Posts by tag: bilancio

Economia 29 Giugno 2020

Approvato il bilancio 2019 di Area Blu, l’utile supera i 250 mila euro

Il 26 giugno scorso l’Assemblea dei Soci ha approvato all’unanimità il bilancio 2019 di Area Blu che evidenzia un utile di euro 267.084, rispetto all’utile dell’esercizio precedente di euro 127.753. Si tratta quindi di un risultato positivo raddoppiato rispetto al 2018, che aumenta in progressione geometrica anno per anno, con cui Area Blu rafforza la propria situazione patrimoniale e finanziaria.

Un risultato soddisfacente conseguito nonostante le note traversie politiche e di governance. Il risultato del 2019, infatti, aiuterà sicuramente Area Blu anche nel delicato evolversi del 2020, che appare complicato ed incerto, e che ad oggi ha comportato numerosi sacrifici sia per la società che per i dipendenti. Area Blu si conferma, quindi, una essenziale risorsa del territorio Metropolitano di Bologna, sia per gli Enti soci che per i cittadini e le imprese locali. (da.be.)

Nella foto (da Google Maps): la sede di Area Blu a Imola

Approvato il bilancio 2019 di Area Blu, l’utile supera i 250 mila euro
Economia 16 Giugno 2020

Tper chiude un bilancio 2019 positivo. E nel 2020 investimenti e assunzioni nonostante l’emergenza

Utile netto di 5,2 milioni di euro. Patrimonio netto di 150,7 milioni di euro. Ammortamenti pari a 17,2 milioni di euro. Sono solamente alcuni dei dati che illustrano il bilancio 2019 di Tper, a fronte di 164 milioni di viaggi effettuati complessivamente su bus e treni dell’azienda (+2,1% rispetto al 2018).

Sui bus del bacino metropolitano di Bologna i passeggeri trasportati sono stati 138,3 milioni (+2,04% sul 2018). Un significativo incremento d’utenza ha riguardato anche i servizi ferroviari che Tper ha svolto nel 2019 su rete regionale Fer e Rfi (12,2 milioni di viaggi con un aumento di passeggeri del 3,5%).

«I risultati della gestione di Tper 2019 diventano importanti non solo in sé, ma per la conferma della solidità aziendale anche in un anno così difficile – commenta Giuseppina Gualtieri, presidente e amministratore delegato di Tper –, e per consentire la possibilità e l’impegno a proseguire nei piani di sviluppo e di investimento».
Insomma, «si ribadisce l’impegno per l’acquisto di oltre 240 nuovi mezzi ecocompatibili nei prossimi anni – aggiunge la Gualtieri –. Al tempo stesso, non è messa in discussione la garanzia di continuità occupazionale e, coerentemente con i piani approvati, puntiamo a preparare la fase di piena ripresa: abbiamo, infatti, confermato assunzioni di 21 conducenti che avverranno nei prossimi giorni». (r.cr.)

Tper chiude un bilancio 2019 positivo. E nel 2020 investimenti e assunzioni nonostante l’emergenza
Economia 16 Giugno 2020

Il bilancio 2019 di Terremerse si chiude con 165 milioni di euro di fatturato

Si chiude con un fatturato consolidato pari a 165 milioni di euro il bilancio 2019 del gruppo Terremerse. L’utile netto si attesta a 960 mila euro, ottenuto in presenza di importanti accantonamenti (600 mila euro) a fronte di eventuali rischi futuri.
Nonostante la difficile cornice che offre il 2020, i dati dei primi mesi sono comunque confortanti e superiori rispetto alle previsioni di budget, grazie al consolidamento della struttura logistica e commerciale delle Agroforniture, dei buoni dati di vendita del settore Cereali e del settore Carni.

«Il 2019 è stato il primo anno senza il comparto Ortofrutta fresco per effetto della cessione del ramo di azienda ad Apofruit, che ha determinato il venir meno di circa 7,5 milioni di euro di fatturato – spiega Emilio Sabatini, direttore generale di Terremerse –. L’operazione, oltre ad aver prodotto benefici in termini economici, ha permesso il miglioramento della situazione finanziaria grazie alla cessione di due stabilimenti di lavorazione. In particolare, la posizione finanziaria netta di Terremerse ha avuto un beneficio di 7 milioni di euro a cui, oltre la citata vendita, hanno concorso il controllo del capitale circolante netto e il risultato di bilancio, considerando che comunque durante il 2019 la Cooperativa ha avuto uscite finanziarie per investimenti per oltre 4 milioni di euro».

Il bilancio 2019 di Terremerse si chiude con 165 milioni di euro di fatturato
Cronaca 9 Giugno 2020

L’assemblea dei soci della Banca di Imola approva il bilancio. Utili per 1 milione e 751mila euro

Il bilancio 2019 della Banca di Imola si chiude con un utile netto di 1 milione e 751 mila euro, che sarebbe stato di 2 milioni e 538 mila euro se non vi fossero stati i contributi obbligatori e gli altri oneri riguardanti i salvataggi di banche concorrenti disposti dalle Autorità competenti.
L’assemblea ha deliberato, in conformità alla raccomandazione della Banca d’Italia del 27 marzo, di non distribuire il dividendo durante il periodo di emergenza sanitaria ed epidemiologica da Covid19 e di destinarlo a riserva di utili.

«Nonostante una situazione economica generale che rimane complessa, pur con alcuni timidi segnali di ripresa, i dati di movimentazione delle varie attività e servizi alla clientela sono positivi ed in crescita – commenta l”istituto di credito -, a dimostrazione del grado di fiducia e della credibilità di cui gode Banca di Imola». (r.cr.)

Nella foto (Isolapress): filiale della Banca di Imola

L’assemblea dei soci della Banca di Imola approva il bilancio. Utili per 1 milione e 751mila euro
Cronaca 30 Maggio 2020

Il Comune di Ozzano rinegozia 29 mutui con la Cassa Depositi e Prestiti per far fronte alle spese da Covid-19

L”Amministrazione comunale di Ozzano Emilia ha deciso di aderire alla proposta della Cassa Depositi e Prestiti di rinegoziare i mutui dell”ente. L”operazione, precisa il sindaco Luca Lelli «va ad allungare la durata dei mutui e di conseguenza l”indebitamento del Comune, ma in questo momento particolare abbiamo ritenuto che potesse essere un”operazione vantaggiosa per noi». La nuova scadenza dei mutui rinegoziati, in tutto 29, viene spostata in avanti nel tempo al 31 dicembre 2043, con il risultato di «liberare ben 217.343 euro nella parte corrente del Bilancio per l”anno 2021 e oltre 158.000 euro negli anni futuri a partire dal 2022», dettaglia il primo cittadino.  

La delibera di rinegoziazione dei mutui è stata approvata dal Consiglio comunale il 27 maggio all”unanimità, quindi anche dai gruppi di minoranza. «Li ringrazio per l”appoggio dato all”Amministrazione comunale, a dimostrazione che tale operazione e” stata valutata come un atto ben interpretato e con la sola finalità di offrire un ulteriore aiuto alle esigenze della collettività», sottolinea Lelli, che aggiunge: «Abbiamo valutato e portato avanti questa decisione ragionando sul fatto che questa emergenza sanitaria da Covid-19 sta determinando un impegno finanziario straordinario per gli enti e le istituzioni coinvolte ed anche per i Comuni che si sono trovati in prima linea sia per la gestione sanitaria delle persone residenti sul territorio che per i casi sociali amplificati ed aumentati dalla chiusura di molte attività commerciali per il contenimento della diffusione della pandemia. Poter disporre quindi di una maggiore liquidità nella parte corrente del bilancio ci consente di  avere un “tesoretto” che possiamo utilizzare per “tamponare” la riduzione delle entrate e le maggiori spese conseguenti agli effetti indotti dalla diffusione del Covid-19». (r.cr.)

Il Comune di Ozzano rinegozia 29 mutui con la Cassa Depositi e Prestiti per far fronte alle spese da Covid-19
Cronaca 10 Gennaio 2020

Nella legge di bilancio dello Stato anche un emendamento a favore dell'Accademia Incontri col Maestro

Anche Imola è presente nella legge di bilancio 2020 dello Stato. Non solo perché a Palazzo Madama siede l’ex sindaco di Imola Daniele Manca, capogruppo del Partito democratico in Commissione Bilancio, che ha seguito passo passo l’iter del provvedimento e pronunciato la dichiarazione di voto in aula per il suo gruppo sulla fiducia, ma anche per un altro motivo. Tra gli emendamenti approvati e inseriti nel testo definitivo della legge, infatti, ce n’è uno, a doppia firma di Manca stesso e della senatrice toscana Caterina Biti, che aumenta di un milione di euro i contributi «per le scuole di eccellenza nazionale operanti dell’altissima formazione musicale». In sostanza, il milione di euro andrà a beneficio di tre eccellenze musicali italiane, una delle quali è la Fondazione Accademia internazionale «Incontri col Maestro» di Imola, che si dividerà lo stanziamento con la Scuola di musica di Fiesole e la Fondazione Accademia musicale Chigiana di Siena. La ripartizione sarà stabilita, come si legge nell’emendamento, da un decreto che sarà emesso dal ministero dei Beni e delle Attività culturali.

«Mentre si parla della fuga di cervelli all’estero, a Imola arrivano ragazzi e ragazze da tutto il mondo per diventare grandi pianisti – sottolinea Manca -. Dobbiamo essere orgogliosi della storia che il maestro Scala ha radicato nella nostra città. La cultura e la conoscenza, la formazione e la scuola sono le leve più importanti per garantire a tutti un futuro migliore, ma servono azioni utili per valorizzare le eccellenze, anche nel campo della musica. L’emendamento approvato rientra in un’iniziativa più ampia che ho condiviso con il Governo, a partire dal ministro peri Beni e le Attività culturali Dari oFranceschini». La legge di bilancio è stata approvata definitivamente dalla Camera dei deputati il 23 dicembre scorso, dopo il passaggio di rito al Senato. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 9 gennaio

Nella foto Daniele Manca, allora sindaco di Imola, con il maestro Franco Scala in occasione della visita del ministro Dario Franceschini a Imola per i 25 anni dell”Accademia

Nella legge di bilancio dello Stato anche un emendamento a favore dell'Accademia Incontri col Maestro
Cultura e Spettacoli 12 Settembre 2019

Oneri di urbanizzazione, a Imola occhio di riguardo per le attività turistico-ricettive e le frazioni

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, durante la presentazione della nuova assessora all’urbanistica Paola Freddi la scorsa settimana aveva sottolineato come si trattasse di una priorità su cui lavorare, e in fretta. «I nostri tecnici hanno studiato varie simulazioni, che rappresentano anche delle scelte politiche se vogliamo sgravare, ad esempio, i costi per le ristrutturazioni del centro storico, tenendo sempre d’occhio le entrate del Comune». Si tratta della delibera per modificare e adeguare alle esigenze del territorio, per quanto possibile, i nuovi valori degli oneri di urbanizzazione. La legge regionale approvata nel 20 dicembre scorso prevede un adeguamento, ovvero un aumento, che per Imola significa il massimo possibile dato che il comune rientra nella prima fascia.

Gli oneri sono, in estrema sintesi, la quota da versare al Comune per i servizi, fogne, illuminazioni, verde, eventuali oneri secondari e i costi di costruzione. Gli enti locali possono, in parte, incidere sui vari parametri approvando la relativa delibera entro il 30 settembre. Una corsa contro il tempo. Dozza è già a posto e pure Castel San Pietro seguirà a ruota. Imola ha pronto il documento ma deve ancora passare al vaglio della Commissione consiliare urbanistica e ambiente fissata per domani, 13 settembre, poi potrà approdare in Consiglio comunale per l”approvazione definitiva.

Quali le scelte dell”Amministrazione Sangiorgi? Ridurre “i valori unitari di urbanizzazione primaria e secondaria relativi alle attività produttive e turistico-ricettive” anticipa una nota del Comune con l”obiettivo di “alimentare il possibile indotto sul territorio”. Inoltre, si intende dimezzare il parametro “area dell”insediamento all”aperto” per promuovere e favorire la realizzazione di impianti scoperti per la pratica sportiva in aree private ma solo per determinate attività sportive, quali equitazione, tennis, paddle, calcio, ciclismo e nuoto. Una decisa sborciciata ai costi è promessa anche per la monetizzazione di verde pubblico e parcheggi e del 30% dell”urbanizzazione primaria e secondaria per le frazioni di Ponticelli, San Prospero, Sasso Morelli e Sesto Imolese “nell’intento di favorire il mantenimento dei servizi presenti e consolidare lo sviluppo delle frazioni più grandi e maggiormente abitate”.  

Un occhio di riguardo è promesso anche in caso di recupero e riuso di immobili dismessi ed interventi di riqualificazione del patrimonio esistente nei centri storici e negli ambiti di Psc soggetti a riqualificazione, nonché alle attività industriali ed artigianali collocate in aree ecologicamente attrezzate, con una particolare attenzione per le tettoie destinate a depositi di materie prime, semilavorati e prodotti finiti connesse ad attività produttive.

Infine, abbattuti del 20% i valori unitari in caso di interventi di edilizia residenziale sociale “al fine di favorire nuovi alloggi a prezzi calmierati per le fasce della popolazione a basso reddito”. (l.a.)

Nella foto Imola dall”alto (Isolapress)

Oneri di urbanizzazione, a Imola occhio di riguardo per le attività turistico-ricettive e le frazioni
Cronaca 12 Settembre 2019

Oneri di urbanizzazione, Dozza e Castel San Pietro sono pronti, “sconti' per le riqualificazioni

A breve i parametri in base ai quali vengono calcolati gli oneri di urbanizzazione subiranno un adeguamento. Lo richiede una legge regionale approvata nel 20 dicembre scorso. Gli oneri riguardano, in estrema sintesi, la quota da versare al Comune per i servizi, fogne, illuminazioni, verde, eventuali oneri secondari e i costi di costruzione. La nuova norma discende da una sollecitazione della Corte dei Conti che ha evidenziato come il valore in Emilia Romagna fosse fermo al 1998. Da qui la decisione di rivedere tutto al rialzo, dando la possibilità agli enti locali di incidere su vari parametri per adegurli alle esigenze dei territori. Una possibilità che vale, però, solo per chi approva la relativa delibera entro il 30 settembre. Una corsa contro il tempo che il Comune di Dozza ha vinto prima di tutti gli altri del circondario approvando la delibera il 3 settembre. Castel San Pietro lo seguirà a ruota con il documento approda nell”aula del Consiglio comunale questa sera, 12 settembre.

«Ogni modifica introdotta è stata attentamente ponderata e ha lo scopo di promuovere l’attrattività del territorio tenendo in debita considerazione gli aspetti di natura ambientale ed economica» precisa il sindaco Luca Albertazzi. Per prima cosa si è scelto di «posizionare Dozza in terza fascia (la stessa alla quale apparteneva in precedenza, ndr), e non in seconda come prevedeva la legge» dal momento che «i comuni sulla via Emilia passano automaticamente ad una categoria superiore», con un aumento considerevole degli oneri di urbanizzazione. Dozza ha deciso, soprattutto, di tenere bassi i valori per le riqualificazioni urbane, sia per l’edilizia residenziale che nel produttivo. «Se credi nel consumo di suolo zero non puoi perdere occasioni». Oneri bassi anche per gli insediamenti sportivi «qualunque sia lo sport» precisa Albertazzi.

A Castello la scelta è analoga a quella dozzese, seppur con alcune varianti dovute alle caratteristiche diverse dei due territori. Per prima cosa l’Amministrazione ha deciso di rimanere in seconda fascia, dato che la nuova norma la passava in prima, la stessa di Imola, per capirci, che ovviamente prevede i valori massimi di costo per chi vuole costruire. Poi è stato inserito «uno sconto del 15 per cento sugli oneri per le aree di espansione nel territorio non urbanizzato- spiega il sindaco Fausto Tinti-, mentre per quanto riguarda il territorio urbanizzato abbiamo premiato con delle scontistiche che arrivano fino al massimo possibile nel caso delle riqualificazioni, adeguamento energetico e riutilizzo e recupero delle abitazioni o del produttivo esistente». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

Nella foto l”asse della via Emilia da Toscanella verso Castel San Pietro (Isolapress)

Oneri di urbanizzazione, Dozza e Castel San Pietro sono pronti, “sconti' per le riqualificazioni
Cronaca 31 Luglio 2019

Il Comune di Castel San Pietro investe sulla videosorveglianza e aumenta lo stanziamento per la manutenzione stradale

Un investimento da 28 mila euro per nuove telecamere da impiegare per il controllo e la sicurezza del territorio, mentre altri 34 mila serviranno a realizzare la recinzione della caserma dei carabinieri e per l’acquisto di un’auto di pattuglia della Polizia municipale. Sono alcune delle voci della variazione di bilancio, la prima dopo le elezioni che hanno confermato Fausto Tinti alla guida del Comune di Castel San Pietro Terme, che è stata approvata nei giorni scorsi dal Consiglio comunale castellano. Quello della sicurezza urbana è dunque un capitolo importante del provvedimento, che arriva in un momento di cambiamento e riorganizzazione per il Comune che ha già annunciato l”intenzione di uscire dal servizio associato di Polizia municipale del circondario imolese (leggi qui).

La variazione di bilancio dedica tuttavia grande attenzione anche alla manutenzione straordinaria delle strade, assegnandole 238 mila euro ulteriori rispetto a quelli inizialmente previsti, alla cura del patrimonio comunale, investendo oltre 140 mila euro per la messa in sicurezza e la manutenzione degli immobili comunali, all’edilizia scolastica (102 mila euro saranno dedicati al rifacimento della copertura della scuola primaria Don Milani di Poggio Grande e all’impiantistica sportiva, che avrà a disposizione circa 80 mila euro per l’efficientamento di diverse strutture.

Tra i capitoli di entrata che hanno subito modifiche ci sono 78 mila euro in più dai dividendi del Consorzio Ami, 64 mila euro aggiuntivi per le sanzioni edilizie, mentre maggiori risorse sono arrivate grazie alla lotta all’evasione fiscale, che ha portato ottimi risultati. «Ad oggi – conferma il vicesindaco e assessore al Bilancio, Andrea Bondi – risultano accertati e incassati code di gettito Imu e ravvedimenti operosi per circa 405 mila euro, con una maggiore entrata a titolo definitivo di 212 mila euro circa. Inoltre, sta procedendo molto bene il lavoro dell’Ufficio Tributi sul recupero dell’evasione Imu degli anni pregressi».

«Cura di edifici comunali e strade, sicurezza (per la quale abbiamo investito 61 mila euro complessivi in più) e forte impulso a commercio e imprese saranno sicuramente tra i capisaldi della nostra azione amministrativa – spiega il sindaco Tinti -. Non a caso, nel nuovo organigramma comunale, abbiamo previsto una nuova terza area dedicata proprio allo sviluppo economico»Tra le uscite, da sottolineare il fondo di 50 mila euro per la riduzione della Tari alle famiglie più in difficoltà (iniziativa già condivisa con i sindacati), 5 mila euro aggiuntivi stanziati per progetti di contrasto alla violenza di genere, contributi per 30 mila euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche e 2.500 euro per il progetto Educazione stradale. (r.cr.)

Nella foto il Consiglio comunale di Castel San Pietro Terme durante un”operazione di voto

Castel San Pietro

Il Comune di Castel San Pietro investe sulla videosorveglianza e aumenta lo stanziamento per la manutenzione stradale
Economia 11 Giugno 2019

Archiviato dopo un anno il piano crisi della coop Cims: conti a posto e commesse per oltre 34 milioni di euro

Doveva durare un anno, e così è stato, il piano di crisi varato dalla cooperativa multiservizi Cims all’inizio del 2018 per far fronte alle difficoltà. Il bilancio 2017 si era chiuso con una perdita di 355 mila euro e il 2018 non si preannunciava positivo. Da qui la decisione di intervenire innanzitutto a livello economico, chiedendo ai soci la riduzione proporzionale degli stipendi (da un minimo del 3% a un massimo del 16%) per un anno. Un provvedimento votato dai soci in assemblea, ma che non aveva mancato di suscitare le proteste di sindacati e di una parte dei lavoratori.

A un anno di distanza da quegli eventi, dopo aver raggiunto gli obiettivi di riequilibrio economico e rilancio, Cims ha archiviato il piano di crisi i cui effetti sono terminati con le retribuzioni di febbraio. Lo scorso 23 maggio l’assemblea dei soci ha approvato all’unanimità il bilancio 2018, chiuso con un fatturato di 39,4 milioni di euro, in crescita del 16,6% rispetto al 2017 (e in linea con i 39,8 milioni del 2016), con un utile di 313.597 euro, destinato a riserva e a integrazione delle perdite pregresse, a fronte di un patrimonio netto di 12,2 milioni di euro. Cims, lo ricordiamo, opera in sei settori: edilizia (il comparto che ha registrato la migliore performance nel 2018), infrastrutture, global service (referente unico per i servizi manutentivi), gestione servizi cimiteriali, impiantistica, gestione del verde e conduzione di aziende agricole.

«Alla fine dello scorso anno – commenta il presidente, Giovanni Poli – il risultato è stato meno negativo di quanto ci aspettassimo. Un anno fa, vista la situazione generale dei mercati, siamo intervenuti subito. Se non lo avessimo fatto, saremmo stati tra i tanti soggetti che in questi anni sono spariti. Per fortuna, abbiamo agito senza aspettare e grazie all’impegno di soci e dipendenti abbiamo superato le difficoltà». Le prospettive restano positive anche per l’anno in corso. «Il 2019 si prospetta in linea con il 2018 – conferma Poli – pur in presenza di mercati ancora in crisi. Gli indicatori Ance e i consorzi di settore dicono che il mercato pubblico è inesistente e il settore civile è fermo. Il codice che dal 2016 regolamenta gli appalti pubblici ha di fatto bloccato il settore e in più ha fatto crescere i costi burocratici per le imprese. Inoltre, genera una conflittualità enorme, con numerosi ricorsi al Tar e un aumento dei costi per i contenziosi. Anche per questo i cantieri partono a rilento».

Nonostante il difficile contesto, al 31 dicembre 2018 la cooperativa aveva già acquisito lavori per oltre 34 milioni di euro, tra cui importanti commesse industriali per conto di imprese del calibro di Ima, BioOn, TeaPak.  (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Archiviato dopo un anno il piano crisi della coop Cims: conti a posto e commesse per oltre 34 milioni di euro

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast