Cronaca

Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, il prezioso lavoro dei vigili del fuoco volontari di Medicina: «Morale alto al servizio della città»

«Forza Medicina andrà tutto bene». È questa la frase scelta dai vigili del fuoco volontari del distaccamento di via Morara per infondere coraggio a tutti i concittadini. Il cartellone, che ha già fatto il giro dei social, ora è appeso «nel piazzale della caserma sotto al pennone del tricolore che abbiamo issato così che tutti possano sentirsi meno soli», spiega il capo distaccamento, Giulio Pancaldi, raggiunto al telefono.

Dalle sue parole si intuisce che, nonostante l’emergenza, «il morale della squadra è alto – prosegue -. Il nostro obiettivo è dare il miglior servizio possibile ai cittadini e, personalmente, devo evitare anche il contagio tra i miei ragazzi». A Medicina tutto è cambiato dal 16 marzo, giorno in cui il capoluogo e la frazione di Ganzanigo sono diventate «zona rossa» per il focolaio da Covid-19. «Da quella mattina non possiamo uscire dall’area, a differenza di altri corpi che invece possono muoversi libe- ramente – illustra Pancaldi -. Per questo motivo la squadra è formata solo da chi vive all’interno dei confini ed è scesa da 35 a una decina di unità».

I pompieri di Medicina sono gli unici caschi rossi che possono intervenire all’interno della «zona rossa». «Dal Comando provinciale ci hanno fatto capire che se riusciamo dobbiamo cavarcela da soli, ma il loro supporto è fondamentale. Vengono infatti fino al check point sulla San Vitale per consegnarci il materiale nuovo e ritirare quello uti- lizzato che noi, comunque, abbiamo già bonificato – dice Pancaldi -. Alla fine di ogni intervento igienizziamo le tute vaporizzando un disin- fettante a base di ipoclorito di sodio, poi ci passiamo sopra l’acqua delle manichette. Usiamo anche mascherine, tute di vari tipi in base al genere di intervento, autorespiratori, maschere con i filtri e occhiali. In più, ci spostiamo sempre su due automezzi in modo da non stare troppo vicini nelle cabine». (da.be.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 26 marzo.

Nella foto: ii vigili del fuoco con lo striscione 

Coronavirus, il prezioso lavoro dei vigili del fuoco volontari di Medicina: «Morale alto al servizio della città»
Cronaca 27 Marzo 2020

Coronavirus, “modello Medicina' cominciate le visite e la profilassi. Venturi: “Già viste circa 40 persone'

Il commissario all’Emergenza Coronavirus Sergio Venturi oggi ha aggiornato sulla profilassi sperimentale avviata a Medicina.

“Abbiamo cominciato ad andare nelle case, oggi abbiamo già visitato dalle 35 alle 40 persone e soltanto due hanno avuto bisogno di della terapia domiciliare, tra l’altro gli è stato effettuato anche il tampone perché non era stato ancora fatto. Gli altri non ne hanno avuto bisogno perchè la sintomatologia, alla luce dei parametri, sta calando. Altre persone saranno viste sabato e domenica. In una settimana dovremmo essere in grado di controllare tutte le persone sintomatiche di Medicina. Lunedì, invece, le prime saranno viste in ospedale a Imola per un controllo dei parametri clinici”. 

Venturi ha tenuto anche a ricordare: “Non stiamo sperimentando farmaci sconosciuti ma un modello, che se funziona estenderemo a tutta la Regione. Un modello dove siamo noi che andiamo fuori, nelle case, che si sta facendo anche in altri luoghi ma non in un comune con questa estensione. Ma sia chiaro i farmaci sono già conosciuti e li diamo insieme nella speranza che possano dare dei risultati positivi”. (l.a.)

Nella foto (Isolapress) una delle équipe di medici e infermieri dedicati a questa attività a Medicina

Coronavirus, “modello Medicina' cominciate le visite e la profilassi. Venturi: “Già viste circa 40 persone'
Cronaca 27 Marzo 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – Il dopo

Venerdì 27 marzo, Medicina «zona rossa»Quando usciremo da qui avrò impegni fino a settembre 2021. Grigliate, cene, aperitivi, partite di calcetto e uscite revival, non avrò un minuto libero. Ho voglia di abbracciare gli amici. È un gesto che mi piace l’abbraccio, e mi manca un sacco. Mia moglie non mi abbraccia, se non quando cambio il pigiama, ogni tre giorni, o giù di lì. Ma io voglio abbracciare i miei amici, con quegli abbracci vigorosi conditi da pugni nella schiena che fanno tremare lo sterno. Ho proprio voglia di gente addosso. Spero non venga annullato il concerto dei Pearl Jam, perché sento il bisogno di cantare assieme ad altre settanta, ottantamila persone.

Ogni tanto penso alla prima cosa che farò una volta uscito da qui. Due passi li ho fatti anche oggi, per la verità, a piedi fino alla farmacia, così come ogni tanto vado a fare la spesa, ma sono sprazzi di luce che non fanno sole. Il giorno in cui aprirò la porta di casa sarà come quando Jim Carrey esce dal Truman show. Mi guarderò attorno, smarrito, poi comincerò a correre. Metterò i piedi sotto tutti i portici di questa città, da piazza Garibaldi a piazza Andrea Costa. Mi godrò la mia Medicina, che è bellissima. Poi farò di corsa via San Carlo, all’altezza dell’incrocio con via Piave girerò a destra fino al cancello verde della casa dei miei genitori. Da lì, a un tiro di schioppo, raggiungerò casa Bonetti. Poi tornerò indietro e percorrerò a perdifiato quel rettilineo che porta alla chiesetta della Madonna del Piano, mi fermerò sul ponte che attraversa il Canale emiliano, e mi sembrerà più bello del Po. Arriverò da Carmine, che mi starà aspettando, poi andrò a salutare William, Zico, Cera, Panta, quindi da Triko a Bologna e da Jack a Solarolo.

Andrò fino al campo sportivo, dove magari ci sarà mio figlio che gioca, e con lui quella manica di svitati che sono i genitori dei suoi compagni. «Mauro mi faresti dieci spritz? Mio figlio ha segnato un gol». E tutto questo sempre di corsa, come Forrest Gump. E infine, se avrò le forze, andrò dritto fino al mare. Morirò di fatica, forse, ma non di questo virus.(Corrado Peli)

Nella foto: Corrado Peli si tieni in allenamento saltando la corda in casa

Medicina «zona rossa» contro il virus – Il dopo
Cronaca 27 Marzo 2020

Coronavirus, 2 morti a Medicina e 9 positivi in più nel circondario. Venturi: “Crescono anche i tamponi negativi, è una buona notizia'

Brutte notizie per il circondario di Imola oggi. Il conteggio dei morti si allunga con altri due persone: una 88enne e un 79enne entrambi di Medicina. Il numero dei positivi al Coronavirus, invece, ne vede 9 in più: 3 residenti a Imola, 4 a Castel San Pietro, 1 a Medicina e 1 a Mordano. Da ricordare che questi sono, come sempre, i dati ufficiali della Regione e dell’Ausl di Imola, che coprono le ventiquattrore da mezzogiorno di ieri a mezzogiorno di oggi.  

Il dato complessivo del circondario sale a 228  (comprese le 4 persone guarite clinicamente e i 21 decessi). Nel dettaglio parliamo di 149 uomini e 79 donne; 135 residenti a Medicina, 59 a Imola, 16 a Castel San Pietro Terme, 3 a Dozza, 3 a Castel Guelfo, 2 a Casalfiumanese, 2 a Mordano, 1 a Borgo Tossignano e 7 persone residenti fuori dal Circondario (5 sono pazienti di Montecatone). 

Attualmente sono 3 le persone positive ricoverate nel nuovo reparto sub-intensivo Ecu, 15 in terapia intensiva e 59 nel reparto dedicato dell’ospedale, infine 3 sono stati trasferiti al post-acuti all’Osco di Castello in viale Oriani. 

In tutta l’Emilia Romagna ci sono 762 positivi in più per un totale di 10.816 poco meno della metà sono in isolamento a casa poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere o sono prive di sintomi (415 in più rispetto a ieri). Altro dato positivo solo 7 pazienti in più in terapia intensiva (in totale 301), i guariti che continuano ad aumentare e pressoché metà delle persone che si stanno curando a casa loro. Ma crescono purtroppo i decessi, 97, quindi, quelli nuovi, di cui 64 uomini e 33 donne, er un totale oggi di 1.174. 

Il commissario all’Emergenza Sergio Venturi ha tenuto a segnalare come nota positiva che “oggi i tamponi refertati sono stati  5.403 referti e solo 2.130 sono positivi, significa che la grandissima parte dei tamponi comincia ad essere negativa. Una cosa che si registrava solo all’inizio poi man mano che l’epidemia è cresciuta c’era una predominanza dei positivi praticamente al 90%, oggi questa distanza si sta nuovamente riducendo ed è un segno positivo per l’evoluzione dell’infezione. Quando i guariti, ora 960, supereranno il numero dei decessi vorrà dire ceh abbiamo svoltato”. (l.a.)

Coronavirus, 2 morti a Medicina e 9 positivi in più nel circondario. Venturi: “Crescono anche i tamponi negativi, è una buona notizia'
Cronaca 27 Marzo 2020

Coronavirus, che significa restare in prossimità della propria abitazione? Ecco le interpretazioni a Ozzano e nel Circondario

Passeggiate (per ragioni di salute o per portare a spasso il cane) solo in prossimità della propria abitazione. Così recita l’ordinanza regionale in vigore fino al 3 aprile. Un termine vago che ha generato non poca confusione. Cosa si intende per prossimità e quanto distante posso spingermi per non incappare in sanzioni? Girare col contapassi in mano è forse ridicolo, ma un po’ di chiarezza aiuterebbe. C’è chi, per essere preciso, ha fissato termini precisi con un’ordinanza (a Molinella il sindaco consente di percorrere 250 metri, a Torino è possibile allontanarsi di un chilometro). 

Nel nostro territorio, per il momento, nessun primo cittadino ha emanato un’ordinanza in questo senso. «Non facciamo girare i vigili con la cordella, ma l’indicazione che ci siamo dati è entro i 200-300 metri da casa» afferma il sindaco ozzanese Luca Lelli. «Circa 200 metri può essere una distanza ragionevole, ma bisogna considerare anche il contesto, se ci troviamo in città o in aperta campagna – aggiunge Daniele Brighi, vice comandante del Corpo unico intercomunale di polizia municipale del Circondario imolese e coordinatore dei servizi esterni -. La norma regionale lascia un po’ di margine volutamente. Alla fine, il metro è quello del buonsenso». (gi.gi.)

Nella foto controlli effettuati da agenti della polizia municipale a Imola

Coronavirus, che significa restare in prossimità della propria abitazione? Ecco le interpretazioni a Ozzano e nel Circondario
Cronaca 27 Marzo 2020

Coronavirus, il Comune di Dozza avvia l’innovativo progetto «Volontari al telefono» per sostenere i cittadini

Il Comune di Dozza, in questo momento di emergenza Coronavirus, ha avviato un progetto innovativo di vicinanza e attenzione nei confronti dei cittadini chiamato «Volontari al telefono».

La funzione del Coc (Centro Operativo Comunale) di «Assistenza alla popolazione» ha impostato il progetto, condiviso con il sistema di Protezione Civile, mettendo a sistema la disponibilità di volontari in possesso di capacità e caratteristiche adeguate che hanno potuto iscriversi all’albo comunale, dando loro una veste precisa. Ad oggi sono circa 15 le persone che operano sulla base di linee guida ben precise. Questi volontari,al momento, stanno contattando una lista di persone del territorio (ultrasessantacinquenni, persone sole o in stato di difficoltà) dei quali l’amministrazione comunale possiede i relativi dati e la l’autorizzazione all’uso, a seguito del già citato progetto di contrasto alla solitudine. 

Partendo da questo database, i cittadini vengono informati sulle ordinanze in essere e sui servizi sui quali possono fare affidamento, come ad esempio il servizio di  consegna spesa e farmaci a domicilio messo in campo con grande successo dall’Associazione Rambaldi e dalla Caritas Parrocchiale. Questi contatti/telefonate consentiranno anche di capire quali bisogni possono avere le persone che, se favorevoli, verranno richiamate in maniera continuativa, e per i quali l’amministrazione potrà formulare eventuali risposte.

A partire da lunedì 30 marzo verrà attivato un numero telefonico dedicato (335-8070925) che i cittadini potranno chiamare tutte le mattine dalle ore 11 alle ore 12 e tutte le sere dalle ore 18 alle ore 20 per essere inseriti nella rete di contatti. Lo stesso numero può essere utilizzato anche per segnalare parenti, amici o vicini di casa. «Ritengo – commenta il sindaco Luca Albertazzi – che questa sia una bellissima ed innovativa iniziativa. Ringrazio di cuore i volontari e i membri del Coc, perché grazie a loro stiamo riuscendo a dare risposte che auspico sufficienti a superare questo momento. Il nostro obiettivo è fare in modo che nessuno si senta solo e queste attività possono costituire una buona base per quello che verrà dopo la crisi. Sarà un mondo completamente ridisegnato e con punti di riferimento diversi. Di conseguenza dobbiamo prepararci ad intercettare le nuove opportunità che si presenteranno. Per questo vogliamo far sentire la vicinanza dell’amministrazione comunale e creare una   comunità con relazioni forti e sane». (da.be.) 

Coronavirus, il Comune di Dozza avvia l’innovativo progetto «Volontari al telefono»  per sostenere i cittadini
Cronaca 27 Marzo 2020

E' partita sul nostro settimanale la rubrica «Un salto in edicola», la prima a presentarsi è Emilia e si trova a Imola

Da questa settimana «sabatosera» propone un viaggio a puntate alla scoperta delle edicole del territorio. L’obiettivo è far conoscere meglio ai nostri lettori come è cambiata nel tempo una attività che continua a essere essenziale per la comunità e che, per questo, non si ferma nemmeno in tempo di Coronavirus. Storie, aneddoti e proposte di chi, nonostante le difficoltà del settore, non smette di guardare al futuro. Oggi si chiama edicola Emilia, data la posizione al civico 285 dell’omonima via romana che taglia il centro storico di Imola.

Ma all’inizio della pluridecennale storia si chiamava edicola Morini, dal nome di Giovanna Morini che la gestiva insieme al marito Livio Geminiani, scomparso lo scorso anno. I coniugi avevano aperto un chiosco di giornali nella zona che fud i porta dei Servi, fra le vie Emilia, Zappi e de Amicis, prima di trasferire l’edicola nel locale indipendente che ne è attualmente sede. A gestire oggi l’edicola è Daniele Rossi, cinquant’anni compiuti a gennaio e una vita da ambulante nei mercati archiviata per il sogno dell’edicola realizzato nella primavera di tre anni fa.

«Sono sempre stato affascinato dall’edicola come luogo di incontro oltre che come negozio in sé – racconta -.E così ho voluto provare questa nuova esperienza, impegnativa ma anche molto soddisfacente. Ho aperto a marzo del 2017 e mi ci è voluto quasi un anno per rendere l’edicola esattamente come la volevo in termini di fornitura e servizi, ma se oggi è un luogo accogliente, utile e interessante per la clientela è merito mio e della mia famiglia che mi sostiene e all’occorrenza aiuta per qualche ora al mese: mia moglie Paola, mia figlia Giada e mio nipote Matteo». (mi.mo.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 26 marzo

Nella foto Daniele Rossi dell”edicola Emilia di Imola

E' partita sul nostro settimanale la rubrica «Un salto in edicola», la prima a presentarsi è Emilia e si trova a Imola
Cronaca 27 Marzo 2020

Coronavirus, Venturi: “La gara contro il Covid sarà come la vittoria di Adorni a Imola ai campionati del Mondo”

Cosa c’entra un campione del ciclismo come Vittorio Adorni con Imola e il Covid19? C’entra perché il commissario regionale all’Emergenza Sergio Venturi, parmense come Adorni e suo amico, oramai da qualche giorno sta utilizzando la vittoria ai Mondiali del ’68 avvenuta proprio a Imola come metafora della battaglia che si sta combattendo contro il Coronavirus: “Parlando con Adorni gli ho detto che non stiamo facendo il campionato del Mondo – ha raccontato Venturi durante le dirette su Facebook – ma se possiamo vincere giorno per giorno una tappa, possiamo alla fine vincere una bella gara e passare oltre insieme. E lui mi ha risposto: speriamo che questa corsa finisca presto perchè sono un po’ stanco…. Quella volta i due favoriti erano Gimondi e Merckx – ricorda Venturi -, due fuoriclasse straordinari, invece Adorni fece una fuga durissima, nessuno se lo aspettava e alla fine vinse lui. Fu un’impresa straordinaria. Ecco anch’io spero che questa corsa finisca così e presto, perché davvero ci sono persone che stanno correndo, stanno lavorando in un modo che li carica di stress, state vigino a chi si prodiga negli ospedali, nelle case protette, dategli forza”. 

Nel 1968 Adorni trionfò ai Mondiali su strada di Imola che si svolsero sul circuito dei Tre Monti, con l’arrivo all’autodromo, al termine di una lunga e leggendaria fuga di ben 230 km, gli ultimi 90 in solitaria. I favoriti erano il belga Eddy Merckx e l’italiano Felice Gimondi, scomparso l’anno scorso.

“sabato sera” ha intervistato Adorni in occasione della consegna del Grifo Città di Imola nel settembre 2018. (l.a.)

Nelle foto Vittorio Adorni e Sergio Venturi

Coronavirus, Venturi: “La gara contro il Covid sarà come la vittoria di Adorni a Imola ai campionati del Mondo”
Cronaca 27 Marzo 2020

Coronavirus, il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti rassicura: «Il dottor Parenti è in via di guarigione»

E” in via di guarigione il dottor Mario Parenti, noto medico di base di Castel San Pietro finito nei giorni scorsi nell”elenco dei contagiati dal Covid-19 in riva al Sillaro. Lo ha fatto sapere in un comunicato il sindaco Fausto Tinti, che ha raccontato: «Ho sentito Mario al telefono, sta molto meglio, non ha più la febbre da diversi giorni. La storia della sua positività al virus è stata ben definita fin dal principio e sono state subito identificate e messe in quarantena le poche persone coinvolte. Mario Parenti era il medico curante della prima paziente castellana deceduta per Coronavirus. Due giorni prima che si sapesse della positività al virus della signora, Mario era andata a trovarla e l’aveva abbracciata, come abitualmente fa con i suoi pazienti. In seguito il dottor Parenti ha sempre lavorato utilizzando i dispositivi sanitari di sicurezza».

Nella nota inviata dall”Amministrazione comunale castellana si precisa che in questi giorni, per ulteriore sicurezza, l’Ausl di Imola ha fatto sanificare tutti gli ambulatori dei medici di medicina generale e le sale d’attesa nella Casa della Salute castellana, struttura nella quale lavora il dottor Parenti. Per questo il sindaco rassicura i suoi concittadini: «Possiamo continuare a rivolgerci con fiducia ai nostri medici e colgo l’occasione per ringraziarli per il prezioso lavoro quotidiano che svolgono nella gestione di questa emergenza. In questa dura battaglia che ci coinvolge tutti, loro sono al fronte in prima linea. Per questo dobbiamo dimostrare rispetto per il loro lavoro, osservando sempre le misure sanitarie, le distanze di sicurezza e soprattutto restando a casa».

Tinti termina con l”appello a «mantenere la calma e ad attenervi scrupolosamente alle prescrizioni contenute nell”ultimo decreto emanato dal presidente del Consiglio dei Ministri. Solo seguendo le indicazioni dell”Istituto Superiore della Sanità sull”igiene delle mani, restando a casa e rispettando le distanze di sicurezza qualora si esca per le motivazioni indifferibili che già conoscete (lavoro, ragioni di salute e approvvigionamento alimentare) possiamo tutelare noi stessi, chi ci sta vicino e l”intera comunità». (r.cr.)

Nel «sabato sera» del 26 marzo è pubblicata un”intervista al dottor Mario Parenti

Il dottor Mario Parenti e il sindaco Fausto Tinti insieme nella foto

Coronavirus, il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti rassicura: «Il dottor Parenti è in via di guarigione»
Cronaca 27 Marzo 2020

Coronavirus, alla farmacia di Zolino il gel detergente per le mani è in vendita nel distributore esterno

Il gel detergente per le mani è uno degli articoli più ricercati in questi giorni e più difficili da trovare. La farmacia di Zolino lo produce nel suo laboratorio interno e da qualche giorno è possibile trovarlo anche nel distributore 24h all”esterno della struttura. Indicazioni su come viene confezionato sono fornite dalle titolari, le sorelle Elena e Giulia Penazzi, in un video condiviso sulla pagina Facebook della farmacia. A produrlo è Giulia, farmacista e cosmetologa, utilizzando una soluzione idroalcolica con alcol al 63/64%, vale a dire la dose raccomandata per la migliore efficacia possibile.

I flaconcini si possono pertanto acquistare 24 ore su 24 senza neppure avvicinarsi al bancone, dal distributore nel quale sono reperibili anche integratori, cosmetici e altri articoli, ad esclusione però dei farmaci di qualunque tipo. E ieri pomeriggio è andato letteralmente a ruba, nella struttura delle sorelle Penazzi, l”esiguo numero di mascherine chirurgiche arrivato nella mattinata e prontamente venduto nella quantità contingentata di due per cliente, al prezzo “politico” di un euro a mascherina, praticamente il prezzo di costo. «Nessun guadagno per noi ovviamente – commenta la dottoressa Elena – ma siamo contente di dare un servizio alla città». (mi.ta.)

La foto è tratta dalla pagina Facebook della Farmacia Zolino

Coronavirus, alla farmacia di Zolino il gel detergente per le mani è in vendita nel distributore esterno

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