Posts by tag: Ambiente

Cronaca 12 Novembre 2019

McDonald’s e Gruppo Hera insieme per la sostenibilità

McDonald’s e il Gruppo Herahanno firmato a Ecomondoun accordo per ridurre la quantità e migliorare la qualità della raccolta differenziatanei trenta ristoranti dell’insegna serviti dalla multiutility in Emilia-Romagna.

L’accordo, al via il 1 gennaio 2020, ha l’obiettivo di potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti riciclabili come carta e organico, attuando un monitoraggio che valuti costantemente la quantità ma soprattutto la qualità dei rifiuti prodotti.
Il progetto avrà una durata di due anni e coinvolgerà 30 ristoranti in 14 comuni diversi, per una media di 45.000 clienti McDonald’s al giorno.

Per questo obiettivo, sarà introdotto un nuovo modello di contenitore per i rifiuti, studiato insieme a Hera, per aiutare i clienti a separare sempre meglio quanto rimane sul vassoio alla fine del pasto così da limitare al massimo errori di conferimento dei prodotti.
Fondamentale nel progetto saranno anche la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei clienti, che saranno i destinatari di una campagna dedicata che troverà spazio sempre all’interno dei ristoranti. (r.cr.)

Fotografia del Gruppo Hera

McDonald’s e Gruppo Hera insieme per la sostenibilità
Cronaca 12 Novembre 2019

Il viaggio dei ragazzi di Radioimmaginaria a Stoccolma diventa un documentario e un libro

Doppio appuntamento per i ragazzi di Radioimmaginaria, la radio degli adolescenti con sede nazionale a Castel Guelfo, per raccontare il loro viaggio in ApeCar (soprannominata per l’occasione ApeRadio) fino a Stoccolma cercando di incontrare Greta Thunberg.

Dal viaggio di Pietro, Ludo, Giuly, Leo, Alice, Bea, Holly, Vitto, Matteo e Giò sono nati un documentario e il libro “Noi abbiamo un futuro”, che i ragazzi presenteranno al Museo Piaggio di Pontedera, mercoledì 27 novembre, alle 10.
Sarà poi la volta dell’esposizione dell’ApeRadio e di un incontro pubblico a palazzo Hercolani-Malvezzi a Castel Guelfo, sabato 14 dicembre, alle 19.

«Il viaggio si è rivelato un’opportunità pazzesca per questi ragazzi, che sono riusciti a toccare con mano che cosa è l’Europa e a farsi una loro opinione delle diverse realtà – commenta l’Amministrazione guelfese –. Il passo successivo è quello di offrire questa possibilità ad altri centro adolescenti che per motivi economici non potrebbero fare questa importante esperienza, cercando di raccogliere i fondi sufficienti anche attraverso le donazioni di imprese e privati». (r.cr.)

Il viaggio dei ragazzi di Radioimmaginaria a Stoccolma diventa un documentario e un libro
Cronaca 6 Novembre 2019

Si amplia la stazione ecologica di Imola, i lavori in corso costano 200 mila euro e dureranno fino a febbraio

Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori di manutenzione straordinaria alla stazione ecologica di Imola, che si concluderanno (salvo inconvenienti, precisano da Hera) entro febbraio 2020. L”intervento, realizzato da Hera e concordato con il Comune di Imola, costerà 200 mila euro e sarà organizzato in modo da non interrompere il servizio, ad eccezione di alcuni giorni di chiusura necessari al fine di eseguire alcuni lavori di scavo che saranno comunicati tempestivamente. I lavori sono finalizzati alla sistemazione e manutenzione degli spazi della stazione, che si sviluppa su una superficie complessiva di 5.200 metri quadri. Sono previsti in particolare l”aumento dei parcheggi interni da 6 a 12, la realizzazione di un nuovo accesso pedonale per collegare direttamente il parcheggio pubblico esterno lungo via Brenta al piazzale interno, in modo da alleggerire il traffico di veicoli in entrata e agevolare i cittadini che si recano al centro di raccolta per usufruire solo dello sportello tessere, l”introduzione di un senso di marcia unico dentro alla stazione ecologica. Al termine dei lavori entrata e uscita saranno diversificate, in modo da rendere più fluida la viabilità interna.

Sarà inoltre installato un sistema di pesatura con una pesa ponte carrabile, dotato di una capacità di carico fino a 50 tonnellate, che consentirà ai mezzi che trasportano quantitativi voluminosi di materiali di passarvi agevolmente sopra sia in entrata, a pieno carico, che in uscita, con la registrazione automatica quindi del peso conferito. Sono infine previsti l’adeguamento degli impianti antincendio e di illuminazione esterna, la realizzazione di una nuova recinzione lungo via Brenta e la revisione di tutta la segnaletica di viabilità interna e di sicurezza.

La stazione ecologica è un servizio sempre più utilizzato dai cittadini, come dimostra il numero degli accessi costantemente in aumento. Si stima, infatti, che al termine del 2019 saranno circa 6 mila in più rispetto al 2018, confermando la tendenza in atto da diversi anni. Nel 2017, ad esempio, gli accessi furono oltre 72 mila, nel 2018 circa 74 mila e nel 2019 la previsione, in base ai dati dei primi nove mesi che ne registrano oltre 60 mila, è di avvinarsi a quota 80mila. Secondo Hera, questo trend è dovuto a vari fattori, dalla sempre maggiore motivazione dei cittadini nella raccolta differenziata alla possibilità di avere degli sconti in bolletta per il conferimento di alcuni tipi di materiali. L”aumento dei cittadini che accedono alla stazione ha tuttavia comportato anche un allungamento dei tempi di attesa, al quale Hera ha fatto fronte aumentando il numero degli addetti, per poi affrontare il tema della disponibilità di parcheggi all’interno del centro. In media, sono 220 gli accessi e quasi 11 le tonnellate di rifiuti differenziati conferiti ogni giorno alla stazione ecologica Hera di Imola. I tipi di rifiuti conferiti sono, in ordine decrescente: carta, legno, inerti, ingombranti, vetro, plastica, ferro, verde e potature, cartone, piccoli e grandi elettrodomestici e così via. Alla stazione ecologica si accede soprattutto di sabato e le famiglie prevalgono nettamente sulle attività produttive (88% contro 12%). (r.cr.)

Si amplia la stazione ecologica di Imola, i lavori in corso costano 200 mila euro e dureranno fino a febbraio
Imola 29 Ottobre 2019

5 stelle e Partito democratico uniti sulle tematiche ambientali anche a Imola

Partito democratico e Movimento 5 stelle fianco a fianco sulle tematiche ambientali anche a Imola, come già accaduto a Castel San Pietro.

Sono la consigliera grillina Federica Boccia e il consigliere dem Giacomo Gambi, infatti, i primi firmatari della mozione che «chiede al Consiglio comunale il riconoscimento dello stato di Emergenza climatica – spiega la Boccia –, accogliendo le istanze del gruppo Friday”s For Future di Imola».
Una mozione, inoltre, «condivisa e firmata da tutti gli altri gruppi consiliari», sottolinea la consigliera del Movimento 5 stelle.

Inserita nell”ordine del giorno dell seduta del Consiglio comunale in programma questo pomeriggio, la mozione verrà discussa compatibilmente con quello che succederà a seguito dell’annuncio delle dimissioni della prima cittadina Manuela Sangiorgi arrivato ieri sera, nel corso dell’incontro pubblico in piazza Matteotti.
C’è da aspettarsi, infatti, che il dibattito già seguito alla notizia infiammerà ulteriormente l’aula. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, la consigliera comunale del Movimento 5 stelle Federica Boccia

5 stelle e Partito democratico uniti sulle tematiche ambientali anche a Imola
Cronaca 25 Ottobre 2019

Abbandoni di rifiuti, sono un centinaio le infrazioni rilevate dalle telecamere nei mesi di agosto e settembre

In due mesi le sanzioni sono state un centinaio, di cui circa sessanta ad agosto e una quarantina a settembre. Stiamo parlando del fenomeno dell”abbandono di rifiuti in strada, per contrastare il quale l”Amministrazione comunale di Imola ha deciso di fare ricorso alle telecamere piazzate in prossimità dei cassonetti per identificare i colpevoli e poterli così multare. Non si tratta però di una iniziativa inedita dalle nostre parti: il primo Comune a ricorrere alla videosorveglianza contro i “furbetti” del rusco, infatti, è stato quello di Ozzano Emilia, che poi proprio un anno fa ha deciso addirittura di pubblicare sulla sua pagina Facebook ufficiale, a scopo deterrente, i filmati dei trasgressori, ovviamente con gli opportuni accorgimenti per evitare che siano riconoscibili (leggi qui l”articolo dell”ottobre 2018).

Il Comune di Imola ha comunicato questa scelta circa tre mesi fa, in concomitanza con l”avvio del nuovo sistema di raccolta del pattume porta a porta in centro storico che ha determinato un aumento dei casi di abbandono di rifiuti fuori dai cassonetti. E oggi ecco il primo report derivante dall”analisi dei filmati registrati dalle telecamere ed inviati alla Polizia locale, dai quali emerge il rilevamento, con relativa notifica, di una sessantina di infrazioni ad agosto, scese a quaranta circa nel mese successivo. Per i casi in cui la tecnologia non è stata sufficiente all”identificazione dei trasgressori, o perché non era possibile leggere la targa dei veicoli o perchè l”infrazione è stata commessa da persone a piedi o in bicicletta, si è fatto ricorso al Corpo Guardie Ambientali Metropolitane, che hanno prelevato tanti sacchetti abbandonati al fine di ricercare tra gli stessi rifiuti elementi utili per identificare e poi sanzionare i colpevoli.    

E” il caso di ricordare che l”abbandono di rifiuti comporta un aggravio di spesa per le casse comunali e dunque a carico della cittadinanza. Hera infatti, a titolo di extra canone per il recupero dei rifiuti abbandonati o gettati sulla strada, riscuote una somma annua di 151 mila euro. Un altro motivo che, accanto alla necessità di preservare l”ambiente e il decoro urbano, ha spinto l”Amministrazione a ricorrere alla videosorveglianza per “incastrare” gli autori di questi gesti assai poco civili. E per chi volesse avere qualche esempio di cosa è stato abbandonato per strada in questi mesi il Comune ha messo a disposizione il link ad alcuni spezzoni di filmati nei quali si vedono mani e braccia “galeotte” che depositano accanto ai cassonetti elettrodomestici, materassi, pneumatici e in qualche caso anche l”intero carico di un furgoncino. Provare per credere. (mi.ta.)

Per saperne di più: www.youtube.com/playlist?list=PLCk5ldEA3R7U30edXmVJZctGY850tzBV9

Nelle foto tratte dai filmati: a sinistra l”abbandono di un grande elettrodomestico, a destra due persone scaricano da un furgoncino un intero carico di sacchi e scatoloni

Abbandoni di rifiuti, sono un centinaio le infrazioni rilevate dalle telecamere nei mesi di agosto e settembre
Cronaca 24 Ottobre 2019

Bufera su Bio-on, il sindaco Tinti e l'assessora regionale Costi: “Tavolo di salvaguardia per tutelare i posti di lavoro'

La vicenda di Bio-On, la società di bioplastiche di Gaiana di Castel San Pietro al centro di un”inchiesta della Procura di Bologna per false comunicazioni e manipolazione di mercato, rischia di trasformarsi in un guaio anche per gli investitori e i lavoratori. Per non parlare dello scoramento di un territorio che aveva accolto con favore l”arrivo di un”azienda che aveva investito milioni per riconvertire e riqualificare un vecchio insediamento industriale con l”obiettivo, tra l”altro, di puntare ad un settore innovativo della green economy, le bioplastiche.

Il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, nonché Consigliere metropolitano con delega allo Sviluppo economico, e Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive commentano così l”accaduto: “I riscontri dell”indagine della magistratura sulla vicenda di Bio-On, che ha portato alle misure cautelari scattate per i vertici aziendali con le accuse di falso in bilancio e manipolazione del mercato, destano preoccupazione”. La Borsa Italiana, nel frattempo, oggi ha reso noto che i titoli di Bio-on “sono sospesi a tempo indeterminato dalle negoziazioni.

L”intenzione delle istituzioni è non rimanere con le mani in mano in attesa che terminino gli accertamenti: “Il compito della politica adesso è quello di concentrare l”attenzione sulle implicazioni di questa vicenda sui lavoratori e sui risparmiatori che rischiano di entrare in una fase di incertezza. Attiveremo quanto prima in Città metropolitana, insieme alla Regione Emilia Romagna, un Tavolo di salvaguardia – concludono – per verificare la situazione, con l”obiettivo della tutela dei posti di lavoro”. (l.a.)

Nella foto le fiamme gialle ieri mattina nella sede di Bio-On (foto guardie di finanza)

Bufera su Bio-on, il sindaco Tinti e l'assessora regionale Costi: “Tavolo di salvaguardia per tutelare i posti di lavoro'
Cronaca 23 Ottobre 2019

Bio-on, falso e manipolazione del mercato, misure cautelari per i vertici, titolo sospeso in Borsa

Guai seri per Bio-On Spa, l’azienda che nel giugno del 2018 ha inaugurato il nuovo stabilimento per la produzione di granuli e polveri di bioplastica in via Legnana a Gaiana di Castel San Pietro, dove un tempo c’era la Granarolo. Questa mattina i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Bologna hanno eseguito tre misure cautelari nei confronti di Marco Astorri, socio e presidente del Cda dell”azienda, Guido Guy Cicognani, socio e vicepresidente, e Gianfranco Capodaglio, presidente del collegio sindacale.

I tre sono ritenuti responsabili dei reati di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. Astorri è finito ai domiciliari, mentre Cicognani e Capodaglio sono stati raggiunti da due misure cautelari interdittive del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche, ovvero gli è vietato svolgere l”attività di amministratore o sindaco presso qualsiasi altra società. Parallelamente, è stato disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per 151 milioni di euro, dei quali 36 milioni direttamente di proprietà degli indagati (l’importo considerato pari al profitto del reato) e 115 milioni in azioni della società sempre nella disponibilità degli indagati. Non è sotto sequestro lo stabilimento di Gaiana, oggetto comunque questa mattina di una perquisizione da parte delle fiamme gialle per raccogliere ulteriori documenti, dove l’attività lavorativa prosegue.

L’operazione denominata “Plastic Bubbles”, vede complessivamente indagate nove persone (fra amministratori, sindaci, direttore finanziario e revisore), nasce dal monitoraggio svolto dal nucleo di polizia economico finanziaria sull’andamento delle contrattazioni in Borsa relative ai principali titoli azionari di aziende operanti nell’area bolognese. Un’attività che in luglio ha consentito di rilevare una forte anomalia nell’andamento del titolo di Bio-On a seguito della pubblicazione di un report da parte del fondo di investimento statunitense Quintessential, che ne metteva in discussione la veridicità dei dati contabili e la solidità finanziaria.

Le indagini, condotte dai pm Francesco Caleca e Michele Martorelli, hanno “evidenziato numerose irregolarità in ordine alla formazione dei bilanci e all’informazione societaria riportata al Mercato, con particolare riferimento ai ricavi ed al livello di produzione dichiarati” dicono le fiamme gialle. In altre parole, sebbene l’azienda dichiarasse che lo stabilimento di Gaiana ha una capacità produttiva di 1.000 tonnellate all’anno, in realtà la quantità di biopolimeri prodotti è nettamente inferiore. Come evidenziato dallo stesso gip, “le false informazioni di bilancio sono risultate strettamente funzionali ad accrescere la capitalizzazione” e, conseguentemente, a rendere più appetibili sul mercato le azioni della società.

Un ruolo importante avrebbe avuto la strategia comunicativa utilizzata da Astorri, definita dal gip “roboante, ammiccante ed ottimisticamente proiettata verso obiettivi sempre più significativi che sottaceva alcuni dati di fondo”, che è riuscita a creare nel mercato ingannevoli aspettative di forte crescita influenzando l’andamento del titolo. Una condotta che, aggiungono i finanzieri, “ha consentito di raccogliere ingenti risorse finanziarie e generare indebiti vantaggi economici per i soci”. Oggi Borsa Italiana ha disposto la sospensione del titolo (quotato sul mercato Aim). (gi.gi.)

Nella foto le fiamme gialle questa mattina nella sede di Bio-On (foto guardie di finanza)

Bio-on, falso e manipolazione del mercato, misure cautelari per i vertici, titolo sospeso in Borsa
Cronaca 23 Ottobre 2019

Allarme di Confindustria Emilia-Romagna: “Recupero dei rifiuti, economia poco circolare'

La legge regionale 16 del 2015 sull’economia circolare non troverà piena attuazione se non si interverrà a sostegno della filiera dei rifiuti.

A dirlo è Confcooperative Emilia Romagna, sottolineando come la scarsa propensione del mercato industriale ad utilizzare le materie riciclate e il crollo dei prezzi dovuto al blocco delle importazioni attuato dalla Cina (con conseguente aumento dell’offerta sul mercato interno) possano essere causa di gravi ripercussioni in termini economici, ambientali e sociali.
Infatti, se non c’è chi acquista e impiega i nuovi prodotti ricavati dai rifiuti tramite il processo di end of waste (tradotto in italiano significa «cessazione della qualifica di rifiuto», si riferisce ad un processo di recupero eseguito su un rifiuto al termine del quale esso perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto) il ciclo dell’economia circolare non si chiude e ci si troverà con tonnellate di carta, cartone e plastica riciclata da smaltire.

L’appello dell’organizzazione regionale (1.600 cooperative associate, con oltre 80.000 occupati e 230.000 soci) è rivolto alle istituzioni di tutti i livelli, alle quali si chiedono interventi (compresi incentivi e agevolazioni) per aiutare le imprese a completare il ciclo dell’economia circolare, altrimenti destinato a bloccarsi, e continuare così a svolgere un servizio fondamentale a favore di tutta la collettività.
«Diversi impianti di smaltimento e riciclo presenti in regione sono a rischio saturazione – sottolinea il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza –. Continuiamo a produrre troppi rifiuti e a non sapere come riutilizzarli, perché la materia riciclata non trova un mercato di riferimento. Non si riesce a generare un’adeguata filiera industriale tale da consentire alle imprese che recuperano rifiuti di avere sostenibilità economica. Ben venga l’obiettivo del 73 per cento di raccolta differenziata della Regione entro il 2020, ma questa è una precondizione per gestire in modo virtuoso il ciclo dei rifiuti: ma se non si trovano industrie disposte ad acquistare le materie riciclate e se i prezzi non si risollevano, soprattutto adesso che la Cina non importa più come prima questi prodotti, l’economia circolare dell’Emilia Romagna è destinata a bloccarsi, con pesanti conseguenze, e gli impianti di recupero non riusciranno più ad assolvere alla loro funzione di tutela ambientale». (r.cr.)

Allarme di Confindustria Emilia-Romagna: “Recupero dei rifiuti, economia poco circolare'
Cronaca 17 Ottobre 2019

Il vicesindaco metropolitano Fausto Tinti ha firmato a Bruxelles il Patto dei Sindaci per l'energia sostenibile

Fausto Tinti, primo cittadino di Castel San Pietro nonché vicesindaco della Città metropolitana di Bologna, ha partecipato, insieme a numerosi sindaci della regione Emilia Romagna, alla cerimonia di sottoscrizione del Patto dei sindaci per l’energia e l’ambiente svoltasi lo scorso 11 ottobre nella capitale belga. Iniziativa promossa dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile. Il Patto dei sindaci è stato lanciato nel 2008 in Europa allo scopo di riunire i governi locali, impegnandoli su base volontaria ad accelerare la decarbonizzazione dei loro territori, consentendo ai loro cittadini di accedere a un’energia sicura, sostenibile e accessibile.

«Dobbiamo impegnarci per un’alleanza che lavori sodo per dare un futuro al nostro pianeta, ponendo in essere entro il 2030, e in alcuni casi anche in modo più urgente, quelle azioni che rallentino, contrastino e riducano in modo significativo la perdita di risorse ambientali. E Bologna, in questo, può avere un ruolo di guida – ha dichiarato Tinti-. Ed essere qui oggi, al comitato delle Regioni, nel cuore del Governo europeo – ha aggiunto – al fine di sottoscrivere questo Patto insieme a tanti altri sindaci emiliano romagnoli significa perseguire in modo condiviso obiettivi e azioni che la Regione Emilia Romagna guidata da Stefano Bonaccini, la Città metropolitana e tutti i Comuni bolognesi hanno messo, stanno mettendo e metteranno in campo con impegno e dedizione per contrastare i cambiamenti climatici e dare sostenibilità energetica e ambientale ai nostri territori».

Ed al riguardo, Tinti ha ricordato il G7 Ambiente ospitato proprio a Bologna l’11 e 12 giugno del 2017 e la sottoscrizione in quell’occasione da parte delle 14 Città metropolitane della Carta di Bologna per l’ambiente, primo protocollo di questo genere, a livello nazionale,in ambito ambientale. «Da quella esperienza – ha detto ancora Tinti- è poi nato il progetto Agenda urbana delle Città metropolitane per lo sviluppo sostenibile, di cui il nostro sindaco metropolitano Virginio Merola è coordinatore nazionale». (r.cr.)

Nella foto Fausto Tinti firma a Bruxelles il Patto dei Sindaci

Il vicesindaco metropolitano Fausto Tinti ha firmato a Bruxelles il Patto dei Sindaci per l'energia sostenibile
Economia 17 Ottobre 2019

Agricoltura Emilia Romagna, anche la coltivazione del grano duro penalizzata dall'andamento climatico

L’influenza del cambiamento climatico, la ricerca e l’innovazione al servizio della produzione, le strategie d’impresa, l’andamento dei mercati agricoli e la copertura dei rischi. Tutti temi di cui si è parlato il 24 settembre al convegno dedicato alla coltivazione del grano duro. Un incontro con scienziati, produttori e rappresentanti delle organizzazioni di categoria organizzato dalla Regione Emilia Romagna proprio alla vigilia della stagione di semina, come opportunità di confronto e di approfondimento tecnico-scientifico e di orientamento degli agricoltori nelle scelte.

«Ricerca e innovazione, sia in campo tecnico che nelle strategie commerciali – ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli-, sono le strade da seguire per affrontare i cambiamenti climatici e le fitopatologi e che sempre più incidono sulle produzioni agricole. Le scelte per un’agricoltura sempre più evoluta e resiliente passano dall’agricoltura di precisione, allo studio delle innovazioni varietali, oltre ad adottare avvicendamenti e tecniche colturali che favoriscano la sostenibilità e la qualità dei suoli. Va sottolineata l’importanza della programmazione produttiva e degli accordi di filiera, con l’obiettivo di massimizzare e stabilizzare le rese produttive, contenere i costi senza incidere sulla produttività e sulla qualità del prodotto e ridurre i rischi di mercato».

Bastano pochi elementi per comprendere l’importanza del comparto cerealicolo emiliano-romagnolo: la nostra regione è tra le prime in Italia per la produzione con una quantità annuale (dati Istat 2014-2018) che si attesta a 2,1 milioni di tonnellate. Di queste, 773 mila tonnellate sono di frumento tenero, 373 mila di frumento duro, 647 mila di mais. Coltivano cereali oltre 31 mila aziende, più della metà del panorama agricolo regionale, per una superficie complessiva di circa 311 mila ettari, di cui 127 mila a frumento tenero, 62 mila a frumento duro, 69 mila a mais. Ed il convegno è stata l’occasione per fare il punto sulla stagione 2019. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 10 ottobre

Agricoltura Emilia Romagna, anche la coltivazione del grano duro penalizzata dall'andamento climatico

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