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Cultura e Spettacoli 10 Novembre 2018

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso

E” in programma oggi 10 novembre, dalle 16 alle 18, una conferenza nella chiesa dell”Osservanza a Imola, con l”obiettivo di presentare il libro sulla storia del complesso monumentale e fare il punto sui lavori presenti e futuri.

La prima parte, dopo i saluti delle autorità, è dedicata alla presentazione del «Libro ove saranno notate le cose degne di memoria di mano in mano dalli reverendi padri Guardiani pro tempore per notizia de’ posteri, appartenenti a questo convento di Santa Maria delle Grazie, detto volgarmente dell’Osservanza dei padri Minori Osservanti ora Riformati di San Francesco, cominciando dall’anno 1466, in cui li sudetti religiosi furono chiamati in Imola», curato da Riccardo Pedrini, archivista Provincia di Sant’Antonio Ofm e pubblicato dall”editrice Il nuovo diario messaggero. La presentazione è introdotta e moderata dal vicedirettore dell”Archivio Diocesano, Andrea Ferri.

Nella seconda parte si procederà, invece, all”illustrazione dello stato dei lavori di recupero del complesso. Attualmente è in corso un intervento sul primo chiostro e sul santuario che contiene l”immagine della Madonna delle Grazie, finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Nel chiostro si sta procedendo al ripristino dell’intonaco, alla tinteggiatura e all’installazione di una illuminazione mirata a valorizzare al meglio le lunette affrescate, mentre nel santuario sarà realizzato un nuovo impianto di riscaldamento. Nell”occasione si farà il punto anche sui finanziamenti, tra i quali figura un cospicuo contributo concesso dalla Conferenza Episcopale Italiana. 

La parte dedicata ai lavori sarà aperta dal saluto del parroco di San Cassiano all’Osservanza, canonico Emilio Moretti, che lascerà poi la parola al canonico Antonello Caggiano Facchini, direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali, a Maurizio Barelli, presidente del Comitato RestaurOsservanza e a Stefania Campomori, progettista e direttore dei lavori delle opere di restauro.

Il complesso monumentale dell'Osservanza: il 10 novembre presentazione del libro sulla storia e punto sui lavori in corso
Cronaca 8 Ottobre 2018

Convento dell'Osservanza, al via da oggi il cantiere per completare il restauro del chiostro quattrocentesco

Sono partiti oggi 8 ottobre i lavori nel primo chiostro dell”ex convento dell”Osservanza. Si tratta in realtà del completamento del restauro architettonico di una delle parti più pregiate del complesso, il primo chiostro, terminato nel 1487 come testimoniato dall”iscrizione rinvenuta sul capitello della prima colonna accanto all”ingresso. Nel giro di alcuni mesi si procederà al rifacimento dell”intonaco e alla realizzazione del nuovo impianto di illuminazione.

L”intervento, che sarà effettuato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, sarà affiancato da un secondo cantiere che riguarderà il santuario della Beata Vergine delle Grazie, nel quale sarà realizzato l”impianto di riscaldamento. Il costo di entrambi è di 70.000 euro. La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola era già intervenuta nel complesso in occasione del restauro degli affreschi delle lunette del primo chiostro, terminato nel 2010.

Questa tranche di lavori si inserisce nel programma di recupero del complesso che è partito nell”agosto 2017, quando sono state rifatte alcune coperture. Tutti gli interventi si svolgono in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e con la supervisione della Diocesi di Imola.

Oltre alla finalità di recupero di un patrimonio di pregio, il programma si propone anche di sistemare gli spazi per le varie attività che si svolgono nel complesso, dove hanno sede la parrocchia di San Cassiano, gli scout e il Circolo Silvio Pellico, quest”ultimo fondato oltre 100 anni fa. Tra gli interventi futuri il restauro del gruppo scultoreo conosciuto come «i Piagnoni» e la sala Gardi. (r.c.)

Nella foto il chiostro quattrocentesco dell”Osservanza

Convento dell'Osservanza, al via da oggi il cantiere per completare il restauro del chiostro quattrocentesco
Cultura e Spettacoli 29 Agosto 2018

A settembre torna Wiki Loves Monument, il Comune di Imola partecipa con 13 luoghi e monumenti da fotografare

Per chi ama la fotografia a qualsiasi livello torna la bella iniziativa Wiki Loves Monument, alla quale aderisce anche Imola. Si tratta del più grande concorso fotografico digitale del mondo, promosso da Wikipedia e coordinato da Wikimedia Italia, che si svolgerà dall’1 al 30 settembre ed è aperto a tutti, professionisti e amatori.  

Dai Musei Civici di Imola arriva in particolare l’invito a partecipare al concorso, immortalando 13 monumenti e luoghi della città. Questo l’elenco: Palazzo Comunale; Palazzo Tozzoni; Rocca Sforzesca; Museo di San Domenico; ex Chiesa di San Francesco – Biblioteca Comunale; Monumento ad Ayrton Senna; Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale; Monumento al II Corpo d”Armata Polacco; Parco delle Acque Minerali; Parco Tozzoni; Piazza Ulivo (Piazza della Conciliazione); Sculture di Germano Sartelli nella rotonda di viale d’Agostino; Teatro Comunale “Ebe Stignani”. 

Chi intende partecipare, può caricare le foto al link http://wikilovesmonuments.wikimedia.it. Tutte le immagini diventano patrimonio comune e universale, circolanti in rete con la licenza Creative Commons. Lo stesso sito conserverà la lista completa delle immagini in concorso, che saranno sempre consultabili. I vincitori del concorso saranno invece individuati dalla giuria di qualità di Wikipedia Italia. 

Da segnalare che dall’Emilia Romagna, nelle precedenti edizioni, sono state caricate 14.591 foto, conquistando 17 piazzamenti nazionali.

La lista completa dei monumenti da fotografare si può trovare al link https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto:Wiki_Loves_Monuments_2018/Monumenti 

Per informazioni su Imola: www.museiciviciimola.it

Nella foto la Rocca, uno dei monumenti in concorso

A settembre torna Wiki Loves Monument, il Comune di Imola partecipa con 13 luoghi e monumenti da fotografare
Cronaca 5 Aprile 2018

Lo studio di architettura imolese Arklab «veste» il polo della moda Centergross

L’idea di rivestire il Centergross di Bologna con un «abito» architettonico formato da pannelli d’acciaio traforati, che coprono ma al tempo stesso evidenziano la struttura, è piaciuta alla giuria del concorso Italian Fashion Hub, organizzato in occasione dei quarant’anni della cittadella bolognese della moda, che accoglie circa 600 aziende del settore, su una superficie di 1 milione di metri quadrati.

Così lo studio di architettura imolese Arklab si è classificato al primo posto alla competizione lanciata lo scorso ottobre da Yac, società promotrice di concorsi di idee e architettura rivolti in particolare a giovani progettisti. Il tema era la riqualificazione architettonica dello spazio più rappresentativo del Centergross, ovvero l’asse del Centro servizi e a valutare i 120 progetti inviati da 87 Paesi, è stata una giuria internazionale composta, fra gli altri, da Patrik Schumacher dello studio fondato dall’archistar Zaha Hadid.

L”architetto Enrico Gamberini, uno dei soci, aggiunge qualche dettaglio in più. «Gli assi pedonali – illustra – saranno caratterizzati da nuove pavimentazioni, tagli di verde e piccole strutture di servizio. All’incrocio tra la spina centrale e i vari assi ortogonali si creeranno così i nodi principali da cui si dirameranno i vari percorsi per la visita al Centergross, costituendo una serie di piazze dove si affacceranno le vetrine dei nuovi spazi commerciali. Una nuova struttura in acciaio avvolgerà l’edificio esistente della stecca centrale, i volumi vetrati a doppia altezza degli ampliamenti commerciali e i nuovi spazi verdi. Nella nuova testata dell’edificio, che si affaccia su villa Orsi, i volumi si articoleranno maggiormente, creando un susseguirsi di spazi aperti tra il bar e la sala polifunzionale, tra la Conference hall e la Fashion school. Le nuove piazze, collocate su vari livelli, dialogheranno con il vicino parco, creando spazi di connessione e punti di ritrovo e incontro nel cuore dell’area più pubblica del Fashion hub».

L”articolo completo su sabato sera del 5 aprile. 

lo.mi.

Nella foto: i soci dello studio Arklab

Lo studio di architettura imolese Arklab «veste» il polo della moda Centergross

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