#MOTORI&DINTORNI – Per il kartodromo di via Sbago calici al cielo e tante spiegazioni
Sarà sicuramente una grande festa, una grande opportunità, ma lo spettacolo sono una cosa, le corse un’altra. Anche se la prima cosa sta un po’ condizionando la seconda e quest’ultima si trova in difficoltà senza lo spettacolo, per un pubblico globale che si aspetta sempre di bruciare tutte le emozioni come in un videogioco.
Il progetto, o meglio a questo punto la realtà, Theway è pronto a sbarcare a Imola con una carica di attesa notevolissima e, a vedere quanto fatto a Vicenza, ben giustificata da una grande esperienza e dinamismo. Con Antonelli on fire che viene anche intervistato in una pista di kart, il momento è quello giusto, ma nella nostra zona non sempre è stato il momento giusto.
Abbiamo avuto anche noi la nostra pista di kart, quella di Ponticelli, in via Sbago. Una storia come tante dal punto di vista organizzativo, non finita benissimo nonostante il grande impegno di chi ci ha provato. La potremmo anche esplicare, riassumere, dire di chi erano le colpe, le motivazioni sulle decisioni, sui ritorni recenti, sulle ripicche e anche sul rumore, ma anche di imprenditori che volevano intraprendere e non lo hanno potuto fare o di bandi andati deserti.
Rimane il fatto che la pista di Via Sbago non c’è più, o meglio c’è, ma è tutt’altro che una pista. Ci hanno girato, come si dice in gergo, di tutto lì dentro: kart, minimoto, pitbike, supermotard e chissà cosa altro. Verrebbe da dire: scusate, ma allora a chi non venne l’idea di fare la pista nella pista – più o meno quel che è successo a Misano e al Mugello, per esempio – per poi vedere morire via Sbago?
Visto che è anche arrivato recentemente Julio Velasco in città, ci sarebbe da ricordare la sua vecchia sentenza usata in lungo e in largo: «Chi vince esulta, chi perde spiega». Ma con le spiegazioni i motori non rombano e gli Antonelli non diventano campioni. E in questo momento di festa e di attesa per la nuova struttura, una segnalazione. Dalla rete esterna di via Sbago l’asfalto del tracciato pare ancora buono, nonostante tutto. Forse molto rugoso, con un catrame d’altri tempi che probabilmente distruggerebbe i cingoli di un Abrams, ma quello è riuscito a vivere. Peccato! E adesso però calici al cielo.
(nelle cuffie «Your latest trick», Dire Straits, 1985)
Massimiliano Regazzi
Foto del kartodromo di Ponticelli oggi
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