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Cronaca 16 Aprile 2019

Elezioni comunali, a Medicina sono quattro i candidati che puntano alla carica di sindaco

Quattro candidati pronti a darsi battaglia per la poltrona di primo cittadino nella città del Barbarossa. Matteo Montanari, attuale vicesindaco nella Giunta Rambaldi, è stato il primo a rompere gli indugi per il centrosinistra, poi si è aggiunto Cristian Cavina portacolori del M5S, che siede in Consiglio comunale come capogruppo. A fine marzo si è aggiunto Enrico Raspadori per la lista Sinistra Medicinese, infine Salvatore Cuscini, per il centrodestra, targato (ad oggi) solo Lega e Fratelli d’Italia. Questo il panorama di una campagna elettorale sottotono, ma con improvvisi colpi di scena (vedi il vicino comune termale).

Medicina si presenterà al voto per la seconda volta con il sistema riservato alle città con più di 15 mila abitanti che prevede il ballottaggio se uno dei candidati sindaco non supera il 50 per cento dei voti al primo turno. Montanari, 36 anni, ha lavorato per «cucire» e costruire una coalizione la più ampia possibile, senza rinnegare la tessera del Pd che ha in tasca ma senza simboli di partito. «Quando ho accettato la proposta di candidarmi ho posto una sola condizione, quella di allargare la base che doveva appoggiarmi. Aprire a tutte le persone competenti disposte a partecipare a un progetto che mettesse al centro la nostra città, andando oltre le logiche di partito». Alla fine ha costruito una coalizione con tre liste civiche: Matteo Montanari sindaco, Centrosinistra e sinistra uniti, Medicina democratica e solidale; alla cena di autofinanziamento e presentazione il 31 marzo scorso c’erano oltre 350 persone.

Nel segno della continuità politica anche la candidatura di Cristian Cavina, attivista grillino della prima ora («ero al Vday a Bologna»), ha deciso di impegnarsi sul locale cinque anni fa quando l’allora candidata sindaco Kim Bishop e Medicinalternativa si trasformano in un vero gruppo 5 Stelle. Eletto consigliere, sostituisce la Bishop quando quest’ultima lascia per motivi personali. Cavina, 35 anni, ha un negozio di prodotti in canapa e per il benessere della persona in centro storico a Medicina, diplomato in elettronica e comunicazioni, è operatore iscritto all’albo Asi Fitness & wellness. «Siamo riusciti a raggiungere risultati impensabili per una forza di minoranza. Abbiamo fatto approvare la mozione che impegna il Comune ad acquistare solo auto elettriche» rivendica. «Questo fa capire il nostro iter rispetto ad altre forze, come la Lega, che cavalcano solo un’onda nazionale».

E” Gianni Tonelli, deputato della Lega nonché candidato sindaco a Castel Guelfo per il Carroccio («Sono sempre qua, basta girare»), a presentare l’imprenditore edile in pensione Salvatore Cuscini come portacolori su Medicina. Cuscini, 65 anni, conferma: «Tutto quello che ho realizzato nella vita me lo sono guadagnato e ora mi sento in dovere di dare il mio contributo nel pubblico, ci sono cose da cambiare». Dietro a Cuscini non è certo che ci sarà il centrodestra compatto, come nei tre Comuni della vallata o a Mordano e Castello. «Ad oggi è sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia» taglia corto Tonelli.

Per finire, si reitera per l’ennesima volta la storica separazione tra il centrosinistra e quello che in passato era il mondo legato a Rifondazione comunista e dintorni. La lista quest’anno si chiama Sinistra Medicinese, il candidato sindaco è per la seconda volta Enrico Raspadori, 37 anni, insegnante di informatica e matematica in un istituto superiore professionale di Bologna, da sempre impegnato in progetti culturali su cinema, musica, teatro e letteratura con le associazioni medicinesi. «L’idea è partita da me e Jessy Simonini – racconta -, un percorso in cui includere una larga parte della fetta di popolazione che ha fame e sete di sinistra».  (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Nella foto i quattro candidati di Medicina: Cristian Cavina, Salvatore Cuscini, Matteo Montanari ed Enrico Raspadori

Elezioni comunali, a Medicina sono quattro i candidati che puntano alla carica di sindaco
Cronaca 22 Marzo 2019

Elezioni comunali, a Casalfiumanese il centrosinistra punta sulla venticinquenne Beatrice Poli

A Casalfiumanese il centrosinistra si presenta con il volto di Beatrice Poli, 25 anni, candidata sindaco per le prossime amministrative del 26 maggio. Nonostante la giovane età vanta una certa esperienza come amministratrice, dato che siede nell’attuale Giunta guidata da Gisella Rivola e con deleghe importanti (Sanità e Sociale, Cultura, Scuola, Frazioni e Pari opportunità). Nel contempo frequenta Scienze della formazione all’università di Bologna ed è insegnante supplente di scuola materna a Imola. Da qualche anno è tra coloro che hanno dato vita al gruppo giovani della Pro loco del paese.

Il nome della sua lista è “Insieme per Casalfiumanese”, nota di continuità rispetto alle precedenti elezioni.
«Sono iscritta al Pd ma l’intenzione è andare oltre, senza nasconderci, con una lista aperta al confronto, al dialogo con tutta la comunità, cercando di coinvolgerne la parte più giovane, che di solito rimane un po’ più marginale». La sindaca Rivola poteva candidarsi per il secondo mandato, invece è emerso il suo nome. «Ci siamo confrontati come iscritti Pd e c’è stata condivisione sul mio nome, tra cittadini di Casalfiumanese, nessuna “imposizione” da fuori o da Imola. Non si tratta di uno scontro con le persone ma di portare il mio contributo, quello che ho imparato in questi cinque anni».

Cosa porterà di questi cinque anni nel suo programma e quali cose nuove?
«Per il momento stiamo costruendo la lista, per il programma vorrei ascoltare prima di tutto chi si propone. E’ naturale, comunque, che quanto fatto lo porti con me su temi che abbiamo abbozzato ma che non riusciremo probabilmente a finire, come piazza Cavalli o il parcheggio di Casale basso. Come assessore ho lavorato tanto con i gruppi e le associazioni, il Teatro è diventata una realtà importantissima che abbiamo esteso alle frazioni».

Tramontata l’idea di una fusione nei comuni lungo il Santerno?
«Giusto o sbagliato che fosse quel film è finito e occorre cominciarne un altro. Bisogna dialogare in vallata, Casalfiuma-nese è incastrato fra tanti e non si può permettere di rimanere un’isola. Il tema o la sfida che sento più mia è quella dei giova-ni, integrare il loro entusiasmo con la competenza di chi ha più anni di esperienza, perché una comunità va avanti se c’è sinergia tra queste due compo-nenti. Occorre uno scambio di generazioni: tutti dicono largo ai giovani, poi quando è il mo-mento diventa difficile “lasciare lo scettro” e nello stesso tempo occorre accompagnare i giovani nel percorso, non lasciarli soli». (l.a.) 

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 marzo

Nella foto la candidata sindaco di Insieme per Casalfiumanese, Beatrice Poli

Elezioni comunali, a Casalfiumanese il centrosinistra punta sulla venticinquenne Beatrice Poli
Cronaca 14 Marzo 2019

Elezioni comunali, Insieme per Dozza sfida l'Amministrazione uscente con il sostegno del Pd e di Articolo 1 Mdp

Si è svolta sabato 9 marzo, nella sala dedicata a Germano Martelli nel centro polivalente della frazione di Toscanella, al numero civico 3 di piazza Libertà, la presentazione della lista civica Insieme per Dozza, che correrà alle elezioni comunali del 26 maggio. La galassia della lista non è però ancora perfettamente definita. C’è il simbolo, giallo e blu con la torre che per metà rappresenta il borgo dipinto e per metà la frazione tagliata dalla via Emilia, i due poli del comune. Ci sono Leonardo Vanni, presidente della Dozzese calcio, Ivana Muller, insegnante nella scuola media, e Tiziano Sassatelli, segretario della Pro Loco, che ci hanno «messo la faccia». «Mai fatto politica o avuto tessere. Siamo una lista civica» dice Vanni.

I temi principali su cui lavorare sono associazionismo, sicurezza e servizi, a partire dalle scuole. «Quello che l’attuale Amministrazione ha promesso e non ha fatto». Come esempio è stata portata la Bocciofila di Toscanella, oggi la struttura è chiusa dopo le difficoltà dell’asd che la gestiva. «Dozza e Toscanella non hanno un punto di aggregazione. Perché una famiglia dovrebbe scegliere di abitare qua?». Manca solo il nome del candidato sindaco. Particolare di non poco conto ad un paio di mesi dalle elezioni. «Abbiamo una persona ma non era questa la sede per presentarla» dice Vanni. «C’è tempo – aggiunge Sassatelli -. Oggi era un punto di partenza per gettare le basi». «Non siamo né di sinistra né di destra né di centro – rilancia Vanni -. Non vogliamo bandiere politiche». Poi precisa: «Certo non possiamo togliere alle persone la propria storia…». Presenti compresi.

Dal pubblico, Ennio Scheda, il segretario Pd di Dozza, ha preso la parola per affermare: «A Dozza abbiamo bisogno di una ripartenza, per un progetto nuovo con persone nuove il Partito democratico ci può stare». A seguire Antonio Borghi, già sindaco e oggi nel coordinamento metropolitano di Articolo 1 MdP, ha puntualizzato «hanno condiviso il nostro documento politico, quindi li appoggeremo, senza ruoli di rappresentatività». Presente anche la compagna di partito Claudia Ceroni, sfidante battuta cinque anni fa proprio da Albertazzi. In sintesi, una cert’aria di centrosinistra. Silente e defilato Stefano Buscaroli, consigliere comunale imolese del M5S, venuto forse ad annusare, per l’appunto, che aria tirava. (l.a.)

Nella foto Ivana Muller, Tiziano Sassatelli e Leonardo Vanni

Elezioni comunali, Insieme per Dozza sfida l'Amministrazione uscente con il sostegno del Pd e di Articolo 1 Mdp
Cronaca 14 Marzo 2019

Elezioni comunali, a Dozza il sindaco Luca Albertazzi punta al bis ed elenca le cose fatte

Si preannuncia frizzante a Dozza la campagna elettorale per le prossime amministrative del 26 maggio. In casa di “Progetto Dozza”, che si è presentata sabato 9 marzo nella sua nuova sede di piazza Libertà 17 a Toscanella, il sindaco Luca Albertazzi punta al bis e gioca sulla continuità come elemento di forza per la rielezione. Accanto a lui Stefano Spiga, presidente di Progetto Dozza. «La nostra squadra avrà qualche innesto nuovo, ma siamo in corsa per completare il lavoro svolto, non possiamo ricominciare da zero – motiva -, sia per i consiglieri che per gli assessori». Perché «non ci si improvvisa politici, noi siamo partiti con i banchetti per raccogliere le firme per la ciclabile, ora quella ciclabile è pronta e aspettiamo che Castel San Pietro faccia la sua».

Albertazzi, una decina di anni fa sedeva nella maggioranza del sindaco Borghi, ne uscì sbattendo la porta proprio sul progetto della ciclabile, dando vita a Progetto Dozza, con la quale cinque anni fa strappò la poltrona di primo cittadino, per la prima volta, al centrosinistra. Albertazzi rivendica il lavoro concreto svolto, puntigliosamente raccolto in un opuscolo di otto pagine. A disinnescare ogni accusa con i risultati «evidenti e incontestabili» perché «questa comunità è rinata». «A giugno la palestra di Toscanella sarà rasa al suolo e ricostruita, abbiamo diminuito la Tari già nel 2015 e abbiamo introdotto per primi la tariffa puntuale».

Stoccate per chi «cinque anni fa diceva “non dureranno”» mentre oggi invece «vediamo improvvisazione e manovre dall’alto di persone che hanno perso la poltrona». Certo non manca qualche problema, «la zona industriale va rivi-talizzata – ammette – ma questo sarà possibile con il nuovo casello dell’A14. Idem per la fermata del treno, per la prima volta scritta con costi e impegni su un documento, il Pums (il Piano della mobilità metropolitana), non favole». Un tema che rilancia la capacità di tessere rapporti con gli altri enti, dal Circondario alla Città metropolitana: «Dozza ha recuperato un ruolo da protagonista, apprezzato anche da amministrazioni di “colori” diversi, perché siamo concreti e parliamo con tutti».L’invito esplicito è «ai partiti che non hanno rappresentanze locali, senza guardare a loghi o simboli, per proposte per i prossimi cinque anni». Invito raccolto da Nicolas Vacchi, vicecommissario provinciale di Forza Italia con delega al circondario imolese, seduto tra il pubblico. «Il progetto civico di Albertazzi avrà il nostro appoggio esterno» ha commentato. (l.a.)

Nella foto Luca Albertazzi e Stefano Spiga

Elezioni comunali, a Dozza il sindaco Luca Albertazzi punta al bis ed elenca le cose fatte
Imola 2 Luglio 2018

La Giunta Sangiorgi si presenta: confermati Cavina, Roi, Frati e Resta. Dhimgjini al Welfare,Minorchio per l'Urbanistica e Lelli allo Sport

Una Giunta a sette come quella precedente di Manca per la sindaca Manuela Sangiorgi. Confermati i quattro nomi già anticipati durante la campagna elettorale, cioè Ezio Roi, Patrik Cavina, Claudia Resta e Claudio Frati. A questi si aggiungono quello di Ina Dhimgjini già assessora nella Giunta 5 Stelle di Nogarin a Livorno lasciata ad aprile, poi Massimiliano Minorchio, ingegnere edile medicinese trapiantato a Imola, e Maurizio Lelli. 

“Sono persone molto competenti e motivate che si sono messe a disposizione della città” ha dichiarato Sangiorgi in mattinata durante la presentazione ufficiale. La sindaca ha tenuto per sé due deleghe corpose come Ambiente e Cultura, più la Comunicazione. Probabilmente non a caso dato che la prima riguarda uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale: chiusura della discarica e raccolta porta a porta dei rifiuti.

Per il vicesindaco Cavina, operaio della Coop. Ceramica d”Imola e già consigliere comunale M5S durante l”ultima legislatura, ci sono le deleghe ai Rapporti con gli Enti partecipati e il Consiglio comunale, Sviluppo economico e Lavoro, Attività produttive insieme ad Agricoltura, Artigianato, Commercio.

Ezio Roi, originario di Portonovo di Medicina, nella sua vita professionale come magistrato è stato anche pretore a Imola dall”89 al ”96, come già annunciato durante la campagna elettorale, seguirà Legalità, Sicurezza, Immigazione, nonché Centro storico e Frazioni. 

Massimiliano Minorchio si occuperà dello Sviluppo sostenibile del territorio, tradotto Pianificazione territoriale, Urbanistica, Edilizia, Lavori pubblici, Smart City e Innovazione tecnologica, Osservanza, Mobilità sostenibile e Toponomastica. 

Claudio Frati, già candidato sindaco del M5S nel 2013 e poi consigliere comunale, si occuperà di Bilancio e Risorse umane, quindi Programmazione economica, Tributi, Patrimonio, Affari generali, Controllo di gestione, Personale, Affari istituzionali, Servizi demografici.

Maurizio Lelli seguirà Politiche sportive e Autodromo, Grandi eventi, Turismo, ma anche Viabilità, Polizia municipale, Protezione civile e Parco Acque minerali, senza dimenticare le Strutture sportive. Ma per quest”ultima è previsto “l”apporto del consigliere delegato Fabrizio Favilli in collaborazione con Mattia Grandi (portavoce della sindaca, al momento in attesa dell”espletamento della procedura di selezione pubblica, ndr), in collaborazione amichevole cioè senza compensi aggiuntivi” ha spiegato Lelli.

Passando alle due assessore presenti (per un soffio rispettata la legge sulle quote di genere nelle Giunte), Claudia Resta, insegnante di scuola elementare e come Cavina, Sangiorgi e Frati viene da cinque anni come consigliera del M5S nel consiglio comunale imolese, seguirà le deleghe a Formazione e Istruzione, nel dettaglio Scuola, Infanzia, Diritto allo studio, Università, Edilizia scolastica, Formazione e pure Politiche Giovanili. 

Infine, Ina Dhimgjini che seguirà il Welfare, declinato in Politiche sanitarie e sociali, Progetti sociali e Disabilità, Politiche abitative, Pari Opportunità, Partecipazione, Famiglia e Volontariato. 

Sangiorgi ha già fissato anche le date dei Consigli comunali il 12, 24 e 31 luglio. “Alla presidenza vogliamo eleggere un consigliere di maggioranza, il vice alle minoranze” dice. Le scadenze premono a partire dal Dup, il Documento di programmazione economica che contiene le scelte strategiche programmatiche e le indicazioni ai servizi da rivedere ogni anno, poi c”è il Poc da approvare .

Foto di gruppo della Giunta, da sinistra Frati, Resta, Cavina, Sangiorgi, Dhiminjini, Minorchio e Lelli. Manca Roi assente giustificato alla conferenza stampa  

La Giunta Sangiorgi si presenta: confermati Cavina, Roi, Frati e Resta. Dhimgjini al Welfare,Minorchio per l'Urbanistica e Lelli allo Sport
Imola 27 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, per la Giunta Sangiorgi sicuri Roi, Cavina, Frati e Resta. Le altre ipotesi

Sin dall”inizio della campagna elettorale Manuela Sangiorgi ha affermato che la Giunta non sarebbe stata un problema e che i nomi c”erano già. Una dichiarazione a garanzia di chiarezza e trasparenza per l”elettorato, come nella miglior tradizione del Movimento 5 Stelle, facilitata dal fatto che avere una sola lista di candidati consiglieri comunali aiuta nella ricerca dei potenziali assessori (solitamente nelle liste da sottoporre al voto degli elettori vengono messe le forze migliori da cui “pescare” e premiare in caso di vittoria).

Comunque sia, ieri, in sede di proclamazione ufficiale, la neo-sindaca Sangiorgi ha ribadito l”intenzione di confermare i quattro nomi già usciti a suo tempo: Ezio Roi, per il quale sono pronte le deleghe a Sicurezza, Legalità e Frazioni, poi c”è Patrik Cavina, che sarà il vicesindaco e si occuperà di Partecipate e probabilmente Agricoltura, Claudio Frati invece avrà la delega al Bilancio e infine Claudia Resta, che seguirà la Scuola.

Mancano ancora tre assessori e molte deleghe da assegnare, se non ci sono cambiamenti nelle logiche abituali. Una certezza è che avremo l’assessore ad Autodromo e Sport ma sul nome bocche cucite (era filtrato in un primo tempo quello di Fabrizio Favilli). Alcuni temi sono “di peso” anche per il programma come l”Urbanistica per il quale le idee sono chiare ma il nome ad oggi è off limits: “Abbiamo in mente un ingegnere edile imolese molto competente legato al Movimento”.

Poi ci sono Servizi sociali, Sanità e Residenza pubblica: “Li pensiamo tutti insieme assegnati ad una donna, un avvocato non di Imola che conosce molto bene la città e la materia”. I ben informati dicono che si tratta di un ex assessore della Giunta pentastellata livornese e che potrebbe essere aiutata da una consigliera delegata esperta di sanità. Vedremo.

Così come vedremo come saranno distribuite Cultura, Attività produttive, Commercio. Forse la Cultura la terrà Sangiorgi collegandola con Turismo e Centro storico. Poi ci sono Giovani e Ambiente per i quali nei corridoi si parla di consiglieri delegati o soluzioni esterne alla lista ma di area 5 Stelle. Come sempre, indovinare chi gestirà cosa sarà lo sport dei giorni in attesa della prima seduta del Consiglio comunale (entro il 15 luglio).

Nella foto Claudio Frati, Ezio Roi, Manuela Sangiorgi, Patrik Cavina e Claudia Resta

Imola

#ElezioniImola2018, per la Giunta Sangiorgi sicuri Roi, Cavina, Frati e Resta. Le altre ipotesi
Imola 27 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, tutti i nomi degli eletti in Consiglio comunale, 15 seggi al M5S e 6 al Pd

Ieri pomeriggio, dopo aver proclamato formalmente Manuela Sangiorgi eletta alla carica di sindaco del Comune di Imola, l”Ufficio centrale ha proceduto anche a proclamare gli eletti alla carica di consigliere comunale.

Questi i nomi: per la maggioranza (che beneficia in base alla legge elettorale del premio pari al 60% dei seggi disponibili) ci sono 15 consiglieri su 24 in totale (oltre al sindaco). In questo caso, dato che c”è una sola lista collegata alla sindaca Sangiorgi, ovvero il Movimento 5 Stelle, sono assegnati a questa tutti e 15 i seggi. Quindi in base a preferenze e voti al primo turno entrano: Patrik Cavina, Stefania Chiappe, Simone Righini, Stefano Buscaroli, Ezio Roi, Massimo Vasselli, Lorenza D”Amato, Valerio Giovetti, Fabrizio Favilli, Ermete Guerrini, Andrea Cerulli, Umberto Mingotti, Elena Piancastelli, Annalisa Roda, Fabiano Cavina.

Per le minoranze rimangono 9 seggi o consiglieri in totale. Alle liste collegate a Carmen Cappello, candidata alla carica di sindaco ammessa al turno di ballottaggio e risultata non eletta, sono assegnati i seggi alla candidata stessa più 5 seggi per la lista del Partito democratico. Anche in questo caso contano voti e preferenze del primo turno, quindi entrano Fabrizio Castellari, Marco Panieri, Roberto Visani, Giacomo Gambi e Daniela Spadoni.

Fatti due conti rimangono 3 seggi per le liste o per i gruppi di liste non collegate con nessuno dei candidati alla carica di sindaco ammessi al turno di ballottaggio e sono assegnati a Giuseppe Palazzolo, candidato alla carica di sindaco per il centrodestra e 2 seggi per la Lega che vanno a Simone Carapia e Daniele Marchetti.

Non prendono seggi, le liste Imola futuro, Imola Più, Sinistra per Imola e Partecipazione e Innovazione collegate a Cappello, nonché le liste Forza Italia, Fratelli d”Italia e Focus collegate a Palazzolo. 

Da notare che, qualora qualche consigliere della maggioranza dovesse entrare in Giunta è probabile che dia le dimissioni lasciando il posto a chi lo segue in lista.(r.c.)

Nella foto la sala del Consiglio comunale di Imola

#ElezioniImola2018, tutti i nomi degli eletti in Consiglio comunale, 15 seggi al M5S e 6 al Pd
Imola 27 Giugno 2018

Il senatore Manca (Pd): «Perdere fa male e sento la responsabilità della sconfitta»

Il 4 gennaio di quest’anno si era dimesso anticipatamente da sindaco di Imola dopo due mandati, quasi dieci anni, per poter partecipare alle elezioni politiche poi tenutesi il 4 marzo. Oggi Daniele Manca è senatore della Repubblica. Dopo la bruciante sconfitta alle ultime elezioni amministrative a Imola, ma non solo a Imola, ha affidato la propria amarezza ad un lungo post pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook. «Perdere fa male – esordisce -, incrina convinzioni e certezze genera sofferenze individuali e collettive. Ovviamente sento su di me la responsabilità della sconfitta, è naturale, è giusto».

D’altronde lui aveva sostenuto con forza la candidatura civica dell’avvocato Carmela Carmen Cappello. «Carmen ha mostrato solidità e competenza; le va riconosciuta la disponibilità e la determinazione nel mettersi in gioco per la sua città. Ma non è bastato in un tripolarismo che al secondo turno diventa un’alleanza tra gli sconfitti del primo turno (centrodestra e 5Stelle) che si salda con facilità nelle urne».Poi un abbozzo di analisi e di autocritica. «Queste elezioni si sono collocate in un contesto difficile, molto difficile per il Pd e per il centrosinistra. Ad Imola siamo il governo nella continuità; a Roma usciamo in maniera traumatica da 7 anni di governo prima con Monti, poi con Letta, Renzi, Gentiloni. Certamente nel governare la nostra città abbiamo commesso errori, abbiamo faticato nel comprendere una delle più imponenti trasformazioni in atto nell’economia e nella società; trasformazioni che hanno demolito la dimensione comunitaria ed esaltato protezioni individuali, dove sparisce il destino di tutti ed avanzano risposte che incrinano la credibilità e la solidità del nostro sistema pubblico. Anche se in questi 10 anni abbiamo rafforzato la qualità dei servizi, la percezione è stata un’altra – continua l’ex sindaco -. E la percezione dei cittadini diventa più importante dei numeri e delle statistiche. Attenzione però, non pensiamo di aver amministrato male la città. Basta girarla e confrontarla per capire che le radici sono solide».

Una sconfitta bruciante per il Partito democratico e non facilmente archiviabile. «Nel Pd si aprirà subito la riflessione per favorire un ricambio. Ovviamente serve un congresso ed una permanente relazione tra tutte le forze che rappresentano il 42% degli elettori. Io stesso temevo uno sfaldamento dopo il 4 marzo ed invece il Pd anche alle elezioni amministrative si conferma, pur nella grave sconfitta, la prima forza politica della città. Ci sono fortunatamente nel Pd e fuori dal Pd tutte le energie umane e valoriali per ripartire. Le elezioni si possono perdere – conclude Manca – ma non vogliamo disperdere le nostre radici e soprattutto i nostri valori». (f.a.)

Nella foto Daniele Manca (al centro) durante la serata dello scorso 7 giugno con Paolo Gentiloni (a sinistra) per sostenere la candidata sindaco Carmen Cappello (a destra)

Il senatore Manca (Pd): «Perdere fa male e sento la responsabilità della sconfitta»
Imola 26 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, la proclamazione ufficiale della nuova sindaca Manuela Sangiorgi e il saluto della commissaria Cogode

Questa mattina Manuela Sangiorgi è stata proclamata ufficialmente sindaca di Imola dal presidente dell’Ufficio centrale, il magistrato Roberta Cinosuro. Nel corso della cerimonia di rito, svoltasi nella Sala del Gonfalone, in municipio, c’è stata anche la consegna della fascia tricolore e la stretta di mano della commissaria straordinaria Adriana Cogode. Uno scambio di consegne proseguito subito dopo con un colloquio. 

“Indossare la fascia tricolore da prima cittadina della città di Imola è un momento di grande emozione e responsabilità. Da qui comincia questo splendido impegno che abbiamo preso con tutti i cittadini per ridare lustro alla nostra eccellenza. Un percorso quotidiano sicuramente impegnativo ma che rappresenterà da oggi il nostro fermo ed unico obiettivo” ha commentato Sangiorgi. 

Nel primo pomeriggio anche la prima riunione di lavoro con i dirigenti comunali. In effetti, una delle priorità di sindaca e Giunta sarà proprio la necessità di trovare sostituti per alcuni ruoli chiave: mancano all’appello il dirigente per l’Area cultura e scuola (Anna Giordano si è trasferita ad altro incarico a Bologna), così come per la Pianificazione, ovvero l’urbanistica (Michele Zanelli è da poco in pensione), e per i Servizi economico finanziari, ovvero il bilancio (anche Bruna Gualandi è di fatto in pensione). La commissaria Cogode si è premurata di avviare le procedure ma occorrerà fare rapidamente le selezioni. (r.c.)

Nella foto la commissaria straordinaria Adriana Cogode saluta la sindaca Manuela Sangiorgi

#ElezioniImola2018, la proclamazione ufficiale della nuova sindaca Manuela Sangiorgi e il saluto della commissaria Cogode
Imola 25 Giugno 2018

#ElezioniImola2018, la neo-sindaca Sangiorgi: “Sarò la sindaca di tutti'. La grande sconfitta Cappello: “Si sono saldati gli elettorati'

Una lunga notte di festeggiamenti e felicità per Manuela Sangiorgi e per tutti i 5 Stelle imolesi. Una lunga notte di amarezza per la sfidante battuta Carmela “Carmen” Cappello e per tutto il centrosinistra, che perde una delle cosiddette “roccaforti rosse”.

“C”era nell”aria questa voglia di cambiamento si percepiva nei bar e per la strada – ha dichiarato a caldo Sangiorgi -. Dopo questo ballottaggio storico sarò la sindaca di tutti, mi sto rimboccando le maniche sin da oggi per rivedere la giunta affinché ci siano delle professionalità e delle persone che abbiano testa e cuore per i loro cittadini. Non vedo l”ora di lavorare e dimostrare che i soldi pubblici possono aumentare la qualità della vita di tutti”.

“Credo sia un po” un trend nazionale – ha commentato Cappello – dopo il 4 marzo sapevamo che era rischioso andare al ballottaggio, infatti si sono saldati gli elettorati (quello dei 5 Stelle e quello della destra). Noi avevamo un progetto concreto di ricostruzione del centrosinistra che, nonostante questo risultato, credo non debba fermarsi ma anzi debba proseguire e vada esteso. Per il momento buon lavoro e complimenti alla mia avversaria”.

Ciò che è certa è la disaffezione degli elettori. Anche a Imola è andato a votare un elettore su due o poco più, l”affluenza infatti si è fermata al 53%. Qualche punto in più rispetto alla media nazionale del 46% ma un risultato davvero basso rispetto al quasi 60% di appena cinque anni fa (da ricordare però che si votò in due giorni e non ci fu ballottaggio). (l.a.)

Nella foto grande Manuela Sangiorgi (con la maglia rosa) questa notte in municipio festeggia la vittoria con i candidati della lista 5 Stelle e i sostenitori; nell”altra foto Carmen Cappello intervistata dopo l”annuncio dei risultati

#ElezioniImola2018, la neo-sindaca Sangiorgi: “Sarò la sindaca di tutti'. La grande sconfitta Cappello: “Si sono saldati gli elettorati'

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