Posts by tag: approvvigionamento idrico

Cronaca 2 Luglio 2019

Il Cer nel prossimo triennio durante l'inverno prenderà acqua anche dal Canale dei Molini

Lavori in vista per il Cer, il Canale emiliano romagnolo che attinge acqua dal Po, sollevandola per poco meno di una ventina di metri mediante pompe alimentate ad energia elettrica, per convogliarla nelle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. In pratica, un fiume artificiale lungo 135 chilometri. Il tratto che attraversa anche il circondario imolese, tra Villa Fontana e Bubano, contribuisce a soddisfare il fabbisogno irriguo delle attività agricole, ma anche ad alimentare i bacini presenti nella frazione mordanese, riserva idrica strategica per il nostro territorio, sia per usi industriali che civili.

Nel prossimo triennio sono previsti importanti interventi di manutenzione, durante i quali il Cer sospenderà l’approvvigionamento dal Po nel periodo invernale, da novembre a febbraio compresi. In vista di ciò, proprio nei giorni scorsi, l’ente gestore del Cer ha sottoscritto un accordo di approvvigionamento dal canale dei Molini. Che non ha esattamente la stessa portata del Po. Perché questa scelta e quali ripercussioni si avranno sul nostro territorio? Abbiamo chiesto chiarimenti a Marco Menetti, direttore tecnico del Consorzio di bonifica di secondo grado che gestisce il Cer.

«Il Canale emiliano romagnolo – ci spiega – era nato come adduttore idrico per funzionare quattro mesi in estate e restare fermo per i restanti otto mesi dell’anno, durante i quali venivano svolti lavori di manutenzione. Negli ultimi trent’anni, però, la situazione si è ribaltata e il tempo per la manutenzione si è ridotto progressivamente a quattro mesi, da novembre a febbraio. Non senza problemi, perché durante la siccità dello scorso inverno, ad esempio, gli agricoltori avevano necessità di irrigare anche a febbraio. Oltre alla riduzione dei tempi manutentivi, far funzionare le nostre macchine anche in inverno, per garantire portate minimali, avrebbe costi notevoli. Nei prossimi tre anni, dal 2020 in poi, effettueremo lavori di manutenzione straordinaria alle lastre di rivestimento del canale nel suo tratto iniziale più datato, dal cosiddetto “Cavo napoleonico” che collega il Po al Reno risalente al 1810, ma la cui infrastruttura attuale è degli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, all’impianto Crevenzosa, in comune di Galliera (Bologna). Allora il calcestruzzo era gettato in opera e non prefabbricato in stabilimento. Le lastre sono essenziali per mantenere le portate d’acqua di progetto, che nell’imolese, ad esempio, nel periodo estivo sono pari a circa 35 – 40 metri cubi al secondo».

«I lavori della loro manutenzione straordinaria – prosegue Menetti – vanno effettuati nel periodo invernale, quando le necessità di acqua si riducono drasticamente, a circa 1 metro cubo al secondo. In inverno, in teoria dall”1 novembre al 28 febbraio, per le piccole esigenze irrigue marginali utilizziamo di solito l’acqua raccolta nel Cer, usato come bacino. In vista di questi lavori, però, abbiamo cercato anche una fonte alternativa al Po, cosa mai fatta in precedenza, ovvero il Santerno attraverso il canale dei Molini, ma stiamo pensando anche all’eventualità di utilizzare l’acqua del Senio. Non è detto che sia necessario e che utilizzeremo effettivamente questa acqua. Se pioverà, potrebbero bastare le normali riserve. Ma sono alternative che non ci sentiamo di non considerare». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 27 giugno

Nella foto il Canale emiliano romagnolo nell”imolese

Il Cer nel prossimo triennio durante l'inverno prenderà acqua anche dal Canale dei Molini
Cronaca 12 Febbraio 2019

Sarà finanziato da Regione e Bonifica Renana il bacino artificiale a Poggio Grande per raccogliere l'acqua depurata

I soldi ci sono e il progetto castellano di creare un bacino artificiale a Poggio Grande, accanto al depuratore comunale di via Meucci, per irrigare i campi della pianura tra Castello e Medicina sta per diventare realtà. All’interno del Piano di sviluppo regionale (Psr) è stato infatti approvato un finanziamento da 1 milione e mezzo di euro che serviranno per l’opera, che costerà complessivamente 2 milioni e 180 mila euro. L’idea, presentata dalla Giunta alla consulta di Poggio-Gaiana già lo scorso marzo, è quella – aveva spiegato l’assessore all’Agricoltura Anna Rita Muzzarelli – di «raccogliere l’acqua emessa dal depuratore civile cittadino, che oggi si perde». In questo modo si evitava la dispersione, nel periodo invernale, di risorse idriche preziose nel resto dell’anno per fare agricoltura di qualità.

Il nuovo invaso artificiale, che sorgerà su un terreno comunale di 5 ettari fino ad oggi affittato a scopo agricolo, raccoglierà le acque chiare, pulite e filtrate, in fuoriuscita dal depuratore che ad oggi finiscono nello scolo Laghetto, corso d’acqua che scorre fino a confluire nel torrente Gaiana che da Castello arriva a Medicina, alimentando le terre castellane ad est e, in seconda battuta, quelle della città del Barbarossa. Accumulando l’acqua nel nuovo invaso, la cui capacità è stimata da progetto in 100 mila metri cubi, l’irrigabilità verrebbe aumentata di almeno il 50%, a beneficio di una ventina di aziende dei due comuni comprese in un distretto irriguo di 170 ettari.

Della progettazione si è occupato il Consorzio della Bonifica Renana all’interno di 680 mila euro destinati al progetto. In questi giorni è lo stesso Consorzio che si sta occupando dei primi sopralluoghi, sondaggi e verifiche (geotecniche e chimiche, ma anche archeologiche e per scongiurare la presenza di eventuali residui bellici) propedeutiche al progetto esecutivo dell’opera, per la quale sarà poi pubblicata la relativa gara d’appalto nei prossimi mesi. «Dopo l’aggiudicazione dei lavori, la costruzione dell’invaso e delle opere di distribuzione richiederà circa un anno – fanno sapere dalla Bonifica Renana -. Il laghetto avrà argini fuori terra di quattro metri e una profondità dell’acqua di cinque. Sarà disponibile per le necessità degli agricoltori a partire dalla stagione irrigua 2021»

.Prima dell’arrivo del finanziamento regionale l’Amministrazione castellana dovrà approvare in Consiglio comunale la cessione gratuita del terreno per la realizzazione del nuovo bacino, un passaggio in calendario entro il mese di febbraio. L’impegno della Giunta Tinti in tal senso è stata di fatto la molla che ha fatto partire l’intero progetto. (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio    

Nella foto una veduta di come diventerà l”invaso secondo la Bonifica Renana

Sarà finanziato da Regione e Bonifica Renana il bacino artificiale a Poggio Grande per raccogliere l'acqua depurata

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