Cronaca

Cronaca 15 Novembre 2019

Continuano a Imola le iniziative in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Lunedì 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. La data scelta ricorda il 25 novembre 1960, giorno in cui tre attiviste politiche della Repubblica Dominicana, le sorelle Mirabal, vennero violentate e uccise da uomini dell’esercito durante la dittatura di Rafael Trujillo. Il Comune ha predisposto un calendario che presenta le iniziative in programma in città, promosse da associazioni ed istituzioni, partite il 9 novembre e che, fino al 10 dicembre, affronteranno il tema della violenza di genere.

Gli appuntamenti ancora in programma sono previsti oggi, venerdì 15 novembre, ore 19.30, al Centro interculturale delle donne di Trama di Terre (via Aldrovandi, 31) quando andrà in scena «La trama dei ricordi», cena autodeterminata con performance teatrale dell’associazione ExtraVagantis. Liberare i ricordi delle donne di Trama porta a viaggiare lontano, attraversando con il gusto mari e oceani. Il costo per partecipare è 25 euro; info: tel. 0542 28912 o 3347311570; e-mail: cucinaabitata@tramaditerre.org; la prenotazion eper questa iniziativa è obbligatoria e va fatta agli stessi contatti delle info. Il ricavato verrà destinato alle attività dell’associazione. Si prosegue martedì 19 novembre, alle ore 14.30, alla Camera del Lavoro di Imola (via Emilia 44; salone al secondo piano) con la presentazione del libro «#quellavolta che al lavoro – storie di molestie» (Manifestolibri, 2018) con la curatrice del volume, Carola Moscatelli, Sara Passante avvocata dello Studio legale associato e consulente Cgil Imola, Mirella Collina, segretaria generale Camera del Lavoro di Imola; l’ingresso è libero (info: tel.0542 605611; e-mail: im.cgil@er.cgil.it).

Altro appuntamento per mercoledì 20 novembre, alle ore 18, nella sala delle Stagioni (via Emilia 25), quando si svolgerà la presentazione del libro «La civiltà dei fiumi. Altri sguardi, nuovi racconti» con le autrici Francesca Minen e Caterina di Paolo (2019), insieme a «Preistoria. Altri sguardi, nuovi racconti» di Elisabetta Serafini e Caterina di Paolo (2018) dell’Editore Settenove, entrambi inseriti nella collana «Storie nella storia», che propone a educatori, bambini e bambine un racconto nuovo della storia, capace di intrecciare le vicende di uomini e donne, di valorizzare le relazioni e le differenze, di contribuire alla costruzione di un mondo comune migliore. L’iniziativa è a cura dell’associazione PerLeDonne, in collaborazione con Cooperattivamente e il consiglio di zona dei soci di Alleanza 3.0.

Sabato 23 novembre ci sarà invece l’iniziativa «Tutte a Roma!», per la manifestazione della Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne con un pullman organizzato dall’associazione Trama di Terre (info: tel. 054228912 o 334 7311570; e-mailinfo@tramaditerre.org). Ultimo appuntamento di questa serie, domenica 24 novembre, alle ore 15, al centro sociale Tiro a Segno (via Tiro a Segno 2) con il VI torneo di Burraco, organizzato per sostenere le attività del Centro antiviolenza dell’associazione PerLeDonne. (r.cr.)

Nella foto la panchina rossa, uno dei simboli della ricorrenza del 25 novembre

Continuano a Imola le iniziative in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
Cronaca 15 Novembre 2019

Incendio in un capannone a Castel Guelfo. A fuoco anche un camper con bombole di Gpl.

Incendio in un capannone di via Fornace a Castel Guelfo, ieri sera. A fuoco anche un camper che conteneva delle bombole di Gpl.
A seguito di una chiamata di soccorso che la sala operativa 115 ha ricevuto poco prima delle 20:45, sul posto sono intervenute un”Aps (AutoPompaSerbatoio) e un”Abp (AutoBottePompa) dal distaccamento volontario di Medicina, un”aps e un”autoscala dal distaccamento di Imola, e il funzionario di guardia dalla sede centrale.
A causa dei danni riportati, la struttura è stata dichiarata inagibile. (r.cr.)

Fotografia dei Vigili del fuoco

Incendio in un capannone a Castel Guelfo. A fuoco anche un camper con bombole di Gpl.
Cronaca 15 Novembre 2019

Vasco a Imola venerdì 26 giugno. Biglietti in vendita da lunedì per i fan, da giovedì per tutti

A sorpresa rispetto alle date circolate su tutti i siti internet e giornali, Vasco Rossi ha annunciato che il suo ritorno all”autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola sarà venerdì 26 giugno.

I biglietti saranno disponibili:
– per gli iscritti al Fanclub “Il Blasco”, da mezzogiorno di lunedì 18 novembre solo sulla piattaforma Vivaticket.it
– i per titolari di carte Intesa Sanpaolo, solo per le date di Firenze Rocks e i-Days, dalle 10 di martedì 19 novembre sul sito www.ticketone.it/intesasanpaolo
– per tutti, dalle 11 di giovedì 21 novembre sulle piattaforme Vivaticket.it Ticketmaster.it e Ticketone.it, e in tutti i punti vendita autorizzati. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Vasco a Imola venerdì 26 giugno. Biglietti in vendita da lunedì per i fan, da giovedì per tutti
Cronaca 15 Novembre 2019

Da oggi scatta l'obbligo di montare in auto gomme da neve o tenere le catene a bordo

Sarà in vigore a partire da oggi l”obbligo per gli utenti della strada di «equipaggiare i propri veicoli con gli opportuni mezzi antisdrucciolevoli (catene) o gli speciali pneumatici da neve al fine di non costituire pericolo o intralcio per la circolazione». Obbligo che resterà in vigore fino al 15 aprile 2020. Lo ricorda in una nota la Città metropolitana di Bologna, che aggiunge anche la raccomandazione di circolare, per tutto il periodo invernale, «con particolare prudenza e a velocità moderata, avendo riguardo alle caratteristiche e alle condizioni della strada, del traffico e alle zone tipicamente più soggette a fenomeni di ghiacciamento, come i ponti, i tratti in ombra e le zone più umide», oltre a curare la «costante e precisa manutenzione dei veicoli con specifico riguardo allo stato di efficienza degli pneumatici».

L”obbligo di circolazione con pneumatici da neve o catene a bordo è dunque istituito, per il territorio bolognese, direttamente dall”Area servizi territoriali metropolitani, in ottemperanza alle disposizioni dettate dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con la “Direttiva sulla circolazione stradale in periodo invernale e in caso di emergenza neve”. La prescrizione si applica ai veicoli che circolano sui tratti extraurbani di alcune strade provinciali, mentre i ciclomotori a due ruote e i motocicli possono circolare solo in assenza di neve o ghiaccio sulla strada e di fenomeni nevosi in atto. In caso di neve o ghiaccio in strada, inoltre, per chi non monta pneumatici invernali scatta l”obbligo di circolare con le catene montate.

Per informazioni sull”elenco delle strade provinciali in cui vige l”obbligo si può consultare il comunicato online della Città metropolitana. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito del Comune di Ozzano Emilia

Da oggi scatta l'obbligo di montare in auto gomme da neve o tenere le catene a bordo
Cronaca 14 Novembre 2019

La polizia arresta quattro giovani spacciatori, fermati con oltre un chilo di marijuana nel bagagliaio

Sono stati fermati mentre trasportavano oltre un chilo di marijuana nel bagagliaio dell’auto. Per questo motivo, si sono aperte le porte del carcere della Dozza per quattro giovani arrestati ieri, mercoledì 13 novembre, dagli agenti del Commissariato di Imola (l’arresto è già stato convalidato).  Si tratta di un 19enne imolese, un 25enne di nazionalità tunisina, un altro 25enne di nazionalità italiana e un 26enne origi-nario di Palermo, tutti residenti nel circondario imolese e alcuni di loro già con precedenti specifici. Per tutti l’accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. 

Come detto, i quattro, dopo essere stati seguiti dalla polizia, sono stati fermati nei pressi del casello dell’A14. Nel corso della perquisizione, è spuntata fuori la marijuana suddivisa in sacchetti sottovuoto. Più tardi, nel corso della perquisizione domiciliare, sono state rinvenute anche una macchina per confezionare le dosi e due bilancine di precisione.  «Riteniamo – ha commentato il dirigente del Commissariato, Michele Pascarella – che la droga fosse destinata a giovanis-simi consumatori del territorio». (gi.gi.)

Nella foto (Isolapress): la conferenza stampa al commissariato di polizia di Imola

La polizia arresta quattro giovani spacciatori, fermati con oltre un chilo di marijuana nel bagagliaio
Cronaca 14 Novembre 2019

Otto nuove telecamere in arrivo entro fine anno a Castel San Pietro grazie a un cofinanziamento regionale

Installare nuove telecamere, riqualificare via Mazzini e promuovere i gruppi d icontrollo di vicinato. Sono questi i tre assi sui quali si muove «CSPT- Citizens Security emPowermenT» (tradotto, potenziamento della sicurezza dei cittadini), il progetto di prevenzione integrata dell’Amministrazione castellana che ha appena ottenuto un cofinanziamento dalla Regione Emilia Romagna pari al 70%, risorse stanziate in attuazione della legge regionale numero 24 del 2003 sulla promozione di un sistema integrato di sicurezza delle città e del territorio regionale e per la prevenzione della criminalità. 

Una prima linea di intervento, come detto, riguarda l’installazione di nuove telecamere. Nello specifico, si tratta di cinque nuove postazioni leggi-targa (o targasystem), in grado quindi di leggere le targhe dei veicoli, segnalando in tempo reale alle forze dell’ordine la presenza di un veicolo senza assicurazione o non in regola con la revisione periodica, nonché, pur se ancora con qualche limitazione, i mezzi rubati. Queste nuove telecamere saranno installate all’incrocio tra via Emilia e via Riniera, tra gli Stradelli Guelfi e via San Giovanni, lungo la Sp 21 Val Sillaro all’altezza della frazione di Molino Nuovo, in via Liano nei pressi della località Picchio e in via Madonnina in corrispondenza della lottizzazione Borghetto. Tutte controlleranno i veicoli in entrata a Castel San Pietro.

A queste si aggiungeranno altre tre telecamere ambientali che verranno posizionate lungo via Mazzini e che terranno sotto controllo alcuni bar, la sala scommesse e l’area del centro sociale Scardovi e relativo giardino. La via Mazzini, poi, sarà interessata da un vero e proprio intervento di riqualificazione. Infine, il progetto prevede la promozione dei gruppi di vicinato, ossia cittadini che si scambiano informazioni tramite messaggi sul telefonino se qualcuno nota qualcosa di strano. Complessivamente, il progetto ha un costo di 96 mila euro, dei quali 66 mila derivanti da contributo regionale, che si aggiungono ai 35 mila (su 50 mila totali) già erogati da viale Aldo Moro nel 2017 per il progetto di rianimazione sociale ed educatori di strada. (gi.gi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto di gruppo scattata durante la conferenza stampa di presentazione del progetto da sinistra: il luogotenente Antonio Rossi, comandante della stazione Carabinieri di Castello; l”ispettore capo Leonardo Marocchi della polizia locale di Castel San Pietro; il vicesindaco Andrea Bondi, il sindaco Fausto Tinti; il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Giammaria Manghi; la consigliera regionale Francesca Marchetti; il responsabile dell”Area Sicurezza urbana e Legalità della Regione Gian Guido Nobili; l”aAssessore Giuliano Giordani.

Otto nuove telecamere in arrivo entro fine anno a Castel San Pietro grazie a un cofinanziamento regionale
Cronaca 14 Novembre 2019

«Metti le tue idee in circolo», a Ca' Vaina l'Arci chiama a raccolta le associazioni di Imola

Si terrà questo pomeriggio, giovedì 14 novembre, a partire dalle ore 17.30, presso il Centro giovanile Ca’ Vaina, l’iniziativa lanciata dal comitato metropolitano dell’Arci dal titolo «Metti le tue idee in circolo». Una giornata per raccogliere spunti e riflessioni del mondo associativo imolese e ragionare insieme di spazi in città dedicati alla cultura e al tempo libero. Nonostante la presenza di alcune eccellenze, come l’Associazione Arci Combo jazz club, la situazione a Imola presenta infatti non poche difficoltà nella individuazione e creazione di spazi dedicati alla cultura.

In questo contesto, l’Arci vuole raccogliere la sfida di provare a mettere in rete le realtà presenti sul territorio per costruire nuove progettualità che sappiano rispondere ai bisogni della comunità. L’Arci si presenta a livello metropolitano come un grande patrimonio di esperienze radicate su tutto il territorio, con più di 130 circoli e quasi 70 mila soci. I circoli Arci sono uno strumento formidabile di attivazione dei cittadini proponendosi come centri di elaborazione culturale, luoghi di ritrovo e punti di riferimento fondamentali perle comunità in cui si inseriscono. D’altro canto, il Comitato metropolitano si presenta come un attore dotato di esperienza e professionalità in grado di supportare le realtà associative, dalla fase di start-up all’affiancamento nella gestione delle associazioni e dei circoli.

Così oggi a Ca’ Vaina, dalle ore 17.30 alle 20, si svilupperà Arci call for idea!, sportello dedicato a tutti coloro (associazioni, gruppi informali e singoli cittadini) che vogliono dare vita ad associazioni o a luoghi aggregativi ma non sanno come fare. Dalle ore 20 alle 21.30 si discuterà poi del ruolo delle associazioni e dell’Arci in città in presenza della presidente del Comitato metropolitano Arci Bologna, Rossella Vigneri, e con Marcello Marano, responsabile Arci per il Circondario imolese. «L’associazionismo – spiegano gli organizzatori – può essere uno strumento formidabile per far fronte alla marea nera che monta in Italia e nel resto del mondo. Cultura, solidarietà, mutualismo sono le armi che intendiamo usare e sviluppare per non rassegnarci e fare la nostra parte».

A seguire (ore 21.30) il reading S-paesamento di e con Marina Mazzolani (parole) e Roberto Bartoli (musica), prima di lasciare spazio (alle 22.30) al concerto degli Inner city group (Fabio Mazzini, chitarra; Andrea Bonetti al pianoforte; Luca Pasotti, basso; Andrea Tedaldi alla batteria). Durante la giornata verranno inoltre allestite la mostra che il fotoreporter Giulio Di Meo ha dedicato al popolo Sharawi e la mostra Come ti smonto lo stereotipo prodotta dal Comitato pace e diritti di Imola. (r.cr.)

«Metti le tue idee in circolo», a Ca' Vaina l'Arci chiama a raccolta le associazioni di Imola
Cronaca 14 Novembre 2019

Rapina minorenne in stazione a Imola, denunciato 18enne

Un 18enne, già noto alle forze dell”ordine, è stato denunciato dai carabinieri con l”accusa di rapina ai danni di un minorenne. L”episodio è avvenuto nei giorni scorsi a Imola.

Il minorenne si trovava alla stazione ferroviaria per incontrare un coetaneo conosciuto su internet, in un sito di annunci online, per l”acquisto di una bicicletta da feestyle dal costo di 200 euro. Una volta concluso l”affare, il venditore si allontanava, mentre il compratore veniva avvicinato dal 18enne che, dopo avergli proposto la vendita di droga, lo rapinava, strappandogli il portafogli contenente una trentina di euro e la nuova bicicletta appena acquistata.

Dalle indagini, i carabinieri, una volta svelata l”identità del rapinatore, hanno scoperto che lo stesso aveva già venduto la bicicletta per 100 euro al dipendente di un negozio di kebab, poi risultato estraneo ai fatti. Il mezzo è stato così recuperato dai militari e restituito al legittimo proprietario. (r.c.)

Foto d”archivio

Rapina minorenne in stazione a Imola, denunciato 18enne
Cronaca 14 Novembre 2019

Tecnologia 5G, l'Istituto Ramazzini raccomanda precauzione: «Prima di usarla, studiamone gli effetti»

Tra l’Istituto Ramazzini e la Città metropolitana di Bologna il confronto sul 5G è aperto. Le nuove antenne possono avere effetti cancerogeni? Domanda «grossa», a cui il Ramazzini, che ha una delle sue sedi proprio a Ozzano, tenta di rispondere evidenziando studi svolti in precedenza su tecnologie dall’impatto inferiore. Ma andiamo per ordine. Un anno fa il Ramazzini aveva fornito i dati di ricerche svolte su topi esposti ai campi elettromagnetici emessi dai telefonini. Risultato: in due esperimenti distinti, svolti in Italia e negli Usa, si ammalavano dello stesso tipo di tumore. Si trattava di studi su una tecnologia a minore intensità rispetto al 5G: per gli studiosi, un monito che non tranquillizza sugli scenari futuri dove l’esposizione aumenterà.

A febbraio, i ricercatori dell’Istituto fondato da Cesare Maltoni avevano esposto i dati a Montecitorio, in commissione parlamentare, mostrando che i livelli di radiofrequenza 5G saranno perfino più alti rispetto a quelli studiati su 3G e 4G. A fine ottobre l’ufficio di presidenza della Città metropolitana di Bologna presieduto dal sindaco Virginio Merola ha dichiarato:«Non c’è nessun allarme 5G. Gli allarmi li certifica l’Istituto superiore di sanità, l’Iss, non i sindaci dei vari comuni. E l’Iss ha confermato, studi alla mano, che non è necessario modificare gli standard internazionali di prevenzione». Inoltre, si era dato vita a un Tavolo permanente sul 5G, con Ausl, Arpae, comitati cittadini, compagnie telefoniche e lo stesso Ramazzini. Merola aveva poi ammonito a non agire in «ordine sparso», dove ogni riferimento alla sindaca di San Lazzaro, Isabella Conti, rea di aver chiuso all’istallazione di antenne 5G, era chiaro come il sole.

Nel merito interviene Fiorella Belpoggi, direttrice dell’area Ricerca dell’Istituto Ramazzini, che risponde al «sabato sera» da Lione, dove sarà impegnata in convegno fino a metà novembre.

Dottoressa Belpoggi, questo giornale si occupò un anno fa dei primi risultati sull’esposizione alle radiofrequenze. Da allora sono emerse nuove evidenze sulla pericolosità del 5G?
«Non esistono studi adeguati per stabilirne la pericolosità, ma neppure per escluderla. Sulla base delle conoscenze acquisite sul 3G in studi epidemiologici e sperimentali, che hanno osservato un aumento dei tumori delle cellule nervose nell’uomo e nelle cavie, sarebbe doveroso adottare un principio precauzionale, rallentando l’installazione del 5G in attesa di una definizione dei potenziali rischi».

Così però si blocca lo sviluppo…
«Servono solo più tempo e altre ricerche. Poiché nello studio sulle frequenze 3G sono stati evidenziati biomarker correlati ai tumori e rotture del Dna (genotossicità), con uno studio della durata di un anno si potrebbe avere un primo orientamento sugli effetti del 5G». (ti.fu.)

L”intervista completa e altri approfondimenti sono su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto Fiorella Belpoggi, direttrice area ricerca dell”Istituto Ramazzini

Tecnologia 5G, l'Istituto Ramazzini raccomanda precauzione: «Prima di usarla, studiamone gli effetti»
Cronaca 14 Novembre 2019

Tecnologia 5G, parla la Teko Telecom di Castel San Pietro: «La legge italiana tra le più restrittive in materia»

Tra le realtà che già da anni stanno lavorando allo sviluppo della tecnologia 5G c’è anche Teko Telecom, da non confondere con Telecom-Tim ma azienda del gruppo americano Jma Wireless, con sedi in via Meucci (ricerca e sviluppo), via Emilia ponente (stabilimento produttivo) e via Emilia levante (polo formativo, museo e foresteria). Teko Telecom sviluppa e realizza, ad esempio, gli apparati utilizzati dagli operatori telefonici per riprodurre il segnale delle reti radio-cellulari nelle zone meno coperte o in cui è necessaria una capacità maggiore, come metropolitane, stadi, grandi edifici.

Negli ultimi tre anni lo sviluppo del settore ha portato l’azienda a potenziare il proprio organico, prevedendo ben 260 unità in più, e a progettare una nuova sede che nel 2020 sorgerà sull’area dell’ex Piana cosmetici. Lo scorso luglio ha lanciato il prototipo del suo primo prodotto 5G, sviluppato nelle sedi di Castel San Pietro e Dallas e destinato al mercato italiano, europeo e statunitense: un prodotto studiato per consentire connessioni wireless ultraveloci, di qualità, pervasive e affidabili in ambienti chiusi e, in particolare, nelle imprese 4.0, dove tutte le informazioni sui processi produttivi correranno sempre più in rete. Abbiamo chiesto a Luca D’Antonio, direttore area Strategy and Innovation di Teko Telecom, e al collega Marco Della Mora, responsabile dell’ufficio legale, di spiegarci che cosa comporterà la rivoluzione del 5G dal punto d ivista operativo.

Partiamo dalle basi: che cos’è il 5G?
«Il 5G è uno standard definito dall’organismo mondiale 3GPP. Significa “quinta generazione” e si riferisce all’evoluzione del sistema di telecomunicazione mobile, nato nei primi anni ’90 con il Gsm».

A quali esigenze darà risposta?
«Finora ogni passaggio ha affrontato scenari diversi. Nel 1995 l’avvento del 2G permetteva ai telefoni cellulari di inviare anche messaggi di testo, il 3G-Umts ha reso possibile scambiare dati via mail ed effettuare videochiamate. Il 4G-Lte ha portato Internet sul telefono. L’evoluzione tecnologica segue e allo stesso tempo guida l’evoluzione sociologica. Il 5G risponderà a tre diverse esigenze, individuate dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni(Itu), organismo dell’Onu. Ap artire dal 2020 le comunicazioni mobili dovranno essere ad alta velocità, consentire alle macchine di interagire in modo autonomo e massivo, essere affidabili e a bassa latenza, cioè con tempi di risposta istantanei. Questo soprattutto per consentire lo sviluppo dell’Industria 4.0, dei robot, ma anche delle auto a guida autonoma e della telemedicina, tanto per fare qualche esempio. Il 4G non era in grado di gestire così tanti usi diversi in contemporanea».

E’ vero che il 5G comporta la realizzazione di una rete più capillare con un numero superiore di antenne, ma meno potenti rispetto a quelle del 4G?
«Questo è uno degli elementi su cui verte la discussione attuale e alimenta giuste perplessità sull’impatto che questa tecnologia avrà sulla salute e sull’ambiente. Dietro a queste scelte tecniche, però, c isono stati comitati scientifici molto eterogenei che hanno cercato di approcciare la novità tenendo ben presente anche i risvolti sanitari e sociali. Il percorso per arrivare al 5G, infatti, è partito cinque anni fa e ha comportato centinaia di incontri periodici tra operatori telefonici, costruttori e ricercator iper arrivare a linee guida standard e condivise. Uno dei punti principali a sostegno della compatibilità di questa tecnologia è il fatto che cambia la modalità di trasmissione del segnale».

Quali sono i limiti di legge chela rete 5G deve rispettare?
«Non si può aumentare in maniera indiscriminata la potenza delle antenne esistenti. La legge italiana sulle emissioni elettromagnetiche è la più restrittiva in Europa, se non nel mondo. Il livello stabilito in Italia per un campo elettromagnetico è di 6 volt per metro. L’Icnirp, Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, ha stabilito che il limite massimo per la protezione degli esseri umani dalle radiazion ielettromagnetiche è di 61 volt per metro. In Austria, ad esempio, così come in molti altri Paesi europei e mondiali, il limite fissato dalla legge nazionale è di 60 volt per metro. L’Italia è dieci volte sotto i limiti di sicurezza stabiliti dall’Icnirp. Per quanto riguarda la potenza, invece, il limite Icnirp corrisponde a 10 watt al metro quadro. Il nostro limite corrisponde invece a 0,1 watt al metro quadro. E’ bene quindi che i cittadini siano consapevoli del fatto che la nostra legge ci tutela. L’Arpa poi verifica che i valori di riferimento delle emissioni siano rispettati. Il problema quindi non è capire quante antenne in più saranno installate, anche perché il limite di 6 volt per metro si riferisce alla sommatoria dei campi emessi dagli apparati di tutti gli operatori presenti in uno stesso punto. Al di là che si aggiungano nuovi sistemi o stazioni radio, il livello di campo deve restare entro questo limite. La potenza a cui trasmette la “lampadina” è una scelta dell’operatore, che è però vincolato a un limite rigoroso e monitorato. E’ doveroso che ci siano dibattiti sul migliore uso della tecnologia 5G e sugli eventuali rischi, che possono essere evidenziati con studi scientifici. Sono gli esperti di salute pubblica a dover fare questo tipo di valutazioni. Ad oggi, l’Istituto superiore di sanità non ha riscontrato rischip er la salute connessi alle antenne 5G. La potenziale nocività di un apparato va poi calibrata con il suo effettivo utilizzo in campo. Già a una breve distanza dall’antenna il valore delle emissioni dimezzae così via». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto: da sinistra Luca D”Antonio e Marco della Mora nella sede «Teko Telecom-Jma Wireless» di Castel San Pietro Terme

Tecnologia 5G, parla la Teko Telecom di Castel San Pietro: «La legge italiana tra le più restrittive in materia»

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