Cronaca

Cronaca 13 Febbraio 2019

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»

Quando, dieci anni fa, Onelio Rambaldi iniziò il suo primo mandato disse che avrebbe solo preparato il terreno per qualcun altro, per i giovani, poi cinque anni fa le condizioni per il suo passo indietro non ci furono e ritornò ad indossare la fascia tricolore da sindaco. Ora è tempo di bilanci e di appendere quella fascia al chiodo.

Qualche esempio delle cose più importanti fatte in questi anni?
«Medicina nel 2009 veniva da un periodo di sviluppo intenso e rapido, fu un bene ma alle volte quando vai di fretta dimentichi qualcosa, in più c’erano già le prime avvisaglie della crisi. L’obiettivo fu rendere più vivibile e meno impattante per i cittadini quello sviluppo. Ad esempio, la rotonda su via Fava dedicata a Luciano Landi ha risolto un problema del traffico, altri piccoli interventi hanno teso a ricucire comparti scollegati con ciclabili, marciapiedi, parcheggi. Poi è stato fatto un grande e complesso lavoro per mettere in regola con fogne, luce, acquedotto la zona produttiva di Fossatone, coinvolgendo aziende, ConAmi ed Hera (che sta completando una nuova condotta per allacciare tutta l’area al depuratore). Questo permetterà di ottenere le certificazioni necessarie oggigiorno, l’area sarà appetibile e si potrà sviluppare. Poi, abbiamo lavorato sugli impianti sportivi, riqualificando le strutture o sostituendole, come il palazzetto per la ginnastica, responsabilizzando le società sportive: noi abbiamo allungato le convenzioni ma loro hanno collaborato investendo. Poi, ovviamente c’è la piscina coperta. Infine la messa in sicurezza delle scuole: abbiamo speso almeno 1 milione per miglioramenti antincendio, sismici e manutenzioni straordinarie».

In cosa sono stati diversi primo e secondo mandato?
«Sono stati diversissimi, il primo è stato caratterizzato dal patto di stabilità. Non potevamo spendere neppure l’avanzo, l’assessore Balestrazzi sintetizzava così: “Rischiamo di morire di fame col frigo pieno”. Abbiamo gestito una situazione immobile. Negli ultimi cinque anni invece abbiamo cominciato a mettere mano a temi che attendevano da anni con progettualità di medio e lungo periodo, vedi la riqualificazione del Canale di Medicina. Per fortuna nei primi cinque anni abbiamo anche messo a posto in modo maniacale il bilancio e siamo tra i pochi Comuni che l’hanno approvato a dicembre, quindi ogni onere che entra ora possiamo spenderlo e sappiamo bene come: la tariffe non vengono aumentate per il settimo anno consecutivo, anzi abbiamo previsto nuove agevolazioni per le persone fragili e le famiglie. Abbiamo una Casa della salute che offre servizi di qualità e grande umanità senza bisogno che le persone si spostino. E l’Asp è la dimostrazione di una gestione associata che funziona».

A proposito di gestioni associate, attualmente è presidente del Circondario, dove Imola pentastellata a giorni alterni parla di uscirne. Cosa pensa debba fare Medicina?
«Il Circondario ha senso se il comune più grande, cioè Imola, ci crede. Medicina ha i numeri per fare da sola ma oggi non vai molto lontano. Con Castel San Pietro si è ragionato di lavorare con altri, come Ozzano, che intendono fare le cose insieme».

Cosa si augura per Medicina e cosa attende il pensionato Rambaldi?
«Ricordo che io sono già un pensionato (ha 69 anni, ndr), ho accettato a suo tempo di fare il sindaco per dare una mano alla mia comunità, visto che me l’avevano chiesto. Per Medicina mi auguro che il Carmine venga recuperato e che la chiesa di Bologna ci metta lo stesso impegno che all’epoca ebbe il mondo cooperativo per la Sala del Suffragio (per vent’anni Rambaldi è stato presidente della Cooperativa lavoratori della terra di Medicina, ndr). Poi vorrei esserci per consegnare alla comunità il Centro feste Ca’ Nova, anch’esso un lascito del passato del mondo cooperativo, sarà nel 2027 quando avremo finito di pagare il mutuo, per cederlo senza debiti al Comune. In generale, noi quattro che siamo in Giunta dall’inizio, io, Matteo Montanari, Dilva Fava e Mauro Balestrazzi, abbiamo lavorato a progetti che andassero oltre il nostro mandato, io mi auguro che si continui, con metodi nuovi».

E sul fronte politico?
«Sono iscritto al Pd e ho ricoperto tanti incarichi politici, ma dopo il 26 maggio vorrei solo andare a lavare dei piatti nel Centro feste Ca’ Nova. Non sono stanco, ho la licenza da revisore legale, e continuo a fare il corso di aggiornamento perché la cooperativa autonoma di volontari che lo gestisce ha bisogno di un revisore, ovviamente gratis». (l.a.)

Il sindaco di Medicina, Onelio Rambaldi, in versione volontario alla Festa de l”Unità

Medicina

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»
Cronaca 13 Febbraio 2019

Guerra aperta ai piccioni: dopo le multe a chi li sfama, ora il Comune pensa a contrastarli con i falchi pellegrini

Pare proprio che i piccioni siano il nemico numero uno per l”Amministrazione comunale imolese. Dopo il giro di vite deciso nei giorni scorsi con l”ordinanza che vieta di dar da mangiare ai volatili e impone multe da 25 a 500 euro (vedi link), ora l”assessore all”Ambiente, Andrea Longhi, sta pensando all”ipotesi di ricorrere al falco pellegrino per dare la caccia ai piccioni e ridurre così la loro presenza.

La soluzione, che pare aver avuto successo in alcuni comuni dove è stata sperimentata, è stata valutata dall”assessore insieme al dottor Ivano Avoni, veterinario delegato imolese della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e consiste nel favorire l”insediamento del rapace nel territorio. Il falco pellegrino è infatti un naturale e implacabile nemico dei piccioni: secondo le stime, una coppia di falchi pellegrini può catturarne fino a 600 in un anno.

Favorirne l”insediamento comporta un impegno a creare le condizioni ideali perchè si riproduca nel territorio, mediante la realizzazione di nidi artificiali, realizzati secondo i criteri utilizzati dal falco in natura per costruire il proprio nido, nei punti più alti del centro città. Per individuare i punti più adatti, lunedì prossimo l’assessore Longhi e il dottor Avoni faranno un sopralluogo in alcuni dei posti più elevati al fine di verificare la loro idoneità ad ospitare i nidi per accogliere il falco pellegrino, per poi procedere con le installazioni e attendere che i rapaci facciano la loro parte. (r.cro.)

Guerra aperta ai piccioni: dopo le multe a chi li sfama, ora il Comune pensa a contrastarli con i falchi pellegrini
Cronaca 13 Febbraio 2019

Il Comune di Imola fa chiudere un asilo abusivo frequentato da bimbi non vaccinati

Non aveva i requisiti necessari, così ha dovuto cessare l’attività una sorta di «asilo» aperto sulle prime colline imolesi da un’associazione di promozione sociale di fuori territorio, spacciato per campo estivo ma più somigliante a un’attività di tipo educativo, in altre parole una scuola. Per di più frequentata da bimbi non in regola con gli obblighi vaccinali. A darne notizia è stata l’Amministrazione di piazza Matteotti, per bocca dell’assessore alla Scuola Claudia Resta. «L’Azienda sanitaria di Imola aveva riscontrato tutta una serie di rilievi – ha raccontato -. Appena abbiamo ricevuto la segnalazione dell’Asl ci siamo immediatamente attivati inviando la comunicazione di avvio di procedimento amministrativo e diffida per la cessazione dell’attività di tipo educativo».

Tutto era iniziato con la presentazione, nell’autunno scorso, della Scia, la segnalazione al Comune di inizio attività, da parte dell’associazione stessa, per l’apertura di un centro ricreativo estivo da settembre a giugno. Un periodo insolito per un campo solare. Particolare che ha fatto drizzare le antenne, con segnalazione all’Azienda sanitaria e avvio di verifiche che hanno fatto emergere una realtà diversa: e cioè, che l’attività (avviata in spazi attigui ad un ristorante, concessi in comodato d’uso), doveva essere classificata come scuola.Malgrado la mancanza dei requisiti necessari ed il conseguente ritiro della Scia, l’associazione però non ha sospeso l’attività, fino a che, in occasione di un sopralluogo condotto dagli operatori dell’Ausl, è stata constatata anche l’inosservanza degli obblighi vaccinali nei bimbi presenti. Segnalazione al Comune, che ha inviato immediatamente una diffida. «Nell’atto inviato – ha dettagliato l’assessore alla Scuola – venivano dati all’associazione titolare dell’attività cinque giorni per presentare memorie, deduzioni e documentazioni. Così come previsto dalla legge 241/90, si è trattato di un tempo ridotto per presentare eventuali memorie e documentazioni, dato atto che sussistevano esigenze di celerità che giustificano i tempi brevi».

L’associazione, appena il messo le ha notificato la comunicazione (il 5 febbraio), ha provveduto il giorno stesso a cessare l’attività svolta ed a sgomberare i locali utilizzati, ottemperando in tal modo alla diffida e dandone comunicazione (l’8 febbraio) al Comune. «La fattiva collaborazione fra l’Azienda sanitaria ed il Comune ha permesso di far cessare, in tempi molto brevi, una volta appuratane l’esistenza, questa attività priva dei requisiti necessari, dimostrando che le istituzioni sul territorio ci sono e svolgono con attenzione il proprio compito», ha commentato soddisfatta l’assessore Claudia Resta.Per quanto riguarda il procedimento amministrativo, l’Amministrazione comunale esaminerà i contenuti della comunicazione inviata dall’associazione e valuterà in accordo con l’Asl le eventuali azioni congiunte da adottare. (re.cro.)

Nella foto: l’assessore alla Scuola Claudia Resta

Il Comune di Imola fa chiudere un asilo abusivo frequentato da bimbi non vaccinati
Cronaca 12 Febbraio 2019

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione

L’associazione sportiva dilettantistica Bocciofila toscanellese, che gestisce l’omonima struttura della frazione dozzese, non si è sciolta. Questo significa che, almeno per il momento, l’impianto non chiude i battenti, nonostante i conti pesantemente in rosso dell’associazione. Questa la decisione dei soci al termine di «un’infuocata» assemblea straordinaria convocata il 31 gennaio durante la quale sono volate accuse ben precise in merito alle cause della situazione (oltre due ore di discussione per una settantina di presenti, compresa la Giunta dozzese al completo e ben tre carabinieri in servizio a scongiurare eventuali problemi).

La vicenda è nata a fine anno, quando il direttivo ha dato l’allarme sulle casse vuote: secondo i consiglieri, che hanno detto di aver già presentato un esposto in procura in merito, il presidente Renzo Manzoni avrebbe «svuotato il conto corrente con una serie di bonifici e prelievi in favore dell’associazione “Gli amici della bistecca di Imola”», di cui sempre Manzoni è presidente. Le cifre di cui si parla, però, sono ancora incerte. Il direttivo, avvalendosi anche della collaborazione di un avvocato, sta cercando di ricostruire lo storico delle uscite e delle entrate degli ultimi sette mesi, da quando cioè Manzoni è diventato presidente, e parla di una «cifra fra i 10 e i 20 mila euro». A questi si aggiungerebbero fatture mai pagate per le ultime forniture di materiali, al momento impossibili da conteggiare, a detta dei consiglieri revisori presenti all’assemblea. Tali debiti, però, ha precisato l’avvocato Vassilia Casselli «dovrebbero per legge gravare su chi ha fatto gli ordini», ovvero sempre il presidente Manzoni.

Come detto, l’assemblea straordinaria era stata convocata con l’ordine del giorno specifico di sciogliere l’associazione. A sorpresa, però, nonostante il voto favorevole di sette consiglieri del direttivo su nove (Manzoni non si è presentato e il barista non ha votato) più una manciata di soci, la maggioranza assoluta della partecipatissima e lunga assemblea ha votato contro lo scioglimento. Pochissimi gli astenuti. Se l’Asd si fosse sciolta, ha spiegato il sindaco Luca Albertazzi, non si sarebbe potuta tenere aperta la bocciofila, il gestore è stato designato con bando pubblico e occorreva farne un altro. Gestione, tra l’altro, che formalmente è scaduta in dicembre ma è stata prorogata di un anno proprio dall’Amministrazione comunale per arrivare fino alla corposa ristrutturazione già prevista per l’inverno prossimo.

I lavori comporteranno messa a norma, ampliamento ed abbattimento delle barriere architettoniche per un totale di 990 mila euro per metà coperti da un contributo regionale e per metà da un mutuo agevolato per il credito sportivo richiesto dall’Amministrazione stessa. Tornando all’assemblea, il sindaco ha detto che forse «si potrebbe stralciare la sala più grande», ovvero tenerla chiusa risparmiando così sulle spese (secondo il direttivo la gestione dell’intera struttura costa «tre volte tanto quella del solo bar»). Questo permetterebbe di mantenere nella frazione almeno il ritrovo e l’aggregazione offerta dalle sale bar e tv, ma si perderebbe quella delle altre associazioni sportive che gravitano su questo grande spazio. I campi dove un tempo rotolavano le bocce, infatti, negli ultimi anni sono stati utilizzati per feste, sagre, tombolate e balera ma soprattutto per l’attività del judo e del tiro con l’arco.

Ciò su cui Albertazzi è stato molto chiaro è nel rispondere negativamente all’esplicita richiesta di «un aiuto economico» da parte del Comune. «E’ ingiustificabile in termini di legge» ha tagliato corto il sindaco. I soci della Bocciofila toscanellese hanno così deciso di proseguire le attività contando sul volontariato dei 165 iscritti e confidando sugli eventi di autofinanziamento. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Nella foto un momento dell”assemblea del 31 gennaio, alla quale erano presenti anche i carabinieri

La Bocciofila toscanellese non chiude i battenti, il direttivo vota contro lo scioglimento dell'associazione
Cronaca 12 Febbraio 2019

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport

A Medicina mercoledì 13 febbraio ci sarà anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini alla presentazione dei lavori fatti dopo il terremoto per il consolidamento del palazzo comunale e l’avvio del laboratorio partecipativo per il Parco dello Sport. L’Amministrazione guidata da Onelio Rambaldi ha deciso di racchiudere in un solo pomeriggio i due eventi. Si comincerà alle ore 17 presso il municipio di via Libertà con un percorso espositivo e rappresentazioni teatrali che condurranno in un tour del palazzo che sarà accompagnato da un progetto di virtual tour che consente di vivere un’esperienza multimediale immersiva ed interattiva a 360 gradi.

L’intervento di consolidamento e miglioria sismica del palazzo comunale si era reso necessario dopo che il terremoto del 2012 e i conseguenti controlli avevano evidenziato varie criticità nell’antico edificio (l’impianto originario è del Cinquecento). E’ costato oltre 1 milione ed è stato finanziato con fondi della Protezione civile nazionale per le attività di prevenzione sismica (ora è più sicuro di oltre il 60% rispetto alla situazione precedente), a questi il Comune ha aggiunto fondi propri per completare una vera e propria ristrutturazione «per la messa in sicurezza del luogo quotidianamente frequentato da centinaia di cittadini e anche al fine di valorizzare il bene e il territorio per accrescere la propria at-trattività in ambito metropolitano».

A seguire, alle ore 18.30, presso la palestra di via Battisti si terrà la presentazione del laboratorio di idee e percorso di progettazione partecipata con il quale Medicina intende dare vita ad un parco sportivo aperto a tutti all’interno della cosiddetta Città dello Sport di via Battisti, ovvero l’area del capoluogo attorno alla quale insistono palestre e campi sportivi. Il laboratorio di idee, che fa parte del Piano strategico locale comunale, si svolgerà nei mesi di febbraio e marzo ed è finalizzato a ripensare insieme ai cittadini spazi aperti, aree verdi ed eventuali attrezzature. Gli esiti del laboratorio con i cittadini diventeranno le linee guida di un concorso per i progettisti, che prepareranno il progetto del parco. Il gruppo di lavoro è formato da Elena Farnè, architetto ed esperta di progettazione partecipata, dall’architetto Riccardo Tagliaferri e per l’ammini-strazione comunale dall’ingegnere Rachele Bria e dalla geometra Silvia Suzzi. (r.cro.)

Nella foto il Palazzo comunale di Medicina dopo i lavori di consolidamento

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport
Cronaca 12 Febbraio 2019

Sarà finanziato da Regione e Bonifica Renana il bacino artificiale a Poggio Grande per raccogliere l'acqua depurata

I soldi ci sono e il progetto castellano di creare un bacino artificiale a Poggio Grande, accanto al depuratore comunale di via Meucci, per irrigare i campi della pianura tra Castello e Medicina sta per diventare realtà. All’interno del Piano di sviluppo regionale (Psr) è stato infatti approvato un finanziamento da 1 milione e mezzo di euro che serviranno per l’opera, che costerà complessivamente 2 milioni e 180 mila euro. L’idea, presentata dalla Giunta alla consulta di Poggio-Gaiana già lo scorso marzo, è quella – aveva spiegato l’assessore all’Agricoltura Anna Rita Muzzarelli – di «raccogliere l’acqua emessa dal depuratore civile cittadino, che oggi si perde». In questo modo si evitava la dispersione, nel periodo invernale, di risorse idriche preziose nel resto dell’anno per fare agricoltura di qualità.

Il nuovo invaso artificiale, che sorgerà su un terreno comunale di 5 ettari fino ad oggi affittato a scopo agricolo, raccoglierà le acque chiare, pulite e filtrate, in fuoriuscita dal depuratore che ad oggi finiscono nello scolo Laghetto, corso d’acqua che scorre fino a confluire nel torrente Gaiana che da Castello arriva a Medicina, alimentando le terre castellane ad est e, in seconda battuta, quelle della città del Barbarossa. Accumulando l’acqua nel nuovo invaso, la cui capacità è stimata da progetto in 100 mila metri cubi, l’irrigabilità verrebbe aumentata di almeno il 50%, a beneficio di una ventina di aziende dei due comuni comprese in un distretto irriguo di 170 ettari.

Della progettazione si è occupato il Consorzio della Bonifica Renana all’interno di 680 mila euro destinati al progetto. In questi giorni è lo stesso Consorzio che si sta occupando dei primi sopralluoghi, sondaggi e verifiche (geotecniche e chimiche, ma anche archeologiche e per scongiurare la presenza di eventuali residui bellici) propedeutiche al progetto esecutivo dell’opera, per la quale sarà poi pubblicata la relativa gara d’appalto nei prossimi mesi. «Dopo l’aggiudicazione dei lavori, la costruzione dell’invaso e delle opere di distribuzione richiederà circa un anno – fanno sapere dalla Bonifica Renana -. Il laghetto avrà argini fuori terra di quattro metri e una profondità dell’acqua di cinque. Sarà disponibile per le necessità degli agricoltori a partire dalla stagione irrigua 2021»

.Prima dell’arrivo del finanziamento regionale l’Amministrazione castellana dovrà approvare in Consiglio comunale la cessione gratuita del terreno per la realizzazione del nuovo bacino, un passaggio in calendario entro il mese di febbraio. L’impegno della Giunta Tinti in tal senso è stata di fatto la molla che ha fatto partire l’intero progetto. (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio    

Nella foto una veduta di come diventerà l”invaso secondo la Bonifica Renana

Sarà finanziato da Regione e Bonifica Renana il bacino artificiale a Poggio Grande per raccogliere l'acqua depurata
Cronaca 12 Febbraio 2019

Nomina a Montecatone, la dottoressa Virna Valmori è il nuovo direttore sanitario dell'istituto

Virna Valmori è il nuovo direttore sanitario del Montecatone Rehabilitation Institute. La nomina è stata effettuata direttamente dal direttore generale, Mario Tubertini, che ha così completato lo staff dirigenziale dell”ospedale. La dottoressa Valmori sostituisce Roberto Pederzini, andato in pensione dopo aver ricoperto l”incarico di direttore sanitario a partire dal 2005.

Virna Valmori ha conseguito nel 1986 la laurea in medicina e chirurgia all”Università di Bologna, per poi specializzarsi in  Igiene e Medicina preventiva, indirizzo Organizzazione dei servizi ospedalieri nel 1993, all”Università di Ferrara. Nel 1999 e nel 2000 ha conseguito due ulteriori specializzazion, rispettivamente in Diritto sanitario all”Università di Urbino e in Organizzazione dei Servizi sanitari all’Università di Tor Vergata di Roma. Prima di approdare a Montecatone, la dottoressa Valmori è stata dirigente medico della Direzione ospedaliera di Imola (1990-1997), direttore sanitario dell”Ausl di Senigallia (1998-2002) e direttore del Presidio ospedaliero Bufalini di Cesena (2002-2018).

«Ringrazio la dottoressa Valmori per aver accettato questo incarico e sono sicuro che con la sua esperienza darà un grande contributo a Montecatone», ha dichiarato il direttore generale Tubertini. (r.cro.)

Nella foto il neo direttore sanitario di Montecatone, Virna Valmori

Nomina a Montecatone, la dottoressa Virna Valmori è il nuovo direttore sanitario dell'istituto
Cronaca 12 Febbraio 2019

Il Comune di Imola vieta di dare cibo ai piccioni, sanzioni da 25 a 500 euro per i trasgressori

Multe da 25 a 500 euro per chi dà da mangiare ai piccioni. E’ quanto prevede l’ordinanza firmata dalla sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, l’8 febbraio scorso e appena entrata in vigore. Il provvedimento, nato con l’intento di contenere la presenza di piccioni nell’ambito urbano, prevede il divieto per chiunque, in tutta la zona urbana di Imola e delle frazioni (delimitata dai cartelli di inizio del centro abitato, in base al Codice della strada), di «somministrare ai piccioni ed altri volatili selvatici, con espresso divieto di gettare al suolo sia pubblico che privato, granaglie, sostanze di scarto e avanzi alimentari».

Non solo: l’ordinanza dispone anche l’obbligo per i proprietari di edifici situati in ambito urbano per chiunque a qualsiasi titolo vanti diritti su immobili, esposti alla nidificazione ed allo stazionamento dei piccioni, di «mantenere pulite da guano o uccelli morti le aree private sottostanti i fabbricati e le strutture interessate dalla presenza dei volatili; di schermare con apposite reticelle o altra modalità idonea, ogni apertura di soffitte, solai, sottotetti, onde impedire l’accesso ai piccioni per il riparo e la nidificazione». 

Diversi i motivi che hanno portato all’emissione del provvedimento, tutti citati nell’ordinanza stessa. In primo luogo, la constatazione che «la presenza di piccioni allo stato libero sul territorio comunale in ambito urbano, ha generato l’insorgere di problematiche di carattere igienico-sanitarie, con conseguenti disagi connessi sia all’accumulo del guano maleodorante, sia alla preoccupazione per il rischio potenziale di malattie infettive e parassitarie veicolate da volatili». Inoltre, si prende atto del fatto che gli interventi compiuti negli anni dal Comune per il contenimento della popolazione dei piccioni con metodi ecologici (in attuazione delle previsti dal piano quinquennale di controllo di cui alla L. 157/1992 elaborato dalla Regione) hanno avuto un’efficacia «comunque limitata oltre che controversa».

 Sono poi stati considerati altri tre fattori: la consapevolezza che «l’eccessiva presenza di volatili, pregiudizievole non solo delle condizioni igienico sanitarie ma anche del decoro pubblico, è determinata, tra l’altro, dalla somministrazione di cibo ai piccioni ed altri volatili selvatici per dispersione e/o abbandono nell’ambito urbano», le « numerose segnalazioni circa gli effetti di deterioramento del suolo e degli edifici, degrado delle strutture e scadimento delle condizioni igieniche dell’abitato determinati dal guano e «l’abitudine dei piccioni ad occupare soffitte, solai, sottotetti, specialmente di edifici disabitati» cosa che «favorisce la nidificazione in ambito urbano con aggravio delle condizioni igieniche». 

E’ il caso di sottolineare, infine, che la nuova ordinanza sostituisce quella precedente in materia, risalente al 2001, con l’avvertenza che anche la disposizione appena entrata in vigore «potrà essere revocata o rimodulata in funzione dei risultati conseguiti a contenimento della popolazione dei piccioni in ambito urbano». (r.cro.)

Immagine tratta dal sito del Comune di Imola

Il Comune di Imola vieta di dare cibo ai piccioni, sanzioni da 25 a 500 euro per i trasgressori
Cronaca 11 Febbraio 2019

Incendio nella notte in un'area di sterpaglie a Fontanelice

Un incendio è divampato nella notte a Fontanelice, in via Casolana. L”episodio è avvenuto ieri, con i vigili del fuoco di Imola e Medicina che sono rimasti impegnati per spegnere le fiamme dalle 22 fino circa all”1 di notte.

L”incendio è divampato in un”area di 600 mq, con un fronte di 30 metri per 20 di profondità, composto da sterpaglia e vegetazione tipica della macchia mediterranea, ma per fortuna privo di alberi. Non si sono registrati feriti o danni anche perché non ci sono case nelle vicinanze.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Castel del Rio che hanno messo in sicurezza la zona e controllato le operazioni di spegnimento delle fiamme. (d.b.)

Foto d”archivio

Incendio nella notte in un'area di sterpaglie a Fontanelice
Cronaca 11 Febbraio 2019

Smog, Pm10 oltre i limiti per tre giorni, dal 12 al 14 febbraio misure emergenziali anche a Imola e Ozzano

Scattano ancora una volta, da domani martedì 12 febbraio a mercoledì 14, le misure emergenziali antismog previste dagli accordi regionali a fronte del superamento continuativo per tre giorni dei limiti delle polveri Pm10 nell”aria. Nonostante i limiti alla circolazione in vigore dal lunedì al venerdì e le domeniche ecologiche (compresa quella di ieri), i controlli dell”Arpae hanno infatti accertato gli sforamenti anche nel territorio bolognese, che dunque osserverà per tre giorni limitazioni più strette, al fine di abbassare i livelli di inquinamento presenti.

Come sempre le misure riguarderanno nel nostro territorio Imola e Ozzano Emilia, più tutti i centri dell”agglomerato urbano bolognese che sono, oltre a Ozzano, Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa. In sostanza per tutti e tre i giorni, nella fascia oraria 8.30-18.30, il blocco della circolazione è esteso a tutti i veicoli (auto e commerciali) diesel euro 4, oltre ai diesel euro 0-1-2-3 e ai benzina euro 0 e 1, già interessati dalle limitazioni previste dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche. 

Le misure emergenziali dettano poi le seguenti ulteriori limitazioni: il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione emissiva minore di 3 stelle o 4 stelle; l’abbassamento del riscaldamento fino a un max di 19° nelle case e 17° in attività produttive e artigianali (sono esclusi da tale obbligo gli ospedali, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive); il divieto di combustione all’aperto; il divieto di sosta con motori accesi; il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili. Come sempre esclusi dai divieti tutti i veicoli elettrici, ibridi, a metano e gpl, o con almeno tre persone a bordo (car pooling) e i veicoli in deroga. Deroghe specifiche sono inoltre valide per alcune tipologie di veicoli e di utenti.

Per informazioni: www.cittametropolitana.bo.it/pianoaria e www.arpae.it.

Smog, Pm10 oltre i limiti per tre giorni, dal 12 al 14 febbraio misure emergenziali anche a Imola e Ozzano

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast