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Cronaca 21 Marzo 2020

Nuovo protocollo antirumore per l'autodromo. Confermati i rilevamenti in via dei Colli

Via libera da parte del Commissario prefettizio Nicola Izzo al nuovo protocollo per la gestione del rumore dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari firmato dal Comune di Imola, dall’Azienda usl cittadina e dell’Arpae.

E brutta sorpresa per Formula Imola, che vede confermata la postazione di rilevazione 7 in via dei Colli, dove dovrebbe sorgere la barriera antirumore fortemente contestata -perché giudicata insufficiente- dal comitato dei residenti.
Inoltre, «nel momento in cui i lavori di realizzazione della barriera acustica dovessero interferire con la rilevazione dei dati, si valuterà una modifica della rete di monitoraggio – anticipa il protocollo –, mediante un fonometro da posizionare in aree rappresentative delle emissioni sonore caratterizzate da clima acustico analogo».
Le nuove zone «saranno individuate dal Tavolo tecnico – precisa il documento –, anche sulla base di proposte che potranno essere inviate al Tavolo stesso dai singoli componenti istituzionali».

Insomma, in una stagione già fortemente a rischio a causa dell’emergenza coronavirus (il Minardi Day è stato posticipato a data da destinarsi, e un destino identico sembra attendere la Superbike), per la società di gestione del circuito sulle rive del Santerno la strada si fa ancora più in salita. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Nuovo protocollo antirumore per l'autodromo. Confermati i rilevamenti in via dei Colli
Cronaca 1 Gennaio 2020

Lucia Ferrini è l'ultima nata del 2019 nel reparto di Ostetricia di Imola, Anna La Fauci la prima del 2020

Prevale più che mai il rosa al reparto di Ostetricia dell”ospedale di Imola. Anche l”ultima nascita del 2019 e la prima del 2020, due bimbe appunto, confermano infatti la tendenza emersa dal bilancio dei nati nell”anno appena terminato e di cui abbiamo dato notizia poche ore fa (leggi l”articolo).

L”ultima nata del 2019, venuta alla luce con parto spontaneo alle 18.59, si chiama Lucia Ferrini. La piccola, lunga 47 centimetri, pesava alla nascita 2 chili e 846 grammi ed è la prima figlia di Veronica e Massimo Ferrini, una coppia di Casola Valsenio.

Appena due minuti dopo la mezzanotte, anche in questo caso con parto spontaneo, è venuta al mondo invece Anna La Fauci, prima nata del 2020 e secondogenita di Elisa Costanzo, ostetrica nello stesso reparto in cui ha partorito e Santi La Fauci, ingegnere, abitanti a Conselice. La neonata, 48 centimetri di lunghezza e 3 chili e 60 grammi di peso, va a fare compagnia al fratellino Roberto di tre anni. (mi.ta.)

Nelle foto: a sinistra la piccola Lucia Ferrini in braccio alla mamma Veronica, a destra Anna La Fauci con la mamma Elisa e il babbo Santi

Lucia Ferrini è l'ultima nata del 2019 nel reparto di Ostetricia di Imola, Anna La Fauci la prima del 2020
Cronaca 16 Dicembre 2019

Sanità, visite ed esami, via libera alla «circolarità» metropolitana delle prenotazioni

Dall’inizio dell’anno attraverso il Cup dell’Ausl di Imola sarà possibile prenotare esami e visite negli ospedali e nelle strutture sanitarie di Bologna e viceversa. «Inizieremo per prima cosa con le prestazioni non erogate presso la nostra Azienda – anticipa il direttore generale Andrea Rossi -. La modalità sarà esattamente la stessa di cui usufruiscono i cittadini residenti a Bologna». Quindi i Cup aziendali oppure il servizio telefonico o contattando direttamente il reparto, a seconda dei casi.

Una piccola rivoluzione attesa da molti, soprattutto nelle zone di «confine» come Medicina e Osteria Grande, paesi dai quali è più comodo, alle volte, recarsi sotto le Due Torri piuttosto che spostarsi verso Imola. Ma il problema riguarda anche chi necessita di attività specialistiche particolari non disponibili presso l’Azienda usl di Imola, ed è costretto ad andare fino a Ozzano per prenotare. «Per quanto ci riguarda sono almeno due anni che chiedevamo fosse introdotta questa possibilità» rivendica Rossi. Ora i servizi imolesi saranno integrati totalmente con quelli dell’area metropolitana, Ausl di Bologna e azienda ospedaliera Sant’Orsola, Rizzoli e Bellaria.

Si comincerà per gradi. Le prestazioni coinvolte da gennaio nel primo via libera, ad oggi, sono le visite pediatriche chirurgiche e oncoematologiche, la visita per la radioterapia e quella per la chirurgia maxillo facciale, per la chirurgia plastica, la chirurgia vascolare, quella toracica, la visita ematologica, quella cardiochirurgica e della medicina nucleare. Successivamente si passerà alla diagnostica. «L’intenzione è completare nel 2020 “l’apertura” reciproca o circolarità delle prenotazioni» conclude Rossi. (l.a.)

L”articolo completo sul “sabato sera” del 12 dicembre.

Nella foto l”ingresso del Cup di Imola presso l”ospedale vecchio (foto d”archivio)

Sanità, visite ed esami, via libera alla «circolarità» metropolitana delle prenotazioni
Cronaca 9 Novembre 2019

«Atto intimidatorio contro le Rsu della Cgil Fp», la denuncia del sindacato per un manifesto oggetto di atti vandalici

Uno o più (ignoti) vandali hanno preso di mira ieri un cartellone della Cgil, affisso in una bacheca all”ospedale vecchio di Imola. Lo denuncia lo stesso sindacato, che descrive i danni compiuti contro il manifesto che contiene le foto dei componenti Cgil Fp della Rsu aziendale. «Sono state fatte incisioni con un cutter, è stata ritagliata e rimossa la foto di una delegata ed è stata bruciata la parte raffigurante un altro delegato. Un’intimidazione bella e buona che mette a serio rischio anche l’incolumità di chi frequenta le strutture dell’Azienda usl, visto che la bruciatura è stata fatta sul cartellone affisso ad una bacheca in legno in un corridoio molto utilizzato, sia dall’utenza che da chi lavora all”ospedale vecchio», fanno sapere dalla Camera del Lavoro.

«Per questo – prosegue la nota inviata dalla Cgil – abbiamo denunciato la questione al direttore generale dell’Ausl, Andrea Rossi, dal quale siamo in attesa di una risposta per decidere cosa fare. Riteniamo  infatti che l’episodio sia molto grave e non vada assolutamente sottovalutato, né per l’aspetto intimidatorio né per quanto riguarda la sicurezza di chi frequenta le strutture sanitarie. Non  abbiamo nessuna paura, sia ben chiaro, perché abbiamo il coraggio dellei dee, ma vogliamo tutelare le nostre delegate ed i nostri delegati, persone che regalano alla Cgil parte del loro tempo libero e che meritano rispetto per quello che fanno e per l’impegno che mettono perla tutela dei diritti delle colleghe e dei colleghi. Probabilmente  a qualcuno diamo fastidio, ma siamo la Cgil e abbiamo ben oltre 100 anni di storia e non è possibile farci sparire, perché siamo tutti i giorni tra le persone, nei posti di lavoro per la difesa dei diritti e per la qualità dei servizi». (r.cr.)

Nella foto il manifesto oggetto degli atti di vandalismo

«Atto intimidatorio contro le Rsu della Cgil Fp», la denuncia del sindacato per un manifesto oggetto di atti vandalici
Cronaca 8 Novembre 2019

Attenzione al monossido di carbonio, le regole per non correre il rischio di un'intossicazione che può essere letale

Due episodi di intossicazione da monossido di carbonio nell”ultimo mese e mezzo nel circondario imolese, con il secondo che ha coinvolto ben nove persone, costrette a ricorrere alle cure del pronto soccorso e che per fortuna, grazie alla tempestività della diagnosi, se la sono cavata senza gravi conseguenze. Lo fa sapere l”Azienda usl di Imola attraverso il direttore sanitario, Andrea Neri, che sottolinea la soddisfazione per il lavoro fatto dalla nostra équipe, che ha lavorato in sinergia dimostrando ottime capacità professionali. Un plauso per come hanno gestito la situazione e al grande lavoro che svolgono quotidianamente».

L”Ausl tuttavia ha ritenuto opportuno allertare i cittadini sui rischi che questo tipo di intossicazione comporta, mettendo in guardia da un nemico insidioso, che può sprigionarsi a causa del cattivo funzionamento degli impianti di riscaldamento o dall”accensione di bracieri in luoghi non sufficientemente areati e che colpisce, dunque, soprattutto nella stagione invernale. «Il monossido di carbonio (CO) – ricorda Gabriele Peroni, responsabile del Dipartimento di sanità pubblica – è un gas inodore e incolore: in genere l’intossicazione è dovuta al funzionamento non adeguato di sistemi di combustione quali caldaie, cucine, scaldabagni, caminetti o alla carenza di un sistema efficiente di evacuazione dei gas. L”accumulo di monossido di carbonio in spazi completamente o parzialmente chiusi può provocare la morte per avvelenamento di persone e animali. In condizioni ottimali il carbonio presente nel combustibile si combina con l”ossigeno dell”aria e viene trasformato nell’innocua anidride carbonica, mentre con carenza di ossigeno si forma il micidiale CO».

«Il ridotto apporto di ossigeno agli organi – prosegue Peroni – provoca uno stato di asfissia dei tessuti, che colpisce maggiormente gli organi che necessitano di più l”ossigeno: il cuore ed il cervello. L’intossicazione non dipende solo dalla concentrazione di CO nell’aria, ma anche dalla durata dell’esposizione e dal volume respirato. Chi possiede una respirazione più rapida, ad esempio i bambini, le persone impegnate in un’attività fisica e anche gli animali, raggiunge più rapidamente un tasso di carbossiemoglobina elevato, qualora il CO sia presente nell’ambiente. Per questo motivo un malessere nei bambini e nel nostro animale domestico possono costituire un campanello di allarme per un adulto che ancora non percepisce alcun sintomo».

Il vero problema, dice ancora il responsabile del Dipartimento di sanità pubblica, è legato al fatto che le persone difficilmente avvertono in tempo la presenza del monossido di carbonio. «I primi sintomi di questa intossicazione sono generici: un leggero mal di testa, un po” di affanno, sensazione di vertigini, uno stato confusionale mentale, generici disturbi della vista, nausea, vomito – aggiunge Peroni -. In seguito sopravviene la perdita di coscienza e di lì a poco la morte. In caso di sospetta intossicazione da CO il soccorso rapido è essenziale. Areare l’ambiente, allontanare subito la persona colpita, facendo attenzione al contempo a non compromettere la propria incolumità e chiamare il 118, sono le azioni da mettere in atto immediatamente». 

Per evitare il rischio, è importante soprattutto applicare alcune semplici regole di prevenzione. Occorre pertanto tenere sotto controllo l’efficienza del sistema di evacuazione dei fumi (canale da fumo, canna fumaria, comignolo), la corretta ventilazione dei locali, la cubatura ed idoneità dei locali in cui è installato il generatore di calore, lo stato di manutenzione dell’impianto e l’utilizzo di mezzi di riscaldamento non a norma. Gli impianti di riscaldamento, poi, devono essere sicuri, installati e controllati da installatori abilitati, in grado di rilasciare le certificazioni di conformità alle norme di sicurezza, evitando le soluzioni improvvisate. «In presenza di un caminetto – suggerisce l”Ausl –  è bene far controllare da un tecnico abilitato la sua efficienza e quella della canna fumaria prima dell”inizio della stagione fredda o dopo un lungo periodo di utilizzo. Fondamentale è poi assicurare sempre un”efficiente aerazione e ventilazione nei locali dove si trovano gli impianti tramite le aperture, previste dalla legge in base al tipo di apparecchio ed alla potenza termica, indispensabili per la regolare combustione e per prevenire la formazione di gas tossici.  Queste aperture, protette da una griglia, non devono essere mai ostruite e vanno pulite periodicamente perché non perdano la loro efficacia. Infine, non si devono accendere bracieri od altri fuochi in locali chiusi». (r.cr.)

Nella foto, un caminetto: tra le regole di prevenzione contro le intossicazioni da monossido di carbonio cӏ il controllo della canna fumaria

Attenzione al monossido di carbonio, le regole per non correre il rischio di un'intossicazione che può essere letale
Cronaca 7 Novembre 2019

Un ambulatorio dell'Ausl per i lavoratori esposti all'amianto, come contattarlo per un appuntamento

Da poco più di un anno all’Ausl di Imola è operativo un ambulatorio dedicato all’assistenza informativa e sanitaria per chi ha lavorato in passato a contatto con l’amianto. Si tratta di un servizio istituito sulla base di una specifica delibera della Giunta regionale e previsto per tutte le aziende sanitarie emiliano romagnole. L’assistenza offerta è gratuita, su richiesta diretta dell’interessato e rivolta a tutti i residenti in Emilia Romagna che dichiarino una pregressa attività professionale con esposizione ad amianto, sia essa avvenuta nel territorio imolese o meno. Il programma consiste in una visita specialistica, mirata a definire il livello di esposizione pregressa all’amianto e ad avviare un adeguato percorso di sorveglianza sanitaria, condiviso su base regionale,che preveda un accesso facilitato a eventuali accertamenti diagnostici e controlli periodici.

Vengono fornite inoltre informazioni sui rischi per la salute derivanti dall’esposizione all’amianto e sull’importanza di adottare stili di vita salutari per prevenire complicanze, nonché informazione sugli aspetti assicurativi e previdenziali. «Ad oggi – fanno sapere dall’Ausl di Imola – si sono rivolti all’ambulatorio un totale di 6 persone e non sono emerse patologie amianto-correlate». L’amianto può determinare insorgenza di patologie, neoplastiche e non, tutte caratterizzate da lunghi periodi di latenza (fra l’esposizione lavorativa e il loro sviluppo possono trascorrere molti anni). «Fra le malattie non neoplastiche – precisano dall’Ausl – ricordiamo l’asbestosi, le placche pleuriche o gli ispessimenti pleurici diffusi, mentre fra quelle neoplastiche il mesotelioma (tumore raro in termini di incidenza, ma dalla elevata correlazione con l’esposizione ad asbesto) e altri fra cui il tumore del polmone, della laringe e dell’ovaio.

Proprio perla lunga latenza che caratterizzale patologie amianto-correlate è importante che i lavoratori che hanno svolto in passato attività a contatto con amianto ricevano informazioni e assistenza sulla opportunità di sottoporsi a controlli sanitari anche dopo la cessazione della esposizione professionale». Per richiedere un appuntamento è necessario chiamare il front office del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola al numero 0542/604950, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle 12.30 e il martedì pomeriggio, dalle ore 14.30 alle 17. (r.cr.)

Un ambulatorio dell'Ausl per i lavoratori esposti all'amianto, come contattarlo per un appuntamento
Cronaca 4 Novembre 2019

Rodolfo Ferrari è il nuovo primario del Pronto soccorso e della Medicina d'urgenza dell'Ausl di Imola

Rodolfo Ferrari, 48 anni, è il nuovo primario della Unità operativa di Pronto soccorso e Medicina d’urgenza dell’Ausl di Imola. Si è conclusa così la procedura interna attivata il 29 marzo scorso per individuare il dirigente medico a cui attribuire l’incarico. Il direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi, ha  firmato la delibera di nomina, che sancisce l’avvio dell’incarico a partire dal oggi.

“Sono molto onorato e felice dell’incarico che mi viene affidato – ha dichiarato Ferrari – . Sono perfettamente consapevole dell’eredità di cui mi faccio carico e che intendo portare avanti nel segno della continuità. Metterò a disposizione tutte le mie conoscenze  maturate in questi anni per dirigere il Servizio nel migliore dei modi”. “Ringraziamo il dottor Ferrari per avere accettato questo incarico, sposando appieno gli obiettivi della nostra Ausl – aggiunge Rossi – Siamo certi che saprà portare avanti eccellentemente il difficile compito assegnatogli. Le sue competenze e la sua consolidata esperienza nel campo dell’emergenza – urgenza, nonostante la giovane età, rappresentano per noi un vero e proprio arricchimento, in un settore particolarmente strategico per l’intera organizzazione. A lui gli auguri di buon lavoro di tutta l’azienda”.

Ferrari, reggiano di nascita bolognese di adozione e nonno imolese, si è laureato nel 1998 in Medicina e chirurgia col massimo dei voti all”Università di Bologna, ha vinto una borsa di studio alla Scuola di specializzazione in Medicina interna sempre all’Alma Mater e la sua prima esperienza lavorativa è stata a Reggio Emilia presso l’Unità Operativa di Geriatria dell’Arcispedale Santa Maria Nuova. Solo pochi mesi poi è entrato a far parte del’Unità operativa Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza dell’ospedale di Faenza, con attività anche nell’ambito del servizio di emergenza territoriale 118 dell’Ausl di Ravenna. Esperienza che si è conclusa nel settembre del 2007 quando si trasferisce alla Medicina d’urgenza e Pronto soccorso del Sant’Orsola e vi rimane per dodici anni, dove ha assunto anche l’incarico professionale di alta specializzazione Organizzazione e gestione di eventi di massa e delle catastrofi.

Nella foto Andrea Rossi e Rodolfo Ferrari

Rodolfo Ferrari è il nuovo primario del Pronto soccorso e della Medicina d'urgenza dell'Ausl di Imola
Cronaca 30 Ottobre 2019

Cresce il numero degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese, ma nessun incidente mortale negli ultimi tre anni

Come ogni anno, l’azienda Usl di Imola ha reso noti i dati degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese. La buona notizia, anche se in questi casi è sempre meglio dirlo piano, è che dal 2017, quindi negli ultimi tre anni, non si sono verificati incidenti mortali. La cattiva notizia, invece, è che nel 2018 si sono verificati 100 infortuni sul lavoro in più rispetto al 2017 (1.793 contro 1.693). «E’ vero che è aumentato il numero degli infortuni, ma parallelamente dal 2010 in poi è aumentato anche il numero dei lavoratori, quindi in realtà l’incidenza sta progressivamente calando» spiega la dottoressa Donatella Nini, direttore facente funzione dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola. In verità, manca ancora il dato sulla popolazione lavorativa del 2018 perché l’Inail deve ancora fornirlo, ma il trend, salvo sorprese, è questo.

Un altro elemento interessante è che, sul totale degli infortuni, ben1.196 (67%) sono legati al terziario, 184 in più rispetto al 2017. Tanto per fare qualche esempio, si tratta di un settore che include professioni molto diverse tra loro, dall’impiegato al docente, dall’assistente sociale al bancario, dal facchino al cameriere, passando per i servizi domestici, i netturbini e, ancora, per gli studenti che si fanno male a scuola durante le ore di educazione fisica (140 nel 2018). Ma come si spiega questo aumento e quali possono essere le cause? «E’ difficile dirlo con certezza – mette le mani avanti Nini -, ma si può ipotizzare che stiano crescendo le condizioni di lavoro che richiedono maggior velocità nell’eseguire i compiti richiesti, così come aumentano i carichi di lavoro e lo stress. D’altra parte, è anche vero che sta salendo il numero di persone impiegate del terziario». Da notare, uno su tutti, l’impennata degli infortuni nell’ambito dell’assistenza sociale (147 nel 2018 contro 87 nel 2017), che include il personale delle case di riposo, centri diurni e cooperative assistenziali. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 24 ottobre

Nella foto la dottoressa Donatella Nini

Cresce il numero degli infortuni sul lavoro nel circondario imolese, ma nessun incidente mortale negli ultimi tre anni
Cronaca 11 Settembre 2019

Una serata sulla sanità alla sala Bcc di Imola con proiezione del film «La città che cura» e dibattito

In quale direzione andare per progettare la futura Casa della Salute di Imola e Mordano? Per approfondire questo tema l’Azienda usl di Imola ha organizzato una serata, nell’ambito del percorso partecipativo sviluppato nei mesi scorsi con il progetto “ImolainSalute. Una casa per il benessere e benestare della comunità”, che vede la collaborazione dell’ASP Circondario Imolese e il contributo della Regione Emilia-Romagna (legge regionale 15/2018 – bando 2018). L”appuntamento è per stasera alla sala Bcc Cinema Centrale di Imola, a partire dalle 20.

Il programma prevede la proiezione del film documentario “La città che cura”, nel quale si raccontano la nascita e lo sviluppo del modello terapeutico e socio assistenziale, unico in Europa, nato alla fine degli anni ’90 a Trieste e ancora oggi applicato nel quartiere periferico di Ponziana. Il progetto si basa sulle cosiddette “microaree” e si propone di migliorare la qualità della vita degli abitanti di alcuni rioni “a rischio”, caratterizzati dalla rilevante presenza di case popolari e nei quali si registrava una forte concentrazione di disagio sociale, puntando sul coinvolgimento attivo della cittadinanza e del settore non profit (associazioni, volontariato, cooperazione sociale). Il film è diretto dalla regista triestina Erika Rossi e ha ricevuto numerosi riconoscimenti: è infatti vincitore della Borsa di Sviluppo Premio Solinas Documentario per il Cinema 2017 ed è stato inserito nella sezione Documentari fuori concorso della 30° edizione del Trieste Film Festival.

Dopo la proiezione, spazio al dibattito al quale parteciperanno la regista e alcuni operatori dell’Azienda sanitaria triestina coinvolti nel progetto, come Carlo Rotelli, medico responsabile del servizio di Cure ambulatoriali e domiciliari e Federica Sardiello, infermiera referente della microarea di “Cittavecchia” e “San Vito/Salus”. Si farà inoltre il punto su “ImolainSalute”, prima fase del percorso che dovrà portare alla costituzione della Casa della Salute di Imola e Mordano. (r.cr.)

L”immagine è tratta dalla locandina ufficiale del film «La città che cura»

Una serata sulla sanità alla sala Bcc di Imola con proiezione del film «La città che cura» e dibattito
Cronaca 12 Agosto 2019

Settimana di Ferragosto – Riduzioni orarie e chiusure dell'Ausl di Imola

Come consuetudine, nelle giornate centrali del mese di agosto alcuni servizi dell’Azienda usl di Imola effettueranno riduzioni orarie o chiusure.

Rimangono chiusi fino a domenica 18 l”Ambulatorio tisiatrico, l”Area vaccinale pediatrica, il Consultorio familiare, la Medicina legale e lo Staff formazione.Chiuso anche il punto di distribuzione diretta dei farmaci dell’ospedale Santa Maria della Scaletta, ma lunedì 12, mercoledì 14 e venerdì 16 sarà aperto il Servizio di distribuzione medicinali presso l”Ospedale vecchio.

Restano chiusi fra domani e Ferragosto l”Ambulatorio trasfusionale, il Centro ausili, il Centro raccolta sangue, la Medicina riabilitativa e gli Sportelli unici distrettuali (Cup, Casse, Anagrafi assistiti), compreso l’Ufficio accettazione ricoveri.
Il Cup telefonico -numero verde gratuito 800040606- per prenotazioni di visite ed esami in regime pubblico istituzionale sarà attivo con orario ridotto (dalle 8.30 alle 13.30) fino a venerdì 16.

Chiusi da domani a Ferragosto anche gli studi di medici e pediatri di famiglia, ma l’assistenza sanitaria di base sarà garantita dal Servizio di continuità assistenziale. In particolare:
– per consulenze mediche telefoniche o richieste di eventuali visite domiciliari è attivo il numero verde  gratuito 800040050, ogni notte dalle 20 alle 8, e i prefestivi e i festivi dalle 8 alle 20
– accesso diretto (senza appuntamento) e gratuito agli Ambulatori di continuità assistenziale territoriale nelle giornate prefestive e festive, dalle 8 alle 20
«Per bisogni sanitari indifferibili di bassa-media gravità, questi ambulatori medici garantiscono una risposta qualificata, gratuita e più rapida di quella offerta dal Pronto soccorso, servizio deputato alle emergenze sanitarie, che effettua le visite non per ordine di arrivo, ma in base alla gravità della situazione clinica – sottolinea l’Ausl cittadina –. Si invitano pertanto i cittadini ad un uso appropriato di questo servizio di emergenza».

Chiusi da Ferragosto a domenica 18 la Segreteria del dipartimento di salute mentale e l’Ufficio relazioni con il pubblico. (r.cr.)

Fotografia di repertorio

Settimana di Ferragosto – Riduzioni orarie e chiusure dell'Ausl di Imola

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