Posts by tag: Ambiente

Cronaca 18 Marzo 2020

A Ozzano stanno per cambiare sistema di raccolta dei rifiuti e cassonetti

Anche Ozzano Emilia si prepara a modificare la propria raccolta indifferenziata. Non sarà una vera e propria rivoluzione perché, di fatto, le modifiche concordate da Comune e Hera riguarderanno essenzialmente i cassonetti grigi dell’indifferenziato. Tuttavia, i cittadini dovranno abituarsi, come già succede ad esempio nel limitrofo comune di Castel San Pietro, ad utilizzare la tessera (carta smeraldo) per aprire i contenitori dei rifiuti misti.

Attualmente, nelle strade di Ozzano si trovano raggruppati cassonetti per indifferenziato, per plastica, per carta e cartone e per scarti alimentari e vegetali (sfalci e umido), più la campana per il vetro. Nelle zone industriali, invece, dal 2010 la raccolta avviene per tutti, aziende e abitazioni, con il sistema porta a porta per tutti i rifiuti tranne il vetro, che va conferito in strada.

«Senza particolari correttivi siamo passati dal 41,8% di differenziata del 2013 a oltre il 50% di oggi. Le persone hanno dimostrato sensibilità e abbiamo anche fatto progetti di educazione ambientale nelle scuole – spiega l’assessore all’Ambiente, Mariangela Corrado –. Ora abbiamo necessità di crescere  perché la normativa regionale impone entro la fine del 2020 il raggiungimento del 79%». (gi.gi.)

A Ozzano stanno per cambiare sistema di raccolta dei rifiuti e cassonetti
Cronaca 15 Marzo 2020

Il Comune di Castel San Pietro Terme in prima fila per ridurre gli sprechi d’acqua e l’uso di bottiglie di plastica

Il Comune di Castel San Pietro spinge sull’acceleratore per ridurre gli sprechi d’acqua e l’utilizzo delle bottiglie di plastica usa e getta negli uffici pubblici e nelle scuole, così come gli sprechi alimentari. Per la fine di aprile, clima di incertezza generato dall’emergenza Coronavirus permettendo, è attesa la risposta di Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti) per una richiesta di contributo di 30 mila euro (su circa 47 mila euro complessivi) per la realizzazione di un progetto presentato dall’Amministrazione Tinti.

Sul versante della riduzione dei rifiuti, «si tratta del naturale proseguimento del progetto Castello Plastic Free – spiega Andrea Bondi, assessore alle Politiche per l’ambiente –, già partito con la consegna di 2.512 borracce in alluminio (costo 6 mila euro) a tutti gli studenti e gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie, che riprenderemo non appena avremo la possibilità di riaprire le scuole. Vogliamo stimolare un cambio di mentalità nei cittadini».  A questo si aggiunge l’installazione di tre erogatori di acqua potabile in municipio, uno nella biblioteca di Castello e tre nella scuola media Pizzigotti (costo 12 mila euro). Inoltre, verrà installata una Casa dell’acqua a Castel San Pietro (24.400 euro), nel parcheggio del cimitero. (lu.ba)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 12 marzo

Nella foto: la consegna delle borracce nella scuola Don Luciano Sarti


Il Comune di Castel San Pietro Terme in prima fila per ridurre gli sprechi d’acqua e l’uso di bottiglie di plastica
Cronaca 10 Marzo 2020

Un nuovo tetto fotovoltaico per la Cra «Fiorella Baroncini»

Un nuovo tetto, quasi 300 metri quadrati di pannelli solari e la sostituzione del gruppo frigorifero. E’ il triplice obiettivo che sta inseguendo l’Asp per la casa di riposo Fiorella Baroncini (Rsa) di Imola, attraverso un bando per la riqualificazione energetica sviluppato da Bryo Spa, partecipata del ConAmi nonché energy service company (Esco) certificata. Corollario finale del progetto pubblico-privato sarà il miglioramento complessivo e tangibile dell’efficienza energetica dell’edificio.
La casa di riposo di via Montericco è una struttura residenziale da 70 posti letto suddivisi in un immobile su due piani di proprietà del Comune di Imola, gestita direttamente dall’Azienda servizi alla persona (Asp) del circondario imolese. L’Asp ha dato il via al tutto l’anno scorso «incaricando Area blu di seguire da un punto di vista tecnico la procedura – precisa Michele Pasotti di Area blu -. Bryo Spa si è poi aggiudicata il bando, che è stato presentato successivamente al bando regionale per accedere ai contributi europei per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici».
Gli interventi previsti sono, in primo luogo il rifacimento della copertura che, allo stato attuale, presenta infiltrazioni in più punti. La coibentazione del tetto verrà sostituita con una nuova termica, una guaina impermeabilizzante e vernice ad elevata riflettenza solare. A quel punto verrà installato un impianto fotovoltaico da 50,46 kWp che occupa una superficie di 295,8 metri quadrati per produrre l’energia necessaria all’edificio. (l.a.)

Ulteriori informazioni nel numero del Sabato sera del 5 marzo

Un nuovo tetto fotovoltaico per la Cra «Fiorella Baroncini»
Cronaca 24 Febbraio 2020

In centro a Imola spunta l’adesivo giallo sui tanti sacchi di rifiuti «sbagliati»

Nel 2019 la raccolta diffe- renziata dei rifiuti a Imola si è attestata a quota 75%. Hera giudica «molto buoni» i risultati raggiunti, non nascondendo, però, alcune criticità. In particolare in centro storico, dove il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti è entrato in vigore da appena sette mesi, l’8 luglio scorso. «Con il porta a porta, in alcuni casi le regole di esposizione del rifiuto non vengono rispettate – confermano dalla multiutility -, dopo un primo periodo necessario affinché cittadini e attività si abituino alle nuove modalità e regole di gestione del rifiuto, è stata pianificata una fase successiva di informazione per ridurre tali casi».

Alcuni lettori hanno segnalato a sabato sera proprio la presenza costante di sacchi abbandonati accanto ai cassonetti nelle vie del centro, e negli ultimi giorni sono comparsi dei grandi adesivi gialli su di essi: «Attenzione. Non sono state rispettate le modalità di esposizione del rifiuto previste – recitano gli adesivi -. Il bidone/sacco non è stato raccolto. Deve essere, a cura dell’utente, nuovamente esposto in maniera conforme alle regole». «Da alcune settimane gli operatori che svolgono il servizio di raccolta dei sacchi di carta e plastica/lattine e di svuotamento dei bidoni dell’indifferenziato di citta- dini e attività, quando sono in presenza di errori appli- cano un apposito adesivo giallo che segnala l’errato conferimento – spiegano sempre da Hera –. In questi casi il rifiuto non viene raccolto proprio per rendere evidente al responsabile lo sbaglio commesso». (lu.ba.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 20 febbraio.

Nella foto: un sacco dei rifiuti in cui è apposto un adesivo giallo

In centro a Imola spunta l’adesivo giallo sui tanti sacchi di rifiuti «sbagliati»
Cronaca 21 Febbraio 2020

Progetto «Castello Plastic Free», consegnate le borracce di alluminio nelle scuole

Anche a Castel San Pietro ha preso il via il progetto Plastic Free, iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale che si pone l’obiettivo di ridurre fino ad azzerare l’utilizzo di plastica monouso all’interno degli edifici pubblici. Dopo, infatti, le prime borracce di alluminio donate nei giorni scorsi dal Comune a dirigenti scolastici, dipendenti comunali, consiglieri e assessori, questa mattina è iniziata la consegna nelle scuole. Il vicesindaco Andrea Bondi, che ha la delega all’Ambiente, e l’assessora alla Scuola Giulia Naldi si sono recati nei due plessi dell’Istituto Comprensivo (la scuola primaria Serotti di Osteria Grande e la scuola media F.lli Pizzigotti di Castel San Pietro Terme) de alla Scuola Don Luciano Sarti.

I bambini hanno così ricevuto le borracce, restituendo in cambio bottiglie di plastica vuote da riciclare. La prossima settimana i due amministratori comunali completeranno la distribuzione recandosi nelle scuole della Direzione Didattica Statale e all’Istituto Malpighi-Visitandine. 

Nella foto: la consegna delle borracce nella scuola Don Luciano Sarti

Progetto «Castello Plastic Free», consegnate le borracce di alluminio nelle scuole
Cronaca 19 Febbraio 2020

Riaperta la Conferenza dei servizi sulla discarica di Imola, in ballo c'è la sopraelevazione

La «Tre Monti» è stata congelata dalla sentenza del Consiglio di Stato a metà della sopraelevazione della discarica: mancano circa 200 mila tonnellate di rifiuti per raggiungere i 375 mila previsti. «Fino ad ora è stata tenuta in sicurezza ma manca, ad esempio, la copertura definitiva – aggiorna Stefano Mosconi, direttore del ConAmi, proprietario dell’impianto gestito da Hera Spa -. Occorre una nuova autorizzazione, che ci dica come procedere».

Così, sia Legambiente che Panda Imola, due delle associazioni che si battono da anni per la chiusura della discarica, sia Hera, che invece quella sopraelevazione l’aveva chiesta, si sono rivolte alla Regione. La «bocciatura» del Consiglio di Stato di fine 2017, riprendendo l”analoga decisione del Tar, non verteva su problemi legati alla salute o analisi di merito, bensì «su un’irregolarità nella procedura – spiegano dall’ufficio Valutazioni ambientali dell’Emilia Romagna – , quindi abbiamo riaperto la stessa Conferenza dei servizi che aveva dato il via libera e che dovrà recepire quanto indicato dalla sentenza». I primi incontri con gli enti, dall’Arpae all’Ausl, ci sono già stati, l’iter dovrebbe concludersi in due mesi.

«La Conferenza dei servizi – continuano da viale Aldo Moro – potrà decidere di fornire la motivazione che mancava per il superamento del parere della Soprintendenza e completare la sopraelevazione oppure fermarsi alla soglia attuale o, addirittura, far portare via i rifiuti già conferiti, anche se credo questa non sia un’ipotesi percorribile. Noi non abbiamo preferenze» mettono le mani avanti dalla Regione. «Eventuali costi aggiuntivi si scaricheranno sulla collettività, nelle bollette dei cittadini – avverte Mosconi -. Ricordo che nessuno contesta degli errori nel progetto presentato da Hera».

In ogni caso, una volta conclusa la sopraelevazione la capacità della «Tre Monti» sarà esaurita, ma prima di cominciare il famoso «regime post mortem» (30 anni di gestione percolato ed emissioni gas da parte del gestore) occorrerà stabilire anche cosa fare del Tmb. L’impianto viene utilizzato per il pre-trattamento del rifiuto urbano indifferenziato, prevalentemente raccolto nel circondario di Imola (la frazione secca viene destinata a termovalorizzatori o altre discariche, quella umida a biostabilizzato per la copertura delle discariche del gruppo Herambiente). La quota di indifferenziato raccolta sta diminuendo, però recentemente il Tmb è stato anche ammodernato con investimenti fatti secondo prescrizioni sempre della Regione. «La normativa prevede il funzionamento dei Tmb solo nelle discariche funzionanti…» ricordano dalla Regione.  (l.a.)

Nella foto l”impianto Tmb della discarica Tre Monti

Riaperta la Conferenza dei servizi sulla discarica di Imola, in ballo c'è la sopraelevazione
Cronaca 19 Febbraio 2020

La «Grande Macchina del Mondo», ripartito il programma di educazione ambientale di Hera rivolto alle scuole

La Grande Macchina del Mondo, il programma di educazione ambientale che Hera rivolge alle scuole di ogni ordine e grado, riparte per il decimo anno. In tutto il territorio servito dalla multiutilty saranno coinvolte oltre 3.600 classi per quasi 76.000 alunni. Il programma affronta tematiche ambientali, idriche ed energetiche attraverso spettacoli, laboratori e giochi a squadre.

Tra i focus, l’economia circolare e la plastica monouso. Nel circondario imolese le attività hanno preso il via con le classi 2ªA e 3ª della scuola primaria Campanella di Imola. Il laboratorio «Coding per l’ambiente» porterà i bambini ad interrogarsi su pratiche e comportamenti sostenibili attraverso la digitalizzazione e la programmazione informatica. Nel circondario verranno coinvolte in tutto 158 classi per circa 3.400 studenti. Sul sito dedicato sono disponibili anche sette video realizzati dal ricercatore del Cnr e divulgatore scientifico Mario Tozzi, strumenti di approfondimento per gli insegnanti ma interessanti per tutti.

Nella foto: Una delle attività realizzate con Hera, «trash robot» assemblati con materiali di oggetti in disuso

La «Grande Macchina del Mondo», ripartito il programma di educazione ambientale di Hera rivolto alle scuole
Cronaca 13 Febbraio 2020

Gli arbusti di Castélanadél ripiantati nel parco Lungo Sillaro e nelle aiuole di via Oberdan

Accanto all’avviato censimento, il Comune di Castel San Pietro si è già messo all’opera e nelle scorse settimane ha piantato cinquanta alberi nel parco Lungo Sillaro. Di fatto le nuove piante vanno ad integrare quelle abbattute durante il 2019 ed altre da abbattere nel prossimo periodo perché malate o pericolosamente instabili. «Il nostro obiettivo è piantare tre nuovi alberi per ogni esemplare abbattuto» spiega il vicesindaco e assessore all’Ambiente, Andrea Bondi, che sulle nuove piantumazioni precisa: «Nel parco Lungo Sillaro, zona frequentata e apprezzata dai castellani e non solo, abbiamo scelto di creare una specie di foresta urbana in ambito fluviale. Abbiamo scelto alberi ad alto fusto e non con ramificazioni basse al fine di evitare zone non visibili che potessero diventare facili nascondigli per malintenzionati. Inoltre, tutte le piante sono state messe a dimora rispettando le giuste distanze pensando alla loro crescita futura».

I nuovi alberi sono stati sceltinon solo per incrementare la superficie fogliare del territorio comunale, ma anche per la loro capacità di assorbimento dell’anidride carbonica (CO2). Nel dettaglio, si tratta di aceri, platani, olmi, salici, querce e bagolari (o spaccasassi). Accanto a queste, per garantire la biodiversità e per il loro valore ornamentale, sono stati piantati olmi giapponesi, spini di Giuda, tassodi, frassini, ontani e anche gli agrifogli e le nandine che hanno abbellito piazza XX Settembre durante il periodo natalizio. Per la precisione, gli arbusti del Castèlanadèl hanno trovato posto non solo nel parco Lungo Sillaro ma anche nelle aiuole urbane, così come il prato in rotoli e alcuni agrifogli che sono stati posizionati in via Oberdan. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 febbraio

Gli arbusti di Castélanadél ripiantati nel parco Lungo Sillaro e nelle aiuole di via Oberdan
Cronaca 12 Febbraio 2020

L'importanza dell'acqua e della sua gestione nell'ultimo incontro di CooperAttivaMente ambiente e salute

Si chiude domani, giovedì 13 febbraio 2020 la rassegna CooperAttivaMente dedicata ad ambiente e salute, promossa dal Consiglio di zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla cooperativa Bacchilega. L’ultimo incontro, che avrà luogo alle ore 18.30 alla sala delle Stagioni di Imola (via Emilia25) è dedicato al tema Acquasana, vita sana e sarà curato dalla dottoressa Federica Gnudi, ricercatrice dell’Istituto Ramazzini. «L’acqua è una risorsa limitata, fonte di vita e alla base di ogni attività antropica, dal bere al lavarsi, indispensabile per coltivare la terra e per produrre gran parte del cibo necessario al sostentamento – sottolineala dottoressa Gnudi presentando l’appuntamento -. Nonostante l’acqua sia una risorsa così preziosa, la sua presenza e disponibilità viene spesso data per scontata. Ogni anno inquinamento, crescita della popolazione mondiale e cambiamenti climatici mettono sempre più a rischio disponibilità e qualità dell’acqua».

La ricercatrice fornisce qualche dato: «Mentre miliardi di persone nel mondo stanno continuando a soffrire a causa dello scarso accesso all’acqua e ai servizi igienico sanitari, ogni giorno il mondo occidentale ne consuma oltre 4 mila litri. In particolare, l’Italia si posiziona al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per consumo pro-capite di acqua e per consumo di acqua in bottiglia, con un forte impatto sia dal punto di vista ambientale che economico». Quindi, osserva la dottoressa Gnudi, «migliorare le politiche di gestione dell’acqua è divenuto un imperativo globale. Solo attraverso la conoscenza e la sorveglianza dell’intera catena di approvvigionamento dei diversi prodotti è possibile impostare delle buone politiche di gestione dell’acqua, non solo quindi come consumatori diretti di questo bene, ma anche come consumatori indiretti. La“gestione sostenibile” delle risorse idriche non è una sfida impossibile, ma una scommessa che si può (e si deve) vincere anche attraverso un impegno comune da parte dei cittadini che, con le loro scelte – conclude- possono fare davvero la differenza». (r.cr.)

L'importanza dell'acqua e della sua gestione nell'ultimo incontro di CooperAttivaMente ambiente e salute
Cronaca 5 Febbraio 2020

«Qui comincia il mare», a Imola la campagna per sensibilizzare i fumatori contro l'inquinamento da mozziconi

Per scappare dall’acquario del dentista che lo ha catturato nell’oceano in cui vuole tornare, il pesciolino Nemo si affida allo scarico perché «tutti gli scarichi portano al mare», come dice il ben più esperto Branchia. Vero, questa è solo una scena del cartoon «Alla ricerca di Nemo» che nel 2004 ha vinto l’Oscar come miglior film d’animazione. Ma l’immagine delle acque che dai tombini finiscono nel mare insieme a quello che trasportano è molto vicina alla realtà. Certo, prima passano attraverso le numerose fasi della depurazione ed altri corsi d’acqua come torrenti e fiumi, ma lo zero altimetrico del mare è sempre il traguardo finale.

È da questo concetto, semplificato ma non per questo meno autentico, che parte la campagna di sensibilizzazione del Comune di Imola firmata dall’artista Andrea Fungo Pelliconi. «Qui comincia il mare» è lo slogan che accompagna il pesciolino disegnato accanto ai tombini per sensibilizzare contro la cattiva abitudine di buttare i mozziconi di sigaretta a terra o direttamente nei tombini stessi. Un comportamento negativo proprio perchè è lì che comincia il mare, dunque buttare lì un mozzicone (o altro) equivale a gettarlo nel mare. Metaforicamente, ma non del tutto. «Si stima che ogni giorno, in Italia, vengano abbandonati circa 195 milioni di cicche e che quasi la metà dei rifiuti non biodegradabili nel mar Mediterraneo siano mozziconi di sigaretta», recita una delle cartoline in distribuzione in città per incentivare i cittadini allo smaltimento corretto dei mozziconi di sigaretta.

Secondo l’Ausl imolese, sono circa 12 mila i fumatori stimati solo a Imola, numero che moltiplicato per una media di dieci sigarette fumate quotidianamente significa ben 120 mila cicche potenzialmente buttate nei tombini ogni giorno. Ma come funziona il sistema di depurazione imolese che intercetta (e intrappola) i mozziconi di sigaretta buttatip er terra o nei tombini? La città di Imola è servita da due depuratori, Santerno e Gambellara, che ripuliscono le acque domestiche e industriali del territorio comunalee dei comuni limitrofi prima che queste ritornino nei fiumi, nei mari o ad essere riutilizzate dall’uomo. La depurazione dei liquami avviene prevalentemente per ossidazione biologica ad opera di microrganismi responsabili dei meccanisminaturali dell’auto depurazione. I rifiuti grossolani vengono invece separati da apposite griglie autopulenti e destinati allo smaltimento. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 gennaio

Nelle foto, Andrea Fungo Pelliconi all”opera, un pesce disegnato accanto a un tombino, la battigia piena di mozziconi di sigaretta

«Qui comincia il mare», a Imola la campagna per sensibilizzare i fumatori contro l'inquinamento da mozziconi

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