Cronaca

Cronaca 25 aprile 2018

Serata con il manager Sebastiano Zanolli su come «agire nel presente avendo in mente il futuro»

Il manager e formatore Sebastiano Zanolli nell’ambito dell’incontro pubblico Agire nel presente avendo in mente il futuro, ovvero il talento come possibilità, la costanza come cura, il lavoro come arte, sarà domani sera, con inizio alle ore 20, a palazzo Sersanti (piazza Matteotti).

L’incontro è organizzato dal Centro studi Luigi Einaudi e finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Imola. Per Zanolli si tratta di un ritorno nella città del Santerno. «Nella precedente occasione, dieci anni fa – racconta Pierangelo Raffini, del Centro studi Luigi Einaudi -, Zanolli parlò dell’incertezza a cui si stava andando incontro e diede diversi spunti di riflessione. Oggi ritorna ad Imola per dare una visione sul futuro». Laureato in Economia a Ca’ Foscari, Sebastiano Zanolli ha all’attivo esperienze in ambito commerciale e marketing, è stato manager in aziende come Adidas e Diesel e vanta un presente di formatore e scrittore con all’attivo la pubblicazione di parecchi libri.

Durante l’incontro proporrà alcune riflessioni per imparare a porsi obiettivi per i quali valga la pena impegnarsi davvero, per riscoprire la passione per le cose in cui si crede e per risvegliare la motivazione e l’intraprendenza. Il tutto partendo dal presupposto che innovare e sapersi innovare è qualità fondamentale per saper affrontare la quotidianità e che l’obiettivo da porsi è quello di riuscire ad utilizzare le risorse disponibili ed ottimizzarle al meglio. L’evento del Sersanti coinvolge anche «Noi giovani», associazione con forte propensione alla rigenerazione urbana e culturale, e Ilab, network etico di professionisti. «Al centro dell’incontro – anticipa Marco Panieri, per Noi giovani Ilab – ci sarà il lavoro, di oggi e di domani, e il come orientare lo sguardo verso il futuro». Quindi «un evento per “lanciare” riflessioni, istanze, richieste da parte di chi tutti i giorni è protagonista della quotidianità: dalla comunità alle professioni».

r.c.

Nella foto: Sebastiano Zanolli

Serata con il manager Sebastiano Zanolli su come «agire nel presente avendo in mente il futuro»
Cronaca 25 aprile 2018

Storie della Liberazione, le vite spezzate dei coniugi Livio Poletti e Livia Venturini

Livia Venturini e Livio Poletti erano due ragazzi contadini che vivevano nella Bassa imolese fra il fiume Sillaro ed il canale Ladello, più vicini a Balia che a Sesto Imolese. Assieme alle loro numerose famiglie conducevano a mezzadria due poderi, entrambi di proprietà della Amministrazione degli ospedali, confinanti e quasi identici: la «Matiossa vecchia» quello dei Poletti, la «Matiossa nuova» quella dei Venturini. Livio era nato nel 1908, Livia nel 1913. Si conoscevano fin da bambini e nel 1930 si fidanzarono: lei aveva 17 anni, lui 22.

Gli anni trenta nella Bassa imolese furono anni di forti e coraggiose lotte antifasciste. Livio e Livia aderirono entrambi alla rete clandestina antifascista diretta dal Partito comunista. Nella notte del 7 novembre 1930 i giovani della rete vollero dimostrare ai fascisti la loro presenza celebrando il 13° anniversario della rivoluzione russa: a Sesto issarono una bandiera rossa sul balcone della Casa del Fascio; a Osteriola un’altra bandiera rossa su di un albero all’incrocio fra la Selice e la San Vitale. Livio prese parte a quest’ultima azione. Nel mese successivo si scatenò la reazione dei fascisti. In totale furono arrestate 52 persone: fra di essi quattro della famiglia Poletti (Livio, due suoi fratelli ed un cugino) e due della famiglia Venturini (i fratelli di Livia, Amilcare e Gino). A Livio furono inflitti tre anni e tre mesi di carcere, da scontare nel carcere piemontese di Saluzzo, mentre uno dei fratelli di Livia, Amilcare, fu condannato a cinque anni di confino da scontare in uno sperduto paesino della Calabria.

Scontarono però solo una parte della pena loro inflitta perché nel 1932 beneficiarono di una amnistia concessa dal regime in occasione del decennale della marcia su Roma. I Poletti, però, furono costretti a cercare un nuovo podere e lo trovarono a Castel Bolognese, mentre i Venturini cessarono di essere contadini trasformandosi in braccianti agricoli e andando a vivere a Mordano. Qui, nell’aprile del 1933, Livia e Livio si sposarono e qui, sempre in quell’anno, nacque la loro figlia Wanda. Livio lavorò prima come bracciante, poi entrò nel Gruppo facchini di Imola, mentre Livia si occupò come domestica a ore. Nel 1938 lasciarono Sasso Morelli e si trasferirono a Imola in un piccolo appartamento davanti alla cosiddetta piazza dei Servi. Dopo l’8 settembre 1943 entrambi entrarono a far parte della resistenza armata: Livia quale staffetta di collegamento, Livio nei Gap in città. Fu lui, il 6 novembre 1943, a giustiziare in via Luigi Sassi il console della milizia imolese Barani. Fu sospettato e arrestato, ma nessuna prova emerse a suo carico. Prudentemente, però, dovette darsi alla latitanza e si nascose sulle colline di Castel Bolognese in un podere di contadini amici.

In quel periodo accadde il tragico episodio della uccisione di Livia in piazza a Imola, il 29 aprile 1944, durante una manifestazione di donne contro il caro-vita e la mancanza di generi alimentari. Livia fu colpita alla schiena da una pallottola che le spezzò la spina dorsale. Ospitata nella casa dei parenti, a Bubano, fu assistita dalla mamma e dalla sorella. La sua straziante agonia durò oltre un mese. E c’era anche Wanda, che allora aveva 11 anni. «In quei tristissimi 40 giorni di agonia – raccontò poi – mio padre veniva spesso a trovarci, sempre di notte, per sfuggire all’agguato dei fascisti che erano di sorveglianza nei dintorni. Io lo sapevo e senza dire niente a nessuno stavo spesso anche più di un’ora ad aspettarlo dopo il tramonto, seduta sul ponte dove la strada proveniente da Mordano incontra quella di Bubano dove allora stavo con mamma ferita. Erano le uniche volte in cui, ormai, potevo vederlo: i fascisti lo cercavano e dove si nascondesse non lo seppi mai. Era giugno: il tredici di quel mese mamma morì mentre io mi trovavo a Castel Bolognese ospite dei nonni paterni».

Dopo la morte della moglie, Livio chiese di lasciare il nascondiglio di Castel Bolognese per potersi unire in montagna ai combattenti della 36ª Brigata Garibaldi. «Dopo quel giorno di giugno – racconta ancora Wanda – rividi mio padre pochissime volte in brevi incontri sempre in luoghi diversi. Ero certamente felice di stare ogni volta con lui, ma mi sentivo intimorita da quei suoi occhi chiari che erano diventati freddi come di ghiaccio. Poi, una mattina partì per la Brigata. Lo accompagnai per un tratto di strada come una formica che segue un leone». Livio cadde l’11 ottobre 1944 nella sfortunata battaglia di Purocielo, nelle colline fra le valli del Senio e del Lamone, quando due battaglioni della 36ª Brigata Garibaldi tentarono di sfondare il fronte alle spalle dei tedeschi sui crinali prospicienti la valle del Lamone per ricongiungersi con le truppe alleate.

be.be.

La storia completa su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile. 

Nella foto: Livia con il marito

Storie della Liberazione, le vite spezzate dei coniugi Livio Poletti e Livia Venturini
Cronaca 25 aprile 2018

Storie della Liberazione, quando un ponte sul Correcchio fece passare i polacchi

Gli episodi legati alla liberazione, avvenuti il 14 aprile 1945, o nelle giornate immediatamente precedenti o successive sono numerosi, ma il più delle volte la loro memoria si è perduta man mano che i protagonisti ci hanno lasciato. Non è questo il caso di Leo Monduzzi, all’epoca quindicenne, che ricorda con chiarezza quanto avvenne in quei giorni. «Quei ricordi sono sempre stati presenti nella mia memoria – precisa Leo – ma se ne restavano fermi e non sentivo la necessità di farli uscire. Da un po’ di tempo, però, ho cominciato a pensare che un episodio in particolare meritava di essere raccontato, perché tutti potessero conoscerlo».

Siamo nell’aprile 1945, gli Alleati stanno preparando una grande offensiva per conquistare la Pianura Padana e sperano di dare il colpo definitivo alla Germania di Hitler e ai suoi alleati. I preparativi includono incursioni aeree e bombardamenti di artiglieria per indebolire il nemico e spianare la strada all’avanzata. «Eravamo sfollati nel podere Brenta, condotto dai miei zii Monti, di proprietà del padre di Ebe Stignani – racconta Leo – che si trova tra via Casalegno, via Correcchio e vicolo Crucca. Bombe e granate cadevano sempre più spesso e, per ripararci, furono scavate delle piccole gallerie nella sponda del Correcchio, poco più che misere tane dove ci si stava a malapena e molto scomodi; comunque, grazie a queste, avemmo un minimo di protezione. Ricordo che uno di quei giorni mi trovavo nei campi, quando vidi arrivare un cacciabombardiere a volo quasi radente, rapido mi gettai in un fosso, mentre l’aereo sganciava le due bombe che portava sotto le ali per colpire il ponte sul Correcchio a Pontesanto e bloccare la ritirata ai tedeschi. Mancò il bersaglio! Una bomba cadde da un lato del ponte e una dall’altro, nell’aia del podere oggi sede di Hera. A farlo saltare forse ci pensarono i tedeschi, dopo che ebbero fatto passare i loro mezzi».

L’offensiva alleata, iniziata sul Senio tra il 10 e l’11 aprile, stava raggiungendo Imola. I tedeschi se ne andarono dalla città e dai dintorni tra il 13 e il 14, lasciando solo pattuglie e cecchini per rallentare l’avanzata. I polacchi infatti, stavano avanzando a nord della via Emilia e il loro obiettivo principale era raggiungere e prendere Bologna, per avere così il controllo su una vasta area della Pianura Padana. «Quell’ufficiale parlava abbastanza bene l’italiano e voleva sapere se c’erano ancora ponti transitabili – spiega Leo – e io gli risposi che i tedeschi li avevano distrutti. Mi propose di salire con lui sulla cingoletta e di fargli da guida e io accettai. Usciti dalla stradina che dal podere Brenta mette in via Correcchio, indicai all’ufficiale un ponticello, rimasto intatto perché alcuni uomini, penso appartenessero alle Sap, avevano sabotato i contatti che azionavano le mine fabbricate dai tedeschi. “Bene, passeranno di qui” propose l’ufficiale.

f.t.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: il ponte che immette nella proprietà che oggi appartiene alla famiglia di Luigi Grandi

Storie della Liberazione, quando un ponte sul Correcchio fece passare i polacchi
Cronaca 25 aprile 2018

Oggi si festeggia la Liberazione, tutti gli appuntamenti sul territorio

Oggi, mercoledì 25 aprile, ricorre la 73° Festa della Liberazione e, come ogni anno, sono molte le commemorazioni previste sul territorio in questa giornata.

A Imola il primo appuntamento è alle ore 9, presso la sede Anpi, in piazzale Giovanni dalle Bande Nere 14, per ricordare i partigiani e gli antifascisti caduti e fucilati a Bologna; durante la cerimonia verrà deposta una corona davanti alla lapide affissa all”edificio. A seguire, alle 9.15, nella rocca Sforzesca, verrà deposta una corona davanti alla lapide a ricordo dei partigiani e antifascisti detenuti e torturati in Rocca. Al termine della cerimonia verrà formato il corteo che si dirigerà in piazza Gramsci. Alle 9.30 si inizierà con il concerto della Banda musicale Città di Imola, al termine interverrà la classe 2^F del Liceo delle Scienze Applicate Alberghetti all”interno del progetto «Quando un posto diventa un luogo». Intorno alle 10.30 interverranno Adriana Cogode, Commissario straordinario di Imola e Bruno Solaroli, presidente dell”Anpi. Alle 11.15 verrà deposta una corona alla lapide nell”androne del Municipio a ricordo dei caduti in guerra, prima della partenza del corteo fino al monumento al Partigiano in piazzale Leonardo Da Vinci.

A Castel San Pietro si parte alle ore 9 con la cerimonia dell’Alzabandiera presso la sede del Gruppo alpini (via Cova 439). Alle ore 9.30, al cimitero di via Viara, avrà luogo la deposizione di una corona al sacrario dei Caduti. Successivamente, alle ore 10, dal piazzale dei 2 Portoni, ritrovo davanti alla lapide dedicata a Giuseppe Garibaldi e inizio del corteo, con sosta in piazza Martiri Partigiani e in piazzale Vittorio Veneto, per giungere in piazza XX Settembre, dove, dopo la deposizione di corone ai lapidari dei Caduti, avrà luogo la commemorazione ufficiale del sindaco Fausto Tinti, accompagnata dai canti patriottici degli alunni delle scuole castellane. Alle ore 11.30 verrà celebrata una Santa Messa in suffragio di tutti i caduti nella chiesa del Santissimo Crocifisso. La commemorazione sarà accompagnata dalla musica del Corpo bandistico.

A Casalfiumanese il Comune ha organizzato una manifestazione che prenderà il via alle ore 9.30 con il ritrovo davanti al Municipio, dove si comporrà il corteo che percorrerà le vie del paese. Alle ore 10 è prevista la Santa Messa; infine, alle ore 10.30, il programma prevede la deposizione della corona di alloro davanti al monumento ai Caduti, a cui seguiranno canti e messaggi di pace a cura dei bambini delle scuole di Casalfiumanese. Dalle ore 9.30, Municipio, piazza Cavalli 15. A Castel del Rio è previsto un corteo che partirà alle ore 11.15 da Palazzo Alidosi per fare sosta davanti ai monumenti della Folgore, Nembo e San Marco e ai Partigiani. Gl interventi, del sindaco Alberto Baldazzi e del presidente dell”Anpi di Castel del Rio, Enrico Alpi, si terranno presso il monumento ai Partigiani a partire dalle ore 11.40. In questa speciale occasione il Museo della Guerra Linea Gotica è aperto dalle ore 10 alle 18 e si effettueranno visite guidate per gruppi e comitive. Dalle ore 11.15, palazzo Alidosi. A Dozza è in programma una manifestazione che prenderà il via da piazza Carducci con l”alzabandiera al monumento degli Alpini a cui seguirà la deposizione di una corona. Successivamente si terrà la benedizione della lapide ai Caduti in guerra, posta sotto il portico del palazzo comunale, con la deposizione della corona. Infine, in piazza Zotti, avrà luogo la celebrazione ufficiale, tenuta dal sindaco Luca Albertazzi. Sarà presente, per portare la propria testimonianza, Bruno Trincossi, reduce del Gruppo di Combattimento Friuli, che entrò in Dozza appena liberata, il 15 aprile 1945. E’ inoltre previsto un intervento degli alunni facenti parte del Consiglio comunale dei ragazzi. La manifestazione si concluderà con l’esibizione del Gruppo bandistico dozzese. Alle ore 10.30, piazza Carducci.

A Fontanelice le cerimonie prevedono una Santa Messa alle ore 9, alla quale seguirà la deposizione di una corona davanti al monumento alla Resistenza. Interverranno il sindaco, Athos Ponti, e Roberto Visani, del comitato direttivo dell”Anpi. Dalle ore 9, corso Europa. A Medicina il programma, con inizio alle ore 10, prevede il concerto della Banda municipale in piazza Andrea Costa, al quale seguirà l”omaggio ai Caduti sotto alla Loggia comunale. In seguito avrà luogo la sfilata lungo viale Oberdan e via Battisti, per giungere in piazza Garibaldi per le ore 10.30, quando si svolgerà la celebrazione ufficiale, con gli interventi di Onelio Rambaldi, sindaco di Medicina, e di Forte Clò, dell”Anpi provinciale. Parteciperà un coro di bambini della scuola primaria di Medicina. I piccoli leggeranno brani tratti dall’iniziativa promossa dall”Anpi di Medicina Mi hanno raccontato una storia. Dalle ore 10, piazza Andrea Costa. A Ozzano Emilia è prevista alle ore 9, in piazza Allende, la partenza della Camminata della Resistenza; in contemporanea, in viale 2 Giugno, di fronte alle scuole medie Panzacchi, ritrovo ed esibizione della Banda dell’associazione Gruppo musicale di Ozzano dell’Emilia, diretta dal maestro Marco Dall’Aglio; alle 9.15 partirà il corteo per raggiungere il monumento ai Caduti della Resistenza, dove, alle 9.30, verrà reso onore ai Caduti da un picchetto armato del Battaglione del Genio Ferrovieri, con alzabandiera e deposizione di corone; seguiranno, alle 10, la Santa Messa in suffragio dei Caduti e, alle 10.45,  il saluto del sindaco e intervento a cura del Centro giovanile Arci Ozzano con lancio di palloncini colorati contenenti messaggi di pace scritti dagli alunni della scuola primaria di Ozzano; a conclusione, Brindisi della Liberazione aperto a tutti i convenuti.

r.c.

Oggi si festeggia la Liberazione, tutti gli appuntamenti sul territorio
Cronaca 25 aprile 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

In primo piano il sogno della circonvallazione per decongestionare i paesi e le città attraversati dalla via Emilia. A Imola si discute della situazione della Cims, mentre alla borgata Chiavica l”indice è puntato contro l”azienda Florim.

Si avvicina anche il 1° maggio, anniversario della morte del pilota brasiliano di F1 Ayrton Senna. A Castello, invece, manutenzione e nuove idee per i laghetti del Molinetto. Sguardo all”enologia con lo spumante di Romagna che è pronto per conquistare il mercato delle bollicine.

Come sempre lo sport. 20.000 persone hanno riempito l”autodromo di Imola lo scorso weekend per il Motor Legend Festival. Nel basket conclusa la stagione dell”Andrea Costa, la parola passa a Gianpiero Domenicali. Chiudiamo con il ciclismo e il «Memorial Benfenati» in programma domenica a Osteria Grande.

Su «sabato sera due» appuntamenti per tutti i gusti: compie vent”anni il Cantamaggio di Medicina, mostra di ulivi incisi nel legno dell”artista imolese Silvana Bissoli e il libro per bambini «Piedino» di Bacchilega Junior che vince il premio «Nati per leggere».

r.c.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina
Cronaca 24 aprile 2018

Identificati gli autori dei furti nei bar del centro storico, arrivavano in treno dalla Riviera

I carabinieri sono riusciti ad individuare gli autori dei furti avvenuti a metà gennaio ai danni di alcuni bar del centro storico di Imola. Si tratta di due uomini di 32 anni e 37 anni, nazionalità tunisina il primo e marocchina il secondo, di fatto senza fissa dimora ma gravitanti in Riviera romagnola. I militari sono riusciti ad individuarli dopo un”indagine che si è avvalsa sia dell”aiuto di alcuni testimoni, sia dell”analisi scrupolosa delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti in città, comunali e di privati, a partire dai bar stessi, che hanno permesso di ricostruire l”esatto percorso compiuto dai ladruncoli.

Come ipotizzato, i ladruncoli utilizzavano il treno per spostarsi e prendevano di mira gli esercizi pubblici del centro raggiungibili a piedi, poi una volta compiuto i furti risalivano su un convoglio e lasciavano la città.

I due attualmente sono stati denunciati per concorso in furto e tentato furto in esercizio pubblico ma il magistrato potrebbe disporre un”eventuale custodia cautelare in carcere. Sono facce già note alle forze dell”ordine, disoccupati e non in regola col permesso di soggiorno, con diversi precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio (furti). Fino ad ora avevano colpito soprattutto nel ravennate e nel riminese. 

Per il momento i carabinieri gli hanno addebitato con certezza tre furti, quelli al Bar Roma e al Barcode situati in via Emilia e al Bar Opera Dulcis di piazza Matteotti risalenti al 19 gennaio. Ma esattamente una settimana dopo, con un modus operandi similare erano stati visitati altri tre locali l”edicola Martini nel porticato all”angolo del palazzo del centro cittadino, il bar Ai Giardini di via Orsini e la pizzeria Porta Montanara. (r.c.)

Nella foto i carabinieri impegnati nei sopralluoghi dopo i furti

Identificati gli autori dei furti nei bar del centro storico, arrivavano in treno dalla Riviera
Cronaca 24 aprile 2018

Budrio e Medicina chiedono il completamento della Trasversale, Osteria Grande la Complanare o un casello dell'A14

Regione e Città metropolitana tirate per la giacca dai territori che chiedono il rispetto degli impregni presi sulla viabilità o comunque maggior attenzione per i collegamenti dell’area metropolitana bolognese. Questo il nocciolo di due richieste arrivate pressoché contemporaneamente ma autonome. Da un lato Budrio e Medicina che insieme hanno siglato una nota con la quale chiedono a gran voce il completamento della Trasversale di Pianura, dall’altro quella della consigliera regionale Francesca Marchetti che ha presentato un’interrogazione con la quale chiede “Quale strategia metterà in campo la Giunta per garantire il collegamento viario tra la zona artigianale di Osteria Grande, nel Comune di Castel San Pietro Terme, e l’area metropolitana bolognese, anche per evitare il progressivo abbandono di quella zona ed il suo conseguente impoverimento».  

Due temi, come detto, che viaggiano paralleli ma con analoghe finalità: da un lato completare un asse stradale di grande scorrimento capace di spostare buona parte del traffico pesante dai centri abitati, dall’altro collegare all’A14 e a Bologna l’area industriale della frazione castellana favorendo le imprese e l’appetibilità del territorio. 

Per quanto riguarda la Trasversale di Pianura o provinciale 3 (un progetto i cui primi cantieri risalgono al 1971), è notizia di un anno fa l’inaugurazione del tratto compreso all’interno del comune di Budrio, ora però rimane da fare l’ultimo tratto tra la frazione di Villa Fontana (nel territorio di Medicina) e la località Olmo (che ricade sotto Budrio). L’assessore alle Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini, ha garantito nei recenti incontri ai sindaci Maurizio Mazzanti per Budrio e Onelio Rambaldi per Medicina, l’impegno proprio e dell”intera Giunta Bonaccini. Mazzanti e Rambaldi chiedono nuovamente di “giungere al più presto al finanziamento, alla progettazione e quindi all’avvio dei lavori da tanto attesi”. “Il tratto non completato, Olmo-Villa Fontana, pone degli evidenti problemi di sicurezza – sostengono i due sindaci -; sede stradale stretta e ponti pericolosi, a fronte di un traffico pesante in aumento a seguito della realizzazione degli altri tratti della Trasversale. Inoltre, Medicina puntualizza come “la Trasversale si prefiggeva anche di risolvere il problema del traffico passante all”interno della frazione di Crocetta, tema che dovrà essere ripreso in fase di progettazione”. 

Per quanto riguarda Osteria Grande, la consigliera Marchetti dice di essersi fatta portavoce “dei disagi lamentati dagli artigiani e dagli imprenditori di Osteria Grande, che chiedono da tempo lo sblocco della Complanare oppure la realizzazione di un casello autostradale “veloce” ricordando come “già il piano regionale integrato dei trasporti 1998-2010 prevedeva il potenziamento infrastrutturale dei collegamenti fra Bologna e Imola, attraverso l’eventuale realizzazione della IV corsia dell’autostrada A14 o della complanare”. (l.a.)

Nella foto il tratto di strada tra Villa Fontana e Olmo oggi

Budrio e Medicina chiedono il completamento della Trasversale, Osteria Grande la Complanare o un casello dell'A14
Cronaca 24 aprile 2018

Novità a Castello per nidi comunali e famiglie: apertura ad agosto su prenotazione e sconto sulle rette

Per prima cosa l”apertura dei nidi comunali a partire già dal prossimo mese di agosto. Poi, uno sconto sulla retta degli asili comunali dal prossimo anno scolastico calcolato in base all”Isee con particolare attenzione alle fasce più basse. Dodici posti in più tra il nido Girotondo di via Di Vittorio a Castel San Pietro e il nodo Arcobaleno di via Serotti a Osteria Grande, per ridurre le liste d”attesa. Infine la realizzazione di una sala per la psicomotoria all”interno dell’edificio che ospita l’Arcobaleno a disposizione sia dei bambini che frequentano il nido sia la contigua scuola d”infanzia Grandi. 

Sono alcune delle novità che l’Amministrazione castellana ha intenzione di mettere in atto grazie anche ai 105 mila euro arrivati dal ministero dell”Istruzione, tramite la Regione, nell”ambito del decreto legislativo 65 del 2017 che fa parte del pacchetto della riforma della “buona scuola” approvata dal Governo Renzi. “Sono state individuate ulteriori azioni finalizzate al sostegno delle famiglie con figli che frequentano i nidi d”infanzia – precisa la vicesindaca e assessore alla Scuola Francesca Farolfi con una nota -, come rendere il servizio del nido comunale usufruibile anche nei periodi di sospensione estivi, ovvero nel mese di agosto, e arricchire l”offerta dei servizi per l”infanzia con l”attivazione di laboratori volti all”educazione alla genitorialità e a potenziare le attività formative e scolastiche dei bambini da 0 a 6 anni”. 

L”apertura dei nidi comunali ad agosto verrà attivata per tutti gli iscritti, su prenotazione settimanale, con un numero minimo, grazie alla cooperativa Seacoop. “L”attivazione di tale servizio rappresenta una ulteriore azione concreta di flessibilità volta a promuovere una maggiore conciliazione dei tempi di vita-lavoro dei genitori” sottolineano sempre dal Comune. 

Nel frattempo sabato 28 aprile ci sarà l’Open day di tutti i nidi castellani, comunali, paritari e privati convenzionati, del capoluogo e delle frazioni. Le famiglie potranno visitarli e scegliere quello che preferiscono per iscrivere i propri figli per il prossimo anno scolastico 2018-19. In particolare i bambini nati dall’1 gennaio 2016 al 31 marzo 2018. Le iscrizioni sono aperte fino all’8 maggio. (r.c)

Questo l’elenco:
– comunale Girotondo si trova in via Di Vittorio 28/a, Castel San Pietro
– comunale Arcobaleno, via Serotti 12, Osteria Grande- privato convenzionato La casa di Mamma Oca n. 6 (per bambini dai 12 ai 36 mesi), via Conventino 1531, Gallo Bolognese
– paritario convenzionato Don Luciano Sarti (per bambini dai 12 ai 36 mesi), via Palestro 38, Castel San Pietro
– privato convenzionato L’Arca di Noè (per bambini dai 12 ai 36 mesi),  via Tolara di Sopra 50 presso la facoltà di Veterinaria a Ozzano Emilia

Foto d”archivio

Novità a Castello per nidi comunali e famiglie: apertura ad agosto su prenotazione e sconto sulle rette
Cronaca 24 aprile 2018

Teleriscaldamento, la replica di Hera a Telerimborsati: «Il confronto va fatto a parità di servizio»

Hera conferma che «un uso corretto e oculato del servizio del teleriscaldamento, comparato con i costi complessivi del gas, può determinare un risparmio». Nella nota diffusa nei giorni scorsi, Hera replica così al comitato Telerimborsati. «I temi sollevati – si legge – sono i medesimi già espressi più volte e in altre occasioni dalle stesse persone, non aggiungono nulla di nuovo e rilevante, e sui quali Hera ha già puntualmente risposto, intervenendo rispetto a informazioni fuorvianti e non corrette.

Come già evidenziato più volte, la riconversione al teleriscaldamento è quasi sempre conveniente nel caso di condomini con riscaldamento centralizzato a gas, mentre lo è sempre, sotto tutti i punti di vista, nel caso di un impianto a gasolio. Abbiamo anche sempre spiegato che per essere corretto, il confronto di costo va fatto a parità di servizio. Non si può cioè confrontare il costo del solo gas metano con il costo del servizio teleriscaldamento, non tenendo in adeguato conto, nella comparazione, i costi evitati nel caso del teleriscaldamento come quelli di acquisto e manutenzione della caldaia, e trascurando alcuni valori intrinseci al servizio come il pronto intervento 24 ore 24 tutto l’anno, la sicurezza e la comodità, le ricadute positive sull’ambiente».

Per quanto riguarda invece l’efficienza e i benefici ambientali della centrale, spiega Hera, «il teleriscaldamento da cogenerazione garantisce un rendimento energetico nel complesso più alto rispetto alle caldaie tradizionali. La centrale a ciclo combinato permette di produrre insieme energia elettrica e calore, riducendo i consumi rispetto alla loro produzione separata. Inoltre, l’impianto ha caratteristiche tecniche tali da garantire elevati rendimenti, a fronte di ridotti livelli di emissioni in atmosfera, rispettando limiti più restrittivi rispetto a quelli previsti dalla normativa».

La centrale di via Casalegno copre circa un terzo del fabbisogno di energia elettrica del circondario imolese e circa il 20% dei consumi di calore delle famiglie del comune di Imola. «In termini di risparmio energetico medio annuo – si aggiunge – parliamo di circa 11 mila tonnellate equivalenti di petrolio. E, in termini di minori emissioni, di 84 mila tonnellate di anidride carbonica non emesse in atmosfera in un anno, quantità equivalente a quella assorbita da 600 mila alberi durante il loro ciclo vitale; di 172 tonnellate in meno di anidride solforosa; di 230 tonnellate in meno di ossidi di azoto, quantità equivalente a quella emessa da 90 mila auto diesel euro5 che percorrono 15 mila chilometri all’anno; oltre a un pressoché azzeramento dell’emissione di polveri sottili, che sono misurate in continuo con i risultati pubblicati online. Le Pm10 e le Pm 2,5 vengono inoltre monitorate trimestralmente da un laboratorio esterno, con risultati sempre inferiori al limite di rilevabilità dello strumento». «Dispiace quindi che l’utilizzo strumentale e la non corretta informazione – conclude Hera – cerchino di influenzare la percezione della gestione del teleriscaldamento, che a Imola ha favorito risultati ambientali di non poco valore». 

r.c.

Nella foto (dal sito Hera): la campagna per il teleriscaldamento

Teleriscaldamento, la replica di Hera a Telerimborsati: «Il confronto va fatto a parità di servizio»
Cronaca 24 aprile 2018

Passare dal teleriscaldamento al gas metano, l'analisi del comitato Telerimborsati: «Risparmio annuo del 30%»

Il comitato Telerimborsati torna sul tema delle tariffe del teleriscaldamento. «Sono più alte rispetto ad altre municipalità. Qui il costo è di 12-13 centesimi per kilowattora; altrove, invece, è di 7-8 centesimi» sostiene Massimo Bolognesi, l’ingegnere incaricato dal comitato di analizzare costi e convenienza.

Nel 2016, una palazzina di 6 appartamenti nei pressi della piscina comunale Ruggi si è staccata dalla rete del teleriscaldamento, passando al gas metano. Si tratta del secondo caso a Imola, dopo quello del condominio in via San Francesco staccatosi nel 2013. Come già fatto la prima volta, anche in questo caso il comitato ha presentato i dati dell’intervento, il tutto per dimostrare che il passaggio al gas metano consente comunque un risparmio di almeno il 30%. «Il secondo intervento di distacco dalla rete, con installazione di una caldaia da 35 kilowatt – dettaglia Bolognesi – ha avuto un costo complessivo di 13.096 euro. Sull’anno di riferimento, con tariffa binomia, quella applicata da Hera sino al distacco dell’impianto, la spesa del teleriscaldamento sarebbe stata pari a 8.198 euro. La spesa a gas metano, invece, è stata di 5.361 euro, con un risparmio del 34,6 per cento. Fra detrazioni fiscali e costi di manutenzione, nel complesso i costi gestionali si riducono di circa 4 mila euro all’anno, consentendo di recuperare l’investimento in circa 3,2 anni».

Secondo Bolognesi «il maggior costo applicato, consente a Hera di tenere bassi sul mercato i prezzi di gas ed energia elettrica, a scapito degli utenti del teleriscaldamento».Anche per quanto riguarda l’impatto ambientale della centrale di via Casalegno Bolognesi obietta, basandosi sui dati della Dichiarazione ambientale 2016 di Hera: «L’energia termica prodotta per il teleriscaldamento è solo il 19 per cento del totale, inferiore anche alle emissioni al camino, che sono il 35 per cento. Serviva una centrale più efficiente, con meno dispersioni» chiosa.

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 19 aprile.

Nella foto: Massimo Bolognesi

Passare dal teleriscaldamento al gas metano, l'analisi del comitato Telerimborsati: «Risparmio annuo del 30%»

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