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Cronaca 21 Febbraio 2019

Smog, inquinamento ancora oltre i limiti, misure emergenziali fino a lunedì 25. Il parere dell'Arpae

Questo strano clima primaverile ha un”influenza negativa sulla qualità dell”aria della pianura padana. La cappa di smog non accenna a diminuire. Dopo la verifiche di oggi dell”Arpae sui dati delle centraline di monitoraggio sulle polveri sottili, si è deciso di far proseguire le misure emergenziali previste dall”accordo regionale sulla qualità dell”aria fino a lunedì 25 compreso. Quindi blocco dei veicoli più inquinanti, dei falò all”aperto e termosifoni meno caldi sia a Bologna che nei dieci comuni dell’agglomerato (Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo, Ozzano Emilia, Pianoro, San Lazzaro e Zola Predosa), sia a Imola. 

Si tratta della terza volta che si ricorre alle misure emergenziali in questo mese di febbraio. Il sole non è garanzia di aria tersa e pulita, le Pm10 o polveri sottili incombono. “E” vero che Imola non ha avuto lo stesso numero di sforamenti delle altre sette centraline presenti sul territorio della Città metropolitana – spiega Andrea Mecati che si occupa del monitoraggio della qualità dell”aria dell”area metropolitana per l”Arpa – ma questo non la salva dall”obbligo perché questo territorio viene considerato come unico. La stessa cosa che accade in altri territori provinciali. In linea di massima la qualità dell”aria è peggiore a Bologna e nei comuni immediatamente a ridosso come San Lazzaro ma non è una regola, dato che sulla qualità e presenza di polveri sottili incidono molto anche particolari situazioni atmosferiche”. 

Così, fino a lunedì blocco dalle ore 8.30 alle 18.30 per tutti i veicoli auto e commerciali diesel euro 4, oltre ai diesel euro 0-1-2-3 e ai benzina euro 0 e 1, già interessati dalle limitazioni previste dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche. Poi, c”è il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione emissiva minore di 3 stelle o 4 stelle, l’abbassamento del riscaldamento fino a un max di 19° nelle case e 17° in attività produttive e artigianali (sono esclusi da tale obbligo gli ospedali, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive nonché le abitazioni alluvionate di Castel Maggiore), poi c”è il divieto di combustione all’aperto cioè di falò, il divieto di sosta con il motore acceso e di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili. 

Sono esclusi tutti i veicoli elettrici, ibridi, a metano e GPL, o con almeno 3 persone a bordo (car pooling) e i veicoli in deroga. Sono inoltre state individuate deroghe specifiche per alcune tipologie di veicoli e di utenti.

Smog, inquinamento ancora oltre i limiti, misure emergenziali fino a lunedì 25. Il parere dell'Arpae
Cronaca 18 Febbraio 2019

Allerta Smog: Pm10 oltre i limiti, misure emergenziali fino a giovedì anche a Imola e Ozzano

Il bel tempo e l”assenza di vento bloccano sulla pianura padana una cappa di smog e polveri sottili che hanno provocato l”ennesimo superamento dei valori delle polveri Pm10 per tre giorni consecutivi. Ergo, come previsto dagli accordi regionali, da domani martedì 19 febbraio a giovedì 21 compreso, per Bologna, Imola e i dieci comuni dell’agglomerato (Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo, Ozzano Emilia, Pianoro, San Lazzaro e Zola Predosa), entrano in vigore le misure emergenziali per abbassare i livelli di inquinamento.   

Dalle ore 8.30 alle 18.30 blocco della circolazione per tutti i veicoli auto e commerciali diesel euro 4, oltre ai diesel euro 0-1-2-3 e ai benzina euro 0 e 1, già interessati dalle limitazioni previste dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche.

Poi, c”è il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione emissiva minore di 3 stelle o 4 stelle, l’abbassamento del riscaldamento fino a un max di 19° nelle case e 17° in attività produttive e artigianali (sono esclusi da tale obbligo gli ospedali, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive), il divieto di combustione all’aperto cioè di falò, il divieto di sosta con il motore acceso e di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili. 

Sono esclusi dalle limitazioni tutti i veicoli elettrici, ibridi, a metano e GPL, o con almeno 3 persone a bordo (car pooling) e i veicoli in deroga. Sono inoltre state individuate deroghe specifiche per alcune tipologie di veicoli e di utenti.

Si tratta del secondo sforamento in un mese con relativo avvio delle procedure di emergenza a seguito dei controlli dell”Arpae. Giovedì, come di prassi, sempre Arpae eseguirà una nuova verifica con emissione di bollettino.

Allerta Smog: Pm10 oltre i limiti, misure emergenziali fino a giovedì anche a Imola e Ozzano
Cronaca 13 Febbraio 2019

Guerra aperta ai piccioni: dopo le multe a chi li sfama, ora il Comune pensa a contrastarli con i falchi pellegrini

Pare proprio che i piccioni siano il nemico numero uno per l”Amministrazione comunale imolese. Dopo il giro di vite deciso nei giorni scorsi con l”ordinanza che vieta di dar da mangiare ai volatili e impone multe da 25 a 500 euro (vedi link), ora l”assessore all”Ambiente, Andrea Longhi, sta pensando all”ipotesi di ricorrere al falco pellegrino per dare la caccia ai piccioni e ridurre così la loro presenza.

La soluzione, che pare aver avuto successo in alcuni comuni dove è stata sperimentata, è stata valutata dall”assessore insieme al dottor Ivano Avoni, veterinario delegato imolese della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) e consiste nel favorire l”insediamento del rapace nel territorio. Il falco pellegrino è infatti un naturale e implacabile nemico dei piccioni: secondo le stime, una coppia di falchi pellegrini può catturarne fino a 600 in un anno.

Favorirne l”insediamento comporta un impegno a creare le condizioni ideali perchè si riproduca nel territorio, mediante la realizzazione di nidi artificiali, realizzati secondo i criteri utilizzati dal falco in natura per costruire il proprio nido, nei punti più alti del centro città. Per individuare i punti più adatti, lunedì prossimo l’assessore Longhi e il dottor Avoni faranno un sopralluogo in alcuni dei posti più elevati al fine di verificare la loro idoneità ad ospitare i nidi per accogliere il falco pellegrino, per poi procedere con le installazioni e attendere che i rapaci facciano la loro parte. (r.cro.)

Guerra aperta ai piccioni: dopo le multe a chi li sfama, ora il Comune pensa a contrastarli con i falchi pellegrini
Cronaca 11 Febbraio 2019

Smog, Pm10 oltre i limiti per tre giorni, dal 12 al 14 febbraio misure emergenziali anche a Imola e Ozzano

Scattano ancora una volta, da domani martedì 12 febbraio a mercoledì 14, le misure emergenziali antismog previste dagli accordi regionali a fronte del superamento continuativo per tre giorni dei limiti delle polveri Pm10 nell”aria. Nonostante i limiti alla circolazione in vigore dal lunedì al venerdì e le domeniche ecologiche (compresa quella di ieri), i controlli dell”Arpae hanno infatti accertato gli sforamenti anche nel territorio bolognese, che dunque osserverà per tre giorni limitazioni più strette, al fine di abbassare i livelli di inquinamento presenti.

Come sempre le misure riguarderanno nel nostro territorio Imola e Ozzano Emilia, più tutti i centri dell”agglomerato urbano bolognese che sono, oltre a Ozzano, Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa. In sostanza per tutti e tre i giorni, nella fascia oraria 8.30-18.30, il blocco della circolazione è esteso a tutti i veicoli (auto e commerciali) diesel euro 4, oltre ai diesel euro 0-1-2-3 e ai benzina euro 0 e 1, già interessati dalle limitazioni previste dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche. 

Le misure emergenziali dettano poi le seguenti ulteriori limitazioni: il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione emissiva minore di 3 stelle o 4 stelle; l’abbassamento del riscaldamento fino a un max di 19° nelle case e 17° in attività produttive e artigianali (sono esclusi da tale obbligo gli ospedali, case di cura, scuole e luoghi che ospitano attività sportive); il divieto di combustione all’aperto; il divieto di sosta con motori accesi; il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili. Come sempre esclusi dai divieti tutti i veicoli elettrici, ibridi, a metano e gpl, o con almeno tre persone a bordo (car pooling) e i veicoli in deroga. Deroghe specifiche sono inoltre valide per alcune tipologie di veicoli e di utenti.

Per informazioni: www.cittametropolitana.bo.it/pianoaria e www.arpae.it.

Smog, Pm10 oltre i limiti per tre giorni, dal 12 al 14 febbraio misure emergenziali anche a Imola e Ozzano
Cronaca 8 Febbraio 2019

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»

Non si placano le proteste riguardanti i lavori di pulizia dell’alveo del fiume Santerno, cominciati a inizio gennaio a pochi metri dal ponte Alidosi e di cui ci siamo occupati sul sabato sera del 17 gennaio scorso. L’intervento, autorizzato da Arpae, riguarda quasi 50 ettari di terreno, per una lunghezza di 18,5 chilometri, da Castel del Rio a Codrignano. Oltre alle lettere arrivate anche alla nostra redazione (pubblicate su «sabato sera» del 7 febbraio), nei giorni scorsi le segnalazioni inviate da Giacomo Bugané di Geolab, onlus da che da vent’anni svolge attività di educazione ambientale sul Santerno, così come da numerosi privati cittadini, hanno indotto la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio a intervenire sulla vicenda, sollecitando gli enti presenti alla conferenza di servizi che ha dato il via libera ai lavori di verificare, per quanto di competenza, «l’ottemperanza alle indicazioni contenute nel verbale conclusivo della conferenza medesima». Questo quanto si legge nella lettera di risposta indirizzata il 28 gennaio scorso a Bugané, al Comune di Castel del Rio e per conoscenza ad Arpae.

Gli enti preposti ai controlli, per la verità, si erano già attivati nelle scorse settimane, dopo l’allarme lanciato dalle Guardie ambientali metropolitane, Claudio Nicolini e Luisa Cottifogli, che hanno filmato la ditta incaricata mentre procedeva all’estirpazione di un pioppo con le intere radici e all’abbattimento a tappeto della vegetazione presente nell’alveo del fiume. L’ultimo aggiornamento che ci giunge da Arpae è che «i lavori di taglio da parte della ditta stanno proseguendo – spiega la dirigente Patrizia Vitali, che ha firmato l’atto di concessione -. Contestualmente proseguono gli accertamenti, che si concluderanno solo a fine lavori. Il 22 gennaio scorso è stato effettuato un sopralluogo guidato da Arpae e dall’Autorità idraulica, con la partecipazione dei carabinieri forestali, polizia provinciale, guardie ecologiche e naturalmente della direzione lavori, in cui è stata accertata la regolarità dei lavori, sono state date indicazioni alla ditta per migliorare le modalità di intervento (tipologia di piante da tagliare e/o da preservare, modalità di ripristino dei luoghi dopo l’intervento, ecc…) e sono state condivise con gli organi di controllo i principi e le caratteristiche generali del progetto».

In prospettiva, i lavori interesseranno anche un tratto di 7 chilometri e mezzo all’interno del Parco regionale della Vena del Gesso romagnola e del sito Natura 2000, da Borgo Tossignano a Codrignano, area sottoposta a tutela. Anche in questo caso è stato rilasciato regolare nulla osta, con prescrizioni inerenti la salvaguardia delle specie protette. Qui, dettaglia la concessione rilasciata da Arpae, è consentito un taglio del 30% degli esemplari pericolanti o a rischio caduta o specie esotiche, il rispetto delle specie autoctone e il taglio a raso di tutta la vegetazione arborea compresa nell’alveo di magra del Santerno. In prima battuta Arpae aveva addirittura proposto «un taglio percentualmente più importante, tale da garantire maggiore sicurezza idraulica ai territori rivieraschi fortemente esposti al rischio di esondazione e indicati nella pianificazione di bacino come aree a rischio elevato». Anche in questo caso, abbiamo cercato di capire se e come si concilia l’esigenza di salvaguardare un territorio protetto alla necessità di messa in sicurezza dal rischio inondazioni. «Interventi di questo tipo – ci spiega Gabriele Cassani, dell’Ente di gestione parchi e biodiversità – sono regolamentati da norme specifiche. Le norme di salvaguardia del Parco regionale della Vena del Gesso sono dettate da specifica legge regionale. Il tratto in questione coincide anche con un Sito di importanza comunitaria (Sic), sottoposto anche a tutele che discendono da direttive dell’Unione europea». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»
Cronaca 4 Febbraio 2019

Diecimila euro in più alla coop che gestisce il gattile per potenziare tutela e controllo della popolazione felina

Diecimila euro in più per la Gatto Nero. E’ la cifra che l’Amministrazione imolese ha destinato alla cooperativa che gestisce il gattile all’interno di un progetto sperimentale, della durata di un anno, che ha come obiettivo potenziare la tutela e il controllo della popolazione felina nell’imolese e non solo. Fra le novità vi è il soccorso, in tutto il circondario (a parte Medicina) ai gatti che hanno subito danni da incidenti stradali al di fuori degli orari in cui è attivo il servizio di assistenza zooiatrica, che fa capo all’Ausl.

L’accordo prevede che, nel caso il gattile soccorra un felino di proprietà di qualcuno, toccherà poi a quest’ultimo andarlo a recuperare entro 24 ore e occuparsi delle eventuali cure; in caso contrario, ad esempio per un gatto che vive libero sul territorio, sarà direttamente il gattile ad occuparsene, a proprie spese e con i propri veterinari convenzionati. Tutti i felini soccorsi dovranno essere registrati mediante microchip, una pratica non ancora molto diffusa (mentre per i cani è obbligatoria).

Secondo l’assessore Andrea Longhi, che ha la delega all’Ambiente, «i gatti imolesi con chip sono meno del dieci per cento». Le operatrici del gattile consigliano caldamente di mettere il chip al micio di casa, fondamentale per «rintracciare il proprietario in caso di gatto smarrito», come sottolinea Cristina Ferri della Gatto Nero. Visto il carattere sperimentale del progetto, tutti gli interventi e le relative spese sostenute dalla Gatto Nero dovranno essere comunicati e rendicontati. La durata è collegata alla convenzione con la quale la cooperativa gestisce il gattile imolese, la cui scadenza è il 31 dicembre. Entro tale data la Giunta della sindaca Manuela Sangiorgi dovrà individuare il prossimo gestore, prevedibilmente a seguito di un bando da pubblicare nei prossimi mesi.

A confermarlo è lo stesso assessore Longhi: «Stiamo lavorando anche ad un nuovo regolamento, che introdurrà tariffe per prestazioni oggi non ben dettagliate che il gattile comunale elargisce comunque a proprie spese – dice -. Ad esempio per la gestione di un animale affidato dal tribunale, situazione già accaduta in passato». Verosimilmente nel nuovo bando saranno considerate anche le attività inserite nel citato progetto sperimentale. «L’abbiamo stilato proprio per andare incontro alle esigenze del gattile – conferma Longhi -. Il gestore si è sempre occupato di recuperare i gatti incidentati a seguito di segnalazioni dei cittadini, un servizio che veniva svolto per gli animali e per il territorio, ma fino ad ora non veniva esplicitamente rimborsato. L’interesse dell’Amministrazione – aggiunge Longhi – è orientato all’accoglienza e al benessere degli animali».

Oltre al soccorso dei felini incidentati, il progetto sperimentale prevede anche l’avvio di una campagna straordinaria per il controllo delle nascite dei gatti che vivono in libertà sul territorio (per legge, diversamente dai cani, si può fare). (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

Nella foto Cristina Ferri della cooperativa «Gatto Nero»

Diecimila euro in più alla coop che gestisce il gattile per potenziare tutela e controllo della popolazione felina
Cronaca 1 Febbraio 2019

A Medicina in arrivo altre 11 colonnine per la ricarica dei mezzi elettrici tra il capoluogo e le frazioni

Medicina sta diventando il comune del circondario dove è maggiore l’attenzione per la mobilità elettrica e capillare la rete delle colonnine per poter ricaricare i mezzi. Nelle prossime settimane, in base al piano approvato dalla Giunta Rambaldi, saranno installate altre 11 colonnine di ricarica in diversi punti del capoluogo e delle frazioni. Nel dettaglio, questi i parcheggi interessati: quello a fianco del municipio, quello del Conad, quello della frazione Crocetta, nella piazza di Villa Fontana, nel parcheggio della Casa della Salute e in quello del cimitero del capoluogo, in quello dell’ex stazione di via Fava (nuova bus station), nel centro delle frazioni di Sant’Antonio, Portonovo, Fossatone e nella zona artigianale di Fossatone.

«Tutte le colonnine saranno di tipo Quick Charge (circa 2 ore di tempo di ricarica) a parte quella presso la bus station che sarà Fast Charge, capace di caricare un’auto elettrica in 20 minuti», precisano dal Comune. «Abbiamo previsto l’installazione di diverse stazioni di ricarica nelle frazioni – spiega il vice sindaco Matteo Montanari -, negli spazi di servizio pubblico e nelle aree artigianali. Creare un’ampia rete di ricarica è utile alla diffusione della mobilità elettrica, che sta prendendo sempre più piede, e su questo il Comune di Medicina vuole continuare ad impegnarsi» assicura Montanari.

Non a caso il Comune procederà anche all’acquisto di un’auto elettrica di servizio (il budget massimo disponibile è di 30 mila euro). L’anno scorso, infatti, è stata noleggiata una prima Citroen C-Zero elettrica in sostituzione di un vecchio veicolo; per 48 mesi al costo di 17.980 euro; prevalentemente utilizzata dal personale dell’Urp, ma a disposizione di tutti gli uffici. Cinque delle nuove colonnine e l’auto elettrica saranno finanziati con fondi erogati dalla Regione Emilia Romagna attraverso il bonus idrocarburi (il costo è di 8 mila euro ciascuna più Iva per un fondo complessivo disponibile di 53 mila euro); le altre, invece, sono state inserite nella convenzione sottoscritta dal Comune con Enel X che prevede l’installazione e la gestione per otto anni senza costi per l’Ente locale che concede solo il suolo pubblico e individua i punti dove installarle. In tutti i casi si dovrà pagare per poter fare «rifornimento».

Non sono a fruizione gratuita come le due colonnine di ricarica già presenti, quella in piazza Garibaldi e quella presso il Centro commerciale Medicì, installate col contributo dei commercianti e del Medicì, gestite dalla Comunità Solare, dove l’energia elettrica distribuita è a carico del Comune. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

A Medicina in arrivo altre 11 colonnine per la ricarica dei mezzi elettrici tra il capoluogo e le frazioni
Cronaca 30 Gennaio 2019

Potenziata a Imola la raccolta degli oli alimentari, che saranno impiegati per la produzione di biocarburante

Sono saliti a 26 i contenitori per la raccolta di oli alimentari nel comune di Imola. Di recente Hera, in accordo con l”Amministrazione comunale, ne ha infatti posizionati altri sei, che si aggiungono ai sei collocati la scorsa estate e ai 14 presenti da più tempo. I sei contenitori nuovi si possono trovare in via Banfi 18,  via Rio Palazzi 8, via Boccaccio 23, via De Gasperi 71, via Punta 86/P (Ponticelli) e via Balducci 1 a Sesto Imolese. Complessivamente in tutto il Circondario imolese sono disponibili 48 contenitori.

I dati dicono che a Imola la raccolta degli oli alimentari è in crescita costante: nei primi otto mesi del 2018, infatti, tra contenitori stradali e stazione ecologica sono stati raccolti 24.858 chilogrammi di materiale, contro i 21.537 dello stesso periodo 2017, con un incremento del 15%. In tutto il territorio servito dalla multiutility però questa raccolta è in crescita: merito degli oltre 500 appositi contenitori messi a disposizione da Hera nelle stazioni ecologiche e alle colonnine stradali presenti in diversi comuni per raccogliere gli oli alimentari, quelli adoperati in cucina, gli oli da frittura o utilizzati per conservare gli alimenti nei vasetti. Vale la pena ricordare che ogni persona ne produce circa cinque chilogrammi all”anno.

Come effettuare correttamente la raccolta? Con i nuovi contenitori stradali, che hanno una una capacità di 240 litri, è facile, perché consentono di raccogliere agevolmente l’olio da recuperare aprendo uno sportellino. Tuttavia, occorre tenere presente che l’olio non va versato direttamente, ma deve essere conferito in normali bottiglie o flaconi in plastica, chiusi con il tappo. Per chi lo preferisce, l”olio alimentare esausto può essere sempre conferito anche presso le stazioni ecologiche di Hera sul territorio.

Smaltire correttamente gli oli vegetali da cucina è importante, perché si tratta di un rifiuto con potere altamente inquinante, in particolare se buttato negli scarichi domestici e nella rete fognaria. Ma oggi è possibile trasformarlo in biocarburante. A tal fine, Hera ha siglato una partnership con Eni finalizzata proprio a trasformare l’olio vegetale esausto in biocarburante, da utilizzarsi per alimentare una parte dei mezzi aziendali della raccolta rifiuti urbani. L’accordo prevede che gli oli vegetali esausti di uso domestico, come quelli di frittura, recuperati da Hera attraverso i contenitori stradali e le stazioni ecologiche, saranno inviati alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in bioraffineria, che lo trasformerà in green diesel, prodotto completamente rinnovabile che costituisce il 15% dell’Enidiesel+. (r.cro)

Potenziata a Imola la raccolta degli oli alimentari, che saranno impiegati per la produzione di biocarburante
Economia 29 Gennaio 2019

I consigli dell'Enea in tema di efficienza energetica: che temperatura tenere in casa e al lavoro, le regole sui controlli

Qual è la temperatura ideale da tenere in casa? Come e quando vanno eseguiti i controlli di efficienza energetica? Queste e altre risposte si trovano nella guida realizzata dall’Enea, per conto del ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con Adiconsum, Assoclima, Assotermica, Cofartigianato, Federconsumatori, Unione consumatori e il Salvagente, disponibile online sul sito www.agenziaefficienzaenergetica.it, nella sezione «Per il cittadino» e nella sottosezione «Impianti termici». Qui di seguito forniamo un estratto.

I valori massimi di temperatura ambiente. 
Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione invernale, la media delle temperature nei singoli ambienti riscaldati non deve superare i 18 gradi centigradi, più 2 gradi di tolleranza, per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili; 20 gradi, più 2 gradi di tolleranza per tutti gli altri edifici. Durante il funzionamento dell’impianto di climatizzazione estiva, la media delle temperature nei singoli ambienti raffrescati non deve essere minore di 26 gradi, meno 2 gradi di tolleranza per tutti gli edifici. Regolare la temperatura ambiente è molto importante. Per ogni grado centigrado in più, i consumi aumentano dal 5 al 10%. In inverno suggeriamo di non superare i 18-19 gradi di giorno e i 16 gradi di notte. E in estate di non andare oltre i 5 gradi di differenza tra la temperatura esterna e quella interna. In alcuni casi è sufficiente attivare la sola funzione «deumidificazione».

Il controllo degli impianti termici.
Tutti gli impianti termici devono essere sottoposti a controlli periodici che hanno una duplice finalità: garantire una maggiore sicurezza e mantenere efficiente l’impianto per avere una bolletta meno cara. Le operazioni di controllo, a cura del responsabile dell’impianto, devono essere eseguite da imprese abilitate. Soltanto alcune semplici manutenzioni, quali la pulizia dei filtri aria dei sistemi split, possono essere eseguiti dal responsabile stesso o da un suo incaricato. La manutenzione è l’insieme delle operazioni utili a preservare nel tempo le prestazioni degli apparecchi e/o dei componenti ai fini della sicurezza, della funzionalità e del contenimento dei consumi di energia. Le tempistiche per la manutenzione di ciascun apparecchio/componente sono riportate dai fabbricanti di apparecchi e componenti dell’impianto termico nei libretti d’uso e manutenzione.

Il controllo dell’efficienza energetica d’impianto (prova fumi).
Il controllo di efficienza energetica dell’impianto, compresa la redazione del rapporto di controllo, è obbligatorio per legge e deve essere eseguito in occasione delle operazioni di manutenzione. Sono soggetti a controllo efficienza energetica gli impianti per la climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale superiore a 10 kW; gli impianti per la climatizzazione estiva e pompe di calore di potenza termica utile nominale superiore a 12 kW. Il controllo dell’efficienza energetica deve essere effettuato all’atto della prima messa in servizio dell’impianto, a cura della ditta installatrice; nel caso di sostituzione degli apparecchi del sottosistema di generazione, come ad esempio il generatore di calore; nel caso di interventi che non rientrino tra quelli periodici, ma tali da poter modificare l’efficienza energetica.

Le sanzioni.
Riguardano il responsabile dell’impianto, cioè il proprietario o il conduttore dell’unità immobiliare, l’amministratore del condominio, o l’eventuale terzo che se ne è assunta la responsabilità, qualora non provveda alle operazioni di controllo e manutenzione degli impianti di climatizzazione è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3 mila euro. L’operatore incaricato del controllo e manutenzione, che non provvede a redigere e sottoscrivere il rapporto di controllo tecnico di cui all’articolo, è punito con la sanzione amministrativa non inferiore a 1.000 euro e non superiore a 6 mila euro. 

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 gennaio

Nella foto l”immagine di copertina della guida sulla climatizzazione degli ambienti

I consigli dell'Enea in tema di efficienza energetica: che temperatura tenere in casa e al lavoro, le regole sui controlli
Cronaca 28 Gennaio 2019

Da oggi parte l'operazione di abbattimento di alcuni alberi all'Osservanza, il parco resterà comunque aperto

Partirà oggi 28 gennaio, nel parco dell”Osservanza, l”operazione di abbattimento di alcuni alberi che, secondo la comunicazione della stessa società Osservanza Srl, «presentano condizioni di criticità tali da non consentirne la conservazione».

Tale operazione durerà circa 10 giorni e arriva a quasi tre anni dalla conclusione dell”intervento generale di restauro del parco, che ha portato all”apertura al pubblico all”inizio di giugno 2016. La decisione di abbattere le piante è il frutto del costante monitoraggio al quale è sottoposto il patrimonio arboreo, portato avanti con analisi sia visive che strumentali. Proprio queste analisi avrebbero evidenziato su diversi esemplari, stando alla comunicazione, «uno stato di degrado tale da non garantirne la stabilità e di conseguenza la sicurezza per i fruitori del parco».

Essendo comunque l”intero complesso dell”Osservanza sottoposto a vincolo storico e quindi a tutela, l”intervento è stato autorizzato dalla Soprintendenza con il provvedimento n. 23416 del 24 ottobre 2018.

La società, guidata dall”amministratore unico Maurizio Canè, assicura tuttavia che al termine della fase di abbattimento sono previsti alcuni reimpianti di nuove alberature. Durante le operazioni di questi giorni, il parco resterà aperto, ma saranno delimitate le zone oggetto di intervento e agli ingressi principali saranno affissi cartelli informativi.  (r.cro.)

Nella foto uno scorcio del parco dell”Osservanza

Da oggi parte l'operazione di abbattimento di alcuni alberi all'Osservanza, il parco resterà comunque aperto

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