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Economia 18 Agosto 2021

Il bilancio sociale 2020 di Seacoop, 912 utenti in asili, servizi per l’infanzia, residenze anziani e a domicilio

Oltre 900 utenti in asili, servizi per l’infanzia, residenze anziani e a domicilio; 407 dipendenti e 268 soci, di cui 242 donne; oltre 11 milioni di euro di fatturato con un attivo patrimoniale di 7,3 milioni di euro e una perdita di circa 84 mila euro; un sistema di qualità aziendale certificato anche per 16 dipendenze esterne a Imola, Ozzano Emilia, Castel San Pietro, Castel Guelfo, Monterenzio, Mercatale, Dozza e Casalfiumanese. È questo in sintesi il 2020 di Seacoop, descritto nel Bilancio sociale della cooperativa imolese.

«Quanto ci è accaduto nel 2020 – commenta la presidente Roberta Tattini, al suo settimo mandato – ci ha fortemente stimolato a mettere in atto cambiamenti organizzativi e azioni di flessibilità in tempi velocissimi, come imparare e adattarsi da un giorno all’altro all’utilizzo di piattaforme tecnologiche di gestione delle riunioni e di mantenersi in contatto con le persone che fruiscono dei centri e dei servizi. I tempi di accelerazione dei percorsi di apprendimento dell’utilizzo e dell’acquisizione dei supporti tecnologici, ha modificato le modalità operative del nostro fare e ora il percorso di innovazione digitale deve proseguire». (lo.mi.) 

Nella foto (tratta dalla pagina Facebook di Seacoop): esercizi di fisioterapia al centro diurno Ali Blu di Castel San Pietro

Il bilancio sociale 2020 di Seacoop, 912 utenti in asili, servizi per l’infanzia, residenze anziani e a domicilio
Economia 6 Agosto 2021

Terremerse, attivato il welfare aziendale e bonus a tutti i dipendenti

Terremerse, dando seguito a quanto definito nel contratto integrativo aziendale siglato sul finire del 2020 con le organizzazioni sindacali, è entrata ufficialmente nel mondo Welfare. Un processo avviato già da qualche anno che permetterà a tutti i 378 dipendenti della Cooperativa di usufruire di diversi servizi, tra i quali: il rimborso di spese già sostenute nel corso dell’anno (es. trasporti pubblici, rette scolastiche, assistenza anziani, ecc.), acquisto di servizi e beni tramite voucher e buoni acquisto (es. abbonamenti palestre e piscine, prestazioni sanitarie, corsi, libri di testo, buoni carburanti, shopping, viaggi, cinema e teatri, acquisti online, ecc.) e versamenti a fondi pensionistici integrativi.

Il 2020 è comunque stato un anno eccezionale sotto molti punti di vista, in primis ovviamente la pandemia di Covid-19. Terremerse ha gestito al meglio la situazione riuscendo a chiudere un bilancio molto positivo, con un risultato economico di oltre 1 milione di euro ed un fatturato in crescita di oltre 10 milioni di euro rispetto al 2019, raggiungendo i 160 milioni (179 milioni il bilancio consolidato). (r.e.)

Nella foto: la sede di Terremerse

Terremerse, attivato il welfare aziendale e bonus a tutti i dipendenti
Economia 27 Luglio 2021

Il Consorzio Bonifica della Romagna occidentale accantona 1,8 milioni per i futuri investimenti

Il Consorzio di Bonifica della Romagna occidentale ha chiuso il 2020 con un fattutato di 18,3 milioni di euro e accantonamenti per 1,8 milioni. «Il ruolo degli accantonamenti – sottolinea l’ente – è importantissimo, in quanto costituiscono una disponibilità per futuri investimenti in manutenzione straordinaria delle opere e ammodernamenti degli impianti, che sempre più si rendono necessari con il passare degli anni».

Nel 2020 le attività sono proseguite senza soste «per garantire appieno lo svolgimento della funzione a beneficio dei consorziati, la sicurezza idraulica del territorio, la fornitura dell’acqua irrigua per l’agricoltura. Senza tralasciare la fondamentale attività di progettazione delle opere atte ad ampliare la rete irrigua e a ridurre il rischio idraulico nel territorio e la successiva direzione lavori durante la loro esecuzione».

Il Consorzio «cercherà di cogliere anche le opportunità che scaturiranno dal Piano nazionale di ripresa e resilienza – aggiunge il presidente, Antonio Vincenzi – per attingere le risorse necessarie per realizzare i progetti indispensabili nell’interesse del territorio e di tutti i consorziati». La Bonifica della Romagna Occidentale opera in un comprensorio di oltre 2.000 km quadrati (con una rete canali di 962 km), tra i fiumi Sillaro a ovest, Lamone a est, Reno a nord e il crinale appenninico tosco-romagnolo a sud. Comprende 35 Comuni, tra cui Imola. 

Nella foto: un tratto del Canale emiliano romagnolo

Il Consorzio Bonifica della Romagna occidentale accantona 1,8 milioni per i futuri investimenti
Economia 16 Luglio 2021

Gruppo Florim, nel 2020 fatturato a 380 milioni e showroom ad Abu Dhabi

Florim, gruppo ceramico con sedi a Fiorano Modenese e Mordano, ha chiuso il 2020 con oltre 380 milioni di euro di fatturato, in calo del 5,9% rispetto all’anno precedente, ma con una reddittività migliore. E’quanto emerge dal Bilancio di sostenibilità, che mette in evidenza i risultati ottenuti sul piano economico, sociale e ambientale, oltre agli obiettivi in programma per il prossimo futuro. Dei 25 milioni investiti nel 2020, circa 10 milioni hanno interessato le sedi, per diversi interventi, anche sugli impianti fotovoltaici. Negli ultimi nove anni sono stati investiti 450 milioni di euro, di cui 50 milioni di euro in ambito green e il 2020 vede rafforzata la presenza internazionale con l’apertura dei nuovi negozi a Francoforte e Londra e di uno showroom ad Abu Dhabi.  

«Credo che la “guerra” che tutti abbiamo dovuto combattere insieme alle sue nefaste conseguenze – commenta il presidente Claudio Lucchese nella prefazione al Bilancio di sostenibilità – abbia portato a una maggiore consapevolezza dell’importanza che ha il nostro agire nel presente per assicurare un futuro. In concomitanza con lo scoppio della pandemia, Florim si è trasformata in Società Benefit per affermare così, con ancora maggior determinazione, il proprio impegno per la tutela dell’ambiente e del sociale».  

All’interno dello stabilimento di Mordano, inoltre, il 14 luglio si sono concluse le elezioni per il rinnovo delle Rsu. La Filctem-Cgil di Imola si è confermata primo sindacato, con 8 delegati eletti su 9 seggi a disposizione. (lo.mi.) 

Nella foto: la sede di Florim a Mordano

Gruppo Florim, nel 2020 fatturato a 380 milioni e showroom ad Abu Dhabi
Economia 14 Luglio 2021

I soci di Tper approvano il bilancio 2020, nominati anche i nuovi organi societari

I soci di Tper hanno approvato all’unanimità il progetto di bilancio, proposto e deliberato dal Cda nello scorso mese di maggio. Oltre all’esame del consuntivo 2020 di Tper, chiuso con un utile netto d’esercizio di 3,2 milioni di euro, e alla presentazione ai soci del Bilancio di Sostenibilità e del Piano industriale triennale 2021-2023, all’ordine del giorno dell’Assemblea era in programma anche il rinnovo degli organi societari, data la scadenza del mandato.
 
Malgrado la contrazione dell’utenza di un terzo rispetto all’anno precedente, i servizi Tper hanno mantenuto un lusinghiero tasso di utilizzo, con oltre 100 milioni di viaggi effettuati sui bus del trasporto pubblico di Bologna e Ferrara e una proporzionale buona tenuta dell’utenza fidelizzata (gli abbonati annuali sono scesi solo del 12%, attestandosi ad oltre 97.300 nel 2020). 
 
Conclusosi il precedente mandato triennale con l’approvazione del consuntivo 2020, l’assemblea dei soci di Tper ha proceduto alla nomina del nuovo Consiglio d’Amministrazione composto da tre membri, come da Statuto societario, e del Collegio Sindacale. Il nuovo Consiglio di Amministrazione di Tper SpA, che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio 2021, è composto da: Giuseppina Gualtieri, presidente e Amministratore Delegato (confermata); Giovanni Neri, consigliere (confermato); Maria Elisabetta Tanari, consigliera (nuova nomina). Il Collegio Sindacale è composto da: Enrico Corsini, presidente (nuova nomina); Fabio Ceroni, sindaco effettivo (confermato); Patrizia Preti, sindaco effettivo (confermata); Romana Romoli, sindaco supplente (confermata) e Gian Luigi Morten, sindaco supplente (nuova nomina). (r.e.)

I soci di Tper approvano il bilancio 2020, nominati anche i nuovi organi societari
Cronaca 2 Luglio 2021

Terme di Castel San Pietro, approvato il bilancio 2020 e sguardo al futuro

L’assemblea dei soci delle Terme di Castel San Pietro Spa nei giorni scorsi ha approvato il bilancio di esercizio 2020 ed ha esaminato l’andamento dei primi 5 mesi di attività dell’anno in corso.

Dai numeri essenziali del bilancio emerge come, nonostante i danni che il Covid-19 ha provocato in termini di accessi e di volume di attività, la società ha realizzato un margine operativo lordo positivo e una perdita, dopo gli ammortamenti per oltre 300 mila euro, oneri finanziari e imposte, pari a 188 mila euro.

«Siamo di fronte ad un risultato non solo importante, ma che conferma il forte radicamento della società termale, l’alto livello di fidelizzazione della clientela e soprattutto la capacità di affrontare sfide difficili nel più ampio rispetto delle norme di sicurezza predisposte – ha affermato l’Amministratore delegato della società, Stefano Iseppi -. La tenuta dei livelli occupazionali dei dipendenti, insieme a quelli dei collaboratori sanitari e delle attività correlate, rappresenta, in un esercizio tanto difficile, un risultato decisamente importante che evidenzia da una parte una forte resilienza della società e dall’altra la volontà, determinazione e tenacia nel non avere mai rinunciato a guardare oltre le stringenti difficoltà. A conferma di ciò proprio negli ultimi mesi dell’anno sono stati avviati nuovi investimenti tecnologici al servizio delle attività terapeutiche che hanno proseguito quelli effettuati negli ultimi anni e che hanno riguardato la completa ristrutturazione della piscina termale e dell’area poliambulatoriale».

Il numero dei clienti nel corso dell’anno 2020 è stato pari a 5.500, facendo segnare un –50% rispetto all’anno precedente. Sono aumentati invece gli assistiti inviati dalle Asl di Imola e Bologna per quanto attiene gli esami audiometrici e le visite specialistiche otorino. Il Centro termale ha riaperto il 29 marzo e proseguirà la propria attività fino al 18 dicembre. (da.be.)

Terme di Castel San Pietro, approvato il bilancio 2020 e sguardo al futuro
Economia 16 Giugno 2021

Terremerse, bilancio da 179 milioni di euro con la «sorpresa» del comparto carni

Fatturato in crescita per Terremerse, la cooperativa multifiliera agroalimentare, che chiude il 2020 con un bilancio consolidato di 179 milioni di euro. I risultati positivi sono stati ottenuti «grazie ad azioni che partono da lontano – spiega l’azienda – da scelte strategiche che la cooperativa ha messo in atto negli anni passati».

Ma nel 2020 c’è stata anche la «sorpresa» del comparto carni, con il forte incremento delle quantità vendute (+17%) e la contemporanea crescita delle marginalità, effetto anche delle restrizioni legate alla pandemia che hanno incentivato i consumi domestici. «Il flusso di cassa prodotto nel 2020 – commenta il direttore generale, Emilio Sabatini – ha consentito di abbattere il debito finanziario per oltre 8 milioni di euro».

Per gli altri settori di attività, si registra il forte miglioramento del settore cereali, la conferma dell’eccellente performance delle agroforniture, il solido equilibrio dell’ortofrutta, con la novità del Progetto nocciolo. «Un fattore che ci preme sottolineare e sul quale abbiamo fortemente lavorato nel corso del 2020 è il successo dell’operazione Pempacorer – sottolinea il presidente, Marco Casalini -. Abbiamo integrato la nostra Organizzazione di produttori (Op), sia come struttura operativa sia come base sociale. Questo ha una valenza strategica straordinaria per Terremerse, rendendola un’azienda unica in Italia nel suo genere (multifiliera e con una propria sezione Op), che nel 2021 produrrà un fatturato di oltre 220 milioni di euro». (lo.mi.) 

Nella foto: da sinistra, il presidente di Terremerse, Marco Casalini, e il direttore generale, Emilio Sabatini

Terremerse, bilancio da 179 milioni di euro con la «sorpresa» del comparto carni
Economia 3 Giugno 2021

Cefla approva il bilancio 2020, utile di gruppo al massimo storico di 31,6 milioni di euro

Il bilancio consolidato 2020 del gruppo Cefla si chiude con buoni risultati, nonostante la pandemia. Se i ricavi sono in leggera contrazione (superano i 531 milioni di euro), la posizione finanziaria netta totale passa da 38 a 55 milioni di euro (più 47%), l’utile netto complessivo consolidato ammonta a 31,6 milioni di euro, valore massimo raggiunto storicamente dal gruppo, in crescita del 16,9% rispetto al 2019 e pari al 5,9% di incidenza sui ricavi. Il patrimonio netto si consolida a 271 milioni, in crescita del 6% rispetto al 2019.  

«Cefla – così Gianmaria Balducci, presidente di Cefla, commenta i risultati raggiunti – ha da sempre superato le sfide con la capacità di creare valore nel tempo attraverso diverse competenze, solidità e capacità di innovazione. La nostra caratteristica di imprenditorialità condivisa ci permette, inoltre, di perseguire con forza e convinzione l’obiettivo per noi primario della soddisfazione dei nostri clienti, nazionali e internazionali. Obiettivo che richiede grande responsabilità e impegno nella ricerca e sviluppo di nuovi prodotti e servizi e grande attenzione all’innovazione e miglioramento continuo dei processi». Nel 2020 proprio per queste attività sono stati investiti 10,7 milioni di euro. (lo.mi.) 

Nella foto: il presidente di Cefla, Gianmaria Balducci

Cefla approva il bilancio 2020, utile di gruppo al massimo storico di 31,6 milioni di euro
Economia 22 Maggio 2021

Cims, l’assemblea dei soci approva il bilancio 2020. La cooperativa regge bene nonostante la pandemia

L’assemblea dei soci della cooperativa multiservizi Cims, che si è svolta giovedì 20 maggio 2021, ha approvato il bilancio 2020. L’anno si è chiuso con un valore della produzione di 46,2 milioni di euro, in tenuta rispetto all’anno precedente (46,6 milioni), con un margine operativo lordo pari a 1,7 milioni, in miglioramento rispetto alle stime effettuate in sede di pre-consuntivo, mentre l’utile netto si attesta sui 78 mila euro. «Il risultato finale risente di rettifiche di valore “straordinarie”, derivanti dalle conseguenze della pandemia, che ha modificato le esigenze abitative trasformando i paradigmi dei bisogni abitativi – osserva il direttore amministrativo e finanziario di Cims, Giampiero Bassi -. Questo ha generato la necessità di rivedere le valutazioni su beni della cooperativa destinati ad attività immobiliare, inducendo una valutazione di maggiore prudenza, tale da recepire questi effetti “straordinari” ed “esogeni” generati dall’emergenza sanitaria».

«L’anno 2020 è stato un anno decisamente articolato e complesso per la cooperativa – spiega il presidente di Cims, Antonio Dongellini -. In primo luogo la gestione della pandemia ha inciso sulla produzione, contraendo le commesse edili tradizionali ed accelerando le commesse dei servizi, in particolare modo quelle manutentive degli ospedali, che ci hanno visto in prima linea nella realizzazione delle opere Covid. Inoltre, il 2020 ha rappresentato anche per la nostra azienda un anno di transizione verso una rinnovata “governance”, con nuovi presidente e vice e nuovo direttore generale, anche se comunque nel segno della continuità di valori e indirizzi strategici».

Per il 2021 la cooperativa stima di sviluppare una produzione di 51 milioni di euro, di cui oltre 86% già acquisiti, con il mantenimento delle marginalità. I medesimi valori sono inoltre attesi anche per il periodo 2022-2023, così come previsti nel Piano industriale triennale 2021-2023 deliberato lo scorso marzo. Passando ai singoli settori, il 2020 si può così articolare in base all’incidenza sul fatturato totale 2020: edilizia 38%, servizi manutentivi (ospedali del bolognese e immobili dell’Università di Bologna) più servizi cimiteriali (tra cui la Certosa di Bologna) 38%, infrastrutture (tra a cui la realizzazione di un tratto della Ciclopedonale Bologna-Verona) 14%, impiantistica 5%, gestione del verde e conduzione di aziende agricole 5%. I settori più performanti in relazione alla marginalità sono stati, nell’ordine: gestione del verde, impiantistica, servizi manutentivi e cimiteriali, edile e infrastrutture. Nel corso del 2020 la Cooperativa registra una base sociale in cui il 20% ha meno di 35 anni, il 28% dai 36 ai 45 anni, il 30% dai 46 ai 55 anni ed il 22% dai 56 ai 64 anni. Il nuovo Cda ha un’età media di 42 anni, questo a garanzia del ricambio generazionale, che è un fattore importantissimo soprattutto in aziende cooperative. Ad oggi Cims vanta un organico di 290 unità di personale diretto. (r.e.)

Nella foto: l’assemblea di Cims del 20 maggio scorso. Da sinistra, il vicepresidente Fabio Freddi, il presidente Antonio Dongellini e il direttore amministrativo e finanziario Giampiero Bassi

Cims, l’assemblea dei soci approva il bilancio 2020. La cooperativa regge bene nonostante la pandemia
Economia 15 Maggio 2021

Il bilancio 2020 del gruppo Sacmi, fatturato a oltre 1,1 miliardi di euro e patrimonio netto stabile a 682 milioni

Fatturato sopra 1,1 miliardi di euro, patrimonio netto stabile a 682 milioni di euro, quasi 4.600 dipendenti e leadership tecnologica in tutti i mercati. Questi i numeri del gruppo Sacmi, comunicati ieri, 14 maggio, all’assemblea dei soci della capogruppo e contenuti nel bilancio 2020 approvato dal Consiglio di amministrazione della cooperativa imolese. «Sacmi ha dimostrato, in questo anno molto particolare, di essere attrezzata per affrontare anche questa sfida» ha sottolineato il presidente, Paolo Mongardi. La pronta messa in sicurezza di tutti i lavoratori «ha consentito di garantire la continuità delle attività produttive e di assistenza in Italia e nel mondo».

Nel dettaglio, in ambito Tiles, il business più importante del gruppo, Sacmi ha risposto al calo generalizzato dei volumi con investimenti ancora più decisi sull’innovazione, di prodotto e processo. In ambito Packaging, Sacmi ha confermato i risultati 2019. Nel Beverage spicca, nel 2020, il buon andamento della vendita di etichettatrici, in particolare sul mercato americano.

Nel 2020 cresciuti ancora i brevetti depositati (4.650 nella storia di Sacmi) e il numero e qualità dei progetti realizzati con il sistema delle università; rinnovato inoltre l’impegno e vicinanza al territorio, con la donazione di una risonanza magnetica di ultima generazione all’Ospedale di Imola. Un’iniziativa che porta a oltre 3 milioni di euro i contributi destinati a erogazioni liberali negli ultimi tre anni da parte della cooperativa. (lo.mi.)

Ulteriori dettagli sul bilancio 2020 di Sacmi sul «sabato sera» in edicola dal 20 maggio 

Nella foto: il logo Sacmi sulla rotonda di via Selice a Imola

Il bilancio 2020 del gruppo Sacmi, fatturato a oltre 1,1 miliardi di euro e patrimonio netto stabile a 682 milioni

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