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Economia 1 Agosto 2019

L'ingegner Federico Giva, classe 1978, è il nuovo direttore delle Risorse umane del Gruppo Cefla

Prenderà servizio dal 26 agosto prossimo Federico Giva, nuovo direttore delle Risorse umane del Gruppo Cefla. Il neo dirigente (Hr director per usare la terminologia inglese che va per la maggiore in campo economico) della storica cooperativa imolese ha 41 anni, è sposato e padre di quattro bambini. Si è laureato in ingegneria gestionale all”Università di Modena e Reggio Emilia e proviene dal Gruppo hera, dove ha ricoperto vari incarichi, con crescenti livelli di responsabilità, maturando una certa esperienza nelle funzioni principali delle risorse umane, lavorando a progetti trasversali all’interno delle strutture aziendali e integrando diverse realtà presenti sul territorio nazionale.

Per il Gruppo Cefla Giva sarà responsabile dell’implementazione delle politiche “human resources” in Italia e nel mondo, ruolo che svolgerà, comunica l”azienda, «attraverso il coordinamento delle attività di gestione del personale, processi di “recruitment” (reclutamento, ndr), amministrazione, formazione, sviluppo, talent management e relazioni sindacali». 

«In un momento di profondo cambiamento come quello attuale – dichiara al proposito Andrea Formica della Direzione generale di Cefla – un passo rilevante che la nuova direzione “Hr” deve compiere è declinare il piano industriale in una strategia che ponga al centro le persone, per rileggere le esigenze del business alla luce della trasformazione digitale». (r.cr.)

L'ingegner Federico Giva, classe 1978, è il nuovo direttore delle Risorse umane del Gruppo Cefla
Economia 19 Luglio 2019

E' crisi per il marchio “La Perla': 126 esuberi su 540 dipendenti, le lavoratrici di nuovo in lotta

«L’emozione di un’esperienza indimenticabile». E’ quanto prometteva la nuova campagna del marchio di lingerie di lusso La Perla, lanciando a inizio anno la prima collezione di abiti da sposa “Made to measure”, con capi realizzati su misura, cuciti a mano con preziosi fili d’oro. Invece nelle ultime settimane i tagli sartoriali hanno lasciato il posto alle notizie sui tagli di personale, annunciati a sorpresa lo scorso 24 giugno dalla storica azienda bolognese, passata nel 2018 alla società di investimento olandese Sapinda (di recente trasformatasi in Tennor Holding). Ben 126 esuberi su circa 540 dipendenti dello stabilimento di via Mattei, concentrati soprattutto tra gli addetti della società La Perla Manufacturing, il cuore creativo e produttivo del gruppo, che comprende i reparti campionatura e modellistica.

La Perla è nata a Bologna nel 1954 con Ada Masotti ed è diventata nel tempo un brand conosciuto a livello mondiale. Nell’ultimo decennio ha visto susseguirsi diversi proprietari, dopo che nel 2007 gli eredi della fondatrice hanno venduto l’azienda al fondo di private equity statunitense Jh Partners, che nell’arco di sei anni ha portato La Perla a un passo dalla fine. Nel 2013 è stata acquisita all’asta dal manager Silvio Scaglia (ex Fastweb), che ha sbaragliato la concorrenza di Calzedonia e dell’israeliana Delta Galil Industries. Dopo ingenti investimenti per il rilancio del marchio nel mondo, e in particolare nei mercati asiatici, nel dicembre 2017 la notizia della trattativa di vendita al gruppo cinese Fosun, poi sfumata, e della successiva cessione a Sapinda, guidata dal controverso magnate tedesco Lars Windhorst, più volte al centro di battaglie legali per le sue spregiudicate operazioni finanziarie.

Lo scorso 24 giugno, durante una assemblea di routine tra la direzione aziendale e i sindacati, l’annuncio a sorpresa: l’intenzione di dichiarare un esubero di personale impiegato nel sito di Bologna, motivato con la necessità di ridurre i costi e rilanciare il brand. Immediata la reazione dei sindacati, che hanno dichiarato lo stato di agitazione e un primo pacchetto di 16 ore di sciopero, a cui se ne sono poi aggiunte altre, durante le quali le lavoratrici sono in presidio in via Mattei. Il 2 luglio hanno protestato anche davanti alla sede della Regione, dove si è svolto un primo tavolo di crisi. Si attende ora la data dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico e di un nuovo incontro urgente convocato dall’assessore regionale Palma Costi, alla notizia che La Perla ha acquisito di recente una quota di minoranza (del valore di 50 milioni di euro) della casa di moda britannica Ralph & Russo. L’azienda bolognese ha al suo interno anche lavoratrici di Medicina, Castel San Pietro, Ozzano e Imola. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 luglio

Nella foto il presidio delle lavoratrici il 10 luglio scorso

E' crisi per il marchio “La Perla': 126 esuberi su 540 dipendenti, le lavoratrici di nuovo in lotta
Cronaca 18 Luglio 2019

Alternanza scuola-lavoro, 37 stage estivi in Hera per studenti delle superiori, 11 nell'area Imola-Faenza

Sono partiti in questi giorni 18 percorsi di alternanza scuola-lavoro, della durata di quattro settimane, promosse da Hera Spa. A questi, che riguardano studenti delle terze e quarte delle scuole superiori di tutto il territorio emiliano romagnolo servito dalla multiutility, se ne aggiungeranno durante l”estate altri 19, per un totale di 37 stage retribuiti. Per la sola area di Imola e Faenza ne sono stati attivati 11 tra fine giugno e inizio luglio. Le sedi Hera interessate dai percorsi avviati sono quelle di Bologna, Imola, Forlì-Cesena e Ravenna, mentre le esperienze che partiranno in un secondo momento prevedono il coinvolgimento anche di Modena, Ferrara e Rimini. 

Gli stage, che si svolgono all”interno delle aziende del gruppo Hera, rappresentano una parte del progetto di alternanza scuola-lavoro che la società ha avviato in collaborazione con gli istituti scolastici delle province in cui opera. Nell”anno scolastico 2018-2019, sono stati programmati in tutto 80 percorsi nelle varie province della regione, con esperienza di lunghezza variabile da un minimo di 60 a un massimo di 220 ore. Per quanto riguarda gli indirizzi di studio, gli studenti coinvolti provengono prevalentemente da istituti tecnico-professionali, ma ce ne sono anche che frequentano i licei. Nella loro esperienza in azienda sono guidati da responsabili di Hera, che svolgono il ruolo di tutor per l”intero periodo di attività nelle varie sedi del gruppo. Gli studenti svolgono la loro attività nelle strutture che si occupano dei servizi acqua, energia, gas e ambiente e nelle strutture Amministrazione finanza e controllo, personale e organizzazione. Tra i settori interessati all”alternanza anche mercato e comunicazione ambientale.

Venendo in dettaglio al territorio di Imola e Faenza, nell”anno scolastico 2018-2019 sono stati avviati 15 percorsi di alternanza scuola-lavoro con le seguenti scuole: Paolini Cassiano, liceo ‘Rambaldi Valeriani Alessandro da Imola’ e Istituto ‘Alberghetti’, oltre all”Istituto tecnico-economico ‘Ginanni’ di Ravenna. Le attività vanno dall’addetto back office di mercato, all’addetto alla gestione credito o all’amministrazione del personale o a ruoli più tecnici che riguardano i diversi ambiti di attività del gruppo: acqua, ambiente, ed energia. Gli stage si svolgono nelle sedi di via Casalegno, via Molino Rosso, via Boaria e nella sede bolognese di viale Berti Pichat.

Secondo il progetto di Hera, gli stage si svolgono con un metodo che integra le competenze lavorative e quelle dei piani didattici. Personale della multiutility segue i ragazzi durante le esperienze e sono previsti momenti di valutazione, finalizzati alla crescita dell’apprendimento dei ragazzi. Al termine gli studenti ricevono le attestazioni delle competenze tecnico-professionali acquisite, in linea con gli standard europei, potendo così inserire questo elemento nel curriculum.

Nel quinquennio 2015-2019 i percorsi in Emilia Romagna sono stati in tutto 244, compreso il primo semestre dell”anno in corso, mentre inizialmente ne erano previsti 180.  Sono stati coinvolti 24 istituti, di cui 20 tecnici e 4 licei, 83 i tutor aziendali messi a disposizione da Hera. Grazie agli ottimi risultati conseguiti, il progetto è stato ampliato e il protocollo siglato nei mesi scorsi con l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna per il triennio 2018-2021 mette in programma 240 percorsi di alternanza scuola-lavoro, che potrebbero arrivare a 300 con l”inserimento nei territori del nord-est in cui il gruppo Hera opera. (r.cr.)

Nella foto un”immagine dell”archivio Hera relativa ai percorsi di alternanza scuola-lavoro

Alternanza scuola-lavoro, 37 stage estivi in Hera per studenti delle superiori, 11 nell'area Imola-Faenza
Cronaca 13 Maggio 2019

Montecatone, il direttore Tubertini presenta il bilancio e svela: «Dedicheremo 250 mila euro per tre anni alla ricerca»

Bastano un paio di numeri per inquadrare il Montecatone Rehabilitation Institute Spa in un’azienda di medie dimensioni, realtà economica seppur impegnata in sanità. Per prima cosa il numero dei dipendenti, 390 di cui 352 a tempo indeterminato, che devono occuparsi di 158 posti letto sempre pieni (tasso di occupazione media del 102 per cento), l’anno scorso sono stati trattati 773 pazienti (e va ricordato che mediamente i ricoveri durano sei-sette mesi). Un’eccellenza che vanta l’unità spinale più grande d’Italia, polo di riferimento regionale per la riabilitazione intensiva delle persone colpite da lesioni midollari e uno dei tre per le lesioni cerebrali, senza dimenticare che più della metà dei pazienti provengono da altre regioni a dimostrazione della valenza nazionale.

Ritornando al paragone iniziale, il direttore generale Mario Tubertini conferma: «Oggi Montecatone è una grande opportunità lavorativa a cui si accompagnano ricadute economiche importanti per il territorio». Per dimostrarlo ricorda che «nel solo 2018, dei 10 milioni e 400 mila euro che abbiamo speso per l’acquisto di beni e servizi ne sono andati circa 600 mila euro all’Ausl di Imola e altri 800 mila a fornitori esterni sempre di Imola, circa 4,7 milioni, cioè il 45 per cento del fatturato, sono rimasti in provincia di Bologna, circondario imolese compreso». Soldi che significano lavoro per altre aziende, ad esempio i circa 8 milioni investiti negli ultimi cinque anni per ristrutturare e ampliare l’ospedale.

Tubertini è arrivato nell’autunno scorso e presenta ai soci il primo bilancio consuntivo: «Chiudiamo in linea con gli altri anni, con 3-400 mila euro di utile su un valore della produzione di circa 30 milioni. E stiamo pensando insieme all’Azienda Usl di presentare alla Regione la richiesta per acquistare una macchina per risonanza magnetica e tac, un’apparecchiatura che non abbiamo a Montecatone, farebbe sempre capo alla Radiologia imolese, e sarebbe utile sia per evitare spostamenti ai nostri pazienti sia per le esigenze dell’Ausl, ad esempio per le liste d’attesa. Il costo stimato è 1,5 milioni».

Si parla spesso di Irccs, l’acronimo indica gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. «E’ una scelta possibile che va condivisa con la Regione – abbozza il direttore generale -, caratteristiche Montecatone ne ha». Ovviamente la ricerca ha un peso notevole nel valutare un Ircss. «Abbiamo previsto – conclude Tubertini – di dedicare 250 mila euro del nostro bilancio ogni anno per i prossimi tre anni per stimolare progetti e attività di ricerca con professionisti interni e non solo». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 maggio

Nella foto Mario Tubertini

Montecatone, il direttore Tubertini presenta il bilancio e svela: «Dedicheremo 250 mila euro per tre anni alla ricerca»
Economia 2 Maggio 2018

Turolla (Danfoss) festeggia i settant'anni nella sede di via Salieri a Castello

Nel 1948 l’ingegnere Marco Turolla fondava a Bologna un’azienda per la produzione di produzione di pompe oleodinamiche ad ingranaggi, chiamandola con il suo cognome. Dal 2000 Turolla fa parte della multinazionale danese Danfoss, che opera nell’ambito dei sistemi di controllo climatico, energetico, dei componenti e sistemi oleodinamici. Nel 2015 il gruppo Danfoss ha preferito concentrare a Castel San Pietro tutta la produzione europea di pompe oleodinamiche ad ingranaggi esterni.

Ed è proprio nella sede di via Salieri, in zona Ca’ Bianca, che domani verrà festeggiato il settantesimo anniversario di Turolla, alla presenza di clienti, distributori e dei vertici danesi del gruppo. «Settant’anni fa – spiega Riccardo Carra, vicepresidente e direttore generale di Turolla – il visionario e innovativo Marco Turolla ha fondato una azienda di produzione di pompe ad ingranaggi, posizionandola nel terreno più fertile per la tecnologia oleodinamica, l’“hydraulic valley”. In settant’anni, grazie anche alle radici ben piantate in quel fertile terreno, la pianta è cresciuta e è ora robusta e ben salda. Quasi tutto è cambiato da allora, dalle esigenze del cliente alle tecnologie produttive, ma il Dna delle persone che hanno portato Turolla fino a qui è rimasto lo stesso».

Ad oggi Turolla detiene vendite consolidate globali per oltre 50 milioni di euro, la metà delle quali destinate al mercato americano. Tra i suoi clienti principali ci sono realtà quali Caterpillar, John Deere, Cnh Industrial e Bobcat. «Negli ultimi anni – aggiunge Carra – Turolla ha attraversato una fase di grande trasformazione per rispondere agli stimoli provenienti dai nostri clienti e da Danfoss. La trasformazione ha avuto esito positivo e riteniamo di avere ora una consistente base su cui costruire un solido piano di crescita. Prevediamo un aumento significativo della quota di mercato nei prossimi cinque anni».

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 3 maggio.

Nella foto: la sede di «Turolla» a Castel San Pietro 

Turolla (Danfoss) festeggia i settant'anni nella sede di via Salieri a Castello
Cronaca 6 Aprile 2018

Industria 4.0, l'azienda imolese Cefla e la sua realtà virtuale. IL VIDEO

Può un simulatore essere utilizzato anche in azienda? La risposta arriva direttamente da Cefla che per le proprie linee e per i propri clienti ha messo a punto una vera e propria realtà virtuale. Con questo progetto l”azienda imolese si conferma al top e capace di rimanere al passo con le innovazioni tecnologiche che stanno caratterizzando questa quarta rivoluzione industriale.

da.be.

Industria 4.0, l'azienda imolese Cefla e la sua realtà virtuale. IL VIDEO

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