Sport

Sport 8 Aprile 2020

Coronavirus, i giovani fanno canestro tra la casa e il cortile

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle iniziative delle varie società sportive del circondario in questo periodo di isolamento casalingo dovuto all’epidemia. Dopo aver visto come si sono mosse le squadre di calcio, ecco una rassegna delle società di pallacanestro. Anche in questo bisogna un po’ arrangiarsi: c’è chi dispone di un cortile, magari con un canestro fissato al muro, chi invece deve «inventarsi» qualcosa tra le mura domestiche. L’importante è tenere viva la passione e trovare il modo di restare in movimento, sperando di potersi ritrovare al più presto in palestra. Ma vediamo cosa propongono le varie realtà del circondario sulle proprie pagine social.

Partiamo dall’International che, oltre a riproporre immagini di repertorio della stagione 2019/2020, ha postato vari video di ragazzi del settore giovanile impegnati
in allenamenti «domestici» (alcuni decisamente fantasiosi) e numerosi collage di foto con l’ormai famoso slogan #distantimauniti. Nessun post online per la Grifo, che ha deciso di rimanere in contatto con i ragazzi del proprio settore giovanile grazie alle videochiamate di Skype, un paio di volte alla settimana. Social piuttosto attivi invece in casa Virtus Spes Vis: i gialloneri hanno infatti postato un video su Youtube con gli highlights dei vari allenamenti casalinghi dei ragazzi del settore gio- vanile, che si sono dilettanti con palleggi, tiri e schiacciate molto divertenti. Particolare l’hashtag utilizzato a corredo del video: #coronaVIRTUS. Slogan decisamente diversi per i videomessaggi postati sulla pagina dei New Flying Balls, che hanno scelto #iorestoacasa #andràtuttobene e soprattutto #siAMOzzano. Divertenti le scenette con tiri a canestro nel «salotto» dei giocatori e degli allenatori della prima squadra con le rispettive famiglie. Molto simili le pagine social della Prosic Castel Guelfo: anche qui video di giocatori e staff prima squadra, oltre a una raccolta di disegni fatti dai Pulcini gialloblù. In casa Magika Castel San Pietro troviamo una simpatica raccolta di messaggi tra allenatori, dirigenti, genitori e soprattutto ragazze del settore giovanile biancoblù. Chiusura dedicata alla Virtus Medicina, con video e foto dedicate ad una cittadina diventata focolaio dell’epidemia. Chiaro anche il messaggio: #forzamedicina e l’immancabile #andràtuttobene. (an.cas.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 2 aprile.

Nelle foto: alcuni giovani cestisti impegnati negli allenamenti casalinghi

Coronavirus, i giovani fanno canestro tra la casa e il cortile
Sport 7 Aprile 2020

Basket A2, la Fip ha decretato conclusa la stagione 2019/2020

Causa emergenza Coronavirus poco fa la Fip (Federazione Italiana Pallacanestro) ha decretato la chiusura della stagione 2019/2020 del campionato di A2 maschile. Fine dei giochi anticipato, quindi, per l’Andrea Costa.

«Il Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci – si legge nel comunicato – accogliendo la richiesta presentata dal Presidente della Lega Nazionale Pallacanestro Pietro Basciano, dichiara concluso il Campionato di Serie A2 maschile. Preso atto dei provvedimenti già assunti con cui sono stati dichiarati conclusi tutti i Campionati regionali e nazionali dilettanti, constatata la permanente emergenza epidemiologica da Covid-19 su tutto il territorio nazionale e sentito, per le vie brevi, il Consiglio Federale, la FIP conferma di aver aderito all’istanza della LNP e di aver assunto il provvedimento che dichiara conclusa la stagione sportiva 2019/2020 per il Campionato di Serie A2 maschile». (da.be.)

Foto tratta dalla pagina Facebook dell’Andrea Costa Imola

Basket A2, la Fip ha decretato conclusa la stagione 2019/2020
Sport 5 Aprile 2020

Lavori al Romeo Galli, parla Conversini della Bst Bonifiche Srl: «Nulla di pericoloso sottoterra, fra poco il via libera»

Quel famoso 20 giugno oggi sembra più lontano (o più vicino, a seconda dei punti di vista). Se fino a qualche tempo fa l’Imolese doveva correre per ultimare i lavori allo stadio Romeo Galli entro la data limite fissata dalla Federcalcio, oggi forse può essere più «serena», almeno da questo punto di vista. Ma procediamo con ordine. Dopo che la ditta riminese Sampaolesi Tullio Srl si è aggiudicata l’appalto per la costruzione delle torri faro allo stadio di Imola, Area Blu ha convocato la Bst Bonifiche Srl, azienda che ha sede ad Anguillara Sabazia (comune situato ad una trentina di chilometri a nord-ovest di Roma), per i lavori di messa in sicurezza del sito in questione. «L’oggetto in questione era la riqualificazione funzionale e l’adeguamento della zona circostante lo stadio Romeo Galli – spiega Graziano Conversini, della ditta romana -. Siamo stati contattati per la bonifica bellica del terreno, secondo la legge 177 del 2012, per fare in modo che gli operai dell’a- zienda appaltatrice possano lavorare in totale sicurezza». 

In cosa consiste esattamente il vostro lavoro? 

«L’intervento si concentra in due fasi: prima si fa una bonifica superficiale dell’area interessata tramite uno strumento che garantisce la rilevazione di materiali alla profondità di un metro; poi si esegue una trivellazione in profondità di 3, 5 o anche 7 metri, a seconda della richiesta del committente, con un altro strumento che rileva la possibile presenza di ordigni bellici inesplosi. Una volta eseguita la rilevazione ci mettiamo in contatto con il 5° Reparto Infrastrutture di Padova, il comando di artifi- cieri che interviene in tutto il centro-nord se viene rilevato materiale bellico inesploso. Nel caso dello stadio Romeo Galli, l’area era stata precedentemente lavorata: c’erano interferenze con materiale ferroso nel terreno, ma nulla di pericoloso». (an.cas.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 2 aprile.

Nella foto:

Lavori al Romeo Galli, parla Conversini della Bst Bonifiche Srl: «Nulla di pericoloso sottoterra, fra poco il via libera»
Sport 4 Aprile 2020

Basket, continua il dibattito sulla squadra unica a Imola. Parola a Giorgio Salvi e Gianni Zappi

Proseguiamo con la serie di interventi nati dopo la proposta di Marco Regazzi, cioè quella di creare una nuova squadra di basket per Imola, tirando giù un sipario sul passato. C’è chi è d’accordo, chi non lo è, chi suggerisce di partire unificando i settori giovanili. Insomma, il dibattito è aperto e dopo le parole dei vari Gianpiero Domenicali, Stefano Loreti, Roberto Ravaglia e Paolo Sgorbati, ora la parola passa a Giorgio Salvi. Il «Signor Aget» fu una specie di precursore, quando nel giugno 2013 (quindi 2 anni prima del progetto del sindaco Daniele Manca e dell’imprenditore Alessandro Curti, datato 2015) fece nascere la Fondazione Imolasport. «Lo scopo era quello di inserire gradualmente le varie società imolesi al fine di creare un gruppo omogeneo e poi cercare di aiutarle nel loro percorso. Però sono consapevole che per una simile operazione sarebbero servite o servirebbero persone super partes e con tanto tempo a disposizione. Aprire la mente di dirigenti, spesso molto rigidi nelle loro posizioni, è una cosa estremamente difficile».

Quale sarebbe la chiave?                                                                    

«Un progetto serio e importante, portato avanti da qualcuno che abbia rapporti buoni con tutti e che possa dare soddisfazione a medio termine. Certo, partire dai giovani porterebbe un grande beneficio, anche perché sarebbero coinvolte anche altre società e si potrebbe creare una filiera, dove i più bravi giocherebbero coi più bravi, mentre gli altri continuerebbero comunque a divertirsi».

Per lavoro e per diletto la vita di Gianni Zappi è stata spesso lontano da casa. Ora che invece in casa deve restarci chiuso per colpa del Covid-19, il responsabile biancorosso dell’area tecnica ha anche il tempo di meditare sui vari temi che riguardano lo sport che ama e vive ormai da più di mezzo secolo e la vita che lo circonda.

Avendo partecipato alla nascita dell’Andrea Costa, come valuti l’ipotesi di una squadra unica nel basket imolese?

«Tanti anni fa, con l’ingegnere Sergio Santi fummo promotori di un un’idea per coagulare in una unica grande squadra le due esistenti, ma i nostri sforzi si rivelarono inutili. Imola, che alla fine degli anni ’90 ebbe due squadre tra le prime 50 d’Italia, oggi non è più in grado di averle. Di questo passo l’Andrea Costa è destinata ad andare giù, perché ogni anno non è possibile indovinare le scelte, spendendo meno degli altri; non può andarci sempre bene. Una sola squadra a Imola dovrebbe partire quindi prima di tutto da un buon settore giovanile in cui tutti concorrano a un grande scopo e fin qui non è mai successo. Ognuno ha il diritto di pensare a se stesso, ma con le lotte interne non si va da nessuna parte. Se questa cosa si vuole farla per davvero, si dà il mandato esplorativo alle persone scelte (super partes) e la si porta avanti col pieno sostegno di tutti». (p.z. p.p.)

Le interviste complete su «sabato sera» del 2 aprile.

Nella foto: Giorgio Salvi e Gianni Zappi quando l’Aget sponsorizzava l’Andrea Costa

Basket, continua il dibattito sulla squadra unica a Imola. Parola a Giorgio Salvi e Gianni Zappi
Sport 2 Aprile 2020

Basket, stagione già chiusa anche in serie B: niente ritorno in campo per la Sinermatic

Dopo la chiusura dei campionati regionali, la Lega Nazionale Pallacanestro ha reso noto di aver ricevuto dal presidente Fip, Giovanni Petrucci, la comunicazione ufficiale circa la conclusione della stagione di Serie B 2019-2020, causa ovviamente emergenza Coronavirus. Campionato concluso in anticipo quindi per la Sinermatic Ozzano. A breve prenderà via il tavolo di lavoro relativo alle proposte di organizzazione e gestione della stagione 2020/2021.

Nella foto: la Sinermatic Ozzano

Basket, stagione già chiusa anche in serie B: niente ritorno in campo per la Sinermatic
Sport 2 Aprile 2020

«Spigolature» di ciclismo, mi è andato in fuga il gruppo… (di Nino Villa)

Ho rubato il termine «spigolature» alla Settimana Enigmistica. Spigolare significa passare nei campi dopo la mietitura per raccogliere le spighe rimaste, pratica molto diffusa tra le classi indigenti di tutti i tempi. In questi tempi di domicilio coatto, avendo dovuto abbandonare le statistiche con i vincitori delle gare di tutto il mondo, sto spigolando nei vari siti (Cicloweb, Tuttobici, Sito del Ciclismo) cogliendo notizie di ogni tipo da proporre ai ciclofili lettori di sabato sera.

A proposito. C’è un sito che pubblica anche i risultati di una gara di Allievi in Mongolia…! Mentre parlando di corse serie, le ultime disputate il 17 marzo sono state il Gran Premio della Patagonia (cat. 1/2) in Cile vinto dal colombiano Josè Hernandez Jaramillo (Team Medellin) davanti al vecchio spagnolo Sevilla e la seconda tappa di una gara in Perù, la Bicileo Trujillo vinta dall’indigeno John Castro (Team Todo Trujillo). La notizia più buffa è quella di un ciclista pugliese di Otranto che si è buttato in mare con la bici alla vista del posto di blocco ed ai poliziotti che lo invitavano ad uscire continuava a gridare disperato che lui non aveva fatto niente di male. Guariti e dimessi dagli Emirati, invece, Fernando Gaviria Rendon e il suo «pesce pilota» nelle volate, il campione argentino Maximillian Richeze Araquistain (Uae Emirates).

Contagiati ma in via di miglioramento l’ex presidente della Fci (1997-2005) Roberto Ceruti ricoverato nell’ospedale di Crema, che gestì (male) la vicenda Pantani e Pierino Gavazzi, vincitore della Sanremo 1980 davanti a Saronni, Raas, Kelly, De Vlaeminck e Moser, della Parigi-Bruxelles nello stesso anno e di tre titoli italiani l’ultimo dei quali a Imola nell’88 davanti a Saronni e Fondriest, oltre a moltissime altre corse. Infine, l’amico Marco Pastonesi (ex Gazzetta dello Sport) sul sito Tuttociclismo ha già scritto parecchie puntate di una rubrica tratta dagli appunti quasi inediti di tante interviste fatte. Gimondi ricorda il Tour vinto nel 1965 quando era in camera con Ronchini: a Barcellona faceva talmente caldo che Diego chiese dei secchielli di ghiaccio ed entrambi si sdraiarono con le mani immerse. (n.v.)

Nella foto: il ciclista pugliese di Otranto che si è buttato in mare

«Spigolature» di ciclismo, mi è andato in fuga il gruppo… (di Nino Villa)
Sport 1 Aprile 2020

Basket, Paolo Sgorbati e l’idea di una sola squadra a Imola: «Meglio iniziare dai giovani, come volevamo fare nel 2015»

Parlare con Paolo Sgorbati è come sfogliare un’enciclopedia della pallacanestro imolese. Ha passione, si sente. Ha competenza, si capisce. Ha idee ed è giusto ascoltarle. «Mi considero super partes nei confronti delle due realtà principali imolesi e posso dire di conoscere tutti i dirigenti dei settori giovanili della città».

Classe 1956, imolese ma nato a Grosseto, il fuoco dei cesti è divampato ben presto, fin dai tempi della scuola, quando il compagno di banco era Roberto Ravaglia. Sgorbati, ex giocatore di entrambe le sponde cittadine negli anni Settanta, nel 2015 fece parte di quel gruppo che tentò di unificare i settori giovanili imolesi. Il sindaco Daniele Manca e l’imprenditore Alessandro Curti chiamarono a raccolta i vari dirigenti, ma dopo alcuni incontri il tentativo sfumò. «Facemmo una riunione dove erano presenti tutti: presidenti delle prime squadre e responsabili dei settori giovanili. Parliamo di Andrea Costa, Virtus Spes Vis, Grifo, International e anche Uisp in un secondo tempo, perché era l’unica che si dedicava al femminile. Tutti erano d’accordo in linea di massima con l’idea di partenza, ovvero quella più logica di unificare i settori giovanili. Si organizzarono 4-5 tavoli tecnici per scendere nel dettaglio e si arrivò fino alla presentazione di una struttura. Non fino al punto di unire le società, ma almeno di avere una gestione unica sui giovani, per creare un appeal diverso non solo su Imola, ma anche sulle zone limitrofe. Però non riuscimmo a fare nulla, senza motivi reali, solidi e importanti».

La proposta di Regazzi parte da un altro punto di vista. Chiudere le due vecchie società principali e creare una nuova realtà, partendo dalle prime squadre.

«Conoscendo bene Imola, penso che sarebbe un’impresa ancora più ardua della nostra di 5 anni fa. Una parte dei tifosi da entrambe le sponde si metterebbe contro e la ricerca degli sponsor sarebbe più difficile rispetto ai settori giovanili, visto che si eliminereb- bero due storie importanti. Sarebbe la maniera sbagliata per iniziare, soprattutto in un momento dove la situazione finanziaria del basket imolese è molto precaria e mettere insieme realtà in difficoltà non migliorerebbe di certo la situazione. Inoltre ritengo che ci sia più competenza dirigenziale, organizzativa e tecnica nelle realtà delle giovanili». (p.z.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 26 marzo.

Nella foto: da sinistra Paolo Sgorbati oggi, a destra la Virtus Imola nella stagione 1974/75 (serie C). Sgorbati (numero 8) è accosciato (il secondo da destra),

Basket, Paolo Sgorbati e l’idea di una sola squadra a Imola: «Meglio iniziare dai giovani, come volevamo fare nel 2015»
Sport 1 Aprile 2020

Ciclismo, il grande amore per la bicicletta in questi tempi di… «carognavirus»

Alcuni ciclisti amatoriali o di categorie minori sono stati fermati e multati dalle Forze dell’ordine, nei primi giorni di divieti, perché trovati a pedalare fuori dagli spazi allora consentiti, cioè al di fuori del Comune di domicilio. Nei vari decreti, consultando il sito del Governo, alla pagina «Domande più frequenti» ed al paragrafo «Posso utilizzare la bici?» si poteva leggere: «La bicicletta è consentita per raggiungere lavoro, residenza, negozi di prima necessità e per svolgere attività motoria. È consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto anche in bici purché a distanza di sicurezza di almeno un metro». Ma con l’aggravarsi dei contagi il Ministero della Salute aveva precisato: «Possono uscire in bici solo gli atleti della massima categoria…» e che «…Non è ammissibile l’uso della bici per diletto…» e a tutt’oggi c’è stata un’ulteriore stretta.

È vero che i decreti non sono chiarissimi (…attività motoria… solo vicino a casa…) ma non è detto che il Presidente del Consiglio Conte o il suo staff conoscano tutte le voglie, le manie e le paranoie dei «campioni della domenica», cicloturisti mangia-ciambella o cicloamatori a caccia di «sportine». Il buon senso, se esiste, dovrebbe far ragionare in altra maniera ed anche la Fci e l’Accpi (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti) hanno chiesto di aderire in massa all’invito #Iorestoacasa già attuato da tanti «pro» che esternano sui social. La Regione Emilia Romagna ha detto la sua: chiusura di parchi e giardini e niente bici per sport. Nel paese del «fatta la legge, trovato l’inganno» chi si lamenta e scrive: «Ci volete tutti al 41 bis» dovrebbero bastare elementari considerazioni. Se uscissimo, anche da soli e a distanza di sicurezza ma in tanti, daremmo l’immagine di una situazione «normale» che invece normale non è.

A questi comportamenti se ne aggiungerebbero altri, tipo footing, passeggiate, pisciatina del cane (si racconta che c’è chi affitta la bestiola), nordic walking ecc. che a poco a poco renderebbero vani i provvedimenti anticontagio. Ai ciclosmaniosi va anche ricordato che in un’attività rischiosa per possibili cadute, intasare i vari Pronto Soccorso in questa fase non è il massimo dell’altruismo. Poi, visto che più del virus preoccupa l’economia e l’andamento dei mercati, cioè i baiocchi, le assicurazioni che prima di cacciare la grana contano i peli del c… di una mosca, con pandemia dichiarata dall’Oms non coprirebbero mai eventuali incidenti, come ha fatto notare la Lega Ciclismo Uisp in un comunicato. Invitiamo chi si pedala addosso a comprarsi i rulli o meccanismi consimili, perché c’è l’impressione che il «carognavirus» non finirà tanto presto. Ho saputo che la ciclista imolese della Nazionale Junior, Alessia Patuelli, li sta usando davanti a casa con la supervisione di papà Andrea. Brava. Io me li farò prestare dall’amico Cesarino e starò a pedalare sul posto per mezz’ora davanti alla tivù. A tutti gli altri, un invito a «tenere botta» con l’augurio che, se ci comporteremo come prescritto, andrà tutto bene. (n.v.)

Nella foto: il giornalista di «sabato sera» e cicloamatore Nino Villa

Ciclismo, il grande amore per la bicicletta in questi tempi di… «carognavirus»
Sport 29 Marzo 2020

Contest sui «social», evoluzioni in salotto per i baby calciatori

Il calcio giocato è fermo: a tutti i livelli, a tutte le categorie. Ormai, non è una novità: l’epidemia Coronavirus ha bloccato subito settori giovanili e dilettanti, per poi arrivare anche ai professionisti e, negli ultimi giorni, anche a chi partecipa alle coppe europee.

Come vediamo tutti i giorni sui principali notiziari sportivi televisivi e tramite le pagine social, gli atleti si attrezzano come possono: corsette, esercizi fisici e lavori di prevenzione. Sono poi le stesse società a tenere vivi i rapporti con i propri tesserati, soprattutto del settore giovanile, lanciando sfide attraverso i propri canali social. Andiamo a vedere quali sono i principali contest nel territorio.

Imolese capofila. Dopo la foto social del capitano Lorenzo Checchi, che ha posato con lo slogan #distantimauniti, la società rossoblù, tramite il suo presidente Lorenzo Spagnoli, ha lanciato ai ragazzi del proprio settore giovanile una sfida, chiamata #Allenamento Be- Different: il contest consisteva nel fare un video mentre ci si allenava a casa con palleggi, dribbling tra i divani, tunnel tra le sedie e quant’altro. Sanpaimola e Medifossa. In casa «Sanpa» i mister del settore giovanile hanno lanciato una sfida social ai propri ragazzi al grido di #iorestoacasa: l’obiettivo era quello di «fare gol» in una porta o in una finestra della propria abitazione in rovesciata. In casa Medicina Fossatone i ragazzi del settore giovanile giallorosso si sono dilettati in video mentre tirano, palleggiano o si esibiscono in acrobazie, con gli slogan #iorestoacasa e #iomialleno. Nel momento più difficile per la città, diventata focolaio e chiusa in quarantena, giocatori, dirigenti e tifosi hanno posato con la maglia giallorossa e il disegno dell’arcobaleno sopra il logo societario e gli slogan #andràtuttobene #forzaMedi- cina #forzaMedicinesi. «Valsa», Libertas e Guelfo. Per i valligiani è stato il responsabile del settore giovanile Iacopo Annese a lanciare la #familychallenge, con video di allenamenti fatti a casa con fratelli o altri parenti. I tecnici del settore giovanile si sono poi sfidati a palleggiare pure con i rotoli di carta igienica, ultima «moda» tra le sfide social. Tra i castellani spiccano video dei mister del settore giovanile, che salutano i loro ragazzi e li invitano a fare attività a casa. I guelfesi hanno invece coinvolto i bimbi del settore giovanile amaranto a posare in divisa di rappresentanza, con un disegno sul calcio e il messaggio #andràtuttobene. (an.cas.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 26 marzo.

Nella foto: alcuni dei giovani che hanno partecipato ai contest

Contest sui «social»,  evoluzioni in salotto per i baby calciatori
Sport 29 Marzo 2020

Ciclismo, Marco Selleri e i rinvii di tutte le corse più importanti: «La salute è la priorità per tutti»

Anche il Giro d’Italia è finito nel turbine degli eventi sportivi annullati, sospesi o rinviati in seguito al diffondersi del Coronavirus in Italia e in Europa. Non ci sarà la grande partenza il 9 maggio a Budapest; ancora presto però per sapere se la «corsa rosa» si svolgerà in formato ridotto, se sarà posticipata o se salterà. Tutto dipende dall’evolversi dell’emergenza sanitaria: al momento il ciclismo agonistico è fermo, seguendo le direttive dell’Unione ciclistica internazionale (Uci) e della Federazione ciclistica italiana (Fci) che hanno già confermato lo «stop» almeno fino al 30 aprile.

Una data che sarebbe stata importante anche per il ciclismo romagnolo, con la partenza della prima delle quattro tappe del nuovo Giro di Romagna per Dante Alighieri, nuova gara a tappe per Elite e Under 23 lanciata quest’anno dalla Nuova Ciclistica Placci 2013 di Mordano, presieduta da Marco Selleri, in collaborazione con Com- munication Clinic di Marco Pavarini. «Al momento la gara è sospesa, in accordo con le giuste disposizioni di Uci e Fci, ma noi siamo pronti e appena ci saranno le condizioni cercheremo di identificare una nuova data. Ora, però, riteniamo sia opportuno e doveroso che lo sport agonistico resti fermo per affrontare al meglio l’emergenza sanitaria. La salute è la priorità per tutti e lo sport passa in secondo piano». (ma.ma.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 26 marzo.

Nella foto: da sinistra Davide Cassani (ct azzurro) e il mordanese Marco Selleri (presidente della Nuova Ciclistica Placci 2013)

Ciclismo, Marco Selleri e i rinvii di tutte le corse più importanti: «La salute è la priorità per tutti»

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