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Cronaca 16 Marzo 2019

Peste americana in un alveare di api a Imola, ordinanza per l’abbattimento

Il servizio veterinario dell’Azienda usl di Imola ha segnalato la presenza di un focolaio di peste americana in un apiario in via Montecatone. La patologia è stata confermata dalle analisi dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna – sezione di Bologna. Il Comune, quindi, ovvero la sindaca Manuela Sangiorgi, come prevedono le norme, ha disposto un’ordinanza urgente che intima l’abbattimento delle api.

Si tratta solo di una delle disposizioni di polizia veterinaria previste con lo scopo di impedire il diffondersi della malattia. Il proprietario degli alveari, infatti, oltre ad eliminare la famiglia infetta, dovrà anche distruggere tutto il materiale contaminato (api, favi, miele e arnie). Inoltre, non potrà rimuovere, vendere o occultare neppure cera, arnie, attrezzi e materiale dell’apiario infetto, né rinnovare o immettere nuove famiglie nell’apiario prima che i relativi impianti siano stati disinfettati. Il tutto seguendo le modalità previste dalle norme e sotto la vigilanza del servizio veterinario dell’Ausl ed della polizia metropolitana (ex polizia provinciale), ognuno per le proprie competenze.

Infine, è vietata l’introduzione di api nel raggio di almeno 3 chilometri dall’alveare infetto, a meno che non siano scortate da un attestato sanitario, rilasciato dal veterinario competente per territorio, comprovante che le api stesse provengono da apiari sottoposti con esito favorevole ad un controllo diagnostico nei confronti della peste americana delle api.

Foto d”archivio

Peste americana in un alveare di api a Imola, ordinanza per l’abbattimento
Cronaca 13 Marzo 2019

Firmato l'accordo per un anno, venti posti nell'oasi felina di Medicina riservati ai gatti di Castel Guelfo

Venti posti dell’oasi felina comunale di Medicina sono destinati ai gatti provenienti dal territorio di Castel Guelfo. A fronte di un costo forfettario di 2.800 euro all’anno, infatti, l’Amministrazione comunale guelfese ha firmato, lo scorso giovedì 28 febbraio una convenzione con la struttura medicinese per poter contare su venti posti, equivalente al dieci per cento della capienza massima (di 200 posti) del gattile. Poi, in caso di necessità, l’Amministrazione guelfese dovrà pagare 2 euro al giorno per ogni gatto in più.

«Con questa nuova convenzione il comune di Castel Guelfo si dota di un servizio che prima non prevedeva – commenta l’assessore al Sociale Anna Venturini -. E si tratta di un passo avanti per il benessere generale dei gatti del territorio. All’interno dell’accordo, infatti, rientrano anche la tutela e il controllo delle colonie feline e dei gatti che vivono liberi – precisa Venturini -, oltre all’accoglienza e alle cure necessarie ai gatti abbandonati o soggetti a rinuncia di proprietà. Prima di questa convenzione, doverosa, è capitato che chi trovava un gatto abbandonato, in assenza di un’alternativa, lo portasse in municipio…» ricorda.

La convenzione fra i due Comuni avrà la durata di un solo anno, il 2019, per via della scadenza, il prossimo 31 dicembre, della convenzione per la gestione dell’oasi felina medicinese. La struttura, che si trova in via Caduti di Cefalo nia 266, è di proprietà comunale ed è gestita dal 2011 dall’associazione Felix.Ora sono loro da contattare nel caso venga trovato un gatto abbandonato a Castel Guelfo. L’associazione risponde ai numeri 051/851678 (fra le 12 e le 13 e dopo le 19) oppure 333/4725817 (Imelde Garelli) o 328/8724142 (Cinzia Mezzaroba). Da ricordare che, nel caso si tratti di gatti che hanno subito danni da incidenti stradali, invece, il soccorso (escluso il territorio di Medicina) è affidato al Servizio di assistenza zooiatrica che fa capo all’Ausl e risponde al numero 0542/27058 dal lunedì al sabato, dalle ore 20 alle 8 del giorno successivo; la domenica e i festivi ad orario continuato. Negli altri orari è possibile chiamare il gattile comunale di Imola (gestito dalla cooperativa Gatto Nero) al numero 320/4457878. (mi.mo.)

Firmato l'accordo per un anno, venti posti nell'oasi felina di Medicina riservati ai gatti di Castel Guelfo
Cronaca 4 Febbraio 2019

Diecimila euro in più alla coop che gestisce il gattile per potenziare tutela e controllo della popolazione felina

Diecimila euro in più per la Gatto Nero. E’ la cifra che l’Amministrazione imolese ha destinato alla cooperativa che gestisce il gattile all’interno di un progetto sperimentale, della durata di un anno, che ha come obiettivo potenziare la tutela e il controllo della popolazione felina nell’imolese e non solo. Fra le novità vi è il soccorso, in tutto il circondario (a parte Medicina) ai gatti che hanno subito danni da incidenti stradali al di fuori degli orari in cui è attivo il servizio di assistenza zooiatrica, che fa capo all’Ausl.

L’accordo prevede che, nel caso il gattile soccorra un felino di proprietà di qualcuno, toccherà poi a quest’ultimo andarlo a recuperare entro 24 ore e occuparsi delle eventuali cure; in caso contrario, ad esempio per un gatto che vive libero sul territorio, sarà direttamente il gattile ad occuparsene, a proprie spese e con i propri veterinari convenzionati. Tutti i felini soccorsi dovranno essere registrati mediante microchip, una pratica non ancora molto diffusa (mentre per i cani è obbligatoria).

Secondo l’assessore Andrea Longhi, che ha la delega all’Ambiente, «i gatti imolesi con chip sono meno del dieci per cento». Le operatrici del gattile consigliano caldamente di mettere il chip al micio di casa, fondamentale per «rintracciare il proprietario in caso di gatto smarrito», come sottolinea Cristina Ferri della Gatto Nero. Visto il carattere sperimentale del progetto, tutti gli interventi e le relative spese sostenute dalla Gatto Nero dovranno essere comunicati e rendicontati. La durata è collegata alla convenzione con la quale la cooperativa gestisce il gattile imolese, la cui scadenza è il 31 dicembre. Entro tale data la Giunta della sindaca Manuela Sangiorgi dovrà individuare il prossimo gestore, prevedibilmente a seguito di un bando da pubblicare nei prossimi mesi.

A confermarlo è lo stesso assessore Longhi: «Stiamo lavorando anche ad un nuovo regolamento, che introdurrà tariffe per prestazioni oggi non ben dettagliate che il gattile comunale elargisce comunque a proprie spese – dice -. Ad esempio per la gestione di un animale affidato dal tribunale, situazione già accaduta in passato». Verosimilmente nel nuovo bando saranno considerate anche le attività inserite nel citato progetto sperimentale. «L’abbiamo stilato proprio per andare incontro alle esigenze del gattile – conferma Longhi -. Il gestore si è sempre occupato di recuperare i gatti incidentati a seguito di segnalazioni dei cittadini, un servizio che veniva svolto per gli animali e per il territorio, ma fino ad ora non veniva esplicitamente rimborsato. L’interesse dell’Amministrazione – aggiunge Longhi – è orientato all’accoglienza e al benessere degli animali».

Oltre al soccorso dei felini incidentati, il progetto sperimentale prevede anche l’avvio di una campagna straordinaria per il controllo delle nascite dei gatti che vivono in libertà sul territorio (per legge, diversamente dai cani, si può fare). (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 gennaio

Nella foto Cristina Ferri della cooperativa «Gatto Nero»

Diecimila euro in più alla coop che gestisce il gattile per potenziare tutela e controllo della popolazione felina
Cronaca 30 Novembre 2018

Maltrattamento degli animali e violenza interpersonale, un convegno a Dozza l'1 e 2 dicembre

Il corpo delle Guardie ambientali della Città metropolitana di Bologna organizza, in collaborazione con Link-Italia, col patrocinio del Comune di Dozza e la partecipazione della Fondazione Dozza città d’arte, il convegno Link – Collegamento tra maltrattamento di animali e violenza interpersonale, in programma per sabato 1 e domenica 2 dicembre.

Interverranno al convegno Francesca Sorcinelli, presidente di Link-Italia (Aps) ed educatrice professionale presso l’Asp del Comune di Modena; il Nucleo anti violenza – Nav della polizia locale di Cento, con il progetto DoMinA – Donne, Minori, Animali; Marco Strano, psicologo e criminologo, presidente del Centro studi per la Legalità, la sicurezza e la giustizia; Claudia Taccani, del Foro di Milano, responsabile dello sportello legale di Oipa Italia; Silvia Rubini, veterinario dirigente della sezione Ferrara dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, e Ruth Pozzi, ufficiale della polizia provinciale di Alessandria e vice-presidente dell’Associazione animalisti Onlus.

Il convegno tratterà il maltrattamento e l’uccisione di animali, grave reato da contrastare di per sé, quale sintomo di una situazione esistenziale patogena ed efficiente indicatore di pericolosità sociale. Il convegno è ad accesso libero, previo accreditamento (modulo scaricabile su http://cgam.it/wp-content/uploads/Scheda-iscrizione.pdf ) sino ad un numero massimo di 100 partecipanti; i lavori si svilupperanno poi dalle ore 8.30 alle 18 di entrambe le giornate di sabato e domenica, nella mattinata di sabato nella sala maggiore della Rocca e dalle 14 di sabato e per tutta domenica al Teatro Comunale di Dozza.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Maltrattamento degli animali e violenza interpersonale, un convegno a Dozza l'1 e 2 dicembre
Cronaca 23 Novembre 2018

Topi nella scuola materna Gasparetto, il Comune: “Nessun rischio per la salute'. Controlli in tutti i nidi e le materne

“Riteniamo che l”Amministrazione comunale si sia mossa tempestivamente e la decisione di non chiudere la scuola, tra l”altro non indicata dall”Ausl, è stata presa per non interrompere le attività didattiche e per non mettere in difficoltà le famiglie, dal momento che non esistevano rischi per la salute degli utenti e del personale scolastico”. Lo fa sapere con una nota l”assessore alla Scuola, Claudia Resta, a seguito della notizia riportata da “il Resto del Carlino” in mattinata sulla presenza di ratti nella scuola comunale d’infanzia Gasparetto. Notizia nata dalle lettere inviata ai genitori dallo stesso assessorato per informarli delle attività di disinfestazione in atto nell”edificio.

“Accortosi della presenza di ratti nell’edificio, il personale scolastico ha avvertito l’assessorato alla Scuola, che si è attivato per trovare una soluzione – ricostruisce il Comune -. Nello specifico, venerdì 16 novembre è stato avvistato il primo topo ed è stata subito chiamata la ditta di disinfestazione che ha posizionato venerdì sera le prime trappole. Al rientro a scuola, lunedì 19 novembre, ci si è resi conto che non c”era stata nessuna cattura, perciò le trappole sono state riposizionate lunedì sera. Nel contempo sono state adottate misure di pulizia straordinaria e disinfestazione degli ambienti con smaltimento, in tutte le sezioni, di materiale didattico che potesse attrarre i roditori (segatura, pigne, legno). Successivamente, martedì 20 novembre è stata fatta un”ispezione più radicale e sono stati posizionati dispositivi meccanici e con collante”.

I topi (o il topo) si sono rivelati più sfuggenti del previsto. Così, si è deciso di procedere in maniera drastica. “Sono state avvisate le famiglie dell”intenzione di predisporre una disinfestazione più incisiva, una sezione alla volta, organizzando i bambini negli spazi rimanenti e prevedendo un”ulteriore disinfestazione massiccia durante il fine settimana, sabato 24 e domenica 25 novembre, approfittando della chiusura della scuola”.

Della situazione è stata avvisata l’Azienda usl, che già il 22 novembre ha redatto una relazione nella quale richiedere “pulizie straordinarie – elencano sempre dal Comune -, il sigillo di alimenti (accorgimento che viene già adottato abitualmente), smaltimento di materiale attraente per i roditori, chiusura dei piccoli passaggi”.

A titolo precauzionale, sono stati avviati dei controlli “in tutti i nidi e scuole d’infanzia comunali, a cominciare dal nido Primavera, posto a fianco della scuola d’infanzia Gasparetto, sempre nel quartiere Zolino, che non hanno dato esito” sottolineano dal Comune.

“Ci auguriamo che con la disinfestazione più massiccia di questo fine settimana riusciremo a risolvere definitivamente la situazione; perché la salute dei bambini, oltre che del personale scolastico, è ciò che ci preoccupa maggiormente” conclude l’assessore Resta. (r.c.)

Nella foto la scuola dell”infanzia Gasparetto

Topi nella scuola materna Gasparetto, il Comune: “Nessun rischio per la salute'. Controlli in tutti i nidi e le materne
Cronaca 14 Novembre 2018

Un cavallo da solo in giro per la città, serata a sorpresa per i residenti di via Foscolo a Castel San Pietro

Ore 19.20 di ieri. Suona il citofono. “Scusi può scendere? Nel suo giardino c”è un cavallo”. Incredulo uno dei residenti del civico 18 di via Foscolo si precipita giù dalle scale del condominio e si trova davvero davanti un bel cavallo bianco che, pacifico, brucava il prato del giardino condominiale. Poco più in là i carabinieri, chiamati da alcuni passanti che, poco prima, avevano visto il purosangue caracollare per viale Aldo Moro e, utilizzando le proprie auto, lo avevano indirizzato all”interno del giardino per evitare che continuasse a trottare per strada mettendo in pericolo se stesso e i passanti. “In pochi minuti il passaparola si è sparso e in tanti, grandi e piccoli, si sono radunati – racconta una dei residenti – per assistere alla curiosa scena serale e rifocillare il cavallo, Sunrise si è scoperto essere il suo nome, con carote in gran quantità. Dopo diverse telefonate, una vicina ha rintracciato la proprietaria, che si è precipitata a recuperare l”animale per riportarlo nel suo recinto sulle colline castellane da dove era scappato”. (r.c.)

Foto di Laura Martelli

Un cavallo da solo in giro per la città, serata a sorpresa per i residenti di via Foscolo a Castel San Pietro
Cronaca 13 Novembre 2018

Guai per il circo, affissioni abusive e una denuncia per una lite con un anziano

Il circo Millennium continua a far parlare di sé ancor prima del suo arrivo. Dopo che Giunta e Consiglio comunale di Imola hanno approvato una deroga al Regolamento sugli animali per permettere l’esibizione delle tigri, questa volta il problema sono le affissioni abusive con un assurdo corollario di denuncia per lesioni ai danni di un anziano.

Prima di tutto, ieri dal Comune è arrivata la comunicazione che gli agenti della polizia municipale hanno constatato «una pluralità di accertamenti» di violazioni del regolamento vigente in materia di affissioni «che si tradurranno in relative sanzioni». Molti dei volantini e manifestini visibili in giro per la città per pubblicizzare gli spettacoli (previsti nel Lungofiume dal 16 al 26 novembre) sarebbero stati attaccati in maniera abusiva. Non a caso, sempre secondo il Comune, molti cittadini hanno telefonato per segnalare il problema, compresa la sezione imolese della Lega Nord. 

Proprio una di queste affissioni sarebbe al centro di un”accesa discussione tra un pensionato di 75 anni e un circense di 54 anni, finita con una denuncia per lesioni personali aggravate ai danni di quest’ultimo. La vicenda risale a sabato 11. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, il circense, impegnato nell’affissione dei manifestini pubblicitari, si sarebbe arrabbiato perché l’anziano, dopo essersi fermato ad osservare il lavoro come il più classico degli umarell, l’avrebbe poi rimproverato per aver coperto altri manifesti affissi in precedenza. Il 54enne durante ha finito per colpire il 75enne al volto. Il pensionato si è recato al pronto soccorso per farsi medicare una ferita alla guancia giudicata guaribile in 10 giorni, da qui la denuncia per il 54enne.

La direzione del circo, dal canto suo, ha tenuto a precisare che erano «all’oscuro dell’accaduto», la pubblicità e le affissioni della tappa a Imola erano «state affidate ad una persona che non è in alcun modo componente della famiglia del Millennium, che da sempre si contraddistingue per la propria gentilezza nei confronti degli abitanti della città ove il circo fa tappa. Anche noi del circo Millennium siamo venuti a conoscenza dell’accaduto dai carabinieri di Imola e abbiamo preso subito provvedimenti con questa persona in quanto ci disconosciamo da questo tipo di comportamento».(l.a.)

Nella foto: uno dei manifestini

Guai per il circo, affissioni abusive e una denuncia per una lite con un anziano
Cronaca 9 Novembre 2018

Ozzano, la crescita della Fatro dagli anni Quaranta ad oggi: 650 dipendenti nel mondo e 200 milioni di fatturato

La Fatro Spa continua a crescere. Non solo nella sua espansione territoriale, fresca dell’acquisto degli oltre 6 mila 800 metri quadrati in quel di Tolara di Sotto, ma anche come numero di dipendenti, che fanno dell’azienda una delle eccellenze industriali non solo del bolognese ma dell’intero Paese, dove il cuore degli affari sono i prodotti farmaceutici e i medicinali per animali, tra cui anche i vaccini. Non una goccia per l’uomo.

Fatro non è nuova ad acquisizioni monstre attorno alla propria sede di via Emilia. Lo scorso anno ha acquistato un tratto di via I Maggio per 930 mila euro per poter collegare comodamente e in sicurezza i vari capannoni sorti nel tempo, in particolare quelli che oggi formano il polo logistico. La Fatro è nata nel 1947, il nome è l’acronimo di Farmo-tecnica-romagnola. A Ozzano c’è dal 1963, quando Corrado Zaini, figlio del fondatore Gualtiero, spostò da Forlì la produzione e aprì lo stabilimento lungo la via Emilia.

Nel 2014, alla morte di Corrado, alla guida dell’azienda è subentrata la moglie, Silvana Dal Magro, che ha assunto la carica di presidente. Oggi nella sede ozzanese impiega 300 dipendenti in uno stabilimento che oggi copre i 100 mila metri quadrati. Nel resto del mondo ha altri sette impianti produttivi (in Spagna, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Uruguay, Argentina, India), più uno a Brescia destinato ai vaccini aviari. In tutto il globo impiega oltre 650 dipendenti, con un fatturato da 200 milioni l’anno, esporta in 92 Paesi e vanta 15 brevetti internazionali e prodotti esclusivi tra medicinali, vaccini e additivi per mangimi. Sono inclusi quelli per gli animali domestici e da compagnia non vendibili a banco, come il farmaco per prevenire la filariosi, pericolosa malattia parassitaria trasmessa dalle punture di zanzara, con conseguenze che possono essere letali. I materiali che compongo i farmaci per animali si attengono a protocolli di qualità che non hanno niente da invidiare a quelli per i farmaci umani.

Stesso discorso per la filiera delle forniture. Quando alcuni anni fa la Fatro fu accusata di utilizzare cartilagini di squalo provenienti dal mercato nero australiano, l’azienda rispose mostrando che le materie prime arrivavano da selezioni certificate e la polemica finì sul nascere.Colpisce il dato delle assunzioni. Dal 2011 i laboratori Fatro hanno aumentato il personale a tempo indeterminato di dieci – quindici unità ogni anno, quando altre realtà si trovavano nel periodo più duro della crisi economica. Il 63 per cento dei dipendenti sono donne, in gran parte si tratta di laureati e periti chimici. Per i figli dei dipendenti, l’azienda ha messo a disposizione una biblioteca e ha inserito in busta paga un bonus per l’acquisto di libri scolastici.

Stretto il rapporto con l’Università di Bologna, la cui facoltà di Medicina veterinaria, come noto, è proprio a Ozzano, in via Tolara di Sopra, a poche centinaia di metri in linea d’aria dagli uffici Fatro. A separarli c’è la via Emilia. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto un laboratorio di produzione Fatro

Ozzano, la crescita della Fatro dagli anni Quaranta ad oggi: 650 dipendenti nel mondo e 200 milioni di fatturato
Cronaca 29 Settembre 2018

Il 30 settembre domenica “verde': giardini protagonisti a palazzo Tozzoni, La Serra propone le piante da appartamento

Una domenica all”insegna del verde il 30 settembre a Imola, con due eventi che spaziano tra l”orticoltura, il giardinaggio e la floricoltura.

Il primo, per gli appassionati di orti e giardini, è promosso dall”associazione culturale “Nel giardino, nella natura” e dai Musei Civici di Imola, si svolge a palazzo Tozzoni e si intitola “Scambio verde”. In via Casola Canina 3 è invece in programma l”iniziativa La Serra Garden in festa “Nella vecchia fattoria”, organizzata dalla Floricoltura La Serra con il patrocinio del Comune di Imola, che mette al centro i temi della vita della riproduzione delle piante da appartamento, ma si propone anche di far conoscere da vicino gli animali da fattoria, facendo altresì opera di sensibilizzazione contro gli abbandoni (a sostenere la campagna saranno presenti il canile di Imola e l”Enpa).

Per quanto riguarda il primo appuntamento, palazzo Tozzoni farà da sfondo nell”intera mattinata, dalle 9.30 alle 13, alle trattative dei coltivatori che desiderano scambiare piante, semi, frutti, libri a tema di orticoltura e giardinaggio o qualsiasi altro oggetto relativo agli spazi verdi. 

I partecipanti avranno una zona nella quale presentare i prodotti e da lì partire in cerca di affari da concludere con gli altri espositori.Entrambi gli ingressi del palazzo, quello di via Garibaldi 18 e quello di viale Rivalta 93, saranno aperti per consentire l”accesso alla corte ai coltivatori e ai visitatori. Lo spazio dedicato alla presentazione dei prodotti è dalle 10 alle 11.30, poi via agli scambi.

Alle 12.30 è prevista, infine, la premiazione dell”esposizione giudicata migliore dai presenti.

Passando alla Serra Garden in via Casola Canina si proseguirà invece per tutta la giornata con tante iniziative, dedicate soprattutto ai bambini: laboratori di semina e trapianto, presentazione degli animali e possibilità di salire sui cavalli grazie agli istruttori del maneggio “La Rondinella” di Imola, giochi a quiz sempre sul tema della fattoria, laboratorio di disegno a premi, percorsi per cani e altre attrazioni per i più piccoli. Per chi desidera restare anche a pranzo sarà operativa un”area di ristoro. In caso di maltempo la giornata è rinviata alla domenica successiva. (r.c.)     

Nelle foto momenti delle edizioni precedenti: nell”immagine principale Scambio verde, nelle altre la manifestazione organizzata da La Serra

Il 30 settembre domenica “verde': giardini protagonisti a palazzo Tozzoni, La Serra propone le piante da appartamento
Cronaca 22 Settembre 2018

Al laghetto Scardovi di Castel San Pietro Terme tra grandi pesci siluro e tartarughe carnivore

Era il 1933 quando per la prima volta un giornale riferiva degli avvistamenti del cosiddetto mostro di Loch Ness, presunto animale marino dalle dimensioni colossali che vivrebbe nel lago scozzese divenuto famoso proprio per la leggenda del mostro. Anche a Castel San Pietro, un «mostro acquatico» sarebbe stato avvistato al laghetto Scardovi di viale Terme: un meno colossale e più plausibile pesce siluro, grande predatore originario dell’Europa orientale introdotto in Italia da circa mezzo secolo. Specie alloctona invasiva di cui è vietata la reimmissione in acqua al fine di salvaguardare le specie autoctone.

L’avvistamento di un grande pesce siluro nelle acque del laghetto Scardovi, denunciato da una lettera pubblicata su sabato sera ad inizio agosto, è stato confermato dal personale del nuovo Lagosteria, il locale che affaccia sul laghetto, ed anche da Aldo Brusa di Ekoclub, l’associazione che gestisce l’area naturalistica del laghetto Scardovi in convenzione con l’Amministrazione castellana.

«Sicuramente è stato portato da qualche pescatore irresponsabile – commenta Brusa, confermando la presenza dei siluri fra le specie che abitano il laghetto -. Noi volontari dell’Ekoclub cerchiamo di tenere monitorata ed in equilibrio la situazione e quando i siluri diventano troppo grandi li eliminiamo. Ma non sono l’unica specie che mette a rischio il ciclo naturale del laghetto, ci sono anche le tartarughe carnivore che troppo facilmente si regalano a Natale senza sapere che mordono, poi quando crescono le abbandonano nel laghetto e loro crescono e proliferano. Sono atti irresponsabili oltre che vietati».

Tali forzature dell’ecosistema hanno di fatto portato le anatre e le oche che vivono nell’area del laghetto a non frequentare più volentieri lo specchio d’acqua. Secondo Brusa i pesci di grande taglia «mordono loro le zampe», ma siluri di una certa taglia potrebbero anche mangiarli senza troppi complimenti. (mi.mo.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 20 settembre

Nella foto un”immagine tratta da Youtube con la sequenza di un attacco in acqua portato da un pesce siluro a un piccione intento ad abbeverarsi

Al laghetto Scardovi di Castel San Pietro Terme tra grandi pesci siluro e tartarughe carnivore

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