Economia

Cresce l'attenzione sul sorgo, un convegno a Ozzano ne ha messo in luce le potenzialità

Cresce l'attenzione sul sorgo, un convegno a Ozzano ne ha messo in luce le potenzialità

Un folto pubblico di agricoltori, allevatori, veterinari, nutrizionisti e operatori del settore ha partecipato il 21 novembre a Ozzano Emilia al convegno «Il sorgo, la risposta a un’agricoltura che guarda al futuro». Iniziativa ideata dall’organizzazione interprofessionale europea Sorghum ID e svoltasi presso l’aula magna del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università. Questo a testimonianza – come ha tenuto a sottolineare Charles-Antoine Courtois, responsabile del progetto Sorghum ID, introducendo i lavori – «di un’attenzione e un interesse degli agricoltori in continua crescita». Aggiungendo che «la nostra attività è quindi finalizzata a incentivare questo interesse per aumentare le superfici a livello europeo e, di conseguenza, i quantitativi prodotti».

Il sorgo oggi è il quinto cereale più coltivato nel mondo con oltre 40 milioni di ettari. Le superfici coltivate in Italia – secondo i dati relativi al 2019 pubblicati da Istat – sono oltre 46.692 (+17,92% rispetto al 2018), per una produzione che ha raggiunto le 325.871 tonnellate (+10,53%). L’Emilia Romagna si conferma il territorio con la maggior produzione di questo cereale. Le superfici hanno raggiunto 27.664 ettari (erano 22.712 nel 2018), con una produzione totale di 227.300 tonnellate (a fronte di 206.931 del 2018, +9,84). Si è parlato dunque di sorgo e delle sue caratteristiche, ma anche di qualità delle sementi perché – come ha sottolineato Frédéric Guedj, responsabile tecnico della società sementiera francese Euralis – «la ricerca scientifica sul miglioramento genetico deve andare avanti e favorire una collaborazione tra enti pubblici e privati. I risultati fin qui raggiunti sono soddisfacenti, ma – ha aggiunto – esistono ancora ampi margini di intervento, non ultima la possibilità di anticipare le semine a periodi in cui la temperatura del terreno non supera i 7-8 gradi, a fronte dei 12 gradi richiesti oggi. E questo permetterebbe di estendere la coltivazione del sorgo verso le nazioni del nord Europa».

Sul tavolo, poi, l’uso nell’alimentazione zootecnica, ma anche umana, rispetto alla quale è stato illustrato cosa si sta facendo per sviluppare la produzione di alimenti a base di sorgo. «Grazie alla sua composizione – ha evidenziato Monia Caramma, di Macaronicus, esperta delle proprietà salutiste dei cereali -può essere usato per controllare il diabete, offrire un’opzione alimentare alle persone che soffrono di celiachia, migliorare la salute dell’apparato digerente, migliorare la densità delle ossa». E poi il confronto vincente col mais: ridotti costi di produzione e fabbisogno idrico, la mancanza di spese per l’essiccazione e la molteplice destinazione del suo utilizzo. (ale.gio.)

L”articolo integrale è su «sabato sera» del 12 dicembre

L”immagine di una coltivazione di sorgo è tratta dal sito della società Sorghum ID

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