Ruffillo (in prossimità della doppia curva a 90 gradi) e in via Jussi (sulla doppia curva all’uscita da La Pulce).

Sicurezza in festa. I DSM installati a San Lazzaro saranno inaugurati con una festa alla presenza dell’associazione e delle autorità cittadine, oltre che dei partner del progetto, sabato 9 novembre dalle ore 16 in piazza Bracci. 

mi.mo

Più sicurezza sulla Via Emilia con i nuovi guard rail salva motociclisti di MotorLab a San Lazzaro
Motosapiens 8 Ottobre 2019

Motociclismo e sicurezza secondo Nico Cereghini

Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza sempre. È il motto di Nico Cerghini, pilota e giornalista sportivo e tester moto. Ma è anche un marchio di fabbrica, per così dire, della sicurezza in moto. Soprattutto su strada, perché in pista ci pensano i regolamenti sempre più stringenti a proteggere i piloti con le migliori ed ultime tecnologie. Ma è su strada che gli utenti delle due ruote corrono i rischi maggiori, e non solo (o non sempre) per colpa della velocità. Strade sconnesse, distrazioni alla guida, animali vaganti. Questi sono solo alcuni dei rischi da cui ogni motociclista deve proteggersi sempre pur senza pensarci mai. Perché altrimenti, nonostante la passione che spinge forte, non si dovrebbe nemmeno partire.

Per fortuna la tecnologia delle protezioni per i motociclisti si sviluppa si pari passo con quella delle moto. Così, per mezzi sempre più performanti ma anche sicuri, esistono presidi sempre più protettivi. A partire dall’abbigliamento delle grandi aziende che da anni lavorano per la sicurezza dei piloti e di tutti i motociclisti, come Dainese. Ed è proprio allo store Dainese di Bologna che incontriamo Cereghini, Nico per gli amici. E fra motociclisti si è tutti amici.

Nico racconta la storia della sua esperienza personale che, in parte, coincide con un pezzo della storia delle moto e di tutto quello che gira attorno al mondo delle due ruote. Dai primi presidi di sicurezza in pista (qualcuno ricorderà i cosiddetti ballini) alle misure di sicurezza più moderne, passando per l’abbigliamento, l’invenzione degli slider alle ginocchia (poi anche ai gomiti!), della gobba aerodinamica, del paraschiena sdoganato da Spencer, e così via. Cose che prima si chiamavano istrice e armadillo ed oggi invece hanno complessi nomi che vengono dall’inglese.

Essendo Nico anche un motociclista da strada, gli chiediamo dei guardrail salva-motociclisti, quelli gialli in plastica che l’associazione bolognese Motorlab promuove realizzando eventi di raccolta fondi per sopperire ad un’assenza che talvolta è dovuta alla mancanza di fondi pubblici. “I guardrail gialli in plastica VR46 sono i guardrail giusti per la sicurezza dei motociclisti – dice -. Le recente battaglia per le vite dei motociclisti ha mosso l’opinione pubblica sin una qualche maniera anche i legislatori, che però con il decreto sicurezza hanno fatto più caos che altro. I costi per le amministrazioni restano eccessivi e i presidi per quanto utili non sono alla loro portata”. Per fortuna ci sono associazioni e realtà locali, come la bolognese Motorlab, che provvedono a colmare il vuoto pubblico garantendo un po’ più di sicurezza per le strade, non solo per i motociclisti ma anche per i ciclisti.

Protezioni attive e passive a parte, c’è un’altra regola importante che Nico suggerisce di adottare come buona norma ogni volta che si esce in moto: non andare mai da soli, se possibile, per non dover affrontare da soli situazioni critiche come una caduta o un incidente per causa di un animale.

E’ proprio così: casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno e prudenza sempre.

mi.mo

Motociclismo e sicurezza secondo Nico Cereghini
Motosapiens 1 Ottobre 2019

Motociclismo paralimpico, podio tutto italiano nell’International Bridgestone Handy Race 600

I più forti piloti diversamente abili sono italiani. A confermarlo è la classifica finale del campionato International Bridgestone Handy Race classe 600, chiuso lo scorso weekend a Magny Cours all’interno della tappa della Superbike che ha anche assegnato il quinto titolo mondiale a Rea.

Lorenzo Picasso, Cristian Fassi, Maximilian Sontacchi. Questo il trio salito sul tetto del mondo al termine di una gara prima asciutta, poi bagnata, quindi interrotta. Il finale di stagione in Francia segue le altre tappe ospitate all’intero di MotoGP e Coppa FMI a maggio ed agosto, prima a LeMans poi al Mugello. Tre prove che, oltre a permettere il sogno delle due ruote a centauri diversamente abili da tutto il mondo, hanno puntato i riflettori sullo sport paralimpico e nel dettaglio sul motociclismo diversamente abile. Ma non diversamente motociclista.

Perché dunque il motociclismo paralimpico? Scrive Paralympicsriders:
– Perché la moto è simbolo di libertà, indipendenza, coraggio. E correre in moto significa rimettersi in moto, anche metaforicamente, sotto tutti i punti di vista.
– Perché lo sport motociclistico è una delle massime interazioni uomo-macchina, uomo-tecnologia. Gli uomini hanno sempre cercato di accrescere i loro sensi e le loro capacità attraverso gli strumenti e la tecnologia, di potenziarsi grazie alle macchine, alle protesi, a dispositivi di vario tipo, estensioni dei sensi.

I commenti. Temerari, li ha chiamati Sky. E’ una cosa veramente romantica, ha detto di questi piloti Valentino Rossi. Sono dei matti veri, è stato il commento di Paolo Simoncelli. E ancora: Sono qui a ricordarci che tutto è possibile, Mattia Pasini; Li ho visti fare cose che non mi sarei mai immaginato, Niccolò Canepa; Veramente hanno le palle, Dario Marchetti.

Loro. Che con la passione e determinazione degli sportivi veri salgono in moto, nonostante le difficoltà, per scendere in pista, nonostante tutto.

mi.mo

Foto: Maximilian Sontacchi by Massy Momard

Motociclismo paralimpico, podio tutto italiano nell’International Bridgestone Handy Race 600
Motosapiens 28 Settembre 2019

Motorsport and life, la nuova rivista fotografica di Mirco Lazzari

Dalle piste ai libri, dai libri alla rivista. I migliori scatti del fotografo Mirco Lazzari, una delle più grandi firme della fotografia sportiva in ambito motociclistico, da oggi si possono ammirare non solo nei libri che ha pubblicato e nelle mostre che organizza o dove è invitato, ma anche in un vero e proprio magazine che realizza in prima persona e in collaborazione con il suo staff ed entourage tecnico e artistico.

La rivista in questione, nuova di zecca, si chiama ML, come Mirco Lazzari ma anche come Motorsport&Life, i due mondi distinti e separati ma anche connessi e interconnessi cui la rivista dà spazio attraverso gli scatti del grande fotografo.

“Io e il mio team avevamo bisogno di questo progetto per continuare ad evolverci, sviluppare le nostre idee e provare piacere nel fare quello che per noi è la cosa più bella al mondo, raccontare – scrive Mirco nell’editoriale del primo numero della rivista, che a partire dal numero di ottobre avrà cadenza mensile -. Attraverso il linguaggio fotografico, il magazine parla del mondo a tutto tondo, il motorsport che rimane la nostra passione, ma anche quel mondo che abbiamo l’opportunità di girare e fotografare ogni giorno attraverso il nostro lavoro. Gli scatti proposti non si limitano alle sole piste ma vanno oltre, cercano di trasmettere il nostro punto di vista su ciò che vediamo”.

Gli ingredienti delle foto che sono e saranno pubblicate in ML sono la ricerca, ovvero quell’evoluzione dello stile fotografico di Mirco e i suoi, e la curiosità che gli ha trasmetto il maestro Angelo Orsi. La rivista di Mirco Lazzari, originario di Imola ma cittadino del mondo, è disponibile qui. Fra i capitoli del primo numero della rivista, uno è dedicato alla tappa imolese del Mondiale MXGP.

mi.mo

foto di Mirco Lazzari

Motorsport and life, la nuova rivista fotografica di Mirco Lazzari
Motosapiens 5 Settembre 2019

Mondiale Supersport 300, il team Gp Project punta sul giovane pilota imolese Andrea Longo

Sul finale di stagione, per la precisione a tre gare dal termine, il team Kawasaki Gp Project di Spoleto, impegnato nel Mondiale Supersport 300, ha ingaggiato un nuovo pilota in ottica di crescita, sviluppo del team e del settore giovanile del motociclismo: il giovane imolese Andrea Longo, originario di Bagnara di Romagna.

Diciannove anni appena compiuti, nella sua pur giovane carriera Longo ha fatto esperienze a tutto tondo, ma sempre nel mondo della velocità. Letteralmente cresciuto fra le due ruote, con il padre e il nonno piloti, il giovane inizia a competere nel 2015 con la Premoto3 del Campionato Italiano Velocità, dunque passa alla Moto3 nel 2016 e l’anno successivo alla Supersport 300 nazionale. Nel 2018 partecipa alla R3 Cup e, nel finale di stagione, partecipa al «Civ» in sostituzione di un altro pilota.

Anche la stagione 2019 è iniziata nel campionato italiano Supersport 300 in cui ha corso fino alla recente tappa di Misano, prima di trovare l’occasione di esordire nel campionato del mondo insieme al team spoletino Kawasaki Gp Project. In questo finale di campionato, Longo affiancherà i piloti della squadra del team manager Alessio Altai, con i quali condividerà il box e dai quali potrà imparare molto. «Partecipare al Mondiale sarà una bellissima esperienza, indipendentemente dal risultato per me sarà importante anche per conoscere nuove piste mai affrontate prima – commenta il pilota Andrea Longo, che frequenta il quinto anno dell’istituto superiore Ipsia di Lugo e la palestra del collega di Superbike Ayrton Badovini, a Castel Bolognese, per gli allenamenti -. Probabilmente sarà un finale di stagione tutto in salita, dato che non conosco né la moto, né i tracciati da affrontare, ma voglio dare il massimo e migliorare provando a crescere fin da subito».

Longo vivrà dunque il suo esordio mondiale sulla Ninja 400 del team Kawasaki Gp Project questo fine settimana in Portogallo, sul tracciato di Portimao, all’interno del programma della Superbike che include la terzultima prova del campionato mondiale delle moto di più piccola ciclindrata a 4 tempi.

«Il team Kawasaki Gp Project, già partner del progetto Talenti Azzurri d’Italia in passato ed oggi struttura direttamente supportata da Kawasaki Italia, osserva da sempre una politica in favore dei giovani piloti meritevoli – spiega il team manager Alessio Altai – Di fatto l’ingaggio di Andrea Longo non è fine a se stesso, ma vale come l’inizio di un percorso che vorremmo continuare anche il prossimo anno, dopo questa sperimentazione iniziale. Se le ultime prove in calendario daranno riscontri positivi, soprattutto in termini di impegno e prospettive di crescita, si potrà ragionare assieme nell’ottica di confermare il giovane Longo anche per il prossimo anno».

«Questo nuovo progetto con il pilota imolese Andrea Longo è possibile anche grazie alla disponibilità dell’azienda Mt Distribution di Bologna – aggiunge il direttore marketing Cristian Marocchi -, impresa che con il marchio Tekk è leader nella produzione di veicoli elettrici e prodotti hi-tech. Una realtà bolognese che affonda le proprie radici nella Motorvalley e promuove il proprio brand nel motociclismo insieme al team Kawasaki Gp Project in favore delle giovani promesse del motociclismo. Per Longo, infatti, questa opportunità ha il valore di una specie di borsa di studio, possibile grazie all’impegno che il giovane pilota ha espresso in tutto il proprio percorso formativo nel motociclismo, prima con le minimoto e passando poi alle Pre-Gp, fino a salire sulle motociclette vere e proprie».

Nella foto: il giovane Andrea Longo con il collega e campione Ayrton Badovini

Mondiale Supersport 300, il team Gp Project punta sul giovane pilota imolese Andrea Longo
Motosapiens 4 Luglio 2019

Civ a Imola, in pista anche la wild card imolese Andrea Poggi con supporto tutto.. locale!

Questa è una storia vera di motori e passione, una storia come forse non se ne vedono più tante in un mondo, quello delle due ruote, che negli anni si è trasformato da luogo di passioni leggendarie ad un settore prettamente economico, fatto di business e budget e giri di denaro.

E’ la storia di Andrea Poggi e dei suoi amici, in comune la passione per i motori, una passione innata in chi ha le radici nella Motorvalley e soprattutto nell’Imola dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, teatro internazionale di competizioni su due e quattro ruote che hanno fatto la storia del motorsport.

Andrea Poggi è pilota di moto part time, accanto al lavoro come idraulico e al ruolo di genitore. La passione per le due ruote è così forte che continua nonostante l’età che avanza e le spese che aumentano. E’ esperto in pista e nel box, ma a volte la classe e le competenze non bastano. “Da qualche anno i costi per partecipare ad una singola tappa del campionato italiano, fra iscrizioni della Federmoto e componenti permesse, sono molto aumentati – spiega Poggi -. Parlo di cifre a tre zeri, in pratica il motociclismo è diventato uno sport per ricchi e non più per appassionati. Senza uno sponsor o più non puoi semplicemente scendere in pista e trovare aziende e realtà disposte a sponsorizzare il motociclismo, oggi, è dura. C’è chi ha paura dei ciarlatani che negli anni hanno causato seri buchi economici, e chi semplicemente non è interessato a sport senza pallone, diciamo”.

Ma la passione, quella vera, è una componente che fortunatamente ancora caratterizza tante persone comuni per le quali il pilota che scende in pista su una moto lucente, vestito di casco e tuta-armatura, che affronta il caldo come la pioggia, quel pilota è ancora il cavaliere errante senza paura e senza macchia di un tempo, come i piloti raccontati nel film “I fidanzati della morte”.

Così Poggi ha trovato un gruppo di amici che si sono stretti intorno al pilota per farlo scendere in pista come wild card del National Trophy 1000 per la tappa “di casa” del Civ. “Li ringrazio tutti – elenca -: Mirella e Massimiliano Monti, Nicola Masato, Federico Cavrini, Gabriele Motta, ma anche America Graffiti, Motosapiens e tutti quelli che hanno partecipato alla cena di autofinanziamento per sostenere le spese di questa tappa imolese che è stata difficile per alcuni problemi alla moto ma che ho comunque concluso guadagnando un punto con la quindicesima posizione”. Un punto che, condiviso con gli amici che lo hanno sostenuto e perfino seguito in pista come meccanici e tecnici improvvisati e perfino ombrellini, è stato festa grande.

“E’ stata una bella gara, certo poteva andare meglio – continua Poggi – ma mica male considerato che al box eravamo un idraulico, un elettricista ed un escavatorista”. Oltre a metterei propri loghi sulla Ducati di Poggi, gli amici hanno partecipato alla tappa imolese del Civ non solo come spettatori delle gare in programma ma direttamente in prima persona e come mai prima, fra pista e box. “Mi hanno aiutato ad arrivare fino alla fine della gara – ammette – perchè per i problemi che sentivo alla moto sarei stato tentato a fermarmi.. E invece siamo andati a punto”. Un punto al lieto fine della storia delta tappa 2019 del Civ di Imola.

La video-photogallery di Francesco Di Pasquale 

Civ a Imola, in pista anche la wild card imolese Andrea Poggi con supporto tutto.. locale!
Motosapiens 26 Giugno 2019

Il mondiale Superbike a Misano è anche… diversamente disabile

Fra i tanti appuntamenti 100% passione moto andati in scena sul circuito di Misano in occasione del mondiale Superbike ve n’era uno, per la prima volta in Italia, che ha stupito chi sapeva cosa avrebbe visto e soprattutto chi non aveva idea del grande regalo carico di significato di sport e vita.

 

 

 

 

 

A Misano è infatti andata in scena la seconda tappa della International Bridgestone Handy Race, gara riservata a piloti diversamente abili (o Diversamente Disabili, come l’associazione italiana che promuove il campionato) portatori di varie disabilità, da amputazioni agli arti alla necessità di sedia a rotelle. Nulla, comunque, che fermi la passione e la competitività dei ventidue centauri provenienti da Italia, Francia, Belgio, Spagna, Repubblica Ceca, Austria e Inghilterra scesi in pista a Misano dopo la prima gara del campionato durante la MotoGP di Le Mans. Il prossimo appuntamento, il terzo ed ultimo, sarà invece il 28 settembre all’interno del programma della Superbike a Magny Cours.

 

 

 

Diversamente abili ma non diversamente motociclisti. Certo, alcuni devono essere sostenuti in partenza e presi all’arrivo, c’è chi deve essere posizionato a mano sulla moto, ma poi quando partono spariscono le disabilità e le differenze, danno gas e volano come tutti motociclisti, più veloci di molti piloti. Ed emozionano, tanto: le famiglie, gli amici, gli altri piloti, i meccanici, i tecnici, il pubblico. Pubblico che, numeroso nonostante l’evacuazione post-Superbike, ha assistito alla gara pur senza, purtroppo, potersi affidare alla cronaca televisiva perchè il servizio immagini era già stato spento. La radiocronaca dello speaker Boris Casadio ha accompagnato la gara affidandosi agli intertempi. La premiazione si è svolta poi nel podio del Paddock Show (o meglio, sotto, per ovvi motivi), fra gli applausi delle persone rimaste per premiare tanta passione.

 

 

Una passione vera e nobile, quella del motociclismo paralimpico (così come di altri sport paralimpici) che trasmette, oltre alla pura passione sportiva, il significato che la vita vince su ogni difficoltà.

 

 

 

 

 

 

 

mi.mo

Foto: Massimiliano Monti

Il mondiale Superbike a Misano è anche… diversamente disabile
Motosapiens 23 Maggio 2019

Le Mans: podio tutto italiano alla Bridgestone Handy Race 600 per piloti diversamente abili

Durante il weekend della MotoGP a Le Mans non sono scesi in pista solo Marquez, Dovizioso, Rossi e gli altri grandi campioni mondiali, ma anche i più forti, veloci e determinati motociclisti diversamente abili ma non per questo diversamente piloti. L’occasione che li ha chiamati in Francia, al seguito di una passione che li fa salire in moto e scendere in pista nonostante le difficoltà fisiche, era la prima tappa del campionato internazionale Bridgestone Handy Race, manifestazione di motociclismo paralimpico.

Sky li ha chiamati “temerari”, Valentino Rossi ha detto che la loro voglia di correre è una cosa “veramente romantica”, Paolo Simoncelli li considera dei “matti veri”.

Loro? Loro si sentono semplicemente motociclisti, veri piloti.

A Le Mans il podio della prima tappa (cui ne seguiranno altre all’interno della programmazione della Superbike in Italia e Francia) classe 600 è stato tutto italiano: 1 Lorenzo Picasso, 2 Cristian Passi, 3 Maximilian Sontacchi.

Lorenzo Picasso è, tra l’altro, uno dei giovani allievi della scuola moto per disabili “Rimettiamoci in Moto” di Max Sontacchi, progetto che il motociclista paraplegico porta avanti da anni.

Nella classe 1000, invece, l’italiano Maurizio Castelli è arrivato secondo dietro all’austriaco Peter Rohr ma davanti al francese Benoit Thibal.

Prossimo appuntamento con la Bridgestone Handy Race all’interno della Superbike a Misano, che offre l’unica occasione italiana per seguire il grande motociclismo paralimpico.

mi.mo

Foto: Max Sontacchi 

Le Mans: podio tutto italiano alla Bridgestone Handy Race 600 per piloti diversamente abili
Motosapiens 17 Maggio 2019

L’ex pilota Gianni Rolando fra moto, malattia, Bar di stupid e… Principato di San Bernardino

Fra i grandi nomi della storia del motociclismo presenti all’edizione 2019 della 200 Miglia di Imola Revival, andato in scena all’autodromo del Santerno ad inizio maggio, c’era anche Gianni Rolando, ex pilota del Motomondiale 500 (e molto di più).

“Una festa – ha detto sorridente -, un gran gusto principalmente per noi piloti di ieri ed altri addetti ai lavori che possiamo rimettere piede o mano sulle vecchie moto di un tempo. La sfida è adattarci alle moto nonostante il tempo passato e gli acciacchi, chi più chi meno. Ad esempio io ho girato con i mocassini perché gli stivali da motociclista di oggi non mi permettevano il movimento richiesto dalla moto che montavo, la Suzuki del 1976 ufficiale Sheene del collezionista imolese Merzari. Questa e le altre moto da corsa di ieri sono molto diverse da quelle di oggi, guidarle non è immediato, la frizione, il cambio, le marce, tutto funziona in maniera delicata, servono sensibilità e pazienza. Ma dà anche tanto gusto”.

Oggi Rolando non è noto solo per il passato da motociclista. Motosapiens lo ha incontrato ad Imola e gli ha fatto altre tre domande su altrettanti temi.

………………………………………………………………………………………………………………………………………SULLA MALATTIA

Dalla pista alla malattia: una nuova dura gara?

“Più che una mia gara, questa malattia è una battaglia per i medici che mi curano e che stanno sperimentando su di me medicinali e pratiche di ultimissima generazione. Io sto bene, sono loro che dicono che sono malato ma io a parte qualche fastidio e acciacco sono in forze”.

……………………………………………………………………………………………………………………………………SUL BAR DI STUPID

Da motociclista a opinionista?

“Opinioni sì, opinionista no. Il bar nasce per un luogo virtuale dove contrastare le opinioni imbecilli. Si ispira al vero bar, luogo dei tuttologi e degli stereotipi del cugino, o chi per lui, che sa la verità sul tema del giorno. Il mio Bar di stupid (luogo virtuale a metà fra un gruppo e un hashtag, ndr) nasce per prendere in giro quei personaggioni del web, leoni solo da tastiera, che le sparano grosse e più grosse. Almeno al bar ci mettevi la faccia, poi andavi a casa e finiva tutto. Io e chi mi aiuta riportiamo frasi, facciamo screenshot, commentiamo i commenti, provochiamo reazioni… cerchiamo di trasformare in un gioco ironico cose dette nel web che sono o rischiano di diventare cattiverie a tutti i livelli. Un circo che funziona, infatti questa non è la primissima intervista in merito”.

……………………………………………………………………………………………………………SUL PRINCIPATO DI SAN BERNARDINO

Da cantante (ha partecipato al Cantagiro 1976, ndr) a motociclista a principe di San Bernardino: un curriculum molto vario…

“Prima di entrare nel mondo delle moto, ammetto un po’ per caso, frequentavo il mondo dello spettacolo, per questo finivo spesso sul giornale con modelle e cantanti. Mi definivano il playboy del paddock, lo ero in effetti, ed è grazie all’attenzione che i media mi riservavano che ho avuto l’onore di essere scelto come uomo Marlboro quando correvo. A prescindere da tutto la mia famiglia ha origini nobili e fa parte dell’ordine dei Cavalieri di Malta. Qualche anno fa, appena prima di ammalarmi, ho rivendicato una giovanissima isola nelle acque internazionali di fronte allo Yemen, nata il 19 dicembre 2011. Si tratta a tutti gli effetti di un’azione permessa dal diritto internazionale (che necessita però di una vasta conoscenza della materia, oltre che di un notaio competente). In pratica ho fatto come Cristoforo Colombo, ma piantando una bandiera virtuale. Dopo 90 giorni dalla rivendicazione ufficiale e regolarmente pubblicata (ne è dimostrazione il sito internet www.principatodisanbernardino.org) il 30 settembre del 2013 il mio Principato di San Bernardino è diventato a tutti gli effetti uno Stato sovrano, con una costituzione, una bandiera, ed ora in fase di riconoscimento da parte di altri governi attraverso regolari trattati bilaterali. Sono uno che non sa stare fermo…”

mi.mo.

Foto di Francesco Di Pasquale per Motosapiens

L’ex pilota Gianni Rolando fra moto, malattia, Bar di stupid e… Principato di San Bernardino

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Motociclismo consapevole, informato, appassionato. La filosofia di Motosapiens è un po’ quella di far girare le cose per contribuire a far girare il mondo: dando spazio a novità e curiosità, informazioni ed approfondimenti, racconti ed eventi.  Senza dimenticare viaggi e viaggiatori, invenzioni ed inventori, storia e storici, campioni e campionati.
 
Io sono Milena Monti, giornalista e motociclista. E questo blog è la mia striscia d’asfalto virtuale da percorrere con tutto quello che la strada mi proporrà, curva dopo curva.

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