Posts by tag: Alimentazione

Cronaca 13 Aprile 2020

Il cibo come filosofia diventa uno stile di vita: la cucina naturale di Catia Masi

Dall’uso della pasta madre per fare il pane in casa all’adozione di uno stile di vita completamente diverso. La storia di Catia Masi, origini imolesi ma residente a Roma dal 1997, si può riassumere in questo modo.

Lo racconta lei stessa nel primo post sulla pagina Facebook che ha aperto poco più di un mese fa, Lievi.ti.amo: «Tutto è cominciato con una bicicletta, come da bambina. Poi è arrivato il pane preparato con la pasta madre, come faceva mia nonna ancora prima che io nascessi, la scoperta dell’alimentazione vegetale, le verdure e le bevande fermentate, i formaggi e i latti vegetali, i dolci senza zucchero, la cucina macrobiotica… Insieme all’agricoltura sinergica, allo Shiatsu, al Do-In, alla meditazione, alla vita senza plastica, senza usa e getta, il sapone prodotto con l’olio esausto e i vestiti cuciti da me». (mi.ta.)

L”intervista nel numero del Sabato sera del 9 aprile

Il cibo come filosofia diventa uno stile di vita: la cucina naturale di Catia Masi
Cronaca 11 Febbraio 2020

Dal campo al negozio e il centro torna a vivere

Nelle città è sempre meno raro imbattersi in punti vendita agricoli gestiti direttamente dai produttori. Punti di riferimento fissi, in cui i clienti possono trovare frutta e verdura freschi, ma spesso anche succhi, passati, confetture ottenuti con materie prime provenienti dalla stessa azienda agricola.
La filiera si accorcia, con reciproco vantaggio per chi compra e per chi produce. Ma il vantaggio è anche urbano: questo fenomeno sta contribuendo a rivitalizzare i centri storici, occupando locali in precedenza vuoti o sfitti e rivisitando in chiave moderna  la formula di quei negozi di vicinato che sembrava ormai avviata all’estinzione.
Si tratta di punti vendita con peculiarità similari: spesso sono aperti solo metà giornata o a giorni alterni, per consentire ai coltivatori di seguire la loro azienda agricola o di partecipare anche ai mercati contadini; a volte nello stesso punto vendita sono presenti più aziende agricole, che si aiutano nella condivisione delle spese e che permettono di offrire al cliente una gamma più ampia di prodotti.

«Iniziative come queste sono per noi molto positive – commenta Alessandro Scala, vicedirettore di Coldiretti Bologna – perché danno la possibilità al consumatore di acquistare direttamente dai coltivatori i prodotti agricoli del nostro territorio. Consumatore che dal nostro osservatorio sembra apprezzare molto questo contatto diretto, che gli permette di conoscere la provenienza dei prodotti che acquista». (lo.mi.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 6 febbraio

Dal campo al negozio e il centro torna a vivere
Cronaca 11 Febbraio 2020

Clai studia come innovare i consumi di carne bovina

Clai ha presentato i risultati del progetto «Innovazione nella commercializzazione della carne bovina», realizzato in collaborazione con l’Università di Bologna (dipartimento di Scienze mediche veterinarie) e il Centro ricerche produzioni animali (Crpa). Il progetto, cofinanziato dal Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale all’interno del bando di filiera che Clai si è aggiudicato nel 2018 e inserito nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Emilia Romagna, ha l’obiettivo di aumentare la redditività della carne bovina attraverso la diversificazione di prodotto alla vendita, puntando su un’elevata specializzazione produttiva, sul miglioramento della qualità e su un’adeguata informazione del consumatore.

La ricerca ha preso in esame diversi punti: l’atteggiamento e le aspettative dei consumatori rispetto al consumo di carne bovina e alle informazioni oggi disponibili sui piatti pronti a base di carne bovina; una modalità di etichettatura utile al consumatore per avere in tempo reale informazioni sull’origine e la qualità del prodotto; la caratterizzazione sensoriale e chimico-fisica dei differenti tagli, al fine di ottimizzare la qualità e la tenerezza della carne bovina; lo studio di piatti pronti a basso contenuto di sale.

«Questo progetto – spiegano dall’azienda – è espressione dei valori di Clai, del suo costante impegno volto a mettere a punto nuove tecnologie di produzione e realizzazione di prodotti innovativi per il mercato e che rispondano alle esigenze dei consumatori di alimenti caratterizzati da standard di sicurezza e qualità elevati». (r.cr.)

Clai studia come innovare i consumi di carne bovina
Economia 18 Dicembre 2019

Cresce l'attenzione sul sorgo, un convegno a Ozzano ne ha messo in luce le potenzialità

Un folto pubblico di agricoltori, allevatori, veterinari, nutrizionisti e operatori del settore ha partecipato il 21 novembre a Ozzano Emilia al convegno «Il sorgo, la risposta a un’agricoltura che guarda al futuro». Iniziativa ideata dall’organizzazione interprofessionale europea Sorghum ID e svoltasi presso l’aula magna del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università. Questo a testimonianza – come ha tenuto a sottolineare Charles-Antoine Courtois, responsabile del progetto Sorghum ID, introducendo i lavori – «di un’attenzione e un interesse degli agricoltori in continua crescita». Aggiungendo che «la nostra attività è quindi finalizzata a incentivare questo interesse per aumentare le superfici a livello europeo e, di conseguenza, i quantitativi prodotti».

Il sorgo oggi è il quinto cereale più coltivato nel mondo con oltre 40 milioni di ettari. Le superfici coltivate in Italia – secondo i dati relativi al 2019 pubblicati da Istat – sono oltre 46.692 (+17,92% rispetto al 2018), per una produzione che ha raggiunto le 325.871 tonnellate (+10,53%). L’Emilia Romagna si conferma il territorio con la maggior produzione di questo cereale. Le superfici hanno raggiunto 27.664 ettari (erano 22.712 nel 2018), con una produzione totale di 227.300 tonnellate (a fronte di 206.931 del 2018, +9,84). Si è parlato dunque di sorgo e delle sue caratteristiche, ma anche di qualità delle sementi perché – come ha sottolineato Frédéric Guedj, responsabile tecnico della società sementiera francese Euralis – «la ricerca scientifica sul miglioramento genetico deve andare avanti e favorire una collaborazione tra enti pubblici e privati. I risultati fin qui raggiunti sono soddisfacenti, ma – ha aggiunto – esistono ancora ampi margini di intervento, non ultima la possibilità di anticipare le semine a periodi in cui la temperatura del terreno non supera i 7-8 gradi, a fronte dei 12 gradi richiesti oggi. E questo permetterebbe di estendere la coltivazione del sorgo verso le nazioni del nord Europa».

Sul tavolo, poi, l’uso nell’alimentazione zootecnica, ma anche umana, rispetto alla quale è stato illustrato cosa si sta facendo per sviluppare la produzione di alimenti a base di sorgo. «Grazie alla sua composizione – ha evidenziato Monia Caramma, di Macaronicus, esperta delle proprietà salutiste dei cereali -può essere usato per controllare il diabete, offrire un’opzione alimentare alle persone che soffrono di celiachia, migliorare la salute dell’apparato digerente, migliorare la densità delle ossa». E poi il confronto vincente col mais: ridotti costi di produzione e fabbisogno idrico, la mancanza di spese per l’essiccazione e la molteplice destinazione del suo utilizzo. (ale.gio.)

L”articolo integrale è su «sabato sera» del 12 dicembre

L”immagine di una coltivazione di sorgo è tratta dal sito della società Sorghum ID

Cresce l'attenzione sul sorgo, un convegno a Ozzano ne ha messo in luce le potenzialità
Economia 9 Giugno 2019

Riscopriamo il bovino di razza Romagnola e le proprietà nutritive e organolettiche della sua carne

La spesa delle famiglie italiane per l’acquisto di carne nel 2018 ha fatto registrare un aumento di oltre il 5%, il valore più alto degli ultimi sei anni. A rilevarlo (su dati Ismea) è l’Osservatorio permanente sul consumo carni. Un rinnovato appetito per la carne che ci dà l’occasione per ricordare il bovino di razza Romagnola. Un animale caratteristico dei nostri territori, riconoscibile per l’aspetto massiccio, il manto chiaro e le lunghe corna, che un tempo tirava l’aratro e i carri, che forniva la carne e il latte, ed anche il concime per campi, che veniva portato alle fiere con orgoglio e fierezza, addobbato a festa.

Era la vera ricchezza per gli agricoltori, che però negli anni Cinquanta gli preferirono i trattori, per poi riconvertirlo, non senza difficoltà, in fornitore di bistecche. Anzi, di ottime bistecche, tanto da ricevere nel 2006 il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta, meglio noto con l’acronimo Igp, un marchio attribuito dall’Unione europea che ne garantisce l’allevamento in un determinato territorio. «La composizione nutrizionale della carne bovina di razza Romagnola – afferma Sebastiana Failla, ricercatrice del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – la rende un alimento estremamente funzionale, un aspetto su cui occorre puntare per incentivarne i consumi e garantire una migliore redditività agli allevatori. L’analisi che abbiamo svolto su sei porzioni di carne provenienti da altrettanti allevamenti ha messo in evidenza le straordinarie qualità organolettiche di questa carne, più tenera della Chianina e della Maremmana e dalle caratteristiche uniche in tema di frazione lipidica e proteica. Oggi il concetto che deve essere messo al centro del dibattito non è la vendita di carne in sé, bensì la vendita di alimenti altamente funzionali. E la Romagnola ha tutte le carte in regola per rispondere a questi input commerciali».

Una carne, insomma, dalle indubbie qualità organolettiche, vanto della tradizione e della produzione zootecnica romagnola, però non sufficientemente valorizzata da un punto di vista commerciale. «La razza bovina Romagnola – sottolinea Claudio Bovo, direttore di Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna – vive oggi un momento molto delicato e controverso, perché alle sue indubbie qualità, riconosciute soprattutto a livello scientifico, si contrappone purtroppo una scarsa valorizzazione commerciale che rischia di comprometterne l’esistenza. Negli ultimi dieci anni infatti sia le consistenze numeriche che gli allevamenti hanno registrato una drastica diminuzione e solamente da un paio d’anni si è registrata una stabilizzazione produttiva. Il rilancio della carne bovina di razza Romagnola è dunque una priorità perché lo è anche la salvaguardia della biodiversità, un tema che sarà sempre più centrale nei prossimi anni e rispetto al quale occorre adottare tutte le misure più efficaci di sviluppo».

Un rilancio della carne di razza Romagnola che passa anche dalla selezione genetica. Tema quest’ultimo che è stato al centro del convegno “La verità scientifica e il futuro della selezione”, organizzato dall’Araer in collaborazione con l’Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne che si è tenuto venerdì 7 giugno a Riolo Terme. (al. gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Riscopriamo il bovino di razza Romagnola e le proprietà nutritive e organolettiche della sua carne
Cronaca 19 Maggio 2019

La blogger Virginia Pizza, a Imola da due anni, tra i giudici della categoria gluten free al campionato del mondo di pizza

Con un cognome così, Virginia Pizza non poteva che fare il giudice per il Campionato del mondo della pizza. E così è stato, per la categoria pizze senza glutine. A dire il vero la trentottenne campana di Agropoli, trapiantata ad Imola da un paio di anni al seguito del marito, si è guadagnata la possibilità di fare l’esperienza del giudice nel Campionato che si è tenuto il mese scorso a Parma, grazie a celiachiamocongusto.it. Il blog che ha creato e sul quale condivide ricette e recensioni ma anche spunti e racconti di viaggio rigorosamente dedicati al mondo gluten free.

«Sono celiaca da quindici anni e rispetto a qualche anno fa oggi c’è una maggiore attenzione per questa condizione – spiega -. Non è una malattia che ti impedisce di uscire la sera a cena oppure di viaggiare, come molti ancora credono. Il mio blog nasce per offrire un aiuto a chi non sa cosa cucinare oppure dove e come trovare un ristorante che offra prodotti senza glutine, in Italia e anche all’estero».

Il blog, infatti, è anche l’occasione per mettere a frutto proprio l’altra sua passione da sempre: viaggiare. «Non volevo smettere a causa delle necessità della mia dieta, così mi sono guardata attorno e mi sono resa conto che basta semplicemente informarsi bene prima di partire. Ad esempio, non ci si pensa ma molte tradizioni culinarie straniere sono naturalmente ricche di piatti tipici privi di glutine, come le insalate o i piatti con il riso della Grecia oppure quelli a base di farina di mais del Messico». (mi.mo.)

L”articolo completo si trova su «sabato sera» del 16 maggio

Nella foto a destra Virginia Pizza, la blogger di celiachiamocongusto.it

La blogger Virginia Pizza, a Imola da due anni, tra i giudici della categoria gluten free al campionato del mondo di pizza
Cultura e Spettacoli 9 Gennaio 2019

Il 10 gennaio torna CooperAttivaMente con Marco Bianchi e il suo libro «La mia cucina delle emozioni»

Primo appuntamento del 2019 con la rassegna CooperAttivaMente. Alla Sala delle Stagioni della Casa della Cooperazione (via Emilia 25) giovedì 10 gennaio (inizio alle ore 17.30) il cuoco e volto televisivo Marco Bianchi presenterà il suo libro “La mia cucina delle emozioni” (ed. HarperCollins), un viaggio culinario fatto di piatti sani e in grado di stimolare, attraverso un’attenta e rigorosa scelta degli ingredienti, le emozioni umane e gli stati d’animo.

All’incontro, moderato dalla giornalista di sabato sera Lara Alpi, parteciperà il direttore dell’Oncologia di Imola, Antonio Maestri, a conferma dell’ormai diffusa consapevolezza dello stretto collegamento esistente tra alimentazione e salute.

CooperAttivaMente è un progetto ideato e promosso dal Consiglio di zona soci del Circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Coop. Bacchilega in collaborazione con varie realtà associative del circondario imolese. La rassegna si propone di promuovere e sviluppare la cultura e la crescita civile, civica e cooperativa del territorio, ma anche corretti stili di vita e di consumo. Tali obiettivi sono di volta in volta declinati attraverso un ricco cartellone di eventi per tutti i gusti e tutte le esigenze, per grandi e bambini, che potranno partecipare a presentazioni di libri, laboratori ed altri appuntamenti.

Nella foto Marco Bianchi e Antonio Maestri in una precedente iniziativa

Il 10 gennaio torna CooperAttivaMente con Marco Bianchi e il suo libro «La mia cucina delle emozioni»
Cronaca 31 Luglio 2018

Come difendersi dal caldo: i consigli da seguire per stare bene anche a tavola

I meteorologi sono d”accordo: siamo entrati nel periodo più caldo dell”estate 2018. In questi giorni il disagio bioclimatico – così viene definito sul sito di Arpae Emilia Romagna il rischio calore – si fa sentire, in particolare nelle zone di pianura o collinari.

Urge dunque mettere in atto rimedi per difendersi dalla calura e anche a tavola si può fare molto contro il pericolo più serio della stagione, rappresentato dalla disidratazione. Dunque ricordiamoci di bere molto e, nella scelta dei cibi, optiamo per alimenti ricchi di acqua.

Attenzione però: beviamo anche quando non sentiamo lo stimolo della sete e accertiamoci che anche bambini e anziani assumano molti liquidi. Proprio quando si supera una certa età, infatti, quel segnale d”allarme che è la sete non sempre funziona come dovrebbe.

Ecco allora alcuni consigli sempre validi per ridurre i rischi dovuti alle ondate di calore pubblicati anche sul sito dell”Ausl di Imola:

– Bere molto e spesso acqua (a temperatura ambiente o fresca) almeno 2 litri (8 grandi bicchieri) al giorno. Anche quando non si ha sete, evitando bibite gassate, zuccherate e ghiacciate.
– Evitare gli alcolici e limitare the, caffè e altre bevande che contengono caffeina: agiscono come diuretici e favoriscono la disidratazione.
– Mangiare molta frutta e verdura, preferibilmente cruda e di stagione, anche frullata o centrifugata. Questi cibi sono una fonte di vitamine e sali minerali, oltre che di acqua.
– Vietati i cibi pesanti: fritti, umidi ed intingoli. Pesce e carni bianche vanno preferite a formaggi, insaccati e carni rosse.
– Sì a pasta, riso e patate, ma in modica quantità e con condimenti leggeri. Bene latte, yogurt e gelati o sorbetti alla frutta.
– L’uso di integratori alimentari va limitato e non deve sostituire i pasti normali, che devono essere frequenti (5 al giorno: colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena) e leggeri.
– Attenzione alla corretta conservazione degli alimenti. Per evitare intossicazioni, più facili con il caldo, gli alimenti devono essere sempre ben cotti, conservati in frigorifero e consumati in giornata.

Come difendersi dal caldo: i consigli da seguire per stare bene anche a tavola
Cronaca 24 Maggio 2018

Piccoli chef a scuola per preparare la merenda, laboratori per 300 bambini

Preparare la merenda pasticciando, letteralmente, con uova, zucchero, latte o farina. Cappello da chef in testa e un bel grembiulino blu addosso. E se alla fine un po’ di farina finisce anche sulle guance poco importa. I laboratori intitolati «Oggi la merenda la preparo io!» sono piaciuti tanto, sia ai piccoli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie imolesi che hanno partecipato al progetto sia ai genitori coinvolti. Obiettivo dei laboratori, appena conclusi, era avvicinare i piccoli (e non solo) al tema del mangiar sano: un positivo e consapevole approccio con il cibo sin dalla prima infanzia getta la basi per un futuro stile di vita sano ed armonioso.

Dopo alcune indicazioni e consigli pratici della nurizionista dell’Azienda usl di Imola toccava ai piccoli chef mettere «le mani in pasta» per replicare le ricette di volta in volta proposte dai vari chef. I bambini si sono dedicati con passione ed entusiasmo a preparare una gustosissima focaccia alle amarene oppure delle meringhe con le fragole o un tortino di mele.

Le scuole e le classi che hanno partecipato ai laboratori sono le primarie Rubri (2ªA, 2ªB e 2ªC) e Cappuccini (2ªA e 2ªB), le scuole dell”infanzia Pambera (sezione 5 anni), Pulicari (sezioni A e B) e Vespignani (sezione B).

Complessivamente coinvolti oltre 300 alunni (alle famiglie è stata fornita anche una pubblicazione realizzata per l’occasione «Cultura del Cibo – Guida pratica per i genitori» con ricette e indicazioni per la corretta alimentazione dei bambini).Obiettivo dei laboratori era anche valorizzare la qualità e genuinità dei prodotti del nostro territorio e la professionalità degli operatori del settore.

Tra i ristoranti che hanno preso parte ai laboratori con i loro chef ci sono il San Domenico, il Molino Rosso, il Valsellustra, il nuovo AltroCafè (nuova apertura in giugno) e Marsala 18.

I laboratori rientrano nell’ambito del più vasto progetto «Cultura del Cibo»,  ideato e realizzato da Confcommercio Ascom Imola e patrocinato dal Comune,  sostenuto da partner quali l’Azienda usl di Imola, il Dipartimento di Scienze e tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna (sede di Cesena), la Camera di Commercio di Bologna e la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Per maggiori informazioni e tutte le foto delle classi che hanno partecipato ai lavoratori: www.culturacibo.it oppure tel. 0542 619618 (Ascom Imola).  

Piccoli chef a scuola per preparare la merenda, laboratori per 300 bambini

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