Motosapiens

Motosapiens 22 Gennaio 2019

Kawasaki e palestra, il doppio 2019 di Ayrton Badovini

E’ doppia la stagione 2019 del pilota biellese (ma residente a Castel Bolognese, nel ravennate) Ayrton Badovini: da un lato la Kawasaki del team Pedercini (in foto la presentazione al MBE di Verona) per il campionato mondiale Supersport, dall’altro la nuovissima palestra Fitness Ayrton ASD, inaugurata a Castel Bolognese lo scorso 2 gennaio.

Grazie alla lunga esperienza nel fitness e nel training dovuto alla carriera nel mondo delle moto, Badovini ha infatti scelto di aprire la propria personalissima palestra grazie all’aiuto di altri quattro soci fra cui il preparatore atletico di sempre e tecnico federale Mauro Garolla.

“Il nostro obiettivo è quello di seguire le persone in maniera specifica per ogni tipo di allenamento e con qualunque macchinario o anche con i pesi – spiega Bado#86 -. Capita che anche coloro che frequentano da tempo le palestre non sanno fare in maniera corretta gli esercizi di base del corpo libero; così capitano asimmetrie che minano l’efficacia dell’esercizio e sono da correggere”.

Di fatto una palestra classica (ma nuova) come oggi non se ne vedono più tante, fra moda e mode. Un luogo dove non solo allenarsi ma imparare le modalità migliori e più efficaci per raggiungere il proprio obiettivo. Venendo dal mondo professionistico delle due ruote, sport altamente atletico diversamente da quanto potrebbe sembrare, Badovini conosce l’importanza dell’allenamento. “Partendo dal mio mondo, quello del motociclismo, noi qui puntiamo alla preparazione specifica per il raggiungimento di ogni obiettivo personale o sportivo di chi entra – continua Badovini -. Non solo: puntiamo anche alla riabilitazione motoria dopo un infortunio, al dimagrimento, al potenziamento, all’alimentazione“.

La palestra al momento è decisamente caratterizzata dallo stile motociclistico della carriera di Bado: foto, tute, pezzi di moto. “Ma siamo in grado di preparare chiunque per qualunque sport – garantisce -. Per ora siamo contenti del riscontro dell’utenza, ma siamo appena all’inizio ed abbiamo ancora tanto potenziale”.

La palestra Fitness Ayrton, in via Martiri di Felisio 300,è aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 7 alle 21, il martedì e il giovedì dalle 9 alle 22, il sabato dalle 8 alle 18 (domenica chiuso).

mi.mo

Foto Massy Momard

In copertina Badovini con il sindaco di Castel Bolognese

Kawasaki e palestra, il doppio 2019 di Ayrton Badovini
Motosapiens 27 Dicembre 2018

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)

Sono quelli con la divisa arancione, senza di loro non si scende in pista: sono i marshal, o commissari di percorso (o pista) o ancora ufficiali di gara (o pista), professionalità specializzate nella sicurezza in pista. I marshal, distribuiti su tutto il tracciato in corrispondenza delle curve e delle varianti, non solo segnalano eventuali incidenti o altri eventi in corso in pista con le apposite bandiere, ma intervengono anche per ripristinare la sicurezza del tracciato, recuperare i mezzi incidentali, pulire la pista; inoltre sono loro ad autorizzare gli interventi del personale medico per il soccorso di eventuali feriti.

Forse non lo sapevate, le bandiere che possono essere utilizzate in pista sono una decina!

Ma come si diventa marshal?

I commissari di pista per le gare automobilistiche sono gestiti dall’Aci, mentre quelli per le gare motociclistiche dalla Fmi. Per questo per diventare marshal sono necessarie licenze diverse per le diverse gare, auto o moto. Per entrare in possesso della licenza, dunque, è necessario seguire i corsi organizzati dalle varie federazioni e i relativi corsi di aggiornamento continuo. Per partecipare ad un corso per il conseguimento di una nuova licenza è necessario iscriversi ad un club o motoclub con regolare tessera annuale (che garantisce l’assicurazione per l’attività in pista) ed essere in possesso di certificato medico di idoneità sportiva non agonistica (nuova disposizione a partire dal 2019). Possono esercitare l’attività di marshal tutte le persone fra i 18 e i 68 anni compiuti che siano in possesso delle caratteristiche precedentemente elencate. Ma attenzione: essere marshal è sicuramente un lavoro specializzato, ma si tratta pur sempre di un’attività volontaria non retribuita bensì solamente rimborsata.

Marshal è pura passione per il motorsport!

SAVE THE DATE. Per i veri interessati, a gennaio all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola è previsto un nuovo corso per max quaranta nuove licenze. Per maggiori informazioni è necessario contattare il Marshal’s Team Imola: commissari@autodromoimola.it, infomarshalsteam@gmail.com.

mi.mo.

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)
Motosapiens 11 Dicembre 2018

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)

La storia di Dainese, il marchio italiano più noto che veste e protegge i motociclisti dal 1972, in un museo: a Vicenza ha aperto da qualche mese il Dar Dainese Archivio, che per la prima volta mette in mostra per il pubblico una buona parte della collezione privata del fondatore (ed ex patron) dell’azienda Lino Dainese. Centinaia fra tute originali, caschi famosi, prototipi e idee future sono a disposizione del cliente affezionato e del motociclista curioso gratuitamente. E questo dicembre, in via eccezionale, tutte le domeniche sarà disponibile gratuitamente (previa prenotazione) anche la visita guidata, che Motosapiens ha fatto qualche settimana fa insieme ai lettori e clienti dello store Dainese Bologna e che consigliamo assolutamente per godere al massimo dell’occasione offerta dall’azienda vicentina e scoprire tutto ma proprio tutto sulla storia dell’abbigliamento e della protezione moto.. Dalle prime saponette all’evoluzione del d-air, dal casco realizzato da dentro alle nuove frontiere per lo spazio interstellare!

DIECI BUONI “FOTO-MOTIVI” PER VISITARE IL DAR-DAINESE ARCHIVIO (IL VIDEO)

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)
Motosapiens 6 Dicembre 2018

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri

Il secolo scorso è il momento storico in cui la motocicletta è prima stata inventata ed ha iniziato poi a diffondersi sempre più come mezzo di trasporto semplice ed economico. Ma è intorno alla motocicletta che un numero sempre maggiore di persone la sceglie per uno strano e forte sentimento di passione, non solo per la sua utilità. E insieme alle motociclette, nascono i motociclisti e i Motoclub.

Fra i primi in Italia nasce il Motoclub Santerno Checco Costa, fondato prima come Reale Associazione Motoristica Imolese grazie ad un gruppo auto organizzato di amici con la passione per le due ruote, che il 4 ottobre 1926 dà vita al motoclub che negli anni cambia più nomi, prima mc Imola poi mc Santerno; infine viene titolato allo storico presidente Checco Costa, padre del fondatore della Clinica Mobile.

Allora come oggi, fra gli ambiti di maggior interesse vi è l’attività mototuristica. Per ben cinque volte, infatti, il Motoclub Santerno vince il Campionato Europeo Fmi di Mototurismo grazie ai tanti chilometri macinati anno per anno.

Allora come oggi, il mc Santerno premia con la medaglia d’oro gli iscritti che raggiungono i centomila chilometri percorsi con il Motoclub. Ai 21 motociclisti di tutte le età già premiati quest’anno si sono aggiunti Luciano Bianconcini e Mirko Ceroni (nelle foto sotto). La storia del Motoclub Santerno è davvero una storia scritta sulla strada.

LE FOTO:

IL VIDEO: fra i premiati anche il Dottor Costa con un riconoscimento al merito per la Clinica Mobile. 

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri
Motosapiens 4 Novembre 2018

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed

I piloti e le moto sono sempre ed inevitabilmente i protagonisti del mondo delle corse, dalla MotoGP al Civ. Ci mettono il manico, la faccia, la sensibilità tecnica, la vita. Ma non lavorano da soli: anche se non sembra, il motociclismo resta uno sport di squadra, di team. Ne abbiamo parlato con un team manager da anni impegnato nel mondo delle due ruote, Simone Steffanini, team manager bolognese (esattamente di Castel San Pietro Terme) del proprio team Green Speed motorizzato Kawasaki Italia, impegnato da anni al livello nazionale e non solo.

Chi è Simone Steffanini. Classe 1974, Steffanini è nel mondo delle moto dal 1994.Ha ricoperto vari ruoli, creandosi una carriera ricca di esperienze e soddisfazioni fino a decidere di fondare il proprio team. Fra e cose che ricorda con piacere ed emozione: il lavoro al fianco del preparatore bolognese Alberto Gubellini, gli anni come responsabile della moto di Cristiano Migliorati, il periodo di lavoro nel team di Davide Bulega (padre del più noto Niccolò), l’ottimo lavoro con il team Puccetti poi arrivato a vincere titoli mondiali, il Team Italia con Riccardo Russo e il titolo italiano Stock600 e l’esordio mondiale, il mondiale con Roberto Rolfo…Poi nel 2016 nasce il Team Green Speed.

Prima domanda, d’obbligo visto che il lavoro non ti mancava: perché un team tutto tuo?

Volevo essere libero nelle scelte tecniche dei fornitori ed anche sul modus operandi con cui affrontare le gare. Ho dovuto imparare un lavoro diverso, accanto a quello che sapevo già fare: le pubbliche relazioni e la ricerca di sponsor, competenze difficili da acquisire e che prendevano tempo al motivo per cui avevo deciso di fondare il mio team, il lavoro tecnico a modo mio. Ma devo ammettere che avere il mio tema regala anche grandi soddisfazioni, ad esempio l’appoggio che mi danno le aziende di settore che mi avevano conosciuto come tecnico significa che lavoro bene. E poi l’immensa soddisfazione per la wild card mondiale a Imola nel 2016, per una piccola realtà appena nata non era uno step ovvio!

Il tuo rapporto con i piloti?

Come team manager la mia sfida è sempre stata quella di lanciare giovani piloti, farli crescere, portarli ad essere pronti per sfide più grandi di quelle che potevo offrire io. Ad esempio ho portato Canducci al team ufficiale Kawasaki nel 2017. Ho lanciato Malone e Leotta, quest’ultimo vicecampione di Coppa Italia. Ma ho anche fatto correre piloti del calibro di Anthony West come wild card nel Civ, Rolfo nel campionato velocità in salita… La stagione appena finita è stata travagliata, non tanto per i risultati che ci vedono comunque 4 volte vincitori in altrettante gare nazionali…

La prossima stagione, invece, come sarà?

Ci stiamo lavorando. Sul piatto ci sono diverse prove del mondiale Supersport600 con un pilota italiano di assoluto valore nazionale, al fine di passare in pianta stabile al mondiale nel 2020. Ma stiamo lavorando anche per disputare campionati in ambito nazionale sempre con piloti giovani ed impiegando la nuova versione del Kawasaki Zx636.

Perché scommettere su piloti giovani?

Faccio quello che faccio più per passione che per lavoro, significa che devo divertirmi oltre a lavorare bene. La mia storia è sempre stata legata ai giovani ed è la strada che preferisco. Ritengo che sia più bello vincere con chi non ha mai vinto piuttosto che accontentarsi. La sfida è avere obiettivi competitivi: fare meglio della stagione precedente dando il massimo indipendentemente dalla posizione assoluta.

Come vedi il bacino di piloti italiani?

In Italia abbiamo ottimi talenti che faticano ad emergere a causa di una scarsa personalità più che della mancanza di talento. Il talento da solo non basta, bisogna aver voglia di mettersi in gioco con un po’ di sana fame di vittorie. La voglia di vincere fa la differenza ma oggi per troppi giovani è più importante dire che si è piloti piuttosto che dimostrare di esserlo.

Quali sono i limiti e i problemi di avere un proprio team?

Soprattutto limiti economici. Il motociclismo è uno sport di nicchia e i budget necessari sono elevati.

Secondo te gli organizzatori fanno abbastanza per promuovere il Civ?

No. Anche se è il massimo campionato nazionale viene comunemente considerato un campionato minore. Secondo me ci vorrebbe innanzitutto l’ingresso libero per il pubblico, avere più spettatori aiuta in termini di attenzione del pubblico e della stampa. Sulla stampa, poi, gli organizzatori dovrebbero investire per chiedere una maggiore presenza di giornali e tv: solo raccontando storie la gente si appassiona, e di belle storie il motociclismo è pieno a tutti i livelli.

E la Federazione, dal canto suo, cosa potrebbe fare?

La Federazione dovrebbe tornare un po’ indietro nel tempo, a quello che si faceva negli anni Novanta: appoggiare i team e non i singoli piloti, perchè i piloti crescono solo se hanno alle spalle delle buone squadre fatte da persone dalla comprovata esperienza in pista. E poi razionalizzare impegni e costi, ad esempio togliendo il giovedì in pista nei weekend di gara, cosa che aiuterebbe anche il pilota a lavorare più efficacemente e prepararsi più velocemente nell’ottica dei campionati superiori dove si gira poco e si deve essere in bolla subito. Quanto ai costi, poi, bisognerebbe abbassare i costi di iscrizione magari aprendo anche a circuiti più piccoli per rendere lo sport più capillare sul territorio nazionale. Il campionato inglese dimostra che correre in circuiti meno prestigiosi di quelli più noti non danneggia la spettacolarità delle tappe! Inoltre ritornare all’uso libero della benzina e liberalizzare le gomme, mentre ora siamo tutti obbligati a fare acquisti dagli sponsor dei campionati a prezzo superiori di un amatore che compra benzina e gomme! È assurdo: faccio pubblicità e paghiamo. Dal 2019 avremo l centralina unica in diverse categorie, il che significa un ulteriore aumento dei costi. È necessario che la federazione sia più lungimirante sui costi che sostengono i team, sono i team che vanno aiutati, sostenuti, in tutte le maniere possibili, anche sostenendo le squadre che portano in pista piloti famosi o stranieri come strategia di crescita del campionato.

mi.mo

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed
Motosapiens 2 Novembre 2018

Motosapiens e Dainese Bologna ti portano per musei

Motociclismo non è solo corse, velocità, adrenalina. Motociclismo è anche storia! Storia della tecnologia applicata allo sviluppo e all’evoluzione delle due ruote e storia della tecnica applicata alla protezione del pilota.

A dicembre Dainese Bologna ti porta al museo alla scoperta della storia del motociclismo attraverso due musei ricchi di storia e storie: la collezione Battilani di Imola, che ripercorre interamente l’evoluzione delle due ruote dalla prima bicicletta motorizzata alle prime moto da corsa moderne, e il Dainese Archivio, collezione personale del patron dell’azienda vicentina Lino Dainese con la storia della protezione e del design dell’abbigliamento per piloti e motociclisti e i pezzi migliori dei più grandi rider di sempre.

Due appuntamenti da non perdere, in collaborazione con Motosapiens:

1 dicembre Dar Dainese Archivio di Vicenza 

15 dicembre Collezione Battilani di Imola

Entrambi gli appuntamenti sono ad ingresso libero con posti limitati, dunque è obbligatoria la prenotazione presso il negozio Dainese Bologna (051374317).

Dove-quando. Per l’appuntamento a Vicenza il ritrovo è sabato 1 dicembre alle ore 9:30 presso il negozio Dainese Bologna da dove si partirà insieme in autobus (viaggio A/R Bologna-Vicenza euro 20 a persona, pranzo libero o convenzionato in loco); per l’appuntamento ad Imola il ritrovo è presso il negozio Dainese Bologna (via Stalingrado 71/5b) sabato 15 dicembre alle ore 14 per poi partire in direzione museo insieme ma con mezzi propri (e a seguire rientro in negozio per l’aperitivo).

Vantaggi aggiuntivi. Andare al museo con Dainese Bologna e Motosapiens ti garantisce inoltre un buono sconto del 10% sui tuoi acquisti in negozio entro il 31 dicembre 2018, mostrando i biglietti dei musei, e lo sconto del 15% sull’acquisto dei migliori libri sul motociclismo a Imola editi da Bacchilega Editore (Imola Mondiale, La 200 Miglia di Imola, Checco Costa a Imola. Passione moto – acquistabili entro il 31/12 presso la redazione dell’editore in viale Zappi 56/c a Imola inviando richiesta alla mail motosapiens@sabatosera.it).

Motosapiens e Dainese Bologna ti portano per musei
Motosapiens 10 Ottobre 2018

Sono dunque faccio: motociclisti in prima linea per la sicurezza delle strade

Oggigiorno non basta più asserire che cogito ergo sum, penso dunque sono. Con il crescere del numero di abitanti della Terra si moltiplicano anche i problemi da dover affrontare… Dal troppo inquinamento alla crescente usura e alla mancata manutenzione delle strade dove gli utenti circolano ogni giorno. Una problematica da non sottovalutare soprattutto se si viaggia sulle due ruote, perché per una moto una buca può rappresentare un pericolosissima ostacolo, una causa di incidenti finanche mortali.

Penso dunque sono, sono dunque faccio. Non si tratta di una nuova filosofia bensì di un pizzico di sano spirito civico che può migliorare non solo la propria giornata ma perfino la vita di qualcuno. Dove non arrivano, per colpa o purtroppo, le amministrazioni pubbliche è bene che il cittadino che si accorge di un possibile pericolo su strada lo segnali debitamente ed adeguatamente alle forze dell’ordine.

La lista delle segnalazioni che è bene fare per la sicurezza degli utenti a due ruote (ma non solo) è lunga:

  • buca
  • presenza di terra o altro materiale sdrucciolevole
  • tombino troppo infossato o rialzato
  • macchia di carburante o olio sull’asfalto
  • cordoli non visibili o non segnalati
  • bocciardatura non segnalata da appositi cartelli di lavori in corso
  • dossi non segnalati o non a norma

Alcune associazioni e realtà motociclistiche hanno aderito ad un progetto comune per la diffusione dello spirito civico e del materiale utile per le segnalazioni di pericoli sul manto stradale. Si tratta di un semplice modulo (in foto) da compilare e consegnare ad un comando di forze dell’ordine, vigili, carabinieri, polizia municipale.. Fra e associazioni che si occupano quotidianamente della divulgazione di buone pratiche per la sicurezza dei motociclisti, come l’Associazione Motociclisti Incolumi, c’è anche Motorlab-Idee in movimento, asd bolognese già protagonista del progetto Adotta un DR46 per la messa in sicurezza delle curve pericolose mediante l’applicazione di Guard Rail salva-motociclisti.

 

Sei, dunque fai.

mi.mo

Sono dunque faccio: motociclisti in prima linea per la sicurezza delle strade
Motosapiens 4 Ottobre 2018

Da Castello a Imola in un salto: Andrea Giorgia Grazia al mondiale di cross

Per la crossista castellana ventenne Andrea Giorgia Grazia, da Castel San Pietro a Imola c’è lo spazio di un salto, quello fatto per partecipare alla tappa conclusiva del mondiale cross femminile quale wild card locale.

«Sono una crossista giovane – racconta la Andrea#997, corro solo da tre anni mentre molte ragazze iniziano ben prima. Purtroppo mi sono appassionata alla moto solo recentemente, un po’ per caso, ma questo non mi ha impedito di dare sfogo alla mia nuova passione correndo nei campionati regionale e italiano, divertendomi e togliendomi anche qualche soddisfazione. La soddisfazione più grande? Disputare una prova mondiale e farlo sul circuito di casa realizzato ad Imola per il finale del campionato 2018. Una grandissima emozione: la mia prima esperienza mondiale e in casa, fra l’affetto di tanti amici venuti a trovarmi e l’agitazione per la prestazione agonistica. Mi sono divertita tanto ma ho anche fatto molti errori, spegnendo addirittura la moto in gara2 mentre mi giocavo la terzultima posizione. Ad ogni modo il risultato è migliore del previsto e non posso essere che contenta e carica per la prossima stagione. Sono arrivata penultima in classifica ma fra le prime quanto a felicità. E devo ringraziare per il sostegno la mia famiglia e Davide Degli Esposti, pilota supercross che mi ha allenata proprio con l’obiettivo Imola-mondiale».

Quest’anno prima il cambio di moto, quattro mesi fa da Kawasaki ad Honda, poi un infortunio hanno complicato la stagione della giovane, che si è comunque classificata in quinta posizione nel campionato regionale dell’Emilia Romagna ed ha solcato qualche podio in trofei Uisp amatoriali.

Ora che hai trovato il giusto feeling con una nuova moto, dopo che comunque con la Kawasaki ti eri laureata campionessa regionale, che obiettivi ti poni per la prossima stagione?

«Con la Honda 250 mi sento alla grande. Voglio partecipare al campionato italiano e dare il massimo, disputando forse qualche gara di regionale come allenamento ma senza puntare al titolo già ottenuto in passato – spiega -.  E poi vorrei partecipare di nuovo alla tappa imolese del mondiale, al momento prevista per il 22 settembre prossimo, e magari trovare il budget per iscrivermi anche alle altre due tappe italiane in programma per la prossima stagione mondiale, in Trentino e in Lombardia».

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Foto: Massy Momard e Paolo Costa

Da Castello a Imola in un salto: Andrea Giorgia Grazia al mondiale di cross
Motosapiens 26 Settembre 2018

Crescere motociclisti… (LE FOTO)

Crescere motociclisti… Con Motosapiens, sabatosera.it, Coop Bacchilega, Motoclub Racing Imolese #96 e il consiglio di zona Coop Alleanza 3.0.

Una quarantina di bambini fra i 7 e i 12 anni hanno avuto l’opportunità, lo scorso sabato 22 settembre al centro sociale Tozzona, di provare la moto in sicurezza e con l’ausilio degli istruttori specializzati della Federazione Motociclistica Italiana all’interno di un evento di promozione del motociclismo ideato e promosso dagli attori di cui sopra.

Ad arricchire il pomeriggio di motociclismo consapevole la presenza dell’ufficio di educazione stradale della PM di Imola, il centro di formazione sanitaria bolognese Medicalife e l’associazione Motorlab, al cui progetto per la sicurezza “Adotta una curva” sono stati devoluti i 130 euro raccolti nello speciale pomeriggio dedicato alle due ruote.

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Foto di Massy Momard

Crescere motociclisti… (LE FOTO)
Motosapiens 20 Settembre 2018

Crescere motociclisti provando la moto a 7 anni (e fino ai 12, e gratuitamente!)

A 7-12 anni si può dare sfogo alla giovane passione per la moto dei bambini (e delle bambine!) in diversi modi e maniere: in piedi sul divano a vedere la MotoGp, portandoli dal vivo alle gare nazionali, europee o mondiali (facendo sempre attenzione al loro giovane udito), caricandoli in moto con tutti i presidi di sicurezza del caso (casco, paraschiena, sellino adattato), regalandogli modellini di tutte le case motoristiche ed altri “motogiochi”… Ma anche facendo loro provare la prima vera moto!

“Sfortunatamente” il motociclismo è uno sport costoso e che richiede grandi doti di pazienza e devozione. Fortunatamente esiste la possibilità di provare la moto anche a costo zero, grazie alla Federazione Motociclistica Italiana che ha ideato il progetto Hobby Sport e agli attori che di volta in volta sostengono il progetto per sostenere il motociclismo vero.

Crescere motociclisti, dunque, si può, dai 7 anni. L’occasione è Evolutio, evento di promozione del motociclismo a partire dai più piccoli ideato da Motosapiens, sabatosera.it, Coop Bacchilega, Motoclub Racing Imolese #96 e Consiglio di zona di Coop Alleanza 3.0. La data da salvare in agenda è sabato 22 settembre, dalle 15 alle 18, presso il centro sociale Tozzona di Imola. Nel corso del pomeriggio, gratuitamente, i bambini e le bambine interessati potranno provare la (prima) moto adatta per le loro esigenze, seguiti passo passo da istruttori Fmi qualificati e con tutte le protezioni del caso, per un pomeriggio di sport motoristico!

A tutti i piccoli partecipanti sarà poi offerta una merenda Coop, mentre i grandi, con o senza moto al seguito, potranno godere dello speciale aperitivo in compagnia dei numerosi ospiti presenti al terzo motoaperaduno Motosapiens. Fra questi: l’Ufficio di educazione stradale della Polizia Municipale di Imola, il centro di formazione sanitaria Medicalife di Bologna (con dimostrazioni e gadget per la salute), la special division del team Sk Racing con piloti diversamente abili e Bacchilega Editore con i migliori libri sulle due ruote ad Imola.

>>>La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti<<<

Per info: motosapiens@sabatosera.it.

Crescere motociclisti provando la moto a 7 anni (e fino ai 12, e gratuitamente!)

Motosapiens – Chi siamo

Motociclismo consapevole, informato, appassionato. La filosofia di Motosapiens è un po’ quella di far girare le cose per contribuire a far girare il mondo: dando spazio a novità e curiosità, informazioni ed approfondimenti, racconti ed eventi.  Senza dimenticare viaggi e viaggiatori, invenzioni ed inventori, storia e storici, campioni e campionati.
 
Io sono Milena Monti, giornalista e motociclista. E questo blog è la mia striscia d’asfalto virtuale da percorrere con tutto quello che la strada mi proporrà, curva dopo curva.

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